Eelo: Android senza Google?

By Matteo Gatti

eelo

Eelo vuole porre fine al monopolio di Google in campo Android… ci riuscirà?

Gaël Duval, noto per aver creato Mandrake Linux ormai vent’anni fa, ha lanciato un nuovo progetto, chiamato eelo. Si tratta di un fork di Android, che vuole essere basato solo su software free ed open source.

Qualcuno potrebbe controbattere che Android (by Google) è già open source… però la maggior parte degli smartphone basati su di esso integrano quasi solo applicazioni proprietarie: dal Play Store a Gmail passando per YouTube e Google Maps.

Eelo: Android senza Google?

Eelo è ancora chiaramente work in progress, e allo stato attuale è fondamentalmente un fork di LineageOS, la più famosa e diffusa custom ROM realizzata dal team di CyanogenMod; nella fattispecie, eelo utilizza un launcher personalizzato ed una suite di applicazioni open source.

L’obiettivo è dare spazio al solo software FOSS. Ad esempio, OpenStreetMaps sarà utilizzata al posto di Google Maps, Google Drive verrà rimpiazzato con NextCloud o OwnCloud; al posto del Google Play Store, eelo utilizzerà F-Droid e APKPure.

Questo non sarebbe il primo tentativo di realizzare un sistema operativo Android indipendente da Google (vedi Replicant) ma le difficoltà sono molteplici e il tasso di adozione da parte dell’utenza sempre basso…

L’idea per quanto ardua ci piace, vi terremo aggiornati circa i prossimi sviluppi. Qualora foste interessati al progetto potete scoprire maggiori dettagli sul sito ufficiale e aderire attraverso la campagna Kickstarter (che ha già raggiunto oltre la metà del goal).

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Docooler Mix 8: cuffie a conduzione ossea wireless!

By Manuel Baldassarre

Docooler Mix 8

Una delle applicazioni di questa tecnologia è nell’ascolto della musica, e le Docooler Mix 8 si sono rivelate delle cuffie a conduzione ossea interessanti, che di seguito scopriremo in dettaglio.

Purtroppo sul mercato nono sono tantissimi i modelli a disposizione (tra l’altro per la maggior parte orientali) e i prezzi sono ancora un po’ eccessivi. Ma queste Docooler Mix 8 hanno sicuramente qualcosa da dire!

Docooler Mix 8: Unboxing

Queste cuffie a conduzione ossea vengono vendute in un anonimo scatolo in cartone che ne anticipano alcuni dettagli e caratteristiche.

Docooler Mix 8 Docooler Mix 8

All’interno le Docooler Mix 8 sono fornite assieme ad un comodo manuale utente ed un piccolo cavo USB-microUSB per la ricarica di buona fattura.

Nonostante la qualità costruttiva delle cuffie sia consapevolmente adattata ad una fascia medio-bassa del mercato però, di primo impatto si percepisce comunque una minima e piacevole attenzione ai dettagli. Ma vediamole più da vicino!

Design & Ergonomia

Le Docooler Mix 8 sono cuffie a conduzione ossea che si collegano via Bluetooth al proprio smartphone. Questo ha consentito di concentrarne il design su un piccolo archetto in plastica flessibile.

Docooler Mix 8Docooler Mix 8

Con i suoi 42g di peso poi, sarebbero potute essere anche comode, se non fosse per il fatto che l’archetto non è modificabile in lunghezza, non potendosi adattare alla testa di tutti.

I due padiglioni sono invece formati da di cuscinetti in plastica morbida che, oltre a riprodurre musica grazie ad un altoparlante posto dietro di loro, vibrano generando – appunto – una conduzione ossea della musica.

Docooler Mix 8Docooler Mix 8

Non manca nulla per la riproduzione musicale grazie ai tasti per il volume, accensione/spegnimento e poi il tasto per rispondere alle chiamate.

Qualità Audio & Autonomia

Le Docooler Mix 8 hanno una scheda tecnica che si difende bene (almeno sulla carta) con il tipico range di frequenze 20-20.000 Hz, una grossa impedenza da 50 Ohm e ben 250 mAh di batteria integrata ricaricabile.

Parlare di qualità audio vera e propria è secondo noi inappropriato visto che l’esperienza uditiva nel caso delle cuffie a conduzione ossea diviene molto soggettiva.

Tuttavia la musica è alquanto godibile, soprattutto in luoghi silenziosi. A causa del volume non molto elevato però, vi faranno a mala pena compagnia quando sarete in posti affollati o comunque rumorosi.

Docooler Mix 8

Dopo una ricarica di circa un’ora, le Docooler Mix 8 vi faranno ascoltare musica per almeno 4-5 ore consecutive, assicurando dunque una buona autonomia considerando peso/dimensioni e le continue vibrazioni che le cuffie devono generare.

Conclusioni & Prezzo

Insomma, le Docooler Mix 8 sono particolarmente adatte a chi fa sport e – oltre a sentire la musica – deve avere le orecchie libere per ascoltare eventuali pericoli che lo circondano.

Pensiamo ad esempio ai ciclisti, a chi fa jogging ma anche a chi avendo problemi con i timpani, può continuare ad ascoltare la musica sfruttando la conduzione ossea (che in parte “scavalca” l’uso del timpano).

Il prezzo di queste Docooler Mix 8 si aggira attorno alle 40 euro: un prezzo dunque non particolarmente eccessivo ma sicuramente un po’ “gonfiato”.

Ad ogni modo, se volete assolutamente provare questa interessante tecnologia, qui di seguito vi lasciamo il link all’acquisto da Amazon dove potrete acquistarle con spedizione veloce e gratuita se avete un account Amazon Prime attivo:

Potete acquistare il prodotto dai seguenti link:

E voi, avevate mai sentito parlare di cuffie a conduzione ossea? Avete intenzione di provarle?

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SardiniaJS: OpenStreetMap e MapBox

By Matteo Enna

MapBox

I giorni di ponte vicino ai festivi per me sono stati sempre momenti di studio o di esercizio. In questi giorni ho messo mano alla piattaforma MapBox e per rendere il tutto più divertente ho utilizzato il dataset Open Data dei Punti di interesse della Sardegna. Da questi ho creato SardiniaJS!

MapBox

MapBox è un fornitore di mappe online basato su tecnologie Open Source. Tra gli utilizzatori di questo servizio possiamo trovare Foursquare, Lonely Planet, Evernote, Financial Times, The Weather Channel e Snapchat.

MapBox ha un profilo GitHub, in cui è possibile trovare i sorgenti e le librerie usate, le tecnologie più usate sono: JavaScript, C++, Python, Shell e CartoCSS.

SardiniaJS

L’esperimento oltre che con MapBox ha utilizzato anche la mappa OpenStreetMap, la libreria Bootstrap e gli Open Data dei punti di interesse della Sardegna.

Come ogni progetto, lo lascio sotto licenza libera, General Public Licence V3, rendendola disponibile sul mio profilo GitHub per chi volesse vederla, studiarla o modificarla

OpenStreetMap

OSM o OpenStreetMap è un progetto collaborativo che ha come obbiettivo quello di creare mappe dal contenuto libero ed utilizzabile. Nasce ispirandosi alla filosofia di Wikimedia, OSM fornisce tutti i dati in formato Open Data License.


Questa licenza da la possibilità di:

  • Condividere;
  • Creare;
  • Adattare.

Con le seguenti condizioni:

  • Attribuire;
  • Condividere;
  • Mantenere aperto.

Il dataset

Il dataset è stato realizzato da Sardegna territorio e pubblicato sul portale datiopen.it. Questo dataset attualmente l’ho utilizzato per tre progetti:

L’articolo SardiniaJS: OpenStreetMap e MapBox proviene da Matteo Enna.

Kernel Linux 4.15: Torvalds rilascia la quinta RC

By Matteo Gatti

kernel linux 4.15

Un giorno prima rispetto alle previsioni Linus Torvalds ha rilasciato la quinta RC del kernel Linux 4.15.

E’ quasi Natale e anche gli sviluppatori del kernel Linux si prenderanno qualche giorno di vacanza. Questa release candidate del kernel 4.15, la quinta, non offre particolari spunti di discussione.

Kernel Linux 4.15: Torvalds rilascia la quinta RC

“Non è ancora Domenica ma domani (oggi, ndR) è la Vigilia di Natale pertanto preferisco rilasciare questa RC in anticipo per evitare di farlo durante le festività. Durante la settimana lo sviluppo è andato bene e questa RC è nella norma.” queste le parole di Linux Torvalds.

Le novità introdotte in questa RC5 riguardano principalmente drivers e networking. Presenti alcuni fix per il file system XFS.

Il kernel 4.15 sarà una release importante perchè introdurrà diverse nuove funzioni tra cui una miglior gestione delle porte USB Type-C. Gli sviluppatori introdurranno poi il supporto alla lettura delle temperature dei processori della famiglia AMD Zen.

Potete consultare il changelog completo cliccando qui. La prossima release candidate dovrebbe arrivare tra una settimana.

Essendo una development release la RC5 non è esente da bug e problemi, siete dunque invitati a provarla e a segnalare tutte le problematiche che incontrate. Non installate questa RC sul pc che usate quotidianamente ma su una macchina dedicata al testing. Potete scaricare l’RC5 da kernel.org.

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Kernel Linux 4.15: Torvalds rilascia la quinta RC

By Matteo Gatti

kernel linux 4.15

Un giorno prima rispetto alle previsioni Linus Torvalds ha rilasciato la quinta RC del kernel Linux 4.15.

E’ quasi Natale e anche gli sviluppatori del kernel Linux si prenderanno qualche giorno di vacanza. Questa release candidate del kernel 4.15, la quinta, non offre particolari spunti di discussione.

Kernel Linux 4.15: Torvalds rilascia la quinta RC

“Non è ancora Domenica ma domani (oggi, ndR) è la Vigilia di Natale pertanto preferisco rilasciare questa RC in anticipo per evitare di farlo durante le festività. Durante la settimana lo sviluppo è andato bene e questa RC è nella norma.” queste le parole di Linux Torvalds.

Le novità introdotte in questa RC5 riguardano principalmente drivers e networking. Presenti alcuni fix per il file system XFS.

Il kernel 4.15 sarà una release importante perchè introdurrà diverse nuove funzioni tra cui una miglior gestione delle porte USB Type-C. Gli sviluppatori introdurranno poi il supporto alla lettura delle temperature dei processori della famiglia AMD Zen.

Potete consultare il changelog completo cliccando qui. La prossima release candidate dovrebbe arrivare tra una settimana.

Essendo una development release la RC5 non è esente da bug e problemi, siete dunque invitati a provarla e a segnalare tutte le problematiche che incontrate. Non installate questa RC sul pc che usate quotidianamente ma su una macchina dedicata al testing. Potete scaricare l’RC5 da kernel.org.

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App perse dopo backup iPhone: cosa fare

By Andrea Rossi

A chi non è mai capitato dopo un ripristino o un aggiornamento di riprendere in mano il proprio iPhone e scoprire che le app non sono state ripristinate? Si tratta di una situazione davvero frustrante. Nel migliore dei casi dovremo scaricare manualmente tutte le applicazioni, considerando però che i dati sono andati persi.

Se anche voi quindi avete avuto a che fare con le app perse dopo il ripristino di un backup da iPhone, cercheremo di capire insieme come agire.

Per prima cosa cercheremo di prevenire questo particolare problema che si presenta in alcune determinate situazioni.

App perse dopo backup iPhone: come prevenire

Scoprire le proprie app perse dopo il backup di iPhone è purtroppo una storia che molti utenti hanno sperimentato sulla propria pelle. Molte volte infatti, non basta avere un backup salvato sul proprio PC, poiché il ripristino può non andare a buon fine.

Scorrendo diversi blog in rete, ci siamo resi conto che c’è un problema in particolare, che rende possibile questa situazione. Può sembrare strano, ma se lo spazio nel vostro Hard Disk è limitato, potete andare incontro alla perdita delle app dopo il ripristino di iPhone. Questo è dovuto all’ammontare di memoria temporanea che iTunes utilizza durante la creazione del backup.

In altre parole non avviene la “registrazione” delle vostre app o di altri dati all’interno del salvataggio stesso. Innanzitutto, quindi, vediamo come liberare un po’ di memoria sul proprio PC, per evitare di incappare in questo inconveniente.

Ripulire Hard Disk per non perdere app su iPhone

Non preoccupatevi, questa procedura ha fatto sorridere pure noi. Il punto è che si tratta di una soluzione vera che può mettere fine alle vostre app perse su iPhone. Ripulire l’Hard Disk ci consente inoltre di avere più spazio a disposizione e di rendere il PC più veloce.

10 trucchi veloci per velocizzare WindowsCi risiamo, il nostro PC sta perdendo i colpi e proprio non ne vuole sapere di andare come si deve. per fortuna oggi abbiamo dei consigli giusti per questa situazione!

  • Andate nella barra di ricerca di Windows e digitate pulizia disco. Il primo risultato sarà quello di cui necessitiamo e basterà farci clic sopra per aprirlo.pulizia disco
  • Dopo una breve analisi, vi troverete di fronte a un elenco dei file che è possibile rimuovere dal sistema. Si tratta per lo più di dati temporanei e del tutto superflui che potete cancellare senza problemi.

pulizia disco windows

  • Per andare ancora più a fondo e liberare ancora più spazio, sarà sufficiente utilizzare l’opzione “pulizia file di sistema“. In questo modo avrete la possibilità di eliminare anche i file di aggiornamento residui e molto altro.

Non esiste al momento una guida che ci indichi con certezza quanto spazio sia necessario per far sì che non accada il problema delle app perse su iPhone. In genere però, vista la grandezza media dei backup, dovrebbero essere sufficienti circa 10 GB.

App perse iPhone: sfruttiamo iCloud

Oltre al backup su iTunes, da diversi anni è possibile salvare i propri dati di iOS su iCloud. I risultati non cambiano ma ci sono alcuni concreti vantaggi che forse dovreste conoscere.

  • Utilizzando il backup su iCloud, non utilizzerete spazio fisico sul vostro PC. Questo significa che sarà quasi impossibili andare incontro alla perdita delle app su iPhone.
  • Non dovrete collegare il vostro iPhone al PC. Vi basterà utilizzare una rete WiFi per completare il caricamento di app, foto e contatti.
  • Effettuare un backup su iCloud è sicuro e completamente gratuito. Apple vi mette a disposizione 5GB gratis, spazio più che sufficiente a contenere i vostri dati.
  • Potrete ripristinare il backup sul vostro iPhone da qualsiasi parte del mondo. Anche se il vostro PC dovesse fare i capricci, il server di archiviazione lavora in maniera del tutto indipendente.

Se siete interessati a proseguire con questo intento, in questo articolo potrete trovare tutti i dettagli per eseguire il backup di iPhone tramite iTunes o iCloud. Per scoprire invece come ripristinarlo in modo da non perdere app su iPhone, rimanete ancora qualche minuto con noi.

Ripristinare backup da iCloud per non perdere le app

Potete ripristinare un backup da iTunes solamente durante la procedura di avvio del sistema. In poche parole, soltanto dopo aver riportato il vostro iPhone alle impostazioni di fabbrica. Considerato che ci troviamo senza applicazioni questo non dovrebbe essere un problema.

  • Prendete il vostro iPhone e andate in impostazioni/generali/ripristino. Qui scegliete ripristina impostazioni per fare in modo che il vostro dispositivo venga riportato allo stato iniziale.

ripristino iphone

  • Dopo qualche minuto, il vostro iPhone si riavvierà e vi mostrerà la configurazione iniziale. Qui, dopo aver inserito i dati del vostro ID Apple, potrete selezionare l’opzione “ripristina da backup iCloud”. Se per qualsiasi motivo avete dimenticato il vostro ID Apple, potete scoprire come ritrovarlo con questo articolo.

ripristinare iphone da itunes

  • Adesso attendete il termine della procedura e ricordate sempre che per ripristinare un backup iPhone da iCloud avete bisogno di una connessione WiFi.

Nel caso in cui la vostra voglia di scoprire il mondo di iOS non finisca qui, che ne dite di dare un’occhiata ai seguenti articoli correlati?

Conclusioni

Grazie a questa semplice guida, il problema delle app perse dopo il backup su iPhone sarà solo un brutto ricordo. Non dimenticatevi però che se non avete mai eseguito un backup, non sarà ovviamente possibile ripristinarne uno. Prima di aggiornare o compiere qualsiasi operazione rischiosa sul vostro dispositivo iOS, ricordatevi di salvare i vostri dati su PC o su iCloud.

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