Datafetch 3.0: nuova interfaccia Nordic e più informazioni nel terminale

Datafetch 3.0: nuova interfaccia Nordic e più informazioni nel terminale

Datafetch si rinnova con la serie 3.0, nel rilascio stabile 3.0.1 (anche su AUR).

Lo strumento scritto in Bash per GNU/Linux introduce un’interfaccia ridisegnata, una palette ispirata allo stile Nordic e nuove informazioni sull’ambiente hardware e software. Cambia anche il modo in cui viene aggiornata la schermata, con un intervento pensato per ridurre lo sfarfallio durante la lettura dei dati.

Il progetto è curato da Klod Cripta, già autore di Cleaner Advanced e del libro Arch Linux – Alla scoperta del sistema operativo, al quale hanno contribuito Rik Man per la parte tecnica e divulgativa e Italian Linux Society con il proprio patrocinio.

Datafetch mantiene la sua natura di ibrido tra un fetch e un monitor di sistema. Un fetch raccoglie e presenta le caratteristiche del computer; un monitor segue l’andamento di valori che cambiano durante l’uso. Datafetch riunisce le due cose nella stessa finestra: distribuzione, kernel Linux, processore e ambiente desktop affiancano le letture aggiornate di CPU, memoria, disco, rete e batteria. Può essere utile per dare un’occhiata alla configurazione di una macchina e osservarne il comportamento mentre si lavora.

La novità più visibile riguarda la disposizione dei contenuti. Le informazioni sono raccolte in riquadri con bordi sottili, separatori interni e piccole icone colorate. La palette Nordic accosta bianco freddo, azzurro, blu chiaro, verde pino e viola freddo, assegnando accenti diversi ai gruppi di voci. Il titolo DATAFETCH è disegnato a contorno e inserito in una cornice che ospita anche versione e stato dell’aggiornamento.

Il nuovo logo segue la stessa scelta grafica: la sagoma di Tux è tracciata con poche linee sottili e affiancata da pannelli che richiamano processore, memoria, archiviazione e letture di sistema. Lo sfondo nero e i toni freddi riprendono l’aspetto dell’interfaccia, con una composizione minimale che accompagna la nuova versione.

I riquadri si adattano allo spazio disponibile. In una finestra sufficientemente larga vengono affiancati, mentre nei terminali più stretti si dispongono in verticale. Anche il titolo passa a una forma compatta quando serve, lasciando più spazio ai dati.

Premendo “d” si accede agli altri dettagli. Qui trovano posto il conteggio dei pacchetti, gli elenchi completi del software rilevato e le informazioni sulla gestione della CPU: driver della frequenza, governor e preferenza energetica, quando disponibili. Nei terminali piccoli i contenuti vengono distribuiti su più pagine; ulteriori pressioni di “d” permettono di scorrerle e tornare alla panoramica. Durante la consultazione, le letture in tempo reale restano visibili.

La parte software comprende ora shell di avvio, sistema init, filesystem della partizione radice, server audio e gestori dei pacchetti. Il rilevamento tiene conto di diversi ambienti GNU/Linux: per esempio pacman, apt/dpkg, Portage e dnf, insieme alla presenza di strumenti come Flatpak e Snap. Gli ambienti desktop vengono presentati con nomi riconoscibili, come KDE Plasma, GNOME, LXQt e Cinnamon.

Sui sistemi con pacman vengono cercati anche gli AUR helper supportati: paru, yay, pikaur, aura, trizen e pakku. Se ne sono presenti più di uno, i nomi compaiono separati da virgole, per esempio paru, pikaur. In assenza di corrispondenze, la voce riporta non pervenuto.

È stato rivisto anche il riconoscimento delle schede grafiche, compresi i sistemi con più GPU. Datafetch usa gli identificativi dei dispositivi e i database locali per ricavare un nome leggibile. Quando le informazioni disponibili identificano soltanto una famiglia, viene conservata quella dicitura: è il caso di nomi in codice come Barcelo. La precisione del risultato dipende dai dati esposti dal sistema e dai database presenti.

Le letture dinamiche comprendono utilizzo e temperatura della CPU, memoria RAM e swap, spazio sulla partizione radice, velocità di ricezione e trasmissione della rete. Sui portatili si aggiungono carica e stato della batteria, con potenza e salute quando rilevabili. Un piccolo grafico mostra l’andamento recente dell’utilizzo della CPU; il periodo rappresentato dipende dall’intervallo di aggiornamento scelto.

Per ridurre lo sfarfallio, Datafetch aggiorna soltanto le righe cambiate e le invia al terminale in un’unica operazione, evitando la cancellazione completa della schermata a ogni ciclo. La modifica interviene su un problema che poteva rendere poco piacevole la consultazione continua. La resa sui netbook più vecchi resta da verificare direttamente su quelle macchine.

L’aggiornamento predefinito avviene ogni secondo. Con P o la barra spaziatrice si mette in pausa e si riprende la lettura; con + e − si cambia l’intervallo, da mezzo secondo fino a 10 secondi. Q chiude il programma e restituisce il terminale alla shell.

Chi vuole conservare una panoramica può usare l’opzione --once oppure reindirizzare l’output in un file con il seguente comando:

bash datafetch.sh > sistema.txt

In quest’ultimo caso Datafetch disattiva automaticamente la formattazione grafica a favore di quella testuale.

Il programma si avvia come utente normale e legge informazioni locali, senza effettuare richieste di rete o cambiare le impostazioni del sistema. Richiede un sistema operativo GNU/Linux, Bash 4.3 o successivo e le utilità indicate nel file README. Le icone non richiedono un Nerd Font; sono disponibili anche opzioni per usare soltanto caratteri ASCII o disattivare i colori.

Il repository comprende 45 test automatici dedicati al rilevamento dei dispositivi, ai calcoli delle letture e al comportamento del terminale, inclusi ridimensionamento, pausa e uscita. La documentazione è stata riscritta in inglese e italiano e accompagnata da 4 nuovi screenshot, che mostrano panoramica e dettagli sia nella disposizione larga sia in quella compatta.

Datafetch 3.0.1 è disponibile su GitHub con licenza MIT. Nel repository software si trovano lo script, le istruzioni per scaricarlo e avviarlo e le note della versione.

Autore: Klod Cripta
Sono un appassionato del mondo Linux da oltre 15 anni, inizialmente grazie a Ubuntu. Dopo qualche anno di distro-hopping, mi sono stabilmente fermato su Arch Linux. Seguo attivamente i principali gruppi della comunità open source e, nel 2023, sono entrato a far parte dello staff della community Architalia Linux. Nello stesso periodo, ho partecipato attivamente come Beta Tester della distribuzione Core Linux. Dal 2024, sono diventato membro della community Linux Italia e, per pura passione, ho iniziato a sperimentare con piccoli script in Bash.

Fonte: https://github.com/KlodCripta/Datafetch

Visited 1 times, 1 visit(s) today
Se vuoi sostenermi, puoi farlo acquistando qualsiasi cosa dai diversi link di affiliazione che ho nel mio sito o partendo da qui oppure alcune di queste distribuzioni GNU/Linux che sono disponibili sul mio negozio online, quelle mancanti possono essere comunque richieste.

Se ti senti generoso, puoi anche donarmi solo 1€ o più se vuoi con PayPal e aiutarmi a continuare a pubblicare più contenuti come questo. Grazie!

Hai dubbi o problemi? Ti aiutiamo noi!

Se vuoi rimanere sempre aggiornato, iscriviti al nostro canale Telegram.
Se vuoi ricevere supporto per qualsiasi dubbio o problema, iscriviti alla nostra community Facebook o gruppo Telegram.
Cosa ne pensi? Fateci sapere i vostri pensieri nei commenti qui sotto.
Ti piace quello che leggi? Per favore condividilo con gli altri.
Amazon Music
Scopri le ultime offerte per dischi ssd su Acquista su Amazon
Scopri le ultime offerte per memorie RAM DDR su Acquista su Amazon
Scopri le ultime offerte per Chromebook su Acquista su Amazon
Scopri le ultime offerte per Raspberry su Acquista su Amazon

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.