Il giorno in cui ad essere violate non furono solo le password, ma anche i dati biometrici!

Il giorno in cui ad essere violate non furono solo le password ma anche i dati biometrici!
Chi lavora nell’informatica di data breach ne ha visti parecchi. Praticamente con un ritmo e una costanza fissi emergono siti o aziende che hanno subito una violazione e trovano i dati dei propri utenti pubblicati da qualche parte (l’ultimo caso di cui abbiamo parlato in ordine di tempo è quello di Capital One).

Ma cosa succede quando ad essere violato non è più un archivio contenente carte di credito (che possono essere annullate) o password (che possono sempre essere resettate)?

Cosa succede quando ad essere violato è un archivio contenente dati insostituibili come le impronte digitali, facciali o quelle della retina?

Succede che indietro non si torna.

La notizia ha fatto il giro del mondo in pochissimo tempo, perché chiaramente è un inedito che spaventa un po’ tutti: e adesso che si fa? L’azienda violata di chiama Suprema Solutions e a quanto pare i suoi archivi vengono utilizzati da polizia metropolitana, banche ed entità connesse alla difesa di stato. Si parla di America, chiaro, ma c’è poco da stare sereni.

Il report di vpnMentor spiega tutto nel dettaglio e nella storia sono presenti anche elementi “consueti”, come password in chiaro facilmente modificabili dagli attaccanti.

Insomma, un bel macello, perché se è vero che il caso al momento risulta inedito, c’è da aspettarsi che questo genere di situazioni diverranno sempre più frequenti nel futuro prossimo.

L’unica tutela che ci si può imporre, allo stato attuale delle cose, è quella di evitare di registrare i propri dati biometrici, ove possibile. Pertanto magari, un giretto estivo sul nostro telefonino per capire dove e come abbiamo registrato le nostre impronte digitali, potrebbe essere utile.

Intanto però vanno rammentati tutti quegli “OK” che premiamo all’installazione delle applicazioni sui nostri dispositivi mobili. Siamo certi che non includano (magari implicitamente) anche l’accesso ai dati biometrici e che i nostri dati siano già presenti su qualche archivio pubblico?

Insomma, anche se ha poco a che vedere con il mondo open-source, questa notizia era troppo grossa per non essere data.

Vigilate e, nel limite del possibile, evitate di registrare i dati biometrici, unico aspetto realmente insostituibile del nostro essere uomini.

Fonte: https://www.miamammausalinux.org/2019/08/il-giorno-in-cui-ad-essere-violate-non-furono-solo-le-password-ma-anche-i-dati-biometrici/

Visited 1 times, 1 visit(s) today
Se vuoi sostenerci, puoi farlo acquistando qualsiasi cosa dai diversi link di affiliazione che abbiamo nel nostro sito o partendo da qui oppure alcune di queste distribuzioni GNU/Linux che sono disponibili sul nostro negozio online, quelle mancanti possono essere comunque richieste, e su cui trovi anche PC, NAS e il ns ServerOne. Se ti senti generoso, puoi anche donarmi solo 1€ o più se vuoi con PayPal e aiutarmi a continuare a pubblicare più contenuti come questo. Grazie!

Hai dubbi o problemi? Ti aiutiamo noi!

Se vuoi rimanere sempre aggiornato, iscriviti al nostro canale Telegram.
Se vuoi ricevere supporto per qualsiasi dubbio o problema, iscriviti alla nostra community Facebook o gruppo Telegram.
Cosa ne pensi? Fateci sapere i vostri pensieri nei commenti qui sotto.
Ti piace quello che leggi? Per favore condividilo con gli altri.
Amazon Music
Scopri le ultime offerte per dischi ssd su Acquista su Amazon
Scopri le ultime offerte per memorie RAM DDR su Acquista su Amazon
Scopri le ultime offerte per Chromebook su Acquista su Amazon
Scopri le ultime offerte per Raspberry su Acquista su Amazon

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.