Samba 4.25: supporto SMB3 Persistent Handles, alta disponibilità e novità per i cluster

Samba 4.25: supporto SMB3 Persistent Handles, alta disponibilità e novità per i cluster

Samba è l’implementazione più nota e ampiamente utilizzata implementazione open source del protocollo di rete SMB (Server Message Block), lo standard storicamente utilizzato da Windows per la condivisione di file e stampanti nella rete locale. Grazie a questa applicazione, i sistemi GNU/Linux e *nix possono condividere cartelle e stampanti con le macchine Windows e integrarsi in ambienti basati su Active Directory, il servizio di directory di Microsoft per la gestione centralizzata di utenti, computer e criteri di sicurezza.

Il progetto nasce nel 1992 per opera di Andrew Tridgell e cresce fino a diventare un componente essenziale dell’infrastruttura informatica di intere organizzazioni. A partire dalla versione 4, Samba include anche un controller di dominio AD DC (Active Directory Domain Controller) compatibile con Active Directory, oltre al demone winbind, che permette di inserire server e desktop GNU/Linux all’interno di domini Microsoft già esistenti.

Il codice sorgente è distribuito con licenza GPL (GNU General Public License) versione 3, quindi si tratta di software libero utilizzabile e modificabile senza costi di licenza.

Samba è utilizzato principalmente come server SMB/CIFS sui sistemi operativi GNU/Linux, BSD, Solaris e altre piattaforme Unix. Il progetto comprende tuttavia anche componenti client e strumenti di integrazione, utilizzati per l’accesso alle condivisioni SMB e per l’interoperabilità con ambienti Active Directory. Mentre i client che vi si collegano possono essere di qualunque tipo: Windows, macOS, GNU/Linux, ma anche dispositivi mobili e NAS (Network Attached Storage, ovvero unità di archiviazione collegata alla rete). Sebbene possa essere utilizzato anche in ambito domestico e nei piccoli uffici, Samba è impiegato soprattutto da amministratori di sistema, aziende e organizzazioni che devono gestire condivisioni di file, servizi di stampa, domini Active Directory e, in generale, infrastrutture di archiviazione mission-critical.

La nuova versione stabile è Samba 4.25.0 rilasciata il 24 settembre 2026 come primo rilascio stabile della serie 4.25. La precedente versione stabile disponibile è Samba 4.24.7, distribuita il 9 settembre 2026 come ultimo aggiornamento di manutenzione della serie 4.24, che continua a ricevere correzioni di sicurezza per un periodo prolungato.

Novità in Samba 4.25

Samba 4.25 inaugura una nuova serie stabile e porta con sé alcune delle funzionalità di alta disponibilità più ambiziose mai introdotte nel progetto. Un ambiente ad alta disponibilità è un’infrastruttura progettata per continuare a funzionare anche in caso di guasto di un componente, ad esempio tramite più server ridondanti. Di seguito sono illustrate in dettaglio le principali novità della versione.

Persistent handle SMB3 per l’alta disponibilità

La novità principale è il supporto sperimentale ai persistent handle SMB3, una funzionalità pensata proprio per gli ambienti ad alta disponibilità. Un “handle” è un identificatore che il sistema operativo assegna a un file aperto: grazie ai persistent handle, un client che aveva file aperti sul server può riconnettersi automaticamente dopo un riavvio o un’interruzione del servizio mantenendo l’accesso ai file che aveva già aperto, senza che le applicazioni vadano in errore.

Si tratta di un vantaggio decisivo per carichi di lavoro come macchine virtuali, database e storage clusterizzato, dove la perdita improvvisa dell’accesso a un file aperto può causare interruzioni serie o danneggiamenti. I persistent handle SMB3 rappresentano uno dei componenti fondamentali necessari per il futuro supporto al Transparent Failover (failover trasparente), ovvero il passaggio automatico e pressoché impercettibile dei client verso un altro nodo del cluster quando quello che li stava servendo smette di funzionare. La funzionalità completa non è ancora disponibile, ma Samba 4.25 introduce una base tecnica importante per la sua futura implementazione. Il team del progetto precisa però che la funzione introduce un certo degrado delle prestazioni, per cui è destinata a scenari specifici e non ai normali file server generici.

Per utilizzare i persistent handle non è sufficiente aggiornare Samba: occorre infatti abilitare esplicitamente le opzioni persistent handles a livello globale e continuous availability nelle singole condivisioni. Inoltre la funzionalità richiede impostazioni specifiche che disabilitano alcuni meccanismi di interoperabilità con l’accesso locale POSIX e con i client NFS (Network File System), risultando quindi adatta soprattutto a condivisioni dedicate a carichi di lavoro ad alta disponibilità piuttosto che a file server di uso generale.

Samba 4.25 introduce inoltre il nuovo parametro persistent handles durability, che consente agli amministratori di scegliere il compromesso tra prestazioni e durabilità dei dati associati agli handle persistenti. Nelle configurazioni clusterizzate la conservazione completa dello stato comporta infatti transazioni aggiuntive replicate tra tutti i nodi e scritte su memorizzazione persistente, aumentando ulteriormente il carico del sistema ma migliorando la capacità di recupero dopo guasti o riavvii dell’intero cluster.

Integrazione con Ceph Object Gateway

Samba 4.25 introduce il nuovo modulo vfs_ceph_rgw, che permette di esporre tramite il protocollo SMB i bucket del Ceph Object Gateway. Un bucket è un contenitore di dati tipico dell’archiviazione a oggetti, mentre Ceph è una piattaforma di storage distribuito molto diffusa nei data center. In pratica, gli utenti possono accedere all’archiviazione a oggetti attraverso la tradizionale interfaccia di file e cartelle, senza dover ricorrere a client o API (Interfaccia di Programmazione delle Applicazioni) dedicate: un ponte semplice tra due mondi dell’archiviazione dei dati.

Nuovo livello funzionale per i cluster

Le distribuzioni Samba in cluster ricevono un importante meccanismo di livello funzionale del cluster. Un cluster è un gruppo di server che lavorano insieme come un unico sistema. Il nuovo meccanismo rende più sicuri gli aggiornamenti progressivi, ovvero gli aggiornamenti eseguiti un nodo alla volta senza fermare l’intero servizio: le modifiche che interessano l’intero cluster vengono infatti attivate solo quando tutti i nodi dichiarano di supportarle. In questa versione è implementato il livello iniziale 1.0, con una logica rigorosa: l’aggiornamento procede soltanto se tutti i nodi annunciano esattamente lo stesso insieme di livelli supportati, il che in pratica significa che ogni nodo deve eseguire la medesima versione. Il team precisa che la funzione prepara il terreno agli sviluppi futuri, piuttosto che agevolare il passaggio alla nuova versione Samba 4.25 da versioni precedenti.

Limitazione della larghezza di banda a livello di cluster

Altro arrivo interessante per i cluster è il modulo vfs_aio_ratelimit, che offre la limitazione della velocità (rate limiting) su tutto il cluster. Gli amministratori possono così applicare limiti di larghezza di banda in modo coerente su tutti i nodi, invece di configurarli singolarmente su ciascun server con il rischio di impostazioni disomogenee e difficili da mantenere.

Kerberos con crittografia AES per impostazione predefinita

Sul fronte della sicurezza, Samba ora utilizza per impostazione predefinita i tipi di crittografia AES (Advanced Encryption Standard) per Kerberos, il protocollo di autenticazione di rete, nei domini con livello funzionale 2008 o successivo. La modifica, legata alla vulnerabilità CVE-2026-20833 (Common Vulnerabilities and Exposures, il catalogo pubblico delle vulnerabilità informatiche), rafforza le impostazioni di cifratura predefinite negli ambienti che supportano questi standard più recenti.

Miglioramenti a CTDB e pulizia della configurazione

La nuova versione include inoltre diversi miglioramenti a CTDB, il componente di Samba che implementa il database distribuito necessario per il clustering, insieme a una pulizia della configurazione e alla rimozione della vecchia opzione getwd cache, un meccanismo di memorizzazione temporanea dei percorsi delle cartelle ormai obsoleto e non più utile.

Download e Riferimenti

Il codice sorgente di Samba 4.25.0 è disponibile per il download dalla pagina ufficiale del progetto, dove è possibile ottenere l’archivio dei sorgenti firmato con la chiave GnuPG AA99442FB680B620, oltre alle patch ufficiali per l’aggiornamento delle versioni precedenti.

Chi preferisce usare il compilato può attendere i pacchetti software aggiornati del repository software della propria distribuzione, mentre chi gestisce un dominio in produzione dovrebbe valutare con attenzione il passaggio alla nuova serie, che è la filiera di sviluppo delle funzionalità, oppure restare sulla serie 4.24, che continua a ricevere le correzioni di sicurezza.

Essendo un componente server, Samba non è distribuito tramite Flathub né tramite AppImageHub.

Riferimenti Ufficiali

L’annuncio ufficiale del rilascio di Samba 4.25.0 con il changelog (registro delle modifiche) completo è pubblicato sul sito del progetto, dove è disponibile anche la sezione delle ultime notizie, utile per seguire gli aggiornamenti di manutenzione delle serie supportate.

La documentazione ufficiale completa il quadro per gli amministratori che vogliano approfondire configurazione e migrazione, in particolare per chi gestisce distribuzioni in cluster, integrazioni con Active Directory o archiviazione ad alta disponibilità.

Fonte: https://www.samba.org/
Fonte: https://www.samba.org/samba/history/samba-4.25.0.html
Fonte: https://www.samba.org/samba/docs/
Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Samba_(software)
Fonte: https://www.phoronix.com/news/Samba-4.25-Released
Fonte: https://www.linuxcompatible.org/story/samba-4250-released-persistent-handles-ceph-smb-export-and-cluster-ha/
Fonte: https://linuxiac.com/samba-4-25-released-with-new-high-availability-and-clustering-features/

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