Creare una chiavetta USB multiboot con syslinux

By Paolo Finardi

by Avere una chiavetta USB multiboot che contenga varie distribuzioni Linux, per installazioni, dimostrazioni o per utilità/soccorso come System Rescue CD, è veramente molto comodo. Per crearla ci sono vari tool in rete ma non sempre svolgono il loro lavoro…

L’articolo Creare una chiavetta USB multiboot con syslinux sembra essere il primo su Linux, Open Source e … altro.

Disattivare account Xbox: guida completa

By Giuseppe F. Testa

Cancella profilo Xbox live

Come già visto per le console targate Sony, l’acquisto di una console usata potrebbe rendere necessario disattivare l’account Xbox Live associato alla console stessa, pena l’impossibilità di acquistare dallo store o anche giocare (se sono attive delle restrizioni o limiti). Grazie a questa guida chiara e completa, potrete finalmente conoscere il procedimento da seguire per disattivare un account Xbox Live in base alla console Microsoft in uso.

Disattivare account Xbox

Di seguito tutte le procedure valide per rimuovere un account (o profilo) Xbox Live sulle console.

Disattivare account Xbox da Xbox 360

  • Andare su Impostazioni e selezionare Sistema.
  • Selezionare Area di memorizzazione.
  • Se non si connettono periferiche di memorizzazione esterne alla console, selezionare Disco rigido. Se si utilizza una memorizzazione esterna, selezionare invece Tutte le periferiche.
  • Selezionare Profili.
  • Selezionare il profilo che si desidera eliminare e confermare con Elimina.
  • Scegliere una delle impostazioni indicate di seguito.
    • Elimina solo profilo: il profilo verrà eliminato, lasciando invariati i giochi salvati e gli obiettivi raggiunti.
    • Elimina profilo ed elementi: consente di eliminare il profilo unitamente ai giochi salvati e agli obiettivi raggiunti associati.

Disattivare account Xbox da Xbox One

  • Andare sulla schermata Home.
  • Premere il pulsante Menu sul controller.
  • Selezionare Impostazioni. TIP: è possibile pronunciare le parole “Xbox, go to settings” (Xbox, Vai a Impostazioni) in qualsiasi schermata, ma sarà necessario un controller una volta aperta la schermata Impostazioni.
  • Scorrere verso destra. In ALTRE PERSONE selezionare Rimuovi account.
  • Selezionare l’account che si desidera rimuovere e quindi Scegli questa persona.
  • Selezionare Remove from this Xbox (Rimuovi da questa Xbox) per confermare l’eliminazione.
  • Al termine, selezionare Chiudi.

Elimina account Xbox One
Menu elimina account xbox One

LEGGI ANCHE | Disattivare account PSN: guida completa

L’articolo Disattivare account Xbox: guida completa appare per la prima volta su Chimera Revo – News, guide e recensioni sul Mondo della tecnologia.

AVG, nuovi ToS: ricerche e cronologia andranno a terze parti

By Jessica Lambiase

avg-logo

Nuovi termini di utilizzo in vista per la schiera di prodotti AVG, la software house conosciuta ai più per essere fautrice di uno dei più diffusi antivirus gratuiti: a partire dal prossimo 15 Ottobre, infatti, andranno in vigore i nuovi termini di utilizzo dei prodotti AVG insieme con la nuova privacy policy, che ha già suscitato le ire di parecchi utenti particolarmente attenti alla privacy.

Il perché è presto detto: anche AVG adotterà la politica della vendita dati per continuare ad offrire servizi gratuiti; insomma una sorta di “così fan tutti”, che però la software house ha tenuto a chiarire e spiegare ai suoi utenti. Come già succede, viene fatta distinzione tra dati personali e dati non personali: i dati personali (come nomi completi, indirizzi di posta e qualsiasi cosa possa far risalire all’identità dell’utente) verranno usati dall’azienda per offrire un servizio migliore (come invio di notizie sugli ultimi virus, assistenza e quant’altro), saranno usati soltanto da team interni all’azienda e saranno memorizzati esclusivamente sui server di AVG e non venduti a terza parte alcuna.

Il punto d’attrito è quello dei dati non personali, come la cronologia di navigazione del browser, la cronologia delle ricerche e la tipologia di dispositivo utilizzata: per la prima volta nella sua storia AVG si riserva infatti il diritto di raccogliere vendere questi dati in forma aggregata (quindi resa anonima e non riconducibile all’utente specifico) ad inserzionisti ed agenzie di marketing di terze parti, per mantenere i costi di gestione e continuare ad offrire prodotti gratuiti ed efficienti.

E’ lecito pensare che un software che agisce ad un livello così alto sul sistema operativo (e sull’intera attività dell’utente) non dovrebbe “arrogarsi” diritti del genere, tuttavia questo tipo di raccolta si limiterà appunto ai dati non personali e, come conferma un portavoce di AVG, sarà disattivabile in qualsiasi momento senza ripercussioni sulle funzionalità del software.paying-for-it

In poche parole anche AVG si unisce ad un business model sempre più diffuso tra chi offre prodotti apparentemente gratuiti; con le dovute precauzioni e senza abusi il tutto è comprensibilmente conveniente da ambo le parti… è solo che rendersi conto che quel che Claire Wolfe scrisse nel lontano 1999 è reale fa sempre il suo effetto:

[…] Forse perché non sei tu ad essere più il cliente. Sei semplicemente una “risorsa” da essere gestita per fare profitti. Il cliente adesso è qualcun altro – solitamente qualcuno che non ha esattamente a cuore i tuoi interessi. […]

Chi è quindi il cliente? Non tu, la tua vita si riduce a dati che possono essere monetizzati, cercati e studiati da qualcun altro. Il cliente è chiunque desideri appropriarsi di un pezzo della tua vita.

Ed è molto probabile che questo business model coinvolgerà sempre più aziende poiché, al giorno d’oggi, è un mezzo remunerativo che può assicurare a software che costano un bel po’ di quattrini un certo livello di gratuità… se così possiamo chiamarla, ovvio.

L’articolo AVG, nuovi ToS: ricerche e cronologia andranno a terze parti appare per la prima volta su Chimera Revo – News, guide e recensioni sul Mondo della tecnologia.

Recensione Tronsmart Orion R68: il TV box Android completo di tutto

By Giuseppe Monaco

I nostri più assidui lettori avranno sicuramente notato che quella di oggi non è la prima volta in cui affrontiamo una recensione relativa a un set-up box. Se ricordate, infatti, tempo fa vi avevamo parlato della nostra esperienza con lo Xiaomi MiBox Mini, il Mini-PC Android low cost che tutto sommato offriva ai propri utenti un’esperienza multimediale accettabile e nulla di più

Leggi anche| Recensione Xiaomi Mi Box Mini: l’universo Android in un piccolo cubetto

Quest’oggi, invece, il livello si alza notevolmente grazie a un prodotto decisamente ben realizzato e in grado di offrire svariate modalità di intrattenimento grazie alle sue specifiche e alle sue importanti performance. Vediamo dunque come il Tronsmart Orion R68 ha suscitato il nostro interesse.

Confezione

Solida e compatta, la confezione dell’Orion R68 è realizzata in materiali riciclabili e presenta un’etichetta contenente le informazioni principali relative al dispositivo lungo tutta la facciata della scatola. Una volta rimossa, sollevato il coperchio ci troveremo subito di fronte al nostro device, inserito in un involucro in plastica e alloggiato in un apposito vano protetto da una cornice spugnosa.

Subito al di sotto, messo da parte il libricino illustrativo, troviamo tutti gli accessori del TV Box organizzati egregiamente in piccole confezioni distinguibili grazie al relativo logo stampato su di esse. Al loro interno, troveremo il cavo di alimentazione, un cavo HDMI, il telecomando e un cavo USB OTG.

Design ed ergonomia

La scocca che circonda il cuore del TV Box Android è realizzata interamente in plastica, più lucida sui bordi e più opaca sul lato alto. Proprio sulla parte superiore troviamo la scritta Tronsmart incisa sulla superficie opaca mentre, nella zona inferiore, degli appositi piedini occupano i 4 angoli per far aderire meglio l’Orion R68 a qualsiasi superficie.

I bordi sono quasi interamente occupati dalla grande quantità di porte a nostra disposizione, ben collocate e organizzate.

Hardware

Sotto il cofano dell’Orion R68 troviamo un processore Rockchip R3368 Octa Core da 1.6GHz, una GPU SGX6110 affiancata da 2GB di memoria RAM e solamente 8 GB di memoria destinata ai dati dell’utente e alle applicazioni, espandibile però tramite Micro SD fino a 32 GB.

Numerose sono le porte presenti sui lati del dispositivo; abbiamo infatti ben 3 porte USB 2.0, 1 ingresso per il cavo HDMI, 1 porta Ethernet, 1 porta SPDIF e 1 porta OTG. Per quanto riguarda le porte USB, personalmente una di queste l’ho sempre tenuta occupata da un mouse in quanto la navigazione tra le schermate e l’utilizzo generale del dispositivo senza quest’ultimo risulta un po’ macchinoso. Inoltre, consiglio anche l’utilizzo di una tastiera poiché altrimenti vi toccherà cliccare col mouse o, peggio, col telecomando, sulla tastiera virtuale di Android.

Software

La versione di Android installata a bordo del nostro device è la 5.1 Lollipop. Per quanto riguarda l’interfaccia, questa si presenta esattamente come la versione stock del sistema del robottino verde, eccezion fatta per alcune voci presenti nelle impostazioni appositamente inserite per gestire alcuni settaggi del dispositivo.

Grazie alle specifiche viste precedentemente, non ho riscontrato alcun rallentamento, e i 2 GB di RAM permettono un multitasking accettabile. Le applicazioni preinstallate possono essere tranquillamente disinstallate, anche se personalmente le ritengo molto comode visto che vanno a particolareggiare l’esperienza multimediale. Troviamo infatti l’app ufficiale di Netflix, che sarà pienamente funzionante quando quest’ultimo arriverà in Italia, troviamo poi un comodo file manager,la sezione relativa all’aggiornamento del firmware del dispositivo e l’app Kodi, pienamente compatibile col telecomando a nostra disposizione e in grado di riprodurre filmati dei formati più disparati.

Multimedia

Come già detto in precedenza, il punto forte di questo device è proprio il comparto multimediale, com’è giusto che sia visto lo scopo per il quale è stato realizzato. Grazie alle numerose porte disponibili, infatti, è possibile collegare Hard Disk esterni e penne USB per poter accedere a foto e video da visualizzare poi sul vostro televisore. Collegando mouse e tastiera, cosa che consiglio vivamente, potrete navigare tra le schermate di sistema e in internet in tutta comodità e in modo molto più intuitivo.

Infine, collegando uno o più controller USB trasformerete l’Orion R68 in una vera console Android, con la quale mi sono piacevolmente intrattenuto in giochi con multiplayer locale come Bombsquad e in altri con multiplayer online come Modern Combat 5.

Prezzo e conclusioni

Viste le prestazioni offerte e le specifiche tecniche, è lecito aspettarsi un prezzo relativamente alto. Il dispositivo, invece, è disponibile su Geekbuying all’eccezionale prezzo di 69€ circa, anche se credo per un tempo limitato.

Acquista|Tronsmart Orion R68 da Geekbuying

In conclusione, posso ritenermi più che soddisfatto dell’esperienza offerta dall’Orion R8. Visto il prezzo al quale potete acquistarlo, credo sia un dispositivo che valga la pena di comprare se si ha bisogno di un device di questo tipo, in grado di rivelarsi un piacevole passatempo nel caso di un utilizzo puramente dilettevole e, allo stesso tempo, un ottimo assistente con cui poter navigare in internet, redigere documenti e fare tutto ciò che l’universo Android mette a disposizione.

L’articolo Recensione Tronsmart Orion R68: il TV box Android completo di tutto appare per la prima volta su Chimera Revo – News, guide e recensioni sul Mondo della tecnologia.

Cardio Frequenzimetro Runtastic: compagno ideale per lo sport

By Simone Renzo

IMG_2760_risultato

Come avrete intuito dal titolo questo articolo è dedicato a tutti coloro che vogliono sfruttare il proprio smartphone per qualcosa di diverso dal solito messaggiare o utilizzare i social network, aiutandoci questa volta nel tenerci in forma e allenarci in modo sano. Per gli sportivi conosciamo l’oramai famosa app di tracking Runtastic, estremamente versatile e completa per qualsiasi tipo di sport all’aperto (ma anche all’interno con alcune varianti) e compatibile con qualsiasi OS mobile disponibile sul mercato ad oggi, ma fino ad ora l’avete utilizzata solamente come tracciamento dei progressi, del percorso e di alcuni altri parametri deducibili dai nostri dati di peso ed altezza e dal GPS.

E se invece riuscisse anche a comunicare col nostro corpo? Proprio per questo motivo è stato commercializzato il cardiofrequenzimetro a fascia originale di Runtastic compreso di ricevitore, compatibile con qualsiasi smartphone ed OS, andiamo a scoprire in cosa ci aiuterà!

Confezione

Molto semplice ma dall’aspetto premium, il confezionamento ci riserva la fascia che resterà a contatto col nostro corpo (alimentata da una batteria CR2032), il ricevitore radio che andrà collegato allo smartphone (alimentato da una batteria CR1022) e la fascia elastica da attaccare al sensore per tenerlo stretto al nostro petto senza il minimo problema, ovviamente regolabile in larghezza.

Assieme alle componenti principali troviamo anche un manuale di istruzioni che ci sarà utile per il cambio delle batterie e per la configurazione iniziale, ed inoltre una scheda contenente un codice per sbloccare Runtastic Pro ed utilizzare quindi il nostro cardiofrequenzimetro.

Installazione e Funzionamento

Niente di più semplice: basterà installare Runtastic dallo store del vostro smartphone (nel nostro caso Play Store su Android, ma anche su iOS, Windows Phone e Blackberry), sbloccare la chiave premium dell’app così da abilitare la funzionalità che andremo ad utilizzare. Attaccate quindi il ricevitore al jack da 3,5mm dello smartphone, nel caso non funzionasse il rilevamento che faremo in seguito dovrete aprire il ricevitore e cambiare lo switch da B ad A o viceversa in modo da modificare la mappatura e la polarità del jack, entrate nelle impostazioni di Runtastic e dopo nella sezione di Frequenza Cardiaca.

Toccherà quindi attaccare la fascia trasmittente al proprio corpo, utilizzando l’elastico apposito che verrà agganciato ai blocchi (molto liberi, quindi state attenti durante l’attività fisica) sul corpo principale, ed inumidire i contatti ovvero le due piccole fasce di gomma che andranno a contatto con la pelle per rilevare il battito cardiaco. Sulla app dovremo quindi selezionare il tipo di fascia radio con ricevitore a 5.3 kHz, iniziando così la ricerca e la configurazione del cardiofrequenzimetro, una volta terminato il rilevamento vedremo i nostri battiti che andranno probabilmente all’impazzata poichè il contatto con la pelle deve essere ottimale per una rilevazione precisa e senza errori grossolani. Da ora in poi nei nostri allenamenti potremo rilevare il battito sulla pagina principale dell’attività in corso, ed ovviamente registrare i valori nel tempo oltre che porci dei limiti di battiti da gestire nelle impostazioni dell’app stessa.

Screenshot_2014-10-11-11-32-57_risultato
Screenshot_2014-10-11-11-33-13_risultato
Screenshot_2014-10-11-11-34-26_risultato
Screenshot_2014-10-11-11-35-03_risultato

Nel caso abbiate problemi nel rilevamento controllate la bontà delle batterie inserite in entrambi i moduli, che potrebbero essere (sfortunatamente) scariche, controllate quindi l’aggancio corretto al jack del ricevitore oltre che ad inumidire bene i contatti della trasmittente al corpo. Uno dei problemi più comuni con questo tipo di fascia è l’interferenza radio, ma vedremo tra poco come risolverla e come impostarla al meglio.

Settaggio Ottimale

Nonostante questo dispositivo rimanga semplice da configurare inizialmente, rimangono alcuni accorgimenti che dobbiamo tenere conto nel caso di problemi o per utilizzare al meglio le sue funzionalità. Per prima cosa segnaliamo la possibilità di passare da canali radio non criptati a canali criptati mediante un pulsantino presente nella parte posteriore della fascia (a sinistra del vano batteria), permettendoci di evitare interferenze passando da un canale all’altro previa riconfigurazione della controparte ricevitrice e quindi il ri-settaggio dell’app (il canale selezionato verrà visualizzato nell’app).

Per il setup iniziale inoltre è probabile che la fascia non venga rilevata, controllate sempre bene il contatto con la vostra pelle poichè i sensori necessitano la massima aderenza in parti di pelle pulita per ottenere un segnale stabile e senza stranezze: succede spesso e volentieri che smetta di rilevare i battiti proprio a causa di questo fatto, che può sembrare banale ma è alla base del suo funzionamento.

Concludendo il settaggio segnaliamo la presenza della connessione jack al di sopra del ricevitore, essendo che da solo occupa il jack da 3,5mm anche l’audio verrà veicolato mediante le “auricolari” anche se non collegate, costringendoci a tenere lo smartphone in modalità normale e non silenziosa per sentire qualsiasi notifica oppure a tenere un paio di cuffie bluetooth o con filo collegate. Questo fatto è il più problematico di tutti quelli visti finora, ed è risolvibile mediante l’utilizzo della fascia con supporto Bluetooth 4.0 LE solo con smartphone compatibili (ed OS compatibili).

Conclusioni

Definire questo accessorio utile sarebbe altamente riduttivo, essendo praticamente indispensabile a qualsiasi persona che voglia cimentarsi in una attività fisica ben pianificata e tracciata in tutti i suoi parametri, in modo da migliorarsi di volta in volta e trovare le proprie frequenze cardiache ottimali per bruciare adipe o per allenare il cuore in modo graduale. Il prezzo di vendita si aggira sui 60€ e potete trovarlo a questo prezzo vantaggioso a questo link sul sito di TroppoTogo.it che ci ha fornito il sample di prova, alternativamente la fascia BT 4.0 LE compatibile solo con alcuni smartphone si aggira sulle 60-65€. Questa versione radio mediante jack si è comunque rivelata versatile e compatibile con qualsiasi smartphone e OS mobile, permettendo quindi l’utilizzo con quello a noi più congeniale senza limiti reali se non l’occupazione del jack da 3,5mm delle cuffie.

L’articolo Cardio Frequenzimetro Runtastic: compagno ideale per lo sport appare per la prima volta su Chimera Revo – News, guide e recensioni sul Mondo della tecnologia.

Google, due miliardi di linee di codice per tutti i suoi servizi

By Jessica Lambiase

google-repository

Parlare di servizi Google fa pensare automaticamente all’enormità di cose che questi permettono di fare: da Gmail a Google Earth, passando per YouTube, Drive, l’advertising e l’intramontabile ricerca, sono poche le cose a cui, in rete, non si possa arrivare usufruendo di uno di questi servizi.

In molti si sono chiesti (anzi, ci siamo chiesti) quanto lavoro ed in particolare quanto codice fosse necessario per rendere reale tutto ciò, un interrogativo che fino ad oggi è rimasto irrisolto poiché il big di Mountain View si è sempre mostrato restio a divulgare tali informazioni. Eppure è successo: durante un discorso collegato alla gestione di codici enormi durante la conferenza @Scale, il capo ingegnere dell’azienda – Rachel Potvin – ha finalmente quantificato il codice necessario a mandare avanti la baracca Google. In pratica l’intero insieme dei servizi Google impiega attualmente la bellezza di 2 miliardi di righe di codice, suddivisi tra 9 milioni di file sorgenti (e 1 miliardo di file totali).

Un numero impressionante se si pensa che l’intero kernel Linux ha “soltanto” 15 milioni di righe di codice. La dimensione fisica dell’intera infrastruttura Google lascia altrettanto sorpresi: si tratta di 86 Terabytes di dati, che per ragioni di sicurezza sono replicati ed aggiornati in tempo reale in 10 datacenter sparsi per la Terra.

Non siamo in grado di provarlo, ma credo si tratti del singolo repository più grande presente sulla terra.

A proposito di repository, la Potvin sottolinea come giornalmente il codice sia a disposizione di 25.000 impiegati, che possono riusare le varie librerie (esiste praticamente una libreria per tutto) ed implementare nuove soluzioni; per quanto riguarda poi i commit, si parla di 15 milioni di righe di codice modificate per settimana su 250.000 file, con una media di 45.000 commit al giorno.

Non soltanto la dimensione del repository cresce, ma è in crescita anche la velocità delle modifiche. E’ una curva esponenziale.

Per finire, la Potvin spiega come Google utilizzi internamente un sistema di versioning fatto in casa, Piper, e di quanto esso sia particolarmente complesso proprio a causa dell’enormità dei dati trattati:

Se si hanno 25.000 sviluppatori come in Google, bisogna condividere il codice con gruppi differenti di persone che a loro volta hanno capacità differenti. Nel caso di una piccola azienda, tuttavia, si può fare la stessa cosa con una piattaforma open source come Github.

Wow.

L’articolo Google, due miliardi di linee di codice per tutti i suoi servizi appare per la prima volta su Chimera Revo – News, guide e recensioni sul Mondo della tecnologia.

Marco’s Box I/O 2×26

By Stefano s

Sono stati annunciati i vincitori del concorso Astronomy Photographer of the Year [RMG]
  • Nelle segnalazioni di violazione del copyright mirate alla rimozione di video i titolari devono tener conto della disciplina del fair use secondo quanto stabilito da una corte americana in una causa contro Universal [TheVerge]
  • La IANA ha ufficializzato il dominio di primo livello onion usato dalla rete Tor considerandolo un TLD speciale alla pari di .local, .invalid e simili [PI]
  • L’ingegneria strutturale sta guardando con interesse alla costruzione con tecniche derivate dagli origami che garantiscono resistenza e risparmio di spazio [GeorgiaTech]
  • Una campagna vuole far considerare non percorribile su basi etiche lo sviluppo di robot destinati ad atti sessuali [BBC]
  • Un quattordicenne porta a scuola un orologio digitale di sua costruzione e viene arrestato dietro sospetti di terrorismo [NYTimes]
  • I siti delle sorelle Kardashian avevano un grosso buco di sicurezza che ha permesso ad un ricercatore di consultare tutti gli utenti registrati [Gizmodo]

Tronsmart Orion R68

By Giuseppe Monaco

Tronsmart Orion R68 è un TV Box con a bordo Android 5.1.1 Lollipop. Il processore è un Rockchip RK3368 Octa Core da 1.6GHz affiancato da 2 GB di RAM e memoria interna pari a 8GB, espandibile tramite microSD fino a 32 GB. Dispone di 3 porte USB 2.0, 1 porta Ethernet, 1 porta SPDIF, 1 ingresso per Scheda SD , 1 porta OTG, connettività Wi-Fi 802.11 b/g/n e Bluetooth 4.0.

L’articolo Tronsmart Orion R68 appare per la prima volta su Chimera Revo – News, guide e recensioni sul Mondo della tecnologia.

‘Move to iOS’ di Apple è il clone di un’altra app già esistente

By Jessica Lambiase

move-to-ios3

Lo sapevamo tutti da Giugno, oh se lo sapevamo, che insieme ad iOS 9 avrebbe esordito anche l’app per Android – rigorosamente pubblicata da Apple – “Move to iOS”: in parole povere, questa app aiuta gli utenti nella transizione di Android a iOS, in pratica sarà il punto di inizio da chi vuole passare da un dispositivo Android ad un iPhone o un iPad, facilitandogli il compito di migrare dati, account, impostazioni e quant’altro.

LEGGI ANCHE | Apple presenta un’app che facilita il passaggio da Android a iOS

Come pianificato, contestualmente al lancio di iOS 9 è comparsa sul Google Play Store anche la suddetta app: le prime polemiche non si sono fatte attendere, con alcuni sfegatati fan Android con termini anche molto coloriti (ed immotivate valutazioni di 1 stella) hanno mostrato il loro disappunto verso la mossa di Apple e con i difensori di Apple che a questi ultimi di certo non l’hanno mandata a dire… eppure, come si suol dire, non c’è mai limite al peggio.

Alcune prove raccolte da Phandroid dimostrano infatti come Move to iOS sia tutt’altro che un’app originale scritta da Apple, ma che si tratti di un clone di un’altra app già esistente semplicemente riadattata alla grafica caratteristica dei prodotti targati mela morsicata: il programma originale si chiamerebbe infatti Copy My Data e verrebbe dalle dita dei programmatori di Media Mushroom. A testimoniarlo sarebbero alcuni riferimenti a Media Mushroom pescati nell’app “Move to iOS”, di cui potete avere prova guardando le immagini in basso:

move-to-ios2
move-to-ios1

Prima di urlare allo scandalo bisogna comunque fare una dovuta precisazione: Move to iOS sarà anche un clone di Copy My Data, ma la software house “Media Mushroom” – come scritto sulla propria pagina di presentazione – permette a “grandi nomi” di acquistare le licenze per software ed altri pezzi di codice in generale, grandi nomi che dopo l’acquisto sono autorizzati a farne l’uso che ritengono appropriato.

Siamo rapidi, creativi e siamo soliti lavorare con grandi aziende per le scadenze strette. E se i tempi sono molto stretti, abbiamo anche una gran raccolta di software riusabile che possa condurre a grandi risultati. Velocemente.

Certo gli utenti Apple sono abituati all’originalità e questo potrebbe far loro storcere il naso… ma se siete fan Android e stavate accendendo il fiammifero per lanciare l’ennesima tanica di benzina su questa criticatissima (a mio avviso ingiustamente, ma questi sono pareri personali) app di Apple, è meglio che lo riponiate per farne un uso migliore…

L’articolo ‘Move to iOS’ di Apple è il clone di un’altra app già esistente appare per la prima volta su Chimera Revo – News, guide e recensioni sul Mondo della tecnologia.

PES 2016 vs FIFA 2016: quale scegliere quest’anno?

By Giuseppe F. Testa

PES 2016 vs FIFA 2016

Per tutti gli amanti delle simulazioni di calcio l’attesa è ormai terminata. Entro la fine di questo mese saranno in commercio le nuove versioni dei due più amati videogame sul calcio.

FIFA 2016 esordirà il 24 settembre mentre Pro Evolution Soccer (chiamato PES da tutti) è già in commercio da ieri,17 settembre. Una lotta fra i due titoli che va avanti da anni, sia che si tratti di utenti di personal computer sia di console o di dispositivi mobili.

E le due società sviluppano i due giochi (Electronic Arts per FIFA e Konami per PES) da anni fanno l’impossibile per proporre in ogni nuova edizione alcune esclusive novità che permettano di avere il trono del miglior simulatore calcistico dell’anno.

Nel campionato 2016 chi è destinato a vincere la sfida? Quale prodotto scegliere? Scopriamolo assieme in questo articolo di presentazione.

Le novità di PES 2016

Tra gli esperti del settore è risaputo che PES aveva molto terreno da recuperare su FIFA, dominatrice del mercato fin dal 2009. Con l’edizione precedente (2015) ci è andata molto vicino, al punto da scalzare i alcuni periodi FIFA dal suo trono. Inevitabilmente questo porta il prodotto Konami a mostrare molte più migliorie e novità sotto ogni aspetto, pur di surcalssare FIFA.

Per il suo ventesimo compleanno, Konami ha pensato bene di regalare a PES una grafica rinnovata sotto ogni aspetto: la fisionomia dei giocatori è pressoché identica a quella dei calciatori reali e i loro movimenti sono molto fluidi e le loro caratteristiche tecnico-tattiche sono le medesime di quelle mostrate su un vero campo da calcio. Il motore grafico Fox Engine è stato tirato davvero a lucido, mostrando tutto il suo splendore (per la cronaca è lo stesso di Metal Gear Solid V).

Queste novità rappresentano chiaramente una grande attrattiva per il videogamer casual, ma non mancano migliorie nelle azioni di gioco grazie a un migliore controllo palla a centro campo e una migliore gestione dei contrasti (anche aerei) e dei tackle.

gameplay pes 2016

Konami ha poi fatto sì che ci fosse un coinvolgimento corale nelle azioni (sia offensive sia difensive) evitando di avere giocatori che si muovono per il campo come fossero estranei al gioco migliorando in maniera significativa l’intelligenza artificiale, in particolare nella fase difensiva: più aumenta il livello di difficoltà di gioco più gli avversari sono tosti nel difendere la propria area di rigore, anche in caso manovrassimo fuoriclasse come Messi o C. Ronaldo. Inoltre, portieri differenti hanno atteggiamenti differenti nei confronti della medesima azione o del medesimo tiro. Anche la fisica della palla è stata rivista in modo da offrire un comportamento più simile a quello dei palloni reali.

PES estende ulteriormente il livello di personalizzazione dei giocatori e consente anche di attribuirgli diversi modi di esultare dopo un gol (c’è anche la possibilità di un selfie alla Totti).

Difetti? I soliti di ogni serie: mancano molte licenze ufficiali su campionati esteri famosi, prerogativa del rivale. Altri difetti non di poco conto (riemerso in queste ore di primi acquisti) sono la grafica assolutamente non all’altezza su PC (ottimizzazioni fatte male) e le rose non aggiornate (c’è ancora Vidal alla Juventus per intenderci).

Le novità di FIFA 2016

FIFA 2016 ha fatto parlare di sé nei mesi scorsi per una novità sicuramente interessante: la presenza delle giocatrici. Per la prima volta viene introdotta la possibilità di guidare una squadra composta da donne: le nazionali di calcio per cui Electronic Arts ha ottenuto la licenza sono 12 e possono essere scelte per partecipare a un campionato o per giocare partire rapide. Ma non fatevi prendere da strani pensieri: non si possono organizzare incontri tra squadre maschili e femminili, come giusto che sia.

FIFA 2016 femminile

Tra le altre novità che caratterizzano FIFA 2016 spicca un miglioramento della giocabilità che consente di avere difese più organizzate, dribbling più efficaci (anche senza palla), un maggiore controllo sui tackle e la possibilità di effettuare differenti tipi di tiri all’interno di situazioni simili. Sono poi stati aggiunti nuovi stadi e nuovi cori registrati dal vivo e nuove condizioni meteo.

FIFA 2016 gameplay

Ovviamente dominio assoluto lato licenze (presenti praticamente tutti i campionati più rappresentativi registrati alla FIFA) e online, dove FIFA ha imposto una vera e propria moda tra i giovani e giovanissimi (FIFA Ultimate Team).

Difetti? Anche quest’anno si sospetta che il Momentum colpirà duro sul titolo EA Sports; per chi non lo sapesse è un (ipotetico) algoritmo presente durante il gioco che varia in maniera decisiva i parametri di tutti i giocatori in campo, mischiando le carte in tavola (spesso a nostro sfavore) e lasciando di fatto un velo di aleatorio (fortuna!) su tutti i match, anche quelli più squilibrati lato giocatori (un Barcellona contro l’Udinese? Non è detto vinca il Barcellona!). Nulla di questo è confermato da EA Sports e chi per lei, quindi rimangono solo dubbi che possono esser smascherati solo giocando al titolo.

PES 2016 vs FIFA 2016: quale comprare?

FIFA 2016 vs PES 2016, chi vince alla fine? Sia FIFA 2016 sia PES 2016 presentano una giocabilità decisamente migliorata rispetto al passato: ne beneficia soprattutto PES il quale, grazie anche al lavoro svolto sul versante grafico, diventa un concorrente davvero temibile quest’anno.

FIFA 2016 ha però dalla sua una novità non di poco conto: l’introduzione del calcio femminile, che sicuramente consentirà di ampliare il bacino di utenti verso un pubblico, quello femminile appunto, sinora un po’ trascurato in questo sport.

Senza Momentum vince FIFA su tutti in fronti (tranne quello grafico), altrimenti PES è un rivale molto pericoloso sulle piattaforme console (in attesa delle ottimizzazioni su PC).

Personalmente consiglio ora di prendere PES 2016 su console e FIFA 2016 su PC. Di seguito vi proponiamo i trailer di entrambi i giochi.

PES 2016

FIFA 2016

L’articolo PES 2016 vs FIFA 2016: quale scegliere quest’anno? appare per la prima volta su Chimera Revo – News, guide e recensioni sul Mondo della tecnologia.