Migliori cuffie e auricolari per correre

By Andrea Rossi

Quando si cercano cuffie e auricolari per correre, spesso ci si dimentica che si tratta di un tipo di prodotto molto particolare. Di cuffie infatti ne esistono a centinaia, con differenti prezzi e forma factor. Quelle per il running però, oltre a dover riprodurre un audio di qualità, devono essere in grado di assicurare anche il massimo comfort.

Se siete degli sportivi e amate fare attività con la vostra musica preferita infatti, forse vi sarete accorti che spesso gli auricolari tradizionali non calzano a pennello, creando dei fastidi che non fanno godere al meglio della corsa.

Proprio per questo motivo oggi ci impegneremo a mostrarvi i migliori auricolari e cuffie per correre, in modo da permettervi di portare sempre con voi i vostri brani preferiti senza rinunciare alla comodità di prodotti studiati appositamente per questo scopo.

Migliori cuffie e auricolari per correre

Non dimenticate inoltre che, quando scegliete delle cuffie per lo sport, sono molte le caratteristiche che dovete tenere in considerazione. La prima di tutte, a nostro avviso è la scelta del tipo di connessione. Delle cuffie bluetooth infatti, assicurano una libertà di movimento assoluta, rendendo praticamente impossibile rimanere aggrovigliati nei cavi.

Seconda, ma non meno importante caratteristica da tenere in considerazione, è l’impermeabilità. Essendo dei prodotti che verranno molto probabilmente utilizzati anche in condizioni avverse, è fondamentale che questi possano resistere al sudore e al contatto con i liquidi.

Detto questo, nei prossimi paragrafi vi presenteremo le migliori cuffie e auricolari per il running che abbiamo selezionato per voi. Fra i modelli presenti, siamo sicuri che troverete quello più adatto al vostro utilizzo e al vostro portafoglio. Prima di procedere però vogliamo presentarvi la top 10 delle cuffie e auricolari sport più vendute su Amazon, in modo da potervi fornire un quadro completo e dettagliato anche dell’apprezzamento di alcuni modelli da parte degli utenti.

Cuffie e auricolari per correre più venduti

OffertaPiù venduto N. 4

Più venduto N. 6

1. Plantronics BackBeat Fit


Plantronics Backbeat Fit, auricolari Bluetooth per telefonino, colore nero

  • Comfort e stabilità: cuffie wireless flessibili per attività sportive con cuscinetti che assicurano comodità e stabilità durante gli allenamenti più intensi
  • Impermeabili e idrorepellenti: affronta le condizioni più estreme grazie al design impermeabile fino a un metro di profondità* e al nano rivestimento idrorepellente
  • Audio coinvolgente e ricco di dettagli: goditi la tua musica in tutta la sua dinamicità, con bassi profondi, toni medi realistici e alti dalla qualità cristallina
  • Sempre in allerta: ascolta i suoni dell’ambiente che ti circonda grazie al design aperto dei cuscinetti
  • Batteria potente: fino a otto ore di ascolto con una sola ricarica, 15 minuti di ricarica rapida per un’intera ora di ascolto.

94,99 EUR

Acquista su Amazon

Plantronics è da sempre un marchio che punta molto sulla qualità audio, sfornando ogni anno delle cuffie che vanno incontro alle richieste degli utenti più esigenti. Questo modello oltre a fornire un’ottima qualità audio, offre un comfort davvero notevole, grazie al suo design azzeccatissimo.

L’archetto che corre tutto intorno all’orecchio e i materiali gommati, offrono infatti una presa davvero salda durante la corsa. Nonostante questo, riuscirete a sentire comunque i suoni di ciò che vi circonda, senza essere mai del tutto isolati, evitando quindi di mettere a repentaglio la vostra sicurezza in mezzo al traffico.

Da non dimenticare la resistenza a polvere, sudore e pioggia, accompagnata da un’ottima autonomia di circa otto ore.

2. Urbanears Stadion


Urbanears – Stadion Bluetooth Auricolari – Rush

  • Bobine stretch e tecnologia EarClick
  • Controllo a 3 pulsanti per fare clic con la tua playlist
  • Bluetooth-ready
  • Fino a 7 ore di tempo di riproduzione
  • Microfono incorporato e telecomando

90,00 EUR

Acquista su Amazon

Queste cuffie per la corsa di Urbanears, sono forse uno dei modelli dal design più particolare che abbiamo incontrato. Disponibili in quattro bellissimi colori, si tratta di un modello votato a eliminare tutti quei piccoli fastidi che possono essere causati dai cavi. Il comfort durante l’utilizzo è davvero alto, grazie ad una struttura che avvolge la testa e l’orecchio senza però risultare invasiva.

Se avete qualche dubbio sulla posizione dei comandi, vi diciamo subito che questa non inficerà assolutamente l’utilizzo in corso. Anche se situati nella parte posteriore infatti, i pulsanti risultano grandi e ben distribuiti, quindi davvero facili da trovare. Una nota di plauso infine, va sia all’autonomia che supera le sette ore, che alla qualità audio.

3. Bose Soundsport In Ear

Bose si contraddistingue da sempre per essere uno dei leader fra i produttori di accessori audio. Questi auricolari per la corsa non smentiscono il trend positivo dell’azienda e portano la riproduzione di brani durante l’attività fisica su di un altro livello.

Il loro punto di forza è senza dubbio rappresentato dalla combinazione di comfort assoluto, resistenza al sudore e bassi davvero profondi. Certo, la presenza di tonalità basse potrebbe non fare contenti tutti gli utenti, ma si tratta comunque di un parere puramente soggettivo.

Disponibili sia per iPhone che per Android, offrono anche la possibilità di scegliere un modello che rinuncia ai controlli remoti in favore di qualche grammo di peso in meno.

4. Shure SE215


Shure SE215-CL-BT1-EFS SE215-CL-BT1-EFS Auricolari Wireless con Isolamento Acustico, Trasparente

  • Suono nitido e gamma estesa dei bassi per prestazioni audio eccellenti, in un fattore forma comodo e portatile
  • Il design Sound Isolating, insieme ad un kit con diverse guaine per un comfort personalizzato, blocca fino a 37 dB di rumore esterno, per un ascolto immersivo a prescindere dall’ambiente
  • Il telecomando e microfono in linea permette il controllo delle chiamate telefoniche e dei comandi vocali, nonché la facile gestione del volume e della riproduzione musicale
  • Sono inclusi una custodia con cerniera e un kit con una selezione di guaine
  • Nero traslucido o trasparenti, con richiamo ai sistemi di monitoraggio in-ear utilizzati sui palchi di tutto il mondo, in blu o bianco traslucido, per una finitura elegante e moderna

139,00 EUR

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Se siete abituati a utilizzare prodotti audio di tipo consumers, forse il marchio Shure non vi sarà così familiare. In realtà si tratta di uno dei brand più apprezzati dagli audiofili di tutto il mondo, che offre cuffie e auricolari di alta qualità, con prezzi tutto sommato corretti.

Queste Shure SE215 in particolare, possono tranquillamente battagliare con prodotti ben più costosi. Nonostante non si tratta di auricolari per lo sport in senso stretto infatti, riesco a svolgere egregiamente anche questo compito. Il merito è soprattutto dell’ergonomia, che consente in ogni momento una calzata comoda e stabile.

5. Sennheiser CX Sport


Sennheiser CX Sport Cuffie In Ear Wireless, Nero/Giallo

  • Cuffie microfoniche sport in-ear wireless high quality, garantiscono chiarezza e bassi potenti.
  • Il design ergonomico consente di indossarle dietro al collo oppure davanti, con un regolatore posto sul cavo che consente di stringerlo per farlo aderire perfettamente al capo.
  • Resistente all’acqua e al sudore.
  • Durata batteria 6 ore, tempo di ricarica USB 1.5 ore, opzione ricarica veloce 10 minuti per un’autonomia di ascolto di 1 ora
  • Possibilità di accoppiare via bluetooth 2 dispositivi simultaneamente (hfp/a2dp) da una pairing list di 8 dispositivi

129,00 EUR

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Anche Sennheiser offre una vasta gamma di auricolari e cuffie per la corsa, prodotti davvero comodi e con un’ottima qualità sonora. Questo modello potrebbe ingannare gli occhi meno esperti, essendo realizzato in plastica e con colori sgargianti. In realtà i materiali sono duraturi e offrono una buona durata nel tempo.

Anche la calzata è di alto livello, grazie alle alette posizionate attorno agli auricolari, che garantiscono sempre una stabilità sopra la media senza diventare fastidiosi all’interno del padiglione auricolare. Unica pecca attualmente riscontrabile è la mancanza di bassi marcati. Si tratta comunque di un parere puramente soggettivo che, per alcune categorie di utenti può diventare addirittura un pregio.

6. Philips Actionfit

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Philips SHQ6500CL Actionfit Cuffie Sportive, Wireless, Bluetooth, 10 mW, 107 dB, 32 Ω, Nero/Verde

  • Connessione wireless Bluetooth per allenamenti senza grovigli
  • Il design acustico aperto lascia entrare i suoni per una consapevolezza e sicurezza maggiori
  • I cuscinetti in gomma antiscivolo tengono le cuffie sempre al loro posto
  • Controlla la musica e rispondi alle chiamate durante i tuoi allenamenti
  • Contenuto confezione: Cuffie SHQ6500CL, Custodia da trasporto, Cavo USB per ricarica, Stabilizzatore dell’auricolare: 2 paia
69,99 EUR
– 34%

45,99 EUR

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Fino a questo momento abbiamo trattato delle cuffie e auricolari per correre che, anche se non esageratamente costosi, mantengono dei prezzi abbastanza elevati. Se vi dicessimo che esiste un modello di Philips che riesce a coniugare perfettamente la qualità con l’economia?

Si tratta di auricolari bluetooth che offrono un’ottima ergonomia (vedi gli inserti in gomma), unita a una qualità audio di buon livello. I colori accesi poi le rendono perfette se siete soliti indossare un look sgargiante e un po’ fuori dagli schemi. Da non dimenticare la presenza di una certificazione IPX2, che consente a questi auricolari sport di resistere alla pioggia e al sudore.

Altri articoli interessanti e conclusioni

Quelle che vi abbiamo presentato fino ad ora sono le migliori cuffie e auricolari per la corsa. I modelli che abbiamo selezionato, per motivi diversi, meritano tutti di essere acquistati. Sarete voi poi, in base al vostro interesse, a scegliere il tipo più adatto alle vostre esigenze.

Se poi volete saperne ancora di più di sport e tecnologia, vi lasciamo alcune guide che vi torneranno sicuramente utili.

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Se poi, per qualsiasi motivo, avete bisogno di contattarci e di porci delle domande, rimaniamo sempre a vostra disposizione. i metodi più semplici che potete utilizzare sono il box dei commenti che trovate in basso o la nostra pagina Facebook.

Gimbal per smartphone: quale comprare

By Manuel Baldassarre

FeiyuTech Vimble 2 Giunto cardanico palmare stabilizzato a 3 assi

Che siate dei professionisti o che vogliate solamente fare delle buone riprese, non importa, i gimbal sono stabilizzatori in grado di debellare completamente i tremolii del vostro smartphone! In realtà questi dispositivi nascono proprio nel mondo del cinema, ma oggi a prezzi decisamente più accessibili, i gimbal per smartphone stanno entrando nelle case di tutti!

Il loro funzionamento è tutt’altro che semplice, ma a seconda del grado di precisione e accuratezza che cercate, avete a disposizione diverse fasce di prezzo. Negli anni infatti, questi dispositivi si sono aperti sempre di più al mercato ed ora la scelta è molto più variegata, anche e soprattutto nel prezzo!

Gimbal per smartphone: come funziona?

Prima di vedere quali sono, secondo noi, i migliori gimbal per smartphone da acquistare, è bene dare un’occhiata più da vicino a questi dispositivi per capirne il funzionamento e farsi subito un’idea delle loro caratteristiche per individuare quelle a cui non potrete rinunciare al momento della scelta!

Partiamo innanzitutto con il vedere esteticamente com’è fatto un gimbal per smartphone. La sua forma è assimilabile a quella di un selfie stick (si esatto, quei bastoni per i selfie che sorreggono lo smartphone facendo foto e video a distanza, premendo un semplice pulsante sull’impugnatura):

Ecco, un gimbal per smartphone è presso a poco la stessa cosa, ma ha al suo interno delle elaborate componenti elettroniche che gli permettono di mantenere lo smartphone (e in generale la fotocamera o la vostra action cam) perfettamente immobile! E grazie all’elettronica poi, troverete anche dei comandi fisici.

Ma scendiamo nei dettagli e vediamone il funzionamento! La “testa” del gimbal, grazie all’elettronica presente anche nei nostri smartphone e grazie a dei motori elettrici, stabilizza i movimenti dello smartphone in base a determinati assi di riferimento. In genere i gimbal stabilizzano su almeno tre assi:

migliori gimbal per smartphone

Così facendo tutti i movimenti diventano fluidi e stabilizzati, e grazie ai comandi fisici – uniti spesso ad un’app da installare sullo smartphone – spesso è anche possibile creare effetti di movimento, seguire oggetti (tracking) e molto altro! Ma perché stiamo facendo differenze tra gimbal per smartphone e altri?

Essenzialmente – trascurando la precisione e le funzionalità più professionali – la differenza la fanno proprio i motori elettrici che muovono i bracci del gimbal: la loro potenza definisce un peso massimo di azione che, in questo caso, restringe il campo alle action cam o agli smartphone (circa 250 grammi).

Gimbal per smartphone: i più venduti

Ora che abbiamo visto più nel dettaglio le caratteristiche ed i vari tipi di gimbal, è arrivata l’ora di consigliarvi nell’acquisto di uno di questi. Prima però, ecco una lista aggiornata dei 10 gimbal per smartphone più venduti su Amazon Italia.

Ovviamente il fatto che siano i più venduti, non vuol dire che siano i migliori da acquistare: per quello vi chiediamo di seguirci nel prossimo paragrafo dove vi consiglieremo – e guarderemo più da vicino – i migliori in assoluto per fasce di prezzo. Ecco la lista:

Più venduto N. 1

Zhiyun Smooth 4 nero (Zhiyun The latest version )

Zhiyun – Elettronica

149,00 EUR

Più venduto N. 3

Zhiyun Smooth di Q stabilizzatore

Zhiyun – Accessorio

159,90 EUR

OffertaPiù venduto N. 4

DJI Osmo Mobile Stabilizzatore d’immagine (Gimbal) a 3 assi per Smartphone

DJI – Elettronica

339,00 EUR
– 33%

da 225,69 EUR

Dunque questi erano attualmente i gimbal per smartphone più venduti su Amazon. Se siete interessati ad uno di questi vi basterà cliccare sul suo nome per essere indirizzati immediatamente sul sito. Ricordate però, prima dell’acquisto, di verificare l’affidabilità del venditore e di dare un’occhiata ai feedback lasciati dagli acquirenti prima di voi.

Spesso inoltre, potrete acquistarne uno con spedizione gratuita e veloce se avete un account Amazon Prime. Se invece siete indecisi su quale sia il migliore per voi, o avete bisogno di un consiglio nell’acquisto, allora affidatevi a noi e vediamo – nel seguente paragrafo – i migliori gimbal per smartphone.

I migliori gimbal per smartphone

Se vi state chiedendo quale sia il miglior gimbal per smartphone, vi state facendo la domanda sbagliata! Cercando in rete vedrete che i gimbal hanno (chi più chi meno) lo stesso funzionamento, ed il loro costo sale – in genere – all’aumentare della precisione del motore elettrico. Ciò che dovete invece guardare, è tutto il resto! Ecco alcuni che possiamo consigliarvi:

FeiyuTech Vimble 2


FeiyuTech Vimble 2 Giunto cardanico palmare stabilizzato a 3 assi

  • ※ Estensione gratuita per…
  • ※ Pulsante Otturatore Blue….
  • ※ Cursore dello zoom…
  • ※ Tempo di lavoro duraturo:…
  • ※ Colori moda: ※…

109,00 EUR

Acquista su Amazon

Tra i più economici troviamo senz’altro il Vimble 2, un gimbal per smartphone stabilizzato su tre assi con batteria integrata da 2200 mAh in grado di dare un’autonomia di circa 5 ore. Tra i pregi c’è sicuramente la leggerezza, la facilità d’uso grazie ai pochi pulsanti, ed il fatto che può allungarsi.

Tra le funzionalità integrate c’è la connessione Bluetooth con lo smartphone, l’attacco a vite per il treppiedi ed alcune utili modalità di funzionamento per aiutarvi nell’effetto che volete ottenere. Potete trovarlo anche su GearBest ad un prezzo inferiore cliccando sul seguente link:

Zhiyun Smooth 4


Zhiyun Smooth 4 nero (Zhiyun The latest version )

  • Time Lapse Expert: Smooth 4…
  • Oggetto Tracking: Smooth 4…
  • A due vie di ricarica & 12H…
  • Per Instant scene di…
  • Capacità di messa a fuoco…

149,00 EUR

Acquista su Amazon

Lo Smooth 4 è l’ultimo gioiellino di casa Zhiyun – uno dei migliori brand in assoluto quando si tratta di gimbal – e nonostante il prezzo decisamente economico, questo stabilizzatore integra tantissime funzionalità avanzate che lo rendono perfetto sia per il principiante che per il professionista!

Per dare qualche numero, lo Smooth 4 è un gimbal a 3 assi con una batteria che garantisce ben 12 ore di autonomia. Il suo motore elettrico può supportare smartphone fino a 210 grammi ed eseguire panoramiche complete o movimenti laterali fino a 240 gradi. Potete trovarlo anche su GearBest:

EVO shift

Tra i più apprezzati gimbal per smartphone c’è EVO Shift, uno stabilizzatore a tre assi con un joystick centrale più semplice da utilizzare ma che integra comunque tutto ciò che serve per stabilizzare le vostre riprese e creare dei bei effetti video grazie anche all’app dedicata.

Non manca poi un attacco a vite per il treppiedi, una batteria integrata da 1500 mAh – che dovrebbe promettere 12 ore di utilizzo – ed un motore elettrico in grado di sorreggere action cam e smartphone fino ad un massimo di 220 grammi. I feedback su Amazon sono molto buoni: merita un’occhiata!

Zhiyun Smooth Q


Zhiyun Smooth di Q stabilizzatore

  • Consente di catturare immagini…
  • peso ridotto e buona mobilità
  • compatta e facile da…

159,90 EUR

Acquista su Amazon

Lo Smooth Q è molto simile al precedente EVO, ma porta con sé l’enorme esperienza del brand Zhiyun a praticamente lo stesso prezzo! Anche qui abbiamo tre assi di stabilizzazione e 1500 mAh di batteria. Buono anche il range di movimento, che va dai 320° (sugli assi) ai 360° in rotazione.

Lo Zhiyun Smooth Q può sorreggere smartphone con uno schermo fino a 6 pollici e con un peso di circa 200 grammi. Tramite l’app, ben fatta, è possibile accedere a molte funzionalità e modalità come l’Auto-tracking di un oggetto, il Time Lapse e molto altro. C’è anche su GearBest ad un prezzo ancor più abbordabile. Ecco il link:

Zhiyun Smooth 3


Zhiyun Smooth 3 smooth-iii assi 360 gradi brushless palmare Gimbal stabilizzatore per smartphone

  • Bilanciamento preciso in un…
  • Porta di montaggio universale…
  • Aggiornamento diretto del…
  • Volantino innovativo per…
  • APP completo con funzioni…

169,00 EUR

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Predecessore dello Smooth 4, lo Zhiyun Smooth 3 è ancora uno dei migliori gimbal per smartphone (e costa ancora più del nuovo infatti), premiato anche al CES 2018: per saperne di più, date un’occhiata alla nostra recensione dello Zhiyun Smooth 3. Ma diamo anche qualche dato tecnico.

Questo gimbal è equipaggiato con una grande batteria ricaricabile che garantisce ben 14 ore di autonomia. Inoltre i motori elettrici professionali garantiscono fino a ben 260 grammi di peso! I comandi fisici, uniti all’app per smartphone infine, consentono un controllo completo e professionale con molte modalità e funzioni.

DJI Osmo Mobile

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DJI Osmo Mobile Stabilizzatore d’immagine (Gimbal) a 3 assi per Smartphone

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DJI, esattamente come per i droni, è un brand leader nel settore, ed il suo Osmo Mobile è un esempio pratico della loro professionalità e conoscenze nel campo. Parliamo infatti di uno stabilizzatore a 3 assi estremamente preciso, molto leggero e maneggevole con diverse modalità di funzionamento e dei comodi pulsanti fisici.

L’unica pecca sta proprio nelle dimensioni che, inevitabilmente, non permettono di montare smartphone molto grandi o pesanti. Ad ogni modo, negli ultimi mesi il prezzo è sceso molto ed è quindi una valida alternativa da considerare! Se volete risparmiare tantissimo poi, lo sapete: c’è GearBest!

Conclusioni: quale scegliere?

Insomma, questi erano secondo noi i migliori gimbal per smartphone! Se siete ancora indecisi nella scelta potremmo fare per voi alcune utili considerazioni: se infatti non state cercando uno strumento eccessivamente professionale, e nemmeno troppo costoso, allora uno Smooth Q sarebbe un’ottima scelta.

Se invece cercate un gimbal con un funzionamento particolarmente preciso e ricco di funzioni, potreste optare per uno Smooth 3 o Smooth 4, rimanendo comunque in un budget basso! Per qualsiasi altra domanda o dubbi, lasciate un commento qui in basso o inviateci un messaggio tramite il nostro Bot di Messenger (Facebook). Ecco altri link che potrebbero interessarvi:

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Come funziona WeTransfer

By Gaetano Abatemarco

WeTransfer

Ad oggi inviare file tramite Internet è un operazione che svolgiamo quotidianamente, solitamente ci si affida alla posta elettronica o a servizi cloud (gratuiti o a pagamento). Questi ultimi però, sopratutto nelle loro versioni gratuite, impongono non poche limitazioni all’utente: dimensioni massime dei file inviabili molto piccole, numero finito di upload giornalieri, velocità di upload o download limitata ecc.

Inoltre i file che inviamo in questo modo rimangono residenti nel nostro cloud storage costringendoci a continue pulizie.

Se abbiamo la necessità di inviare gratis file di notevoli dimensioni e non vogliamo stipulare un contratto a pagamento con un servizio di cloud hosting per poter rimuovere alcune delle limitazioni più pesanti, possiamo affidarci ad un servizio che anche nella sua versione gratuita permette l’invio di file di grandi dimensioni (max 2 GB). Il servizio di cui stiamo parlando è WeTransfer, esso non richiede alcuna installazione sul proprio PC ed è raggiungibile attraverso la homepage WeTransfer.

Come si usa WeTransfer

Per poter utilizzare il servizio è necessario fare una scelta, utilizzare la versione gratuita con qualche limitazione oppure sottoscrivere un abbonamento mensile (o annuale) e utilizzare WeTransfer plus senza le limitazioni presenti nella versione gratuita.

La pagina di scelta è raggiungibile da qui. In questa pagina web, sulla sinistra, sono elencate le caratteristiche principali delle due versioni.

Versione Gratuita

  • Non è richiesta alcuna registrazione
  • Permette l’invio di qualunque tipo di file dal peso minore di 2 GB
  • Assicura la permanenza del file caricato per 7 giorni sui server di WeTransfer, superati i quali il file viene eliminato automaticamente
  • Possibilità di inviare lo stesso file a 20 destinatari diversi
  • Criptaggio dei file inviati

Versione a pagamento (WeTransfer Plus)

  • È richiesta la registrazione e una sottoscrizione con un contratto mensile o annuale
  • Invio di qualunque tipo di file con peso minore di 20 GB
  • Possibilità di scegliere il tempo di permanenza del file sui server WeTransfer, oltre il quale il file viene eliminato automaticamente
  • Criptaggio dei trasferimenti
  • Invio dello stesso file a 100 destinatari diversi
  • Possibilità di mantenere sui server fino a 100 GB di file
  • Possibilità di creare una password per il trasferimento al fine di aumentare la protezione del file inviato.

Guida all’utilizzo di WeTransfer

Attraverso i due pulsanti quindi possiamo scegliere la versione più adatta alle nostre esigenze. Una volta effettuata la scelta, il procedimento per l’upload è lo stesso (per la stesura della guida userò la versione gratuita poiché le caratteristiche di questa versione per i miei scopi sono più che sufficienti).

Utilizzando la versione free (di sicuro anche con quella a pagamento) verremo reindirizzati nella pagina di upload come mostra la figura seguente:

Lo sfondo della pagina può presentare immagini o pubblicità che permettono al servizio di guadagnare per ogni nostra visualizzazione al fine di mantenere e offrire a tutti il servizio gratuito con determinati standard di qualità. Per utilizzare il servizio di hosting è sufficiente riferirci al box di dialogo sulla sinistra della pagina, per la versione gratuita le opzioni presenti sono solo quelle essenziali:

La propria mail può essere inserita al fine di ricevere messaggi importanti riguardo il nostro upload ed eventuali conferme di avvenuta consegna e download. Per le opzioni aggiuntive possiamo cliccare l’icona presente accanto al pulsante Trasferisci. Nel caso della versione gratuita l’unica opzione aggiuntiva ci permette di scegliere se inviare in automatico al destinatario una email in maniera diretta attraverso WeTransfer oppure se generare un link per il file appena caricato che possiamo successivamente condividere anche attraverso altri canali.

Nel caso della versione Plus invece, oltre alle opzioni presenti nella versione gratis, abbiamo anche la possibilità di scegliere il tempo massimo di permanenza del file sui server di WeTransfer e la possibilità di impostare una password per l’upload che dovremmo poi condividere esclusivamente con il destinatario per permettergli il download del file ricevuto.

wetransfer

Per caricare un file possiamo cliccare su Aggiungi File al fine di aprire l’esplora risorse e scegliere il file che vogliamo inviare. Scelto il file possiamo inserire la mail del destinatario e la nostra mail ed eventualmente inserire un messaggio per il destinatario per dare una breve descrizione del file che stiamo inviando.

Una volta inserite tutte le informazioni verrà abilitato il pulsante Trasferisci presente in basso nel box su cui cliccare al fine di avviare l’upload del file scelto sui server di WeTransfer.

Nello stesso box ci verrà mostrata la progressione dell’upload:

WeTransfer

Finito l’upload ci si presenteranno due schermate differenti a seconda che abbiamo scelto di inviare una mail diretta attraverso WeTransfer o di generare un link da condividere attraverso altri canali:

WeTransfer

Se abbiamo scelto di generare un link allora possiamo adesso copiarlo e condividerlo attraverso il mezzo che si vogliamo utilizzare, mentre se abbiamo scelto l’invio della mail il servizio invierà due comunicazioni, una mail al mittente con un riepilogo dei dati e dei file inviati, con un messaggio di successo se tutto è andato a buon fine, e una mail al destinatario in cui saranno presenti i dati del mittente, il giorno di scadenza del file, e un link tramite il quale scaricare il file appena ricevuto.

Il destinatario ha la possibilità di scaricare il file cliccando sul link ricevuto (vale sia per email diretta che per condivisione di link). I link riporterà sul sito di WeTransfer dove, grazie al solito box di dialogo, si potrà effettuare il download del file.

WeTransfer

Se abbiamo scelto di inviare una mail diretta tramite il servizio riceveremo una conferma dell’avvenuto download quando il destinatario scaricherà il file dal link che ha ricevuto.

Conclusioni

WeTransfer nella sua versione gratuità è un servizio eccellente, l’ho usato spesso e non ho mai avuto problemi, per le mie necessita è interessante da usare quando i file hanno un certo peso e non mi interessa che rimangano totalmente privati (condivisione di un .exe o di uno .zip ecc.). Inoltre l’utilizzo del servizio nella sua versione gratuita evita agli utenti di riempire i loro cloud personali (dropbox, google drive, box ecc.) che diversamente richiederebbero periodiche pulizie.

Come consiglio, volendo condividere qualcosa di più personale attraverso questo servizio, un ulteriore metodo per proteggere gli upload è quello di creare un archivio protetto da password che solo voi conoscete e che dovrete condividere solo con il destinatario affinché esso possa estrarre i file ricevuti.

Inviare file di grandi dimensioni (anche per e-mail)La grandezza dei file, di solito, limita notevolmente la condivisione. Utilizzando dei metodi alternativi però, è possibile saltare questi ostacoli in modo semplice e veloce.

Inviare file di grandi dimensioni con Android e iPhoneAbbiamo dei “mattoni” da trasferire tra un telefono e l’altro? Ecco alcune app che possono aiutarci

Personalizzazione Android #4 – WINDOWS PHONE su ANDROID!

By Giuseppe Spera

La personalizzazione Android è un argomento che quasi sempre irrompe nell’eterna lotta (si fa per dire, NdR) tra i sostenitori del sistema operativo del robottino verde o della mela morsicata. L’ecosistema software iOS dei prodotti a marchio Apple consente infatti di andare a modificare pochissimi dettagli dell’interfaccia utente, mentre sui prodotti con a bordo Android possiamo davvero sbizzarrirci scatenando la nostra fantasia, rendendo davvero unico il nostro smartphone.

La rubrica dedicata alla personalizzazione Android, ora arrivata al quarto appuntamento, ci consente di dare una panoramica sui migliori consigli per sfruttare le migliori app e la vostra fantasia al fine di creare il vostro telefono ideale, almeno dal punto di vista dell’interfaccia grafica. Utilizzando i migliori launcher Android, le migliori app sfondi Android e altri applicativi vi guideremo passo passo nella realizzazione di una combinazione unica di colori e linee, con un unico obbiettivo in mente: potervi regalare la soddisfazione di poter dire:”Questo l’ho fatto io!” ogni qualvolta guarderete l’home screen del vostro smartphone.

In questa quarta puntata della rubrica vi mostriamo come realizzare una personalizzazione efficace in modo semplice, ricreando l’aspetto dei Windows Phone di Microsoft e Nokia!

Cosa vi occorre

Per realizzare la nostra personalizzazione avremo bisogno dei seguenti elementi:

LAUNCHER 10 è uno dei migliori launcher Android disponibili sul Play Store. Il suo pregio è quello di poter installare questo semplice launcher sul vostro smartphone e avere a disposizione decine di opzioni per la personalizzazione in modo totalmente gratuito. Se volete ricreare lo stile dei Windows Phone sul vostro smartphone Android, Launcher 10 è un download obbligatorio. Una delle caratteristiche di spicco di questo launcher è la presenza dei Live Tiles: le piastrelle del launcher prendono vita, animandosi con i messaggi contenuti all’interno delle app o con le foto della nostra galleria, in un feed che sembra vivo e che è iconico degli smartphone Lumia. Purtroppo questa funzione è a pagamento e costa, al momento, ben 6.99€: potete provarla gratuitamente per 14 giorni e poi decidere liberamente di acquistarla oppure no.

Resplash è una delle migliori app per sfondi Android, con centinaia di sfondi e wallpaper in alta qualità che possiamo utilizzare per completare la personalizzazione dei nostri smartphone Android. Ogni giorno tanti sfondi di altissima qualità per personalizzare al meglio il vostro smartphone!

Una personalizzazione non si può definire completa senza uno sfondo che risalti il frutto del nostro lavoro. Possiamo trovare tantissimi sfondi su Internet oppure anche qui scaricare una app sfondi Android dal Play Store, come ad esempio InsWall, con centinaia di sfondi ottimizzati per il nostro smartphone Android.

Infine, ultime ingrediente fondamentale, è un pacchetto icone. Possiamo trovarne a decine gratis, e ogni settimana lo store di Google ne propone molti in offerta oppure da scaricare gratuitamente. In questa puntata vi consigliamo MINIMALE, un pacchetto icone completamente gratuito dove le icone sono fortemente ispirate al Material design.

Non vi resta che guardare il video sulla personalizzazione Android lezione #4 e apprendere come realizzare la stessa interfaccia utente sul vostro smartphone Android. Come sempre per ogni dubbio o domanda c’è il box dei commenti qui sotto!

App per scaricare musica gratis su AndroidLe migliori applicazioni per scaricare musica gratis sul vostro smartphone e tablet Android.

Tastiera Google: guida alla personalizzazioneEcco alcuni consigli e trucchetti per utilizzare ed abbellire la tastiera Google ed ottimizzarne l’esperienza d’utilizzo adattandola alle nostre preferenze.

Le migliori app Android (e Widget) da installareLa collezione delle migliori app Android per sfruttare al massimo il vostro smartphone o tablet. Per un dispositivo più personalizzato e produttivo!

Come vedere la RAM del proprio PC

By Riccardo Ierardi

Ricerca sul menù Start della parola "sistema"

Ci sono innumerevoli ragioni per cui potreste aver bisogno di vedere la RAM presente nel vostro computer, dalla semplice curiosità alla necessità di rendere più veloce la vostra macchina, per completare al meglio le attività quotidiane. In questa guida ci concentreremo sui sistemi che ci permettono di controllare, in maniera piu o meno approfondita, quale e quanta RAM è presente nel nostro sistema.

Ogni sistema operativo ha la sua procedura, che sia essa già integrata o necessiti di un software dedicato; vedremo quindi varie strade per raggiungere il nostro scopo. Cominciamo!

Visualizzare RAM su Windows

Il sistema operativo di casa Microsoft ci permette di visualizzare le informazioni sulla RAM in diversi modi, anche direttamente dal menu Impostazioni di Windows 10 o dal Pannello di Controllo di Windows 7, 8.1 e 10. Per raggiungere tali dati useremo quanto più possibile la ricerca integrata su Start.

Ricerca sul menù Start della parola “sistema”.

Usare al meglio il menu Start di Windows 10E’ tornato per restare e per essere ancor più utile di prima: vediamo come sfruttarlo al meglio

Sistema

Cliccando sul tasto Start e digitando Sistema, raggiungeremo in maniera rapida una schermata che riepiloga alcune delle caratteristiche principali del nostro computer, come processore e RAM. In questo caso le informazioni non sono molto ricche di dettagli, in quanto è presente il quantitativo di RAM totale installata, ma non come essa sia distribuita sulla scheda madre o di che tipologia sia.

Finestra Sistema come appare in Windows 10. Evidenziata la quantità di RAM installata

Finestra Sistema come appare in Windows 10. Evidenziata la quantità di RAM installata.

Questa pagina è accessibile anche passando da Pannello di Controllo –> Sistema o cliccando con il tasto destro su Questo PC (o Computer) e scegliendo Proprietà.

Informazioni sul PC

Questo pannello è presente solo su Windows 10, per arrivarci, cerchiamo Informazioni sul PC. Premendo Invio si aprirà una finestra delle Impostazioni che mostrerà gli stessi dati visti prima, ma con il nuovo look tipico di Windows 10.

Schermata "Informazioni sul PC" di Windows 10

Schermata “Informazioni sul PC” di Windows 10.

Si può giungere qui anche passando da Start –> Impostazioni –> Sistema –> Informazioni su.

System Information

Per avere qualche informazione in più, bisogna utilizzare l’applicazione System Information, integrata in tutte le ultime versioni di Windows. Per farlo, cerchiamo System Information su Start e premiamo Invio. Nella finestra che ci si apre davanti avremo una corposa lista di informazioni, tra cui la memoria fisica e virtuale, la quantità totale e quella ancora disponibile. Con queste informazioni, possiamo farci una prima idea sulla reale necessità di fare un upgrade della RAM: possiamo controllare quanta RAM libera abbiamo rispetto a quella totale, in caso fosse troppo poca, ci conviene pensare a un upgrade.

Schermata System Information. Evidenziata la sezione relativa alla memoria di sistema.

Schermata System Information. Evidenziata la sezione relativa alla memoria di sistema.

System Information è raggiungibile anche dagli Strumenti di amministrazione Windows.

CPU-Z

Fino a questo punto siamo riusciti a capire quanta RAM abbiamo, ma non come essa sia distribuita nei vari slot della scheda madre.

Per ottenere questo risultato è necessario rivolgersi a tool di terze parti, non integrati nel sistema operativo. Il primo, e forse più famoso, è CPU-Z, software dedicato a verificare le specifiche e i parametri operativi del processore. Dato lo stretto legame tra processore e RAM, vengono riportati anche molti dettagli sulla RAM presente sul nostro computer. Una volta installato e aperto, nella tab principale ci verranno mostrate le caratteristiche della nostra CPU, ma le schede che ci interessano sono Memory e SPD.

CPU-Z scheda Memory

CPU-Z scheda Memory.

In Memory troveremo un quadro generale sulla RAM del nostro sistema. Le informazioni più importanti in questa schermata sono i campi Type, Channel # e DRAM Frequency. Il primo ci dice che tipo di memoria abbiamo (DDR, DDR2, DDR3, ecc..), il secondo in che configurazione sta lavorando (single, dual, quad channel) e l’ultimo riporta la frequenza di clock operativa delle memorie.

Grazie a CPU-Z, abbiamo scoperto che sul mio PC ci sono 16GB di RAM di tipo DDR4 e che la memoria sta lavorando in configurazione Dual Channel ad una frequenza di 2400 MHz (i 1200 MHz indicati, moltiplicati per 2).

CPU-Z scheda SPD

CPU-Z scheda SPD.

In SPD, invece, possiamo scendere ancora più in profondità e, finalmente, possiamo scoprire quanti slot per la memoria RAM sono presenti e quanti di questi sono effettivamente occupati: il menù a tendina in alto a sinistra ci elenca tutti gli slot disponibili sulla scheda madre. Andando a selezionare quello di interesse, la schermata si riempirà con tutte le informazioni relative al modulo di RAM installato nello slot selezionato. I campi Manufacturer e Part Number ci forniscono Produttore e modello di tutti i banchi di RAM presenti, parametri che è consigliabile tenere a mente se si vuole solo aumentare la RAM e non sostituirla del tutto. È buona norma, infatti, cercare di avere moduli di RAM quanto più simili possibile tra loro, in maniera tale da garantire la stabilità del sistema. Nella parte inferiore della schermata sono presenti ulteriori dettagli tecnici del modulo in esame.

HWiNFO

Un ultimo programma che fa al caso nostro è HWiNFO, software molto completo che permette di scandagliare tutto l’hardware presente sul computer. Qui devo ammettere di essere un po’ di parte, infatti questo è uno degli applicativi che preferisco quando amici e parenti mi chiedono di aggiornare il loro computer: mostra tutto l’hardware, monitora le temperature e fornisce una panoramica dettagliata già dalla prima schermata.

All’apertura, HWiNFO ci mostrerà una piccola interfaccia con due pulsanti, clicchiamo pure su Run. Partirà quindi una scansione completa del nostro sistema, che richiederà non più di qualche secondo. Una volta completato, avremo accesso ad schermata riepilogativa piuttosto completa.

Schermata iniziale riepilogativa di HWiNFO. Evidenziata la sezione sulla memoria.

Schermata iniziale riepilogativa di HWiNFO. Evidenziata la sezione sulla memoria.

Qui si vedono già tutte le informazioni che abbiamo cercato finora, possiamo scegliere lo slot di interesse e avere i dettagli del relativo banco di memoria.

Chiudendo questa finestra possiamo accedere a tutte le caratteristiche del nostro sistema: espandendo la sezione Memory a sinistra, avremo accesso ai banchi di memoria installati. Selezionandone uno ci verranno mostrate tutte le caratteristiche del relativo modulo. Ci sono talmente tante specifiche che, onestamente, nemmeno io le conosco tutte, pertanto penso che, a questo punto, dovreste aver saziato definitivament il vostro interesse sulle RAM.

Sezione Memory di HWiNFO.

Sezione Memory di HWiNFO.

Come funziona Windows 10: guida e installazioneEcco una guida che vi aiuterà ad approcciare al nuovo sistema operativo Windows ed a conoscerlo e sfruttarlo nei suoi numerosissimi aspetti e funzionalità

Come vedere modello di scheda madre del PCConoscere il modello della propria scheda madre è molto importante, sia in vista di un upgrade, sia in vista di un aggiornamento del BIOS. Vediamo come scoprirlo.

Visualizzare RAM su macOS

Come spesso accade con i prodotti Apple, svolgere questo compito è piuttosto semplice. Molte informazioni importanti, infatti, sono già fornite direttamente dal sistema operativo.

Informazioni su questo Mac

Per avere le prime informazioni è sufficiente cliccare sul logo Apple nell’angolo in alto a sinistra e selezionare Informazioni su questo Mac. La finestra che si aprirà ci mostrerà un breve resoconto del nostro sistema, tra cui la quantità di memoria installata.

Informazioni su questo Mac. Evidenziata la memoria installata.

Informazioni su questo Mac. Evidenziata la memoria installata.

Per ottenere maggiori dettagli, è sufficiente premere il pulsante Resoconto di sistema che ci porterà a un’interfaccia simile a quella del System Information di Windows, ma con qualche dettaglio in più. Andando su Hardware –> Memoria, avremo i dettagli sui banchi presenti, su quelli occupati e le informazioni relative al singolo banco di RAM installato.

macOS - Resoconto di sistema, sezione relativa alla memoria installata

macOS – Resoconto di sistema, sezione relativa alla memoria installata.

Tornando a Informazioni su questo Mac, possiamo passare alla tab Memoria. Con un espediente grafico, qui sono presenti le informazioni sul quantitativo di memoria installata e su come essa sia distribuita nei vari slot: ogni rettangolo rappresenta uno slot e il relativo quantitativo di memoria installata è indicato all’interno.

Tab Memoria in macOS HIgh Sierra.

Tab Memoria in macOS High Sierra.

Ricerca di informazioni in rete

Come ben sappiamo, l’ecosistema Apple tende ad essere piuttosto chiuso, non è possibile infatti, per altri produttori, realizzare dei dispositivi con macOS a bordo. Questo fa si che il numero di modelli di computer esistenti con macOS a bordo sia piuttosto limitato e per noi, che cerchiamo informazioni sulle nostre RAM, questa è una buona notizia. Esistono infatti siti come everymac.com che hanno catalogato tutti i Mac esistenti e redatto una scheda tecnica per ciascuno di essi. Utilizzando sempre Informazioni su questo Mac, possiamo conoscere che modello abbiamo sotto le mani e possiamo andare a cercarlo sul sito. Avremo quindi a disposizione tutte le caratteristiche tecniche del dispositivo, tra cui il tipo di RAM usato e il quantitativo base inserito da Apple nel prodotto.

Sempre grazie al numero relativamente limitato di dispositivi esistenti, risulta più facile andare su uno store online e cercare delle RAM compatibili e certificate per una versione specifica di Mac. Ordinando le memorie certificate per il nostro sistema, avremo la garanzia che non ci saranno problemi di stabilità dovuti alle nuove RAM. Vi lascio qui sotto qualche esempio.

OffertaPiù venduto N. 1

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4GB (2 x 2GB) 667MHz SODIMM Memoria per Apple

KOMPUTERBAY – Accessorio

21,00 EUR

Visualizzare RAM su Linux

Per coloro tra voi che preferiscono l’open source, mi sembrava giusto coprire anche il sistema operativo del pinguino. Userò come riferimento Ubuntu, ma non temete, dovrebbe funzionare sulla maggior parte delle distribuzioni, o almeno su quelle più diffuse. In caso doveste trovare delle incompatibilità con la vostra distribuzione, fatemelo sapere e aggiornerò l’articolo.

Migliori ambienti desktop da provare su GNU/LinuxL’open source è anche grande personalizzazione e scelta: ecco l’elenco dei migliori ambienti desktop da provare su una distribuzione GNU/Linux.

Terminale

Per gli amanti del terminale, inizio con un metodo che richiede solo alcuni comandi sulla console. Preciso che tutti i comandi andranno eseguiti come root, quindi preceduti dal comando relativo (sudo, su buona parte delle distribuzioni) o elevando i privilegi della console a livello root. Il primo comando è il seguente: dmidecode -t 16, questo ci permetterà di avere un quadro generale su ciò che è supportato dalla nostra macchina. Nel mio caso sono presenti 2 slot su scheda madre (Number of Devices), la quale supporta al massimo, in totale, 32GB di RAM e non è presente il supporto all’Error Correction Code (ECC, feature di affidabilità presente quasi solo su server e workstation high-end).

Comando dmidecode eseguito su Terminale in Ubuntu Linux

Comando dmidecode eseguito su Terminale in Ubuntu Linux.

Il secondo comando sfrutta lshw (“list hardware”) e ci fornirà informazioni diverse e più dettagliate sulla nostra memoria RAM. Digitiamo lshw -C memory e diamo Invio. Ci verranno stampati i dettagli di tutte le memorie presenti sul computer (RAM, cache, ecc..). Quelli che a noi interessano sono le sezioni indicate con *memory e con *bank, dove verranno dettagliati quantità di memoria, banchi liberi e occupati e moduli installati.

Comando lshw relativo alla memoria. Evidenziata la sezione di interesse.

Comando lshw relativo alla memoria. Evidenziata la sezione di interesse.

In questo modo, anche su Linux, abbiamo ottenuto informazioni riguardo la tipologia memoria supportata dalla scheda madre, la sua velocità, modello e part number dei moduli, ovvero le informazioni necessarie ad effettuare un eventuale upgrade.

Liberare la RAM in Linux: un metodo veloceQualche comando ben assestato può aiutare a rilasciare memoria inutilizzata quando il sistema è acceso da molto tempo

HardInfo

Per coloro che invece preferiscono un approccio più grafico, esiste HardInfo, un tool con un’interfaccia che mostra queste stesse informazioni, ma senza dove usare (o quasi) il terminale. Per installarlo possiamo passare da Ubuntu Software Center, il gestore di applicazioni di Ubuntu (o l’equivalente per la distribuzione che state usando). Una volta aperto cerchiamo HardInfo, rimarrà un solo software chiamato System Profiler and Benchmark, non vi preoccupate, è proprio quello che stiamo cercando. Procedete con l’installazione, ma aspettate ad avviarlo: per avere tutte le informazioni sulla RAM manca ancora un passaggio.

System Profiler and Benchmark installato in Ubuntu Software Center.

System Profiler and Benchmark installato in Ubuntu Software Center.

Apriamo il terminale (avevo detto “quasi”) e lanciamo il comando, sempre come root, modprobe eeprom. Non ci verrà restituito nessun messaggio, ma il comando dovrebbe essere riuscito. Avviamo a questo punto il System Profiler and Benchmark e espandiamo la sezione Devices dove troveremo Memory e Memory SPD. Le due sezioni ci forniranno a grandi linee le stesse informazioni ottenute anche con il terminale, ma con un look un po’ più gradevole alla vista.

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System Banchmark and Profiler, sezione Devices –> Memory.

Come scoprire dettagli su RAM e CPU da terminale…perché le risorse della shell dei sistemi Linux-based sono davvero infinite!

Conclusioni

Ora dovreste avere gli strumenti per conoscere la RAM all’interno della vostra macchina, indipendentemente dal sistema operativo. Purtroppo in un singolo articolo è impossibile esaurire l’argomento RAM, vi lascio quindi alcuni link di approfondimento che potete consultare prima di avventurarvi in un upgrade della memoria. Il consiglio, però, è sempre quello di affidarvi ad un professionista, poiché lavorare all’interno di un computer non è mai facile se non sapete cosa state facendo e il rischio di danneggiare qualcosa è sempre dietro l’angolo. Se non siete sicuri di come fare, leggete gli altri nostri articoli e prendete un po’ di manualità su qualche vecchio computer in casa, almeno non rischierete di danneggiare la macchina che state usando adesso.

Memoria RAM: cos’è, classifica e consigli per l’acquistoPiù RAM uguale più potenza? Dopo aver analizzato nel dettaglio quest’importante componente hardware troverete la risposta

Guida alle RAM: cosa significano latenza, CL ed altre sigle?Oltre alla frequenza ci sono altri parametri importanti per valutare la qualità dei moduli RAM che montiamo o vogliamo montare su PC.

RAM per portatile: quale comprareSiete alla ricerca delle migliori RAM per notebook ma non sapete quale scegliere? Ecco la guida all’acquisto dei banchi giusti per qualsiasi dispositivo.

Borsa per fotocamera: quale comprare

By Giuseppe Brandi

Che voi siate fotografi professionisti o più semplicemente dei principianti in erba, ciò che non può mai mancare tra la vostra attrezzatura è una borsa per fotocamera.

Si tratta di un mezzo di trasporto poco ingombrante ed abbastanza pratico, pensato per uscite improvvisate o situazioni poco pericolose. Non è adatto, dunque, a proteggere completamente il corpo macchina con obiettivi annessi: per questi scopi vi consigliamo di comprare uno zaino fotografico.

Una borsa per fotocamera è pensata per qualsiasi tipo di macchina fotografica: reflex, mirrorless, bridge, sino ad arrivare alle action cam.

Borsa per fotocamera: quale comprare

Entriamo nel merito della questione. Non esistono borse fotografiche migliori di altre, perché si tratta di una scelta soggettiva: potreste trovarvi meglio con una borsa per fotocamera economica piuttosto che con una molto costosa. Tutto dipende dal vostro utilizzo e dalla vostra attrezzatura da trasportare.

Per questo motivo vi mostriamo le seguenti borse per fotocamera che dovrebbero meritare la vostra attenzione.

Bodyguard SLR M

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Borsa per macchina fotografica Bodyguard SLR M per il corpo e 2 obiettivi per Nikon D800, D3200, D3300, D5100, D5200, D5300, D5500, D7000, D7100, D7200, Canon EOS, 1200D, 1300D, 700D, 750D, 760D

  • adatta per: Nikon D800 D3200 D3300 D5100 D5200 D5300 D5500 D7000 D7100 D7200 Canon EOS 1200D 1300D 700D 750D 760D Sony Alpha SLT-A58 SLT-A68 7S DSC-RX10
  • Qualità: Robusto per più divertentimento durante le riprese
  • Sicuro: la cassa del Marchio Bodyguard protegge la fotocamera come * protezione contro gli urti, polvere e pioggia * ben imbottita * con cerniera che la rendono a prova di polvere * protegge dalla pioggia anche in condizioni climatiche estreme
  • Comoda e confortevole: la borsa può essere aperta rapidamente con doppia apertura a zip per Scatti in Standby tirando solo la fibbia, la fotocamera è sempre a portata di mano. La borsa puo essere portataè facilmente una tracolla imbottita e un manico.
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Il primo prodotto in questione ospita un corpo macchina e due obiettivi. Le dimensioni di 24 x 18 x 15 cm sono abbastanza contenute, e grazie all’utilizzo di materiali leggeri il peso risulta essere quasi irrisorio.

La custodia dispone di 4 divisori interni ed è pensata per uso esterno e nei giri in città.

In alternativa a questa versione, c’è la SLR L: più grande rispetto alla precedente, in quanto ospita un corpo macchina e tre/quattro obiettivi.

AmazonBasics SM1302091B

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AmazonBasics – Borsa a tracolla grande per fotocamera reflex e accessori, colore interno: Arancione

  • Per riporre, trasportare e proteggere le attrezzature fotografiche
  • Tasche per iPad Mini, Google Nexus 7, Amazon Kindle Fire
  • Spazio per 1 reflex e 3 obiettivi
  • Tessuto idrorepellente
  • Dimensioni: 33 x 17.7 x 22.8 cm (Esterno); 26.6 x 14 x 17.7 cm (Interno); 0.73 kg
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Facente parte della lineup AmazonBasics, questa borsa per fotocamera può contenere un corpo macchina e tre obiettivi.

Grazie anche alle sue dimensioni di 33 x 17.7 x 22.8 cm, è possibile trasportare un tablet da 7 pollici e relative schede di memoria.

All’interno troviamo degli scompartimenti in schiuma che attutiscono gli urti, mentre all’esterno è presente una tracolla che facilita il trasporto.

Se questa borsa fotografica dovesse essere troppo ingombrante, è presente anche un modello più piccolo che può trasportare un corpo macchina e due obiettivi.

BAGSMART Custodia per Macchine Fotografiche Reflex

La soluzione proposta da BAGSMART prevede una borsa per fotocamera a tracolla grande 25 x 19 x 13 cm.

All’interno possiamo inserire un corpo macchina e fino a due obiettivi, ma è presente anche una tasca in rete dove possono essere trasportati cablaggi vari e schede di memoria.

All’esterno troviamo due tasche laterali per bottigliette d’acqua o piccoli tripodi e una tasca con cerniera posteriore al cui interno possiamo inserire oggetti di valore come chiavi e documenti.

Interessante la copertura impermeabile, da tirare fuori nell’eventualità di pioggia.

National Geographic NG 2346 Earth Explorer

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National Geographic NG 2346 Earth Explorer Tracolla per Fotocamera, Verde

  • Adatta per una reflex compatta o una mirrorless con obbiettivo e accessori
  • Tasche aggiuntive per accessori ed effetti personali
  • Inserto estraibile imbottito per flessibilità dello spazione interno
  • Tracolla rimovibile e maniglia di trasporto
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Adatta ai fotografi più avventurosi, questa borsa di National Geographic permette di trasportare un corpo macchina e due obiettivi, oltre alle attrezzature di rito.

Comoda la presenza di tasche aggiuntive per ulteriori accessori o effetti personali e della tracolla che permette un trasporto più facile.

Manfrotto Bumblebee M-10 PL

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Manfrotto MB PL-BM-10 Messenger M-10 PL Borsa, Compatibile con PC da 13”, Nero

  • Protegge la tua attrezzatura professionale ad es. mirrorless oppure DJI Mavic kit
  • Schienale traspirante e regolazione rapida della tracolla
  • Struttura robusta e leggera per prestazioni durature
  • Apertura discreta con Velcro silenzioso
  • Trasporta una gimbal con impugnatura e tracolla
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Concludiamo con un prodotto davvero molto interessante, progettato per i fotografi che si spostano spesso per lavoro.

Questa borsa per fotocamera di Manfrotto non ha dimensioni molto contenute, che sono difatti di 40 x 18 x 28,5 cm, ma al suo interno ci entra tutto il necessario per agevolare le giornate lavorative.

Possono essere trasportati un corpo macchina, tre obiettivi, un tripode e un laptop da 13 pollici.

Ciò che rende caratteristica questa borsa sono le infinite tasche esterne che permettono di inserire documenti, chiavi, cablaggi vari; e il particolare sistema AirSupport che permette di distribuire il peso uniformemente e di massimizzare la traspirabilità.

Su Amazon è presente anche una versione più grande, che permette infatti di trasportare un laptop da 15 pollici.

Altre guide utili

Una borsa tra quelle appena viste deve assolutamente contenere una fotocamera di tutto rispetto. Non sapete ancora quale scegliere? Abbiamo raccolto per voi alcuni articoli che possono tornarvi utili!

Migliore fotocamera compatta: quale comprareAbbiamo raccolto per voi le migliori fotocamere compatte per tutti i vari tipi di esigenze! Ecco la nostra lista completa.

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Fedora 29: ZRAM e UEFI boot per ARMv7

By Salvo Cirmi (Tux1)

Linux Fedora continua ancora i propri grandi avanzamenti verso un futuro anticipato (come sempre), il sistema fa il passo più lungo della gamba e stavolta presenta delle novità relative al recente supporto dei dispositivi ARM aggiunto sul Kernel Linux.

Fedora 29 avrà supporto ZRAM per architettura ARMv7 ed AArch64, e dovrebbe inoltre avere il pieno supporto al booting di tipo UEFI su ARVv7. Il supporto ZRAM dovrebbe migliorare di molto le performance a la stabilità di tutte quelle piattaforme ARM con poca RAM a disposizione (grazie appunto alla compressione che offre ZRAM). Altre info in merito alla ZRAM su Fedora 29 qui.

Altre info sul supporto UEFI di Fedora 29 qui.

Surfshark: VPN per un controllo totale

By Andrea Rossi

surfshark

Se siete nostri lettori abituali sapete già che da un po’ di tempo trattiamo l’argomento VPN. Si tratta di un mondo in continua evoluzione che oltrepassa le normali limitazioni della connessione internet, soprattutto se fornita dai provider ormai storici sul mercato italiano.

Quello che vogliamo fare oggi è fornirvi un focus su di un nuovo servizio VPN, che si chiama Surfshark e promette di essere davvero interessante. Rispetto ad altre alternative infatti, permette di configurare la propria connessione senza dover installare software aggiuntivo, risultando così meno invasivo e sicuramente più semplice da utilizzare.

Se siete curiosi di scoprire prezzi e caratteristiche di Surfshark quindi, non dovrete far altro che rimanere in nostra compagnia per qualche minuto e arrivare fino alla fine di questo articolo.

Caratteristiche di Surfshark VPN

Surfshark VPN è ancora un nome poco noto nel nostro paese mentre all’estero ha già iniziato a fare breccia nel mercato. Si tratta di un servizio davvero interessante non tanto per i contenuti, che sono comunque di ottimo livello, ma per la possibilità di utilizzarlo su PC senza dover installare nessun tipo di software.

Al momento infatti, è possibili utilizzare Surfshark su Chrome o Firefox, semplicemente utilizzando le estensioni presenti nei rispettivi store. Niente di difficile o macchinoso quindi, ma solo un pulsante da premere per attivare o disattivare la VPN e in aggiunta, la possibilità di scegliere la regione da cui navigare in rete.

In alternativa, se preferite utilizzare Surfshark con il vostro smartphone, è disponibili un’app per Android, davvero semplice ed efficace, che con pochi tap vi permetterà di configurare a puntino la vostra VPN.


surfshark

In futuro poi, per la gioia di tantissimi utenti, saranno disponibili anche le versioni per Windows e per iOS, in modo da non lasciare scoperto nessun dispositivo. Vi segnaliamo anche che, opzione molto utile, è possibile configurare direttamente alcuni tipi di router direttamente con Surfshark VPN.

Interfaccia semplice e intuitiva

Uno dei punti forti di Surfshark è sicuramente la semplicità di utilizzo. Questa VPN infatti, può essere utilizzata sia con Chrome che con Firefox scaricando una comoda estensione davvero leggerissima. In più, l’interfaccia, è davvero intuitiva e vede la possibilità di scegliere quale paese utilizzare, semplicemente facendo click su di un pulsante. Nulla di più facile.

surfshark
surfshark

Da qui infatti, potrete scegliere una fra le tante nazioni disponibili e poi, premendo su connect, avvierete la connessione davvero in maniera fulminea. Dal download all’utilizzo, ve lo assicuriamo, non passeranno che un paio di minuti.

Dispositivi supportati

Oltre ai due browser che abbiamo citato poco fa, è possibile utilizzare Surfshark anche su dispositivi Android. A differenza di Chrome e Firefox però, qui sarà necessario installare l’applicazione dedicata. Non temete però, si tratta di un software davvero semplice che in pochi minuti sarete perfettamente in grado di padroneggiare.

Se poi volete utilizzare Surfshark per tutta la vostra rete, domestica e non, potete installare il file di configurazione direttamente sul router. Basterà infatti andare a questo indirizzo e prelevare il file corretto per la propria tipologia di modem. Al momento vengono supportati Asus, WRT firmware e Tomato Firmware. La lista però è in rapida espansione e a breve saranno disponibili file di configurazione per la maggior parte dei router.

surfshark

Non è finita qui però. Nelle prossime settimane infatti, per completare il quadro delle disponibilità, dovrebbero essere rese disponibili le applicazioni per Windows, Mac e iOS, in modo da rendere possibile la navigazione con Surfshark anche da questi dispositivi.

surfshark

Sicurezza dei dati e privacy

Uno dei motivi per cui di solito si scegli di utilizzare una connessione VPN è per la sua sicurezza rispetto a quelle offerte dagli operatori tradizionali. Queste infatti non criptano i dati che viaggiano attraverso la rete e spesso (fortunatamente non sempre) li utilizzano per scopi commerciali. Ma vediamo cosa ha da offrire Surfshark dal punto di vista della sicurezza.

  • Dati criptati con standard AES 456-bit
  • Connessioni sicure anche attraverso le WiFi pubbliche
  • Protocolli di sicurezza OpenVPN e IKEv2

Se questo non dovesse bastare, viene applicata anche una severa politica di zero logging, ovvero i dati che passano nel web non vengono memorizzati come di solito avviene con i provider tradizionali. In più anche l’indirizzo IP viene protetto, grazie a una funzione di mascheramento automatico.

Disponibilità dei server

Ok, fino a qui sembra tutto molto interessante. Ma cosa sappiamo della disponibilità attuale dei server? Anche su questo fronte Surfshark non se la cava affatto male, mettendo in campo più di 100 server dislocati in 14 nazioni diverse.

Questo significa che, se avrete problemi di accesso ad alcuni siti o dovete necessariamente utilizzare dei servizi regionali specifici, questo è possibile e decisamente funzionale. Lo stesso discorso è valido per i servizi di streaming, che sono soliti bloccare alcuni contenuti e renderli disponibili esclusivamente in alcuni paesi.

Test velocità

Prima di parlarvi in positivo di Surfshark, non potevamo non effettuare dei test di velocità. Di solito infatti, le connessioni VPN, sono solite castrare le performance della propria rete, riducendo le prestazioni anche di un buon 50%. In questo caso, per fortuna, non abbiamo notato differenze sostanziali, con ping che rimangono bassi e velocità di download e upload decisamente nella norma.

speed test surfshark
speed test surfshark

Prezzi e conclusioni

Il fattore prezzi è di solito la nota dolente della maggior parte delle connessioni VPN. Questa volta siamo rimasti piacevolmente sorpresi dal constatare che in realtà, quelli di Surfshark sono decisamente accessibili e alla portata di tutti. Vediamoli nel dettaglio.

  • Abbonamento mensile a 10.95$
  • Abbonamento semestrale a 6.66$ al mese
  • Abbonamento annuale al prezzo promozionale di 3.95$ al mese

Come vedete, più lungo è il vostro tempo di permanenza con Surfshark, maggiori sono i vantaggi che ne potete trarre. Si tratta quindi di un’ottima occasione per provare un servizio VPN che funziona davvero bene e vi permette anche di risparmiare qualcosa rispetto ai concorrenti.

Se poi volete capire qualcosa di più su questo mondo, ancora poco sfruttato nel nostro paese, vi lasciamo alcune guide e articoli davvero interessanti.

Protocolli di sicurezza VPN: PPTP, SSTP, IKEv2, L2TP/IPsec e OpenVPNVolete usare una VPN ma non sapete quale protocollo utilizzare? Non siete sicuri di cosa siano e quali siano i migliori da usare? Bene, in questa guida chiariremo ogni dubbio!

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PureVPN recensione: la VPN con port forwarding!La nostra recensione di questo famoso servizio no logs: scoprite con noi se conviene pagare per l’abbonamento a PureVPN, la VPN con port forwarding.

NordVPN recensione per la famosa VPN senza logs !Abbiamo provato per voi NordVPN! Scoprite come se l’è cavata una delle soluzioni VPN più famose del web.

Come aggiornare a Linux Mint 19: disponibile la procedura ufficiale

By Marco Giannini Il team di Linux Mint ha annunciato la disponibilità della procedura di upgrade da Linux Mint 18.3 a Linux Mint 19.
La procedura di aggiornamento in questo caso non è automatica ma bisognerà utilizzare il terminale.

1. Aggiornare il sistema
Tramite il Gestore di Aggiornamenti verificate di avere installato tutti gli aggiornamenti di Linux Mint 18.3.

2. Fate un backup
Per evitare di incorrere in situazioni spiacevoli il team di Linux Mint consiglia di effettuare un backup dei vostri dati importanti su di un supporto esterno.

3. Create uno snapshot con Timeshift
Tramite Timeshift creare uno snapshot di sistema che vi potrà essere utile per ripristinare il sistema operativo in caso di problemi
Per installare Timeshitf da terminale date

sudo apt install timeshift

Avviate ora Timeshift e realizzate lo snapshot del sistema. Per maggiori info su questo utile strumento di backup vi rimando al video di baby WOGUE che ne illustra il funzionamento.

4. Utilizzate LightDM o mdm?
Per sapere se utilizzate o meno LightDM date da terminale

cat /etc/X11/default-display-manager

Se come risultato ottenete /usr/sbin/lightdm potete passare al punto 5.
Se invece il risultato è /usr/sbin/mdm e quindi non usate LightDM dovete passare a LightDM e rimuovere mdm. Potete farlo da terminale dando:

sudo apt install lightdm lightdm-settings slick-greeter

Quando vi verrà chiesto di scegliere quale display manager utilizzare scegliete LightDM.
Una volta fatto, sempre da terminale, date

sudo apt remove --purge mdm mint-mdm-themes*

sudo dpkg-reconfigure lightdm

sudo reboot

5. Facciamo l’upgrade da Linux Mint 18.3 a Linux Mint 19
Ora non ci resta che fare l’upgrade vero e proprio. Assicuratevi, come vi ho detto nel punto 1, di avere installato sulla vostra Linux Mint 18.3 tutti gli aggiornamenti proposti.

Abilitiamo lo scrolling illimitato del terminale dalle Preferenze del Terminale.

Installiamo il tool per l’upgrade dando da terminale

sudo apt install mintupgrade

Per simulare l’impatto dell’upgrade possiamo dare da terminale il comando

mintupgrade check

Grazie a questo comando verrà simulato l’upgrade e vi verranno mostrati quali pacchetti verranno aggiornati.

Scarichiamo i pacchetti per l’upgrade
Per scaricare i pacchetti necessari all’upgrade diamo da terminale

sudo mintupgrade download

Installiamo l’upgrade di sistema
Per installare i pacchetti diamo da terminale

sudo mintupgrade upgrade

6. E se qualcosa va storto?
Se qualcosa è andata storta durante la procedura di upgrade avete sempre i backup o lo snapshot. Se avete bisogno di aiuto il team di Linux Mint vi consiglia di utilizzare i canali ufficiali che trovate qui https://blog.linuxmint.com/?p=3615
Personalmente non ho avuto ancora modo di testare la procedura in quanto ho preferito fare una installazione pulita.

Elementary OS Juno: disponibile la Beta!

By Matteo Gatti

elementary os juno

La prima Beta di Elementary OS Juno è ufficialmente disponibile!

Elementary OS 5.0 Juno è la prossima major release della popolare basata su Ubuntu 18.04 LTS Bionic Beaver. A bordo troveremo l’ultima versione di GNOME, software aggiornato, fix lato sicurezza, aggiornamenti vari e alcune nuove features.

Elementary OS 5.0 Juno Beta

Gli sviluppatori hanno voluto mettere le mani avanti: “Questa beta è da intendersi come una release speciale destinata agli sviluppatori e agli utenti che vogliono darci una mano a testare le nuove funzionalità di Juno“.

Le novità di questa quinta major release spaziano un po’ su tutti i fronti. Verrà migliorato il look-how del sistema, cambieranno diverse app pre-installate. Dovrebbero arrivare nuovi temi, nuovi widgets e l’elementary ‘App Center’, che ad oggi vanta 95 apps, sarà migliorato.

Altre novità interessanti:

  • Sarà introdotta la Funzione Night Light
  • Il desktop panel si adatta al background wallpaper
  • Indicatori di sistema animati
  • Migliorato il power applet
  • Nuovo Installer e Initial Setup tool
  • Migliorato il supporto per HiDPI
  • Le notifiche non verranno più mostrate di default per diverse app

Queste sono solo alcune delle novità che troveremo in-the-box.

Download elementary OS Juno Beta

Non dovete aspettare fino alla final release (la cui data non è ancora nota) per provare le ultime novità. Potete, già da ora, scaricare la Beta e installare l’OS, magari in VM. Chiaramente vale l’equazione Beta ≠ Stabilità però mi ha fatto una buona impressione. Juno ad oggi è sotto intenso sviluppo quindi mai come stavolta la Beta non è rappresentativa della versione finale. Bando alle ciance, perchè non lo provate voi stessi? Potete scaricare la ISO cliccando qui.


Last updated on 4 luglio 2018 1:35

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