Come installare Google Chrome su openSUSE

By Marco Giannini

Installare Google Chrome su openSUSE non è immediato come su altre distribuzioni. Il motivo è dato dalla necessità di dover importare manualmente la chiave pubblica di Google.
Vediamo dunque come fare.
Apriamo il terminale e scarichiamo, come prima cosa, la chiave di licenza pubblica di Google dando il comando:
wget https://dl.google.com/linux/linux_signing_key.pub
Ora non ci resta che importarla con
sudo rpm --import linux_signing_key.pub
Aggiungiamo il repository di Google Chrome con
sudo zypper ar http://dl.google.com/linux/chrome/rpm/stable/x86_64 Google-Chrome
e aggiorniamo la lista repository con
sudo zypper ref
Bene, ora non ci resta che installare Google Chrome dando da terminale
sudo zypper in google-chrome-stable

Window AppMenu Applet, un nuovo applet dal creatore di Latte Dock

By Marco Giannini

Window AppMenu Applet si nasconde quando una finestra viene minimizzata

Michail Vourlakos, il creatore di Latte Dock, torna alla carica con una nuovo applet per KDE Plasma 5. Il nuovo applet di Plasma 5 si chiama Window AppMenu Applet e serve a mostrare l’appmenu della finestra corrente nel pannello di Plasma.

Le impostazioni di Window AppMenu Applet

Questo applet si aggiunge a Window Buttons Applet e Window Title Applet per rendere l’esperienza d’uso di Latte Dock sempre più completa.

Firefox Quantum avviserà gli utenti desktop quando visitano un sito che ha subito una violazione dei dati segnalata di recente

By Marco Giannini

Firefox Quantum avviserà gli utenti desktop quando visitano un sito che ha subito una violazione dei dati segnalata di recente.

Questa nuova funzionalità, che vedremo presto su Firefox Quantum, mostrerà una notifica nel browser che avvisa che il sito è stato recentemente vittima di una violazione dei dat

Nella notifica sarà presente un pulsante che ci consentirà di aprire Firefox Monitor e, immettendo la nostra e-mail, verificare subito se siamo stati coinvolti o meno in quella violazione di dati. L’avviso verrà visualizzato al massimo una volta per sito e solo per le violazioni dei dati segnalate nei dodici mesi precedenti. Gli utenti che non desiderano visualizzare questi avvisi potranno scegliere di “non mostrare mai gli avvisi di Firefox Monitor” facendo clic sulla freccia a discesa presente sulla notifica.

Uno strumento in più per dare ancora più consapevolezza agli utenti dei rischi legati alla sicurezza dei dati sottratti online.

Ubuntu Kernel Update Utility (Ukuu), il tool per installare il Kernel Linux mainline su Ubuntu e derivate

By Marco Giannini

Molti utenti Ubuntu più smaliziati conosceranno di certo il sito http://kernel.ubuntu.com/~kernel-ppa/mainline/ dove è possibile reperire le ultime versioni del Kernel Linux mainline per Ubuntu e derivate. Da qui è possibile sia scaricare l’ultima versione stabile del Kernel Linux mainline che l’ultima versione in sviluppo.

Scopriamo Ubuntu Kernel Update Utility aka Ukuu

Una volta scaricati i DEB è necessario installare a mano il tutto. Per facilitare questa operazione c’è però un interessante tool chiamato Ubuntu Kernel Update Utility altrimenti noto come Ukuu.
Il tool offre una interfaccia grafica molto semplice ed intuitiva. Una volta selezionato il Kernel Linux che vogliamo installare basterà cliccare su Install

 

La schermata principale

e i file necessari verranno scaricati e installati in automatico

Il processo di installazione

 

Al termine del processo ci verrà ricordato, prima di riavviare il sistema, che potrebbero esserci problemi a seguito del nuovo Kernel come WiFi non funzionante, schermate nere all’avvio, freeze random e cose del genere.
L’avviso post installazione

 

In caso di problemi con il nuovo Kernel non fatevi prendere dal panico, basterà riavviare nuovamente il sistema, selezionare le opzioni di boot avanzato in GRUB e far partire il sistema con il vecchio Kernel. Una volta avviato il sistema, sempre con Ukuu, sarà possibile rimuovere il Kernel precedentemente installato e non funzionante.

Ukuu non si consente soltanto l’installazione del Kernel Linux mainline ma è anche in grado di verificare periodicamente la presenza di nuove versioni.

 

Se sulla schermata principale di Ukuu clicchiamo su Settings possiamo possibile gestire ogni quanto tempo Ukuu deve verificare la presenza di una nuova versione del Kernel e quale tipo di Kernel notificare.
La schermate delle impostazioni di Ukuu

Come potete vedere, di default, Ukuu controllerà soltanto la presenza di aggiornamenti del ramo stabile. Se volete abilitare il ramo unstable con le release candidate vi basterà togliere il segno di spunta alla voce “Hide unstable and RC releases“.

Come installare Ukuu su Ubuntu  e derivate

Installare Ukuu su Ubuntu e derivate è semplice. La prima cosa da fare è quella di aggiungere il PPA dando da terminale

sudo add-apt-repository ppa:teejee2008/ppa

aggiornare il sistema

sudo apt updateed

infine installare Ukuu dando da terminale

sudo apt install ukuu

Window Title Applet, un nuovo applet dal creatore di Latte Dock

By Marco Giannini

Window Title Applet in azione assieme al global menu di Plasma 5
Michail Vourlakos, il developer principale di Latte Dock, ha annunciato il rilascio della prima versione pubblica di Window Title Applet, un nuovo applet per Plasma 5 che mostra il titolo dell’applicazione e l’icona della finestra corrente nei pannelli. Questo nuovo plasmoide si aggiunge a Latte Dock e a Window Buttons Appletper rendere l’esperienza con Latte Dock sempre più completa. Window Title Applet può essere utilizzato anche nei pannelli standard ci Plasma.
La finestra delle impostazioni
Window Title Applet ha le seguenti caratteristiche:

  • Quattro diversi stili: Applicazione, Titolo, Applicazione – Titolo, Titolo – Applicazione
  • Supporta l’allineamento del pannello in orizzontale e verticale
  • Mostra l’icona della finestra
  • Massimizza l’icona della finestra sullo spessore dell’applet (opzionale)
  • Carattere grassetto / corsivo
  • Imposta la lunghezza massima in pixel o utilizza tutto lo spazio richiesto per mostrare tutti i contenuti
  • Imposta la spaziatura tra icona e titolo
  • Margini sinistro / destro o superiore / inferiore
  • Predisposto per più schermi
  • Mostra nome / icona dell’attività quando non ci sono finestre attive
  • Doppio clic per massimizzare / ripristinare la finestra attiva (per i pannelli di plasma)
  • Pronto per Latte v0.9
Potete scaricare Window Title Applet da store.kde.org. Per maggiori informazioni vi rimando alla pagina su GitHub.

Rinfreschiamo Linux Mint con Matcha Gtk Theme

By Marco Giannini

Il tema Matcha su Linux Mint 19
Una delle cose che meno mi piace di Linux Mint è la tonalità dei colori che viene utilizzata nei temi predefiniti.
Fortunatamente il web è pieno di temi alternativi. Uno di questi temi è Matcha creato da Vince
aka vinceliuice. Matcha è un tema dal design flat (è un fork del noto tema Arc) per GTK 3, GTK 2 e GNOME Shell ma che supporta anche Unity, Budgie, Pantheon, Xfce, MATE e Cinnamon.
Il tema può essere scaricato dalla pagina GitHub https://github.com/vinceliuice/matcha
Gli utenti Ubuntu e derivate possono sfruttare il PPA Aesthetics mantenuto da James Buren che, una volta installato, ci aggiungerà anche un tema di icone basato su quelle di default di Linux Mint ma che mantiene inalterate le icone dei programmi principali, una cosa che io gradisco molto perché ho sempre odiato i temi di icone che mettono sovrascrivono le icone ufficiali dei vari programmi.
Per installare Matcha GTK Theme da PPA procediamo come segue. Come prima cosa aggiungiamo il PPA dando da terminale:

 

sudo add-apt-repository ppa:ryu0/aesthetics
aggiorniamo
sudo apt update
ed infine installiamo dando
sudo apt install matcha-theme
Una volta installato basterà andare a settarci il tema nelle impostazioni di Linux Mint.

Come installare DraftSight su Fedora 29

By Marco Giannini

In questi giorni sto provando Fedora 29 Workstation nell’edizione con GNOME e la sto usando come distro principale. Fra le attività quotidiane che compio su Linux c’è quella dell’editing di file dwg e per farlo mi appoggio a DraftSight (di cui l’altro giorno è uscita una nuova versione).

Installare DraftSight su Fedora 29 si è però rivelato problematico per via di alcuni problemi connessi con la versione del pacchetto fontconfig presente nei repository di Fedora 29.
Andando ad installare DraftSight 29 su Fedora 29 l’installazione va in porto ma è impossibile avviare l’applicazione. Se provate a lanciare DraftSight su Fedora 29 dall’icona non succederà nulla.

Come ho diagnosticato il problema

Avviando DraftSight da terminale mi sono imbattuto nel seguente errore:

[marco@fedora ~]$ "/opt/dassault-systemes/DraftSight/Linux/DraftSight"

/opt/dassault-systemes/DraftSight/Linux/DraftSight: symbol lookup error: /lib64/libfontconfig.so.1: undefined symbol: FT_Done_MM_Var
Ho riportato il messaggio di errore nella community di DraftSight senza ottenere un valido aiuto in quanto, Fedora 29, non è esplicitamente citata fra le distro sicuramente compatibili con DraftSight 2018.
Mi sono messo allora a indagare sul problema e, su FedoraForum.org mi sono imbattuto in un utente con il mio stesso problema.

Su Fedora 29 è presente la versione è presente una versione del pacchetto fontconfig che non compatibile con DraftSight. Se proviamo a verificare la versione di fontconfig presente su Fedora 29 dando da terminale

rpm -q fontconfig

otterremo che la versione attualmente presente è la versione fontconfig-2.13.1-1.fc29.x86_64
Purtroppo è l’unica presente nei repository e non è possibile effettuare il downgrade alla versione precedente presente nei repository di Fedora 28.

Come risolvere il problema

Fortunatamente è possibile scaricare la precedente versione dai server di Fedora all’indirizzo https://fedora.pkgs.org/28/fedora-updates-x86_64/fontconfig-2.13.0-5.fc28.x86_64.rpm.html

Una volta scaricato l’RPM basterà installarlo. Potete farlo sia da terminale che per via grafica.

Fatto questo installate nuovamente DraftSight e avviate il programma che ora funzionerà correttamente.

Bloccare momentaneamente gli aggiornamenti di fontconfig

A questo punto nasce un problema. Andando ad aggiornare Fedora 29 ci verrà proposto di aggiornare fonntconfig alla nuova versione (che crea problemi a DraftSight).

La soluzione tampone che ho trovato è quella di bloccare momentaneamente l’aggiornamento del solo pacchetto fontconfig.

Per risolvere il problema dobbiamo andare ad aggiungere la riga exclude=fontconfig al file fedora.repo che si trova in /etc/yum.repos.d/
Da terminale diamo

sudo nano /etc/yum.repos.d/fedora.repo

ed andiamo ad aggiungere la riga

exclude=fontconfig
subito dopo skip_if_unavailable=False nel blocco relativo a Fedora
Adesso, sia aggiornando con GNOME Software che con dnf da terminale non ci verrà più notificato l’aggiornamento del pacchetto fontconfig.
Lo so, è una soluzione un po’ estrema, però è l’unica che sono riuscito a trovare al momento per far funzionare DraftSight su Fedora 29.

Come ottimizzare un SSD su Linux

Le unità a stato solido o SSD stanno ottenendo sempre più supporto per Linux e sempre più utenti li usano. Nonostante ciò, non molti utenti Linux sanno quale sia il corretto file system da usare, come funziona il TRIM del file system o perché dovrebbero fare attenzione alle operazioni di lettura/scrittura. Ecco perché in questo articolo analizzeremo tutto ciò che c’è da sapere sull’ottimizzazione di un SSD su Linux. Suggeriremo inoltre i migliori file system da utilizzare. Oltre a questo, esamineremo come abilitare TRIM e molto altro!

File System per SSD

Le unità a stato solido sono molto moderne. Approfittano della tecnologia NAND per garantire che i tuoi dati vengano letti e scritti nel modo più veloce possibile. A causa di questa velocità, le unità a stato solido tendono ad essere molto veloci, indipendentemente dal tipo di file system che viene usato. Detto questo, se stai cercando di ottenere il massimo dal tuo SSD su Linux, la soluzione migliore è scegliere il miglior file system per esso. Esaminiamo i file system disponibili per Linux e discutiamo quali sono i migliori da usare su un SSD.

Ext 4

Il file system Extended 4 è il file system scelto dalla maggior parte delle distribuzioni Linux per un motivo. È affidabile e ha caratteristiche piuttosto buone per una varietà di casi d’uso. Ext4 è generalmente un file system “per tutti gli usi”, il che significa che è previsto che sia in uso su una varietà di dispositivi di archiviazione diversi. Non è progettato specificamente solo per un SSD, ma non lasciare che ti spaventi. Offre molti miglioramenti specifici per i proprietari di unità SSD come il supporto TRIM e funzionalità che consentono la riduzione delle operazioni di lettura/scrittura per migliorare la longevità.

Se non sei sicuro di ciò che vuoi dal tuo SSD, vai con questo file system. È ben fatto e porterà a termine il lavoro.

XFS

Il file system XFS è un vecchio file system con molti casi d’uso diversi. Come Ext4, il file system XFS supporta cose come TRIM, che manterranno il tuo SSD in buona salute su Linux. Oltre a questo, ha alcune funzioni davvero grandiose, tra cui uno strumento di deframmentazione del file system e la possibilità di disabilitare il journal del file system (che è fondamentale quando si cerca di massimizzare la longevità del tuo SSD).

Nel complesso, XFS è un ottimo file system per SSD, se stai cercando di ottenere il massimo delle prestazioni possibili. Il file system XFS è selezionabile dalla maggior parte degli strumenti di installazione della distribuzione Linux.

Abilita il supporto TRIM

Il comando TRIM permette a un sistema operativo di indicare i blocchi che non sono più in uso nell’SSD come per esempio i blocchi liberati dopo l’eliminazione di uno o più file. Generalmente nell’operazione di cancellazione eseguita da un Sistema Operativo (OS) i blocchi di dati vengono contrassegnati come non in uso. Il TRIM permette all’OS di passare questa informazione al controller dell’SSD che altrimenti non sarebbe in grado di sapere quali blocchi eliminare. A causa della natura della memoria flash e della NAND in generale, più blocchi si aprono, più un SSD può diventare lento nel tempo. Quindi è molto importante per la salute di un Solid State Drive che si abiliti questa funzione.

La maggior parte delle distribuzioni GNU/Linux (come Ubuntu e così via) lo rendono possibile. Tuttavia, non tutte le distribuzioni Linux sono uguali e alcune non abilitano questa funzionalità come impostazione predefinita. Ecco quindi come farlo:

Ubuntu

sudo apt install util-linux

Debian

sudo apt-get install util-linux

Arch Linux

sudo pacman -S util-linux

Fedora

sudo dnf installa util-linux

OpenSUSE

sudo zypper installa util-linux

Con il software util-linux installato, abilitare i 2 servizi di systemd per garantire l’esecuzione di FS-TRIM.

sudo systemctl enable fstrim.service
sudo systemctl enable fstrim.timer

Quindi, avvia immediatamente i 2 servizi con systemctl start.

sudo systemctl start fstrim.service
sudo systemctl start fstrim.timer

Riduci lettura e scrittura su SSD

Le unità a stato solido non funzionano allo stesso modo di un disco rigido tradizionale rotante. A differenza delle unità meccaniche, gli SSD hanno una quantità limitata di scritture che possono eseguire. Una volta che l’utente raggiunge le scritture massime possibili, l’unità diventerà di sola lettura.

Per ovviare a ciò, innanzitutto, non creare una partizione di swap sul tuo SSD. Dare un’intera partizione per lo swap su un SSD significa che l’unità a stato solido legge e scrive costantemente i dati in questa partizione. Questo può rapidamente degradare la salute e la vita del disco. Invece, considera la possibilità di creare un file di swap o di rinunciare completamente allo swap.

L’utilizzo di un file di swap anziché di una partizione non è ancora sicuro essere la soluzione migliore ma i file di scambio sono facili da attivare e disattivare. Un utente può facilmente attivare lo swap quando necessario e spegnerlo subito dopo averlo fatto, ridimensionarlo, ecc. Le partizioni di swap sono meno flessibili.

Un’altra buona pratica per attenuare le operazioni di lettura/scrittura sull’unità SSD consiste nel disabilitare il journaling del file system. Non è cosa fondamentale e se lo fai riduci le operazione di lettura/scrittura. Per fare ciò, cerca nel manuale della tua distribuzione Linux tutte le informazioni necessarie per disabilitarlo.

Infine, cerca sempre di aggiornare il firmware del tuo SSD. Che ci crediate o no, gli SSD ricevono aggiornamenti come qualsiasi altro componente del PC. Se non aggiorni il firmware, perdi i miglioramenti apportati dal produttore che lo rendono più efficiente, leggi/scrivi di meno e gestisci meglio i dati. Per aggiornare il firmware del tuo disco, è meglio fare riferimento al manuale fornito con il tuo SSD. In alternativa, cerca il sito Web del produttore o guarda il Wiki della tua distribuzione Linux per istruzioni.

Su Amazon ci sono molte opportunità di buoni affari con offerte di SSD e sconti interessanti dal 28% al 54% come questi:

Risolvere l’errore di K3b: “cdrecord non ha il permesso di aprire il dispositivo”

By Marco Giannini

Avete provato a fare un CD con K3b e vi siete imbattuti nella seguente schermata di errore?

cdrecord non ha il permesso di aprire il dispositivo

Modifica le impostazioni del dispositivo in K3b per risolvere il problema

Per risolvere questo problema dobbiamo andare a modificare i permessi di cdrecord e wodim, due programmi che vengono utilizzati da K3b per la realizzazione di CD/DVD.

Possiamo farlo sia nelle impostazioni di K3b andando su Programmi > Imposta programmi esterni

Oppure, in maniera più rapida, agendo da terminale dando il comando

sudo chmod 4711 /usr/bin/wodim; sudo chmod 4711 /usr/bin/cdrdao
Una volta fatto riaprite K3b e il vostro disco sarà correttamente masterizzato

GNOME Meteo: rimuovere località recenti

By Marco Giannini

Vi siete messi a pasticciare (come me) con GNOME Meteo aggiungendo località (magari nella speranza di beccare il meteo per la tua città che non esce manco a pagarlo) e ora non sapete come rimuovere le località cercate su GNOME Meteo dalla lista località?
Tre località per Foggia e nessuna mi da le previsioni
Purtroppo GNOME Meteo non consente la rimozione delle località da interfaccia grafica. I dati relativi alle località sono conservate nel file
~/.config/dconf/user

Resettare GNOME Meteo con Editor dconf

Per poter editare il file dobbiamo passare per Editor dconf. Se non l’avete ancora fatto installate il tool dal vostro gestore pacchetti.

Una volta fatto lanciamo Editor dconf e rechiamoci in

org > gnome > Weather > Application > locations
Come potete vedere, nel campo Valore personalizzato, sono conservate tutte le informazioni relative alle località cercate e aggiunte a GNOME Meteo
Le località cercate e aggiunte a GNOME Meteo
Per resettare i valori a quelli di default basterà impostare su ON (1) il pulsante Usa valore predefinito e successivamente premere il pulsante di conferma in basso a destra (2)
Una volta confermato GNOME Weather verrà resettato e spariranno tutte le località aggiunte manualmente.

Resettare GNOME Meteo da terminale

La stessa operazione può essere fatta anche tramite terminale con un solo comando. Per resettare da terminale, senza passare per Editor dconf, vi basterà dare da terminale
gsettings reset org.gnome.Weather.Application locations