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Le regole del software libero (di Marco Ciurcina)

By Simone Aliprandi

GNU and Freedo
Riporto integrale il testo di un utile articolo del collega avvocato Immagine sotto licenza CC by-sa 2.0 (see credits here)

SOFTWARE LIBERO E DIRITTO

Al software si applica il diritto d’autore che riserva al titolare i diritti di pubblicazione e di
utilizzazione economica del software in ogni modo, in particolare mediante l’esercizio esclusivo delle
facoltà di riproduzione, modifica, distribuzione, noleggio, prestito, comunicazione al pubblico,
esecuzione in pubblico e pubblicazione in raccolta del software.
Il diritto d’autore opera di default: anche se il titolare del diritto non fa nulla (non registra il software e
non lo accompagna con informative o licenze), il suo software è protetto dal diritto d’autore e, senza la sua autorizzazione, non può essere utilizzato.
Perché un programma sia software libero è quindi necessario che il titolare del diritto lo pubblichi
secondo i termini di una idonea licenza: una licenza di software libero.
In alcuni paesi, come per esempio gli Stati Uniti, al software si può applicare il diritto di brevetto per
invenzione che attribuisce al titolare il diritto esclusivo di attuare l’invenzione e di trarne profitto.
Chi usa o distribuisce del software libero non può solo per questo escludere che quel software attui un’invenzione tutelata da un brevetto. L’uso e la circolazione del software libero sono quindi interferiti anche dal diritto di brevetto per invenzione. In alcune licenze di software libero si adottano diverse tecniche per limitare l’interferenza dei brevetti con il software libero e scoraggiare chi voglia impedire l’uso e la circolazione del software libero facendo valere un proprio brevetto per invenzione.
Per esempio, alcune licenze prevedono che chi contribuisce al software e/o chi lo distribuisce (a seconda dei casi) concede licenza dei propri (eventuali) diritti di brevetto. L’ampiezza della licenza dei diritti di brevetto varia da licenza a licenza e quindi può riguardare un insieme più o meno ampio dei brevetti detenuti da chi contribuisce al (e/o da chi distribuisce il) software libero.
Va poi ricordato che possono interferire con l’uso e la circolazione del software libero anche altre norme, come per esempio quelle:

  • sui marchi e sugli altri segni distintivi,
  • sulle informazioni segrete,
  • sui prodotti a duplice uso.

Inoltre, chi usa o distribuisce software libero deve anche valutare eventuali ulteriori obblighi (che si potrebbero assumere, per es., con un contratto, distinto dalla licenza di software libero). È però importante verificare che tali obblighi siano compatibili con la licenza di software libero applicabile: alcune licenze di software libero (come per es. la GPL e la MPL) limitano espressamente la possibilità che l’utente assuma obblighi che interferiscono con la sua libertà di distribuire ulteriormente il software.

OBBLIGHI DEGLI UTENTI DI SOFTWARE LIBERO

Le licenze di software libero impongono una serie di obblighi a chi distribuisce il software in versione originale o modificata. Deve quindi rispettare questi obblighi chi distribuisce (su supporti fisici o anche online) copie o modifiche (cd. patch) di software libero o chi distribuisce dei prodotti che includono componenti in software libero. Questi obblighi riguardano quindi anche soggetti che operano in settori industriali lontani dall’industria informatica: molti dei prodotti oggi sul mercato (come per esempio autovetture, condizionatori, decoder ed elettrodomestici) includono comunemente software libero.
In certi casi, anche l’offerta di software come servizio da remoto (cd. SaaS) può implicare la necessità di rispettare alcuni degli obblighi imposti dalle licenze di software libero (per es., se nel server si utilizza software “cloud copyleft” o se l’utente deve utilizzare nel suo client del software libero distribuito dal fornitore del servizio).
Gli obblighi imposti a carico di chi distribuisce il software o di chi vi contribuisce sono previsti dalle licenze di software libero a vantaggio degli utenti “a valle” (gli utenti ai quali si distribuisce il software e, a volte, i loro aventi causa) ma anche a vantaggio dei licenzianti (coloro i quali hanno sviluppato e distribuito la versione originaria del software).
Alcune licenze “copyleft” sono incompatibili tra di loro. Quindi, se si intende realizzare un progetto complesso, riusando diversi programmi licenziati con diverse licenze di software libero, può essere utile analizzare (meglio se prima di iniziare il progetto) come interagiscono i diversi componenti per evitare il rischio di incompatibilità.
Le diverse licenze “copyleft” impongono su chi distribuisce il software una serie di obblighi che sono tipici di questo tipo di licenze ma che variano da licenza a licenza:

  • rendere disponibile il software anche in formato sorgente (per es., la GPL e la MPL),
  • includere informazioni sull’installazione del software (per es., la GPL e la EPL),
  • se si modifica il software, rendere disponibile anche la versione originale (per es. la MPL e la GPL),
  • non imporre all’utente ulteriori obblighi che limitino l’ulteriore distribuzione del software (per es. la GPL e la MPL),
  • manlevare i contributori del software da eventuali danni conseguenti alla distribuzione di prodotti che includono il software stesso (per es., la EPL).

Vi sono poi altri obblighi che riguardano tutti i tipi di licenze di software libero, anche quelle “non-copyleft”, che anche variano da licenza a licenza. Innanzitutto, praticamente tutte le licenze di software libero impongono di redistribuire il software con una nota di diritto d’autore (cd. “copyright notice”). Poi, alcune licenze impongono di distribuire il software con altre informative da redigere secondo specifiche indicazioni (che variano da licenza a licenza). Per esempio, alcune licenze richiedono di:

  • includere il testo della licenza (per es., le licenze MIT e Apache),
  • dare credito agli autori del software (per es., le licenze MITv1 e BSD originale),
  • se si modifica il programma, indicare quali modifiche sono state introdotte (per es., la GPL e la licenza Apache).

Infine, alcune licenze di software libero prevedono degli obblighi rispetto ai diritti di brevetto per invenzione eventualmente detenuti dall’utente di software libero. Alcune licenze di software libero contengono una licenza esplicita dei diritti di brevetto a carico di chi distribuisce il software (per es., la GPLv3) o di chi vi contribuisce (per es., la GPLv3, la MPLv2 o la licenza Apache).
Si ritiene inoltre che alcune licenze di software libero (per es., la GPLv2 e la BSD modificata) contengono una licenza di brevetto implicita che si applica a chi distribuisce il software ed a chi vi contribuisce.
Alcune licenze contengono poi delle clausole (cd. “di rappresaglia”) che, sotto certe condizioni, determinano la cessazione della licenza di software libero se il licenziatario fa valere la violazione d’un brevetto (per esempio, la MPL, la GPLv3 e la licenza Apache) che interferisce con l’uso del software. È infine importante ricordare che la violazione degli obblighi imposti dalle licenze di software libero può determinare la cessazione degli effetti della licenza, con la conseguente necessità di “fare qualcosa” per riacquistare il diritto d’utilizzare il software secondo i termini della stessa licenza di software libero (per es., la GPL – con modalità diverse tra la GPLv2 e la GPLv3 – la MPL e la EPL).

I PRINCIPALI PROBLEMI E COME LIMITARNE IL RISCHIO

Per evitare di violare gli obblighi imposti dalle licenze di software libero è utile adottare alcune semplici accortezze. In particolare:

  • adattare la contrattualistica con i fornitori di software per responsabilizzarli al rispetto degli obblighi imposti dalle licenze di software libero,
  • prevedere che gli sviluppatori interni si dotino (ed utilizzino in modo corretto) strumenti di controllo di versione del software sviluppato,
  • adottare procedure e strumenti idonei a documentare quale software libero sarà distribuito e secondo quali licenze di software libero,
  • individuare i soggetti responsabili del rispetto degli obblighi imposti dalle licenze di software libero,
  • prevedere che, prima della sua distribuzione, il software acquisito da terzi e quello sviluppato internamente sia controllato dai responsabili individuati.

A volte (certamente quando non è stato adottato “a monte” un appropriato processo di documentazione delle licenze di software libero che si applicano al software che si intende distribuire) è utile utilizzare strumenti di analisi del software per acquisire in modo automatico indicazioni sulle licenze ed informative di diritto d’autore del software che si riusa e distribuisce.

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© Marco Ciurcina, 2016 – Alcuni diritti riservati
Quest’opera è utilizzabile secondo i termini della licenza Creative Commons Attribuzione­ Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale. Il testo della licenza è disponibile qui https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0/legalcode.
Articolo comparso anche su http://www.industriasoftwarelibero.it/wp-content/uploads/2016/10/regole_software_libero.pdf.

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