Fedora Linux 45: GNOME 51, KDE Plasma 6.8, sicurezza rafforzata e nuove tecnologie

Finalmente, dopo 2 rinvii che hanno tenuto con il fiato sospeso appassionati e sviluppatori, Fedora Linux 45 è realtà: la nuova versione della distribuzione GNU/Linux sponsorizzata da Red Hat è ora disponibile. Il team del progetto ha scelto di non avere fretta, rimandando il rilascio per risolvere alcuni problemi considerati bloccanti. Una decisione che conferma la priorità data alla stabilità.
Fedora Linux rappresenta una delle distribuzioni GNU/Linux più apprezzate e innovative nel panorama open source. Fin dalla sua origine, il progetto Fedora si propone di offrire un sistema operativo all’avanguardia, con tecnologie recenti, un’attenzione particolare alla libertà digitale e a un ciclo di aggiornamenti rapido e continuo. Nato come progetto sponsorizzato da Red Hat, Fedora mira a essere una piattaforma ricca di innovazioni per utenti professionisti, sviluppatori e appassionati di tecnologia, puntando a integrare le ultime novità del mondo GNU/Linux e del software libero.
Sul piano del pubblico di riferimento, Fedora si rivolge a un’utenza di livello intermedio e avanzato: non è una distribuzione pensata per chi muove i primi passi con GNU/Linux, ma nemmeno un sistema riservato a specialisti. L’obiettivo principale del progetto è quello di fornire una distribuzione GNU/Linux semplice da usare ma allo stesso tempo ricca di strumenti avanzati, in grado di adattarsi facilmente alle esigenze di diversi tipi di utenti, garantendo stabilità, sicurezza e compatibilità con le più recenti tecnologie hardware e software.
Fedora utilizza il formato RPM, ovvero Red Hat Package Manager, per la gestione dei pacchetti software e adotta DNF, Dandified Yum, come gestore software predefinito basato sulla libreria libdnf5. L’infrastruttura RPM garantisce un sistema di packaging maturo, modulare e altamente controllato, mentre DNF offre una risoluzione avanzata delle dipendenze, gestione transazionale delle operazioni e un modello di estendibilità orientato alla qualità del software distribuito. Dal punto di vista tecnico, Fedora è spesso la prima distribuzione GNU/Linux a introdurre nuove tecnologie del mondo GNU/Linux, fungendo da piattaforma di integrazione e test per componenti che successivamente confluiscono anche in Red Hat Enterprise Linux.
Il progetto Fedora nasce ufficialmente nel 2003, in seguito alla decisione di Red Hat di separare la propria distribuzione commerciale, Red Hat Enterprise Linux (RHEL), dal precedente Red Hat Linux, che cessò di esistere con la versione 9 pubblicata nel marzo 2003. La prima versione del nuovo progetto comunitario, Fedora Core 1, venne pubblicata il 6 novembre 2003. Le prime 6 versioni portavano il nome Fedora Core, fino alla transizione a Fedora 7 nel 2007, che unificò i repository software Core ed Extras in un’unica distribuzione completamente comunitaria. Negli anni successivi Fedora ha introdotto tecnologie chiave del panorama GNU/Linux come systemd (adottato come sistema di inizializzazione nel 2011 con Fedora 15), Wayland (predefinito dal 2016 con Fedora 25), PipeWire (introdotto progressivamente dal 2020 e reso predefinito nel 2021 con Fedora 34) e Btrfs come filesystem di default dal 2020 con Fedora 33. L’evoluzione recente include lo sviluppo delle varianti immutabili basate su OSTree, come Silverblue e Kinoite, che rappresentano una delle direzioni tecniche più innovative del progetto.
Oltre alla versione principale, Fedora è oggi un progetto articolato in più edizioni ufficiali, ciascuna pensata per un caso d’uso specifico. Tra queste troviamo Fedora Workstation, orientata agli sviluppatori e agli utenti desktop professionali, Fedora Server, dedicata ai servizi di rete e ai datacenter, Fedora Cloud, ottimizzata per ambienti cloud, Fedora CoreOS, sistema minimale e immutabile progettato per container e orchestrazione, e Fedora IoT, destinata ai dispositivi Internet of Things. A queste si aggiungono le varianti Fedora Spins, che offrono ambienti desktop alternativi come Xfce, Cinnamon o MATE, e Fedora Labs, raccolte tematiche di software per ambiti specifici come sicurezza, scienza o design.
Negli ultimi anni il progetto ha introdotto anche le Atomic Desktops, versioni immutabili basate su OSTree e pensate per garantire maggiore affidabilità e la possibilità di eseguire rapidamente il ripristino della versione precedente (rollback). Tra queste figurano Fedora Silverblue con ambiente GNOME, Fedora Kinoite con KDE Plasma, Sway Atomic, Budgie Atomic e COSMIC Atomic.
Fedora si distingue per il suo ciclo di rilascio rapido, con nuove versioni stabili circa ogni 6 mesi, che introducono funzionalità innovative e miglioramenti significativi rispetto alle precedenti. Il ciclo di sviluppo si basa su un modello ibrido che combina tempistiche regolari e controllo qualità. Il ramo Rawhide rappresenta il flusso di sviluppo continuo, mentre il ramo Branched porta alle milestone Beta e alla versione stabile. Ogni versione è supportata per circa 13 mesi, permettendo agli utenti di aggiornare con flessibilità senza perdere il supporto.
La documentazione ufficiale del progetto è ampia e copre tutti gli aspetti della distribuzione: guida per principianti, manuali per Workstation, Server, CoreOS, IoT e Atomic Desktops, linee guida per il packaging, documentazione per ARM e Apple Silicon, oltre a informazioni sulla governance e sui gruppi di lavoro. La comunità Fedora è attiva e collaborativa, con forum, chat e team specializzati che contribuiscono allo sviluppo e alla diffusione della distribuzione.
La nuova versione Fedora Linux 45 è stata rilasciata il 3 novembre 2026 dopo 2 rinvii rispetto alla data originaria del 20 ottobre 2026, dovuti alla necessità di risolvere alcuni problemi ritenuti bloccanti prima del via libera definitivo. La precedente versione stabile è Fedora Linux 44, rilasciata il 28 aprile 2026, che continua a ricevere gli aggiornamenti di manutenzione previsti dal ciclo di supporto.
Novità in Fedora Linux 45
Fedora Linux 45 è un aggiornamento importante che tocca sia la superficie visibile del desktop sia le fondamenta del sistema: dalla sicurezza dei pacchetti software alla console virtuale, fino agli strumenti di sviluppo. Di seguito sono illustrate in dettaglio tutte le principali novità.
Ambienti desktop: GNOME 51 e KDE Plasma 6.8
Sul fronte degli ambienti desktop, l’edizione Workstation passa a GNOME 51, mentre l’edizione KDE Plasma Desktop adotta KDE Plasma 6.8.2. Entrambi gli aggiornamenti portano migliorie di prestazioni, grafica e usabilità: GNOME 51 introduce una pianificazione dei fotogrammi più efficiente per animazioni regolari anche sotto carico, una registrazione dello schermo più rapida e numerose novità in Impostazioni, GNOME Software e nel gestore di file. KDE Plasma 6.8 completa la transizione a Wayland, aggiunge i desktop virtuali per schermo e rinnova il desktop remoto, la registrazione con Spectacle e i temi Breeze e Oxygen.
Kernel Linux 7.2 e console kmscon
Il cuore del sistema è il kernel Linux 7.2, il componente fondamentale del sistema operativo che gestisce la comunicazione con l’hardware, la memoria e i processi. Fedora Linux è una distribuzione che aggiorna il kernel Linux durante l’intero ciclo di vita della versione, quindi nel tempo gli utenti riceveranno anche serie più recenti senza dover reinstallare il sistema. Una novità di rilievo riguarda la console virtuale: la tradizionale console interna al kernel Linux, fbcon, viene sostituita da kmscon, un’implementazione nello spazio utente (cioè eseguita fuori dal kernel Linux) che offre un rendering migliore dei caratteri e di Unicode (lo standard che rappresenta i caratteri di tutte le lingue), una gestione più accurata delle disposizioni di tastiera e meno codice in esecuzione diretta nel kernel Linux, con benefici in termini di sicurezza e manutenzione.
Sicurezza rafforzata
La sicurezza è uno dei temi centrali della nuova versione. Con l’arrivo di RPM 6.1 (Red Hat Package Manager, il sistema di gestione dei pacchetti software di Fedora), la verifica delle firme digitali dei pacchetti software diventa obbligatoria per impostazione predefinita: ogni pacchetto software deve possedere una firma e un digest (una sorta di impronta digitale che ne certifica l’integrità) validi per poter essere installato, salvo disattivazione esplicita del controllo. Una firma valida non garantisce che un programma sia privo di vulnerabilità, ma certifica l’origine e l’integrità del pacchetto software distribuito.
Viene inoltre limitato l’accesso a ptrace, la funzione del kernel Linux che permette a un processo di osservare e controllare l’esecuzione di altri processi: la restrizione vale per gli utenti privi di privilegi amministrativi e impedisce a eventuali applicazioni malevole di ispezionare i processi dello stesso utente. Le funzionalità complete di debug restano disponibili dopo l’installazione degli strumenti di sviluppo appropriati.
Sul fronte della gestione delle credenziali, Fedora 45 adotta oo7, una moderna implementazione del Secrets Service (il servizio standard per l’archiviazione sicura di password e chiavi) scritta nel linguaggio Rust, che sostituisce i gestori tradizionali come GNOME Keyring e KWallet nelle configurazioni supportate, garantendo un’interfaccia uniforme tra ambienti desktop diversi.
Il progetto prosegue infine il lavoro sulle build riproducibili, cioè la compilazione del software in modo che dalla stessa fonte si ottenga sempre lo stesso risultato, a tutela della catena di distribuzione del software.
Installazione: Anaconda, Stratis e Atomic Desktop
L’installatore Anaconda supporta ora l’installazione su archivi gestiti con Stratis, la soluzione di gestione dello storage di Red Hat, inclusa la configurazione manuale tramite la nuova interfaccia WebUI e incluse le installazioni automatiche con Kickstart, il sistema di script per installazioni senza intervento umano. È possibile avviare Cockpit Storage direttamente dall’installatore per creare e configurare pool di archiviazione Stratis.
Le varianti Atomic Desktop, come Silverblue e Kinoite, passano dal vecchio installatore GTK al più recente WebUI e ottengono il supporto all’installazione remota sicura tramite browser, con autenticazione basata su HTTPS e PIN.
La produzione delle immagini di installazione adotta il nuovo strumento image-builder, che amplia i formati di immagine disco disponibili, mentre Fedora CoreOS attiva per impostazione predefinita systemd-oomd (il gestore delle situazioni di memoria esaurita) e lo swap zram (un’area di memoria di scambio compressa in RAM), migliorando la gestione della memoria.
Strumenti di sviluppo aggiornati
Fedora conferma il proprio ruolo di piattaforma privilegiata per sviluppatori e amministratori di sistema grazie a uno stack software aggiornato che comprende:
- GCC 16.2 (GNU Compiler Collection, la raccolta di compilatori del progetto GNU)
- Python 3.15
- glibc 2.44 (la libreria standard del linguaggio C di GNU)
- LLVM 23 (l’infrastruttura di compilazione alternativa)
- Go 1.27
- Perl 5.44
- Podman 6 per la gestione dei container
- Pandas 3 per l’analisi dei dati in Python
- Lua 5.5
L’edizione Workstation introduce inoltre encapsule, un nuovo strumento da riga di comando che permette di eseguire attività di sviluppo isolate e script di terze parti poco fidati all’interno di container dedicati, anziché direttamente sull’ambiente host. Da segnalare anche il supporto migliorato ai portatili con processori Qualcomm Snapdragon X.
Cambiamenti da conoscere prima dell’aggiornamento
Un avviso importante per chi proviene dalla versione 44: vengono rimossi i 2 plugin VPN (Virtual Private Network, rete privata virtuale) legacy NetworkManager-vpnc e NetworkManager-fortisslvpn, eliminati automaticamente durante l’aggiornamento. Chi li utilizza deve migrare le proprie connessioni verso alternative supportate come OpenConnect o Libreswan.
Gli utenti di schede grafiche NVIDIA sono inoltre invitati a verificare la compatibilità dei driver proprietari, dato che GNOME 51 ha rimosso il supporto alle interfacce dei driver legacy in favore di quelle standardizzate moderne.
Download e Riferimenti
Fedora Linux 45 è disponibile per il download dalla pagina ufficiale del progetto, dove si trovano le indicazioni per le immagini di installazione (file ISO) di tutte le edizioni: Workstation, KDE Plasma Desktop, Server, Cloud, IoT, CoreOS, Atomic Desktop e le Spins con gli ambienti desktop alternativi.
Per l’installazione è sufficiente scaricare l’immagine dell’edizione desiderata, masterizzarla su un supporto o scriverla su una chiavetta USB con strumenti come Fedora Media Writer, Balena Etcher oppure Rufus da Windows, quindi avviare il computer dal supporto creato e seguire la procedura guidata di Anaconda.
Per Fedora Linux 45 Workstation, l’edizione pensata principalmente per l’utilizzo desktop, il download è disponibile direttamente dalla pagina ufficiale dedicata, che include anche le istruzioni per creare il supporto di installazione.
Aggiornamento a Fedora Linux 45
Gli utenti che utilizzano già Fedora Linux 44 possono aggiornare alla versione Fedora Linux 45 direttamente dal sistema, senza reinstallare da zero. tramite il comando da Terminale:
dnf system-upgrade
che consente di effettuare l’avanzamento di versione mantenendo impostazioni e pacchetti software installati.
La guida ufficiale all’aggiornamento è disponibile nella documentazione del progetto. Prima di procedere è consigliabile assicurarsi che il sistema sia completamente aggiornato, verificare la compatibilità dei driver grafici nel caso di hardware NVIDIA e controllare di non dipendere dai plugin VPN rimossi.
Riferimenti Ufficiali
L’annuncio ufficiale della versione Fedora Linux 45 è stato pubblicato su Fedora Magazine, la rivista online del progetto.
Fonte: https://fedoraproject.org/it/
Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Fedora_(informatica)
Fonte: https://fedoramagazine.org/announcing-fedora-linux-45/
Fonte: https://www.phoronix.com/news/Fedora-45-Released
Fonte: https://www.linuxadictos.com/fedora-45-llega-con-gnome-51-y-refuerzos-de-seguridad.html
Fonte: https://9to5linux.com/fedora-linux-45-is-now-available-for-download-with-gnome-51-and-kde-plasma-6-8
Fonte: https://linuxiac.com/fedora-45-officially-released/
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