Recensione HyperX Fury 480GB: si poteva dare di più

By Matteo Joliveau

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Gli SSD di HyperX e Kingston sono ormai vecchie conoscenze su Chimera Revo. Dopo aver recensito l’HyperX Savage, il Kingston V300 e il Kingston SSDNow G2, è ora il turno dell’ultimo elemento della lineup da 2.5″ gaming: l’HyperX Fury.

Confezione

Essendo un SSD di fascia medio-bassa, la confezione serve giusto a proteggere il prodotto ed a esporlo nei negozi. Abbiamo quindi una confezione simile a quella del V300 ma in cartoncino con solo la culla dell’SSD in plastica, con incluso l’SSD, il rialzo e qualche manuale di avvertenza oltre a uno sticker con il logo di HyperX.

Design

Anonimo e simile ai suoi fratelli, il Fury presenta il classico form factor da 2.5″, correlato da un’etichetta nera con il logo e una porzione bianca contenente informazioni quali la capacità (480 GB nel nostro caso) e vari loghi di sicurezza e certificazione.

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Il lato posteriore è pulito e leggermente ruvido, con una finitura molto piacevole al tatto. Il connettore SATA 3 più alimentazione è posto su uno dei lati corti.

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Specifiche

Il Fury sembra essere un valido rimpiazzo ai vecchi V300, prendendone il posto nella fascia low budget ma migliorando l’architettura interna. Il Fury presenta un nuovo controller, il SandForce SF2281 differenziandosi così dai più diffusi Marvell usati in precedenza sui V300. Una scelta che bilancia costo e performance, ideale per la sua fascia di mercato.

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Per quanto riguarda le memorie, il Fury monta delle ONFi 3 NAND, memorie da 128 GBit di bus che però hanno lo svantaggio di costringere un interleaving a due vie per riempire gli otto canali del controller, quando viste le velocità già relativamente basse in scrittura di queste memorie un quattro vie avrebbe aiutato a migliorare le prestazioni finali.

Benchmarks

Il nostro sample è da 480 GB, 447 effettivi su Windows formattato in NTFS, una capacità medio alta che di solito porta anche discrete performance rispetto a tagli più piccoli. Tutti i test sono condotti in collegamento SATA 3 e confrontati con gli altri prodotti da noi già testati, il Kingston V300, l’HyperX Savage ed il Samsung 850 EVO.

CrystalDiskMark

Per quanto non particolarmente indicativo delle performance reali, CDM è uno dei benchmark di riferimento per le memorie di massa e capace di restituire valori teorici sulle performance di dischi e SSD. Kingston dichiara 500 MB/s di velocità per il Fury, valore abbondantemente superato in lettura con quasi 530 MB/s in sequenziale con Queue Depth di 32, mentre il corrispettivo in scrittura è ben al di sotto con poco più di 300 MB/s. Un valore comunque comprensibile e assolutamente normale per la categoria. Anche nei trasferimenti Random 4K il Fury si comporta discretamente bene.

A confronto con gli altri 3 SSD, notiamo come l’HyperX Fury porti un leggero miglioramento nelle velocità di scrittura rispetto al V300 che vuole sostituire, mentre in lettura si mantiene intorno agli stessi valori. Diversa è la situazione nella scrittura a blocchi, dove il collo di bottiglia delle memorie si fa sentire parecchio con meno della metà del risultato del vecchio Kingston.

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In lettura invece raddoppia il cugino, confermando parzialmente l’avanzamento tecnico che vuole essere. Competizione invece completamente persa rispetto ai più prestanti 850 EVO di Samsung e HyperX Savage, che lo staccano di parecchi MB/s sia in lettura che in scrittura.

Anvil’s Storage Utilities

Triste è la storia del Fury quando si vanno ad esaminare più accuratamente le sue prestazioni. Anvil permette di testare un disco in vari scenari, con tipi e lunghezze di dati diverse e diverso tipo di compressione. Abbiamo testato tutti gli SSD con compressione al 100% (per simulare dati fortemente comprimibili) e allo 0% (per simulare dati totalmente incomprimibili).anvil1
Il punteggio globale si rivela piuttosto fallimentare, il Fury non riesce a raggiungere neanche il suo cugino più anziano V300.
Come gli altri Kingston/HyperX tuttavia il Fury sembra comportarsi un pochino meglio con dati non compressi, aumentando il punteggio di circa 600 punti.

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Misurando le IOPS (I/O Operations Per Second) notiamo come la lettura randomica a massima compressione faccia migliorare le prestazioni del Fury a Queue Depth alte, superando addirittura il V300 tra QD4 e QD8.
Senza compressione invece il Fury si mantiene fortemente sopra il cugino fin dalle QD più basse, facendosi però staccare dal Samsung e senza neanche avvicinarsi lontanamente ai risultati del Savage.

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In operazioni miste il Fury delude un po’ tutti, riprendendo soltanto il Savage (che in questo scenario sembra soffrire parecchio) alla QD più alta ma facendosi ampiamente battere dal V300 a tutti i livelli. La compressione sembra influire solo leggermente in questo tipo di operazione, pareggiando Fury e V300 a livelli bassi senza compressione ma facendo subito prendere vantaggio al Kingston una volta arrivati a QD4.

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La scrittura invece, come già spiegato in precedenza, resta il tallone d’Achille di questo SSD, facendolo piangere solitario e abbandonato sotto le 20.000 IOPS in tutti i frangenti e facendosi superare abbondantemente anche dal relativamente poco performante V300.

ATTO Disk Benchmark

ATTO misura le prestazioni di dischi di memoria sfruttando dati ultracompressi. Controller che sanno sfruttare questa compressione qui riescono veramente a brillare. Sarà il caso del Fury?

Risposta rapida: no.

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In scrittura il Fury riesce a tener testa soltanto all’850 EVO a QD2, nella fascia di dimensioni file dagli 8 MB ai 256 MB. con un netto calo prestazionale a 2048 MB per poi riprendersi a dimensioni superiori ma restando comunque inferiore ai concorrenti.

A QD4 la situazione non migliora, anzi è possibilmente ancora più critica con velocità bassissime a tutti i livelli, con addirittura due ricadute a 384 MB e a poco più di 1024. Neanche a QD8 riesce a recuperare, confermando le scarsissime prestazioni in scrittura di questo drive.

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Leggermente diversa, o quantomeno non così tragica, è la situazione in lettura. A QD2 riesce a duellare bene con il Samsung e con il V300, finendo per perdere di una manciata di MB/s solo con file più grandi.

A QD4 resta sempre un po’ sotto il V300 con solo un piccolo recupero sui 128 MB, e a QD8 resta definitivamente sotto a tutti, anche se di poco.

Conclusioni

Le performance, per un drive che doveva sostituire la serie SSDNow V300 sia come fascia di prezzo che prestazionale, sono un tantino deludenti. Sicuramente il prezzo è coerente con quello che vuole essere (50€ per 120GB, 75 per 240GB e 120 per 480GB), ma rispetto al V300 ancora non ci siamo come performance. Non mi aspettavo certo che andasse in pari con il ben più costoso e blasonato Savage, ma che riuscisse almeno a pareggiare se non superare colui che vuole rimpiazzare mi sembrava il minimo.

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Resta tutto sommato un SSD discreto, quantomeno per operazioni di lettura, e con un rapporto dimensioni/prezzo accettabile. Sicuramente sarebbe un ottimo boot drive a poco prezzo, utile per installare sistemi operativi e qualche programma, ma non lo userei certo per operazioni di scrittura frequenti, come salvataggio file o come disco di produzione per editing video e foto. Optate per qualcosa di più bilanciato prestazionalmente in quei casi.

HyperX Fury 480 GB

Altre offerte

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