Tronsmart T6: lo speaker audio con suono a 360°

By Gaetano Abatemarco

Quando ho spacchettato per la prima volta la confezione del Tronsmart T6 pensavo di trovarmi di fronte ad una borraccia d’acqua, invece è proprio una cassa speaker bluetooth dal design un po’ insolito ma dal suono sicuramente potente. A differenza delle altre casse che ho provato, sempre di Tronsmart, questa non è resistente all’acqua ma ciò non rappresenta un problema: se la utilizzate in casa non vi servirà questa certificazione contro schizzi e immersioni.

Un cilindro magico

La sua forma cilindrica è voluta, infatti questo speaker riesce addirittura a produrre suono surround a 360 gradi, con bassi davvero buoni e potente audio fino a 25W. Unica nota “negativa”: se mettete al massimo il volume, anche complici i bassi, la cassa inizierà a “camminare” leggermente e potrebbe cascare dal mobile dove la tenete poggiata.

Naturalmente tra le caratteristiche degne di nota c’è il supporto alle telefonate: grazie al microfono incorporato, potrete rispondere tramite la cassa e parlare senza avere in mano lo smartphone. Tronsmart T6 supporta tutti i dispositivi Bluetooth ma se il vostro non è dotato di questa tecnologia non preoccupatevi: è presenta anche l’ingresso AUX e nella confezione, oltre al cavo di ricarica microUSB 2.0, è presenta anche un cavo per collegare il jack 3.5 mm ad un dispositivo compatibile.

I comandi sono tutti posti nella parte superiore, mentre per bilanciare il volume vi basterà ruotare la manopola.

Per quanto riguarda la batteria, ben 5200 mAh bastano per garantire una riproduzione di circa 15 ore!

Di seguito la scheda tecnica:

  • Distanza di trasmissione: fino a 10m (la distanza di trasmissione può variare in base ai fattori ambientali e ad altri dispositivi)
  • Potenza di uscita massima: 2 * 12.5W
  • Rapporto segnale / rumore S / N: ≥ 80dB
  • Gamma di frequenza: 60Hz-20KHz
  • Distorsione THD: ≤ 10%
  • Unità cassa: Diametro 48 mm, magnete interno 4ohm. 12W
  • Tensione nominale: 3.7V DC
  • Batteria: Batteria al litio incorporata, 7.4V / 2600mA (2 * 2600mah)
  • Tensione di carica, corrente: 5V ± 0.25V, 1-2A
  • Tempo di ricarica: 3-4 ore
  • Orario di lavoro: 10-15 ore

Dove acquistare Tronsmart T6

La cassa Tronsmart T6 è disponibile all’acquisto su Amazon e spesso è in offerta. Tuttavia siamo riusciti ad ottenere un coupon che vi permette di risparmiare 6€ sull’acquisto. Ecco il codice del coupon:

Q89HX35G

Sarà valido fino al 10 Febbraio 2018. Potete acquistare lo speaker audio bluetooth dal seguente link, in diverse colorazioni.

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Mozilla Firefox 58: arriva il doppio compilatore

By Matteo Gatti

firefox 58

Mozilla rilascia Firefox 58: cosa c’è dopo Quantum?

Dopo anni di Gecko era il momento di cambiare e proporre una soluzione più performante. Mozilla nel mese di Novembre ha rilasciato Firefox 57, la prima versione basata sull’engine Quantum. Scritto in Rust e C ha velocizzato incredibilmente Firefox.

Ora è tempo di annunciare il successore: sebbene nel momento in cui scriviamo l’annuncio ufficiale ancora non ci sia, i file di installazione di Firefox 58 sono già disponibili visitando il sito FTP di Mozilla.

Firefox 58 promette di essere ancora più veloce del proprio predecessore, soprattutto grazie ad alcune tecnologie sviluppate in questi mesi.

Mozilla Firefox 58: ancora più veloce

Con l’arrivo di Firefox 58, la società promette un ulteriore incremento della velocità di navigazione. Come? Grazie a due nuovi compilatori, uno dedicato allo streaming dei dati, l’altro a WebAssembly. Con queste due modifiche, il browser sarà in grado di tradurre il codice molto più rapidamente rispetto al passato.

Il compilatore WebAssembly secondo i test interni condotti da Mozilla, permette al browser di compilare dai 30 ai 60 Mbyte di codice WebAssembly al secondo, e senza tempi morti: la compilazione può infatti iniziare anche mentre il download del codice è ancora in corso (tecnica detta streaming compilation).

Il nuovo compilatore funziona a due livelli: il primo è quello che ottiene una compilazione veloce, senza troppe ottimizzazioni, per garantire che l’esecuzione del codice avvenga presto; l’altro compila il codice più lentamente, ma crea codice maggiormente ottimizzato.

Un’ulteriore soluzione importante è una tecnica che permette di mantenere in una cache la rappresentazione interna del codice JavaScript. Questo permette di accedervi con maggiore velocità.

Grazie a queste innovazioni Mozilla ritiene che il collo di bottiglia si stia spostando dalla rete alle CPU, gravate di calcoli. Oggi infatti le reti sono per lo più molto veloci, ma al processore occorre tempo per effettuare il parsing e la compilazione della gran quantità di codice JavaScript che è presente in (quasi) ogni sito web.

Per maggiori dettagli vi rimando al chagelog completo di Firefox 58.

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Come entrare e uscire dalla modalità provvisoria in Linux

By Luca De Prisco

Spesso a causa di problemi del sistema operativo, è necessario accedere alla modalità provvisoria. Tale modalità rappresenta una versione di emergenza del sistema operativo, provvista di funzioni base per ripristinare o riparare un sistema danneggiato. Vediamo come è possibile avviare la modalità negli ambienti Linux.

Avviare la recovery mode

In Linux la modalità provvisoria è chiamata recovery mode o single user mode, essendo una versione stabile e essenziale del sistema operativo utile per ripararlo o analizzarlo.

  • All’avvio, premete il tasto SHIFT finchè non compare la schermata del bootloader GRUB.
  • Da qui tramite le freccette cercate la versione recovery del vostro sistema, solitamente sotto la voce opzioni avanzate.

  • A questo punto comparirà la schermata della recovery mode con alcune opzioni.
  • Da qui sarà possibile effettuare alcune operazioni di manutenzione.
  • In particolare è possibile avviare una shell con privilegi di amministratore per intervenire con i comandi appropriati, ma da qui in poi ci rimandiamo alle vostre conoscenze per la riparazione del sistema.

Uscire dalla recovery mode

Per avviare il sistema normalmente avremo più opzioni.

  • Dal Menù ripristino : selezionate con Invio l’opzione resume, e confermate su Ok
  • Dal Menù ripristino : premete la combinazioni di tasti CTRL+ALT+CANC in qualsiasi momento
  • Dalla Shell : digitate il comando reboot per riavviare

NB: Se dovesse accadere che nei successivi riavvii parta automaticamente la recovery version invece di quella normale, accedete nuovamente al GRUB e selezionate la vostra distribuzione principale.

Per esempio in questo caso selezionate Ubuntu

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Come taggare e vedere tag su Instagram

By Luca

Instagram ha scalato con il passare del tempo le gerarchie dei social network affermandosi come quello più usato, sopratutto dai giovani. Se siete sbarcati da poco e non sapete come inserire i tag o vedere le foto in cui siete stati taggati, non preoccupatevi. In questo articolo vi spieghiamo come farlo.

Cosa sono i tag Instagram

Anche Instagram, come tutti i social network, ha i tag. Cosa sono? Si tratta semplicemente di “collegamenti” al vostro profilo da inserire nelle foto. Gli utenti che vedranno una foto in cui siete taggati, potranno cliccare sul vostro nome e vedere il vostro profilo.

Allo stesso tempo, queste foto, appaiono anche in una sezione apposita del vostro profilo.

Come inserire tag Instagram nelle foto

Potete taggare le persone sia nel momento in cui aggiungete una foto, che successivamente.

Per taggare qualcuno mentre inserite la foto:

  • Cliccate sulla persona nella foto;
  • Inserite il nome o il nome utente;
  • Selezionate la persona che state cercando.

Se invece avete già caricato la foto ma volete ugualmente aggiungere il tag:

  • Aprite la foto;
  • Cliccate sul tasto menu (i tre “pallini” in alto a destra);
  • Toccate “Modifica”;
  • Toccate “Tagga le persone“;
  • Seguite la procedura descritta sopra.

Potete inserire o rimuovere i tag Instagram solo nelle vostre foto, e non in quelle caricate da altri.

Scaricare video Instagram su iPhone e iPadCome ben sapete non è possibile scaricare video Instagram su iPhone e iPad direttamente dall’app ufficiale. Vediamo come farlo con app di terze parti.

Voi, invece, potete essere taggati da chiunque, tranne dalle persone che avete bloccato.


Rimuovere i tag

Per rimuovere i tag da una foto già caricata dovete seguire questi semplici passaggi:

  • Aprite la foto;
  • Cliccate sul tasto menu (i tre “pallini” in alto a destra);
  • Toccate “Modifica”;
  • Toccate sul simbolo del tag in basso a sinistra;
  • Cliccate sulla X accanto al nome della persona da rimuovere.
Non far vedere i “Mi Piace” su Instagram: come fareSalvaguardare la propria privacy è importante, e con questa guida vi insegneremo come nascondere i “Mi Piace” su Instagram a persone specifiche e in pochi, semplici passi!

Vedere foto in cui siamo stati taggati

Su Instagram c’è una sezione apposita che mostra tutte le foto in cui siete taggati.

Per vederla vi basterà andare sul vostro profilo e cliccare sulla terza icona a destra che è proprio il simbolo dei tag.

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Dal blog: i miei post per La settimana del Rosadigitale 2018

By Matteo Enna

Come già annunciato precedentemente, anche quest’anno ci sarà La settimana del Rosadigitale, la manifestazione dedicata alle pari opportunità nei campi del digitale, dell’informatica, del hardware e delle tecnologie che si terrà dal 2 al 12 marzo. Per La settimana del Rosadigitale 2018 ho realizzato una serie di articoli sul tema.

La settimana del Rosadigitale 2018

Ogni giorno della manifestazione, alle 14, uscirà un nuovo articolo. Tra gli argomenti scelti ci saranno:

  • Programmazione;
  • Videogame;
  • Tecnologia e scienze;
  • Design;
  • Dati;
  • Cinema;
  • Web dal Mondo.

Di seguito, nelle anteprime, potete vedere alcuni suggerimenti per ogni articolo che verrà pubblicato sul blog.

Rimani aggiornato sulle attività del Blog

La settimana del Rosadigitale 2017

Anche nell’edizione del 2017 ho partecipato con due eventi a questa manifestazione, sia con il blog che con il CoderDojo Guilcer.

Come partecipare a La settimana del Rosadigitale

Per partecipare a La settimana del Rosadigitale ci sono tre modalità:

Ms Pac-man VS HTML 5

Informatica da supereroi e supereroine

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Canonical, Intel e Spectre: altri problemi

By Matteo Gatti

intel canonical Spectre ubuntu

Intel, l’aggiornamento del microcodice per mitigare Spectre introduce instabilità.

Come sapete un paio di settimane fa sono emerse alcune falle che riguardano la stragrande maggioranza dei processori diffusi nel mondo. Le falle sono note come Meltdown e Spectre, esse portano allo stesso risultato, ovvero il potenziale furto di dati sensibili dal computer attaccato anche se il loro funzionamento è diverso con debite differenze tra produttore e produttore.

Canonical, una decina di giorni fa, ha patchato Ubuntu inserendo nei repositories il microcodice aggiornato fornitole da Intel (versione 20180108). Il nuovo microcodice serve per mitigare il problema-Spectre, ne abbiamo parlato qui.

Canonical, Intel e Spectre: altri problemi

Oggi però Canonical ha dovuto ritirare l’aggiornamento del microcodice preparato dalla casa di Santa Clara dai repositories di Ubuntu. Molti utenti hanno riportato problemi di instabilità dopo l’aggiornamento. Canonical ha quindi rimosso il microcodice Intel 20180108 reimpostando nei repo quello precedente (20170707).

L’USN-3531-1 ha aggiornato il microcodice Intel. A causa di problematiche segnalate dall’utenza su certe macchine e in seguito alla richiesta di Intel abbiamo ripristinato il precedente microcodice” questo è quanto si legge nell’advisory di oggi.

Tutti gli utenti di Ubuntu 17.10 (Artful Aardvark), Ubuntu 16.04 LTS (Xenial Xerus) e Ubuntu 14.04 LTS (Trusty Tahr) devono quindi aggiornare il sistema.

Anche CentOS e Red Hat hanno rimosso il microcodice di Intel per la vulnerabilità Spectre rimpiazzandolo con la versione precedente.

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Playstation 4 ricondizionata: dove acquistarla

By Manuel Baldassarre

Playstation 4 ricondizionata

In questo articolo vi guideremo all’acquisto di una Playstation 4 ricondizionata, spiegandovi cosa significa e soprattutto quali sono i vantaggi di acquistare nel mondo del ricondizionato. Ormai infatti tantissimi store famosi come Amazon o eBay, ma anche Apple hanno introdotto un proprio store per il ricondizionato certificato.

Praticamente infatti, tutti hanno in casa una console per giocare, e la PS4 – mi dispiace per gli amanti del PC – è tra le più gettonate grazie alle nuove funzionalità introdotte, ma anche grazie alle sue esclusive come Gran Turismo, Uncharted, Infamous e chi più ne ha più ne metta. Vediamo dunque come acquistarne una:

I migliori siti per comprare iPhone e smartphone ricondizionatiOggi vi daremo la possibilità di risparmiare sull’acquisto del vostro nuovo smartphone. Ve la lascerete scappare?

Ricondizionato Certificato: cosa significa

Spesso si cade nell’errore di scambiare un prodotto “ricondizionato” (o rigenerati) con un prodotto “usato“: due cose assolutamente diverse! Questi dispositivi, diversamente dai prodotti usati, sono stati fatti tornare indietro alla casa madre per vari motivi tra i quali, i più frequenti: acquisto sbagliato, difetti di produzione o malfunzionamenti.

Un prodotto usato è banalmente un prodotto il quale proprietario decide di non volere più, mettendolo in vendita nelle condizioni in cui si trova e senza alcuna garanzia. Prodotti del genere sono di solito venduti dal proprietario stesso (e non da un negozio).

Un dispositivo ricondizionato invece, subisce un processo di rigenerazione fatto dallo store o dalla casa madre da un personale esperto e qualificato in modo che il risultato finale sia un prodotto perfettamente funzionante, confondibile con uno nuovo!

Una Playstation 4 ricondizionata è dunque una console che rispetta gli standard qualitativi Sony che viene dunque reimballata in una nuova confezione con dei nuovi accessori (originali). Ovviamente – al contrario di un prodotto usato – sarà coperta da garanzia!

Ricondizionato Amazon: perché convieneCon Amazon Renewed si ha accesso a moltissimi prodotti ricondizionati e certificati amazon, pari al nuovo e con 1 anno di garanzia!

PS4 Ricondizionata: garanzia

Come detto, al termine del processo di rigenerazione, la Playstation 4 ricondizionata viene nuovamente imballata e venduta tramite un negozio del brand (Sony in questo caso) o tramite un rivenditore ufficiale. In ogni caso su di essa verrà anche imposto un periodo di garanzia che, di solito, ha una durata di almeno 12 mesi dalla data di acquisto.

Ovviamente il periodo può variare a seconda dello store. Nel prossimo paragrafo vedremo dove è possibile acquistare una playstation 4 ricondizionata e certificata, che abbia una garanzia.

tablet ricondizionati - ricondizionato eBay

Ovviamente il ricondizionato ha dei prezzi comunque maggiori rispetto ad un prodotto usato. Tuttavia vi consentirà di trovare comunque offerte vantaggiose, pur rimanendo nel vostro badget di spesa iniziale. Vediamo quindi da quali store comprarne una!

Ricondizionato eBay: garanzia e perché convieneGrazie al ricondizionato eBay avete accesso a moltissimi prodotti ricondizionati a prezzi vantaggiosi e pari al nuovo, con 1 anno di garanzia cliente eBay!

Playstation 4 ricondizionata: dove acquistarla

Gli store più sicuri ed affidabili sui quali acquistare una Playstation 4 ricondizionata sono senza dubbio Amazon oppure eBay, e nelle prossime righe vi aiuteremo a capire dove trovarne una e come scegliere:

PS4 da Amazon Renewed

Su Amazon è stata recentemente aperta una nuova sezione chiamata Amazon Renewed dove, come suggerisce stesso il nome, è possibile trovare qualunque sorta di dispositivo elettronico e non, ricondizionato e con garanzia di 12 mesi su ogni prodotto.

Più precisamente potrete navigare in varie sezioni, tra le quali anche una dedicata a Videogiochi e Console, che come potete vedere è ancora in “assortimento” (perché non ci sono molti prodotti) ma che ha delle grosse potenzialità.

Ecco ad esempio una Playstation 4 rigenerata da 500 GB che come si vede dalla confezione, è stata rigenerata proprio da SONY:

Portatili ricondizionati: perché acquistarli e doveVolete risparmiare sul vostro prossimo portatile? Considerate l’acquisto di un prodotto ricondizionato, certificato e garantito per accedere ad una fascia di prodotti più alta rimanendo comunque nel vostro budget iniziale!

PS4 dal Ricondizionato eBay

A differenza di Amazon, eBay offre una vasta gamma di prodotti ricondizionati, spesso disponibili da store indipendenti che vendono su eBay, ed è dunque sempre bene leggere prima la descrizione, i feedback e le informazioni riguardanti la garanzia.

Cliccando su questo link potrete trovare decine di PS4 ricondizionate da tutta Europa, e di seguito vi abbiamo linkato alcune di esse con le offerte più vantaggiose e con garanzia!

NB: Spesso nella descrizione o nel titolo viene attribuito un voto al dispositivo (in ordine alfabetico) che ne indica le condizioni della scossa esteriore, la parte estetica. Ricordate però che, essendo una Playstation 4 ricondizionata, è perfettamente funzionante in ogni suo componente software/hardware.

PS4 Slim 500GB (Nera) – Grado B

PS4 500GB [UK]

  • GARANZIA: 24 mesi (12 con P.IVA)
  • PREZZO: 370 €
  • ACQUISTA

PS4 1TB [UK]

Tablet ricondizionati: perché acquistarli e doveCercate un tablet e volete risparmiare? Rivalutate l’acquisto di un prodotto ricondizionato, certificato e garantito per accedere ad una fascia di prodotti più alta ma rimanere comunque nel vostro budget iniziale!

Altri prodotti rigenerati

Come detto, tramite il mercato del rigenerato potrete comprare una Playstation 4 ricondizionata ad un prezzo nettamente inferiore, ma ormai sono tantissimi i prodotti che potete trovare rigenerati: smartphone, tablet, PC e molto altro.

Per questo vi consigliamo di dare un’occhiata ai nostri articoli dedicati al Ricondizionato Amazon, al Ricondizionato eBay, ma anche al Ricondizionato Apple. Ma non solo, ecco altre guide che potrebbero interessarvi:

Macbook ricondizionati e garanzia 12 mesi: quale comprare e doveSpesso diamo una cattiva accezione alla parola ricondizionato. In questo articolo scoprirete che non è proprio una brutta idea farci un pensierino.

iPhone ricondizionato: conviene acquistarlo? E dove?Volete acquistare un iPhone ma il prezzo di vendita è davvero troppo alto? Avete mai pensato di prenderlo ricondizionato? Conviene!

Portatili ricondizionati: perché acquistarli e doveVolete risparmiare sul vostro prossimo portatile? Considerate l’acquisto di un prodotto ricondizionato, certificato e garantito per accedere ad una fascia di prodotti più alta rimanendo comunque nel vostro budget iniziale!

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Cercare velocemente foto in Google Foto

By Paolo Piccolino

Il cloud è un mondo incredibile e quando si riesce a farlo interagire completamente con la nostra vita quotidiana, il tutto diventa fantastico.
Una delle applicazioni che meglio utilizzano e ottimizzano il Cloud è Google Foto, applicazione di Big G che non solo permette di navigare tra le proprie foto in locale (quindi quelle che si trovano effettivamente sullo smartphone), ma anche tra le foto in cloud dato che, ogni utente, ha a disposizione 15GB per stoccare le proprie foto. Ma c’è un problema che, i maniaci delle foto, hanno sicuramente già incontrato: quando immagini e foto diventano troppe, diventa sempre più difficoltoso ritrovarle.
Niente panico, grazie ai sempre più potenti algoritmi di Google e al nostro aiuto, riuscirete a cercare velocemente ed efficacemente le foto in Google Foto.

Trucchi e consigli per scattare belle foto con lo smartphoneLa diffusione degli smartphone ha portato gli utenti comuni a prediligerli anche nello scattare le foto. Ecco alcuni consigli per ottenere foto migliori.

La barra di ricerca, elemento fondamentale

Per molti sembrerà la scoperta dell’acqua calda, e forse hanno ragione, ma nel corso degli anni la barra di ricerca di Google, non solo per le ricerche online, ha subito cambiamenti radicali nel proprio algoritmo per permettere una ricerca sempre più mirata ed accurata.
Se, infatti, fino a qualche tempo fa, una barra di ricerca testuale in un’applicazione di immagazzinamento di foto serviva a poco e nulla, adesso si rivela un’aiuto di estrema importanza. Infatti adesso l’algoritmo è capace di riconoscere se nella foto c’è un paesaggio, se ci sono degli animali, delle persone o del cibo. Ovviamente non è infallibile e spesso più restituire risultati inesatti o ambigui (tratto in inganni, per esempio, dai colori), ma nei nostri esempi (stadio, parco, alberi e cibo) i risultati sono ottimi.



Un consiglio utile , nel caso in cui le foto siano davvero tantissime e simili tra di loro, è quello di aggiungere più parole o più parametri per la ricerca delle foto.
In più un Plus che la barra di ricerca offre è quello di inserire delle emoticon e, sembra strano, ma funziona anche abbastanza bene. Nel nostro caso, ad esempio, inserendo l’emoticon dell’albero di Natale ha trovato una foto fatta ad un alberello di plastica scattata qualche settimana fa, inserendo una emoticon addormentata ha trovato una foto fatta al mio letto (ovviamente disordinato) e con una faccina sorridente ha trovato molte foto in cui ci sono persone che ridono o sorridono (e che, per motivi di privacy, non vi mostrerò).
Altri parametri che potete utilizzare sono: persone, animali, luce, buio, notte, festa, giorno, strada ecc…


La ricerca temporale

Tutte le applicazioni fotografiche, ormai, salvano dei meta dati insieme alla foto vera e propria. Tra questi meta dati, oltre il nome, ci sono i luoghi e, soprattutto, la data, utile per il salvataggio temporale.
Cercando nella barra di ricerca un mese, infatti, Google Foto restituirà tutte le foto di quel mese. Ad esempio, cercando il mese di novembre 2017, ho ritrovato tutte le mie foto scattate due mesi fa.

Se la ricerca temporale vi restituisce dati inesatti o incompleti, Foto ci permette di modificare la data di scatto e, quindi, di correggere questi errori. Purtroppo questa funzione non è ancora disponibile per l’applicazione su smartphone ma solo su computer.

Una sola parola, organizzazione

In ambito informatico, la creazione di cartelle, nel caso di file, playlist in caso di musica e album in caso di fotografie è essenziale per un corretto ordine ed una corretta organizzazione ma, chi come me, è abbastanza disordinato o, peggio, molto pigro questo passaggio spesso lo salta.
Per questo un altro algoritmo di Google Foto cerca di raggruppare le foto in più album intelligenti che, di solito sono:

  • Luoghi, in cui troveremo tutte le foto raggruppate per località (grazie alla localizzazione salvata in meta dati al momento dello scatto);
  • Varie, in cui troveremo altre categorie (nel mio caso, avendo un cellulare abbastanza recente, troveremo solo poche categorie);
  • Video, dove saranno appunto salvati tutti i video.




In più, ovviamente, troveremo le cartelle automatiche create da Android quali quella della fotocamera, quella degli screenshot, quella delle immagini di WhatsApp e chi più ne ha più ne metta.

Archivio Google Foto: come funzionaGrazie alla nuova funzionalità introdotta da Google sarà possibile mettere da parte alcune foto senza doverle necessariamente cancellare

Assistente, un valido aiutante

L’ultima funzione, non per importanza, è quella dell’assistente, un valido aiutante che ci permetterà di catalogare correttamente le nostre foto, di fare un backup delle cartelle dello smartphone, di ricevere dei suggerimenti e di accoppiare un account partner, cioè un contatto con cui condividere dei contenuti, ma andiamo per gradi.

L’assistente in primo piano ci permetterà di creare degli album o dei collage, in maniera totalmente libera, contenenti dalle 3 alle 50 foto che poi saranno catalogate e disponibili insieme alle altre categorie automatiche, così da permettere una ricerca futura più efficace.
In più, l’assistente è capace (o, per lo meno, ci prova) di capire quali foto siano inutili, sfocate, venute male o scattate per errore, e suggerisce alcune azioni come ad esempio l’archiviazione automatica, attivabile o disattivabile nelle impostazioni dell’applicazione.


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DNS Google: come e perché usarli

By Gaetano Abatemarco

DNS Google

Usare i DNS Google può tornare utile, e vi spieghiamo il perché. Il sistema dei nomi di dominio, noto come DNS, altro non è che quel meccanismo che ci permette di navigare in rete scrivendo indirizzi web di testo facilmente comprensibili e memorizzabili e non una sequenza di numeri!

Per approfondire il discorso vi consigliamo di leggere il capitolo dedicato della nostra guida ad Internet e all’Home networking, così da comprendere perché i DNS sono davvero importanti.

Per effettuare la traduzione da IP numerico ad indirizzo testuale vengono utilizzati degli appositi server, tali server DNS, spesso offerti dall’operatore e presenti nella configurazione di base di router ed apparati di rete. In pratica, quando noi navighiamo in rete e digitiamo www.chimerarevo.com, il nostro apparato “contatta” il server DNS per tradurre chimerarevo.com in un indirizzo IP numerico ed avviare la navigazione vera e propria.

Va da sé che, per questo motivo, i server DNS hanno un forte impatto sulla velocità di navigazione (indirizzo tradotto lentamente = navigazione lenta); inoltre i server DNS possono anche bloccare indirizzi – cosa che succede piuttosto spesso quando i siti “pirata” vengono oscurati – o, ancora, effettuare redirect fastidiosi.

Ciò significa che voi digitate chimerarevo.com ma il server DNS potrebbe tradurre l’indirizzo in un IP che non corrisponde al sito, dunque dirottarvi in posti non voluti.

Quest’ultimo scenario non è molto comune nei server DNS predefiniti offerti dagli operatori, che per la maggiore sono sicuri. Per quanto riguarda i blocchi e la velocità, invece, potrebbero verificarsi situazioni poco piacevoli.

Glossario: #cosasignifica DNS, MTU e INCAPSULAMENTONella rubrica #cosasignifica vi spiegheremo i termini dell’informatica. Oggi andremo a vedere “DNS”, “MTU” e “Incapsulamento”.

DNS Google: perché usarli

Ecco perché nel tempo sono nate delle alternative, una di queste sono i Google DNS: si tratta di server DNS utilizzabili gratuitamente che, grazie all’enorme infrastruttura Google, assicurano principalmente una buona velocità di traduzione e l’elusione dei blocchi imposti agli operatori nazionali.

Tra l’altro, i Google DNS sono assolutamente sicuri e non vi dirotteranno su siti indesiderati. Ma i Google DNS possono tracciare l’attività di navigazione? Ovviamente la risposta è sì, ma il tracking può essere effettuato da qualsiasi server DNS esistente.

DNS Google: come usarli

I DNS pubblici di Google hanno indirizzi che possono essere facilmente memorizzabili:

  • l’IP del DNS primario è 8.8.8.8;
  • l’IP del DNS secondario è 8.8.4.4.

Potrete impostarli ed utilizzarli su Windows, Linux, OS X e Android al posto di quelli predefiniti del vostro operatore seguendo la nostra precedente guida su come cambiare DNS.

BONUS: OpenDNS vs Google DNS

Oltre ai DNS di Google, esiste un servizio che dal 2005 offre DNS gratuiti e liberamente utilizzabili: OpenDNS. Al contrario di quanto si pensi, i server che risolvono gli indirizzi IP non sono a codice aperto. Principalmente gli OpenDNS offrono le medesime caratteristiche rispetto ai DNS Google visti poc’anzi: server DNS ricorsivi utilizzabili liberamente su qualsiasi dispositivo, sicurezza e velocità.

La lotta OpenDNS vs Google DNS, dunque, esiste? La risposta è dipende dall’utilizzo.

Si, perché quanto a velocità i servizi si equivalgono per la maggiore (fatta eccezione di casi di traffico critici, che compaiono sia nell’uno che nell’altro) ed anche quanto a sicurezza (entrambi offrono un meccanismo anti-phishing), ma l’intero sistema OpenDNS può essere definito nel dettaglio per imporre blocchi personalizzati, ottenere analisi del traffico e molto altro.

Chiaramente ciò è disponibile, oltre che utilizzando gli OpenDNS, sottoscrivendo un servizio a pagamento. Inoltre OpenDNS offre in più un servizio di filtraggio familiare: ciò significa che impostando gli appositi DNS (di cui vi parleremo tra poco) sui dispositivi dedicati ai più giovani, alcune tipologie di siti web (siti per adulti in primis) verranno bloccate.

Detto ciò a voi la decisione! Per completezza, ecco gli OpenDNS disponibili:

  • l’IP del DNS primario è 208.67.220.220;
  • l’IP del DNS secondario è 208.67.222.222.

Per quanto riguarda il blocco famiglia, invece,

  • l’IP del DNS primario è 208.67.220.123;
  • l’IP del DNS secondario è 208.67.222.123.

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Kernel 4.15, Torvalds non lo ritiene ancora pronto: disponibile l’RC9

By Matteo Gatti

linux kernel 4.15

Linus Torvalds ha annunciato il rilascio della nona RC del kernel 4.15.

Ve l’avevamo preventivato la settimana scorsa e Torvalds ci ha dato ragione. Il kernel 4.15 non è ancora pronto a causa dei ritardi dovuti all’incidente Meltdown&Spectre e in parte alle vacanze natalizie.

Questa versione del kernel non sarà una LTS ma contiene diverse novità degne di nota. Sarà implementata una migliore gestione delle porte USB Type-C. Gli sviluppatori introdurranno poi il supporto alla lettura delle temperature dei processori della famiglia AMD Zen.

La prossima settimana avverrà il rilascio definitivo

Non è da tutti i giorni vedere una RC9 nello sviluppo del kernel Linux. Non accadeva dal lontano 2011 (kernel 3.1), quella volta fu necessaria anche una RC10.

Volevo con tutto me stesso rilasciare oggi (ieri, ndR) ma le cose non si sono calmate abbastanza e quindi ho preferito rimandare. Ci sono ancora alcuni networking-fixes in attesa ed è stato scovato un boot-bug che dobbiamo risolvere. Ecco il motivo di questa ennesima RC“, queste le parole di Torvalds.

Questa RC9 riguarda soprattutto l’aggiornamento di alcune architetture (x86, arm, powerpc, mips) e drivers (gpu, networking e md).

Torvalds si è detto sicuro che non ci saranno ulteriori release candidate pertanto il rilascio definitivo avverrà Domenica prossima.

Essendo una development release questa RC9 potrebbe avere bug e problemi, siete dunque invitati a provarla e a segnalare tutte le problematiche riscontrate. Non installate questa RC sul pc che usate quotidianamente ma su una macchina dedicata al testing. Potete scaricare l’RC9 del kernel 4.15 da kernel.org.
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