Avviso di sicurezza (il tuo account e stato compromesso)

Forse un pò off topic per questo sito ma di sicuro utile a tantissimi e quindi ne scrivo.

Se ricevete una email dal titolo uguale o simili a quello di questo articolo, allora avrete la spiacevole sensazione di leggerne il contenuto che vi riporto qui sotto dato che oggi me la sono ritrovata nella mia casella email:

Come potete osservare è una immagine e non un testo e già questo è fonte di sospetto ma letto il contenuto e capendo la fonte di sicuri malviventi informatici si può giustificare. Allora usando uno dei tanti portali online per OCR ecco la trascrizione del contenuto (così Google e gli altri motori di ricerca lo indicizzano e lo rendiamo pubblico).

Ciao, caro utente,
Abbiamo installato un trojan di accesso remoto sul tuo dispositivo. Per è momento il tuo account email è hackerato (vedi, ora ho accesso ai tuoi account). Ho scaricato tutte le informazioni riservate dal tuo sistema e ho anche altre prove. La cosa più interessante che ho scoperto sono i video dove tu masturbi. Avevo incorporato un virus sul sito pomo dopo di che tu l’hai installato sul tuo sistema operativo. Quando hai cliccato su Play di un video pomo, in quel momento il tuo dispositivo ha scaricato il mio trojan. Dopo l’installazione la tua camera frontale ti filma ogni volta che tu masturbi, in più il software è sincronizzato con video che tu scegli. Per il momento il software ha raccolto tutte le informazioni sui tuoi contatti dalle reti sociali e tutti gli indirizzi email. Se tu vuoi che io cancelli tutti i dati raccolti, devi trasferirmi $300 in BTC (criptovaluta). Questo è il mio portafoglio Bitcoin: 164KWCilEyDoUBaNKBzkNUefsdWe6kDYKT Una volta letta questa comunicazione hai 2 giorni a disposizione. Appena hai proweduto alla transazione tutti i tuoi dati saranno cancellati. Altrimenti manderò i video con le tue birichinate a tutti i tuoi colleghi e amici!!! E da ora in poi stai più attento! Per favore, visita solo siti sicuri! Ciao!

Ovviamente il contenuto è del tutto falso e scritto in modalità intimidatoria per riuscire nell’intento di estorcere denaro alla vittima destinataria che ovviamente qualcosa da nascondere ha e subito si impressiona e maledice il giorno di essere andato sui siti porno etc etc … sì vabbè ma ci sono alcune annotazioni che dovrebbero far sorgere fondati sospetti.

La prima è quel riferimento (vedi, ora ho accesso ai tuoi account) che io mi domando, ma dove? Nessuna prova o evidenza di ciò … se ne saranno dimenticati di allegare? Chissà.

La seconda, almeno per me, è che non ho un notebook e quindi nessuna webcam come scrivono, la tua camera frontale, usando solo PC desktop. Capisco che lo scrivere genericamente voglia includere anche gli smartphone che sono decisamente molto più diffusi ma l’account email dello smartphone nella stragrande maggioranza dei casi non coincide con quello che ognuno di noi usa e quindi non è quello su cui si riceve l’email estorsiva. Questo già dovrebbe far capire che qualcosa non quadra.

Terzo e ultimo, la matematica certezza, almeno per me, di non aver mai girato video porno!

Ovviamente chi invece lo ha fatto qualche campanello in testa deve sentirselo suonare ben forte ma tranquilli, è solo l’ennesimo tentativo di estorcervi del denaro pagando in criptovaluta, la famosa BitCoin o BTC, che come tutte le criptovalute è in teoria, e sembra anche per davvero, inrintracciabile.

Sai che patema d’animo per l’onanista che si sente scoperto e non avendo letto questo articolo cercherà di pagare in criptovaluta non avendola mai usata … sento già grida di bestemmie levarsi in aria in mezzo mondo!

Ma la cosa più interessante: quanti ci cascano in simili tentativi di estorsione tutt’altro che semplici da imbastire e oltremodo difficili da far credere, almeno per tutti quelli innocenti, anche se ovviamente sui siti porno oggi ci vanno praticamente la quasi totalità di maschi e anche molto pubblico femminile e sicuramente sono molto diffusi i notebook o portatili.

Vuoi vedere che davvero ci sono tanti uomini e donne che si filmano in atti di libidine e tengono una videoteca delle loro registrazioni? Il dubbio mi viene legittimo sennò che senso avrebbe fare di queste email estorsive che evidentemente qualcosa incassano sennò il gioco sarebbe già finito … è sì, perchè leggendo in rete è da tempo che questa pratica va avanti!

Cos’è il Bitcoin? Guida completa alle monete virtuali

By Fabrizio

In giro non si parla d’altro che di Bitcoin, la nuova moneta virtuale pronta a rivoluzionare completamente il mondo dell’economia e dell’informatica. Ma siamo sicuri di sapere davvero tutto su questa criptovaluta tanto desiderata quanto odiata? Cerchiamo di fare chiarezza e di analizzare tutti gli aspetti della rete Bitcoin e della “moneta” stessa.

Indice

Potete utilizzare questo indice per approfondire un argomento di vostro interesse.

Cos’è il Bitcoin?

La risposta più diffusa è: Bitcoin è una moneta virtuale; non è esatto o meglio, non basta per spiegare cosa sia.

Bitcoin è in primo luogo un network finanziario online, usato per inviare un pagamento da una persona all’altra. È pressapoco simile ad altri sistemi di pagamento online, ad esempio Skrill e PayPal.

Ci sono almeno due differenze fondamentali rispetto a PayPal (preso come esempio di paragone):

  • Bitcoin è decentralizzato: nessuna banca o ente finanziario ha il controllo del network di Bitcoin, mentre Paypal e servizi simili appartengono a società e multinazionali che amministrano a beneficio degli azionisti. Non c’è nessun CEO o direttore di Bitcoin.
  • Bitcoin è unico perché fornisce per le transazioni e paga le percentuali con la sua moneta, il bitcoin appunto. Paypal usa le valute tradizionali (dollari, euro, yen).

La rete Bitcoin ha una struttura peer-to-peer simile a BitTorrent: centinaia di computer, in tutta la rete, lavorano in ogni momento collegati per portare avanti le transazioni Bitcoin. È evidente quindi che ci troviamo davanti un network finanziario “aperto” dove si scambia valuta virtuale.

Per creare servizi basati sul Bitcoin non c’è bisogno di seguire nessuna procedura complessa, come invece capita spesso con i sistemi bancari tradizionali: non ci sono le restrizioni delle monete classiche non avendo confini né padroni, è la “moneta di tutti”.

 

Chi ha inventato Bitcoin?

Il creatore di questa criptovaluta rivoluzionaria è un anonimo inventore, noto con lo pseudonimo di Satoshi Nakamoto. Nel Novembre del 2008, pubblicò il protocollo Bitcoin su The Cryptography Mailing list.

Ha collaborato nella creazione di Bitcoin nel gruppo iniziale (i fondatori), ma solo via chat. La sua ultima apparizione risale al 2011 ma ormai il suo “gioiello” aveva già spiccato il volo, lasciandolo nelle sapienti mani di Gavin Andresen.

Chi amministra Bitcoin?

Come abbiamo detto in precedenza, l’amministrazione del progetto è passata a Gavin Andresen.

Andresen lavora per conto della Bitcoin Foundation, che è la cosa più vicina a una struttura pubblica a cui rivolgersi. Lavora con un gruppo di sviluppatori che lo aiuta nella gestione di tutte le transazioni effettuate con la criptovaluta.

Da dove vengono i bitcoin? Che cosa è il mining?

Va detto fin da subito che non si tratta di una moneta vera e propria, ovvero un pezzo di metallo a tutti gli effetti. Il bitcoin è una criptovaluta che non è disponibile fisicamente, ma che è gestita completamente all’interno della rete.

Bitcoin collega centinaia di computer sparsi in tutta la rete che lavorano per processare le transazioni che avvengono sulla rete Bitcoin.

Questi computer si chiamano “miner”, cioè minatori, appellativo che viene dato anche alle persone che effettuano l’operazione di mining. Il processo di trattamento delle transazioni si chiama “mining”, cioè estrazione.

All’inizio venivano sfruttate le CPU per il mining. Dopo mesi di esperienza, gli utenti stessi hanno cominciato ad utilizzare le GPU, ovvero le schede, creando delle vere e proprie configurazioni create ad hoc con più schede video.

Da qualche tempo invece, si utilizzano i cosiddetti ASIC miner.

 

Che cosa sono gli ASIC miner?

Gli ASIC miner sono delle configurazioni create apposta per massimizzare l’operazione di mining. Rispetto al classico metodo dell’estrazione tramite CPU o GPU, gli ASIC miner hanno la peculiarità di non consumare molta energia elettrica.

Le precedenti soluzioni, infatti, non portavano i guadagni sperati ad un utente che effettuava mining da casa. Le spese energetiche superavano di gran lunga il guadagno prodotto.

 

Ma come si crea moneta? Come si sfrutta?

Come nelle miniere i metalli non vengono creati, ma “estratti” dalla roccia, e lo stesso vale per i bitcoin.

Ogni 10 minuti un “miner” di Bitcoin riceve una “percentuale” per il carico computazionale che ha offerto per tenere su le transizioni. Questa percentuale viene pagata direttamente in bitcoin generati dal network, che crea così nuova “moneta”.

Il network stesso genera questa nuova moneta per pagare i minatori in base al premio attivo e al contributo offerto al network.

Come accennato il numero di bitcoin è studiato per essere limitato, non possono essere creati altri “soldi” oltre a quelli supportati dall’intera rete.

In alternativa si può “fare soldi” senza minare nuova moneta: semplicemente si può far pagare una commissione per la transazione effettuata sul proprio sistema; garantendo per esempio maggiore CPU riservata e una connessione molto veloce l’utente sarà ben disposto ad aggiungere qualche centesimo di bitcoin alla transazione finale, soldi che finiranno in tasca al minatore che si è fatto carico della transazione (offrendo la propria CPU o GPU per gestirla). Queste commissioni possono sommarsi al soldi minati normalmente con il sistema, garantendo entrate molto superiori se si hanno gli strumenti giusti.

Questa commissione non crea nuova moneta, ma “ricicla” quella già esistente: con il diminuire dei bitcoin questo metodo diventerà l’unico conveniente per guadagnare qualche bitcoin senza troppa fatica e senza “minare”.

Il limite di 21 milioni è un problema? La deflazione può provocare problemi?

Sulla carta non è un problema, perché funziona in modo del tutto diverso rispetto alle valute tradizionali.

Al momento, salari, mutui, affitti e altri investimenti finanziari a lungo periodo vengono pagati in Euro (in Europa). Se il valore dell’Euro salisse in modo del tutto inaspettato, ci sarebbero problemi: i datori di lavoro si troverebbero a dover tagliare posti di lavoro, gli affittuari avrebbero problemi a pagare i mutui. Il risultato è la recessione (ancora in atto con i sistemi monetari tradizionali).

Bitcoin non soffre degli effetti della recessione perché nessuno usa Bitcoin in questo modo, non è una moneta nata per pagare “servizi a lungo periodo”.

Pensateci: chi firmerebbe un contratto promettendo di ripagare un prestito di 100 bitcoin in 10 anni o di farsi pagare una cambiale in bitcoin visto che tale moneta può perdere anche il 90% del valore in pochi mesi?

Nemmeno i dipendenti della Bitcoin Foundation si fanno pagare gli stipendi in bitcoin. Per questo motivo le fluttuazioni di valore nel mondo di Bitcoin non crea gli stessi problemi che ci sono in ogni altro sistema di valute.

È una valuta che si presta solo per acquisti nel breve periodo (acquisto di un bene o di un servizio online): non si presta affatto bene ad essere depositata in banca o usata per pagare mutui o stipendi.

Dove si possono spendere i bitcoin?

Questa è una delle domande fondamentali che un utente si pone. A primo impatto sembrerebbe che non ci sia nessuna possibilità di spendere i bitcoin, anche nel nostro Paese. E invece non è assolutamente così.

Attualmente è possibile spendere bitcoin per acquistare buoni Amazon, per effettuare acquisti da siti di elettronica. Inoltre in Italia esistono molti negozi che accettano pagamenti in bitcoin. A Milano è presente anche uno sportello ATM dal quale prelevare soldi contanti dal nostro portafoglio Bitcoin.

Se volete approfondire l’argomento e sapere quali negozi in Italia accettano il pagamento in bitcoin, vi consigliamo di leggere i nostri articoli di approfondimento.

I bitcoin si stanno piano piano diffondendo anche in Italia. L’interesse per questa criptovaluta è talmente alto che alcuni venditori hanno deciso di inserirla come metodo di pagamento per gli acquisti.

Dove comprare bitcoin?

Molti non sanno che, oltre ad estrarre bitcoin, è possibile anche acquistarli. Ovviamente questo avviene attraverso siti di terze parti, spesso esteri, che offrono agli utenti la possibilità di acquistare ed investire in bitcoin.

 

Cambiare bitcoin in euro. Come fare?

Dopo aver visto come acquistare con i bitcoin sia nei negozi online e sia nei negozi fisici, vediamo come cambiare i bitcoin in euro.

Come abbiamo anche detto in precedenza, sono presenti degli sportelli ATM che ci consentono di prelevare denaro contante dal nostro portafoglio Bitcoin. Inoltre sono stati istituiti alcuni servizi di compravendita che si occupano del cambio bitcoin-euro, con le dovute tassazioni ovviamente.

 

Conclusioni

Per il momento è tutto. Questo è tutto ciò che dobbiamo sapere sui bitcoin e sul sistema che essi sfruttano. Se avete bisogno di chiarimenti o di altre delucidazioni non esitate a farcelo sapere attraverso il box dei commenti.

L’articolo Cos’è il Bitcoin? Guida completa alle monete virtuali appare per la prima volta su ChimeraRevo – Il miglior volto della tecnologia.

Sei miti su blockchain e Bitcoin: sfatiamo l’efficacia di questa tecnologia!

Blockchain: wow, che svolta, presto quasi tutto sarà basato sulla tecnologia blockchain. Se ci credete davvero, allora potrei solo deludervi.

In questo articolo si parlerà della versione della tecnologia blockchain utilizzata per la criptovaluta Bitcoin. Ci sono altre implementazioni che potrebbero aver eliminato alcuni degli svantaggi della “blockchain classica”, ma di solito tutto è costruito attorno agli stessi principi.

Bitcoin in generale

Ritengo che la tecnologia Bitcoin sia di per sé rivoluzionaria. Purtroppo, i Bitcoin sono stati usato troppo spesso per attività criminali e, come specialista in sicurezza informatica, questa pratica non mi piace per niente. Eppure, tecnologicamente parlando, i Bitcoin sono una svolta evidente.

I componenti del protocollo Bitcoin e le idee incorporate non sono nuovi; in generale, erano tutti noti prima del 2009, ma solo i suoi creatori sono riusciti a metterli insieme per farli funzionare nel 2009. Da allora, per quasi nove anni, è stata trovata nella sua implementazione una sola vulnerabilità importante, quando un malfattore è riuscito ad appropriarsi di 92 miliardi di Bitcoin. Per risistemare la faccenda si è dovuto riportare indietro di 24 ore l’intero registro finanziario. Tuttavia, solo una vulnerabilità in nove anni è lodevole. Tanto di cappello ai suoi fondatori.

I creatori dei Bitcoin hanno affrontato la sfida di far funzionare tutto senza alcun sistema centrale e senza che nessuno si fidasse dell’altro. I suoi ideatori hanno affrontato la sfida con successo e hanno trasformato del denaro elettronico in una vera e propria valuta operativa. Tuttavia, alcune delle loro decisioni sono state devastanti per loro inefficacia.

Non sono qui per screditare la blockchain, una tecnologia utile che ha mostrato molti impieghi straordinari. Nonostante i suoi svantaggi, ha anche vantaggi unici. Tuttavia, nel perseguire ciò che è sensazionale e rivoluzionario, molte persone si concentrano solo sui lati positivi della tecnologia, spesso dimenticandosi di avere una visione oggettiva delle cose e trascurando così tutti i lati negativi. È per questo motivo, per amore della diversità, che ritengo utile concentrarsi sugli svantaggi di tale tecnologia.

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Un libro che esprime grandi speranze per la blockchain. Citazioni da questo libro sono riportate in questo articolo

Mito nº1: la blockchain è un gigantesco computer distribuito

Citazione nº1: “La blockchain potrebbe essere un rasoio di Occam, il modo più efficiente, diretto e naturale per coordinare tutte le attività umane e meccaniche; è un processo dalla efficienza naturale “.

Se non sapete quali siano i principi del funzionamento di blockchain e avete solo sentito opinioni su questa tecnologia, allora potreste avere l’impressione che la blockchain sia una sorta di computer distribuito, che esegue calcoli distribuiti. Avrete potuto supporre che i nodi in tutto il mondo raccolgano qualcosa di più grande poco alla volta.

Questo è totalmente errato. Infatti, tutti i nodi che sorreggnono la blockchain fanno esattamente lo stesso. Ecco cosa fanno milioni di computer:

  1. Verificano le stesse transazioni in conformità alle stesse regole ed eseguono identiche operazioni;
  2. Registrano le stesse informazioni all’interno di una blockchain (se sono stati così fortunati da avere avuto il permesso per farlo);
  3. Memorizzano l’intera cronologia, che è la stessa per tutti, per tutto il tempo;

Non c’è parallelismo, nessuna sinergia e nessuna assistenza reciproca. Ci sono solo duplicazioni istantanee, per milioni di volte. È l’opposto dell’efficienza e questo è importante, come vedremo in seguito.

Mito nº2: la blockchain è eterna. Tutto ciò che viene registrato nella blockchain rimarrà lì per sempre

Citazione nº2: “Con Dapps, DAOs, DACs e DASs, ci potrebbero essere molti nuovi tipi comportamenti interessanti e complessi di Intelligenza Artificiale”.

Dunque: ogni client superiore di rete di Bitcoin memorizza l’intera cronologia delle transazioni e questo registro ha già raggiunto la grandezza di 100GB. È la capacità d’immagazzinamento di un portatile economico o di uno smartphone più avanzato. Più transazioni vengono elaborate sulla rete Bitcoin, più velocemente cresce il suo volume. E il suo maggiore aumento è avvenuto negli ultimi due anni.

La crescita della blockchain di Bitcoin non è nemmeno la più veloce; la rete del rivale Ethereum ha accumulato nel blochchain 200 GB di cronologia di dati, in soli due anni dal suo lancio e in sei mesi di utilizzo attivo. Quindi, la durata della vita della blockchain è limitata ad un decennio in circostanze attuali. La crescita della capacità degli hard disk è decisamente indietro.

Oltre alla necessità di memorizzare un grande quantitativo di dati, questi devono essere anche scaricati. Chiunque abbia mai cercato di utilizzare un portafoglio per la criptovaluta memorizzato localmente, ha scoperto con stupore e sgomento di non poter eseguire o ricevere pagamenti finché l’intero processo di download e verifica non sia stato completato, in pochi giorni se siete fortunati.

Potreste chiedervi: se è sempre la stessa cosa, forse non dovremmo memorizzare il tutto su ogni nodo di rete? Certo, sarebbe più efficiente. Ma, prima di tutto, non sarebbe una blockchain peer-to-peer, ma piuttosto un’architettura client-server tradizionale. In secondo luogo, i client dovrebbero quindi fidarsi dei server. Ricordate, “mai fidarsi di nessuno” è uno dei fondamenti della blockchain.

Per molto tempo, gli utenti di Bitcoin si sono divisi tra entusiasti, che “soffrono” scaricando tutto e memorizzando l’intera blockchain sul proprio computer, e le persone comuni, che usano i portafogli online, hanno fiducia nel server e non gli importa di come funzioni il tutto.

Mito nº3: la blockchain è efficace e in costante crescita. Il denaro convenzionale presto scomparirà

Citazione nº3: “Il concetto è ‘ tecnologia blockchain + connettoma personale in vivo ‘per codificare e rendere utile in un formato dati compresso standardizzato tutto il pensiero di una persona. I dati potrebbero essere catturati tramite registrazioni intracorticali, EEG dei consumatori, interfacce cervello / computer, nanorobot cognitivi e altre metodologie. Quindi, il pensiero potrebbe essere rappresentato in una blockchain, e davvero anche tutta l’esperienza soggettiva di un individuo potrebbe esserlo, compresa (anche) la coscienza, soprattutto se è più precisamente definita. Una volta nella blockchain, i diversi componenti potrebbero essere gestiti e trattati. Ad esempio, questo potrebbe essere fatto nel caso di ripristino della memoria post-ictus. “

Se ogni nodo di rete fa la stessa cosa, ovviamente, la larghezza di banda dell’intera rete è la stessa della larghezza di banda di un nodo di rete. Ma sapete esattamente che cosa è? La rete Bitcoin è in grado di processare un massimo di sette transazioni al secondo, per milioni di utenti in tutto il mondo.

Oltre a questo, le transazioni Bitcoin-blockchain vengono registrate solo una volta ogni 10 minuti. Per aumentare la sicurezza dei pagamenti, è una pratica standard quella di attendere 50 minuti in più dopo che viene visualizzato un nuovo registro affinché si possa ricominciare. Immaginate adesso di provare a comprare uno snack usando Bitcoin. Non è un problema stare in fila per un’ora al negozio, giusto?

Se si considera il mondo intero tutto ciò sembra ridicolo, anche adesso che i Bitcoin sono utilizzati da una sola persona ogni mille sul pianeta. E data la velocità di elaborazione delle transazioni, aumentare significativamente il numero di utenti attivi è semplicemente impossibile. Per fare un confronto, Visa processa migliaia di operazioni al secondo e, se necessario, può facilmente aumentare la sua larghezza di banda. Dopo tutto, le tecnologie bancarie classiche possono espandersi.

Se il denaro convenzionale scompare, non sarà a causa delle soluzioni blockchain.

Mito nº4: I miner garantiscono la sicurezza di rete

Citazione nº4: “Le entità imprenditoriali autonome basate su cloud e blockchain gestite con Smart contract potrebbero quindi trattare elettronicamente con entità tradizionali come i governi per auto-registrarsi in qualsiasi giurisdizione in cui volessero operare.”

Avete sicuramente sentito parlare dei miner e di giganti fattorie di mining costruite accanto alle centrali elettriche. Che cosa fanno esattamente? Consumano moltissima energia elettrica senza nessuno scopo per 10 minuti, “agitando” i blocchi fino a farli diventare “belli” e quindi idonei per essere aggiunti a una blockchain (potete saperne di più a riguardo in questo post). In sostanza, l’obiettivo è assicurarsi che la riscrittura della cronologia delle transazioni richieda la stessa quantità di tempo impiegato per scrivere la cronologia originale (data la stessa potenza di calcolo complessiva).

L’energia elettrica consumata per raggiungere questo obiettivo è la stessa quantità che userebbe una città con una popolazione di 100.000 persone. E non dimenticate le costose attrezzature mining personalizzate, che sono quasi inutili per qualsiasi scopo diverso da quello del mining di Bitcoin.

Agli ottimisti della blockchain piace affermare che i miner non eseguono solo operazioni inutili, ma garantiscono la stabilità e la sicurezza della rete Bitcoin. Questo è vero, ma il problema è che i miner proteggono i Bitcoin da altri miner.

Se fosse esistito solo un millesimo del numero attuale di miner, e quindi fosse stata consumata una millesima parte della potenza elettrica, il sistema Bitcoin funzionerebbe proprio come adesso. Continuerebbe a produrre un blocco ogni 10 minuti, elaborerebbe lo stesso numero di transazioni e opererebbe esattamente alla stessa velocità.

Il rischio di un attacco del 51% riguarda anche le soluzioni blockchain. Se qualcuno controlla più della metà della potenza di calcolo attualmente utilizzata per l’attività mining, allora quella persona può furtivamente scrivere una cronologia finanziaria alternativa. Quella versione allora diventerebbe realtà. Così, sarebbe possibile spendere gli stessi soldi più di una volta. I sistemi di pagamento tradizionali sono immuni a un tale attacco.

Come si è rivelato, Bitcoin è diventato un prigioniero della sua stessa idea di base. I miner “eccessivi” non possono smettere la loro attività di mining; questo aumenterebbe drasticamente la probabilità che una singola persona controlli più della metà della potenza di calcolo restante. Il mining è ancora redditizio, e la rete è ancora stabile. Tuttavia, se la situazione cambia (se, ad esempio, il prezzo dell’energia elettrica aumenta), la rete potrebbe andare incontro a un enorme numero di incidenti di “doppia spesa”.

Mito nº5: La blockchain è decentralizzata, quindi è indistruttibile

Citazione nº5: “Per diventare più formalmente un’organizzazione, un Dapp potrebbe adottare funzionalità più complicate come una costituzione …”

Potrebbe sembrare che se una blockchain è memorizzato su ciascun nodo di rete, allora i servizi o le autorità speciali non possono arrestare Bitcoin per un capriccio, poiché non esiste un server centralizzato o qualcosa di simil e non c’è nessuno a cui rivolgersi se si volesse chiudere tutto. Questa è solo un’illusione, comunque.

In realtà, tutti i miner “indipendenti” sono fusi in pool (tecnicamente, sono dei cartelli). Si basano sul presupposto che sia meglio avere un reddito piccolo ma stabile che un enorme guadagno forse ogni mille anni (e anche questo non è garantito se si è per conto proprio).

Il diagramma circolare sopra riportato mostra circa 20 dei più grandi pool di mining , ma i primi 4 controllano più del 50% di tutta la potenza di calcolo. Ottenere accesso a questi soli quattro computer di controllo darebbe la possibilità di raddoppiare i propri Bitcoin. Questo, come si può immaginare, svaluterebbe alquanto i Bitcoin, e farlo è in realtà abbastanza possibile.

Ma la minaccia è ancora più grave di quanto detto sopra potrebbe sottintendere, perché la maggior parte dei pool, insieme alle loro potenze di calcolo, si trovano all’interno di un paese, il che rende molto più facile catturarli e ottenere il controllo sui Bitcoin.

Mito nº6: Il carattere anonimo e aperto della blockchain è una buona cosa

Citazione nº6: “Il governo tradizionale 1.0 sta diventando obsoleto come modello di governance nell’era della blockchain, specialmente ora che iniziamo a vedere la possibilità di passare da strutture paternalistiche e uguali per tutti a una forma di governo più granulare e personalizzata.”

La blockchain è aperta e tutti vedono tutto. Perciò, la blockchain non ha un anonimato reale. Offre invece pseudonimia. Mettendo da parte i problemi significativi per gli utenti disonesti, ecco perché la pseudonimia è dannosa per quelli onesti. Un esempio semplice: trasferisco alcuni Bitcoin a mia madre. Ecco cosa lei è in grado di sapere:

  1. Quanti soldi ho in qualsiasi momento.
  2. Quanto ho speso e, più importante, per cosa ho speso. Potrebbe anche scoprire cosa ho comprato, su cosa ho scommesso e quale politico ho sostenuto in forma “anonima”.

In alternativa, se avessi ripagato un mio amico per qualche limonata, gli avrei permesso di sapere tutto sulle mie finanze. Questo non è un problema del tutto irrilevante: rivelereste i movimenti della vostra carta di credito a chiunque voi conosciate? Tenete presente che ciò includerebbe transazioni non solo passate, ma anche future.

Alcune rivelazioni potrebbero essere tollerabili per gli la gente comune ma letali per le aziende. Tutte le parti contraenti, le vendite, i clienti, le cifre presenti in un conto e tanti altri piccoli e minuscoli dettagli diventerebbero pubblici. La trasparenza finanziaria è forse uno dei maggiori svantaggi dell’utilizzo di Bitcoin.

 Conclusione

Citazione nº7: “Il mondo connesso potrebbe includere in modo vantaggioso la tecnologia blockchain come copertura economica per ciò che sempre di più sta diventando un mondo continuamente connesso grazie ai multidispositivi quali computer indossabili, sensori per l’Internet delle Cose  etc.”

Ho elencato i sei svantaggi principali dei Bitcoin e della versione blockchain in uso. Potreste chiedervi: “Perché ho dovuto saperlo da te e non l’ho saputo prima da qualcun altro? Possibile che nessuno veda i problemi? ”

Alcune persone potrebbero essere cieche, alcune semplicemente non capiscono come funzioni la tecnologia, e altri potrebbero vedere e comprendere tutto, ma il sistema va bene per loro così com’è. Vale la pena considerare che molti di quelli che hanno acquistato Bitcoin hanno iniziato pubblicizzarli e promuoverli, come in uno schema piramidale.

Perché rivelare che la tecnologia ha alcuni svantaggi se contate sulla crescita del tasso di cambio?

Sì, il sistema Bitcoin ha rivali che hanno cercato di risolvere alcuni di questi problemi. Anche se alcune di queste idee sono abbastanza buone, esse sono ancora basate sulla blockchain. E sì, ci sono altre applicazioni non monetarie alternative alla tecnologia blockchain, ma i principali svantaggi si trovano anche in esse.

Quindi, se qualcuno vi dice che l’invenzione della blockchain può essere paragonata all’invenzione di Internet in termini di importanza, siate scettici.

fonte: https://www.kaspersky.it/blog/bitcoin-blockchain-issues/14125/

Una criptovaluta senza blockchain è stata costruita per sovraperformare il bitcoin

La controversa moneta IOTA si basa su un “groviglio” matematico che i suoi creatori dicono renderà molto più veloce ed efficiente da gestire.

By Mike Orcutt

Bitcoin non è l’unica criptovaluta su una striscia calda: un sacco di valute alternative hanno goduto di rally al fianco dell’Epic Bitcoin Bull Run del 2017. Uno degli esempi più intriganti è anche tra i più oscuri del mondo delle criptovalute. Chiamato IOTA, ha superato il valore totale da poco più di $ 4 miliardi a oltre $ 10 miliardi in poco più di due settimane. Ma non è ciò che lo rende interessante. Ciò che lo rende interessante è che non si basa affatto su una blockchain; è qualcos’altro interamente.

Il rally è iniziato a fine novembre, dopo che la IOTA Foundation, l’organizzazione no-profit tedesca dietro la nuova criptovaluta, ha annunciato di collaborare con diverse importanti aziende tecnologiche per sviluppare un “mercato dei dati decentralizzato”.

A cosa, adesso?

Sebbene i token IOTA possano essere utilizzati come qualsiasi altra criptovaluta, il protocollo è stato progettato specificamente per l’uso su dispositivi connessi, afferma il cofondatore David Sønstebø. Le organizzazioni raccolgono enormi quantità di dati da questi gadget, dai sistemi di rilevamento del tempo ai sensori che monitorano le prestazioni dei macchinari industriali (ovvero l’Internet delle cose). Ma quasi tutte queste informazioni sono sprecate, sedute in banche dati siluate e non guadagnando soldi per i suoi proprietari, dice Sønstebø.

Il sistema IOTA può risolvere questo problema in due modi, afferma. In primo luogo, può assicurare l’integrità di questi dati proteggendoli in un libro mastro decentralizzato a prova di manomissione. In secondo luogo, consente transazioni senza costi tra i proprietari dei dati e chiunque voglia acquistarle, e ci sono un sacco di aziende che vogliono mettere le mani sui dati.

Ora, ecco dove le cose diventano davvero interessanti. Invece di una blockchain, IOTA utilizza un “tangle” (groviglio), che si basa su un concetto matematico chiamato grafico aciclico diretto. Sønstebø dice che il suo team ha perseguito un approccio alternativo dopo aver deciso che le blockchain sono troppo costose – ha recentemente costato fino a $ 20 per transazione Bitcoin a  causa della forte domanda – e inefficiente per operare alla scala richiesta per l’Internet delle cose.

Parte del problema di Sønstebø con Bitcoin e altri sistemi blockchain è che si basano su una rete distribuita di “minatori” per verificare le transazioni. (Per ulteriori informazioni: ” What Bitcoin Is, and Why It Matters “)

Quindi IOTA ha rinunciato ai minatori. Invece, quando un utente emette una transazione, quell’individuo convalida anche due transazioni precedenti selezionate casualmente, ciascuna delle quali fa riferimento a due altre transazioni precedenti e così via. Con il crescere delle nuove transazioni, cresce “una rete intricata di conferme”, afferma Sønstebø.

Sembra fantastico, ma come nota Sønstebø, IOTA è ancora in “beta della fase iniziale”. E i nomi di alto profilo che partecipano al suo progetto pilota di dati, tra cui Microsoft, Deutsche Telekom e Fujitsu, suggeriscono che lo IOTA sia su qualcosa. Negli ultimi mesi, tuttavia, alcuni membri di spicco della comunità di ricerca sulla criptovaluta hanno espresso riserve sul design e sulla sicurezza generale dello IOTA. Ad agosto, i ricercatori del MIT e della Boston University hanno riferito di aver scoperto una “seria vulnerabilità” in una nuova tecnica crittografica utilizzata dallo IOTA.

Lo IOTA ha rattoppato la vulnerabilità e Sønstebø afferma che le misure di sicurezza in vigore avrebbero impedito a chiunque di perdere fondi. La fondazione ha assunto una società di terze parti per aiutarla a continuare a sviluppare la tecnica, che Sønstebø afferma rappresenta il tipo di “crittografia leggera” necessaria per i dispositivi connessi a bassa potenza, come i sensori.

L’articolo Una criptovaluta senza blockchain è stata costruita per sovraperformare il bitcoin appare per la prima volta su MIT technology review.