Scegliere la miglior Distro GNU/Linux per Desktop 2018

Stai cercando la migliore distro (distribuzione) GNU/Linux? Ecco come la penso!
Originariamente sviluppato nel 1991, il sistema operativo Linux, simile a UNIX, ora beneficia dei contributi di milioni di utenti e sviluppatori in tutto il mondo ed è un sistema maturo anche per il mondo desktop. 
Questo post non copre le distribuzioni GNU/Linux dei server ma si concentra sulle distribuzioni desktop GNU/Linux. Per comodità d’ora in poi definite semplicemente distro Linux.

Migliori distro GNU/Linux

Ok, la prima regola da ricordare qui è: non esiste una distro Linux “migliore”. No sul serio, non c’è! Ma c’è una migliore distro Linux per “me” e una migliore distro linux per “te”. Inoltre, ciò che consideri la migliore distribuzione Linux per te, cambierà spesso nel tempo per corrispondere al tuo livello di esperienza.
Con questo in mente, iniziamo analizzando la ricerca della tua migliore distribuzione Linux in 3 categorie … Facili, Soddisfacenti e Stimolanti.

Distro GNU/Linux Facili

Per gli utenti che desiderano un rapido accesso a Linux ed a una vasta gamma di software/app senza dover utilizzare la riga di comando. O per chi cerca semplicemente un modo semplice per provare Linux. Per tutti questi utenti, consiglierei …

Ubuntu: un sistema operativo Linux desktop completo, disponibile gratuitamente con il più ampio supporto per la community di qualsiasi altra Distro. La comunità Ubuntu è costruita sulle idee contenute nel Manifesto di Ubuntu: il software dovrebbe essere disponibile gratuitamente e gli strumenti software dovrebbero essere utilizzabili dalle persone nella loro lingua locale e che le persone dovrebbero avere la libertà di personalizzare e modificare il loro software in qualunque modo che ritengono opportuno. Ideale per iniziare a conoscere il mondo Linux.

Manjaro Linux: un sistema operativo user-friendly orientato al desktop basato su Arch Linux. Le caratteristiche principali includono un processo di installazione intuitivo, il rilevamento automatico dell’hardware, un modello stabile di rolling-release (aggiornamenti continui), la possibilità di installare più kernel, script Bash speciali per la gestione dei driver grafici e ampia configurabilità del desktop. Gli utenti trarranno vantaggio dal forum di supporto della community Manjaro assai attivo.

Linux Mintuna distribuzione basata su Ubuntu il cui obiettivo è fornire un’esperienza più completa e immediata includendo plug-in nel browser, codec multimediali, supporto per la riproduzione di DVD, Java e altri componenti. Aggiunge anche opzioni e menu desktop personalizzati, diversi strumenti di configurazione unici e un’interfaccia di installazione dei pacchetti basata sul web. Linux Mint è compatibile con i repository software di Ubuntu.

Dai un’occhiata anche ad Elementaryos.org

Distro GNU/Linux Soddisfacenti

Le seguenti distro sono molto simili a quelle sopra. Tuttavia, l’installazione di default potrebbe includere un pò di sudore freddo. Richiedono un pò più di personalizzazione e ricerca. Questo non dovrebbe essere difficile o frustrante, ma piuttosto … soddisfacente.

Fedora: (precedentemente Fedora Core) è una distribuzione Linux sviluppata dal progetto Fedora supportato dalla comunità, una fonte della distribuzione commerciale di Red Hat Enterprise Linux. Fedora contiene pacchetti software con licenza gratuita e open-source e punta ad essere all’avanguardia delle tecnologie mentre lavora a stretto contatto con le comunità Linux. Fedora Project distribuisce anche le varianti personalizzate di Fedora chiamate Fedora ‘spins’, per giochi, sicurezza, design, calcolo scientifico, robotica, ecc. Fedora ha un ciclo di vita di 13 mesi e il suo approccio all’avanguardia significa che gli aggiornamenti dei pacchetti sono frequenti. Questo può essere spaventoso per alcuni o soddisfare gli altri che amano utilizzare il software più recente.

Debian: Ovviamente la cosa che la gente vuole è il software applicativo. Debian ti dà un facile accesso a questi senza pre-installarli. Debian ha oltre 60.000 pacchetti (software precompilato che è impacchettato in un bel formato per una facile installazione sulla macchina) e tutto gratis. E’ in 3 versioni e a quella base si aggiungono Debian Testing e Debian SID sconsigliate per i neofiti.

openSUSE – Il progetto openSUSE ha tre obiettivi principali: rendere openSUSE il più semplice sistema per Linux da ottenere e la distribuzione Linux più diffusa; sfruttare la collaborazione open source per rendere openSUSE l’ambiente desktop e il desktop Linux più utilizzabile al mondo per nuovi utenti Linux ed anche per esperti; semplificare e aprire drasticamente i processi di sviluppo e di packaging per rendere openSUSE la piattaforma preferita dagli sviluppatori Linux e dai fornitori di software. openSUSE offre ora anche la distro rolling release (aggiornata continuamente) di Tumbleweed.

Guarda anche solus-project.com (una nuova distribuzione Linux costruita da zero).

Distro GNU/Linux Stimolanti

Le seguenti distribuzioni si concentrano sull’essere leggere, semplici e tuttavia molto più flessibili della maggior parte. Fin dal processo di installazione noterai che queste distribuzioni installeranno solo ciò a cui le hai esplicitamente comandate.

Arch Linux: una distribuzione Linux sviluppata in modo indipendente rivolta a utenti Linux competenti. Utilizza ‘pacman’, il suo gestore di pacchetti interno, per fornire aggiornamenti alle più recenti applicazioni software con tracciamento completo delle dipendenze. Operando su un sistema a rilascio progressivo, Arch Linux può essere installato da un’immagine CD o tramite un server FTP. L’installazione predefinita fornisce una solida base che consente agli utenti di creare un’installazione personalizzata. Inoltre, l’Arch Build System (ABS) fornisce un modo per creare facilmente nuovi pacchetti, modificare la configurazione dei pacchetti e condividere questi pacchetti con altri utenti tramite il repository utenti di Arch Linux.

Slackware: un sistema operativo Linux avanzato, progettato con i duplici obiettivi di facilità d’uso e stabilità come priorità principali. Includendo l’ultimo software popolare pur mantenendo un senso della tradizione, fornendo semplicità e facilità d’uso oltre a flessibilità e potenza, Slackware porta il meglio di tutti i mondi al tavolo. Slackware Linux offre agli utenti nuovi ed esperti un sistema completo, attrezzato per servire qualsiasi necessità, dalla workstation desktop al server della sala macchine. I server Web, ftp e e-mail sono pronti per l’uso immediato, così come un’ampia gamma di ambienti desktop famosi. Una gamma completa di strumenti di sviluppo, editor e librerie correnti è inclusa per gli utenti che desiderano sviluppare o compilare software aggiuntivo.

Gentoo: una distribuzione Linux versatile e veloce rivolta a sviluppatori e professionisti della rete. Gentoo Linux ha un sistema avanzato di gestione dei pacchetti chiamato PortageA differenza di tutte le altre distribuzione Linux elencate che sono direttamente in codice eseguibile, con Gentoo si ottieme il codice sorgente che viene compilato localmente in base alle preferenze dell’utente ed è spesso ottimizzato per il tipo specifico di computer che si usa, che è una caratteristica importante di Gentoo. La gestione dei pacchetti Gentoo è progettata per essere modulare, portatile, facile da mantenere e flessibile.

Controlla anche TrueOS  (basato su Unix come FreeBSD, ma è in grado di eseguire applicazioni Linux).

fonte: https://haydenjames.io/best-linux-distro/

Nuovo aggiornamento del kernel Linux per la serie di sistemi operativi Debian GNU/Linux 9 “Stretch”

Il Progetto Debian ha rilasciato un nuovo aggiornamento del kernel Linux per la serie di sistemi operativi Debian GNU/Linux 9 “Stretch” che affronta diverse vulnerabilità di sicurezza scoperte recentemente da vari ricercatori della sicurezza.

Ci sono un totale di 18 vulnerabilità di sicurezza patchate in questo importante aggiornamento che sono state scoperte nel kernel Linux 4.9, con supporto a lungo termine, usato nella serie di sistemi operativi Debian GNU/Linux 9 “Stretch”, che possono portare a perdite di informazioni, escalation di privilegi o diniego di servizio.

Includono una perdita di memoria nella funzione irda_bind e un difetto nella funzione irda_setsockopt del sottosistema IrDA del kernel Linux, un difetto nella funzione fd_locked_ioctl nel driver Floppy, un buffer overflow nell’implementazione HIDP Bluetooth e undifetto double-realloc nel driver del kernel rawmidi.

Inoltre, sono stati scoperti un errore use-after-free e un potenziale dereferenziamento del puntatore nullo nell’implementazione F2FS (Flash-Friendly File System) del kernel Linux, un potenziale dereferenziamento del puntatore nullo nell’implementazione HFS + e un difetto di overflow del buffer nello stack chap_server_compute_md5() una funzione del codice di gestione iSCSI.

La patch di sicurezza risolve anche un errore use-after-free nel gestore delle comunicazioni InfiniBand del kernel Linux e una variante della vulnerabilità di Spectre V2 soprannominata SpectreRSB. Le patch sono disponibili anche per il difetto di Spectre Variant 2 per alcune chiamate di funzione indirette utilizzate negli macchine paravirtualizzate.

I difetti di sicurezza sono stati rilevati anche nell’interfaccia degli eventi HID in debugfs, nel modulo IPv4 di Cipso, nel codice di uscita del kernel Linux utilizzato su sistemi 64-bit (amd64) come guest Xen PV, driver yurex, driver cdrom e un difetto post-free nell’uso della funzione vmacache_flush_all.

Il Progetto Debian sollecita tutti gli utenti della serie di sistemi operativi Debian GNU/Linux 9 “Stretch” ad aggiornare le proprie installazioni il prima possibile al kernel Linux versione 4.9.110-3 + deb9u5 , che è ora disponibile per l’installazione dagli archivi principali.
Tutto quello che devi fare è eseguire il comando da terminale:
sudo apt-get update && sudo apt-get full-upgrade

Si noti che dopo un aggiornamento del kernel è necessario riavviare il sistema affinché le correzioni di sicurezza abbiano effetto. Maggiori dettagli su come questi difetti di sicurezza influenzano le macchine Debian possono essere trovati nel nuovo  advisory sulla sicurezza pubblicato da Salvatore Bonaccorso sulla mailing list debian-security-announce.

fonte: https://news.softpedia.com/news/major-debian-gnu-linux-9-stretch-linux-kernel-patch-fixes-18-security-flaws-523011.shtml

Installare un kernel più recente in Debian 9 (stretch) stabile

Quando si utilizza l’ultima versione di Debian 9 stable, anche con tutti gli aggiornamenti installati, per impostazione predefinita, non è possibile ottenere un kernel molto recente tramite i repository standard nel proprio gestore pacchetti. Mentre l’idea di usare Debian stable è di rimanere stabile e piuttosto conservatrice, ci sono molti vantaggi nell’installare un kernel più recente e in alcuni casi è l’unica opzione per far sì che il sistema operativo supporti tutto il tuo hardware. Il rischio e l’impatto sulla stabilità sono piccoli e il processo è piuttosto semplice.

Alcuni dei benefici sono:

  • Supporto per hardware precedentemente non supportato: ogni versione del kernel ha un elenco di driver aggiunti. Soprattutto quando si dispone di hardware recente, potrebbe essere necessario un kernel più recente per supportare completamente la scheda video, ad esempio.
  • Miglioramenti delle prestazioni e correzioni di bug: i nuovi kernel contengono spesso molte correzioni di bug, nuove funzioni e modifiche delle prestazioni. Qui di nuovo, il massimo è guadagnare su hardware più recente.
  • Nuove opzioni del kernel e correzioni di sicurezza

Il più recente (stabile) kernel disponibile al momento della scrittura è la versione 4.15, rilasciata il 28/01/2018. Puoi trovare una panoramica completa dei cambiamenti in ogni versione del kernel su https://www.kernel.org/  o  http://kernelnewbies.org/LinuxVersions

L’ultima versione del kernel disponibile, al momento della scrittura, tramite i repository standard per Debian 9 è il 4.9. Come puoi vedere, questo kernel è abbastanza recente ma Stretch è appena stato rilasciato:

jensd@deb:~$ cat /etc/debian_version
9.1
jensd@deb:~$ uname -r
4.9.0-3-amd64

Ci sono fondamentalmente 2 opzioni per installare un nuovo kernel in Debian stretch. Il primo è il più semplice e questo è quello che spiegherò in questo post. Il secondo non è così facile ovvero compilare un kernel più recente da soli. Mentre compilare un kernel al giorno d’oggi non è più una scienza missilistica, il primo modo è ancora preferibile e ti farà risparmiare un sacco di tempo perché altri hanno seguito il secondo metodo e ti presentano il risultato del loro lavoro 🙂

Installare un nuovo kernel in Debian Stretch

Il modo più semplice per installare un nuovo kernel in Debian è installarlo dai backport. I backport sono pacchetti presi dalla prossima versione di Debian (chiamata “testing”), adattati e ricompilati per l’uso nella versione stabile. Per scrivere questo post, sto iniziando con un’installazione minima (solo strumenti di sistema), gli unici pacchetti che ho aggiunto dopo aver completato l’installazione sono stati sudo e aptitude.

Per installare un kernel dai backport, dobbiamo aggiungere il repository backports per la nostra versione Debian agli apt-sources e aggiornare l’elenco dei pacchetti disponibili:

jensd@deb:~$ echo "deb http://ftp.debian.org/debian stretch-backports main" | sudo tee -a /etc/apt/sources.list > /dev/null
jensd@deb:~$ sudo apt-get update
...
Reading package lists... Done
jensd@deb:~$ sudo apt-get -t stretch-backports upgrade

Per verificare che il nuovo kernel venga utilizzato dopo l’avvio:

jensd@deb:~$ uname -r
4.11.0-0.bpo.1-amd64

Disinstallazione dei kernel inutilizzati in Debian

Quando tutto funziona come previsto, puoi tranquillamente disinstallare il vecchio kernel per ripulire il tuo sistema e liberare spazio in /boot

Per verificare quali kernel sono attualmente installati:

ensd@deb:~$ dpkg --get-selections|grep linux-image
linux-image-4.11.0-0.bpo.1-amd64 install
linux-image-4.9.0-3-amd64 install
linux-image-amd64 install

Disinstallare il vecchio:

jensd@deb:~$ sudo apt-get remove linux-image-4.9.0-3-amd64
Reading package lists... Done
Building dependency tree
Reading state information... Done
The following packages will be REMOVED:
  linux-image-4.9.0-3-amd64 linux-image-amd64
0 upgraded, 0 newly installed, 2 to remove and 0 not upgraded.
After this operation, 190 MB disk space will be freed.
Do you want to continue? [Y/n] y
(Reading database ... 31737 files and directories currently installed.)
Removing linux-image-amd64 (4.9+80+deb9u1) ...
Removing linux-image-4.9.0-3-amd64 (4.9.30-2+deb9u2) ...
I: /vmlinuz.old is now a symlink to boot/vmlinuz-4.11.0-0.bpo.1-amd64
I: /initrd.img.old is now a symlink to boot/initrd.img-4.11.0-0.bpo.1-amd64
/etc/kernel/postrm.d/initramfs-tools:
update-initramfs: Deleting /boot/initrd.img-4.9.0-3-amd64
/etc/kernel/postrm.d/zz-update-grub:
Generating grub configuration file ...
Found linux image: /boot/vmlinuz-4.11.0-0.bpo.1-amd64
Found initrd image: /boot/initrd.img-4.11.0-0.bpo.1-amd64
done
Questo dovrebbe essere tutto ciò che serve per installare un kernel recente e ripulire i kernel più vecchi su un sistema Debian. Non così difficile come pensavi probabilmente 🙂

Cracking rete WIFI WPA2 con Debian Stretch e Fluxion

Cracking rete WIFI WPA2 con Debian Stretch e Fluxion

Cracking rete WIFI WPA2 con Debian Stretch e Fluxion

Dopo avere installato Fluxion su Debian Stretch, il passo successivo è quello di provare a craccare la password di una rete wifi con cifratura WPA2. Con Fluxion si può tentare un attacco cercando di recuperare la password contando sull’ingenuità dell’utente che si collega, certamente è molto più facile in quelle rete pubbliche/private frequentate da tante persone, poichè ci sono diverse persone che si loggano in breve tempo, ed in mezzo a loro ci sarà sempre qualcuno meno attento. Quindi in questo caso useremo Fluxion e sarà l’utente a servirci la password su un piatto d’argento senza ricorrere ad una attacco bruteforce o dizionario.

Lanciare Fluxion che in modo automatico metterà la scheda in modalità mode monitor:

$ cd fluxion
$ sudo ./fluxion.sh

scegliere la lingua:

Cracking rete WIFI WPA2 con Debian Stretch e Fluxion

premere 1 per fare uno scanning su tutti i canali:

Cracking rete WIFI WPA2 con Debian Stretch e Fluxion

apparirà la finestra Wifi Monitor, che almeno nel mio caso non rileva nessuna rete, infatti come si vede sotto ho una finestra aperta nel terminale per fare un paio di riavvi della scheda, cosicchè da potermi mostrare le reti:

$ sudo /etc/init.d/network-manager restart

Cracking WIFI WPA2 con Debian Stretch e Fluxion

Cracking WIFI WPA2 con Debian Stretch e Fluxion

dopo che Wifi Monitor ha rilevato le reti, chiudere la finestra, e le reti appariranno nel terminale Fluxion, quindi scegliere la rete da attaccare, nel mio caso ho scelto ASUS-MS che è una mia rete wifi con 8 caratteri alfa numerici con maiuscole/minuscole, con cifratura WPA2:

Cracking WIFI WPA2 con Debian Stretch e Fluxion

io ho utilizzato il menu 2 FakeAP-airbase-ng:

Cracking WIFI WPA2 con Debian Stretch e Fluxion

menu 1 Handshake:

Cracking WIFI WPA2 con Debian Stretch e Fluxion

premere invio:

Cracking WIFI WPA2 con Debian Stretch e Fluxion

menu 1 e scegliere pyrit:

Cracking WIFI WPA2 con Debian Stretch e Fluxion

menu 1 scegliere Deauth all:

Cracking WIFI WPA2 con Debian Stretch e Fluxion

si aprirà una finestra in alto a destra che dovrà mostrare necessariamente la cattura  della Handshake, in caso contrario riprovare. Successivamente premere 1 per fare un controllo Handshake

Cracking WIFI WPA2 con Debian Stretch e Fluxion

menu 1 per la creazione di un certificato SSL:

Cracking WIFI WPA2 con Debian Stretch e Fluxion

scegliere web interface:

Cracking WIFI WPA2 con Debian Stretch e Fluxion

nella nuova finestra appariranno in diverse lingue alcune pagine di login, che serviranno come login per il primo che si conneterà:

Cracking WIFI WPA2 con Debian Stretch e Fluxion

a questo punto siamo pronti a lanciare un attacco ed a metterci in modalità stealth. Come si può vedere nella finestra in alto a sinistra il server è in attesa di raccogliere le informazioni e lo stesso vale per la finestra in basso a sinistra. Nella finestra in altro a destra apparirà il client che si collegherà.

Cracking WIFI WPA2 con Debian Stretch e Fluxion

quando l’ignaro utente si collegherà ad internet si aprirà una pagina pop up ed immeterà la password che noi siamo pronti a “raccogliere”:

Cracking WIFI WPA2 con Debian Stretch e FluxionCracking WIFI WPA2 con Debian Stretch e FluxionCracking WIFI WPA2 con Debian Stretch e FluxionCracking WIFI WPA2 con Debian Stretch e Fluxion

come si vede sotto non bisogna fare altro che andare in /root/ e leggere la password in chiaro

Cracking WIFI WPA2 con Debian Stretch e Fluxion

Cracking rete WIFI WPA2 con Debian Stretch e Fluxion

PS: Questa guida è solo a scopo informativo, ricordo che il cracking senza il consenso del proprietario della rete è illegale,illegale,illegale

enjoy 😉

A breve il ServerOne si veste a nuovo

Server NAS ServerOne

Server NAS ServerOne

Questa in copertina sarà la nuova veste del Server NAS ServerOne, che ve ne pare?
A seguire come appare il fronte con lo sportello aperto.

Server NAS ServerOne

Server NAS ServerOne

E’ solo un nuovo modello e il contenuto resterà uguale a quello dell’attuale Server NAS ServerOne ma sarà meno espandibile con solo 4 bay Hot Swap e avrà a corredo anche una unità a lettura ottica DVD o BD, a scelta. Più economico e più adatto ad un uso casalingo senza disdegnare comunque l’ufficio o l’impresa.

Arriveranno anche altre nuove sorprese … stay tuned 😉

Cosa può fare il Server NAS ServerOne

La Forza di GNU/Linux nel Server NAS ServerOne

La Forza di GNU/Linux nel Server NAS ServerOne

Dopo i 5 precedenti articoli sull’annuncio del ServerOne e la sua descrizione:

Con questo articolo voglio scendere nei dettagli su alcune e sicuramente più interessanti delle tante cose che si possono fare con il Server NAS, etichetta apposta al ServerOne realizzato e venduto della mia azienda, la Laser Office sas.

La prima e forse più richiesta è sicuramente la condivisione e scambio dei dati archiviati al suo interno che è poi la funzione principale di un qualsiasi Server NAS. Ad esempio volete accedere ai documenti/film/musica dal vostro PC fisso o tramite il notebook, laptop, tablet o smartphone oppure predisporre un’area di lavoro comune con i colleghi dell’ufficio? Orbene: nulla è più pratico e veloce dalla condivisione di file in rete locale (LAN) attraverso il Server NAS ServerOne. La condivisione è possibile anche da internet. Qui è bene comprendere un meccanismo critico della condivisione di cartelle/files in rete locale. Ogni dispositivo che tenterà di accedere alle cartelle/files via LAN dovrà autenticarsi, ovvero fornire il nome utente e la relativa password di un account utente presente sul Server NAS ServerOne che ospita la cartella/files condivisa. Questo comporta l’uso di una password forte ovvero difficile da scoprire da terzi in special modo se il collegamento deve avvenire tramite internet onde evitare che un qualsivoglia malintenzionato possa entrare sul vostro sistema e quindi su tutte le risorse condivise nella vostra rete locale!

Come si presenta Open Media Vault

Come si presenta Open Media Vault

OpenMediaVault installato sul Server NAS ServerOne vi permette di realizzare la condivisone dei dati archiviati su di esse attraverso la facile interfaccia web-based, supporto multilingue, gestione dei volumi, monitoraggio e un sistema di plugin per estenderlo con LDAP, Bittorrent e tanti altri ancora. Il sistema di condivisione di base per sistemi misti Windows, Apple e GNU/Linux è SMB/CIFS ovvero Samba ma altri sono disponibili ad esempio FTP, TFTP, NFS (v3/v4) e altri ancora.

Chi acquista un Server NAS ServerOne già configurato potrà registrare i propri utenti e password direttamente dalla comoda interfaccia Web. Coloro che acquisteranno il prodotto nudo ovvero non configurato possono sempre implementare tutti i servizi descritti ma prima dovranno creare il sistema di memoria di massa inserendo i dischi rigidi (Hard Disk) dentro ai cassetti di alloggiamento o “bay” e poi configurarli per poterli usare. Il tutto sempre all’interno della comoda interfaccia Web fornita da OpenMediaVault. In un prossimo articolo fornirò tutte le informazioni per il fai da te di questa operazione ad uso degli utenti meno smaliziati o poco competenti in queste problematiche.

Ricordo che, per qualsiasi consiglio o suggerimento o aiuto in generale per coloro poco pratici di questi moderni strumenti informatici, è sempre possibile contattarci e ottenere quanto richiesto gratuitamente anche in caso di intervento in tele-assistenza via internet. Questa disponibilità renderà l’uso del vostro Server NAS ServerOne estremamente facile e comodo e potrete così usufruire di tutto il suo potenziale molto più facilmente.

Logo ServerOne

Logo serie ServerOne

A seguire alcuni degli altri servizi disponibili:

Server multimediale: Il ServerOne ti permette di fare streaming (attraverso il protocollo DLNA) di musica, foto e film direttamente sul tuo smartphone, tablet, Smart TV, console (Playstation, Xbox, ecc.) anche accedendo da remoto via internet. E’ presente anche il plug-in Plex Media Server. Plex Media Server semplifica la vita organizzando tutti i file multimediali personali e lo streaming a tutti i tuoi dispositivi.

Server di stampa: ti permette di controllare e condividere le stampanti collegate al ServerOne da altri dispositivi collegati alla rete locale.

Download station: questa opzione ti fa scaricare i files da internet, ad esempio attraverso i “.torrent” o tramite FTP ed anche altri, direttamente sul ServerOne impostando delle liste di download.

Cloud privato: se non ti fidi di salvare i tuoi dati sensibili su servizi di cloud storage pubblici come Dropbox, Onedrive, Drive ed altri puoi configurare il ServerOne per avere a disposizione i tuoi dati attraverso internet da qualsiasi luogo e dispositivo. Un mini cloud privato utilissimo e usato già da molte aziende.

Hosting web: il ServerOne può fare da hosting per il tuo sito internet o per quello di amici o clienti. Avrai così il pieno controllo sull’intera infrastruttura senza abbonamenti annuali per l’hosting provider. È anche compatibile con i principali CMS sul mercato (es. WordPress, Joomla!, Drupal).

Server di posta: se preferisci tenere tutte le tue comunicazioni via email “in casa” con questa funzione puoi fare da hosting per le tue caselle di posta e salvare le email all’interno del ServerOne.

Server di sorveglianza: Hai presente le telecamere IP o quelle USB che permettono di trasmettere il segnale video attraverso internet? Con un ServerOne puoi salvare i tuoi video e accedere ai filmati o alle riprese in diretta, da qualsiasi PC anche fuori di casa.

Ci sono tanti altri servizi che si possono implementare su un Server NAS come il ServerOne ma con questo articolo non ho voluto scendere troppo sul tecnico e ho preferito parlare delle cose principali che interessano alla maggior parte dei lettori e potenziali clienti quindi esperti all’ascolto portate pazienza!

Server NAS ServerOne

Server NAS ServerOne

Vi ricordo che la durata della garanzia del ServerOne è secondo norme di legge ma l’assistenza post vendita via email, telefonica, Skype o altra videochat o semplice chat è a vita e gratuita.

Il prezzo del ServerOne Non Configurato ovvero senza dischi rigidi (Hard Disk Hot Swap) installati è di Euro 1100 + IVA mentre il ServerOne in Configurazione Massima con 8 dischi rigidi (Hard Disk Hot Swap) da 2 GB installati per una capacità di archiviazione veloce e sicura di 14 TB è di Euro 1790 + IVA, entrambi escluse le spese di spedizione. Per tutte le opzioni disponibili e ulteriori informazioni si faccia riferimento al sito web del ServerOne oppure in email a serverone@laseroffice.it

ServerOne, il Server NAS potente ed espandibile

ServerOne, il Server NAS di nuova generazione

ServerOne, il Server NAS di nuova generazione

Dopo i 4 precedenti articoli sull’annuncio del ServerOne e la sua descrizione:

Con questo articolo voglio scendere nei dettagli sulle potenzialità di crescita ed espansione e utilizzo del Server NAS, etichetta apposta al ServerOne realizzato e venduto della mia azienda, la Laser Office sas.

Cominciamo col dire che acquistare un Server NAS è un investimento e quindi bisogna aver chiaro sin dall’inizio come spendere bene i propri denari ed essere sicuri di poterlo usare per anni. Allora ricorda che lo spazio di archiviazione o di memoria non è mai abbastanza. Tutto questo si traduce in una questione di “bay. “Bay” è il termine inglese che indica l’alloggiamento in cui inserire un disco rigido (Hard Disk) che funzionerà all’interno del Server NAS. In pratica più “bay” significa più spazio e questo significa poter espandere il proprio Server NAS nel futuro e quindi garantirsi anni e anni di archiviazione dati.

In pratica non si deve acquistare un altro Server NAS o peggio buttare l’acquisto fatto ma continuare ad usarlo aggiungendo memoria di archiviazione salvaguardando così il nostro investimento e il nostro denaro.

Il ServerOne ha 8 “bay” e si possono inserire da 1 a 8 dischi rigidi (Hard Disk). Facendo un rapido calcolo, il disco rigido (Hard Disk) con la maggiore capacità che è in circolazione è di 6 TB o al massimo 8 TB (ma restiamo sui 6 che sono più comuni) e quindi il ServerOne può ad esempio arrivare a 48 TB di spazio totale (8 bay x 6 TB = 48 TB). 48 TB sono una capacità incredibile di archiviazione dati per anni e anni per la maggior parte degli utenti. Si può partire con poco, ad esempio con una capacità di 2 o 4 TB, ed espanderla col tempo e le esigenze facendo fruttare appieno l’investimento.

Quello della capacità di archiviazione non è il solo argomento di cui tener conto, c’è anche l’esigenze della sicurezza dei dati per preservarli dalla loro possibile perdita. Questo aspetto fondamentale di un Server NAS come il ServerOne si affronta rinunciando alla piena e totale capacità di memorizzazione e usando parte di essa come riserva di sicurezza.

ServerOne - Dischi rigidi (Hard Disk)

ServerOne – Dischi rigidi (Hard Disk)

Ridondanza dei dati

Uno dei principali strumenti per evitare la perdita dati è la configurazione dei dischi rigidi (Hard Disk) in modalità RAID (Redundant Array of Independent Disks). Con questo sistema, usato in varie configurazioni per condividere o replicare informazioni tra un gruppo di dischi rigidi (Hard Disk), è possibile salvare i dati in caso di guasto di un disco rigido (Hard Disk) e migliorare nettamente le prestazioni del ServerOne.

Ecco in modo semplice i principali tipi di RAID, tralasciando quelli meno diffusi:

RAID 0 detto striping che permette di collegare due o più unità di memoria “sommando” la capacità delle stesse. Questa configurazione fa ottenere il massimo spazio possibile e le massime prestazioni velocistiche ma è molto pericolosa perché in caso di guasto il rischio di perdere tutti i dati è altissimo e quasi certo. L’affidabilità, misurata come tempo medio tra due guasti (MTBF), è inversamente proporzionale al numero degli elementi che lo compongono e cioè un sistema di due unità di memoria, ad esempio, è affidabile la metà rispetto a quello con una sola unità di memoria. In pratica da non usare se non per specifiche esigenze di velocità senza problemi di salvaguardia dei dati.

RAID 1 detto mirroring, è il livello RAID più semplice nel quale tutti i dati vengono replicati garantendo il funzionamento del Server NAS anche in caso di guasto. Il prezzo da pagare per questa sicurezza è la riduzione dello spazio di archiviazione disponibile che sarà uguale alla metà della capacità totale o alle dimensioni della più piccola unità di memoria.

RAID 5 è la configurazione più diffusa e consigliata, fornisce la ridondanza di RAID 1 in combinazione con incrementi di velocità e dimensioni di RAID 0. Utilizza lo striping, come RAID 0 ma memorizza anche blocchi di parità distribuiti su ogni unità di memoria che lo compone. Si parte da almeno 3 dischi rigidi (Hard Disk) nei quali i dati vengono suddivisi tra le varie unità in un modo detto “a livello di blocco” in cui i dati di parità sono suddivisi uniformemente tra essi. Lo spazio totale è dato da questa formula semplificata: Capacità unità di memoria × (Numero unità di memoria − 1). Ad esempio con 3 dischi rigidi (Hard Disk) tutti uguali da 4 TB otterremo una capacità di archiviazione pari a 8 TB. Il sistema RAID 5 è in grado di sopportare la perdita di un disco rigido (Hard Disk) che lo compone e, nel caso questo accadesse, il Server NAS continuerà a funzionare ma con prestazioni inferiori e si potrà contemporaneamente procedere alla sostituzione del disco difettoso con uno nuovo e riportare tutto il sistema alla massima efficienza e sicurezza perché i blocchi di parità saranno utilizzati per ricostruire i dati in automatico.

Questa funzionalità di cambio dei dischi rigidi (Hard Disk) del ServerOne quando è acceso e funzionante è grazie ai particolari “bay” di cui è composto che sono Hot Swap.

Oltre a essere Hot Swap, i particolari “bay” consentono l’Hot Plugging ovvero è possibile aggiungere nel tempo altri dischi rigidi (Hard Disk) fino ad un massimo di 8 senza perdere dati a ServerOne acceso e continuando sempre a lavorare, aumentando così la capacità totale di archiviazione dati.

Una cosa importante per usare la tecnologia RAID è di acquistare dischi rigidi (Hard Disk) tutti dello stesso taglio. Non siete obbligati ad acquistarli da noi e potete acquistare il Server NAS ServerOne anche non configurato ovvero senza alcun disco rigido (Hard Disk) e provvedere poi ad inserirli voi stessi, ad esempio se ne avete di recupero. E’ possibile usare anche capacità di archiviazione diverse ma è fortemente sconsigliato perché il disco più piccolo è quello che determina lo spazio totale usabile da applicare alla suddetta formula come “Capacità unità di memoria”.

Un problema per il Server NAS ServerOne

Un problema per il Server NAS ServerOne

Il Backup ovvero le copie di sicurezza

La configurazione RAID non fornisce una garanzia che i dati siano al sicuro. In caso di incendio o se il ServerOne viene rubato oppure se più di un disco fallisce, la configurazione RAID non proteggerà i dati. Pertanto, se i vostri dati sono da preservare sopra ogni cosa, è importante fare delle copie di backup. E’ quindi importante mantenere una copia aggiornata dei dati presenti sul ServerOne e preferibilmente fuori sede.

Con il ServerOne è possibile fare un backup incrementale da “cartella_1” a “cartella_2”. La potenza sta nel fatto che, attraverso questa opzione, controlla il contenuto della prima cartella, ricopia solo i file nuovi o che sono stati modificati e cancella (se richiesto) quei file che sono stati eliminati da “cartella_1”. Si crea quindi un backup speculare dove alla fine del processo, si avranno due copie identiche di “cartella_1” e “cartella_2”.

Rispetto a due risorse RAID, dove la sincronizzazione è immediata, qui si ha la possibilità, fino a che non si avvia nuovamente il backup, di mantenere copia dei file non aggiornati; questo diventa molto comodo soprattutto su risorse condivise dove i file vengono “modificati” da molti utenti: nel caso in cui qualcuno cancelli per sbaglio un file importante, si avrà la possibilità di recuperarlo da “cartella_2” prima del nuovo backup.

Questo processo è automatizzabile, ad esempio è possibile configurare il ServerOne attraverso la sua interfaccia Web per effettuare il backup a mezzanotte di tutti i giorni o settimanalmente o a vostro piacere. La procedura avverrà in automatico e senza perdita di tempo o efficienza del ServerOne e il backup può essere impostato su un altro ServerOne dislocato altrove o su uno dei tanti servizi di cloud che sono offerti su internet (altro link e altra lista) senza doversi preoccupare personalmente di nulla, risparmiando tempo e mantenendo il ServerOne sempre attivo e disponibile per tutti gli altri usi e necessità.

Si prenda l’abitudine di fare backup regolari. È anche possibile dividere i dati sul computer in cartelle correnti e archiviati. Quindi eseguire il backup dei dati correnti in modo frequente e di tanto in tanto dei dati archiviati.

Server NAS ServerOne

Server NAS ServerOne

Vi ricordo che la durata della garanzia del ServerOne è secondo norme di legge ma l’assistenza post vendita via email, telefonica, Skype o altra videochat o semplice chat è a vita e gratuita.

Il prezzo del ServerOne Non Configurato ovvero senza dischi rigidi (Hard Disk Hot Swap) installati è di Euro 1100 + IVA mentre il ServerOne in Configurazione Massima con 8 dischi rigidi (Hard Disk Hot Swap) da 2 GB installati per una capacità di archiviazione veloce e sicura di 14 TB è di Euro 1790 + IVA, entrambi escluse le spese di spedizione. Per tutte le opzioni disponibili e ulteriori informazioni si faccia riferimento al sito web del ServerOne oppure in email a serverone@laseroffice.it

Cos’è un Server NAS come il ServerOne?

I cassetti Hot Swap del ServerOne

I cassetti Hot Swap del ServerOne

Dopo i 3 precedenti articoli sull’annuncio del ServerOne e la sua configurazione software:

Con questo articolo voglio brevemente illustrarvi il concetto di Server NAS, etichetta apposta al ServerOne realizzato e venduto della mia azienda, la Laser Office sas. Iniziamo ad illustrare il significato della parola server, direttamente da Wikipedia:

“Un server (dall’inglese (to) serve «servire», dunque letteralmente «serviente, servitore») in informatica e telecomunicazioni è un componente o sottosistema informatico di elaborazione e gestione del traffico di informazioni che fornisce, a livello logico e fisico, un qualunque tipo di servizio ad altre componenti (tipicamente chiamate clients, cioè clienti) che ne fanno richiesta attraverso una rete di computer, all’interno di un sistema informatico o anche direttamente in locale su un computer.
Rappresenta cioè un nodo terminale della rete opposto all’host client. In altre parole si tratta di un computer o di un programma che fornisce i dati richiesti da altri elaboratori, facendo quindi da host per la trasmissione delle informazioni virtuali.
Al termine server, così come per il termine client, possono dunque riferirsi sia la componente hardware che la componente software che forniscono le funzionalità o servizi di cui sopra. La macchina hardware server si dice anche capace di offrire risorse in termini di servizio al client che ne fa domanda/richiesta. Esso fa parte dunque dell’architettura logica di rete a livello applicativo detta client-server.”

Il ServerOne è quindi un server perchè è un componente informatico hardware connesso in rete che offre i suoi servizi a tutti coloro che si collegano ad esso. Questi servizi sono rappresentati da appositi programmi installati su di esso che consentono di fare una infinità di cose.

Ecco quindi ora la necessità di introdurre il significato della seconda parola che contraddistingue il ServerOne ovvero NAS, sempre da Wikipedia:

“Un Network Attached Storage (NAS) è un dispositivo collegato alla rete la cui funzione è quella di consentire agli utenti di accedere e condividere una memoria di massa, in pratica costituita da uno o più dischi rigidi, all’interno della propria rete o dall’esterno.”

Un NAS è esso stesso per sua natura un server dato che la sua funzione corrisponde anche alla precedente definizione di server, da come si evince dalle spiegazioni dei 2 termini, ma un NAS è un server che nasce per fare un solo specifico compito ovvero “consentire agli utenti di accedere e condividere una memoria di massa” mentre il nostro ServerOne è progettato per fare molte più cose e offrire molti più servizi.

ServerOne - Esempio di rete locale

ServerOne – Esempio di rete locale

Il più importante e centrale di questi servizi è dunque essere un NAS e quindi gestire il vostro archivio dati o files ovvero archivio di foto, video, canzoni, documenti e quant’altro memorizzabile su un computer e renderli usufruibili a tutti coloro che vi si collegano sia direttamente o tramite programmi, ad esempio player audio o video cosiccome applicazioni gestionali o programmi di scrittura … e la lista potrebbe continuare. Questo archivio centralizzato di dati o files è l’equivalente del disco rigido (Hard-Disk) presente nel vostro PC o notebook ma con 2 importanti e fondamentali differenze: è espandibile ed è fault-tolerance ovvero a prova di guasto!

Spero non vi sia mai capitato ma purtroppo esiste il rischio di perdere tutti i propri dati o files perchè si potrebbe guastare il disco rigido (Hard-Disk) del vostro PC o notebook. E’ un evento alquanto improbabile ma quando accade si perde tutta una vita di immagini, video e testi e quant’altro che ci eravamo gelosamente salvati a futura memoria ed uso. Sicuramente tutti noi siamo consapevoli di questa evenienza e infatti facciamo sempre le copie di tutto il nostro archivio, vero?

Il ServerOne nella sua funzione di NAS ci assicura di conservare il nostro archivio anche in caso di guasto del disco rigido (Hard-Disk) del vostro PC o notebook perchè, al contrario di PC o notebook che ne usano solo 1, ne usa più di 1 in varie configurazioni possibili atte a salvaguardare più o meno efficacemente il loro contenuto in una modalità denominato RAID di cui farò un approfondimento in un prossimo articolo.

Un problema per il Server NAS ServerOne

Un problema per il Server NAS ServerOne

Solo la caduta di un meteorite potrebbe distruggerlo e farvi perdere tutto ma anche in questo sfortunato caso il ServerOne ha la salvezza in uno dei suoi servizi. Infatti può effettuare la copia del suo contenutobackup nel cloud o su un altro sistema analogo localizzato altrove.

Probabilmente pochi di voi, magari già memori di un tragico evento avvenuto nel passato, hanno l’abitudine di salvare i propri dati non solo sul PC o notebook ma anche su altri supporti esterni o in un qualsivoglia servizio cloud ma nel farlo sanno quanto sono lenti e scomodi questi sistemi e quanto tempo impiegano e tengono occupato il proprio computer. Il ServerOne può essere programmato per farlo in totale autonomia e in modo trasparente mentre continua a fare da NAS e qualsiasi altra cosa contemporaneamente.

Da quanto appena scritto si evidenzia che il ServerOne è un server sì ma con la “S” maiuscola appunto un Server e contemporaneamente un NAS. In pratica nasce di base come un NAS ma, a differenza dei prodotti della concorrenza comparabili allo stesso prezzo, è dotato di una potenza computazionale atta a renderlo molto più potente e quindi a poter fornire non solo un servizio di condivisione e sicurezza dei dati o files tipiche di un semplice NAS ma anche molti altri servizi aggiuntivi oppure la capacità di diventare esso stesso una postazione di lavoro connessa in rete sia in ambito casalingo che piccolo ufficio o impresa.

Infatti in ambito casalingo o piccolo ufficio o impresa il ServerOne può essere usato direttamente connettendo una tastiera, un mouse e un monitor e ottenendo così un PC a tutti gli effetti al proprio servizio. Un classico esempio può essere quello di una segretaria che può usare il ServerOne come suo PC connesso alla rete locale dell’ufficio o dell’azienda in modo che tutti gli altri PC o postazioni di lavoro vi si possono connettere per sfruttare le sue potenzialità come NAS e/o Server fornitore di altri servizi informatici. In ambito casalingo utilizzare il ServerOne come postazione di lavoro e contemporaneamente come NAS per il salvataggio sicuro di tutti i vostri lavori, i vostri ricordi e le vostre collezioni multimediali e renderlo accessibile e consultabili tramite internet ovunque voi siate nel mondo. Importante da sapere, in questi casi che non si avrà Windows come sistema operativo e desktop ma un sistema GNU/Linux basato sul sistema operativo Debian.

Server NAS ServerOne

Server NAS ServerOne

Prossimamente avrò modo di raccontarvi cosa poter fare in dettaglio in casa o in ufficio o nella vostra impresa con il ServerOne e vi ricordo che la durata della garanzia del ServerOne è secondo norme di legge ma l’assistenza post vendita via email, telefonica, Skype o altra videochat o semplice chat è a vita e gratuita.

Il prezzo del ServerOne Non Configurato ovvero senza dischi rigidi (Hard Disk Hot Swap) installati è di Euro 1100 + IVA mentre il ServerOne in Configurazione Massima con 8 dischi rigidi (Hard Disk Hot Swap) da 2 GB installati per una capacità di archiviazione veloce e sicura di 14 TB è di Euro 1790 + IVA, entrambi escluse le spese di spedizione. Per tutte le opzioni disponibili e ulteriori informazioni si faccia riferimento al sito web del ServerOne oppure in email a serverone@laseroffice.it

Uno sguardo al ServerOne, il Server NAS di nuova generazione

Logo ServerOne

Logo serie ServerOne

Dopo i 2 precedenti articoli sull’annuncio del ServerOne e la sua configurazione software:

Oggi voglio presentarvi alcune foto e descrivervi come è fatto nei dettagli.

Innanzi tutto l’aspetto esterno e come si presenta appoggiato sopra un tavolo:

ServerOne, il Server NAS di nuova generazione

ServerOne, il Server NAS di nuova generazione

Decisamente molto bello oltre ad essere un fantastico strumento di lavoro. Adesso diamo una occhiata al suo cassetto di alloggiamento dei dischi rigidi (Hard Disk o HD) estraibili a caldo o Hot Swap, ricordando che può ospitarne fino a 8 contemporaneamente, sia meccanici che SSD, utilizzati come archivio dati in configurazione RAID oltre al disco SSD di sistema collocato in maniera fissa al suo interno.

I cassetti Hot Swap del ServerOne

I cassetti Hot Swap del ServerOne

Adesso una visione dell’interno del ServerOne per rendersi conto di quanto sia compatto e curato nei suoi particolari, fotografato dal lato opposto all’alloggiamento della scheda madre. La piastra nera in alto è la predisposizione per il disco rigido (Hard Disk o HD) interno dove è installato il free e open source software (F.O.S.S. o software libero e a codice aperto) GNU/Linux Debian come sistema operativo e il software Open Media Vault o OMV per la gestione del Server NAS. Sempre sullo stesso piano vi è la predisposizione per il montaggio dell’alimentatore professionale che vedremo meglio nella fotografia successiva.

ServerOne, il Server NAS di nuova generazione, visione interna

ServerOne, visione interna

Infine un’immagine del retro del ServerOne dove si notano le 2 grandi ventole di raffreddamento estremamente silenziose che garantiscono un flusso d’aria costante per mantenere il sistema sempre alla sua temperatura ottimale anche con 8 dischi rigidi (Hard Disk o HD) installati. Sulla destra si vede dove viene montata la scheda madre (Main Board o MoBo) e in altro poste orizzontalmente 2 fessure. Quella più a sinistra è la predisposizione per l’alloggiamento dell’alimentatore professionale e quella sopra la ventola di destra è la predisposizione per il montaggio di una scheda di espansione della scheda madre che nella configurazione con più di 5 dischi rigidi (Hard Disk o HD) installati nei cassetti Hot Swap è obbligatoriamente utilizzata per installarci la scheda controller adattatore PCIe/SAS da 8 porte SATA. Se il disco rigido (Hard Disk o HD) interno SSD usato per il sistema operativo viene sostituito da una controparte SSD M.2 è possibile estendere il numero dei dischi Hot Swap a 6 senza necessità della scheda controller adattatore PCIe/SAS da 8 porte SATA.

ServerOne, il Server NAS di nuova generazione, il retro

SrevreOne, il retro

Questo è il ServerOne prima dell’assemblaggio nella sua forma ancora nuda e aperta, pronto ad essere equipaggiato e configurato per il cliente in base alle sue scelte proposte nel modulo ordine online. Con l’occasione ricordo che tutti i ServerOne vengono realizzati su misura cercando di soddisfare anche eventuali richieste specifiche del cliente, dove possibile, e testati uno ad uno prima della spedizione onde garantire un sistema perfettamente funzionante a destinazione. Questa attenzione origina dalla modalità artigianale e non industrializzata della produzione e vendita del ServerOne e comporta una costante vicinanza con le esigenze del cliente che si tradurranno in una assistenza post vendita accurata e sempre personalizzata ovvero su misura per ogni acquisto.

La durata della garanzia del ServerOne è secondo norme di legge ma l’assistenza post vendita via email, telefonica, Skype o altra videochat o semplice chat è a vita e gratuita.

Il prezzo del ServerOne Non Configurato ovvero senza dischi rigidi (Hard Disk Hot Swap) installati è di Euro 1100 + IVA mentre il ServerOne in Configurazione Massima con 8 dischi rigidi (Hard Disk Hot Swap) da 2 GB installati per una capacità di archiviazione veloce e sicura di 14 TB è di Euro 1790 + IVA, entrambi escluse le spese di spedizione. Per tutte le opzioni disponibili e ulteriori informazioni si faccia riferimento al sito web del ServerOne oppure in email a serverone@laseroffice.it

ServerOne e OpenMediaVault

Come si presenta Open Media Vault

Come si presenta Open Media Vault

Il ServerOne è un potente hardware su cui ho provato diverse soluzioni software, tra cui le più conosciute come FreeNAS, Open-E (Ubuntu server), Amahi, OpenFiler, ClearOS e anche Windows Storage Server, tutte soluzioni molto buone ma ognuna con le proprie debolezze. Finalmente mi sono imbattuto sulla soluzione software perfetta che sembra avere il supporto per tutto: OpenMediaVault (OMV) una libera distribuzione GNU/Linux progettata per realizzare e gestire un network-attached storage (NAS). A capo del progetto è Volker Theile, che lo ha iniziato nel 2009. OMV si basa sul sistema operativo Debian, probabilmente il più solido e sicuro sistema operativo che si conosca, e viene concesso in licenza attraverso la licenza v3 GNU General Public.

Verso la fine del 2009, Volker Theile era l’unico sviluppatore attivo di FreeNAS, un sistema operativo NAS che Olivier Cochard-Labbé ha iniziato a sviluppare da m0n0wall nel 2005. m0n0wall è una variante del sistema operativo FreeBSD e Theile decise che voleva riscrivere FreeNAS per Linux. Il team di progetto sapeva da mesi che FreeNAS aveva bisogno di una riscrittura al fine di sostenere le caratteristiche cruciali. Dal Cochard-Labbé ha preferito rimanere con un sistema FreeBSD-based, lui e Theile convennero che Theile avrebbe sviluppato la sua versione di Linux con un nome diverso; il nome è stato inizialmente coreNAS, ma nel giro di pochi giorni Theile lo ha scartato in favore di OpenMediaVault.

Nel frattempo, FreeNAS aveva ancora bisogno di essere riscritto e mantenuto. Per fare questo Cochard-Labbé consegnò lo sviluppo a iXsystems, una società americana che sviluppa il sistema operativo PC-BSD.

GNU/Linux Debian per ServerOne

GNU/Linux Debian per ServerOne

Theile ha scelto Debian perché il gran numero di programmi inclusi nel suo sistema di gestione dei pacchetti avrebbe fatto sì che non avrebbe dovuto perdere tempo nel riconfezionamento del software stesso. OpenMediaVault è esso stesso simile a un pacchetto software e fa solo alcune modifiche al sistema operativo Debian. Esso fornisce un’interfaccia utente web-based per l’amministrazione e la personalizzazione e ciò permette ad esempio di usare un browser per modificare i settaggi e le funzionalità installate, gestire dischi e avere informazioni sul sistema. Questo rende possibile la gestione remota dell’hardware su cui è installato OpenMediaVault che non necessita perciò di mouse, tastiera e monitor (fatte salve le situazioni d’emergenza e guasto). La sua interfaccia Web è accessibile anche fuori della rete locale dove è installato. Inoltre si possono installare facilmente tutti i plug-in tramite l’interfaccia Web. Esiste anche un API plug-in per l’implementazione di nuove funzionalità.

Ulteriori informazioni su Wikipedia in inglese e sulla nostra pagina web.

Il ServerOne è per definizione non un semplice NAS ma un Server NAS ovvero un potente computer che fà da NAS ma offre anche tanti altri diversi servizi, incluso il Web Server o Mail Server ad esempio. Questo grazie all’accoppiata tra il sistema operativo Debian e OpenMediaVault che lo rende unico nel panorama delle soluzioni per la casa, l’ufficio o la PMI.

Server

ServerOne

Il prezzo del ServerOne Non Configurato ovvero senza dischi rigidi (Hard Disk Hot Swap) installati è di Euro 1100 + IVA mentre il ServerOne in Configurazione Massima con 8 dischi rigidi (Hard Disk Hot Swap) da 2 GB installati per una capacità di archiviazione veloce e sicura di 14 TB è di Euro 1790 + IVA, entrambi escluse le spese di spedizione. Per tutte le opzioni disponibili e ulteriori informazioni si faccia riferimento al sito web del ServerOne oppure in email a serverone@laseroffice.it