Microsoft Edge Sicuro? Viene hackerato in 18 secondi!

By Salvo Cirmi (Tux1)

Da quando Microsoft ha eliminato il progetto Internet Explorer ed introdotto l’innovativo Microsoft Edge, non ha fatto altro che pubblicizzarlo come uno dei migliori browser in circolazione e, se dovessimo parlare di velocità e gestione dei contenuti HTML in sé, beh, potrebbe anche avere ragione.

Ma siamo sicuri sia anche sicuro, così come lo mostra l’azienda?

La prova del nove

Durante il PwnFest 2016 in Seoul, questo Martedì, un team di ricercatori Sud Koreani di JungHoon, in particolare “Lokihardt” Lee, e Cinesi della Qihoo 360, hanno dimostrato come sia possibile prendere vantaggio (hackerare) delle falle di Microsoft Edge in giusto 18 secondi.

I ricercatori hanno usato Microsoft Edge in versione 64 bit su Windows 10 Anniversary Edition (RedStone) per eseguire in maniera remota del codice a livello del sistema. A causa di ciò, il team Qihoo e Lokihardt hanno vinto ben $140,000 dagli organizzatori.

Il team di ricerca della Qihoo 360 stava lavorando all’attacco già da 6 mesi, tuttavia ha dovuto revisionare il codice 30 ore prima del Pwn, dato che Microsoft ha creato delle patch correttive che hanno risolto 3 delle 4 vulnerabilità trovate.

Mesa 13.0.1: grossi miglioramenti in arrivo.

By Matteo Gatti

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Mesa 13.0.1 è la prima point release di Mesa 13.0.x e promette importanti migliorie.

Il due Novembre scorso vi abbiamo parlato del rilascio della libreria grafica Mesa 13.0.0 3D. Major release con numerose novità, su tutte l’introduzione del supporto per OpenGL 4.5.

Nella giornata di ieri è stata rilasciata una Release candidate utile agli sviluppatori per testare le modifiche che verranno poi introdotte in Mesa 13.0.1. La point release è attesa per questo weekend.

Mesa 13.0.1 promette enormi migliorie con Vulkan, si parla addirittura di un 30% in più di performance per i driver Intel Vulkan (ANV). Questa nuova versione del driver migliora ulteriormente le performance dei driver open-source. Gli sviluppatori hanno poi corretto tutte le problematiche emerse in questi dieci giorni di testing.

Ad oggi possiamo dire che i driver open-source con Mesa hanno ottime performance, e il driver ibrido AmdGPU-pro offre prestazioni leggermente superiori in alcuni giochi e inferiori in altri.

Questa release candidate è disponibile per il download ma entro un paio di giorni verrà rilasciata la point release vera e propria pertanto il consiglio è quello di aspettare e installare la versione definitiva.

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L’articolo Mesa 13.0.1: grossi miglioramenti in arrivo. sembra essere il primo su Lffl.org.

KDE Applications 16.08.3: l’ultima release della serie.

By Matteo Gatti

KDE Applications 16.08.3

Rilasciata l’ultima maintenance update della serie: KDE Applications 16.08.3.

Un mese dopo il rilascio della versione precedente (KDE Applications 16.08.2) il team di KDE ha terminato il lavoro sulla serie 16.08. La suite ha ormai raggiunto un ottimo livello di maturità, soprattutto grazie agli oltre 20 bug corretti con questo rilascio.

In quest’ultimo mese gli sviluppatori si sono concentrati proprio sul bug-fixing e sul miglioramento della stabilità complessiva. Introdotte migliorie a KDE PIM, Ark, Okteta, Umbrello, KMines e molte altre.

Per conoscere tutte le novità di questa maintenance update nel dettaglio vi rimando al changelog completo.

KDE Applications 16.12

Dal momento che la serie 16.08.x non verrà sviluppata ulteriormente siamo in attesa di conoscere le novità della prossima versione: KDE Applications 16.12, attualmente nel cosiddetto stato di “dependency freeze“. Una prima beta è attesa per il 17 di Novembre. Vi terremo aggiornati.

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F.Lux, salvaguardiamo i nostri occhi dalla “luce blu”

By Paolo Piccolino

La tecnologia entra nella nostra vita ogni giorno di più: in principio fu il televisore, poi i primi personal computer, poi i primi cellulari e così via, fino ad arrivare alla situazione odierna dove tutto il mondo sta diventando sempre più smart.

La tecnologia ci risolve molto problemi, ci semplifica la vita ma mette anche a rischio la nostra salute psico-fisica se utilizzata in maniera malsana: smartphone, monitor, notebook e chi più ne ha più ne metta vengono alternati o addirittura utilizzati contemporaneamente per molte, moltissime ore. Sebbene tutto ciò non sembra, a primo impatto, un qualcosa di dannoso, lo stesso non possono dirlo i nostri occhi messi continuamente sotto sforzo dai pannelli luminosi che tanto ci attirano.

Ma perché?

Nel corso degli anni, gli sviluppatori ed i ricercatori hanno studiato attentamente il comportamento degli occhi (e successivamente di tutto il corpo) quando essi sono a contatto diretto con i display dei dispositivi più disparati, e si sono accorti che questi, se il contatto è molto prolungato, cominciano a “soffrire” in modo pericoloso coinvolgendo piano piano il resto degli organi a loro collegati e anche la nostra personalità: secchezza, eccessiva lacrimazione, cefalea, stress, insonnia e cattivo umore sono solo alcuni degli effetti collaterali.

Se, quindi, si è obbligati a stare per molto tempo davanti ad un computer 7 giorni su 7, bisogna fare qualcosa.

La principale causa dei problemi derivanti dall’utilizzo di dispositivi elettronici è l’emissione dei display della cosiddetta “Luce blu”, una luce artificiale a cui i nostri occhi non sono abituati naturalmente e che li mette eccessivamente sotto sforzo. Nonostante possa essere dannosa, la luce blu è necessaria, soprattutto per rendere ben visibili gli schermi direttamente a contatto con il sole e per rendere possibile una luminosità regolabile su molti livelli.

Fortunatamente non è necessaria per il corretto funzionamento del dispositivo e si può diminuire o, meglio, si può cambiare la “temperatura” dei colori così da renderli più lievi ed evitare al nostro organismo di produrre meno Melatonina, una sostanza naturale prodotta dal nostro corpo durante le ore notturne per regolare nel modo migliore il ciclo sonno-sveglia.

Di default, negli ultimi tempi, i produttori stanno inserendo nelle impostazioni dei dispositivi l’opzione di regolazione “morbida” dei colori ma nel caso non fosse sufficiente o non fosse addirittura presente, questo importante incarico se lo prende F.Lux.

F.LUX: una manna per i nostri occhi

F.Lux, disponibile sia per Desktop che per Mobile (sebbene con “qualche limitazione”), leggendo l’ora di sistema, calcola la quantità benefica di luce blu e la regola automaticamente, limitandola fortemente nelle ore notturne, questo perché gli effetti più dannosi si presentano proprio dopo (sempre parlando di un uso prolungato) dopo le 22.

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Nella versione Desktop, i valori vanno dai 5000k (Sunlight) ai 1200k (Ember) e sono comunque gestibili e settabili manualmente ed una modalità di “Anteprima” permette di provare i settaggi impostati per qualche secondo e vedere quale faccia al caso nostro. Inoltre è possibile cambiare impostare la propria posizione geografica, per far calcolare correttamente al programma l’ora e le condizioni generali.

Il vero motore, però, si trova nelle impostazioni, raggiungibili cliccando le tre sbarre orizzontali. Infatti da li è possibile provare la vera potenza di questo programma. Infatti qui possiamo trovare vari settaggi:

  • innanzitutto è possibile disabilitare per un’ora gli effetti di F.Lux (molto importante quando bisogna lavorare con i colori, quindi in fase di image-video editing);
  • E’ possibile abilitare la “Modalità Film”, una modalità che adatta (gradualmente) la temperatura dei colori, cercando di preservare i colori naturali (ad esempio quelli del cielo) e i dettagli delle ombre. Il risultato, che durerà per due ore e mezzo, sarà comunque più vicino ai valori più alti (sopra i 4000k);
  • E’ possibile attivare la “Darkroom Mode”, una modalità che azzera TOTALMENTE la luce blu emessa dal computer. Il risultato sarà uno schermo a colori invertiti, il bianco diventa totalmente nero, mentre gli altri colori vengono rimpiazzati da una gamma di colori che varia tra l’arancione e il rossastro, questa è la modalità più “estrema”, ma anche quella che fa meglio il suo lavoro. E’ consigliabile durante le ore notturne (come dice il nome);
  • In ligthing at night è possibile impostare il livello di luce blu in base ai consigli dettati dal programma. Ci sono vari settaggi, qui sotto rappresentati in foto.

Ember 1200k
Candle 1900k
Dim Incandescent 2300k
Incandescent 2700k
Halogen 3400k
Fluorescent 4200k
Sunlight 5000k
Film Mode
Darkroom Mode

Foto scattate con uno smartphone, in una stanca al chiuso con luce artificiale e luminosità del display al massimo. Per le versioni mobile tutto cambia.

F.Lux si trova nel Play Store, ma bisogna avere i permessi di Root per farlo funzionare, mentre per iOS la strada è più complicata: Apple non consente alle applicazioni di toccare le impostazioni API, per questo bisogna avere il Jailbreak e scaricare dal sito di F.Lux l’applicazione ufficiale.

Anche per smartphone l’applicazione è molto potente, con le stesse impostazioni della versione desktop (anche la versione darkroom) e permette di calibrare i colori anche per i display Amoled, sebbene sia comunque instabile: infatti a volte ci sono degli improvvisi switch (soprattutto nella Dark Mode) che possono risultare fastidiosi.

DOWNLOAD | F. Lux per Android/iOS/MacOS/Linux/Windows

CONCLUSIONI E CONSIGLI

A noi F.Lux ci ha entusiasmati, facendoci un’ottima impressione, ma non può essere l’unico rimedio. La vista è un dono importantissimo e bisogna preservarla. Per questo, ecco a vuoi qualche valido consiglio.

  • Non utilizzare prodotti tecnologici con display per molto tempo, alla lunga ne potreste risentire;
  • Se lo fate per lavoro o per studio, seguite una regola importantissima, la regola del 20-20-20: per ogni venti minuti di utilizzo, alternate con un tempo variabile di riposo, dai 20 secondo ai 2 minuti, e concedetevi una breve camminata di 20 metri all’aperto (se il tempo lo consente);
  • Adottate una “distanza di sicurezza” fra i vostri occhi ed il display: nel caso di un computer/monitor, almeno una distanza equivalente ad un vostro braccio disteso, nel caso di uno smartphone almeno la distanza equivalente ad un braccio flesso.

Adottate questi piccoli accorgimenti e i vostri occhi, il vostro sonno ed il vostro umore vi ringrazieranno.

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Le app Android a pagamento che conviene acquistare

By Salvo Vosal

Sul Play Store di Android ci sono davvero tantissime applicazioni, alcune interessanti altre meno. Non è sempre facile orientarsi in un market dai numeri incredibili come è appunto quello di Google. Quindi le applicazioni migliori possono risultare difficili da trovare, per questo abbiamo fatto una bella raccolta di app che vi segnaliamo e consigliamo.

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Non tutte le app sono gratis: nonostante il numero di app gratuite su Android sia maggioritario, alcune applicazioni meritano di essere acquistate.

Vediamo quali applicazioni che valgono la pecunia reale che richiedono e quindi ci sentiamo di consigliare. Ricordiamo che potete accumulare credito del Play Store (guadagnare soldi veri) tramite i sondaggi di Google Opinion Rewards.

Veniamo ora alla nostra lista di app (non è una classifica, ci teniamo a precisarlo) che conviene acquistare.

Le migliori app Android a pagamento

Titanium Backup

Titanium Backup è una applicazione fantastica, se non amate perdere i dati delle vostre app e vi piace avere il massimo del controllo dei vostri backup allora Titanium fa per voi. Inoltre permette di disinstallare anche le app di sistema e quindi anche le app spazzatura installate dai produttori di dispositivi, oltre a congelare le applicazioni inutili. Con il root ed acquistando la licenza titanium diviene uno strumento molto più potente.

La licenza è un must have per gli utenti smanettoni che dispongono del root: purtroppo costa un pochino tanto (5€) ma obiettivamente posso risultare soldi ben spesi. Abbiamo già parlato di Titanium backup nel nostro post sulle app irrinunciabili per chi ha il root.

Tasker

Abbiamo già parlato di questa interessantissima app per automatizzare il vostro dispositivo Android in un approfondito post dedicato. Per liberare tutte le possibilità di tasker bastano 2.99 euro, ovviamente si consiglia l’acquisto solo se avete il root.

DraStic DS

E’ l’emulatore per eccellenza del nintendo DS: fin dall’inizio del suo percorso si è distinto per le ottime prestazioni anche su device non recentissimi. Un ottimo esempio di programmazione su Android. Costa 4.49€, sicuramente non poco, ma è uno dei migliori emulatori del panorama Android e per l’accesso potenziale al vastissimo parco titoli della prima console portatile a due schermi di Nintendo. Se volete acquistarlo lo trovate sul play store.

Nova launcher Prime

E’ rimasto a lungo il migliore launcher su Android, soprattutto per prestazioni. Ad oggi sono disponibili molte valide alternative alcune più originali di Nova nell’approccio, ed infatti abbiamo parlato dei migliori launcher per Android in un precedente articolo. Nova rimane però una delle soluzioni più complete e convincenti, è disponibile una versione gratuita limitata.

Se volete ottenere il massimo da Nova ed avere accesso a tutte le opzioni allora tocca comprare la versione Prime a 4.50 €. Gli sviluppatori li meritano tutti, è anche vero che Nova Prime è stato spesso in offerta a 10 centesimi. Potete trovare Nova launcher Prime a questo link.

Greenify

E’ una applicazione molto utile perché consente di risparmiare energia e batteria ibernando alcune applicazioni quando lo schermo del telefono è spento. La versione a pagamento di questo software è utile perché permette di ibernare anche le app di sistema e sblocca le opzioni avanzate: si consiglia questo acquisto soprattutto se disponete del root, in quanto molte opzioni richiedono accesso ai permessi.

Il costo di 2.29 euro è assolutamente commisurato al valore dell’applicazione e alla sua utilità. Potete trovarla su Google play a questo indirizzo.

Qualche gioco…

Monument Valley

Tornando ai giochi, è difficile non parlare di un titolo che con le sue atmosfere oniriche e le sue meccaniche ha stregato tutti. Costa 3 euro ma offre molto. Più che un gioco si tratta di una esperienza da vivere, magari anche utilizzando delle cuffie. Sempre sul Play Store a questo indirizzo.

Hitman GO, Lara Croft GO, Deus Ex GO

I titoli della serie Go di Square-Enix sono tutti divertenti, e perfetti per il mobile. I primi due titoli sono spesso in offerta. I giochi sono tutti e tre splendidi: i primi due sono un vero affare. Sono fra i massimi esponenti del genere Puzzle su mobile, basterà poco per chiedervi come avete fatto a vivere senza. Ecco i loro link: Hitman GO, Lara Croft GO, Deus Ex GO.

Gran parte di queste applicazioni si trovano probabilmente gratis anche su Aptoide ma se ne consiglia l’acquisto almeno in offerta per supportare gli sviluppatori.

Molte app a pagamento sono disponibili gratis su Amazon Underground, al momento anche Monument Valley.

Naturalmente terremo l’articolo in costante aggiornamento ma per farlo chiediamo aiuto anche a voi: quali applicazioni meritano di essere acquistate secondo voi? Fateci sapere la vostra opinione, basta lasciare un commento qui sotto!

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Offerte Vodafone: le migliori di novembre 2016

By Andrea Rossi

Se cercate tutte le offerte Vodafone del momento allora siete nel posto giusto. Vodafone vanta la rete 4G più veloce al momento in Italia. Il merito è sopratutto delle infrastrutture e della cura che gli viene dedicata. Ma quali sono le offerte Vodafone giuste per sfruttare al meglio questo vantaggio? Come tutti gli operatori c’è da osservare bene prima di scegliere il pacchetto giusto, a seconda che le priorità siano navigare in Internet, chiamare o avere un piano ben bilanciato con un prezzo accessibile.

Per questo motivo oggi andremo a vedere nel dettaglio quali sono le offerte Vodafone più convenienti a seconda delle necessità di ognuno di noi.

Se avete dubbi sulla copertura nella vostra zona potete consultare il seguente link.

Offerte Vodafone Ricaricabile

Le offerte Vodafone ricaricabile coprono uno spettro abbastanza grande di potenziali clienti. Sia che vogliate il minimo indispensabile che invece vogliate un’offerta completa troverete ciò che fa per voi. E’ inclusa in tutti i piani l’opzione riparti, che consente di far ripartire l’offerta prima della scadenza in caso di esaurimento dei giga.

Vodafone Start

  • Costo: 10 € ogni 4 settimane
  • Minuti: 400 verso tutti
  • Messaggi: 100 verso tutti
  • Internet: 100 MB
  • Altro: rete sicura e smart passport incluse
  • Link all’offerta

Vodafone Digital

  • Costo: 15 € ogni 4 settimane
  • Minuti: 400 verso tutti
  • Messaggi: 100 verso tutti
  • Internet: 2 GB
  • Altro: rete sicura e smart passport incluse
  • Link all’offerta

Vodafone Super

  • Costo: 18 € ogni 4 settimane
  • Minuti: 400 verso tutti
  • Messaggi: 100 verso tutti
  • Internet: 3 GB
  • Altro: rete sicura e smart passport incluse – musica in streaming illimitata
  • Link all’offerta

Offerte Vodafone Shake

Le offerte Vodafone Shake comprendono un solo piano tariffario che è in diretta concorrenza con quelli della linea Tim Young. Pensata per i clienti sotto i 30 anni può essere definita come un’offerta modulare. Permette infatti a prezzi modici di aggiungere minuti, messaggi o GB in qualsiasi momento.

Vodafone Shake

  • Costo: 12 € ogni 4 settimane
  • Minuti: 300 verso tutti
  • Messaggi: 100 verso tutti
  • Internet: 3 GB
  • Altro: rete sicura e smart passport incluse – opzione shake
  • Link all’offerta

MODULI SHAKE

  • 500 MB ad 1 €
  • 2 GB Social a 2 €
  • 2 GB di musica in streaming a 2 €
  • 100 minuti a 1 €
  • 100 messaggi a 1 €

Offerte Vodafone Junior

Anche le offerte Vodafone Junior comprendono un solo piano tariffario. In questo caso è dedicato ad i più giovani ed ai loro genitori. permettendo di avere sempre il controllo l’utilizzo dello smartphone.

Vodafone Junior

  • Costo: 9 € ogni 4 settimane
  • Minuti: 100 verso tutti
  • Messaggi: 50 verso tutti
  • Internet: 500 MB
  • Altro: protezione bambino – rete sicura e smart passport incluse – opzione shake
  • Link all’offerta

Offerte Vodafone Red

Le offerte Vodafone Red sono studiate per la clientela business e per chi non si accontenta mai dei piani tariffari. Sono decisamente più care ma hanno il vantaggio di offrire un buon numero di GB e roaming incluso. Consigliate quindi per chi viaggia molto in Europa e non desidera pagare tariffe astronomiche. Si ha inoltre la possibilità di aggiungere uno smartphone all’offerta senza pagare prezzi aggiuntivi.

Vodafone Red Start

  • Costo: 39 € ogni 4 settimane
  • Minuti: illimitati
  • Messaggi: illimitati
  • Internet: 4 GB
  • Altro: roaming in Europa e USA incluso – smartphone incluso – rete sicura e smart passport resto del mondo incluse
  • Link all’offerta

Vodafone Red Maxi

  • Costo: 49 € ogni 4 settimane
  • Minuti: illimitati
  • Messaggi: illimitati
  • Internet: 8 GB
  • Altro: roaming in Europa e USA incluso – smartphone incluso – rete sicura e smart passport resto del mondo incluse
  • Link all’offerta

Offerte Vodafone Fisso+Mobile

L’unica delle offerte Vodfaone Fisso+Mobile mira ad unificare l’utilizzo della rete Vodafone sia a casa che sullo smartphone. Se siete alla ricerca di un’offerta conveniente questa potrebbe fare al caso vostro, senza la preoccupazione di dover gestire due abbonamenti separati.

Vodafone Fisso+Mobile

  • Costo: 39 € ogni 4 settimane per 12 rinnovi, poi 49 €
  • Minuti: illimitati da smartphone – 19 cent di scatto alla risposta da fisso
  • Messaggi: illimitati
  • Internet: 3 GB da smartphone – fibra o adsl illimitata da casa
  • Altro: Vodafone Station Revolution inclusa – 25 GB su dropbox
  • Link all’offerta

Queste sono le offerte Vodafone disponibili per il mese in corso. La scelta è ampia e adatta ad ogni tipo di esigenza. Al variare delle offerte non mancheremo di tenervi informati. Se avete dubbi, domande, o consigli non mancate di comunicarcelo attraverso il box dei commenti.

Altre offerte operatori

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Python.

By noreply@blogger.com (Ubuntu Software Libero)

Python Corso Base.

Iniziamo parlare di Python è facile da imparare quindi non ci sono grosse difficoltà.

Per prima di iniziare avrete bisogno di installare Python sul vostro computer, e probabilmente lo dovrete scaricare. Per saperne di più sulle varie versioni, potete leggere la sezione

Per sapere di più su Linux=https://www.facebook.com/groups/416785168484322/

 

Canonical sistema diverse vulnerabilità su Ubuntu.

By Matteo Gatti

ubuntu vulnerabilità

Nella giornata di ieri Canonical ha chiuso diverse falle di sicurezza trovate recentemente, vediamo i dettagli.

Le falle di sicurezza di cui vi parlerò fra poco erano presenti sia su Ubuntu 16.04 LTS (Xenial Xerus), che su Ubuntu 14.04 LTS (Trusty Tahr) ma anche su Ubuntu 12.04 LTS (Precise Pangolin) e su Yakkety Yak. Di conseguenza erano presenti anche sui vari flavors quali Kubuntu, Xubuntu, Lubuntu, Edubuntu, Ubuntu MATE e Ubuntu GNOME.

Quattro grosse falle

La prima vulnerabilità è stata trovata da Ondrej Kozina ed è un buffer overflow presente nel kernel. Riguarda tutte le release di Ubuntu sopra menzionate. La seconda falla, trovata nel sottosistema ALSA, riguardava solo Ubuntu 14.04. Entrambe davano la possibilità ad un malintenzionato di mandare in crash il sistema mediante attacco denial of service.

Altri due bug, entrambi permettevano ad un ‘local attacker‘ di acquisire i privilegi di admin, sono stati trovati da Shutemov e Kuznetsov.

Tutti gli utenti sono invitati ad aggiornare al più presto seguendo questa guida.

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Vi ricordiamo infine che seguirci è molto semplice: tramite la pagina Facebook ufficiale, tramite il nostro canale notizie Telegram e la nostra pagina Google Plus.

Qui potrete trovare le varie notizie da noi riportate sul blog. È possibile, inoltre, commentare, condividere e creare spunti di discussione inerenti l’argomento.

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*GUIDA*: Come ripristinare un iPhone con codice dimenticato!

By Salvo Cirmi (Tux1)

ripristino iphone

Avete impostato un codice su iPhone, iPad o iPod touch e per troppe volte avete sbagliato a inserirlo? Il dispositivo verrà temporaneamente disabilitato.

Scoprite, con questa guida, i passaggi da seguire se non ricordate il codice o se compare un messaggio che indica che il dispositivo è disabilitato.

Punto 1. Aprite iTunes

A) Collegate il dispositivo al computer con cui effettuate di solito la sincronizzazione (se non avete idea di cosa sia iTunes, scaricatelo da qui);

B) Aprite iTunes. Se iTunes richiede l’immissione del codice, provate a utilizzare un altro computer con cui è stata effettuata la sincronizzazione;

C) iTunes effettuerà automaticamente la sincronizzazione con il dispositivo e creerà un backup. Se così non fosse, sincronizzate il dispositivo con iTunes;

D) Una volta fatto ciò, eseguite il ripristino del dispositivo:

E) Nel momento in cui “Impostazione Assistita” di iOS ti chiede di configurare il dispositivo, scegliete “Ripristina da backup iTunes“.

F) Selezionate il dispositivo su iTunes e scegliete il backup più recente.

Punto 2. Non riesco a ripristinare il mio iPhone. Cosa faccio?

Ok siete ossi duri. Se la procedura non funziona, provate questa (eseguendo un ripristino, ovvero quello elencato al “Punto 1” subito dopo quest’altro procedimento):

A) Scollegate tutti i cavi dal dispositivo;

B) Spegnete il dispositivo;

C) Tenete premuto il tasto Home. Mentre tenete premuto il tasto Home, collegate il dispositivo a iTunes. Se non avviene in automatico, accendete il dispositivo;

D) Continuate a tenere premuto il tasto Home finché non viene visualizzata la schermata Collega a iTunes;

E) iTunes vi avviserà del rilevamento di un dispositivo in modalità di recupero;

F) Fai clic su OK, quindi eseguite il ripristino del dispositivo.

Fine! Avrete così ripristinato e sbloccato il vostro iPhone, che si tratti del 4, 4s, 5, 5c, 5s o del 6, la procedura funzionerà ugualmente.

Se avete dubbi o domande, scriveteli sul FORUM!

*GUIDA*: Ubuntu: ecco come installare Postgresql!

By Salvo Cirmi (Tux1)

postgresql-config-linux

Altra mia antica guida, appena revisionata, godetevela!

Con questa guida mi propongo di mostrare i passi fondamentali per procedere all’installazione ed all’inizializzazione di un server postgresql e del relativo client; prima di procedere, però, vi avviso che Postgres sarà installato come servizio di sistema (che quindi si avvierà all’avvio del computer); quindi, se volete installare il server per il vostro ambiente di testing e/o per fini educazionali, il mio consiglio è di accedere al server solo da locale, inibendo il traffico da remoto sulla porta di ascolto (quella di default è 5432, potrete farlo con un firewall o meglio ancora attraverso le impostazioni del vostro router); potrete comunque interrompere il servizio in qualsiasi momento, digitando da terminale il comando “sudo service postgresql stop“.

Postgresql – Installazione Client su Ubuntu

Se abbiamo bisogno esclusivamente di un client Postgresql che vi permetta di collegarvi ad un server ubicato altrove è altamente sconsigliato eseguire l’installazione del server postgresql sulla vostra macchina – in quanto vi esporrebbe a potenziali problemi legati alla sicurezza, se non è presente un firewall/triggering configurato in modo opportuno. Qualora il vostro utilizzo sia limitato al client, vi consiglio di installare soltanto il client CLI-based e la GUI grafica. che vi vi permetteranno di gestire il tutto: da terminale, digitate

sudo apt-get install postgresql-client pgadmin3

Attendete il completamento dell’installazione, e da questo momento in poi potrete scegliere due metodi diversi:

  1. Collegarvi al vostro server postgresql utilizzando l’interfaccia CLI-based, quindi esclusivamente da linea di comando; per procedere, digitate a terminale

    psql -h indirizzo.del.server nomedatabase nomeutente

    (ad esempio, se il mio database si trova su “srv01.netsons.org”, si chiamasse “template1” e il mio username fosse “tux1”, andrò a digitare il comando (senza virgolette) “psql -h srv01.netsons.org template1 tux1”).

  2. Collegarvi al vostro server postgresql utilizzando pgadmin: potrete trovare il tool nella dash, oppure avviarlo da linea di comando digitando “pgadmin3″ (senza virgolette); vi apparirà qualcosa di simile all’immagine in basso:

Fate a questo punto click sull’icona a forma di spina elettrica e configurate la vostra connessione al server compilando la scheda; utilizzando questa finestra potrete anche aggiungere certificati per collegamenti protetti, ed accedere a servizi aggiuntivi.

Finito! A questo punto potrete iniziare a controllare il vostro database (tramite linea di comando utilizzando la sintassi di postgresql, oppure tramite click del mouse utilizzando pgadmin).

Postgresql – Installazione server Ubuntu

Installare un server Postgresql su Ubuntu non è certo difficile, in quanto disponiamo dell’installer presente direttamente nei repository; per proseguire ed installare postgresql server, quindi, digitiamo da terminale:

sudo apt-get install postgresql

ed attendiamo il completamento del processo. Se non avete bisogno di ulteriore configurazione potrete saltare i passaggi seguenti e andare direttamente alla fase di configurazione dell’utente principale; se, invece, avete bisogno di cambiare la porta d’ascolto (quella predefinita è 5432), impostare blocchi o cose simili, potrete andare a modificare manualmente (con permessi di root) il file postgresql.conf che si trova, in generale, nel percorso:

/etc/postgresql/numero_versione/main/postgresql.conf

Per la versione 9.1 di postgresql, ad esempio, il file di configurazione si troverà su:

/etc/postgresql/9.1/main/postgresql.conf

e, una volta effettuate le vostre modifiche, salvate il file e riavviate il servizio postgresql con il comando

sudo service postgresql restart

Postgresql server – Adminpack (pgAdmin only)

Qualora abbiate bisogno di installare l’adminpack per pgAdmin, tutto ciò che dovrete fare (in postgresql 9.1) sarà installare il relativo pacchetto e darlo al server attraverso lo script ad-hoc, con i comandi

sudo apt-get install postgresql-contrib
echo "CREATE EXTENSION adminpack" | su postgres -c "psql -U postgres postgres";

Postgresql server – inizializzazione

La prima cosa che dovrete fare per essere in grado di operare sul vostro DBMS sarà andare a modificare la password dell’utente di sistema “postgres” (che sarà l’utente con privilegi più elevati, nel nostro caso sarete voi) ed impostarne l’accesso al database di servizio (che di default si chiama, anch’esso, postgres); per procedere, digitate a terminale

sudo -u postgres psql postgres

Avrete così accesso alla console operativa del server; per impostare la password all’utente postgres (ovvero voi) digitate

password postgres

ed inserite due volte la password scelta; ritornerete così al prompt. Premete CTRL+D per uscire. A questo punto sarà bene creare un utente con privilegi elevati che possa operare sui database, così da tenere l’utente postgres al sicuro (che è sempre cosa buona e giusta); per semplicità, e siccome di installazione in locale parliamo, create un utente che abbia il vostro stesso username, con il comando

sudo -u postgres createuser --superuser $USER

ed andate successivamente a impostarne la password, con il comando:

sudo -u postgres psql
password vostro_nome_utente

premete la combinazione di tasti CTRL+D per uscire dalla console. Bene, a questo punto potrete finalmente creare il vostro primo database semplicemente digitando:

createdb nome_database

(sostituendo a nome_database il nome che avrete scelto). Fatto, da questo momento in poi potrete iniziare ad operare sul vostro database utilizzando il client (seguendo uno dei metodi descritti nell’utilizzo client-only), impostando come:

  • indirizzo ip: localhost oppure 127.0.0.1
  • porta: 5432 (a meno che non l’abbiate modificata);
  • servizio: vuoto
  • database di gestione: il nome che avete scelto per il vostro database
  • nome utente: il vostro username
  • password: la vostra password

So che la guida può sembrare complicata (ma vi assicuro non lo è), per questo motivo, se avete domande, dubbi e quant’altro vi passa per la testa, scriveteli sul FORUM!