TOP500 supercomputer: primo posto conquistato da ARM

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Dopo la recente decisone di Apple di abbandonare Intel per una CPU ARM tutta sua (Apple Silicon), anche nel mondo dei supercomputer qualcosa sta cambiando.

Per anni, i processori x86 hanno dominato su queste piattaforme. Fino a qualche giorno fa almeno.

Il 22 giugno, il supercomputer giapponese Fugaku, equipaggiato da una CPU SoC Fujitsu A64FX 48 core e con Red Hat Enterprise Linux, è diventato il primo supercomputer ARM ad essersi guadagnato il titolo di computer più veloce al mondo.

Dopo l’abbandono di SPARC, Fujitsu è passata ad ARM iniziando a lavorare su chip ARM ultra-high speed.

A64FX è stato il primo ad adottare la Scalable Vector Extension (SVE) di ARMv8-A, un’estensione specifica dedicata al supercalcolo.

Gli altri “concorrenti” non si sono nemmeno lontanamente avvicinati alle sue prestazioni: Fugaku ha ottenuto un risultato Linpack (HPL) di 415,5 petaflop, surclassando ampiamente i concorrenti:

  • 2° posto: IBM Summit – 148,8 petaflop – Power9 ed NVIDIA Tesla V100;
  • 3° posto: Sierra del Lawrence Livermore National Laboratory (LLNL) – 94.6 petaflop – stessa configurazione di Summit;
  • 4° posto: China Sunway TaihuLight – 93 petaflop – interamente Sunway 260-core SW26010;
  • 5° posto: Tianhe-2A (Milky Way-2A) – 61.4 petaflop – architettura ibrida con Intel Xeon e co-processori custom Matrix-2000.

La concorrenza non si sta facendo di certo intimidire ed AMD e Cray stanno già lavorando a Frontier, un supercomputer con processori AMD EPYC (fun fact: i codename di questa serie sono nomi di città italiane!) e GPU Radeon Instinct che promette di infrangere definitivamente la barriera dell’exaflop, nel 2021.

x86 non ha comunque nulla da temere (almeno per ora); non solo è nella top 5 ma, su 500 sistemi, ben 481 sono basati su quest’architettura: 469 di Intel, 11 di AMD ed 1 di Hygon. I processori ARM sono presenti in soli 4 sistemi: tre si basano sul nuovo processore Fujitsu A64FX, mentre uno utilizza ThunderX2 di Marvell.

I Paesi che dominano la scena sono:

  • Cina – 226 sistemi e principali produttori di chip, forniti da Lenovo, Sugon, Inspur;
  • USA – 114 sistemi e secondi come produzione di chip, forniti da HPE e Cray;
  • Giappone – 30 sistemi;
  • Francia – 18 sistemi;
  • Germania – 16 sistemi.

Ah, giusto, e Linux? Linux domina totalmente la TOP500. Avevate forse dei dubbi a riguardo?

Affascinata sin da piccola dai computer (anche se al massimo avevo un cluster di Mio Caro Diario), sono un’opensourcer per caso, da quando sono incappata in Mandrake. Legacy dentro. Se state leggendo un articolo amarcord, probabilmente l’ho scritto io.

Fonte: https://www.miamammausalinux.org/2020/06/top500-supercomputer-primo-posto-conquistato-da-arm/

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