La Svizzera testa alternative open source a Microsoft 365

L’Amministrazione federale svizzera ha ufficialmente avviato un programma di approfondimento per valutare la possibilità di sostituire Microsoft 365 con una soluzione basata su software open source. Il progetto, annunciato il 2 settembre 2026 dalla Cancelleria federale (CaF), rappresenta un passo concreto verso la sovranità digitale del paese.
Lo studio di fattibilità BOSS e i risultati
Il programma si basa sui risultati dello studio di fattibilità BOSS (Burotica con Open Source Software), condotto dalla Cancelleria federale per valutare l’idoneità di una soluzione open source per le esigenze dell’amministrazione. Lo studio ha coinvolto 172 collaboratori (il 7% del personale federale) provenienti da diversi dipartimenti, che hanno testato una soluzione accessibile tramite browser in grado di offrire le funzionalità base di Office:
- Posta elettronica e calendario
- Gestione documenti e archiviazione file
- Collaborazione in tempo reale
- Audio e videoconferenze
I risultati sono stati positivi: la soluzione testata è stata giudicata idonea per i processi standard fondamentali e potrebbe rappresentare una soluzione di emergenza in caso di interruzione del servizio di Microsoft 365. Tuttavia, sono emersi anche limiti, in particolare per quanto riguarda le videoconferenze con numerosi partecipanti.
Il progetto pilota: 3000 postazioni di lavoro entro il 2027
Sulla base dello studio, il Consiglio federale ha deciso di avviare un programma pilota che coinvolgerà circa 3000 collaboratori dell’amministrazione federale entro la fine del 2027. La soluzione sarà gestita in parallelo a Microsoft 365 e sarà rivolta a dipartimenti selezionati che si occupano di processi operativi particolarmente critici.
Il finanziamento del progetto è garantito dai fondi stanziati dal Parlamento per la realizzazione di una piattaforma svizzera sovrana e open source dedicata alla “burotica” (gestione digitale delle attività d’ufficio). Il costo stimato per questa prima fase è di circa 9 milioni di franchi svizzeri.
Gli obiettivi: sovranità digitale e resilienza
Il programma ha come obiettivo principale il rafforzamento della sovranità digitale dell’Amministrazione federale svizzera. La sovranità digitale è stata dichiarata uno dei temi centrali della Strategia Svizzera Digitale per il 2026, con l’obiettivo di garantire che l’amministrazione possa conservare la propria capacità di agire anche in caso di crisi.
La soluzione sviluppata dovrà essere in grado di offrire tutte le funzionalità base di Office, incluse:
- Posta elettronica e calendario
- Creazione e gestione di documenti e presentazioni
- Telefonia e audio/videoconferenze
Tuttavia, una delle sfide principali sarà rappresentata dalle numerose applicazioni e sistemi specialistici strettamente legati all’architettura Microsoft, che potrebbero richiedere adeguamenti significativi per garantire l’interoperabilità.
Le sfide e i prossimi passi
Nonostante i risultati incoraggianti, lo studio ha evidenziato che l’implementazione concreta di una soluzione basata su software open source richiederà investimenti considerevoli, tra cui:
- Adeguamenti tecnici per garantire la compatibilità con i sistemi esistenti
- Verifiche relative alla sicurezza e alla stabilità della piattaforma
- Sviluppo di ulteriori competenze tra il personale
- Risorse finanziarie aggiuntive per la realizzazione e la gestione del progetto
Al termine del programma pilota, la Cancelleria federale valuterà se estendere la soluzione a tutta l’Amministrazione federale e prenderà una decisione in merito. Nel frattempo, la soluzione sarà disponibile come opzione indipendente, gestita in parallelo a Microsoft 365.
Il contesto internazionale
Il progetto svizzero non è isolato: la Cancelleria federale ha mantenuto contatti con il Land dello Schleswig-Holstein, in Germania, dove una soluzione open source per le postazioni di lavoro è già stata ampiamente introdotta. Questo scambio di esperienze dimostra che la strada verso la sovranità digitale è percorribile, anche se richiede impegno e risorse.
Inoltre, in Francia, il governo ha avviato una migrazione da Windows a distribuzioni GNU/Linux per le amministrazioni pubbliche, in Danimarca sono già state adottate soluzioni open source in sostituzione di Microsoft Office, a Barcellona l’amministrazione comunale ha adottato software libero per i propri sistemi, mentre in Cina si stanno sviluppando soluzioni open source per ridurre la dipendenza da software stranieri.
Cosa significa per il mondo GNU/Linux e open source
L’iniziativa della Svizzera è un segnale importante per la comunità GNU/Linux e open source. Dimostra che le amministrazioni pubbliche stanno sempre più considerando il software libero come un’alternativa valida ai prodotti commerciali, non solo per ragioni economiche, ma anche per garantire la sovranità sui propri dati.
Se il progetto avrà successo, la Svizzera potrebbe diventare un punto di riferimento per altre amministrazioni che vogliono seguire la stessa strada, accelerando l’adozione di soluzioni open source nel settore pubblico.
Conclusione: un futuro sempre più sovrano?
Il programma avviato dalla Cancelleria federale svizzera rappresenta un passo significativo verso la sovranità digitale. Sebbene la strada sia ancora lunga e ricca di sfide, il progetto dimostra che è possibile ridurre la dipendenza da Microsoft e adottare soluzioni basate su software libero, senza sacrificare la produttività o la sicurezza.
Per gli appassionati di GNU/Linux e per la comunità open source, questo è un momento cruciale: dopo anni di impegno, le soluzioni libere stanno finalmente entrando nelle istituzioni, dimostrando che un’alternativa a Microsoft non è solo possibile, ma anche necessaria per garantire la sovranità digitale e la resilienza delle amministrazioni pubbliche.
Fonte: https://www.weko.admin.ch/it/newnsb/EgX1XHIfGtUN
Fonte: https://www.rts.ch/info/suisse/2026/article/microsoft-l-administration-federale-teste-des-alternatives-29346805.html
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