Spotify a soli 0.99€ per 3 mesi: ecco come attivare l’offerta!

By Salvo Cirmi (Tux1)

Da pochissimo tempo, Spotify (il famosissimo servizio di streaming musicale svedese) ha inserito sul proprio sito la possibilità di ottenere il servizio in modalità Premium a soli 0.99€ per 3 interi mesi. Un’offerta eccezionale da cogliere immediatamente al volo (così come ho già fatto io).

Cosa comprende l’offerta?

Pagando un solo euro, avrete in 3 mesi Spotify Premium, quindi nessuna pubblicità tra i brani, musica in altissima qualità (fino a 320kb/s), musica offline (quindi download) e molto altro. In pratica il servizio completo, che di solito si paga 10€ l’anno, adesso a solo 1€ per 3 mesi interi.

Dovrei fare l’abbonamento da 0.99€?

Ed avete il coraggio di chiederlo? Se avete dei buoni apparecchi di riproduzione (auricolari, cuffie, casse ecc.), immediatamente.

Dopo i 3 mesi, si più abbandonare il servizio?

Certo, ed in maniera assolutamente gratuita. Pagate i 3 mesi e poi, alla fine del servizio, disdite il tutto.

Come sia attiva Spotify Premium a 1 euro?

Andate a questo indirizzo. Cliccate su Scarica Premium, fate il log-in (o la registrazione se non avete l’account), pagate e…niente. Avete il premium!

Ricordatevi di impostare Qualità massima su cellulare per usufruire della massima qualità audio disponibile.

Termini e condizioni?

Eccole. Nulla di speciale comunque:

La presente offerta (l’“Offerta di prova iniziale”), presentata all’utente da Spotify (come definita nei Termini e condizioni d’uso di Spotify), autorizza l’utente ad accedere al Servizio Spotify Premium (come definito nei Termini e condizioni d’uso di Spotify) per un periodo di tre (3) mesi a partire dall’attivazione di tale periodo di prova mediante l’invio dei dati di pagamento dell’utente e dal pagamento del prezzo offerto (il “Periodo di prova iniziale”). Inviando i dati di pagamento, l’utente (i) accetta l’Offerta di prova iniziale, (ii) autorizza Spotify a utilizzare i dati di pagamento ai sensi dell’Informativa sulla privacy di Spotify, (iii) riconosce e accetta i Termini e condizioni d’uso di Spotify e i presenti Termini e condizioni dell’Offerta di prova iniziale. Qualora l’utente non intenda continuare a pagare per usufruire del Servizio Spotify Premium, deve disdire l’abbonamento a tale servizio effettuando l’accesso al proprio account Spotify e seguendo le indicazioni sulla pagina Account, o facendo clic qui e seguendo le relative istruzioni, prima della scadenza del Periodo di prova iniziale. In caso contrario, allo scadere del Periodo di prova iniziale, l’utente diverrà automaticamente un abbonato del Servizio Spotify Premium al costo mensile ordinario di Spotify Premium, e la modalità di pagamento fornita sarà automaticamente addebitata con cadenza mensile del canone di abbonamento a Spotify Premium, fino alla disdetta dello stesso. Se l’utente desidera disdire il proprio abbonamento al Servizio Premium dopo la scadenza del Periodo di prova iniziale, potrà farlo seguendo le istruzioni suddette. Non sono previsti rimborsi o crediti per gli abbonamenti mensili parzialmente utilizzati. Se in data futura Spotify incrementa il canone mensile, fornirà notifica all’utente. Le variazioni di prezzo avranno efficacia a partire dal periodo di abbonamento successivo alla data della modifica. Continuando a utilizzare il Servizio Spotify dopo l’entrata in vigore della variazione di prezzo, l’utente accetta il nuovo prezzo. L’utente può utilizzare l’Offerta di prova iniziale soltanto una volta. Se l’utente è abbonato a un servizio Premium o Illimitato o ha già usufruito di un periodo gratuito per l’offerta di prova di 30 o 60 giorni, non è idoneo alla presente Offerta di prova iniziale. L’utente potrebbe altresì non essere idoneo alla presente Offerta di prova iniziale se ha già usufruito di altre offerte di prova lanciate da Spotify in passato. Il servizio Spotify potrebbe non essere disponibile su taluni dispositivi personali. Né le carte prepagate né i buoni regalo Spotify possono essere utilizzati come metodo di pagamento valido per questa offerta.

Le Offerte di prova iniziale sono disponibili in numero limitato, fino a esaurimento scorte. La presente Offerta di prova iniziale scade e deve essere riscattata prima della data promossa. Spotify si riserva il diritto di interrompere anticipatamente la presente Offerta di prova iniziale in qualsiasi momento e per qualsivoglia ragione. A seguito di tale interruzione, Spotify non sarà tenuta a riscattare eventuali altre Offerte di prova iniziale.

Spotify AB
Birger Jarlsgatan 61, 113 56 Stockholm
Sweden

Tubemate 2.4.0 FULL APK Download!

By Salvo Cirmi (Tux1)

Se vi ricordate di PVStar (quella magnifica applicazione che permetteva di ascoltare la musica su Youtube anche a schermo spento), apprezzerete sicuramente anche l’ultima edizione di Tubemate, che non fa lo stesso ma permette di scaricare e convertire tutti i video e la musica che volete da Youtube sul telefono.

Ovviamente, per motivi legali/economici, non la trovate sul Play Store (l’ultima cosa che Google vorrebbe è il download dei brani su smartphone), quindi tenetevi stretto il post.

l’interfaccia è sempre quella, cambiano le funzioni, risolti diversi bugfix e migliorato il supporto al download su alcuni canali (tipo Vevo, dove a volte falliva completamente).

Download!

Scaricate Tubemate 2.4.0 FULL APK da qui!

Cambiare DNS: ecco come fare

By Gaetano Abatemarco

2013-05-10 18_25_56-Centro connessioni di rete e condivisione

Il server DNS – o server dei nomi di dominio, o ancora domain name server – è un particolare server utilizzato per la navigazione in rete (e non solo) che, volendo dare una spiegazione abbastanza banale e pratica, permette di “tradurre” gli indirizzi letterali (come google.it) in indirizzi IP (173.194.112.47).

Ogni gestore di servizi internet dispone solitamente di DNS dedicati, tuttavia in alcuni casi (vuoi per sicurezza, vuoi per aggirare un blocco nazionale o quant’altro) può rivelarsi necessario modificarli ed usarne altri pubblici (come gli OpenDNS o i DNS pubblici di Google) o privati.

DNS Google: come e perché usarliUna modifica che, seppur semplice da attuare, può servire ad eludere blocchi o a migliorare l’esperienza di navigazione

Questa operazione è di norma possibile per quasi tutti gli operatori (l’ADSL di Vodafone Italia ad esempio blocca la funzionalità di cambio DNS tramite la Vodafone Station) ed è effettuabile su tutti i sistemi operativi agendo sulle impostazioni di rete; addirittura, la maggior parte dei router permette di definire manualmente i DNS da utilizzare.

Scegliere i DNS più veloci

Prima di cambiare DNS dovete naturalmente decidere i nuovi da impostare e che andranno a sostituire quelli attuali. Per farlo vi consigliamo di dare una lettura alla nostra guida dedicata dove troverete la lista dei DNS più veloci del momento:

Scegliere i DNS più velociI DNS sono vitali per una corretta navigazione ad Internet. In questo articolo vi mostriamo come scegliere e configurare i migliori.

Cambiare DNS su Windows

QuickSet DNS

Oggi tuttavia vogliamo presentarvi una pratica utility che permette di modificare i DNS a livello di sistema operativo: si chiama QuickSet DNS ed è un piccolo programma di Nirsoft – già nota per tantissime altre utility del genere – che permette di cambiare al volo i DNS su Windows in pochi click (anche addirittura in uno solo con un minimo di configurazione, ne parleremo in seguito) senza lo scomodo di passare ogni volta tra le impostazioni di rete.

QuickSet DNS è compatibile con tutte le versioni di Windows – dalla vetusta 2000 all’attualissima 10 (i miei test sono stati effettuati su quest’ultimo sistema operativo).

La prima cosa da fare è ovviamente scaricare QuickSetDNS (QSDNS) dal link in basso: si tratta di un programma standalone che non necessita di installazione. Potrete estrarlo dove preferite ed eseguirlo da lì o, in alternativa, copiare la cartella in un posto meno visibile e creare un collegamento all’applicazione sul desktop.

DOWNLOAD | QSDNS (Nirsoft)

Scaricata ed estratta l’applicazione, aprite la sua cartella ed eseguite il file QuickSetDNS.exe presente in essa. Vi apparirà una schermata simile a questa:

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Selezionate la scheda di rete per cui intendete cambiare i DNS dal menu a tendina in alto, dopodiché spostate lo sguardo al centro: sono già presenti due DNS preimpostati, il primo relativo al vostro router ed il secondo relativo ai DNS Google.

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Basterà cliccare destro su una voce e selezionare “Set Active DNS” per modificare i DNS in uso con quelli selezionati – oppure, se siete amanti della tastiera, selezionare il DNS interessato e premere il tasto F2.

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Ovviamente è possibile inserire DNS personalizzati: basterà selezionare File > New DNS Server oppure premere la combinazione di tasti CTRL+N per accedere alla finestra di creazione.

Inserite in “DNS Name” il nome con cui volete contraddistinguere il nuovo server DNS, e in DNS IP Addresses l’indirizzo IP (o gli indirizzi IP) del DNS che volete aggiungere. Nel nostro esempio andremo ad inserire gli OpenDNS (ip 208.67.222.222 e 208.67.220.220).

Una delle funzionalità più interessanti di QSDNS è la possibilità di usare la linea di comando per impostare i propri DNS al volo, senza la necessità di aprire il programma. Sfrutteremo questa funzionalità per creare dei collegamenti sul desktop.

Creare il collegamento è semplice: aprite la finestra principale di QSDNS, selezionate il DNS per cui creare il collegamento, cliccate destro su di esso e selezionate “Copy SetDNS Command Line” (oppure semplicemente cliccate a tastiera CTRL+L). Il comando da usare sarà copiato negli appunti.

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Fate ora click su un punto vuoto del desktop e selezionate Nuovo > Collegamento: incollate nel campo “Indirizzo” il comando copiato precedentemente (Click destro > Incolla o semplicemente CTRL+V) e andate avanti. Nel campo “Nome” digitate qualcosa che vi aiuti ad identificare il DNS (ad esempio, “Imposta OpenDNS”).

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Il mio consiglio è quello di creare tanti collegamenti quanti sono i DNS che usate più spesso, incluso quello per tornare ai DNS del router. Per impostare i DNS scelti basterà fare doppio click sul relativo collegamento.

NOTA BENE: la cartella contenente il programma QuickSetDNS non dovrà più essere spostata, altrimenti i collegamenti smetteranno di funzionare e dovranno essere ricreati in base al nuovo percorso.

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DNSJumper

Un altro metodo estremamente semplice e veloce per cambiare DNS su Windows è utilizzare il software DNSJumper. Abbiamo precedentemente approfondito le modalità di utilizzo di questo software e potrete trovare la guida nell’articolo a tema.

DNS Jumper: modificare i DNS su WindowsSi tratta di un programma che permette di modificare gli indirizzi di risoluzione… in un solo click!

Procedura Manuale

Aprite il pannello di controllo (Start > Pannello di controllo o cercate “Pannello di Controllo” nel menu Start/Start Screen se siete su Windows 8.1 o Windows 10), selezionate Rete e Internet e poi “Centro connessioni di rete e condivisione”, dopodichè fate click su “Modifica Impostazioni Scheda”.

Dalla finestra che vi comparirà, fate click destro sulla scheda che utilizzate per collegarvi a Internet e selezionate “Proprietà”.

2013-05-10 18_28_47-Greenshot

A questo punto, scorrete fino a “Protocollo Internet Versione 4” e fate doppio click su questa voce. Infine, mettete un segno di spunta su “Utilizza i seguenti indirizzi server DNS”, inserite i DNS che avete scelto nelle apposite caselle (potrete specificare anche soltanto il DNS preferito), mettete il segno di spunta su “Convalida impostazioni all’uscita” e fate click su “Ok”.

Potrebbe essere necessario riavviare la connessione prima che le nuove impostazioni siano effettive.

Cambiare DNS su Linux

Abbiamo già trattato il tema della modifica dei DNS su Linux usando la configurazione manuale e la riga di comando; potrete trovare l’articolo a tema seguendo il link in basso:

Come cambiare i DNS su LinuxEcco un metodo rapido per applicare la modifica senza intervenire tramite il gestore grafico

Cambiare DNS su Android

Abbiamo già trattato il tema della modifica dei DNS su Android, su terminali rootati e non. Potrete trovare l’articolo a tema seguendo il link in basso:

Cambiare DNS su Android anche senza rootVediamo insieme 2 pratici metodi per modificare i DNS sui dispositivi Android

L’articolo Cambiare DNS: ecco come fare appare per la prima volta su ChimeraRevo – Il miglior volto della tecnologia.

Come riconoscere la qualità dei film streaming o torrent

By Gaetano Abatemarco

Abbiamo scaricato un film in streaming o via torrent ma non siamo rimasti soddisfatti dalla qualità? Gran parte del materiale disponibile in rete per il download gratuito presentano nel nome delle sigle identificative della qualità di un film. Con un semplice sguardo possiamo ottenere informazioni sulla qualità audio e video di qualsiasi film o serie TV leggendo semplicemente il nome del file.

Tutti gli acronimi indicati verranno elencati in ordine di qualità.

Come migliorare streaming InternetLa nostra guida per informarvi su tutti i modi per migliorare lo streaming Internet: dite basta a buffering e video sgranati!

Riconoscere la qualità video

CAM

La qualità video più scadente. Con questa sigla viene identificato un video catturato grazie ad una telecamera nascosta direttamente all’interno del cinema. Presentano spesso immagini mosse e riprese non perfettamente a fuoco, senza contare eventuali stacchi o pezzi mancanti di film. Sono di solito i primi disponibili subito dopo l’uscita del film al cinema, ma la qualità è inferiore a quella ottenibile con altri mezzi.

TS (TeleSync)

Anche in questo caso viene identificato un video catturato con una telecamera, ma la qualità è migliore grazie all’utilizzo di una telecamera professionale HD ferma su una base d’appoggio stabile (spesso un treppiede). Discreta qualità e immagini decisamente meno mosse, ma tagli ed errori possono sempre essere presenti nella ripresa.

TC (TeleCine)

Con TeleCine si identifica un video catturato riversando il contenuto dei nastri 35mm (distribuiti ai cinema) in un file video compresso. La qualità è buona e assenti tagli ed errori, ma sono piuttosto rari visto l’utilizzo di attrezzature costose.

SCREENER

Con SCREENER si identifica il ripping da un DVD promozionale, di solito riservato alla critica cinematografica. La qualità è buona, ma spesso questi video presentano messaggi di avviso sul copyright e altre forme di filtro per abbassare la qualità.

R3/R4/R5/R6

I file con l’indicazione regionale identificano i video rippati da DVD venduti all’estero. La qualità è molto buona, ma in questo caso possiamo trovare messaggi pubblicitari o sottotitoli in lingua straniera impressi direttamente sul video.

In base al numero possiamo identificare la regione di provenienza del DVD originale.

  • R3 – Sudest asiatico
  • R4 – Australia, Nuova Zelanda, America centrale e meridionale
  • R5 – Russia, India, Asia nordovest e Africa tranne Egitto e Sudafrica
  • R6 – Repubblica Popolare Cinese (tranne Hong Kong e Macao)

WEBRip

Con questa sigla si identificano i video registrati utilizzando tecniche di screen grabbing, ossia registrando direttamente lo schermo del PC mentre è in riproduzione su Netflix o piattaforme simili. La qualità è in generale molto buona, ma soggetta alle capacità del software utilizzato per la registrazione dello schermo.

Per gustarsi al meglio qualsiasi film o serie TV consigliamo di scaricare solo i file video che presentano questa sigla o le successive.

DVDRip

Con questa sigla identifichiamo un video rippato da un DVD originale. La qualità è ottima, del tutto simile a quella ottenibile con un DVD fisico (576p).

HDTV

Con questa sigla si identificano i video registrati su HDD tramite TV ad alta definizione. La qualità è ottima e spesso è possibile ottenere risoluzioni fino all’HD (720p).

DVD5

Con questa sigla si identificano i video puri, presi senza conversione da un DVD a singolo strato. La qualità è ottima ed in più presentano contenuti aggiuntivi, menu e sottotitoli (se disponibili).

DVD9

Con questa sigla si identificano i video puri, presi senza conversione da un DVD a doppio strato. La qualità è ottima ed in più presentano contenuti aggiuntivi, menu e sottotitoli (se disponibili).

WEB-DL – DLMux

Con queste sigle si identificano i video scaricati da iTunes ad alta qualità. La qualità è eccellente e spesso vengono distribuiti con risoluzione HD (720p o superiore).

BRRip

Con questa sigla si identifica un video rippato da un Blu Ray pre-release. La qualità è eccellente e spesso arrivano a risoluzioni elevate (1080p), con un ottimo compromesso tra dimensioni dei file video e qualità.

BDRip

Con questa sigla si identifica un video rippato da un Blu Ray originale. La qualità è eccellente, con risoluzioni che arrivano spesso fino al 1080p. Uno dei migliori formati disponibili per un film in streaming, ma i file tendono a superare sempre i 5 GB.

VU – Untouched

Con queste sigle identifichiamo i video “non toccati”, riversati dal Blu Ray al file senza alcuna compressione. La qualità è sublime paragonabile a quella ottenibile con il Blu Ray fisico, ma i file sono sempre molto grandi (superiori ai 20 GB). La massima qualità ottenibile attualmente con un film in streaming.

Riconoscere qualità audio

MD (MicDubbed)

Con questa sigla identifichiamo l’audio catturato tramite microfono in sala del cinema. L’audio è scadente, con vari disturbi (anche da altri spettatori come risate, tosse, starnuti etc.), ma molto dipende anche dalla qualità del microfono della telecamera o del microfono esterno utilizzato.

LD (LineDubbed)

Con questa sigla identifichiamo l’audio catturato tramite collegamento alla macchina da presa. L’audio è di discreta qualità, considerando anche la totale assenza di disturbi esterni è un buon compromesso, specie se abbinato ad un film recente in sala.

MP3

Con questa sigla identifichiamo l’audio rippato in MP3 da una qualsiasi sorgente. L’audio di questo tipo di solito proviene da un DVD, quindi di buona qualità, ma può provenire anche da altre fonti.

AC3

AC3 o Dolby Digital è uno degli algoritmi di compressione utilizzato sui DVD e sui Blu Ray. L’audio di questo tipo è di ottima qualità e non raramente presentano anche il multi-canale (5.1). Cercate se potete di scaricare sempre video con AC3 o le sigle successive.

DTS

Con questa sigla identifichiamo il codec audio DTS, prelevato direttamente dal DVD. L’audio è di ottima qualità ed è multi-canale (5.1).

DTS-HD

Con questa sigla identifichiamo il codec audio DTS, prelevato direttamente dal Blu Ray. L’audio è di elevata qualità ed è multi-canale (5.1 o 7.1).

DSP/DSP2

Con questa sigla identifichiamo un flusso audio passato tramite un processore DSP, quindi processato per migliorarne la qualità. Con questa sigla viene spesso indicato l’audio puro prelevato dall’impianto del cinema senza riconversioni o ripping. L’audio è di qualità sublime e presenta sempre molti canali (almeno 8). La massima qualità attualmente disponibile per un film in streaming.

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Torrent italiani: i migliori siti

By Gaetano Abatemarco

Il web pullula di servizi online ma non è facile trovare quelli che sono i migliori siti torrent Italiani. Con la nostra guida ai torrent abbiamo visto che uno dei più significativi limiti di questa tecnologia P2P è proprio l’assenza di un motore di ricerca integrato nella maggior parte dei client (tale caratteristica è presente solo in qBittorrent, alternativa open source).

Anche sui client più moderni ed innovativi come Transmission e uTorrent saremo costretti a navigare sul Web per cercare il file torrent o i link magnetici per prelevare i nostri file da aprire in seguito nei programmi dedicati. Quali sono questi siti di torrent italiani? Come scaricare i torrent in italiano? Quali fonti sono più affidabili?

Migliori siti streaming gratis Italiano per film e serie TVNon sapete che film guardare con i vostri amici nel salotto di casa vostra? Ecco la soluzione grazie allo streaming!

Di seguito segnaleremo le migliori risorse nazionali ed internazionali mediante le quali è possibile trovare moltissimo materiale di ogni tipo: film completi, DVD, giochi per console e per PC, musica, libri e molto altro ancora.

AVVISO: scaricare e condividere materiale protetto da diritti d’autore è un reato perseguibile penalmente e civilmente. Siate ben consci delle azioni proposte nella seguente guida, sapendo di risponderne personalmente davanti alla legge. Chimera Revo non si assume nessuna responsabilità per l’utilizzo improprio degli strumenti e dei siti proposti.

Torrent: aumentare velocità e lista tracker aggiornataUn piccolo trucco per aumentare la velocità dei torrent grazie alla lista tracker aggiornata da cui scaricare film, musica e giochi.

NOTA: qualora alcuni siti dovessero risultare irraggiungibili, potremmo essere incappati in un blocco DNS. In tal caso è consigliabile modificarli: potrete farlo seguendo la nostra guida.

Siti Torrent Italiani: lista completa

  1. TNT Village
  2. Il Corsaro Nero
  3. The Pirate Bay
  4. Lime Torrents
  5. MoNova.org
  6. MegaFileTube
  7. KickAss Torrents
I migliori siti Torrent 2017 ItalianiQuali sono migliori siti per cercare i torrent? In questo articolo vi mostreremo i migliori siti torrent in italiano e stranieri.

Siti torrent Internazionali: lista completa

  1. 1337x
  2. The Pirate Bay
  3. Torrent Project
  4. Torrents
  5. BtMon
  6. EZTV
  7. Bitsnoop
  8. Extra Torrent
  9. IsoHunt
  10. RarBG
  11. Extra Torrent
  12. Your Bit torrent
  13. Zoozle
  14. Toorgle
  15. New Torrents
  16. Torrent Funk
  17. Torrent Downloads
  18. Torlock
  19. Torrent Bit
  20. Torrentv.org
  21. Games Torrent
  22. Torrentz

Per migliorare la connessione non dimenticatevi di affidarvi ad un ottimo router: noi li abbiamo trattati in articoli separati che potete consultare di seguito.

Migliori Router WiFi ADSL: i migliori da acquistareDovete acquistare un router WiFi ma siete indecisi su quale comprare? Ecco la nostra guida d’acquisto per aiutarvi nella scelta.

Router per fibra ottica: guida all’acquistoAbbiamo una linea in FTTH o siamo raggiunti in VDSL al nostro indirizzo ma il modem router non è all’altezza? Vediamo insieme i migliori modelli.

Torrent Italiani: i migliori

Il Corsaronero

torrent italiani

Uno dei più famosi siti torrent italiani dove possiamo trovare praticamente qualsiasi cosa recente uscita in TV, al cinema o nei negozi di giochi. Divisione in categorie e un efficiente motore di ricerca di soli torrent italiani in alto: difficile chiedere di più!

Dove sono i link torrent su Corsaronero?

Scaricare da questo sito può sembrare apparentemente difficile perché manca un riferimento “chiaro” al link dove prelevare il torrent. Per scaricare il torrent scelto è sufficiente cliccare su una delle icone indicate in basso per iniziare il download del torrent.

torrent italiani

Possiamo usare il simbolo della calamita (il primo a sinistra) per prelevare il link magnetico, mentre gli altri link permettono di scaricare direttamente il file .torrent da uno dei tanti siti che conservano questo tipo di file. Consiglio di usare il link magnetico (verrà aperto direttamente nel client BitTorrent usato nel sistema) o in alternativa i primi due tasti a forma di icona di uTorrent (siti di hosting).

LINK | Ilcorsaronero.info

TNT Village – Scambio etico

torrent in italiano

Il pilastro dei torrent Italiani! TNT Village è la principale community italiana dedicata a BitTorrent, ed è una delle pochissime risorse del nostro Paese ad aver approntato un Tracker proprio.

Si trova davvero di tutto nelle sue pagine, nelle sue sezioni e “Cure”, dove i torrent vengono catalogati in maniera quasi scientifica: giochi per PC e console, film, telefilm musica, libri e molto altro, nei formati che spaziano dai DVD completi, ai “rip”, alle scansioni di fumetti e altri documenti cartacei. Il portale promuove lo “scambio etico”, ovvero una filosofia di filesharing che possa tutelare i detentori dei diritti ma permettere la diffusione della cultura: il sito ospita quindi solamente torrent relativi a materiale in circolazione da almeno 12 mesi (salvo alcune eccezioni come la sezione libri e la sezione Serie TV).

Assolutamente da inserire tra i propri segnalibri.

LINK | TNT Village

Monova

torrent italiani

Altro sito di torrent italiani aggiornato ogni secondo in grado di cercare qualsiasi torrent in italiano e non con facilità. Disponibile anche la suddivisione in categorie per facilitare la ricerca di un particolare tipo di torrent.

LINK | Monova

Megafiletube

torrent italiani megafiletube

Nuovo sito con numerosi torrent in svariate lingue. Basta scegliere la lingua italiana per ottenere subito tutti i torrent più recenti (anche contenuti usciti al cinema da poco tempo) e scaricare in libertà.

LINK | Megafiletube

Altri siti per scaricare torrent italiani o internazionali

Vogliamo sfruttare tutti questi siti insieme, per un’unica ricerca globale? Possiamo utilizzare Bit Che, come descritto nella nostra guida dedicata.

Cercare torrent su PC: guida completaVogliamo trovare i torrent senza aprire il browser ma con un comodo programma da PC? Ecco i migliori programmi per cercare torrent su PC.

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Disponibile Wine 2.9: miglioramenti per The Witcher 3 e Need for Speed: The Run

By Matteo Gatti

wine 2.9

Il team di sviluppo di Wine ha rilasciato Wine 2.9.

Dopo un paio di settimane dal rilascio di Wine 2.8 che ha migliorato il supporto per diversi giochi e applicazioni gli sviluppatori hanno pronta una nuova release di Wine.

Wine 2.9 introduce il supporto per la tecnologia tesselation shaders in Direct3D e migliorie per RegEdit.

Disponibile Wine 2.9: miglioramenti per The Witcher 3 e NfS: The Run

Ovviamente, come in ogni release, app e giochi son al centro delle novità. Tra i giochi che hanno ricevuto migliorie in Wine 2.9 possiamo citare The Witcher 3: Wild Hunt, Need for Speed: The Run, Grandia II, World of Warships, World of Warplanes, World of Tanks, Tomb Raider 2013 (Steam), 1nsane (GOG), Way of the Samurai 4, League of Legends, Banished, Soul Reaver (GOG), The Rise of the Tomb Raider, GT Challenge, FINAL FANTASY XIV: A Realm Reborn e The Testament of Sherlock Holmes.

Tra le applicazioni aggiornate troviamo Explorer++, Acoustica Mixcraft 6, WeChat, Terragen 4, GMATPrep 2.4.323 e Avast Antivirus.

Potete scaricare Wine 2.9 dal sito ufficiale. Vi ricordo che questa è una versione da considerarsi instabile anche se, dopo averla provata, non ho riscontrato particolari problemi. Attualmente la versione da considerarsi stabile è la 2.0.1.

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Windows Defender, un ing. di Google esegue il porting su Linux

By Matteo Gatti

windows defender

Tavis Ormandy, noto ingegnere del Project Zero di Google, ha sviluppato un tool che consente l’esecuzione di DLL di Windows Defender in ambiente GNU/Linux.

Il nome dato al tool, Loadlibrary, è stato scelto con poca fantasia. Fantasia e un pizzico di sfacciataggine sono però alla base di questo lavoro titanico portato avanti da Ormandy.

Il tool è stato rilasciato su GitHub e permette di portare la DLL (Dynamic Link Library) di Windows Defender su Linux. Ma a che pro? Il progetto ha lo scopo di aiutare i ricercatori nel campo della sicurezza ad effettuare testing di tipo fuzzy per la ricerca di vulnerabilità su software Windows in modo più veloce, efficace e scalabile.

Loadlibrary permette di scaricare e far funzionare le Windows DLL su GNU/Linux aiutando i tester nel lavoro di analisi tramite tool di pen-testing specializzati chiamati fuzzers. Questi permettono di effettuare operazioni automatizzate che si basano sulla sottomissione di dati random alle applicazioni, al fine di rilevare la presenza di anomalie negli output. I fuzzers hanno l’abilità di scovare bug che difficilmente vengono rilevati durante la revisione manuale del codice.

Windows Defender, un ing. di Google esegue il porting su Linux

Effettuare un fuzzing distribuito e scalabile su Windows è un compito particolarmente arduo e inefficiente, mentre in ambiente GNU/Linux diversi problemi si presentano in scala minore. Come spiega Ormandy il suo esperimento permette di testare le librerie Windows in container minimi, con pochissimo overhead, garantendo la scalabilità.Grazie a LoadLibrary Ormandy ha già trovato una vulnerabilità riguardante il Microsoft Malware Protection Engine che lui stesso ha chiamato “crazy bad“; bug che è già stato corretto.

Il nuovo Wine? Il ricercatore ha chiaramente affermato che LoadLibrary non va inteso come un’alternativa a Wine o Winelib, usati rispettivamente per importare librerie Windows in fase di sviluppo o per simulare intere applicazioni Windows in Linux, ma che l’obiettivo sia quello di consentire al software GNU/Linux di caricare in modo nativo semplici DLL di Windows.

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WannaCry rischia anche Linux.

By noreply@blogger.com (Ubuntu Software Libero)

WannaCry

Anche Linux rischia il suo WannaCry.

Probabilmente agli sviluppatori di Samba l’idea di dare un’occhiata al codice della loro piattaforma è venuta dopo aver letto della vulnerabilità usata da WannaCry per diffondersi sui computer Windows. Fatto sta che qualcosa hanno trovato e, guarda caso, la vulnerabilità riguarda il sistema di condivisione dei file e delle stampanti con i sistemi Windows, che sfrutta la stessa porta 445 del famigerato Server Message Block usato dal ransomware per installarsi sui PC con sistemi Microsoft.

A quanto pare, però, la falla di sicurezza è meno grave di quella dei sistemi Windows. In Samba, infatti, la funzione è disattivata come impostazione predefinita e si spera che gli amministratori IT che gestiscono i server su cui è installata abbiano la reattività per installare subito gli aggiornamenti che correggono la vulnerabilità. E non stiamo parlando di poche macchine: secondo i ricercatori di Rapid7, infatti, al momento della pubblicazione dell’avviso sul bug ci sarebbero circa 140.000 computer con versioni di Samba vulnerabili raggiungibili via Internet.

Per saperne di più su Linux=https://www.facebook.com/groups/416785168484322/

Risoluzione display smartphone sinonimo di qualità: un mito da sfatare

By Salvo Cirmi (Tux1)

Spesso, troppo spesso a dire il vero, si sente parlare di smartphone con risoluzioni del display a dir poco pazzesche: Full-HD, 2K e 4K. A volte ci troviamo di fronte anche a risoluzioni leggermente personalizzate, magari quasi un 2K o un 4K non proprio pieno.

Ma arriviamo al punto: avete idea di quanto grandi (ed enormemente sproporzionate) siano queste risoluzioni su un dispositivo dallo schermo relativamente piccolo come lo smartphone? Approfondiamo un po’ meglio la questione.

Risoluzione display e PPI

Prima di addentrarci nel fulcro del discorso, è opportuno conoscere i seguenti dettagli tecnici.

Ad una data risoluzione, corrisponde un certo numero di PPI (chiamati anche DPI), che corrispondono ai Pixel Per Pollice (dall’inglese Pixel Per Inch). E’ automatico, matematico. Se su un display da 5.5″ pollici viene inserita una risoluzione Full-HD, questo avrà un certo numero preciso (e sempre identico ovviamente) di PPI, in questo caso 400.

Potete calcolarli, per esempio, andando a questo indirizzo.

Uno smartphone con display 2K/4K è migliore di uno Full-HD?

Assolutamente no. In verità, non c’è differenza. O perlomeno, c’è: peccato che non possiate vederla ad occhio nudo. Se vedete in commercio uno smartphone con schermo 2K o 4K che si vede “meglio” rispetto ad uno Full-HD, il motivo sta in tutto tranne che nella risoluzione.

La vera risposta alla domanda è quasi sicuramente si: è migliore. Ma non perché ha una risoluzione più grande, ma perché è stato quasi sicuramente prodotto più recentemente, di conseguenza l’azienda che produce display ha avuto il tempo di migliorare parametri come contrasto, luminosità, colori, gamma colore ecc.

Un vero peccato però (oltre che una presa in giro ed un consumo inutile di batteria e capacità computazionale CPU, GPU e RAM) che la risoluzione non migliori la qualità visiva. Perlomeno non su uno smartphone (anche se è oltre i 6 pollici).

Perché tutto questo?

Perché ci sono troppi pixel in troppo poco spazio. Inoltre, l’occhio umano non è in grado di percepire la distanza dei pixel (e quindi densità finale degli stessi) oltre circa i 320 PPI, traguardo raggiunto diversi anni fa con l’introduzione dei display “Retina” della Apple.

Per inciso, i 320 PPI si trovano in una risoluzione compresa tra l’HD ed il Full-HD su un comune smartphone con display da 5.5″ pollici.

Oltre il “Retina”, tutto il resto perde assolutamente senso.

Avere uno smartphone 2K o 4K è una presa in giro?

Si. Ma non solo. Avrete tra le mani un telefono dove non riuscirete a cogliere differenza visiva da uno Full-HD, uno smartphone che tra l’altro consuma più batteria di quanta ne consumerebbe con una risoluzione inferiore, e CPU e GPU calcoleranno inutilmente una risoluzione che non ha motivo di esistere (se non commerciali) su di uno smartphone.

Quindi è tutto inutile?

In realtà, ci sarebbe un’applicazione utile di questa risoluzione: il VR. Tuttavia, sono davvero poche al momento le applicazioni che lo usano decentemente e dovrete procurarvi un accessorio adatto e particolarmente costoso (un casco, una visiera o qualcosa di simile).

Android Wear 2.0 per Moto 360 2015: download e installazione

By Giuseppe Monaco

Android Wear 2.0 Moto 360 2015

Finalmente il giorno tanto atteso da tutti i possessori del celebre smartwatch realizzato da Motorola è arrivato. Proprio in queste ore, infatti, stiamo assistendo al rilascio di Android Wear 2.0 per Moto 360 2nd Gen così come annunciato dal supporto di Motorola non molto tempo fa.

Miglior smartwatch: quale comprareAvete deciso di acquistare uno smartwatch ma siete indecisi? Ecco la nostra guida per gli acquisti per cercare di aiutarvi a sciogliere ogni dubbio.

Per far partire il download dell’aggiornamento, però, dovremo seguire una procedura ben precisa e leggermente diversa da quella che viene fatta normalmente quando si è alla ricerca di nuovi update da installare.

Android Wear 2.0 Moto 360 2015

Per prima cosa, assicuratevi di seguire la procedura alla lettera soddisfacendo i seguenti requisiti:

  • Smartwatch sufficientemente carico ( almeno attorno al 60-70%);
  • Connessione bluetooth con lo smartphone disabilitata;
  • Connessione a una rete WiFi direttamente dallo smartwatch.

A questo punto, utilizzando il vostro Moto 360, dovete recarvi alla voce impostazioni, scrollare la schermata fino alla voce info per aprire la sezione dedicata alla visualizzazioni delle diverse informazioni di sistema.

Solitamente ciò che si fa in questi casi è tappare la voce Aggiornamenti di sistema e aspettare che lo smartwatch si connetta per verificare se ci sono update da installare. Nel nostro caso, tappando sulla voce in questione otteniamo la classica schermata verde con la dicitura “Il sistema è aggiornato”, simbolo del fatto che non sono disponibili aggiornamenti da scaricare.

Esistono, però, delle combinazioni tramite le quali è possibile forzare il download dell’aggiornamento e ottenere finalmente la nuova versione di Android Wear. Secondo diversi pareri raccolti su Reddit, diversi utenti sono riusciti a far partire il download eseguendo una di queste 2 procedure:

  • Tappare più volte velocemente la voce “Aggiornamento di sistema” prima che compaia la schermata verde;
  • Tappare più volte velocemente la schermata verde fino all’inizio del download.

Android Wear 2.0 Moto 360 2015
Android Wear 2.0 Moto 360 2015
Android Wear 2.0 Moto 360 2015

Personalmente sono riuscito a far partire il download e a installare Android Wear 2.0 sul mio Moto 360 2nd Gen usando la prima procedura, come potete vedere dalle foto.

Questo è quanto! Se avete dubbi sulle modalità da seguire resto a disposizione nei commenti.

L’articolo Android Wear 2.0 per Moto 360 2015: download e installazione appare per la prima volta su ChimeraRevo – Il miglior volto della tecnologia.