A breve il ServerOne si veste a nuovo

Server NAS ServerOne

Server NAS ServerOne

Questa in copertina sarà la nuova veste del Server NAS ServerOne, che ve ne pare?
A seguire come appare il fronte con lo sportello aperto.

Server NAS ServerOne

Server NAS ServerOne

E’ solo un nuovo modello e il contenuto resterà uguale a quello dell’attuale Server NAS ServerOne ma sarà meno espandibile con solo 4 bay Hot Swap e avrà a corredo anche una unità a lettura ottica DVD o BD, a scelta. Più economico e più adatto ad un uso casalingo senza disdegnare comunque l’ufficio o l’impresa.

Arriveranno anche altre nuove sorprese … stay tuned 😉

Cosa può fare il Server NAS ServerOne

La Forza di GNU/Linux nel Server NAS ServerOne

La Forza di GNU/Linux nel Server NAS ServerOne

Dopo i 5 precedenti articoli sull’annuncio del ServerOne e la sua descrizione:

Con questo articolo voglio scendere nei dettagli su alcune e sicuramente più interessanti delle tante cose che si possono fare con il Server NAS, etichetta apposta al ServerOne realizzato e venduto della mia azienda, la Laser Office sas.

La prima e forse più richiesta è sicuramente la condivisione e scambio dei dati archiviati al suo interno che è poi la funzione principale di un qualsiasi Server NAS. Ad esempio volete accedere ai documenti/film/musica dal vostro PC fisso o tramite il notebook, laptop, tablet o smartphone oppure predisporre un’area di lavoro comune con i colleghi dell’ufficio? Orbene: nulla è più pratico e veloce dalla condivisione di file in rete locale (LAN) attraverso il Server NAS ServerOne. La condivisione è possibile anche da internet. Qui è bene comprendere un meccanismo critico della condivisione di cartelle/files in rete locale. Ogni dispositivo che tenterà di accedere alle cartelle/files via LAN dovrà autenticarsi, ovvero fornire il nome utente e la relativa password di un account utente presente sul Server NAS ServerOne che ospita la cartella/files condivisa. Questo comporta l’uso di una password forte ovvero difficile da scoprire da terzi in special modo se il collegamento deve avvenire tramite internet onde evitare che un qualsivoglia malintenzionato possa entrare sul vostro sistema e quindi su tutte le risorse condivise nella vostra rete locale!

Come si presenta Open Media Vault

Come si presenta Open Media Vault

OpenMediaVault installato sul Server NAS ServerOne vi permette di realizzare la condivisone dei dati archiviati su di esse attraverso la facile interfaccia web-based, supporto multilingue, gestione dei volumi, monitoraggio e un sistema di plugin per estenderlo con LDAP, Bittorrent e tanti altri ancora. Il sistema di condivisione di base per sistemi misti Windows, Apple e GNU/Linux è SMB/CIFS ovvero Samba ma altri sono disponibili ad esempio FTP, TFTP, NFS (v3/v4) e altri ancora.

Chi acquista un Server NAS ServerOne già configurato potrà registrare i propri utenti e password direttamente dalla comoda interfaccia Web. Coloro che acquisteranno il prodotto nudo ovvero non configurato possono sempre implementare tutti i servizi descritti ma prima dovranno creare il sistema di memoria di massa inserendo i dischi rigidi (Hard Disk) dentro ai cassetti di alloggiamento o “bay” e poi configurarli per poterli usare. Il tutto sempre all’interno della comoda interfaccia Web fornita da OpenMediaVault. In un prossimo articolo fornirò tutte le informazioni per il fai da te di questa operazione ad uso degli utenti meno smaliziati o poco competenti in queste problematiche.

Ricordo che, per qualsiasi consiglio o suggerimento o aiuto in generale per coloro poco pratici di questi moderni strumenti informatici, è sempre possibile contattarci e ottenere quanto richiesto gratuitamente anche in caso di intervento in tele-assistenza via internet. Questa disponibilità renderà l’uso del vostro Server NAS ServerOne estremamente facile e comodo e potrete così usufruire di tutto il suo potenziale molto più facilmente.

Logo ServerOne

Logo serie ServerOne

A seguire alcuni degli altri servizi disponibili:

Server multimediale: Il ServerOne ti permette di fare streaming (attraverso il protocollo DLNA) di musica, foto e film direttamente sul tuo smartphone, tablet, Smart TV, console (Playstation, Xbox, ecc.) anche accedendo da remoto via internet. E’ presente anche il plug-in Plex Media Server. Plex Media Server semplifica la vita organizzando tutti i file multimediali personali e lo streaming a tutti i tuoi dispositivi.

Server di stampa: ti permette di controllare e condividere le stampanti collegate al ServerOne da altri dispositivi collegati alla rete locale.

Download station: questa opzione ti fa scaricare i files da internet, ad esempio attraverso i “.torrent” o tramite FTP ed anche altri, direttamente sul ServerOne impostando delle liste di download.

Cloud privato: se non ti fidi di salvare i tuoi dati sensibili su servizi di cloud storage pubblici come Dropbox, Onedrive, Drive ed altri puoi configurare il ServerOne per avere a disposizione i tuoi dati attraverso internet da qualsiasi luogo e dispositivo. Un mini cloud privato utilissimo e usato già da molte aziende.

Hosting web: il ServerOne può fare da hosting per il tuo sito internet o per quello di amici o clienti. Avrai così il pieno controllo sull’intera infrastruttura senza abbonamenti annuali per l’hosting provider. È anche compatibile con i principali CMS sul mercato (es. WordPress, Joomla!, Drupal).

Server di posta: se preferisci tenere tutte le tue comunicazioni via email “in casa” con questa funzione puoi fare da hosting per le tue caselle di posta e salvare le email all’interno del ServerOne.

Server di sorveglianza: Hai presente le telecamere IP o quelle USB che permettono di trasmettere il segnale video attraverso internet? Con un ServerOne puoi salvare i tuoi video e accedere ai filmati o alle riprese in diretta, da qualsiasi PC anche fuori di casa.

Ci sono tanti altri servizi che si possono implementare su un Server NAS come il ServerOne ma con questo articolo non ho voluto scendere troppo sul tecnico e ho preferito parlare delle cose principali che interessano alla maggior parte dei lettori e potenziali clienti quindi esperti all’ascolto portate pazienza!

Server NAS ServerOne

Server NAS ServerOne

Vi ricordo che la durata della garanzia del ServerOne è secondo norme di legge ma l’assistenza post vendita via email, telefonica, Skype o altra videochat o semplice chat è a vita e gratuita.

Il prezzo del ServerOne Non Configurato ovvero senza dischi rigidi (Hard Disk Hot Swap) installati è di Euro 1100 + IVA mentre il ServerOne in Configurazione Massima con 8 dischi rigidi (Hard Disk Hot Swap) da 2 GB installati per una capacità di archiviazione veloce e sicura di 14 TB è di Euro 1790 + IVA, entrambi escluse le spese di spedizione. Per tutte le opzioni disponibili e ulteriori informazioni si faccia riferimento al sito web del ServerOne oppure in email a serverone@laseroffice.it

ServerOne, il Server NAS potente ed espandibile

ServerOne, il Server NAS di nuova generazione

ServerOne, il Server NAS di nuova generazione

Dopo i 4 precedenti articoli sull’annuncio del ServerOne e la sua descrizione:

Con questo articolo voglio scendere nei dettagli sulle potenzialità di crescita ed espansione e utilizzo del Server NAS, etichetta apposta al ServerOne realizzato e venduto della mia azienda, la Laser Office sas.

Cominciamo col dire che acquistare un Server NAS è un investimento e quindi bisogna aver chiaro sin dall’inizio come spendere bene i propri denari ed essere sicuri di poterlo usare per anni. Allora ricorda che lo spazio di archiviazione o di memoria non è mai abbastanza. Tutto questo si traduce in una questione di “bay. “Bay” è il termine inglese che indica l’alloggiamento in cui inserire un disco rigido (Hard Disk) che funzionerà all’interno del Server NAS. In pratica più “bay” significa più spazio e questo significa poter espandere il proprio Server NAS nel futuro e quindi garantirsi anni e anni di archiviazione dati.

In pratica non si deve acquistare un altro Server NAS o peggio buttare l’acquisto fatto ma continuare ad usarlo aggiungendo memoria di archiviazione salvaguardando così il nostro investimento e il nostro denaro.

Il ServerOne ha 8 “bay” e si possono inserire da 1 a 8 dischi rigidi (Hard Disk). Facendo un rapido calcolo, il disco rigido (Hard Disk) con la maggiore capacità che è in circolazione è di 6 TB o al massimo 8 TB (ma restiamo sui 6 che sono più comuni) e quindi il ServerOne può ad esempio arrivare a 48 TB di spazio totale (8 bay x 6 TB = 48 TB). 48 TB sono una capacità incredibile di archiviazione dati per anni e anni per la maggior parte degli utenti. Si può partire con poco, ad esempio con una capacità di 2 o 4 TB, ed espanderla col tempo e le esigenze facendo fruttare appieno l’investimento.

Quello della capacità di archiviazione non è il solo argomento di cui tener conto, c’è anche l’esigenze della sicurezza dei dati per preservarli dalla loro possibile perdita. Questo aspetto fondamentale di un Server NAS come il ServerOne si affronta rinunciando alla piena e totale capacità di memorizzazione e usando parte di essa come riserva di sicurezza.

ServerOne - Dischi rigidi (Hard Disk)

ServerOne – Dischi rigidi (Hard Disk)

Ridondanza dei dati

Uno dei principali strumenti per evitare la perdita dati è la configurazione dei dischi rigidi (Hard Disk) in modalità RAID (Redundant Array of Independent Disks). Con questo sistema, usato in varie configurazioni per condividere o replicare informazioni tra un gruppo di dischi rigidi (Hard Disk), è possibile salvare i dati in caso di guasto di un disco rigido (Hard Disk) e migliorare nettamente le prestazioni del ServerOne.

Ecco in modo semplice i principali tipi di RAID, tralasciando quelli meno diffusi:

RAID 0 detto striping che permette di collegare due o più unità di memoria “sommando” la capacità delle stesse. Questa configurazione fa ottenere il massimo spazio possibile e le massime prestazioni velocistiche ma è molto pericolosa perché in caso di guasto il rischio di perdere tutti i dati è altissimo e quasi certo. L’affidabilità, misurata come tempo medio tra due guasti (MTBF), è inversamente proporzionale al numero degli elementi che lo compongono e cioè un sistema di due unità di memoria, ad esempio, è affidabile la metà rispetto a quello con una sola unità di memoria. In pratica da non usare se non per specifiche esigenze di velocità senza problemi di salvaguardia dei dati.

RAID 1 detto mirroring, è il livello RAID più semplice nel quale tutti i dati vengono replicati garantendo il funzionamento del Server NAS anche in caso di guasto. Il prezzo da pagare per questa sicurezza è la riduzione dello spazio di archiviazione disponibile che sarà uguale alla metà della capacità totale o alle dimensioni della più piccola unità di memoria.

RAID 5 è la configurazione più diffusa e consigliata, fornisce la ridondanza di RAID 1 in combinazione con incrementi di velocità e dimensioni di RAID 0. Utilizza lo striping, come RAID 0 ma memorizza anche blocchi di parità distribuiti su ogni unità di memoria che lo compone. Si parte da almeno 3 dischi rigidi (Hard Disk) nei quali i dati vengono suddivisi tra le varie unità in un modo detto “a livello di blocco” in cui i dati di parità sono suddivisi uniformemente tra essi. Lo spazio totale è dato da questa formula semplificata: Capacità unità di memoria × (Numero unità di memoria − 1). Ad esempio con 3 dischi rigidi (Hard Disk) tutti uguali da 4 TB otterremo una capacità di archiviazione pari a 8 TB. Il sistema RAID 5 è in grado di sopportare la perdita di un disco rigido (Hard Disk) che lo compone e, nel caso questo accadesse, il Server NAS continuerà a funzionare ma con prestazioni inferiori e si potrà contemporaneamente procedere alla sostituzione del disco difettoso con uno nuovo e riportare tutto il sistema alla massima efficienza e sicurezza perché i blocchi di parità saranno utilizzati per ricostruire i dati in automatico.

Questa funzionalità di cambio dei dischi rigidi (Hard Disk) del ServerOne quando è acceso e funzionante è grazie ai particolari “bay” di cui è composto che sono Hot Swap.

Oltre a essere Hot Swap, i particolari “bay” consentono l’Hot Plugging ovvero è possibile aggiungere nel tempo altri dischi rigidi (Hard Disk) fino ad un massimo di 8 senza perdere dati a ServerOne acceso e continuando sempre a lavorare, aumentando così la capacità totale di archiviazione dati.

Una cosa importante per usare la tecnologia RAID è di acquistare dischi rigidi (Hard Disk) tutti dello stesso taglio. Non siete obbligati ad acquistarli da noi e potete acquistare il Server NAS ServerOne anche non configurato ovvero senza alcun disco rigido (Hard Disk) e provvedere poi ad inserirli voi stessi, ad esempio se ne avete di recupero. E’ possibile usare anche capacità di archiviazione diverse ma è fortemente sconsigliato perché il disco più piccolo è quello che determina lo spazio totale usabile da applicare alla suddetta formula come “Capacità unità di memoria”.

Un problema per il Server NAS ServerOne

Un problema per il Server NAS ServerOne

Il Backup ovvero le copie di sicurezza

La configurazione RAID non fornisce una garanzia che i dati siano al sicuro. In caso di incendio o se il ServerOne viene rubato oppure se più di un disco fallisce, la configurazione RAID non proteggerà i dati. Pertanto, se i vostri dati sono da preservare sopra ogni cosa, è importante fare delle copie di backup. E’ quindi importante mantenere una copia aggiornata dei dati presenti sul ServerOne e preferibilmente fuori sede.

Con il ServerOne è possibile fare un backup incrementale da “cartella_1” a “cartella_2”. La potenza sta nel fatto che, attraverso questa opzione, controlla il contenuto della prima cartella, ricopia solo i file nuovi o che sono stati modificati e cancella (se richiesto) quei file che sono stati eliminati da “cartella_1”. Si crea quindi un backup speculare dove alla fine del processo, si avranno due copie identiche di “cartella_1” e “cartella_2”.

Rispetto a due risorse RAID, dove la sincronizzazione è immediata, qui si ha la possibilità, fino a che non si avvia nuovamente il backup, di mantenere copia dei file non aggiornati; questo diventa molto comodo soprattutto su risorse condivise dove i file vengono “modificati” da molti utenti: nel caso in cui qualcuno cancelli per sbaglio un file importante, si avrà la possibilità di recuperarlo da “cartella_2” prima del nuovo backup.

Questo processo è automatizzabile, ad esempio è possibile configurare il ServerOne attraverso la sua interfaccia Web per effettuare il backup a mezzanotte di tutti i giorni o settimanalmente o a vostro piacere. La procedura avverrà in automatico e senza perdita di tempo o efficienza del ServerOne e il backup può essere impostato su un altro ServerOne dislocato altrove o su uno dei tanti servizi di cloud che sono offerti su internet (altro link e altra lista) senza doversi preoccupare personalmente di nulla, risparmiando tempo e mantenendo il ServerOne sempre attivo e disponibile per tutti gli altri usi e necessità.

Si prenda l’abitudine di fare backup regolari. È anche possibile dividere i dati sul computer in cartelle correnti e archiviati. Quindi eseguire il backup dei dati correnti in modo frequente e di tanto in tanto dei dati archiviati.

Server NAS ServerOne

Server NAS ServerOne

Vi ricordo che la durata della garanzia del ServerOne è secondo norme di legge ma l’assistenza post vendita via email, telefonica, Skype o altra videochat o semplice chat è a vita e gratuita.

Il prezzo del ServerOne Non Configurato ovvero senza dischi rigidi (Hard Disk Hot Swap) installati è di Euro 1100 + IVA mentre il ServerOne in Configurazione Massima con 8 dischi rigidi (Hard Disk Hot Swap) da 2 GB installati per una capacità di archiviazione veloce e sicura di 14 TB è di Euro 1790 + IVA, entrambi escluse le spese di spedizione. Per tutte le opzioni disponibili e ulteriori informazioni si faccia riferimento al sito web del ServerOne oppure in email a serverone@laseroffice.it

Cos’è un Server NAS come il ServerOne?

I cassetti Hot Swap del ServerOne

I cassetti Hot Swap del ServerOne

Dopo i 3 precedenti articoli sull’annuncio del ServerOne e la sua configurazione software:

Con questo articolo voglio brevemente illustrarvi il concetto di Server NAS, etichetta apposta al ServerOne realizzato e venduto della mia azienda, la Laser Office sas. Iniziamo ad illustrare il significato della parola server, direttamente da Wikipedia:

“Un server (dall’inglese (to) serve «servire», dunque letteralmente «serviente, servitore») in informatica e telecomunicazioni è un componente o sottosistema informatico di elaborazione e gestione del traffico di informazioni che fornisce, a livello logico e fisico, un qualunque tipo di servizio ad altre componenti (tipicamente chiamate clients, cioè clienti) che ne fanno richiesta attraverso una rete di computer, all’interno di un sistema informatico o anche direttamente in locale su un computer.
Rappresenta cioè un nodo terminale della rete opposto all’host client. In altre parole si tratta di un computer o di un programma che fornisce i dati richiesti da altri elaboratori, facendo quindi da host per la trasmissione delle informazioni virtuali.
Al termine server, così come per il termine client, possono dunque riferirsi sia la componente hardware che la componente software che forniscono le funzionalità o servizi di cui sopra. La macchina hardware server si dice anche capace di offrire risorse in termini di servizio al client che ne fa domanda/richiesta. Esso fa parte dunque dell’architettura logica di rete a livello applicativo detta client-server.”

Il ServerOne è quindi un server perchè è un componente informatico hardware connesso in rete che offre i suoi servizi a tutti coloro che si collegano ad esso. Questi servizi sono rappresentati da appositi programmi installati su di esso che consentono di fare una infinità di cose.

Ecco quindi ora la necessità di introdurre il significato della seconda parola che contraddistingue il ServerOne ovvero NAS, sempre da Wikipedia:

“Un Network Attached Storage (NAS) è un dispositivo collegato alla rete la cui funzione è quella di consentire agli utenti di accedere e condividere una memoria di massa, in pratica costituita da uno o più dischi rigidi, all’interno della propria rete o dall’esterno.”

Un NAS è esso stesso per sua natura un server dato che la sua funzione corrisponde anche alla precedente definizione di server, da come si evince dalle spiegazioni dei 2 termini, ma un NAS è un server che nasce per fare un solo specifico compito ovvero “consentire agli utenti di accedere e condividere una memoria di massa” mentre il nostro ServerOne è progettato per fare molte più cose e offrire molti più servizi.

ServerOne - Esempio di rete locale

ServerOne – Esempio di rete locale

Il più importante e centrale di questi servizi è dunque essere un NAS e quindi gestire il vostro archivio dati o files ovvero archivio di foto, video, canzoni, documenti e quant’altro memorizzabile su un computer e renderli usufruibili a tutti coloro che vi si collegano sia direttamente o tramite programmi, ad esempio player audio o video cosiccome applicazioni gestionali o programmi di scrittura … e la lista potrebbe continuare. Questo archivio centralizzato di dati o files è l’equivalente del disco rigido (Hard-Disk) presente nel vostro PC o notebook ma con 2 importanti e fondamentali differenze: è espandibile ed è fault-tolerance ovvero a prova di guasto!

Spero non vi sia mai capitato ma purtroppo esiste il rischio di perdere tutti i propri dati o files perchè si potrebbe guastare il disco rigido (Hard-Disk) del vostro PC o notebook. E’ un evento alquanto improbabile ma quando accade si perde tutta una vita di immagini, video e testi e quant’altro che ci eravamo gelosamente salvati a futura memoria ed uso. Sicuramente tutti noi siamo consapevoli di questa evenienza e infatti facciamo sempre le copie di tutto il nostro archivio, vero?

Il ServerOne nella sua funzione di NAS ci assicura di conservare il nostro archivio anche in caso di guasto del disco rigido (Hard-Disk) del vostro PC o notebook perchè, al contrario di PC o notebook che ne usano solo 1, ne usa più di 1 in varie configurazioni possibili atte a salvaguardare più o meno efficacemente il loro contenuto in una modalità denominato RAID di cui farò un approfondimento in un prossimo articolo.

Un problema per il Server NAS ServerOne

Un problema per il Server NAS ServerOne

Solo la caduta di un meteorite potrebbe distruggerlo e farvi perdere tutto ma anche in questo sfortunato caso il ServerOne ha la salvezza in uno dei suoi servizi. Infatti può effettuare la copia del suo contenutobackup nel cloud o su un altro sistema analogo localizzato altrove.

Probabilmente pochi di voi, magari già memori di un tragico evento avvenuto nel passato, hanno l’abitudine di salvare i propri dati non solo sul PC o notebook ma anche su altri supporti esterni o in un qualsivoglia servizio cloud ma nel farlo sanno quanto sono lenti e scomodi questi sistemi e quanto tempo impiegano e tengono occupato il proprio computer. Il ServerOne può essere programmato per farlo in totale autonomia e in modo trasparente mentre continua a fare da NAS e qualsiasi altra cosa contemporaneamente.

Da quanto appena scritto si evidenzia che il ServerOne è un server sì ma con la “S” maiuscola appunto un Server e contemporaneamente un NAS. In pratica nasce di base come un NAS ma, a differenza dei prodotti della concorrenza comparabili allo stesso prezzo, è dotato di una potenza computazionale atta a renderlo molto più potente e quindi a poter fornire non solo un servizio di condivisione e sicurezza dei dati o files tipiche di un semplice NAS ma anche molti altri servizi aggiuntivi oppure la capacità di diventare esso stesso una postazione di lavoro connessa in rete sia in ambito casalingo che piccolo ufficio o impresa.

Infatti in ambito casalingo o piccolo ufficio o impresa il ServerOne può essere usato direttamente connettendo una tastiera, un mouse e un monitor e ottenendo così un PC a tutti gli effetti al proprio servizio. Un classico esempio può essere quello di una segretaria che può usare il ServerOne come suo PC connesso alla rete locale dell’ufficio o dell’azienda in modo che tutti gli altri PC o postazioni di lavoro vi si possono connettere per sfruttare le sue potenzialità come NAS e/o Server fornitore di altri servizi informatici. In ambito casalingo utilizzare il ServerOne come postazione di lavoro e contemporaneamente come NAS per il salvataggio sicuro di tutti i vostri lavori, i vostri ricordi e le vostre collezioni multimediali e renderlo accessibile e consultabili tramite internet ovunque voi siate nel mondo. Importante da sapere, in questi casi che non si avrà Windows come sistema operativo e desktop ma un sistema GNU/Linux basato sul sistema operativo Debian.

Server NAS ServerOne

Server NAS ServerOne

Prossimamente avrò modo di raccontarvi cosa poter fare in dettaglio in casa o in ufficio o nella vostra impresa con il ServerOne e vi ricordo che la durata della garanzia del ServerOne è secondo norme di legge ma l’assistenza post vendita via email, telefonica, Skype o altra videochat o semplice chat è a vita e gratuita.

Il prezzo del ServerOne Non Configurato ovvero senza dischi rigidi (Hard Disk Hot Swap) installati è di Euro 1100 + IVA mentre il ServerOne in Configurazione Massima con 8 dischi rigidi (Hard Disk Hot Swap) da 2 GB installati per una capacità di archiviazione veloce e sicura di 14 TB è di Euro 1790 + IVA, entrambi escluse le spese di spedizione. Per tutte le opzioni disponibili e ulteriori informazioni si faccia riferimento al sito web del ServerOne oppure in email a serverone@laseroffice.it

Uno sguardo al ServerOne, il Server NAS di nuova generazione

Logo ServerOne

Logo serie ServerOne

Dopo i 2 precedenti articoli sull’annuncio del ServerOne e la sua configurazione software:

Oggi voglio presentarvi alcune foto e descrivervi come è fatto nei dettagli.

Innanzi tutto l’aspetto esterno e come si presenta appoggiato sopra un tavolo:

ServerOne, il Server NAS di nuova generazione

ServerOne, il Server NAS di nuova generazione

Decisamente molto bello oltre ad essere un fantastico strumento di lavoro. Adesso diamo una occhiata al suo cassetto di alloggiamento dei dischi rigidi (Hard Disk o HD) estraibili a caldo o Hot Swap, ricordando che può ospitarne fino a 8 contemporaneamente, sia meccanici che SSD, utilizzati come archivio dati in configurazione RAID oltre al disco SSD di sistema collocato in maniera fissa al suo interno.

I cassetti Hot Swap del ServerOne

I cassetti Hot Swap del ServerOne

Adesso una visione dell’interno del ServerOne per rendersi conto di quanto sia compatto e curato nei suoi particolari, fotografato dal lato opposto all’alloggiamento della scheda madre. La piastra nera in alto è la predisposizione per il disco rigido (Hard Disk o HD) interno dove è installato il free e open source software (F.O.S.S. o software libero e a codice aperto) GNU/Linux Debian come sistema operativo e il software Open Media Vault o OMV per la gestione del Server NAS. Sempre sullo stesso piano vi è la predisposizione per il montaggio dell’alimentatore professionale che vedremo meglio nella fotografia successiva.

ServerOne, il Server NAS di nuova generazione, visione interna

ServerOne, visione interna

Infine un’immagine del retro del ServerOne dove si notano le 2 grandi ventole di raffreddamento estremamente silenziose che garantiscono un flusso d’aria costante per mantenere il sistema sempre alla sua temperatura ottimale anche con 8 dischi rigidi (Hard Disk o HD) installati. Sulla destra si vede dove viene montata la scheda madre (Main Board o MoBo) e in altro poste orizzontalmente 2 fessure. Quella più a sinistra è la predisposizione per l’alloggiamento dell’alimentatore professionale e quella sopra la ventola di destra è la predisposizione per il montaggio di una scheda di espansione della scheda madre che nella configurazione con più di 5 dischi rigidi (Hard Disk o HD) installati nei cassetti Hot Swap è obbligatoriamente utilizzata per installarci la scheda controller adattatore PCIe/SAS da 8 porte SATA. Se il disco rigido (Hard Disk o HD) interno SSD usato per il sistema operativo viene sostituito da una controparte SSD M.2 è possibile estendere il numero dei dischi Hot Swap a 6 senza necessità della scheda controller adattatore PCIe/SAS da 8 porte SATA.

ServerOne, il Server NAS di nuova generazione, il retro

SrevreOne, il retro

Questo è il ServerOne prima dell’assemblaggio nella sua forma ancora nuda e aperta, pronto ad essere equipaggiato e configurato per il cliente in base alle sue scelte proposte nel modulo ordine online. Con l’occasione ricordo che tutti i ServerOne vengono realizzati su misura cercando di soddisfare anche eventuali richieste specifiche del cliente, dove possibile, e testati uno ad uno prima della spedizione onde garantire un sistema perfettamente funzionante a destinazione. Questa attenzione origina dalla modalità artigianale e non industrializzata della produzione e vendita del ServerOne e comporta una costante vicinanza con le esigenze del cliente che si tradurranno in una assistenza post vendita accurata e sempre personalizzata ovvero su misura per ogni acquisto.

La durata della garanzia del ServerOne è secondo norme di legge ma l’assistenza post vendita via email, telefonica, Skype o altra videochat o semplice chat è a vita e gratuita.

Il prezzo del ServerOne Non Configurato ovvero senza dischi rigidi (Hard Disk Hot Swap) installati è di Euro 1100 + IVA mentre il ServerOne in Configurazione Massima con 8 dischi rigidi (Hard Disk Hot Swap) da 2 GB installati per una capacità di archiviazione veloce e sicura di 14 TB è di Euro 1790 + IVA, entrambi escluse le spese di spedizione. Per tutte le opzioni disponibili e ulteriori informazioni si faccia riferimento al sito web del ServerOne oppure in email a serverone@laseroffice.it

ServerOne, il Server NAS di nuova generazione

Server

ServerOne

Laser Office sas di Rimini annuncia la disponibilità del nuovo Server NAS della serie ServerOne realizzato con componenti di assoluta qualità e dotato di una notevole potenza computazionale per soddisfare appieno tutti i compiti affidatogli. Quindi non un semplice NAS bensì un computer centralizzato per eseguire contemporaneamente diversi compiti senza penalizzare le performance di ognuno. Ad esempio condividere documenti, giochi, foto, musica e video in una rete locale e/o su internet, fare da archivio di backup e server DLNA e DAAP per la diffusione di films e audio streaming in rete locale, effettuare download tramite vari protocolli FTP/BiTTorrent/eDonkey, fino a trasformarsi in web/email hosting e molto altro.

Logo ServerOne

Logo serie ServerOne

La serie ServerOne al momento nasce con il capostipite che utilizza un “case” di classe “enterprise” della azienda USA/Cina U-NAS ed è utilizzabile sia in ambito casalingo che professionale per uffici o aziende, seguiranno altre 2 versioni, con dei “case” meno professionali e di costo più basso prodotti da altre 2 aziende, espressamente per ambiti casalinghi e piccoli studi o piccole imprese.

In ambito aziendale consente un’archiviazione sicura dei dati nella rete, gestione di utenti e gruppi, alta espandibilità, tolleranza ai guasti, ottimo rapporto qualità/prezzo ed inoltre può implementare server web e posta elettronica e molto altro.

Il software utilizzato è il free software Open Media Vault basato sul sistema operativo Debian Linux 8 (Jessie) ed è amministrato tramite una interfaccia Web semplice e lineare senza tanti fronzoli ma chiara ed efficace.

Come si presenta Open Media Vault

Come si presenta Open Media Vault

Gli aggiornamenti sono semplici e gestiti tramite il sistema a pacchetti del team Debian che consente di aggiornare sia l’applicativo che il sistema stesso e consente inoltre di agganciare altri repository software per ottenere ad esempio gli aggiornamenti del sistema Debian dai backport di Jessie. Esiste il supporto multilingua per la gestione e personalizzazione, inclusa la lingua italiana. Open Media Vault si appoggia su una notevole quantità di plugins per poter implementare tutte le funzionalità richieste dagli utenti del ServerOne.

La possibilità di avere in ufficio/azienda uno strumento della potenza di un ServerOne dà una sempre maggiore spinta alla realizzazione dei servizi Web, email, ftp e cloud in house ovvero presso la sede stessa del professionista o ditta e non più dipendente da un fornitore terzo considerando che sono sempre di più i comuni italiani raggiunti dalla Fibra Ottica, che è in grado di offrire un collegamento Internet più veloce e stabile. Inoltre la copertura in fibra ottica cresce esponenzialmente e già attualmente raggiunge migliaia di comuni in tutto la nazione e le tariffe prevedono un canone molto simile a quello dell’ADSL classica sui normali doppini di rame delle linee telefoniche e spesso includono un IP statico pubblico.

Una opportunità che si rende disponibile anche per le famiglie. Immaginate una serata ospiti di amici e con il vostro smartphone vi collegate al vostro ServerOne a casa e mostrate le foto e video realizzati nelle ultime vacanze. Foto e video che avete salvato su un server affidabile e sicuro con un grande capacità ridondante di memorizzazione che vi preserverà dalla classica perdita di tutte le vostre foto e video quando si rompe il disco del vostro PC o notebook dove avete salvato il vostro patrimonio di immagini credendo che fosse al sicuro. Meglio ancora dei servizi Cloud che offre la rete che sono simili a un ServerOne quando devono offrire i contenuti ma che impiegano una vita per essere caricati mentre voi potete farlo direttamente a casa vostra in pochi istanti. Inoltre potete memorizzarci i vostri films preferiti e guardarli con un click quando e dove volete.

Ad esempio potete collegare al ServerOne una o più stampanti e/o scanner e risparmiare di averne una in ogni postazione di lavoro. Può essere usato anche per la videosorveglianza e altri utili servizi.

ServerOne, questo è il nuovo futuro!

Caratteristiche di base della serie ServerOne:
Installazione rapida e semplice
Configurabile e personalizzabile su misura
Qualità di livello Enterprise
Progettato per un uso intensivo e pesante
Massima espandibilità ed efficienza
Case in alluminio con struttura interna in acciaio
Raffreddamento ottimizzato con 2 ventole da 120 mm
Funzionamento ultra silenzioso
LED per alimentazione e attività di ciascun HD
Scheda madre di ultima generazione Gigabyte GA-Z170N
MicroProcessore INTEL i5 6600R 6MB cache 3,5 Ghz
Memoria RAM 16 GB DDR4 installati
1 HD SSD di sistema con OMV installato
Massimo 8 Hot-swappable SATA HD da 3,5″
Porta Frontale USB 3.0
Dimensioni (L x P x A) 316 mm x 254 mm x 180 mm
Peso netto senza HD 5 kg

Il prezzo del ServerOne Non Configurato ovvero senza dischi rigidi (Hard Disk Hot Swap) installati è di Euro 1100 + IVA mentre il ServerOne in Configurazione Massima con 8 dischi rigidi (Hard Disk Hot Swap) da 2 GB installati per una capacità di archiviazione veloce e sicura di 14 TB è di Euro 1790 + IVA, entrambi escluse le spese di spedizione. Per tutte le opzioni disponibili e ulteriori informazioni si faccia riferimento al sito web del ServerOne oppure in email a serverone@laseroffice.it

Nuovo kernel Linux 3.2.1

Alcuni giorni fa, precisamente il 4 Gennaio 2012, è stato rilasciato il Kernel Linux 3.2 x i sistemi GNU/Linux ma cm sempre nn è stato subito inserito fra i kernel stabili e da usare. E’ una precauzione necessaria x ogni nuovo arrivato xkè il bugs è sempre in agguato. Infatti i primi ke si sn cimentati nell’upgrade al nuovo kernel si sn ritrovati cn problemi vari cn l’interfaccia USB del proprio PC ke in alcuni casi cn le memorie Flash mandavano in crash il sistema altri cn veri e propri problemi di boot cm riportato da Phoronix. Ecco qindi ke il  12 Gennaio 2012 arriva l’uscita del nuovo Kernel Linux 3.2.1 ke risolve qsti problemi e di cui è doveroso  l’aggiornamento x tutti coloro ke avessero precedentemente installato altre versioni del kernel 3.2 (All users of the 3.2 kernel series must upgrade) cm detto da Greg Kroah-Hartman (Linux kernel developer) in sede di annuncio su lkml.org. A ben leggere di fix ce ne sn stati un discreto numero ma nn c’è da meravigliarsi, è normale così. Pensare ke il buon Linus Torvalds cn un messaggio al rilascio del Kernel Linux 3.2 in versione definitiva, dopo un piccolo ritardo dovuto al ciclo di sviluppo ke ha richiesto dei tempi leggermente + lunghi del previsto, si mostrava assai contento:

[…] Qindi, nn ci sn grossissimi cambiamenti rispetto alla -rc7  e molti di qesti sn di piccola entità. Cmq malgrado qei pochi fastidiosi regressi dell’ultimo minuto, sn veramente soddisfatto di qesta release.

Vediamo adesso cl nuovo kernel Linux 3.2 e 3.2.1 qali novità sn state apportate.
– Una delle novità + importanti è l’aumento della dimensione maxima dei blocchi del file-system Ext4, ora possono essere grandi fino a 1 MB. Numerosi sn inoltre i miglioramenti del file system Btrfs. Ad esempio sn state migliorate le performance dello scrubbing (il processo di controllo di tutti i checksum del file-system), i messaggi di errore sn ora + dettagliati ed è stato inserito del nuovo codice x consentire una ispezione manuale tramite le utility software.
– Altre modifike sn state apportate allo scheduler, inserendo la possibilità di impostare un livello maximo di utilizzo della CPU nei vari processi.
– Anke il Device Mapper è stato migliorato, permettendo + efficienza e flessibilità nel fornire capacità su disco a utenti multipli.
– E’ stato inserito un algoritmo nello stack TCP ke velocizza il ripristino della connessione dopo ke si sn persi dei pakketti e in qsto modo di adattare al meglio la velocità di trasmissione a qella della linea. Il miglioramento portato dall’algoritmo migliorerebbe la velocità delle comunicazioni di rete di circa un 3-10%.
– Migliorato il supporto x alcune GPU Intel e Nvidia e di alcuni driver Wi-Fi.

Dettagli e altre novità contenute in qesta release si possono leggere in inglese su questa pagina.

La consueta lista dei “changelog” al link http://www.kernel.org/pub/linux/kernel/v3.0/ChangeLog-3.2.1

Cm sempre ricordo ke nn tutte le distribuzioni GNU/Linux possono aggiornare il kernel direttamente dall’originale a causa delle varie modifike introdotte dagli sviluppatori di ogni singola distribuzione qindi verificare cn attenzione e rifarsi sempre ai repository degli aggiornamenti della propria distribuzione se nn si è sicuri.

Nuovo kernel Linux 3.1.2

Dal 21 Novembre 2011, è  disponibile la nuova versione stabile del Kernel Linux, la 3.1.2

In precedenza si è verificata una strana anomalia sul sito kernel.org rappresentata dalla uffcializzazione del kernel 3.1 ma nn dato cm ultimo kernel stabile ke restava il 3.0.8. Ad oggi invece si presenta una situazione + ragionevole dv effettivamente il kernel 3.1.2 è dato cm ultimo ed anke cm ultimo stabile.

Qesta nuova versione nn presenta nuove ed importanti caratteristike, in particolare migliora il supporto al driver iSCSI, ai componenti Ivy Bridge, Cedrar Tail e il supporto alle schede grafiche di ultima generazione, inoltre porta cn se alcune correzioni. In particolare è stato corretto il problema audio cn il Dell Vostro 3500. Miglioramenti arrivano anke x il driver grafico Nouveau specifico x le skede nVidia. CN qesto aggiornamento si ottiene un piccolo miglioramento nelle performance sopratutto su PC dotati di processori Sandy Bridge.

Le principali novità della versione dei Kernel 3.1 sn:

  • · New architecture: OpenRISC;
  • · Dynamic writeback throttling;
  • · Filesystem barriers enabled by default in EXT3;
  • · Support for Near-Field Communication;
  • · Slab allocator speedups;
  • · VFS Scalability improvements;
  • · New iSCSI implementation;
  • · New cpupowerutils utility;
  • · Software RAID: Bad block management;
  • · Personality to report 2.6.x version numbers;
  • · Wii Controller support;
  • · Lots of new drivers;
  • · Many bugfixes and improvements

Altre novità contenute in qesta release si possono leggere in inglese su questa pagina.

La consueta lista dei “changelog” al link http://www.kernel.org/pub/linux/kernel/v3.0/ChangeLog-3.1.2

Come sempre ricordo ke nn tutte le distribuzioni GNU/Linux possono aggiornare il kernel direttamente dall’originale a causa delle varie modifike introdotte dagli sviluppatori di ogni singola distribuzione qindi verificare cn attenzione e rifarsi sempre ai repository degli aggiornamenti della propria distribuzione se nn si è sicuri.

Nuovo kernel Linux 3.0

Il 22 Luglio 2011 Linus Torvalds ha rilasciato la nuova versione stabile del kernel Linux 3.0.

Il kernel Linux vede la luce nell’agosto 1991 grazie al giovane studente finlandese Linus Torvalds ke, appassionato di programmazione, era insoddisfatto del sistema operativo Minix (sistema operativo unix-like destinato alla didattica, scritto da Andrew Tanenbaum, professore ordinario di Sistemi di rete all’università di Amsterdam) e ad oggi, anno 2011, Torvalds, ke continua ancora a dirigere lo sviluppo del kernel, ha deciso ke dopo 20 anni era giusto festeggiarne il successo cn il salto del numero di versione, passando dalla versione 2.6.39 alla 3.0.

La transizione al ‘terzo decennio‘ del kernel Linux vede numerosi cambiamenti al filesystem Btrfs e ora il kernel include tutti i componenti principali necessari x ospitare sistemi guest cn Xen e include molti nuovi drivers.

Linus Torvalds e i suoi collaboratori hanno impiegato solo 2 mesi x completare l’ultimo kernel. Il cambiamento + evidente è tuttavia cosmetico piuttosto ke tecnico. Qesto nuovo kernel nn è stato preso come spunto x  inserire grandi cambiamenti ed è in realtà un incremento di versione perfettamente normale, se si fosse seguito il modello impostato x la serie 2.6.

Le nuove funzionalità in Linux 3.0 includono l’aggiunta di un backend di stoccaggio x Xen, il ke significa ke il kernel ora contiene tutti i componenti principali necessari x l’esecuzione come “DomO” ovvero la fusione del supporto a Xen apparsa allettante circa 6 anni fa, ma c’è voluto tutto qesto tempo affinkè si trasformasse in realtà consolidata. Ci sn stati anke una serie di modifiche al file system Btrfs e ai driver grafici. Gli sviluppatori del kernel hanno cm sempre anke aggiunto alcuni nuovi drivers e hanno migliorato molti drivers esistenti.

Molti di qesti miglioramenti nn influiscono solo sui servers ma anke su notebook e PC desktop. Le varie distribuzioni GNU/Linux porteranno i miglioramenti alla maggior parte dei loro sistemi Linux nel breve o medio termine.

Incrementare il numero principale di versione e l’introduzione di un sistema completamente nuovo di numerazione sn state entrambe discusse in passato, ma il passaggio alla 3.0, è venuto un po ‘di punto in bianco. L’anno scorso è sembrato ke gli sviluppatori del kernel volessero raggiungere almeno la versione 2.6.42 prima di passare alla 3.0. Nella seconda metà di maggio di qst’anno invece, una settimana dopo il rilascio di Linux 2.6.39, Torvalds ha inaspettatamente ventilato l’idea di passare alla versione 2.8, perché “the numbers are getting too big” (i numeri stanno diventando troppo grandi). La discussione ke ne seguì sulla lkml (linux kernel maillist)  ha rapidamente lanciato l’idea di passare alla 3.0. Il ‘3’ è una strizzatina d’occhio al mondo Linux ke sta entrando nel suo 3° decennio di diffusione e cm celebrazione del suo 20° compleanno a brevissimo (Agosto 2011).

La decisione di rendere effettiva la transizione e ridurre il numero di versione a 2 cifre, anziché 3, è stata presa da Torvalds poki giorni dopo il rilascio della nuova versione pre-release del kernel. Sembra ke abbia preso la decisione da solo, cm gli permette di fare la sua posizione di “maschio alfa” dello sviluppo di Linux. Nella e-mail di rilascio della versione Linux 3.0-rc1, Torvalds ha tenuto a kiarire ke in realtà doveva essere solo un nuovo sistema di numerazione e ke nn contiene alcuna modifica sostanziale. In precedenza aveva respinto le rikieste di utilizzare il cambio del numero di versione cm un’opportunità x affossare vekkie eredità come i supporti ai bus MCA, EISA e ISA.

Il nuovo sistema di numerazione, tuttavia, ha una certa importanza x gli utenti, dato ke scombina un certo numero di applicazioni, compresi i programmi correlati al numero di versione come ad esempio cryptsetup, device-mapper, LVM2, mdadm, module-init-tools e procps. Onde evitare problemi, qeste applicazioni devono essere aggiornate durante l’aggiornamento al kernel 3.0 e successivi. Alcuni di qesti programmi lavorano solo cn i kernel + recenti, qando il numero di versione inizia cn 2.6, altri danno x scontato ke il numero di versione contiene 3 gruppi di cifre. Torvalds nn si è trattenuto dal criticare qesto approccio. Qindi x ovviare almeno in parte alle problematike di qesto problema, Linux 3.0 si identificherà a 3 cifre cm 3.0.0, ed in effetti è probabile ke la prossima versione aggiungerà un ulteriore ‘.0’ ovvero 3.0.0.0. Prima o poi, tuttavia, qesto sarà eliminato. La proxima versione del kernel dopo la 3.0 sarà la versione 3.1 e la terza cifra andrà a sostituire la quarta nella designazione stabile e a lungo termine del kernel.

Vediamo ora le aree dv sn stati apportati i miglioramenti + consistenti:

Xen

Tra le novità gli sviluppatori hanno integrato nel Linux 3.0 il “storage backend” x Xen. Ciò significa ke il kernel ha finalmente acqisito tutti i componenti essenziali x l’hosting di sistemi operativi ospiti cm DomO cn l’hypervisor Xen. Tuttavia, il codice ke è stato integrato nel kernel, è una versione sostanzialmente tagliata verso il basso e rivista del codice ke è attualmente utilizzato in prodotti commerciali come ad esempio lo XenServer di Citrix. Qindi, la versione del kernel 3.0 cn Xen hypervisor, ad esempio, nn offre la possibilità di collegare i dispositivi USB ai sistemi ospiti, e neanke “Suspend-to-RAM” funziona.

Grafica

Il driver DRM/KMS Radeon supporta ora il core grafico dei processori Llano, ke sn stati recentemente lanciati da AMD x notebook e PC desktop. Onde evitare problemi cm skermate bianke, l’uscita audio tramite HDMI è stata temporaneamente disabilitata x default nel driver ma può essere riattivata tramite il parametro del kernel radeon.audio = 1. Inoltre, un cambiamento nell’help del driver DRM/KMS Radeon kiarisce ora ke supporta tutto l’hardware Radeon.

Il driver i915-DRM/KMS in Linux 3.0 – x chip Intel nei processori grafici e chipset per notebook e PC desktop – cm riferito già, controlla il core grafico dei processori Ivy Bridge, ke Intel probabilmente nn lanciare fino all’inizio del proximo anno. Il driver DRM/KMS Nouveau è stato cambiato x porre le basi al supporto di varie tecnike coinvolte nel passaggio tra processore/chipset grafico GeForce e chip grafici; NVIDIA lo kiama “Optimus”, nei notebook più recenti.

Networking

Il codice netfilter ora include un “Berkeley Packet Filter Just-in-time Compiler” x i sistemi x86-64. Esso genera codice assembler in rumtime ke svolge alcuni dei compiti del “network packet filtering” previsti dallo sniffer in strumenti cm tcpdump. Disabilitato x default, il compilatore JIT può essere attivata scrivendo “1” nel file /proc/sys/net/core/bpf_jit_enable, effettuando una verifica cn una versione precedente del compilatore, il suo sviluppatore è riuscito a misurare un risparmio di 50 nanosecondi x pakketto.

Lo stack del kernel Wi-Fi offrirà un supporto “di base” x la configurazione del Wake su Wireless LAN (WoWLAN). Un’altra novità è il driver rtl8192se x la scheda RTL8191SE Realtek PCIe e x il chip RTL8192SE Wi-Fi. Da Linux 3.0, il driver del kernel ke gli sviluppatori hanno creato x il chip Wi-Fi Ralink nell’ambito del progetto rt2x00, offrirà il supporto sperimentale x la serie RT5370 USB Wi-Fi. Il driver x la famiglia RT53xx continua ad essere classificato cm sperimentale, ma ora dice di supportare pienamente qesti chip Wi-Fi PCI e di lavorare meglio. La situazione è simile cn i driver x la serie RT33xx PCI e i chip USB, ke nn hanno lo status di “sperimentale”. I driver x i chip Ralink sn maturati abbastanza x gli sviluppatori del kernel tanto da eliminare i driver rt2860sta e rt2870sta ke erano stati sviluppati da Ralink stessa.

Filesystem

Un gran numero di modifike sn state apportate al filesystem Btrfs ancora in fase sperimentale. Tra qeste c’è la nuova concezione “Delayed Inode Items Operation”, ke migliora le prestazioni di circa il 15% qando si creano nuovi file e di circa il 20% qando si cancellano. Un’altra aggiunta è lo “scrub support”, ke consente agli utenti di dire al kernel di leggere tutti i dati dal supporto di memorizzazione e controllarne tutti i checksum x assicurare l’integrità dei dati.

Ext4 supporta ora la funzione “punch hole” ke è accessibile tramite “fallocate” e permette ai programmi di informare il filesystem di aree file ke nn contengono alcun dato. Qesta caratteristica può fare la differenza x i programmi di virtualizzazione, in qanto permette al file system di deallocare aree di memoria in disuso sparse su file di immagini su disco rigido. Il filesystem XFS ora supporta “online discard”, ke permette ai supporti di archiviazione di essere informati sulle aree di memoria di nuova deallocazione direttamente durante l’eliminazione del file. Qesto è interessante x gli SSD e le soluzioni di storage di rete.

Driver

  • Gli hacker del kernel hanno fatto una grande variazione nell’area di memorizzazione: il driver ISCI x il controller SAS del chipset Intel C600 x server e workstation, ke sarà rilasciato nei proximi mesi.
  • Il driver XHCI x USB 3.0 supporta ora la funzione “EHCI/XHCI Port switching” x chipset Panther Point, ke fanno parte dei processori Ivy Bridge ke Intel probabilmente lancierà all’inizio del proximo.
  • Il driver k10temp in Linux 3.0 può indirizzare la famiglia di processori AMD 15H (nome in codice “Bulldozer”), ke sarà probabilmente in vendita a fine estate o in autunno. Il nuovo driver fam15h_power fornisce un’interfacce x la letura di informazioni relative al consumo energetico delle CPU Bulldozer.
  • Il sottosistema multimediale ora offre funzioni di base x l’hardware DVB-T2 e include un driver x il chip Sony CXD2820R DVB-T2.
  • Il sottosistema multimedia include un driver x il sintonizzatore Micronas DRXD DVB-T utilizzato da vari fornitori. E’ stato anke aggiunto un driver di base x il sistema Kinect di Microsoft.
  • I drivers audio del kernel sviluppati cm parte del sistema Alsa ne includono ora uno x la scheda audio Digigram Lola PCIe e un altro x il microfono iSight di Apple.

Architettura e Infrastrutture

Sn stati fatti i primi sforzi x ripulire il codice ARM dopo ke Linus Torvalds aveva, nei mesi scorsi, criticato assai la qualità del codice e le pratike di lavoro degli sviluppatori di codice ARM. Inoltre varie modifike sn state apportate al codice x riavviare i PC e attraverso qeste modifike, il modo di riavvio di Linux è ora simile a qello delle + recenti versioni di Windows. Qeste misure sn volte a risolvere i problemi di riavvio dei PC in una varietà di sistemi, compresi i sistemi Apple e vari notebook Thinkpad.

E’ stata rimossa la funzione di prefetch in zone diverse del kernel. Qesta funzione fornisce la possibilità di rikiedere esplicitamente i dati appena prima di utilizzli. Anke se qesto dovrebbe migliorare le prestazioni, xké i dati vengono spostati nella cache della CPU prima ke vengano utilizzati, è stato recentemente scoperto ke, in certe situazioni, molti processori moderni possono farlo così bene ke il prefetching del kernel può avere un effetto negativo sulle prestazioni.

Concludendo

“Allora, cosa sn i grandi cambiamenti? NIENTE. Assolutamente nulla”. Nella e-mail di rilascio x la prima versione pre-release di Linux 3.0, Torvalds ha voluto kiarire ke Linux 3.0 nn contiene grandi cambiamenti e ke, nonostante la transizione del numero di versione, il nuovo kernel nn è niente di straordinario.

Proprio cm il precedente kernel 2.6, Linux 3.0 include decine di minori, ma certamente nn trascurabile, miglioramenti. E, cm sempre, ci sn anke alcune eliminazioni. Il cambiamento + evidente è x Xen, il kernel ora contiene tutti i componenti essenziali necessari x l’esecuzione cm DomO, permettendo, in collaborazione cn l’hypervisor Xen, di ospitare almeglio i sistemi ospiti. Btrfs ha compiuto ulteriori progressi, anke se la mancanza di un decente programma di controllo del filesystem (lavoro in corso, ma ancora nn completato) significa ke nn è ancora veramente pronto x l’uso mainstream.

Maggiori informazioni e altri dettagli su questo rilascio sn disponibili in questa pagina in inglese o direttamente nel ChangeLog completo disponibile su kernel.org dv trovare anke i sorgenti di Linux 3.0.

Linux Version Files1 Source lines2 Days Commits3 Changes4
2.6.31 29111 12046317 (10778469) 92 10883 8938 files changed
914135 insertions(+)
504980 deletions(-)
2.6.32 30485 12606910 (11242136) 84 10998 10315 files changed
1092987 insertions(+)
530428 deletions(-)
2.6.33 31565 12990041 (11564768) 83 10871 9673 files changed
859458 insertions(+)
479452 deletions(-)
2.6.34 32297 13320934 (11861616) 82 9443 11154 files changed
609584 insertions(+)
278958 deletions(-)
2.6.35 33316 13545604 (12250679) 77 9801 8889 files changed
691927 insertions(+)
467252 deletions(-)
2.6.36 34301 13499457 (12539782) 80 9501 9202 files changed
582139 insertions(+)
628362 deletions(-)
2.6.37 35191 13996612 (13006967) 76 11446 11104 files changed,
1093202 insertions(+),
598350 deletions(-)
2.6.38 35877 14294439 (13294464) 69 9542 9133 files changed,
747809 insertions(+),
455603 deletions(-)
2.6.39 36719 14619185 (13605251) 65 10268 10985 files changed,
847537 insertions(+),
523387 deletions(-)
3.0 36795 14732555 (13693588) 64 9153 7946 files changed,
555406 insertions(+),
442033 deletions(-)
¹ find . -type f -not -regex ‘./.git/.*’ | wc -l
² find . -type f -not -regex ‘./.git.*’ | xargs cat | wc -l (find . -name *.[hcS] -not -regex ‘./.git.*’ | xargs cat | wc -l)
³ git-log –no-merges –pretty=oneline v2.6.(x-1)..v2.6.(x) | wc -l
⁴ git diff –shortstat v2.6.(x-1)..v2.6.(x)

 

Come sempre ricordo ke nn tutte le distribuzioni GNU/Linux possono aggiornare il kernel direttamente dall’originale a causa delle varie modifike introdotte dagli sviluppatori di ogni singola distribuzione qindi verificare cn attenzione e rifarsi sempre ai repository degli aggiornamenti della propria distribuzione se nn si è sicuri.

fonte: http://www.h-online.com/open/features/What-s-new-in-Linux-3-0-1279552.html

Nuovo kernel Linux 2.6.39

Il 19 Maggio 2011 Linus Torvalds ha rilasciato la nuova versione stabile del kernel Linux 2.6.39 dopo soli 65 giorni di sviluppo. Qesta versione introduce nuove funzionalità, nuovi driver e una grande realizzazione: ha liberato definitivamente il kernel Linux del Big Kernel Lock.

Il Big Kernel Lock (BKL) era stato qasi rimosso nel kernel 2.6.37. Cioè, il kernel da allora poteva essere costruito senza di esso, ma una parte del codice era ancora lì. Cn il kernel 2.6.39, il BKL è finalmente andato cn una patch di Arnd Bergmann. Xkè sbarazzarsi del BKL ? La risposta in breve è ke il BKL era responsabile di alcuni problemi di prestazioni e di latenze ke davvero nessuno vuole.

Una cosa ke troviamo in ogni nuovo kernel è il supporto al nuovo hardware e il kernel 2.6.39 non delude. CM il supporto x i tasti speciali in un sacco di laptop  (Dell All-in-One, x esempio) e una serie di controller hardware di Texas Instruments e ST-Ericsson. Pure un sacco di dispositivi sotto Video4Linux. Qesta versione fornisce anke il supporto x alcuni hub USB 3.0, e qsto significa ke gli utenti Linux dovrebbero godere dei dispositivi USB 3.0 in un futuro non troppo lontano.

Naturalmente, il kernel include anke una serie di miglioramenti a driver esistenti ed altre cose. Una gran cosa x molti utenti sarà il driver x Intel GMA500, un dispositivo di gestione grafica in molti netbook ke è stato un po’ un problema x gli utenti Linux. Troverete anke i miglioramenti in Nouveau x i chipset Nvidia e il supporto x le skede video di AMD cn chipset Cayman.

Sn stati apportati cambiamenti anche nell’architettura del kernel, in maniera speciale nella gestione degli interrupt e della virtualizzazione; dovrebbe inoltre essere stato risolto il problema di leaking della batteria che affliggeva parecchi portatili, a causa di una gestione rozza dell’I/O, ma solo il tempo potrà dirci se la criticità è stata veramente aggirata.

Ma non è tutto solo di hardware. Il kernel 2.6.39 segna l’introduzione degli “user namespaces” ke forniscono un maggior controllo sopra i privilegi ke un processo può avere. Gli “user namespaces” forniscono dei “contenitori” x i processi khe vengono isolati dal resto del sistema e consentono agli utenti senza privilegi di creare un proprio “namespaces” invece di farlo creare dall’amministratore di sistema.

Qesta release aggiunge anke il supporto al kernel Linux x “ipset”, un programma da linea di comando ke aggiorna una tabella di indirizzi IP e/o porte in memoria. Non è una cosa completamente nuova ma non era parte del kernel in precedenza. Ke cos’è “ipset” ? Fondamentalmente, “ipset” permette la creazione di regole di “iptables”, ke si occupano di un insieme di porte o indirizzi IP, senza dover avere una regola x ogni indirizzo o porta. Ad esempio, cn “iptables” devi creare una regola x bloccare o rifiutare i pakketti da un indirizzo o da una rete invece, utilizzando “ipsets”, si potrebbe generare una regola ke guarda ad una tavola IPSET e si occupa di tutte le porte o gli indirizzi in modo appropriato. Il codice di netfilter può effettuare facilmente una ricerca x vedere se un determinato pakketto va scartato utilizzando una singola regola. Inoltre qesto meccanismo è decisamente + rapido da utilizzare, sia da parte dell’utente ke aggiunge o toglie indirizzi, sia da parte del kernel ke può lavorare ad una velocità maggiore.

Un’altra interessante novità è la modifica alla dimensione della “initial congestion windows” del TCP ke è stata incrementata x poter sfruttare meglio le reti moderne. Il risultato è una riduzione della latenza di circa il 10%, secondo i test effettuati su larga scala da Google, ke ha suggerito qesta modifica già lo scorso anno.

Adesso il file system Ext4 è in grado di scalare meglio e mostra migliori prestazioni. Anke il block layer è stato rimaneggiato ad opera di Jens Axboe ke ha apportato alcuni cambiamenti in modo ke le operazioni relative alla scrittura di un buffer, relativo ad un particolare device, avvenga “vicino” al codice ke deve scrivere i dati. In qesto modo si riesce a spremere miglior prestazioni dai supporti + veloci.

Un’altra caratteristica interessante nel kernel 2.6.39 è il filesystem PStore, ke crea un file system x la specifica piattaforma di storage. Qesto potrebbe essere usato x conservare una piccola qantità di dati, in caso di crash di sistema, x il successivo esame. Oppure potrebbe essere utilizzata x memorizzare dati x un riavvio.

Altri cambiamenti sostanziali sn stati applicati inoltre al driver x BTRFS, il qale adesso supporta una funzionalità di Batch Discard, ossia un piccolo servizio ke tramite il comando “fstrim” raccoglie dati sulle aree di storage a stato solido nn utilizzate.

Vale la pena notare ke lo sviluppo del kernel non è sempre perfetta. In qesto caso, ci sn alcune regressioni nel codice Sandy Bridge.
Qesto non è un bene ma non è neanke la fine del mondo. Così, il nuovo kernel ha qalke bug da risolvere ma saranno risolti in breve tempo.

Cn l’uscita del kernel 2.6.39, la finestra x l’inclusione di novità x il kernel successivo è ora aperta. Dopo ke ogni kernel è rilasciato, c’è un periodo di tempo (2 settimane) dv un sacco di patch vengono introdotte x la prossima versione. In altre parole, qesto è il momento in cui nuove funzionalità, grandi correzioni e così via vengono messe nel kernel x gli sviluppatori sulle qali dovranno lavorare. Il resto del ciclo di sviluppo del kernel è testare e risolvere bug e regressioni ke si producono a causa delle patch ke vengono inserite. Qesta finestra di circa 14 giorni x il prossimo kernel (il 2.6.40) può essere più breve. Infatti, Linus Torvalds sarà presente al LinuxCon in Giappone e annuncia: “Se ho la sensazione ke ho inserito ‘abbastanza’, mi si potrebbe rendere più facile il lavoro e qindi anticipare di due giorni il rilascio agli sviluppatori ovvero prima del Memorial Day (ke x i non statunitense è il 30 maggio di qest’anno).” e la release 2.6.40 dovrebbe essere disponibile a fine luglio o inizio agosto.

Qeste nel dettaglio le novità del nuovo kernel:

Supporto x Cayman family AMD graphics chips (Radeon HD 6790 – 6970) – accelerazione 2D e 3D non disponibile;
Supporto compressione Z x il driver Nouveau;
Migliorato il supporto x i chips GMA500 Intel;
Supporto x next-get ipset;
Supporto x la serie Intel 2000 WLAN chips;
Implementata elaborazione asincrona x KVM page faults;
Forced Threaded Interrupt Handlers;
L’opzione Multiple Page-IO Submissions è usata di default x il filesystems EXT4 così da migliorare scalabilità e performance;
Aggiunta funzionalità Batched Discard x il filesystem Btrfs, x le informazioni sulla conservazione delle aree inutilizzate delle SDD;
New Pstore (platform-persistent storage) filesystem;
Extended LIO target implementation, x SPC-4 SCSI emulations;
Supporto x Intel “Panther Point” chipsets;
Miglioramento dell’interfaccia SCSI Logical Block Provisioning;
Supporto x USB 3.0 hubs;
Terratec DMX 6Fire USB driver;
Griffin FireWave surround sound system driver;
Technisat USB 2.0 DVB-S/S2 receiver driver;
Divio webcam driver;
SABI driver;
WMI driver for recent ASUS netbooks.

Maggiori informazioni e altri dettagli su questo rilascio sn disponibili in questa pagina in inglese o direttamente nel ChangeLog completo disponibile su kernel.org dv trovare anke i sorgenti di Linux 2.6.39.

Come sempre ricordo ke nn tutte le distribuzioni GNU/Linux possono aggiornare il kernel direttamente dall’originale a causa delle varie modifike introdotte dagli sviluppatori di ogni singola distribuzione qindi verificare cn attenzione e rifarsi sempre ai repository degli aggiornamenti della propria distribuzione se nn si è sicuri.