Agama 25: l’installatore web di openSUSE introduce il terminale integrato e migliora la gestione della rete

Agama è l’installatore di sistemi operativi nato all’interno del team di YaST, lo storico strumento di installazione e configurazione utilizzato da oltre 20 anni da SUSE e openSUSE. Il progetto nasce con l’obiettivo di superare alcuni limiti dell’anziano YaST, la cui architettura risulta oggi complessa e gravata da un notevole debito tecnico, e di fornire un installatore moderno per le nuove iniziative del mondo SUSE, come quelle basate su SUSE Linux Framework One.
A differenza degli installatori tradizionali come Calamares, Agama adotta un approccio differente basato sulle tecnologie web. Durante l’installazione, il programma avvia un server web integrato e mette a disposizione un’interfaccia utente accessibile tramite un normale browser. Attraverso tale interfaccia, l’utente può configurare e controllare tutte le fasi dell’installazione, mentre Agama esegue direttamente le operazioni sul sistema, come il partizionamento dei dischi, la configurazione della rete, la creazione degli utenti e l’installazione dei pacchetti software. Questa architettura separa l’interfaccia grafica dai componenti che svolgono le operazioni di installazione, rendendo più semplice anche l’automazione e il controllo remoto del processo. Agama è infatti progettato come un installatore basato su servizi e controllabile tramite browser o altri client che comunicano con esso attraverso il protocollo HTTP.
Questo approccio offre un vantaggio significativo: l’interfaccia può essere utilizzata sia direttamente sulla macchina in installazione, sia da un altro dispositivo della rete locale, come un PC, un tablet o uno smartphone. Il browser comunica con il backend attraverso API HTTP, rendendo possibile la gestione remota dell’installazione senza strumenti aggiuntivi. Il risultato è un’esperienza più flessibile, moderna e adatta anche a scenari complessi o distribuiti. Inoltre, questa scelta favorisce il riutilizzo del codice, l’integrazione con strumenti di terze parti e la possibilità di costruire interfacce avanzate e moderne.
Il progetto è interamente open source ed è distribuito con licenza GPL-2.0 (GNU General Public License versione 2), in coerenza con la filosofia di libertà di utilizzo, modifica e redistribuzione tipica dell’ecosistema openSUSE. Lo sviluppo avviene pubblicamente nel repository software ufficiale su GitHub, dove chiunque può consultare il codice sorgente, segnalare problemi o proporre miglioramenti.
Agama supporta diverse architetture hardware, tra cui x86_64 (i comuni processori a 64 bit per PC), AArch64 (l’architettura ARM a 64 bit), ppc64le (PowerPC 64 bit Little Endian, utilizzato nei server IBM) e s390x (IBM zSystems), oltre al recente supporto all’architettura riscv64 introdotto in questa versione.
L’applicazione è disponibile già su distribuzioni come openSUSE Tumbleweed (la versione “rolling release“, aggiornata in continuazione), Slowroll (una variante a rilasci più distanziati) e MicroOS. Agama è inoltre particolarmente adatto per sviluppatori e amministratori di sistema che possono automatizzare le installazioni tramite profili di configurazione in stile AutoYaST (lo strumento storico di openSUSE per le installazioni automatiche) e integrare Agama nei propri flussi di lavoro grazie all’API documentata.
La nuova versione Agama 25 è stata rilasciata il 22 ottobre 2026. La precedente versione stabile, Agama 24, è stata rilasciata l’11 settembre 2026 e aveva introdotto migliorie alla gestione dell’archiviazione, alla configurazione della rete e un supporto iniziale all’importazione dei profili AutoYaST. Agama 25 è il primo rilascio successivo al debutto di openSUSE Leap 16.1 (la versione a supporto esteso della distribuzione) e apre il lavoro di preparazione verso Tumbleweed, Slowroll e Leap 16.2.
Novità in Agama 25
Come dichiarato dagli sviluppatori, Agama 25 non porta una singola funzionalità di rilievo, bensì un insieme di miglioramenti richiesti dagli utenti e alcune fondamenta per gli sviluppi futuri del progetto.
Un terminale integrato nell’interfaccia web
L’interfaccia web di Agama include ora un terminale completo, cioè un’interfaccia a riga di comando che permette di digitare comandi direttamente sul sistema in fase di installazione. In precedenza, per ottenere una shell (l’ambiente testuale in cui si eseguono i comandi) sulla macchina da installare, era necessario passare a una diversa console virtuale tramite la combinazione di tasti Ctrl+Alt+F8, nel caso di accesso fisico alla macchina, oppure collegarsi da remoto tramite SSH (Secure SHell, il protocollo per l’accesso remoto cifrato a un computer). Ora è possibile aprire un terminale comodamente dall’interfaccia web di Agama, senza mai abbandonare il browser: una funzionalità particolarmente utile per le attività di diagnostica e per gli interventi manuali durante l’installazione.
La possibilità di uscire prima che sia troppo tardi
Su richiesta di diversi utenti, Agama offre adesso un’opzione di uscita dal programma di installazione. Questa è disponibile fin dall’inizio della procedura e permette di riavviare o spegnere la macchina se si cambia idea. È importante sottolineare che l’opzione resta accessibile soltanto prima dell’avvio dell’installazione vera e propria: annullare l’operazione mentre Agama sta già applicando le modifiche al disco potrebbe lasciare il sistema in uno stato imprevedibile e potenzialmente non avviabile. Per questo motivo, l’opzione di uscita scompare non appena l’installazione è in corso.
Selezione delle porte di rete migliorata
La configurazione di rete è stata affinata, in particolare per la creazione di interfacce bond (aggregazione di più schede di rete in un’unica interfaccia virtuale, per aumentare affidabilità e prestazioni) e bridge (connessione di più interfacce a livello di collegamento, tipica degli ambienti virtualizzati). In precedenza, le porte da assegnare a un bond o a un bridge andavano digitate a mano in un campo di testo libero, con un semplice elenco dei nomi dei dispositivi esistenti come suggerimento: un errore di battitura veniva accettato in silenzio e il campo diventava poco pratico su sistemi con numerose NIC (Network Interface Card, ovvero le schede di rete). In Agama 25 la selezione delle porte avviene tramite un campo multi-selezionabile con ricerca integrata: i dispositivi rilevati nel sistema compaiono in un elenco filtrabile durante la digitazione, mantenendo comunque la possibilità di inserire manualmente il nome di un dispositivo non ancora presente.
Verso l’adozione su openSUSE Tumbleweed
Dietro le quinte, la squadra continua a collaborare con i manutentori della distribuzione GNU/Linux openSUSE Tumbleweed per rendere Agama l’installatore ufficiale. Non esiste ancora una data definitiva per il passaggio completo, ma i progressi sono concreti: tra questi figurano la revisione del supporto alla registrazione del sistema, l’introduzione di un terminale web integrato per l’interfaccia di installazione, il supporto esteso per le reti e i volumi logici, e l’aggiunta del supporto all’architettura riscv64, quest’ultimo contribuito da Andreas Schwab
Minore dipendenza dai pacchetti YaST
Agama è nato riutilizzando diversi pacchetti di YaST, attingendo a logiche già collaudate invece di riscriverle da zero. Gli sviluppatori stanno ora ridimensionando questa dipendenza: le parti effettivamente necessarie vengono trasferite nel codice proprio di Agama, anziché importare interi moduli YaST. Per ora l’intervento riguarda il codice collegato ad AutoYaST, ma altre aree seguiranno nei prossimi rilasci.
Specifiche OpenAPI e schemi JSON pubblicati
Agama espone la propria API HTTP tramite una specifica OpenAPI (un formato standard per descrivere le API, permettendo la generazione automatica di client e la documentazione interattiva) e valida i propri file di configurazione e profilo tramite schemi JSON (definizioni formali della struttura dei dati, che permettono di verificarne automaticamente la correttezza). Entrambe le risorse sono state rifinite e, soprattutto, pubblicate con indirizzi stabili sul sito di documentazione del progetto. Si tratta di un vantaggio che va oltre Agama stesso: altri strumenti possono generare client, validare le richieste o esplorare le API senza dover scavare nel codice sorgente. Gli schemi JSON risultano utili anche durante la modifica dei file di configurazione. In molti editor è sufficiente indicare lo schema corretto tramite la chiave "$schema" per ricevere suggerimenti automatici, controlli sulla correttezza dei dati e segnalazioni immediate di eventuali errori.
Correzioni e affinamenti minori
La versione include inoltre una serie di correzioni e affinamenti di minore entità, come la segnalazione di dettagli più ricchi sui dispositivi di rete e l’impostazione di systemd-boot (un gestore di avvio leggero, il programma che carica il sistema operativo all’accensione della macchina) come predefinito per le installazioni di MicroOS.
Download e Riferimenti
Per provare Agama 25 è disponibile l’immagine ISO live (un’immagine di disco avviabile che esegue il sistema senza installarlo) scaricabile dalla pagina ufficiale dei download del progetto.
Agama è un multi‑product installer: con un’unica immagine è possibile installare tutte le distribuzioni supportate come openSUSE Tumbleweed, openSUSE Leap 16.0, openSUSE MicroOS o openSUSE Slowroll (sperimentale).
La pagina di download mette a disposizione le immagini ISO per le 4 architetture hardware supportate:
- x86_64
- aarch64
- ppc64le
- s390x
Ogni immagine è accompagnata dal relativo file SHA‑256, utile per verificare l’integrità del download tramite il comando sha256sum. Per chi preferisce accedere direttamente all’archivio delle immagini, l’immagine ISO può essere scaricata anche tramite questo link, che punta alla cartella contenente le versioni più recenti.
Una volta scaricata l’immagine ISO, è possibile creare un supporto avviabile (chiavetta USB consigliata, oppure DVD) seguendo le istruzioni fornite sulla pagina ufficiale dei download per i sistemi GNU/Linux, Windows o macOS. Avviando il sistema dal supporto preparato si accede alla schermata di selezione del prodotto, da cui proseguire con l’installazione; per ulteriori dettagli è disponibile anche la guida introduttiva.
Per accedere al programma di installazione da remoto, se conosci l’indirizzo IP del sistema, devi semplicemente aprire nel browser l’indirizzo https://indirizzo-IP, ad esempio https://192.168.1.100. Nel caso in cui non si conosca l’indirizzo, o semplicemente per comodità, la Live ISO è configurata per utilizzare Multicast DNS (a volte chiamato mDNS, Avahi, Zeroconf, Bonjour) per la risoluzione del nome host. Pertanto, la connessione a https://agama.local dovrebbe funzionare.
Agama è inoltre preinstallato nelle immagini di installazione ufficiali di openSUSE, quindi chi installa le versioni più recenti delle distribuzioni lo utilizza automaticamente. Gli utenti che seguono openSUSE Tumbleweed riceveranno gli aggiornamenti dell’installatore tramite i normali aggiornamenti di sistema. Agama, essendo un installatore avviabile da immagine ISO non è distribuito tramite Flathub né AppImageHub.
Riferimenti Ufficiali
L’annuncio ufficiale del rilascio è consultabile nel blog del progetto Agama, mentre il codice sorgente, la documentazione e la segnalazione dei problemi sono disponibili nel repository software ufficiale su GitHub.
Per domande, commenti o suggerimenti è possibile partecipare al canale IRC#yast sulla rete Libera.Chat, consultare la lista di distribuzione YaST Development oppure aprire una discussione direttamente su GitHub nella sezione dedicata al progetto Agama.
Fonte: https://agama-project.github.io/
Fonte: https://agama-project.github.io/blog/2026/10/21/agama-25
Fonte: https://9to5linux.com/opensuse-releases-agama-25-installer-with-web-based-terminal-exit-option
Fonte: https://linuxiac.com/opensuses-agama-25-installer-adds-web-terminal-improves-networking/
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