WordPress 2.3-4.8.2 – Host Header Injection in Password Reset – FIXED

By davenull

Ho fixato ed inviato personalmente il FIX per la vulnerabilità nota come CVE-2017-8295, che permette il reset della password dell’amministratore di un sito WordPress. Ho abbassato il livello di pubblicità del sito (ho tolto i popup) e continuerò ad abbassarli nella speranza che ci siano nuove donazioni per il lavoro che stiamo facendo. Ho inviato […]

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Purism: la campagna di crowdfunding supera quota 1,2 milioni di dollari

By Matteo Gatti

Purism librem 5

Il Purism Librem 5 potrebbe arrivare davvero: la campagna supera quota 80%.

Manca davvero poco, due curve al traguardo. La campagna di crowdfunding ha raccolto poco meno dell’82% del goal quando mancano ancora 17 giorni alla chiusura della campagna. Sono stati raccolti circa 400’000$ in poco più di una settimana, procedendo di questo passo si arriverà sicuramente all’obiettivo di 1,5 milioni entro la data prestabilita.

Ma facciamo un piccolo riepilogo: cos’è il Librem 5?

Purism: la campagna di crowdfunding supera quota 1,2 milioni di dollari

Come saprete se seguite assiduamente LFFL Purism ha annunciato una campagna di finanziamento per la realizzazione di uno smartphone basato su GNU/Linux che rispettasse la privacy degli utenti. L’idea dei crowdfunders consiste nel realizzare uno smartphone il più aperto possibile che garantisca la privacy ad un prezzo ragionevole (pari a $599 dollari americani).

Inizialmente sembrava che il raggiungimento dell’obiettivo pari a 1,5mln di dollari fosse impensabile. La partnership annunciata con KDE e GNOME ha però dato un boost significativo convincendo sempre più persone a puntare sul Librem 5.

Lo smartphone arriverà con GNOME Shell UI o KDE Plasma Mobile UI di default. Entrambe le community si sono dette entusiaste di poter vedere il proprio software operativo su uno smartphone.

Costruire uno smartphone che poggiasse le proprie fondamenta sul software libero e sulla privacy degli utenti è sempre stato un sogno per KDE.” queste le parole di Lydia Pintscher, Presidente di KDE e.V a cui ha fatto eco un annuncio da parte di GNOME: Il Librem 5 è una piattaforma che ci interessa molto. La GNOME Foundation è pronta a collaborare con Purism per portare sul mercato uno smartphone GNOME-based“.

Non ci resta che attendere qualche giorno per vedere se il Librem 5 raggiungerà effettivamente quota 1,5 milioni di dollari.

Potete prenotare il vostro Librem 5 cliccando qui.

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Ancora equivoci sul senso delle licenze Creative Commons

By Simone Aliprandi

Alla fine dei miei corsi spesso somministro dei test con domande a risposta multipla per verificare l’efficacia del mio intervento formativo. Si tratta di domande relativamente semplici, a cui chiunque abbia seguito il corso dovrebbe essere in grado di rispondere correttamente.

Ce n’è però una che, pur risultando ai miei occhi facile quanto le altre, genera spesso dubbi e richiede da parte mia ulteriori precisazioni. Si tratta di una domanda sulle licenze Creative Commons le cui risposte multiple da me predisposte condensano alcuni dei principali equivoci (per non dire leggende metropolitane) sul tema.
Riporto di seguito la domanda con le risposte multiple e poi procedo a un breve commento.

Quale di queste definizioni può essere considerata corretta?
1) le licenze CC sono licenze di libera distribuzione per opere dell’ingegno;
2) le licenze CC sono un metodo di tutela della paternità di un’opera creativa;
3) le licenze CC sono documenti che impediscono a priori usi impropri delle opere;
4) le licenze CC sono contratti di cessione esclusiva di diritti d’autore.

Quand’anche non si avesse certezza sulla risposta esatta, ritengo si possa procedere per esclusione; e così infatti procederemo.
Partiamo dalla “più sbagliata” in assoluto, cioè la n. 4. Le licenze CC sono per definizione non esclusive, non comportano una cessione dei diritti e a ben vedere non sono nemmeno propriamente dei contratti.
La n. 2 e la n. 3 incarnano invece due equivoci molto diffusi ma assolutamente da sradicare.
Nonostante tutte le sei licenze CC contengano la clausola “Attribution”, le licenze CC non sono in sé un metodo di tutela della paternità di un’opera creativa. Infatti se Tizio è autore di un brano musicale e di questa sua “paternità” c’è piena prova, non è la presenza di una licenza CC a cambiare la situazione; in altre parole, che Tizio rilasci l’opera con licenza CC o meno il suo status di autore e titolare originario dei diritti non cambia (a tal proposito vedi il post Le licenze non tutelano!).
Poi, pensare che le licenze CC siano documenti che impediscono a priori usi impropri delle opere è altamente ingenuo se non addirittura pericoloso. Detto in parole molto povere: se qualcuno vuole fare usi impropri della vostra opera, li può fare comunque, al di là che vi sia una licenza o un bel disclaimer “copyright – all rights reserved”. Non è la presenza di una licenza che vi da”a priori” maggiore controllo e maggiore tranquillità in tal senso. Anzi, paradossalmente, rilasciare un’opera con licenza CC può addirittura aumentare il rischio di usi impropri perché – purtroppo – molti utenti non conoscono bene il senso delle CC e pensano che “Creative Commons” significhi “fai quello che vuoi” (si veda ad esempio quanto accaduto al fotografo Caranti l’anno scorso).
Per esclusione dunque si arriva a poter dire che l’unica definizione “non sbagliata” tra queste quattro è la n. 1. Ammetto che la dizione “licenze di libera distribuzione” non è più molto diffusa e utilizzata (nemmeno io la utilizzo più molto nei miei materiali); ma resta comunque l’unica definizione corretta tra le opzioni offerte.

Disponibile GNOME 3.26.1

By Matteo Gatti

gnome 3.26.1

La prima point release di GNOME 3.26, GNOME 3.26.1, è disponibile per il download.

GNOME 3.26, soprannominato Manchester dopo che la città inglese è stata scelta come sede della GUADEC, è l’ultima importantissima release di GNOME, che troveremo anche su Ubuntu 17.10.

GNOME 3.26.1, la prima di molte point release, introduce diverse migliorie e porta con sè un importante lavoro di bug fixing e performance tuning.

Disponibile GNOME 3.26.1

La smarter window snapping di Mutter 3.26.1 è la grande novità di questa point release. Mutter di fatto è un manager che vi permette di gestire il vostro desktop via OpenGL. Può essere usato come software stand-alone ma in realtà è pensato per essere affiancato da GNOME Shell. E’ altamente personalizzabile attraverso degli add-on.

Gli sviluppatori hanno introdotto il supporto per i pacchetti Snap sandboxed e corretto un problema riguardante il layout del monitor. GNOME Photos riceve un tweak che permette di nascondere alcune funzionalità quando non necessarie.

Le core apps sono state aggiornate all’ultima versione, aggiornate anche le traduzioni per gli account GNOME Online.

Se state usando le daily builds o la beta di Ubuntu 17.10 potrete aggiornare mediante i soliti canali nei prossimi giorni.

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Come installare la sessione Unity su Ubuntu 17.10

By Marco Giannini

Avete provato Ubuntu 17.10 e la sua visione di GNOME Shell ma non vi siete convinti e volete tornare al caro e vecchio Ubuntu con Unity? Bene, sappiate che è possibile farlo in quanto Unity è ancora presente nei repository di Ubuntu 17.10 ed è possibile installare e far convivere Unity con GNOME Shell senza problemi.
Per installare la sessione di Unity per Ubuntu 17.10 vi basterà dare da terminale

sudo apt-get install unity-session

Una volta fatto verranno installati tutti i pacchetti necessari all’esecuzione di Ubuntu con Unity.
Per utilizzare la sessione desktop con Unity vi basterà riavviare il sistema e loggarvi su Ubuntu con Unity.

Come installare la sessione Unity su Ubuntu 17.10

By Marco Giannini

Avete provato Ubuntu 17.10 e la sua visione di GNOME Shell ma non vi siete convinti e volete tornare al caro e vecchio Ubuntu con Unity? Bene, sappiate che è possibile farlo in quanto Unity è ancora presente nei repository di Ubuntu 17.10 ed è possibile installare e far convivere Unity con GNOME Shell senza problemi.
Per installare la sessione di Unity per Ubuntu 17.10 vi basterà dare da terminale

sudo apt-get install unity-session

Una volta fatto verranno installati tutti i pacchetti necessari all’esecuzione di Ubuntu con Unity.
Per utilizzare la sessione desktop con Unity vi basterà riavviare il sistema e loggarvi su Ubuntu con Unity.

Recensione di Oukitel K10000 Pro e della sua super batteria

By Christian Bisogno

Quando è associata la lettera “K” ad uno smartphone targato Oukitel sappiamo di trovarci dinanzi un prodotto che fà della autonomia il suo punto forte e se ci aggiungiamo il numero 10.000, il numero dei milliampere stipati nella batteria, è lecito anche attendersi una mostruosa durata. Il tutto accompagnato da un modesto comparto hardware, un design retrofuturistico ed un rapporto peso/dimensione spropositato.

Confezione

Il grande cartonato nero in cui arriva il telefono ospita una ricca gamma di accessori:

  • caricatore da parete 12V/2A
  • cavo USB a micro-USB
  • pellicola protettiva in vetro temperato
  • custodia in similpelle agganciabile alla cintura
  • custodia protettiva in silicone
  • cavetto micro-USB a OTG (per elargire carica ad altri dispositivi)

Menzione a parte per la suddetta custodia dato che si tratta di un oggetto pregevole fattura: completamente in pelle morbida; aggancio in metallo per la apertura/chiusura; clip sempre in metallo per richiuderla attorno alla cintura.

Sicuramente in antitesi con i tempi moderni ma che potrebbe rilanciare, per i più coraggiosi che intenderanno utilizzarla, un moda insolita (paragonabile a quella dell’odiatissimo marsupio) agevolata dalla indiscutibile comodità di portare lo smartphone comodamente accanto e preservare l’integrità delle tasche dei nostri jeans, date le generose dimensioni. Only for the brave!





Design ed ergonomia

Partiamo con una doverosa premessa:

  • 161.7 mm di altezza
  • 67 mm di base
  • 14 mm di spessore
  • ben 288 g di peso

Questo il prezzo da pagare per riuscire ad ospitare una batteria da 10000 mah. Ovviamente questi dati sono impietosi per il parametro dell’ergonomia ed è per questo che terremo conto nella valutazione dell’eccezionalità di questo dispositivo.
Il look dello smartphone è davvero sui generis, quasi da “ritorno al futuro” con reminescenze anni 80′. La backcover è in similpelle nera ed ospita una sporgente e imponente placca in metallo, dove sono allocati la camera ed il flash LED con il sensore d’impronte, fissata da quattro viti. Il frame laterale è anch’esso in metallo misto a plastica metallizzata, stesso materiale degli inserti presenti sul frontale.

Lo speaker ed il microfono sono posti sul lato inferiore dove va evidenziata la presenza della porta micro USB che è inserita tanto in profondità nella sporgente scocca che può raggiungerla solo il cavo in dotazione ed altri specifici in commercio, appositamente con ingresso più lungo (una pecca fastidiosa che non mi ha permesso ad esempio di utilizzare una semplice penna micro USB per passare dati). Presente sul lato superiore il jack 3.5 per cuffie.

La qualità dell’assemblaggio e dei materiali è ottima e complice la sua possanza sembra di avere per le mani un telefono indistruttibile. La presa è salda ma ovviamente peso, veramente eccessivo anche se ben bilanciato, e dimensioni gravano non poco sui nostri polsi.









Hardware

L’Oukitel k10000 pro si presenta con sufficienti specifiche tecniche:

  • processore Mediatek MT6750T octa core da 1,5 GHz
  • processore grafico Mali T860
  • 3 giga di RAM
  • 32 giga di storage interno

Per quanto concerne la connettività è dotato di un WiFi dual band, LTE fino a 150 Mbps, Bluetooth 4.2 ma senza NFC. La ricezione è nella norma, non supera le zone più impervie ma garantisce un buon risultato.

Passando all’audio segnaliamo un buon volume della capsula auricolare e di decente qualità mentre lo stesso non si può dire dello speaker posto in basso che risulta poco potente e qualitativamente mediocre, per l’ascolto musicale sarà sicuramente poco apprezzato: nello specifico basse del tutto assenti e medio-alte confuse. Avremmo auspicato un posizionamento dello stesso, date le possibilità offerte dalle grandi dimensioni, sul frontale del device in modo da facilitarne l’ascolto.

Il lettore d’impronte sblocca il telefono repentinamente ma è consigliabile salvare qualche slot in più, dello stesso dito, per facilitarne il riconoscimento, in ogni caso ci prende 7 volte su 10.

Display

Il pannello da 5.5″ Full HD a tecnologia IPS senza infamia e senza lode compie egregiamente tutte le funzioni a lui attribuite. Se analizziamo la qualità delle immagini resteremo delusi dai colori un tantino spenti e da una luminosità generale non proprio altissima, così come dai neri poco profondi.

Tuttosommato è il classico display che si è soliti trovare in questa fascia di prezzo, in compenso buona la reattività del sensore per l’adeguamento automatico della luminosità. Leggermente sotto la norma il trattamento oleofobico, trattiene qualche ditata di troppo.

Software

Il device monta Android 7.0 Nougat e dobbiamo ammettere che gira molto bene in quanto non sono stati riscontrati bug o rallentamenti di sorta, spesso riscontrabili “out of the box” in dispositivi di questa fascia, anzi il telefono mostra una buona fluidità dimostrando di sfruttare al meglio il modesto processore e i 3 giga di RAM a disposizione.

Bella prova di maturità da parte della casa produttrice cinese sotto questo punto di vista. Il sistema è leggermente “customizzato” da Oukitel tramite tre temi preinstallati ma nella sostanza resta una versione stock. Presenti le ormai note Gesture di stampo Mediatek così come l’utilizzo ad una mano, molto comodo in questo caso. Buona anche l’app di cleaning e gestione dispositivo “System Manager” che aiuta a mantenere il telefono al massimo delle performance.

Il gaming va altrettanto bene, non al massimo del frame rate, ma garantisce senza intoppi sessioni di gioco anche con titoli impegnativi. Buona anche la navigazione col browser e l’apertura e la funzionalità di pesanti app social.

Fotocamera

Se tutto fino ad ora è filato liscio, la fotocamera resta in un limbo di mediocrità e stentata sufficienza che frenano le potenzialità del K10000 Pro. Il sensore da 13 MP soffre sulla gestione della luce ed alcune volte anche in ottime condizioni sforna degli scatti non proprio entusiasmanti: le foto non risultano particolarmente nitide nei dettagli, dando l’impressione di sfocare eccessivamente e spesso presentano un rumore di base che non convince.

La debolezza alla luce si evince anche dagli scatti in notturna, ne cattura poca e male, ma considerati gli scarsi risultati diurni, in rapporto gli scatti mantengono dignità pur persistendo una leggera sfocatura dell’immagine. Il flash LED invece illumina discretamente anche in condizione di buio totale.

I video, che nelle impostazioni non permettono di modificare la qualità in base alla definizione ma per categorie (bassa, media, alta, fine), non hanno una buona fluidità dell’immagine ed in particolare soffrono di importanti problemi di messa a fuoco: nel dettaglio se si cambia rapidamente da una scena di luce ad una scura si otterrà un flash di schermo bianco.

La camera selfie da 8 MP paradossalmente si comporta molto meglio del sensore principale e fornisce buoni scatti dimostrando di “controllare” la luce forte in maniera migliore garantendo anche una buona cattura del dettaglio.














Batteria

Eccoci giunti al punto forte del K10000 mAh: l’autonomia. Questo è uno smartphone ideato per durare e lo fà portandoti tranquillamente a superare due giorni di utilizzo medio ed arrivare fino a metà del terzo o addirittura alla fine. Personalmente ho testato il device in modo diverso in due giornate per valutarne le differenze:

  • con utilizzo inteso condito da tante attività, download, gaming, navigazione, social, GPS ed altro ho superato le 20:00 con il 66% di carica nel serbatoio e quasi 5 ore si schermo attivo.
  • con utilizzo medio-soft sono giunto alle 21:00 con circa 3 ore e mezza di schermo attivo e ben il 76% di carica residua, il che permetterebbe di affrontare ben 4 giorni con una sola ricarica.

Il caricabatterie dal canto suo impiega solo 2 ore e 30 minuti per rifocillare interamente le celle ed è un risultato superlativo considerata la capienza.






Rapporto qualità/prezzo

L’Oukitel K10000 Pro è uno smartphone che ci ha convinti. Probabilmente non è il telefono che molti di voi sognano ma è altrettanto vero che è chiaramente mirato ad una porzione di mercato la quale desidera avere un device completo, dalla sconfinata autonomia ad un prezzo economico.

Coloro che hanno progettato il design ci hanno messo impegno per caratterizzarlo dal punto di vista estetico ed oltre una fotocamera sottotono e delle dimensioni mastodontiche, bisogna ammettere che il K10000 Pro compie soddisfa su tutti gli altri aspetti ed al prezzo oscilla tra i 169€ e i 199€ (di Amazon) può essere un ottimo affare. Utilizzando poi il Coupon 5G7QD67F avrete un ulteriore sconto in fase di acquisto del prodotto.

Chi ama avere uno smartphone inesauribile, invece, non dovrebbe farsi sfuggire l’occasione.

L’articolo Recensione di Oukitel K10000 Pro e della sua super batteria appare per la prima volta su ChimeraRevo – Il miglior volto della tecnologia.

systemd 235 rilasciato!

By Salvo Cirmi (Tux1)

Proprio oggi è stato annunciato il rilascio ufficiale di systemd 235, , la di demoni, librerie e utilità di amministrazione progettate con lo scopo di centralizzare la gestione e la configurazione dei sistemi operativi di tipologia Unix-like.

Lennart Poettering fa sapere a tutti la dolce novità e spiega che la nuova edizione dispone di nuove opzioni per unità, il supporto per Automake è stato abbandonato per adottare Meson per la build di sistema, un metadata client più aggressivo con system-journald, vari miglioramenti alla rete, i comandi systemctl poweroff/reboot/halt sono ora asincroni ed una varietà di vari fix e miglioramenti.

Qui altre novità e download.

GearBest spedizione Italy Express sparita: ecco cosa è successo!

By Manuel Baldassarre

GearBest spedizione Italy Express sparita

Molti di voi avranno sicuramente notato che nelle ultime settimane non è stato più possibile selezionare il metodo di spedizione “Italy Express” a seguito di un acquisto effettuato sul noto e-commerce Gearbest.

Con Italy Express infatti, si intende un tipo di spedizione spesso gratuita che ingloba nel prezzo del prodotto acquistato anche i costi di spedizione, ed era ovviamente il metodo di spedizione più utilizzato su GearBest! Ma cosa è successo? facciamo chiarezza:

Le offerte e coupon Gearbest di oggiRaccogliamo per voi, ogni giorno, le migliori promozioni e offerte Gearbest. Il noto store Cinese propone sempre molti sconti: eccoli tutti.

GearBest spedizione Italy Express

Per fare luce sull’accaduto, noi di ChimeraRevo ci siamo messi in diretto contatto con un referente di GearBest in modo da poterci fornire quante più delucidazioni sull’accaduto.

Più precisamente, ci hanno spiegato, il problema sta interessando principalmente i prodotti di piccola taglia, e dunque tutti i prodotti poco ingombranti per i quali, appunto, non veniva fatta pagare la sedizione tramite il servizio Italy Express. Ma perché?

La dogana

A quanto pare il problema risiede proprio nella dogana italiana, la quale nelle ultime settimane ha deciso di bloccare moltissimi pacchi aventi la suddetta spedizione e ai quali potrebbe essere applicata una tassa di sdoganamento.

Insomma, sembra proprio che la dogana abbia preso di mira questi pacchi, rendendo la spedizione Italy Express poco affidabile. Motivo per il quale GearBest ha deciso di rimuovere Italy Express dai metodi di spedizione selezionabili.

Cercate tablet 2 in 1 con Windows 10? Ecco le offerte GearbestIl famoso e-commerce ha lanciato una promozione legata ad alcuni dispositivi 2 in 1 con a bordo Windows 10: ideali per lavoro, navigazione e svago!

Gli scioperi di SDA

A questo si aggiungono i numerosi moti di protesta dei lavoratori del noto corriere SDA (di proprietà Poste Italiane) che soltanto nell’ultimo mese ha perso il 50% del suo fatturato, causando il blocco di centinaia di migliaia di pacchi (più di centomila solo nella sede di Milano Carpiano).

Molti utenti infatti, anche con pacchi tracciabili, lamentano di non avere più aggiornamenti da più di due settimane. Tanti addirittura, vedono tramite il tracking, che il loro pacco è stato già sdoganato, ma non ancora consegnato da giorni! Per approfondimenti, leggete qui.

Siti e store cinesi sicuri e affidabili per acquisti onlineVoglia di shopping online dal paese dei dragoni? Vediamo insieme i migliori siti cinesi per acquistare e risparmiare in sicurezza.

Quando tornerà Italy Express?

Domanda difficile da rispondere! Stando a quanto detto dal nostro referente, GearBest sta facendo il possibile per risolvere ed, eventualmente, trovare un punto di incontro con la nostra dogana.

Tuttavia, fino ad allora la spedizione non sarà disponibile e tutt’ora non sanno se Italy Express verrà mai rimessa in funzione sul sito! Ma insomma questo cosa significa? Inevitabilmente dovremo utilizzare altri metodi di spedizione!

Gli altri metodi di spedizione..

Insomma, non ci resta che utilizzare gli altri metodi di spedizione, ma questo cosa significa? Cosa cambia dalla spedizione Italy Express? E soprattutto, sono affidabili?

Purtroppo fin’ora italy Express era l’unica spedizione che, oltre ad essere spesso gratuita su molti prodotti, ci dava la sicurezza di poter superare i controlli doganali, e di conseguenza eventuali costi di sdoganamento.

La sua assenza dunque, mette i nostri pacchi in elevato rischio di essere fermati ed ispezionati, qualunque sia il metodo di spedizione scelto, a prescindere dai costi di spedizione pagati!

Insomma, che scegliate una spedizione con o senza numero di tracciamento, che sia gratuita o meno, sarete sempre a rischio che il vostro pacco venga bloccato in dogana.

Purtroppo a nulla servirà utilizzare la piattaforma GearBest Italia che, come saprete, garantiva la spedizione gratuita proprio grazie alla spedizione Italy Express, oltre che a 24 mesi di garanzia.

Insomma, conviene aspettare l’evolversi della situazione. Noi vi terremo costantemente aggiornati e, nel caso abbiate particolari richieste, possiamo aiutarvi ad inoltrarle tramite le nostre referenze: lasciate un commento qui in basso, vi risponderemo al più presto possibile!

GearBest lancia il suo sito Italiano: ecco tutte le info!GearBest ha inaugurato il suo store italiano: scoprite con noi come ed in cosa è cambiato uno degli e-commerce cinesi più usati nel web!

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Attenti alla email “TIM vi rimborsa”: è una truffa

By Luca

Gli utenti del web devono sempre restare con gli occhi aperti quando navigano. Dietro ogni link, infatti, si può nascondere qualcosa di malevolo o qualcuno pronto a rubarvi i vostri dati preziosi. I dati personali, infatti, sono la più grossa fonte a cui un hacker possa aspirare perché facilmente rivendibili e capaci di fruttare un sacco di soldi.

Per catturare questi dati, senza attuare intrusioni informatiche degne dei migliori film di spionaggio, il metodo migliore è il phishing.

Phishing: cos’è e come difendersiCapiamo insieme come fanno i malintenzionati ad organizzare vere e proprie battute di ‘pesca’ di dati sensibili!

La email di TIM

Ultimamente sta circolando tra le varie caselle di posta elettronica un messaggio, con provenienza “TIM” in cui vi segnalano di aver pagato due volte una fattura, e vi chiedono di cliccare su un link per richiedere un rimborso di 37€.

Ovviamente, manco a dirlo, cliccando sul collegamento verrete portati su una pagina che vi chiederà di inserire i dati personali, che poi non andranno a TIM ma ai truffatori.

La portata della truffa pare sia talmente grande che è stata segnalata anche dalla pagina Facebook della Polizia di Stato.

Come difendersi

E’ ormai risaputo che le compagnie telefoniche (ma anche la maggior parte delle aziende) non utilizzano le email per comunicare informazioni di questo tipo. Generalmente effettuano una chiamata, inviano un SMS o si affidano alla cara e vecchia carta.

Quindi questo dovrebbe essere già il primo segnale per cestinare le email di questo tipo e segnalarle come phishing. Tuttavia anche TIM stessa ci da alcuni consigli su come evitare di incappare in questi messaggi fraudolenti.

Tra questi troviamo:

  • Non cliccate mai sui link presenti nelle email;
  • Accedere al sito digitando il link direttamente nella barra degli indirizzi;
  • Inserite una password sbagliata (per vedere se il sistema riconosce l’errore);
  • Cambiate la password periodicamente;
  • Controllate l’URL del messaggio (passate il mouse sopra la scritta per vedere il link reale).

Inoltre le mail di phishing, nella maggior parte dei casi, non contengono il nome e il cognome del destinatario e contengono errori grammaticali.

Come riconoscere email falseUna serie di pratici consigli per imparare a non cadere vittima di messaggi di posta creati per ingannarvi

Se avete ricevuto questa mail non esitate a segnalarcelo nei commenti, o tramite la nostra pagina facebook (dove potete rimanere aggiornati sui futuri articoli) e segnalatelo anche a TIM tramite l’apposito modulo.

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