Come accedere al terminale Linux utilizzando Chrome/Chromium Web Browser

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Se hai mai avuto bisogno di accedere al tuo server Linux da remoto, potresti aver provato un sacco di client SSH avanzati in passato. Supponiamo però di non avere alcun client SSH sul tuo sistema per accedere al tuo server Linux. Quindi puoi provare a scaricare e installare il client SSH da internet. Ma in questo tutorial ti spiegherò come puoi accedere al tuo terminale server Linux usando Chrome Web Browser, grazie al Chrome Web Browser per renderlo più semplice.

C’è un’estensione per Chrome SSH che ti permetterà di accedere al terminale Linux. In questo tutorial accedo al mio computer Linux locale per renderlo più facile da capire.

Iniziare

1. Dovrai installare SSH Chrome Extension nel tuo Chrome Web Browser. Cerca SSH Chrome Extension in google da installare.

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2.
 Quindi fare clic sulla scheda ” AGGIUNGI A CHROME ” per installare l’estensione.

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3.
 Dopo aver fatto clic sulla scheda ” AGGIUNGI A CHROME “, si aprirà un pop-up, quindi fare clic su ” aggiungi app “.

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Congragulations! la tua estensione SSH Chrome è stata installata nel browser web di Chrome.

4. Una volta installato, è possibile accedere all’app Secure Shell dalla pagina Nuova scheda o tramite Avvio applicazioni.

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Accedi al terminale Linux

5. Ora è possibile visualizzare l’icona di Secure Shell in Avvio applicazioni, fare clic su di esso per avviare la schermata Secure Shell.

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6.
 Ora fai clic su Nuova connessione se hai già salvato le connessioni precedenti e fornisci i dettagli del server come Username, Hostname, Port ecc.

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7.
 Dopo aver riempito i dettagli del server, fare clic su ” [ENTER] Connect ” o premere semplicemente invio . Per ottenere la schermata di accesso.

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8.
 Ora digita ”  ” per aggiungere questo server all’elenco degli host conosciuti e digitare la password del server.

Questo è tutto, ora hai avuto accesso al tuo server Linux in Chrome Web Browser. Ora puoi facilmente eseguire qualsiasi comando di cui hai bisogno.

Spero che questo articolo ti aiuti ad accedere a Linux Terminal in Chrome Web Browser. Se hai domande o problemi, per favore commenta nella sezione commenti.

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Scritto da Santosh Prasad
fonte: https://www.looklinux.com/how-to-access-linux-terminal-using-chrome-web-browser/

Spiegazione dei filesystem di Linux – EXT2/3/4, XFS, Btrfs, ZFS

filesystem linuxByte brevi: Linux è noto per supportare la maggior parte dei filesystem su tutti i sistemi operativi. Ci sono molti elementi retrò, ci sono il provato e vero, e poi ci sono i filesystem di prossima generazione con caratteristiche sorprendenti. Ce ne sono così tanti, infatti, che possono essere estremamente scoraggianti per l’utente medio, e ancor di più per il nuovo arrivato FOSS.

La prima volta che ho installato Ubuntu sul mio computer, quando avevo sedici anni, ero sbalordito dal numero di filesystem che erano disponibili per l’installazione del sistema. Ce ne erano così tanti che mi hanno lasciato sopraffatto e confuso. Ero preoccupato che se avessi scelto quello sbagliato il mio sistema potrebbe essere troppo lento o che potrebbe essere più problematico di un altro. Volevo sapere qual era il migliore.
Da allora, le cose sono cambiate un pò. Molte distribuzioni Linux offrono un filesystem “standard” con cui verrà eseguita l’installazione se non diversamente specificato. Penso che questa sia stata una mossa molto buona perché aiuta i nuovi arrivati ​​a prendere una decisione e a sentirsi a proprio agio. Ma, per coloro che sono ancora insicuri di alcune delle offerte contemporanee, li esamineremo oggi.

EXT2/3/4:
Extended Filesystem è di gran lunga il file system più popolare tra le installazioni desktop Linux. È stato provato e testato, è senza dubbio un filesystem solido e stabile. Supporta tutte le funzionalità standard del kernel Linux come le quote, gli attributi POSIX e gli ACL, quindi è ancora una soluzione valida per un desktop o un server. Tuttavia, non ci sono piani per creare una nuova versione del filesystem EXT4. Gli autori hanno deciso di lasciarlo andare lodando Btrfs come prossimo defacto per Linux.

XFS:
XFS è la soluzione raccomandata da Red Hat Enterprise Linux dalla versione 7. Ha una ricca storia di supercalcolo e uso per server che risale alla sua introduzione in IRIX OS nel 1994, il che probabilmente fa parte del motivo per cui Red Hat ne sta sostenendo l’uso. Esistono, tuttavia, alcuni svantaggi chiave nell’utilizzo di XFS. Il più notevole degli svantaggi è la mancanza di checksum dei dati o ECC che lasciano vulnerabile il danneggiamento dei dati silenziosi, altrimenti noto come “bit rot”, rendendo la mancanza di compressione trasparente, la capacità di ridurre un volume o l’impossibilità di eseguire lo snapshot del volume senza strumenti esterni e blocco dell’I/O … il minimo dei problemi.

Nonostante queste carenze, XFS è noto per essere molto stabile e molto veloce grazie al suo I/O parallelo ottimizzato e, se è possibile compensare i demeriti, costituisce una soluzione molto solida. Ma se utilizzi solo hardware di base, ti consiglierei qualcosa che garantisca l’integrità dei tuoi dati come tutti gli altri presenti in questo elenco.

Btrfs:
Btrfs è il nuovo ragazzo sul blocco di partenza con una giacca fresca e scarpe eleganti. Btrfs stravolge la concorrenza con un repertorio di caratteristiche. Btrfs è un filesystem che non ha bisogno di amministrazione una volta che è stato implementato, cioè, non si dovrebbe mai dover eseguire un fsck su di esso. Ogni volta che si presentano errori o incongruenze, dovrebbe semplicemente gestirli da solo ed risolverli al volo. Questo è un valore molto grande per molti, specialmente quelli che non sono tecnicamente in grado di smontare il volume ed eseguire un controllo completo del filesystem.

Oltre a non aver bisogno dell’intervento umano, svolge anche i ruoli di gestore del volume e controller RAID. Ciò significa che non è necessario fare affidamento su tre strutture separate per realizzare una robusta capacità di archiviazione ridondante (o di prestazioni), il che è un grande valore anche per coloro che sono tecnicamente inclini. Btrfs è salutato come il filesystem di prossima generazione per gli utenti Linux, ed è facile capire perché, tuttavia, non si presta a tutte le applicazioni allo stesso modo senza prima modificare le impostazioni predefinite, ma è sicuramente una buona scelta per una soluzione desktop.

ZFS:
ZFS è come la nemesi molto intimidatoria di Btrfs, completa di barba al collo. Mentre ZFS precede Btrfs di 4 o 5 anni, concettualmente, condividono molto. ZFS ha una comprovata esperienza di affidabilità e robustezza. Sebbene, a causa di licenze in conflitto, non possa essere fornito con Linux, cosa che Canonical sta attualmente affrontando con Ubuntu. A partire da ora, per eseguire ZFS, è necessario installare il software da repository di terze parti, e avere un volume di root ZFS può essere molto difficile o semplicemente impossibile con alcune distribuzioni. Mentre ZFS è un peso massimo di livello mondiale nel dominio dei filesystem, è probabile che sarà sempre un sistema straniero su sistemi Linux.

Questi sono solo i filesystem contemporanei, ci sono molti altri filesystem supportati da Linux che sono morti o sbiaditi nell’oscurità come ReiserFS. Secondo Wiki, ci sono 36 filesystem supportati direttamente dal kernel di Linux inclusi quelli di Windows e OS X e almeno un paio di dozzine di altri attraverso FUSE.

Quindi, penso che l’unica cosa che non è cambiata dalla prima volta che ho installato Ubuntu sul mio computer è la quantità delle scelte. L’ammontare delle scelte è scoraggiante, ma non lo farei in nessun altro modo.

Quali filesystem usate? Ne abbiamo perso qualcuno di grosso? Fateci sapere nei commenti qui sotto.

fonte: https://fossbytes.com/linux-filesystems-explained-ext234-xfs-btrfs-zfs/

A breve il ServerOne si veste a nuovo

Server NAS ServerOne

Server NAS ServerOne

Questa in copertina sarà la nuova veste del Server NAS ServerOne, che ve ne pare?
A seguire come appare il fronte con lo sportello aperto.

Server NAS ServerOne

Server NAS ServerOne

E’ solo un nuovo modello e il contenuto resterà uguale a quello dell’attuale Server NAS ServerOne ma sarà meno espandibile con solo 4 bay Hot Swap e avrà a corredo anche una unità a lettura ottica DVD o BD, a scelta. Più economico e più adatto ad un uso casalingo senza disdegnare comunque l’ufficio o l’impresa.

Arriveranno anche altre nuove sorprese … stay tuned 😉

Cosa può fare il Server NAS ServerOne

La Forza di GNU/Linux nel Server NAS ServerOne

La Forza di GNU/Linux nel Server NAS ServerOne

Dopo i 5 precedenti articoli sull’annuncio del ServerOne e la sua descrizione:

Con questo articolo voglio scendere nei dettagli su alcune e sicuramente più interessanti delle tante cose che si possono fare con il Server NAS, etichetta apposta al ServerOne realizzato e venduto della mia azienda, la Laser Office sas.

La prima e forse più richiesta è sicuramente la condivisione e scambio dei dati archiviati al suo interno che è poi la funzione principale di un qualsiasi Server NAS. Ad esempio volete accedere ai documenti/film/musica dal vostro PC fisso o tramite il notebook, laptop, tablet o smartphone oppure predisporre un’area di lavoro comune con i colleghi dell’ufficio? Orbene: nulla è più pratico e veloce dalla condivisione di file in rete locale (LAN) attraverso il Server NAS ServerOne. La condivisione è possibile anche da internet. Qui è bene comprendere un meccanismo critico della condivisione di cartelle/files in rete locale. Ogni dispositivo che tenterà di accedere alle cartelle/files via LAN dovrà autenticarsi, ovvero fornire il nome utente e la relativa password di un account utente presente sul Server NAS ServerOne che ospita la cartella/files condivisa. Questo comporta l’uso di una password forte ovvero difficile da scoprire da terzi in special modo se il collegamento deve avvenire tramite internet onde evitare che un qualsivoglia malintenzionato possa entrare sul vostro sistema e quindi su tutte le risorse condivise nella vostra rete locale!

Come si presenta Open Media Vault

Come si presenta Open Media Vault

OpenMediaVault installato sul Server NAS ServerOne vi permette di realizzare la condivisone dei dati archiviati su di esse attraverso la facile interfaccia web-based, supporto multilingue, gestione dei volumi, monitoraggio e un sistema di plugin per estenderlo con LDAP, Bittorrent e tanti altri ancora. Il sistema di condivisione di base per sistemi misti Windows, Apple e GNU/Linux è SMB/CIFS ovvero Samba ma altri sono disponibili ad esempio FTP, TFTP, NFS (v3/v4) e altri ancora.

Chi acquista un Server NAS ServerOne già configurato potrà registrare i propri utenti e password direttamente dalla comoda interfaccia Web. Coloro che acquisteranno il prodotto nudo ovvero non configurato possono sempre implementare tutti i servizi descritti ma prima dovranno creare il sistema di memoria di massa inserendo i dischi rigidi (Hard Disk) dentro ai cassetti di alloggiamento o “bay” e poi configurarli per poterli usare. Il tutto sempre all’interno della comoda interfaccia Web fornita da OpenMediaVault. In un prossimo articolo fornirò tutte le informazioni per il fai da te di questa operazione ad uso degli utenti meno smaliziati o poco competenti in queste problematiche.

Ricordo che, per qualsiasi consiglio o suggerimento o aiuto in generale per coloro poco pratici di questi moderni strumenti informatici, è sempre possibile contattarci e ottenere quanto richiesto gratuitamente anche in caso di intervento in tele-assistenza via internet. Questa disponibilità renderà l’uso del vostro Server NAS ServerOne estremamente facile e comodo e potrete così usufruire di tutto il suo potenziale molto più facilmente.

Logo ServerOne

Logo serie ServerOne

A seguire alcuni degli altri servizi disponibili:

Server multimediale: Il ServerOne ti permette di fare streaming (attraverso il protocollo DLNA) di musica, foto e film direttamente sul tuo smartphone, tablet, Smart TV, console (Playstation, Xbox, ecc.) anche accedendo da remoto via internet. E’ presente anche il plug-in Plex Media Server. Plex Media Server semplifica la vita organizzando tutti i file multimediali personali e lo streaming a tutti i tuoi dispositivi.

Server di stampa: ti permette di controllare e condividere le stampanti collegate al ServerOne da altri dispositivi collegati alla rete locale.

Download station: questa opzione ti fa scaricare i files da internet, ad esempio attraverso i “.torrent” o tramite FTP ed anche altri, direttamente sul ServerOne impostando delle liste di download.

Cloud privato: se non ti fidi di salvare i tuoi dati sensibili su servizi di cloud storage pubblici come Dropbox, Onedrive, Drive ed altri puoi configurare il ServerOne per avere a disposizione i tuoi dati attraverso internet da qualsiasi luogo e dispositivo. Un mini cloud privato utilissimo e usato già da molte aziende.

Hosting web: il ServerOne può fare da hosting per il tuo sito internet o per quello di amici o clienti. Avrai così il pieno controllo sull’intera infrastruttura senza abbonamenti annuali per l’hosting provider. È anche compatibile con i principali CMS sul mercato (es. WordPress, Joomla!, Drupal).

Server di posta: se preferisci tenere tutte le tue comunicazioni via email “in casa” con questa funzione puoi fare da hosting per le tue caselle di posta e salvare le email all’interno del ServerOne.

Server di sorveglianza: Hai presente le telecamere IP o quelle USB che permettono di trasmettere il segnale video attraverso internet? Con un ServerOne puoi salvare i tuoi video e accedere ai filmati o alle riprese in diretta, da qualsiasi PC anche fuori di casa.

Ci sono tanti altri servizi che si possono implementare su un Server NAS come il ServerOne ma con questo articolo non ho voluto scendere troppo sul tecnico e ho preferito parlare delle cose principali che interessano alla maggior parte dei lettori e potenziali clienti quindi esperti all’ascolto portate pazienza!

Server NAS ServerOne

Server NAS ServerOne

Vi ricordo che la durata della garanzia del ServerOne è secondo norme di legge ma l’assistenza post vendita via email, telefonica, Skype o altra videochat o semplice chat è a vita e gratuita.

Il prezzo del ServerOne Non Configurato ovvero senza dischi rigidi (Hard Disk Hot Swap) installati è di Euro 1100 + IVA mentre il ServerOne in Configurazione Massima con 8 dischi rigidi (Hard Disk Hot Swap) da 2 GB installati per una capacità di archiviazione veloce e sicura di 14 TB è di Euro 1790 + IVA, entrambi escluse le spese di spedizione. Per tutte le opzioni disponibili e ulteriori informazioni si faccia riferimento al sito web del ServerOne oppure in email a serverone@laseroffice.it

ServerOne, il Server NAS potente ed espandibile

ServerOne, il Server NAS di nuova generazione

ServerOne, il Server NAS di nuova generazione

Dopo i 4 precedenti articoli sull’annuncio del ServerOne e la sua descrizione:

Con questo articolo voglio scendere nei dettagli sulle potenzialità di crescita ed espansione e utilizzo del Server NAS, etichetta apposta al ServerOne realizzato e venduto della mia azienda, la Laser Office sas.

Cominciamo col dire che acquistare un Server NAS è un investimento e quindi bisogna aver chiaro sin dall’inizio come spendere bene i propri denari ed essere sicuri di poterlo usare per anni. Allora ricorda che lo spazio di archiviazione o di memoria non è mai abbastanza. Tutto questo si traduce in una questione di “bay. “Bay” è il termine inglese che indica l’alloggiamento in cui inserire un disco rigido (Hard Disk) che funzionerà all’interno del Server NAS. In pratica più “bay” significa più spazio e questo significa poter espandere il proprio Server NAS nel futuro e quindi garantirsi anni e anni di archiviazione dati.

In pratica non si deve acquistare un altro Server NAS o peggio buttare l’acquisto fatto ma continuare ad usarlo aggiungendo memoria di archiviazione salvaguardando così il nostro investimento e il nostro denaro.

Il ServerOne ha 8 “bay” e si possono inserire da 1 a 8 dischi rigidi (Hard Disk). Facendo un rapido calcolo, il disco rigido (Hard Disk) con la maggiore capacità che è in circolazione è di 6 TB o al massimo 8 TB (ma restiamo sui 6 che sono più comuni) e quindi il ServerOne può ad esempio arrivare a 48 TB di spazio totale (8 bay x 6 TB = 48 TB). 48 TB sono una capacità incredibile di archiviazione dati per anni e anni per la maggior parte degli utenti. Si può partire con poco, ad esempio con una capacità di 2 o 4 TB, ed espanderla col tempo e le esigenze facendo fruttare appieno l’investimento.

Quello della capacità di archiviazione non è il solo argomento di cui tener conto, c’è anche l’esigenze della sicurezza dei dati per preservarli dalla loro possibile perdita. Questo aspetto fondamentale di un Server NAS come il ServerOne si affronta rinunciando alla piena e totale capacità di memorizzazione e usando parte di essa come riserva di sicurezza.

ServerOne - Dischi rigidi (Hard Disk)

ServerOne – Dischi rigidi (Hard Disk)

Ridondanza dei dati

Uno dei principali strumenti per evitare la perdita dati è la configurazione dei dischi rigidi (Hard Disk) in modalità RAID (Redundant Array of Independent Disks). Con questo sistema, usato in varie configurazioni per condividere o replicare informazioni tra un gruppo di dischi rigidi (Hard Disk), è possibile salvare i dati in caso di guasto di un disco rigido (Hard Disk) e migliorare nettamente le prestazioni del ServerOne.

Ecco in modo semplice i principali tipi di RAID, tralasciando quelli meno diffusi:

RAID 0 detto striping che permette di collegare due o più unità di memoria “sommando” la capacità delle stesse. Questa configurazione fa ottenere il massimo spazio possibile e le massime prestazioni velocistiche ma è molto pericolosa perché in caso di guasto il rischio di perdere tutti i dati è altissimo e quasi certo. L’affidabilità, misurata come tempo medio tra due guasti (MTBF), è inversamente proporzionale al numero degli elementi che lo compongono e cioè un sistema di due unità di memoria, ad esempio, è affidabile la metà rispetto a quello con una sola unità di memoria. In pratica da non usare se non per specifiche esigenze di velocità senza problemi di salvaguardia dei dati.

RAID 1 detto mirroring, è il livello RAID più semplice nel quale tutti i dati vengono replicati garantendo il funzionamento del Server NAS anche in caso di guasto. Il prezzo da pagare per questa sicurezza è la riduzione dello spazio di archiviazione disponibile che sarà uguale alla metà della capacità totale o alle dimensioni della più piccola unità di memoria.

RAID 5 è la configurazione più diffusa e consigliata, fornisce la ridondanza di RAID 1 in combinazione con incrementi di velocità e dimensioni di RAID 0. Utilizza lo striping, come RAID 0 ma memorizza anche blocchi di parità distribuiti su ogni unità di memoria che lo compone. Si parte da almeno 3 dischi rigidi (Hard Disk) nei quali i dati vengono suddivisi tra le varie unità in un modo detto “a livello di blocco” in cui i dati di parità sono suddivisi uniformemente tra essi. Lo spazio totale è dato da questa formula semplificata: Capacità unità di memoria × (Numero unità di memoria − 1). Ad esempio con 3 dischi rigidi (Hard Disk) tutti uguali da 4 TB otterremo una capacità di archiviazione pari a 8 TB. Il sistema RAID 5 è in grado di sopportare la perdita di un disco rigido (Hard Disk) che lo compone e, nel caso questo accadesse, il Server NAS continuerà a funzionare ma con prestazioni inferiori e si potrà contemporaneamente procedere alla sostituzione del disco difettoso con uno nuovo e riportare tutto il sistema alla massima efficienza e sicurezza perché i blocchi di parità saranno utilizzati per ricostruire i dati in automatico.

Questa funzionalità di cambio dei dischi rigidi (Hard Disk) del ServerOne quando è acceso e funzionante è grazie ai particolari “bay” di cui è composto che sono Hot Swap.

Oltre a essere Hot Swap, i particolari “bay” consentono l’Hot Plugging ovvero è possibile aggiungere nel tempo altri dischi rigidi (Hard Disk) fino ad un massimo di 8 senza perdere dati a ServerOne acceso e continuando sempre a lavorare, aumentando così la capacità totale di archiviazione dati.

Una cosa importante per usare la tecnologia RAID è di acquistare dischi rigidi (Hard Disk) tutti dello stesso taglio. Non siete obbligati ad acquistarli da noi e potete acquistare il Server NAS ServerOne anche non configurato ovvero senza alcun disco rigido (Hard Disk) e provvedere poi ad inserirli voi stessi, ad esempio se ne avete di recupero. E’ possibile usare anche capacità di archiviazione diverse ma è fortemente sconsigliato perché il disco più piccolo è quello che determina lo spazio totale usabile da applicare alla suddetta formula come “Capacità unità di memoria”.

Un problema per il Server NAS ServerOne

Un problema per il Server NAS ServerOne

Il Backup ovvero le copie di sicurezza

La configurazione RAID non fornisce una garanzia che i dati siano al sicuro. In caso di incendio o se il ServerOne viene rubato oppure se più di un disco fallisce, la configurazione RAID non proteggerà i dati. Pertanto, se i vostri dati sono da preservare sopra ogni cosa, è importante fare delle copie di backup. E’ quindi importante mantenere una copia aggiornata dei dati presenti sul ServerOne e preferibilmente fuori sede.

Con il ServerOne è possibile fare un backup incrementale da “cartella_1” a “cartella_2”. La potenza sta nel fatto che, attraverso questa opzione, controlla il contenuto della prima cartella, ricopia solo i file nuovi o che sono stati modificati e cancella (se richiesto) quei file che sono stati eliminati da “cartella_1”. Si crea quindi un backup speculare dove alla fine del processo, si avranno due copie identiche di “cartella_1” e “cartella_2”.

Rispetto a due risorse RAID, dove la sincronizzazione è immediata, qui si ha la possibilità, fino a che non si avvia nuovamente il backup, di mantenere copia dei file non aggiornati; questo diventa molto comodo soprattutto su risorse condivise dove i file vengono “modificati” da molti utenti: nel caso in cui qualcuno cancelli per sbaglio un file importante, si avrà la possibilità di recuperarlo da “cartella_2” prima del nuovo backup.

Questo processo è automatizzabile, ad esempio è possibile configurare il ServerOne attraverso la sua interfaccia Web per effettuare il backup a mezzanotte di tutti i giorni o settimanalmente o a vostro piacere. La procedura avverrà in automatico e senza perdita di tempo o efficienza del ServerOne e il backup può essere impostato su un altro ServerOne dislocato altrove o su uno dei tanti servizi di cloud che sono offerti su internet (altro link e altra lista) senza doversi preoccupare personalmente di nulla, risparmiando tempo e mantenendo il ServerOne sempre attivo e disponibile per tutti gli altri usi e necessità.

Si prenda l’abitudine di fare backup regolari. È anche possibile dividere i dati sul computer in cartelle correnti e archiviati. Quindi eseguire il backup dei dati correnti in modo frequente e di tanto in tanto dei dati archiviati.

Server NAS ServerOne

Server NAS ServerOne

Vi ricordo che la durata della garanzia del ServerOne è secondo norme di legge ma l’assistenza post vendita via email, telefonica, Skype o altra videochat o semplice chat è a vita e gratuita.

Il prezzo del ServerOne Non Configurato ovvero senza dischi rigidi (Hard Disk Hot Swap) installati è di Euro 1100 + IVA mentre il ServerOne in Configurazione Massima con 8 dischi rigidi (Hard Disk Hot Swap) da 2 GB installati per una capacità di archiviazione veloce e sicura di 14 TB è di Euro 1790 + IVA, entrambi escluse le spese di spedizione. Per tutte le opzioni disponibili e ulteriori informazioni si faccia riferimento al sito web del ServerOne oppure in email a serverone@laseroffice.it

Cos’è un Server NAS come il ServerOne?

I cassetti Hot Swap del ServerOne

I cassetti Hot Swap del ServerOne

Dopo i 3 precedenti articoli sull’annuncio del ServerOne e la sua configurazione software:

Con questo articolo voglio brevemente illustrarvi il concetto di Server NAS, etichetta apposta al ServerOne realizzato e venduto della mia azienda, la Laser Office sas. Iniziamo ad illustrare il significato della parola server, direttamente da Wikipedia:

“Un server (dall’inglese (to) serve «servire», dunque letteralmente «serviente, servitore») in informatica e telecomunicazioni è un componente o sottosistema informatico di elaborazione e gestione del traffico di informazioni che fornisce, a livello logico e fisico, un qualunque tipo di servizio ad altre componenti (tipicamente chiamate clients, cioè clienti) che ne fanno richiesta attraverso una rete di computer, all’interno di un sistema informatico o anche direttamente in locale su un computer.
Rappresenta cioè un nodo terminale della rete opposto all’host client. In altre parole si tratta di un computer o di un programma che fornisce i dati richiesti da altri elaboratori, facendo quindi da host per la trasmissione delle informazioni virtuali.
Al termine server, così come per il termine client, possono dunque riferirsi sia la componente hardware che la componente software che forniscono le funzionalità o servizi di cui sopra. La macchina hardware server si dice anche capace di offrire risorse in termini di servizio al client che ne fa domanda/richiesta. Esso fa parte dunque dell’architettura logica di rete a livello applicativo detta client-server.”

Il ServerOne è quindi un server perchè è un componente informatico hardware connesso in rete che offre i suoi servizi a tutti coloro che si collegano ad esso. Questi servizi sono rappresentati da appositi programmi installati su di esso che consentono di fare una infinità di cose.

Ecco quindi ora la necessità di introdurre il significato della seconda parola che contraddistingue il ServerOne ovvero NAS, sempre da Wikipedia:

“Un Network Attached Storage (NAS) è un dispositivo collegato alla rete la cui funzione è quella di consentire agli utenti di accedere e condividere una memoria di massa, in pratica costituita da uno o più dischi rigidi, all’interno della propria rete o dall’esterno.”

Un NAS è esso stesso per sua natura un server dato che la sua funzione corrisponde anche alla precedente definizione di server, da come si evince dalle spiegazioni dei 2 termini, ma un NAS è un server che nasce per fare un solo specifico compito ovvero “consentire agli utenti di accedere e condividere una memoria di massa” mentre il nostro ServerOne è progettato per fare molte più cose e offrire molti più servizi.

ServerOne - Esempio di rete locale

ServerOne – Esempio di rete locale

Il più importante e centrale di questi servizi è dunque essere un NAS e quindi gestire il vostro archivio dati o files ovvero archivio di foto, video, canzoni, documenti e quant’altro memorizzabile su un computer e renderli usufruibili a tutti coloro che vi si collegano sia direttamente o tramite programmi, ad esempio player audio o video cosiccome applicazioni gestionali o programmi di scrittura … e la lista potrebbe continuare. Questo archivio centralizzato di dati o files è l’equivalente del disco rigido (Hard-Disk) presente nel vostro PC o notebook ma con 2 importanti e fondamentali differenze: è espandibile ed è fault-tolerance ovvero a prova di guasto!

Spero non vi sia mai capitato ma purtroppo esiste il rischio di perdere tutti i propri dati o files perchè si potrebbe guastare il disco rigido (Hard-Disk) del vostro PC o notebook. E’ un evento alquanto improbabile ma quando accade si perde tutta una vita di immagini, video e testi e quant’altro che ci eravamo gelosamente salvati a futura memoria ed uso. Sicuramente tutti noi siamo consapevoli di questa evenienza e infatti facciamo sempre le copie di tutto il nostro archivio, vero?

Il ServerOne nella sua funzione di NAS ci assicura di conservare il nostro archivio anche in caso di guasto del disco rigido (Hard-Disk) del vostro PC o notebook perchè, al contrario di PC o notebook che ne usano solo 1, ne usa più di 1 in varie configurazioni possibili atte a salvaguardare più o meno efficacemente il loro contenuto in una modalità denominato RAID di cui farò un approfondimento in un prossimo articolo.

Un problema per il Server NAS ServerOne

Un problema per il Server NAS ServerOne

Solo la caduta di un meteorite potrebbe distruggerlo e farvi perdere tutto ma anche in questo sfortunato caso il ServerOne ha la salvezza in uno dei suoi servizi. Infatti può effettuare la copia del suo contenutobackup nel cloud o su un altro sistema analogo localizzato altrove.

Probabilmente pochi di voi, magari già memori di un tragico evento avvenuto nel passato, hanno l’abitudine di salvare i propri dati non solo sul PC o notebook ma anche su altri supporti esterni o in un qualsivoglia servizio cloud ma nel farlo sanno quanto sono lenti e scomodi questi sistemi e quanto tempo impiegano e tengono occupato il proprio computer. Il ServerOne può essere programmato per farlo in totale autonomia e in modo trasparente mentre continua a fare da NAS e qualsiasi altra cosa contemporaneamente.

Da quanto appena scritto si evidenzia che il ServerOne è un server sì ma con la “S” maiuscola appunto un Server e contemporaneamente un NAS. In pratica nasce di base come un NAS ma, a differenza dei prodotti della concorrenza comparabili allo stesso prezzo, è dotato di una potenza computazionale atta a renderlo molto più potente e quindi a poter fornire non solo un servizio di condivisione e sicurezza dei dati o files tipiche di un semplice NAS ma anche molti altri servizi aggiuntivi oppure la capacità di diventare esso stesso una postazione di lavoro connessa in rete sia in ambito casalingo che piccolo ufficio o impresa.

Infatti in ambito casalingo o piccolo ufficio o impresa il ServerOne può essere usato direttamente connettendo una tastiera, un mouse e un monitor e ottenendo così un PC a tutti gli effetti al proprio servizio. Un classico esempio può essere quello di una segretaria che può usare il ServerOne come suo PC connesso alla rete locale dell’ufficio o dell’azienda in modo che tutti gli altri PC o postazioni di lavoro vi si possono connettere per sfruttare le sue potenzialità come NAS e/o Server fornitore di altri servizi informatici. In ambito casalingo utilizzare il ServerOne come postazione di lavoro e contemporaneamente come NAS per il salvataggio sicuro di tutti i vostri lavori, i vostri ricordi e le vostre collezioni multimediali e renderlo accessibile e consultabili tramite internet ovunque voi siate nel mondo. Importante da sapere, in questi casi che non si avrà Windows come sistema operativo e desktop ma un sistema GNU/Linux basato sul sistema operativo Debian.

Server NAS ServerOne

Server NAS ServerOne

Prossimamente avrò modo di raccontarvi cosa poter fare in dettaglio in casa o in ufficio o nella vostra impresa con il ServerOne e vi ricordo che la durata della garanzia del ServerOne è secondo norme di legge ma l’assistenza post vendita via email, telefonica, Skype o altra videochat o semplice chat è a vita e gratuita.

Il prezzo del ServerOne Non Configurato ovvero senza dischi rigidi (Hard Disk Hot Swap) installati è di Euro 1100 + IVA mentre il ServerOne in Configurazione Massima con 8 dischi rigidi (Hard Disk Hot Swap) da 2 GB installati per una capacità di archiviazione veloce e sicura di 14 TB è di Euro 1790 + IVA, entrambi escluse le spese di spedizione. Per tutte le opzioni disponibili e ulteriori informazioni si faccia riferimento al sito web del ServerOne oppure in email a serverone@laseroffice.it

Uno sguardo al ServerOne, il Server NAS di nuova generazione

Logo ServerOne

Logo serie ServerOne

Dopo i 2 precedenti articoli sull’annuncio del ServerOne e la sua configurazione software:

Oggi voglio presentarvi alcune foto e descrivervi come è fatto nei dettagli.

Innanzi tutto l’aspetto esterno e come si presenta appoggiato sopra un tavolo:

ServerOne, il Server NAS di nuova generazione

ServerOne, il Server NAS di nuova generazione

Decisamente molto bello oltre ad essere un fantastico strumento di lavoro. Adesso diamo una occhiata al suo cassetto di alloggiamento dei dischi rigidi (Hard Disk o HD) estraibili a caldo o Hot Swap, ricordando che può ospitarne fino a 8 contemporaneamente, sia meccanici che SSD, utilizzati come archivio dati in configurazione RAID oltre al disco SSD di sistema collocato in maniera fissa al suo interno.

I cassetti Hot Swap del ServerOne

I cassetti Hot Swap del ServerOne

Adesso una visione dell’interno del ServerOne per rendersi conto di quanto sia compatto e curato nei suoi particolari, fotografato dal lato opposto all’alloggiamento della scheda madre. La piastra nera in alto è la predisposizione per il disco rigido (Hard Disk o HD) interno dove è installato il free e open source software (F.O.S.S. o software libero e a codice aperto) GNU/Linux Debian come sistema operativo e il software Open Media Vault o OMV per la gestione del Server NAS. Sempre sullo stesso piano vi è la predisposizione per il montaggio dell’alimentatore professionale che vedremo meglio nella fotografia successiva.

ServerOne, il Server NAS di nuova generazione, visione interna

ServerOne, visione interna

Infine un’immagine del retro del ServerOne dove si notano le 2 grandi ventole di raffreddamento estremamente silenziose che garantiscono un flusso d’aria costante per mantenere il sistema sempre alla sua temperatura ottimale anche con 8 dischi rigidi (Hard Disk o HD) installati. Sulla destra si vede dove viene montata la scheda madre (Main Board o MoBo) e in altro poste orizzontalmente 2 fessure. Quella più a sinistra è la predisposizione per l’alloggiamento dell’alimentatore professionale e quella sopra la ventola di destra è la predisposizione per il montaggio di una scheda di espansione della scheda madre che nella configurazione con più di 5 dischi rigidi (Hard Disk o HD) installati nei cassetti Hot Swap è obbligatoriamente utilizzata per installarci la scheda controller adattatore PCIe/SAS da 8 porte SATA. Se il disco rigido (Hard Disk o HD) interno SSD usato per il sistema operativo viene sostituito da una controparte SSD M.2 è possibile estendere il numero dei dischi Hot Swap a 6 senza necessità della scheda controller adattatore PCIe/SAS da 8 porte SATA.

ServerOne, il Server NAS di nuova generazione, il retro

SrevreOne, il retro

Questo è il ServerOne prima dell’assemblaggio nella sua forma ancora nuda e aperta, pronto ad essere equipaggiato e configurato per il cliente in base alle sue scelte proposte nel modulo ordine online. Con l’occasione ricordo che tutti i ServerOne vengono realizzati su misura cercando di soddisfare anche eventuali richieste specifiche del cliente, dove possibile, e testati uno ad uno prima della spedizione onde garantire un sistema perfettamente funzionante a destinazione. Questa attenzione origina dalla modalità artigianale e non industrializzata della produzione e vendita del ServerOne e comporta una costante vicinanza con le esigenze del cliente che si tradurranno in una assistenza post vendita accurata e sempre personalizzata ovvero su misura per ogni acquisto.

La durata della garanzia del ServerOne è secondo norme di legge ma l’assistenza post vendita via email, telefonica, Skype o altra videochat o semplice chat è a vita e gratuita.

Il prezzo del ServerOne Non Configurato ovvero senza dischi rigidi (Hard Disk Hot Swap) installati è di Euro 1100 + IVA mentre il ServerOne in Configurazione Massima con 8 dischi rigidi (Hard Disk Hot Swap) da 2 GB installati per una capacità di archiviazione veloce e sicura di 14 TB è di Euro 1790 + IVA, entrambi escluse le spese di spedizione. Per tutte le opzioni disponibili e ulteriori informazioni si faccia riferimento al sito web del ServerOne oppure in email a serverone@laseroffice.it

ServerOne, il Server NAS di nuova generazione

Server

ServerOne

Laser Office sas di Rimini annuncia la disponibilità del nuovo Server NAS della serie ServerOne realizzato con componenti di assoluta qualità e dotato di una notevole potenza computazionale per soddisfare appieno tutti i compiti affidatogli. Quindi non un semplice NAS bensì un computer centralizzato per eseguire contemporaneamente diversi compiti senza penalizzare le performance di ognuno. Ad esempio condividere documenti, giochi, foto, musica e video in una rete locale e/o su internet, fare da archivio di backup e server DLNA e DAAP per la diffusione di films e audio streaming in rete locale, effettuare download tramite vari protocolli FTP/BiTTorrent/eDonkey, fino a trasformarsi in web/email hosting e molto altro.

Logo ServerOne

Logo serie ServerOne

La serie ServerOne al momento nasce con il capostipite che utilizza un “case” di classe “enterprise” della azienda USA/Cina U-NAS ed è utilizzabile sia in ambito casalingo che professionale per uffici o aziende, seguiranno altre 2 versioni, con dei “case” meno professionali e di costo più basso prodotti da altre 2 aziende, espressamente per ambiti casalinghi e piccoli studi o piccole imprese.

In ambito aziendale consente un’archiviazione sicura dei dati nella rete, gestione di utenti e gruppi, alta espandibilità, tolleranza ai guasti, ottimo rapporto qualità/prezzo ed inoltre può implementare server web e posta elettronica e molto altro.

Il software utilizzato è il free software Open Media Vault basato sul sistema operativo Debian Linux 8 (Jessie) ed è amministrato tramite una interfaccia Web semplice e lineare senza tanti fronzoli ma chiara ed efficace.

Come si presenta Open Media Vault

Come si presenta Open Media Vault

Gli aggiornamenti sono semplici e gestiti tramite il sistema a pacchetti del team Debian che consente di aggiornare sia l’applicativo che il sistema stesso e consente inoltre di agganciare altri repository software per ottenere ad esempio gli aggiornamenti del sistema Debian dai backport di Jessie. Esiste il supporto multilingua per la gestione e personalizzazione, inclusa la lingua italiana. Open Media Vault si appoggia su una notevole quantità di plugins per poter implementare tutte le funzionalità richieste dagli utenti del ServerOne.

La possibilità di avere in ufficio/azienda uno strumento della potenza di un ServerOne dà una sempre maggiore spinta alla realizzazione dei servizi Web, email, ftp e cloud in house ovvero presso la sede stessa del professionista o ditta e non più dipendente da un fornitore terzo considerando che sono sempre di più i comuni italiani raggiunti dalla Fibra Ottica, che è in grado di offrire un collegamento Internet più veloce e stabile. Inoltre la copertura in fibra ottica cresce esponenzialmente e già attualmente raggiunge migliaia di comuni in tutto la nazione e le tariffe prevedono un canone molto simile a quello dell’ADSL classica sui normali doppini di rame delle linee telefoniche e spesso includono un IP statico pubblico.

Una opportunità che si rende disponibile anche per le famiglie. Immaginate una serata ospiti di amici e con il vostro smartphone vi collegate al vostro ServerOne a casa e mostrate le foto e video realizzati nelle ultime vacanze. Foto e video che avete salvato su un server affidabile e sicuro con un grande capacità ridondante di memorizzazione che vi preserverà dalla classica perdita di tutte le vostre foto e video quando si rompe il disco del vostro PC o notebook dove avete salvato il vostro patrimonio di immagini credendo che fosse al sicuro. Meglio ancora dei servizi Cloud che offre la rete che sono simili a un ServerOne quando devono offrire i contenuti ma che impiegano una vita per essere caricati mentre voi potete farlo direttamente a casa vostra in pochi istanti. Inoltre potete memorizzarci i vostri films preferiti e guardarli con un click quando e dove volete.

Ad esempio potete collegare al ServerOne una o più stampanti e/o scanner e risparmiare di averne una in ogni postazione di lavoro. Può essere usato anche per la videosorveglianza e altri utili servizi.

ServerOne, questo è il nuovo futuro!

Caratteristiche di base della serie ServerOne:
Installazione rapida e semplice
Configurabile e personalizzabile su misura
Qualità di livello Enterprise
Progettato per un uso intensivo e pesante
Massima espandibilità ed efficienza
Case in alluminio con struttura interna in acciaio
Raffreddamento ottimizzato con 2 ventole da 120 mm
Funzionamento ultra silenzioso
LED per alimentazione e attività di ciascun HD
Scheda madre di ultima generazione Gigabyte GA-Z170N
MicroProcessore INTEL i5 6600R 6MB cache 3,5 Ghz
Memoria RAM 16 GB DDR4 installati
1 HD SSD di sistema con OMV installato
Massimo 8 Hot-swappable SATA HD da 3,5″
Porta Frontale USB 3.0
Dimensioni (L x P x A) 316 mm x 254 mm x 180 mm
Peso netto senza HD 5 kg

Il prezzo del ServerOne Non Configurato ovvero senza dischi rigidi (Hard Disk Hot Swap) installati è di Euro 1100 + IVA mentre il ServerOne in Configurazione Massima con 8 dischi rigidi (Hard Disk Hot Swap) da 2 GB installati per una capacità di archiviazione veloce e sicura di 14 TB è di Euro 1790 + IVA, entrambi escluse le spese di spedizione. Per tutte le opzioni disponibili e ulteriori informazioni si faccia riferimento al sito web del ServerOne oppure in email a serverone@laseroffice.it

Nuovo kernel Linux 3.2.1

Alcuni giorni fa, precisamente il 4 Gennaio 2012, è stato rilasciato il Kernel Linux 3.2 x i sistemi GNU/Linux ma cm sempre nn è stato subito inserito fra i kernel stabili e da usare. E’ una precauzione necessaria x ogni nuovo arrivato xkè il bugs è sempre in agguato. Infatti i primi ke si sn cimentati nell’upgrade al nuovo kernel si sn ritrovati cn problemi vari cn l’interfaccia USB del proprio PC ke in alcuni casi cn le memorie Flash mandavano in crash il sistema altri cn veri e propri problemi di boot cm riportato da Phoronix. Ecco qindi ke il  12 Gennaio 2012 arriva l’uscita del nuovo Kernel Linux 3.2.1 ke risolve qsti problemi e di cui è doveroso  l’aggiornamento x tutti coloro ke avessero precedentemente installato altre versioni del kernel 3.2 (All users of the 3.2 kernel series must upgrade) cm detto da Greg Kroah-Hartman (Linux kernel developer) in sede di annuncio su lkml.org. A ben leggere di fix ce ne sn stati un discreto numero ma nn c’è da meravigliarsi, è normale così. Pensare ke il buon Linus Torvalds cn un messaggio al rilascio del Kernel Linux 3.2 in versione definitiva, dopo un piccolo ritardo dovuto al ciclo di sviluppo ke ha richiesto dei tempi leggermente + lunghi del previsto, si mostrava assai contento:

[…] Qindi, nn ci sn grossissimi cambiamenti rispetto alla -rc7  e molti di qesti sn di piccola entità. Cmq malgrado qei pochi fastidiosi regressi dell’ultimo minuto, sn veramente soddisfatto di qesta release.

Vediamo adesso cl nuovo kernel Linux 3.2 e 3.2.1 qali novità sn state apportate.
– Una delle novità + importanti è l’aumento della dimensione maxima dei blocchi del file-system Ext4, ora possono essere grandi fino a 1 MB. Numerosi sn inoltre i miglioramenti del file system Btrfs. Ad esempio sn state migliorate le performance dello scrubbing (il processo di controllo di tutti i checksum del file-system), i messaggi di errore sn ora + dettagliati ed è stato inserito del nuovo codice x consentire una ispezione manuale tramite le utility software.
– Altre modifike sn state apportate allo scheduler, inserendo la possibilità di impostare un livello maximo di utilizzo della CPU nei vari processi.
– Anke il Device Mapper è stato migliorato, permettendo + efficienza e flessibilità nel fornire capacità su disco a utenti multipli.
– E’ stato inserito un algoritmo nello stack TCP ke velocizza il ripristino della connessione dopo ke si sn persi dei pakketti e in qsto modo di adattare al meglio la velocità di trasmissione a qella della linea. Il miglioramento portato dall’algoritmo migliorerebbe la velocità delle comunicazioni di rete di circa un 3-10%.
– Migliorato il supporto x alcune GPU Intel e Nvidia e di alcuni driver Wi-Fi.

Dettagli e altre novità contenute in qesta release si possono leggere in inglese su questa pagina.

La consueta lista dei “changelog” al link http://www.kernel.org/pub/linux/kernel/v3.0/ChangeLog-3.2.1

Cm sempre ricordo ke nn tutte le distribuzioni GNU/Linux possono aggiornare il kernel direttamente dall’originale a causa delle varie modifike introdotte dagli sviluppatori di ogni singola distribuzione qindi verificare cn attenzione e rifarsi sempre ai repository degli aggiornamenti della propria distribuzione se nn si è sicuri.

Nuovo kernel Linux 3.1.2

Dal 21 Novembre 2011, è  disponibile la nuova versione stabile del Kernel Linux, la 3.1.2

In precedenza si è verificata una strana anomalia sul sito kernel.org rappresentata dalla uffcializzazione del kernel 3.1 ma nn dato cm ultimo kernel stabile ke restava il 3.0.8. Ad oggi invece si presenta una situazione + ragionevole dv effettivamente il kernel 3.1.2 è dato cm ultimo ed anke cm ultimo stabile.

Qesta nuova versione nn presenta nuove ed importanti caratteristike, in particolare migliora il supporto al driver iSCSI, ai componenti Ivy Bridge, Cedrar Tail e il supporto alle schede grafiche di ultima generazione, inoltre porta cn se alcune correzioni. In particolare è stato corretto il problema audio cn il Dell Vostro 3500. Miglioramenti arrivano anke x il driver grafico Nouveau specifico x le skede nVidia. CN qesto aggiornamento si ottiene un piccolo miglioramento nelle performance sopratutto su PC dotati di processori Sandy Bridge.

Le principali novità della versione dei Kernel 3.1 sn:

  • · New architecture: OpenRISC;
  • · Dynamic writeback throttling;
  • · Filesystem barriers enabled by default in EXT3;
  • · Support for Near-Field Communication;
  • · Slab allocator speedups;
  • · VFS Scalability improvements;
  • · New iSCSI implementation;
  • · New cpupowerutils utility;
  • · Software RAID: Bad block management;
  • · Personality to report 2.6.x version numbers;
  • · Wii Controller support;
  • · Lots of new drivers;
  • · Many bugfixes and improvements

Altre novità contenute in qesta release si possono leggere in inglese su questa pagina.

La consueta lista dei “changelog” al link http://www.kernel.org/pub/linux/kernel/v3.0/ChangeLog-3.1.2

Come sempre ricordo ke nn tutte le distribuzioni GNU/Linux possono aggiornare il kernel direttamente dall’originale a causa delle varie modifike introdotte dagli sviluppatori di ogni singola distribuzione qindi verificare cn attenzione e rifarsi sempre ai repository degli aggiornamenti della propria distribuzione se nn si è sicuri.