Kernel Linux 7.2: Rilascio Ufficiale, Novità e Miglioramenti

Il kernel Linux è il cuore del sistema operativo libero più utilizzato al mondo e costituisce la base tecnica su cui si fondano le distribuzioni GNU/Linux, i server, i dispositivi embedded e i sistemi ad alte prestazioni. La versione kernel Linux 7.2, annunciata ufficialmente da Linus Torvalds il 16 agosto 2026, rappresenta la nuova versione stabile del progetto e introduce miglioramenti significativi in ambito prestazionale, aggiornamenti al supporto hardware, ottimizzazioni per la gestione della memoria e della sicurezza, oltre a nuove funzionalità nei sottosistemi dedicati a file system, rete e virtualizzazione.
Il ciclo di sviluppo del kernel Linux 7.2 è stato particolarmente intenso e caratterizzato da un forte impatto degli strumenti di analisi automatica e dell’AI (Artificial Intelligence, cioè sistemi di intelligenza artificiale utilizzati per automatizzare controlli e verifiche) sulla revisione del codice. Queste tecnologie hanno accelerato l’individuazione di bug, migliorato la qualità delle patch (correzioni e modifiche al codice) e reso più efficiente l’intero processo di integrazione, pur richiedendo un attento controllo umano per evitare regressioni (cioè cali di prestazioni o comportamenti anomali introdotti da nuove modifiche).
Questa versione è il risultato di un ciclo di sviluppo collaborativo che coinvolge la comunità globale e contributi provenienti da aziende come Intel, AMD, Google e Red Hat. Il kernel Linux è distribuito sotto licenza GPL versione 2. La sigla GPL indica la General Public License, una licenza libera che garantisce la possibilità di utilizzare, modificare e ridistribuire il software. La specifica versione 2 è quella storicamente adottata dal progetto e non è stata sostituita dalla GPLv3 perché quest’ultima introduce limitazioni sull’uso del software in dispositivi con firmware bloccato e prevede clausole legali più rigide che Linus Torvalds considera incompatibili con il modello di sviluppo del kernel Linux.
Il kernel Linux è compatibile con le principali architetture: x86_64 (architettura a 64 bit per sistemi desktop e server), ARM64 o AArch64 (architettura a 64 bit per dispositivi mobili, server e sistemi embedded), PowerPC, RISC-V, s390 per sistemi IBM Z e MIPS, caratteristica che ne consente l’impiego in una vasta gamma di dispositivi.
La versione stabile precedente era kernel Linux 7.1, rilasciata a giugno 2026. Il registro delle modifiche della versione 7.2 è particolarmente esteso e comprende oltre quindicimila commit, che introducono nuove funzionalità, correzioni di bug e ottimizzazioni ai vari sottosistemi del kernel Linux.
Un dettaglio storico rilevante riguarda la scelta del giorno di pubblicazione. Linus Torvalds annuncia tradizionalmente le nuove versioni del kernel Linux la domenica, perché questo giorno coincide con la chiusura naturale del ciclo settimanale di sviluppo. La comunità invia le ultime modifiche durante la settimana e il fine settimana permette a Torvalds di valutare con calma lo stato del codice, decidere se rilasciare la nuova versione o prolungare il ciclo con una release candidate aggiuntiva. Questa consuetudine è ormai parte del processo di sviluppo del progetto.
Novità nel kernel Linux 7.2
La nuova versione kernel Linux 7.2 introduce una serie di miglioramenti che interessano i principali sottosistemi del progetto, con interventi mirati su prestazioni, gestione della memoria, supporto hardware, file system, rete, sicurezza e virtualizzazione. Si tratta di un aggiornamento ampio e articolato, che rafforza la stabilità del sistema e amplia le funzionalità disponibili per le distribuzioni GNU/Linux e per gli ambienti che richiedono efficienza e affidabilità. Vediamoli nel dettaglio, analizzando come ciascun intervento contribuisce a migliorare prestazioni, stabilità e funzionalità del kernel Linux 7.2.
Prestazioni e Scheduling
Nel contesto del kernel Linux, parlare di prestazioni significa valutare quanto rapidamente ed efficientemente il sistema riesce a eseguire operazioni fondamentali come la gestione dei processi, l’accesso alla memoria e il coordinamento dei vari sottosistemi. Lo scheduling indica invece il modo in cui il kernel decide quale processo o thread deve essere eseguito, in quale ordine e per quanto tempo, influenzando direttamente la velocità, la reattività e la stabilità complessiva del sistema. Di seguito, le principali novità introdotte in questo ambito.
Scheduling della CPU più intelligente con cache-aware task scheduling
Il kernel Linux 7.2 introduce un meccanismo di bilanciamento del carico consapevole della cache, che mira a co-localizzare i thread dello stesso processo all’interno dello stesso dominio dell’ultimo livello di cache (LLC, Last Level Cache: ultimo livello di cache della CPU). Questo riduce il cache bouncing (spostamento continuo dei dati della cache tra core diversi, che causa rallentamenti) e i miss di cache (quando la CPU non trova il dato nella cache e deve recuperarlo dalla memoria più lenta), migliorando l’efficienza nell’accesso ai dati.
- Vantaggi: aumento delle prestazioni fino al 30% in carichi di lavoro specifici (es. MongoDB con YCSB – Yahoo! Cloud Serving Benchmark, benchmark per database).
- Impatto: minore latenza e maggiore reattività in sistemi multi-core.
Un nuovo scheduler GPU più equo
Il kernel Linux gestisce non solo i processi della CPU, ma anche i job GPU. Fino alla versione precedente, lo scheduler dedicato alla GPU utilizzava un approccio FIFO (First In, First Out: primo arrivato, primo servito), un metodo semplice ma poco equilibrato, che poteva favorire alcuni processi a discapito di altri e generare comportamenti non ottimali in presenza di carichi concorrenti.
Con il kernel Linux 7.2 viene introdotto uno scheduler GPU “Fair(er)”, un nuovo sistema pensato per rendere più equa la gestione dei compiti della GPU. Questo meccanismo si ispira al CFS (Completely Fair Scheduler, l’algoritmo che assegna il tempo di CPU in modo bilanciato tra i processi) e migliora il comportamento rispetto al precedente metodo FIFO (che esegue i compiti in ordine di arrivo, senza criteri di equilibrio). Una parte dello scheduler è stata però rimossa prima del rilascio stabile a causa di alcune regressioni (cioè calo di prestazioni o comportamenti anomali emersi nei test), e verrà perfezionata nei cicli successivi.
Il kernel Linux 7.2 non introduce il nuovo scheduler GPU “Fair(er)” nella versione stabile. Questa funzionalità era stata inizialmente integrata nelle release candidate, con l’obiettivo di sostituire il precedente modello FIFO (First In, First Out) con un approccio più equo ispirato al CFS (Completely Fair Scheduler, l’algoritmo che assegna il tempo di CPU in modo bilanciato tra i processi). Tuttavia, test approfonditi hanno evidenziato regressioni significative (cioè calo di prestazioni o comportamenti anomali), in particolare su alcune GPU AMD.
Di conseguenza, il kernel Linux 7.2 utilizza ancora il modello FIFO come scheduler GPU predefinito, mentre il fair(er) scheduler rimane disponibile solo come opzione sperimentale, non attiva di default e non considerata pronta per l’uso in produzione.
Gestione della memoria ottimizzata
La gestione della memoria è uno degli aspetti più critici per le prestazioni di un sistema. Il kernel Linux 7.2 introduce miglioramenti significativi che rendono più efficiente il recupero della memoria, riducono gli accessi ripetuti ai dati e ottimizzano l’uso delle pagine.
- MGLRU (Multi-Generational LRU: algoritmo LRU multi-generazionale): Migliora il comportamento del kernel Linux nelle situazioni di pressione sulla memoria grazie a un recupero più intelligente delle pagine. L’ottimizzazione del loop di reclaim (ciclo con cui il kernel Linux individua e libera le pagine meno utilizzate) riduce il lavoro necessario per liberare memoria, porta incrementi prestazionali fino al 30% in carichi di lavoro specifici e diminuisce i file refault, cioè gli accessi ripetuti a file che erano stati rimossi dalla cache.
- Fase IV delle tabelle di swap: Introduce una gestione più uniforme della memoria di swap, trattando allo stesso modo le pagine anonime (pagine di memoria non associate a file sul disco, tipicamente usate dai processi per i propri dati) e la shmem (shared memory: memoria condivisa, usata da più processi per scambiare dati). Questa unificazione migliora la sincronizzazione interna del kernel Linux e riduce l’overhead statico, con risparmi misurabili come 512 MB su dispositivi di swap da 1 TB.
- Supporto per pagine trasparenti grandi (mTHP, multi-size Transparent Huge Pages: pagine di memoria grandi a dimensione variabile) Consente al kernel Linux di collassare regioni di memoria anonima (raggruppare più pagine piccole in una pagina grande) in pagine più estese, riducendo il numero di pagine da gestire e migliorando l’efficienza complessiva dell’accesso alla memoria.
Supporto Hardware e Architetture
Il kernel Linux deve garantire compatibilità e prestazioni ottimali su un’ampia varietà di processori e piattaforme, dai sistemi desktop ai server, fino ai dispositivi embedded. Per questo motivo ogni nuova versione introduce aggiornamenti mirati ai sottosistemi hardware, migliorando il riconoscimento delle CPU, l’efficienza delle istruzioni, la gestione della memoria e il comportamento delle architetture emergenti. Il kernel Linux 7.2 prosegue in questa direzione con interventi che ampliano il supporto alle nuove generazioni di processori e affinano il funzionamento delle architetture già consolidate.
Nuovo supporto per processori Intel e AMD
- Intel Panther Lake R: il kernel Linux 7.2 introduce il supporto preliminare alle CPU Intel Panther Lake R, aggiungendo gli identificatori necessari per riconoscere la nuova microarchitettura e abilitare le relative ottimizzazioni, anche se Intel non ha ancora pubblicato l’elenco completo dei modelli.
- AMD / Intel (KVM):
- Supporto per guest‑mode execution trap: Il kernel Linux 7.2 introduce la gestione delle eccezioni generate all’interno di una VM. In pratica, quando un guest solleva un’eccezione (ad esempio un fault di memoria o un’istruzione non valida), l’hypervisor può intercettarla e gestirla correttamente, garantendo un comportamento più stabile e prevedibile delle macchine virtuali.
- Supporto per MBEC (Mode‑Based Execution Control: controllo dell’esecuzione in VM): MBEC permette all’hypervisor di controllare in modo più preciso quali istruzioni il guest può eseguire, riducendo il rischio di comportamenti non autorizzati e migliorando l’efficienza dei meccanismi di isolamento. È una funzionalità pensata per rendere più sicura e performante l’esecuzione delle VM, soprattutto in ambienti con carichi misti.
- Miglioramenti alla virtualizzazione L’insieme delle ottimizzazioni introdotte nel kernel Linux 7.2 rende la virtualizzazione più efficiente, con una gestione più accurata delle eccezioni, un controllo più fine dell’esecuzione del guest e un comportamento complessivamente più stabile nei contesti multi‑VM.
Supporto per USB4STREAM
Il kernel Linux 7.2 introduce il supporto per lo streaming di dati tramite USB4, permettendo il trasferimento diretto tra host.
- dispositivi esposti come
/dev/tbstreamX - operazioni tramite
read(2)ewrite(2) - compatibile con thunderbolt_net (driver di rete Thunderbolt)
Miglioramenti per ARM64 (AArch64)
- Nuove hwcaps (hardware capabilities: capacità hardware): per le estensioni dpISA 2025 Il kernel Linux 7.2 introduce nuovi identificatori che permettono di rilevare e abilitare le funzionalità del set di istruzioni ARM dpISA 2025. Le hwcaps servono al kernel Linux per sapere quali istruzioni avanzate sono disponibili sulla CPU e attivare automaticamente le ottimizzazioni corrispondenti.
- Miglioramenti al reclaim della memoria e riduzione dei miss di cache: Il kernel Linux 7.2 ottimizza il processo di reclaim della memoria, cioè il meccanismo con cui recupera le pagine non più utilizzate, rendendolo più efficiente e meno invasivo. Queste ottimizzazioni riducono anche i miss di cache, migliorando la velocità con cui la CPU accede ai dati e aumentando la reattività complessiva dei sistemi ARM64.
File System e Storage
Il kernel Linux dedica una parte fondamentale del suo sviluppo all’evoluzione dei file system e dei sottosistemi di storage, perché da essi dipendono l’affidabilità dei dati, la velocità di accesso ai file e l’efficienza complessiva del sistema. Ogni nuova versione introduce ottimizzazioni mirate a migliorare la gestione delle strutture interne, il comportamento sotto carico e il supporto alle tecnologie di archiviazione moderne. Il kernel Linux 7.2 prosegue su questa linea con interventi che affinano la robustezza dei file system esistenti e ampliano le funzionalità dei dispositivi di storage.
Miglioramenti per Btrfs
- Folios grandi abilitati per default: I folios (strutture di memoria che raggruppano più pagine in un’unica unità più grande) sono ora attivi di default. Questo riduce il numero di operazioni necessarie per gestire l’I/O e migliora l’efficienza complessiva del file system.
- Supporto sperimentale per folios fino a 2 MB: Btrfs può utilizzare folios di dimensioni molto maggiori, fino a 2 MB, con benefici nelle operazioni sequenziali e nei carichi che richiedono accessi continui ai dati.
- Nuovo ioctl GET_CSUMS (lettura checksum grezzi): L’ioctl GET_CSUMS permette di leggere i checksum grezzi (valori di integrità dei dati memorizzati direttamente nel file system, senza conversioni) utili per strumenti di diagnostica e verifica dell’integrità.
- Miglioramenti prestazionali: Le ottimizzazioni introdotte nel kernel Linux 7.2 portano incrementi misurabili nelle prestazioni di Btrfs:
- +15% nelle scritture sequenziali, grazie alla gestione più efficiente dei folios.
- +59% nel throughput DIO (Direct I/O: trasferimento diretto dei dati che bypassa la cache del kernel), con un percorso dati più snello e meno overhead.
- Ottimizzazione della lettura anticipata compressa (pre-caricamento in memoria dei blocchi compressi prima che vengano richiesti), che riduce la latenza e accelera l’accesso ai dati compressi.
Supporto per link simbolici nativi Windows in NTFS
Il kernel Linux 7.2 migliora la compatibilità con Windows introducendo il supporto ai link simbolici nativi presenti nei volumi NTFS. Windows utilizza un proprio formato interno per i symlink, diverso da quello delle distribuzioni GNU/Linux, e fino alle versioni precedenti il kernel non interpretava correttamente tutte le varianti di questi collegamenti. Con l’aggiornamento del driver NTFS3, Linux è ora in grado di riconoscere, leggere e seguire i link simbolici creati direttamente da Windows, senza conversioni e senza comportamenti imprevisti.
Questo miglioramento rende più affidabile l’accesso a directory e file condivisi tra i due sistemi operativi, soprattutto in ambienti dual‑boot o in configurazioni in cui Linux monta partizioni NTFS contenenti software, dati o strutture di progetto che fanno uso di symlink generati da Windows.
Nuovo target dm-inlinecrypt
- Crittografia inline dei dispositivi a blocchi: dm-inlinecrypt introduce la possibilità di eseguire la crittografia direttamente nel percorso I/O del dispositivo a blocchi, senza passare per i livelli software tradizionali. Questo permette al kernel Linux di delegare parte del lavoro all’hardware, riducendo la latenza e migliorando l’efficienza complessiva dell’operazione.
- Prestazioni superiori a dm-crypt: Rispetto a dm-crypt (la soluzione di crittografia software classica), dm-inlinecrypt offre prestazioni più elevate perché sfrutta la crittografia inline e riduce il numero di copie dei dati. Il risultato è un percorso crittografico più snello, con minore overhead e throughput più stabile.
- Supporto per hardware‑wrapped keys (chiavi avvolte hardware): Il nuovo target supporta le hardware‑wrapped keys, cioè chiavi crittografiche che vengono generate, conservate e gestite direttamente dall’hardware. Il kernel Linux non vede mai la chiave in chiaro: riceve solo una versione “avvolta” e utilizzabile. Questo aumenta la sicurezza e permette l’integrazione con i moderni motori di crittografia presenti nei SoC e nei dispositivi mobili.
- Limite: niente passthrough (inoltro diretto dei dati): dm-inlinecrypt non supporta il passthrough, cioè la possibilità di inoltrare i dati non crittografati direttamente al dispositivo. Tutto il traffico che attraversa dm-inlinecrypt deve essere crittografato, senza possibilità di inoltrare dati in chiaro. Questo semplifica il modello di sicurezza, perché garantisce che ogni operazione passi sempre attraverso il percorso crittografico, ma limita gli scenari avanzati che richiedono passthrough o flussi misti di dati crittografati e non crittografati.
Miglioramenti per SMB e NFS
Nel kernel Linux 7.2 vengono introdotti miglioramenti ai protocolli di rete SMB (Server Message Block, il protocollo di condivisione dei file usato per accedere a cartelle e risorse remote), che ora supportano la compressione dei file, riducendo la quantità di dati trasferiti e migliorando la velocità nelle operazioni su rete. Anche NFS (Network File System, il file system di rete usato per condividere directory tra sistemi GNU/Linux) riceve ottimizzazioni importanti: i blocchi di lettura e scrittura possono raggiungere dimensioni di 4 MB sui sistemi con almeno 16 GB di RAM, aumentando il throughput nelle operazioni pesanti. Inoltre viene introdotto il supporto alle deleghe delle directory, che permette al server NFS di autorizzare il client a gestire localmente alcune operazioni su una cartella. Questo riduce le chiamate RPC, accelera le operazioni ripetute e mantiene la possibilità di revoca in caso di accessi concorrenti, migliorando la stabilità del sistema.
Supporto per MPTCP con IPv6
Il kernel Linux 7.2 introduce la segnalazione MPTCP (Multi‑Path TCP: TCP multi‑percorso) anche su IPv6, permettendo di utilizzare più percorsi di rete contemporaneamente. Questo migliora l’affidabilità delle connessioni e aumenta la velocità nei flussi che beneficiano della distribuzione del traffico su più interfacce.
Supporto GRO/GSO per PPPoE
Nel kernel Linux 7.2 vengono introdotti miglioramenti per le connessioni PPPoE (Point‑to‑Point Protocol over Ethernet, cioè un protocollo che incapsula PPP dentro Ethernet, usato spesso nelle connessioni domestiche). Il supporto a GRO (Generic Receive Offload, tecnica che permette alla scheda di rete o al driver di unire più pacchetti in uno solo prima di consegnarli al kernel) e GSO (Generic Segmentation Offload, tecnica che divide automaticamente i pacchetti grandi in segmenti più piccoli senza caricare la CPU) riduce il lavoro del processore delegando parte delle operazioni al driver di rete. Questo porta a prestazioni migliori nelle connessioni PPPoE, soprattutto quando il flusso di dati è intenso.
Miglioramenti per IPv6
- Selezione del next‑hop basata su oif (outgoing interface: interfaccia di uscita): la selezione del next‑hop (prossimo nodo di rete verso cui instradare un pacchetto) basata su oif (outgoing interface, cioè l’interfaccia di uscita usata per inviare il pacchetto) rende più preciso il routing quando il sistema dispone di più percorsi disponibili. Il kernel può scegliere la strada più adatta in base all’interfaccia coinvolta, migliorando la coerenza delle decisioni di instradamento.
- Ottimizzazione del routing multicast: l’ottimizzazione del routing multicast (instradamento dei pacchetti destinati a più destinatari contemporaneamente) permette una gestione più efficiente dei gruppi multicast e riduce il traffico superfluo, migliorando le prestazioni nelle comunicazioni che coinvolgono più sistemi in parallelo.
Sicurezza
La sicurezza nel kernel Linux comprende i meccanismi che regolano l’accesso alle risorse, l’integrità dei file e l’isolamento dei processi. Ogni versione introduce estensioni che rafforzano questi controlli e rendono più prevedibile il comportamento del sistema. Nella versione 7.2, gli interventi riguardano soprattutto l’ampliamento delle capacità di confinamento e la gestione più precisa delle operazioni consentite ai processi.
Miglioramenti per Landlock
Nel kernel Linux 7.2 vengono introdotti nuovi diritti di accesso per le operazioni UDP (User Datagram Protocol, protocollo di rete orientato ai datagrammi) come bind, connect e send, che permettono a Landlock di controllare in modo più preciso ciò che un processo confinato può fare quando utilizza la rete. Questo amplia le capacità di isolamento e riduce il rischio che un’applicazione possa inviare o ricevere dati non autorizzati. Viene inoltre migliorato il sistema di audit grazie a LANDLOCK_ADD_RULE_QUIET, una modalità che consente di aggiungere regole senza generare log, utile nelle configurazioni che richiedono silenziosità operativa o che devono evitare la produzione di messaggi superflui durante la definizione delle politiche di sicurezza.
Supporto per ML‑DSA in IMA e EVM
L’algoritmo ML‑DSA (Multi‑Layer Digital Signature Algorithm, algoritmo di firma post‑quantum standardizzato, un sistema di firma digitale progettato per essere più resistente alle manipolazioni) viene integrato nei moduli IMA (Integrity Measurement Architecture, che controlla l’integrità dei file) ed EVM (Extended Verification Module, che verifica l’integrità dei metadati). Questa integrazione permette al kernel Linux di utilizzare firme digitali più robuste, migliorando la capacità del sistema di rilevare modifiche non autorizzate ai file e ai loro metadati.
Miglioramenti per IMA
Nel kernel Linux 7.2 è possibile rimuovere i record presenti nella lista di misurazione di IMA (Integrity Measurement Architecture, il sistema che controlla l’integrità dei file). Questa funzione permette di gestire in modo più flessibile scenari complessi, in cui la lista può crescere molto durante l’esecuzione del sistema, e consente di ridurre la dimensione delle strutture di controllo quando non è più necessario conservare tutte le misurazioni effettuate. La possibilità di eliminare selettivamente i record rende più semplice mantenere la lista ordinata, controllare il consumo di memoria e adattare il comportamento di IMA alle esigenze dei sistemi che eseguono molte operazioni di verifica.
Virtualizzazione
La virtualizzazione nel kernel Linux permette di eseguire sistemi operativi isolati e controllati con un livello elevato di efficienza. Nella versione 7.2 vengono introdotti miglioramenti che rendono più stabile la gestione delle eccezioni, più preciso il controllo delle istruzioni eseguibili dai guest e più sicuro l’isolamento delle macchine virtuali.
Supporto per AMD e Intel in KVM
- Gestione delle eccezioni in guest‑mode, che permette all’hypervisor di intercettare e gestire correttamente gli errori generati all’interno della VM.
- Controllo granulare MBEC (Mode‑Based Execution Control), che consente di definire con precisione quali istruzioni il guest può eseguire, migliorando isolamento e sicurezza.
Supporto per Intel TDX
La tecnologia TDX (Trusted Domain Extensions, cioè un insieme di estensioni hardware introdotte da Intel per creare domini fidati) permette di eseguire le macchine virtuali all’interno di ambienti isolati che non possono essere osservati o modificati dall’hypervisor. In pratica, le risorse della VM vengono separate a livello hardware, così che memoria, registri e stato interno rimangano protetti anche se l’hypervisor o altri componenti del sistema non sono completamente affidabili. Questo modello di isolamento migliora la sicurezza nei contesti multi‑tenant, dove più macchine virtuali condividono lo stesso host, e riduce il rischio che un processo esterno possa accedere ai dati sensibili contenuti nella VM.
Altre novità rilevanti
Ottimizzazioni per /proc/filesystems e /proc/interrupts
- Miglioramento delle prestazioni di lettura, con accesso più rapido alle informazioni esposte dal kernel.
Supporto per Rust nel kernel Linux
- Aggiunta di zerocopy‑derive (macro per copie zero), che riduce overhead nelle operazioni di trasferimento dati.
- Supporto a AutoFDO (Feedback‑Directed Optimization: ottimizzazione guidata dai profili), utile per migliorare le prestazioni del codice Rust nel kernel.
- Introduzione delle modalità immediate per GPUVM, che semplificano alcune operazioni di gestione della memoria GPU.
Miglioramenti per io_uring
L’interfaccia io_uring rappresenta il meccanismo di I/O asincrono più avanzato del kernel Linux, progettato per ridurre la latenza, limitare le copie dei dati e migliorare l’efficienza nelle operazioni di rete e di archiviazione. Ogni nuova versione del kernel introduce ottimizzazioni che rendono più rapido il percorso dei dati e più preciso il controllo delle operazioni. Nella versione 7.2, gli interventi mirano a semplificare la gestione dei buffer, migliorare le operazioni di rete e offrire maggiore controllo sulle richieste inviate dalle applicazioni.
- io_uring (I/O asincrono ad alte prestazioni)
- Supporto ai buffer registrati per le operazioni send/recv, che riduce copie e latenza.
- Possibilità di filtrare IORING_OP_CONNECT, migliorando il controllo sulle operazioni di connessione eseguite tramite io_uring.
Download e Riferimenti
Il kernel Linux 7.2 è disponibile per il download sul sito ufficiale kernel.org. Gli utenti di distribuzioni rolling release saranno i primi a ricevere il nuovo kernel Linux nei loro repository software nei prossimi giorni o settimane.
Puoi scaricare subito il kernel Linux 7.2 dal sito kernel.org oppure dal repository software Git di Linus Torvalds, se desideri compilarlo direttamente sulla tua distribuzione GNU/Linux. Tuttavia, ti consiglio di aspettare che la nuova versione del kernel Linux venga inserita nei repository software stabili della tua distribuzione prima di procedere con l’aggiornamento, perché compilare autonomamente può risultare problematico.
Quando compili il kernel Linux da solo, rischi di non usare la stessa precisa configurazione adottata dalla tua distribuzione GNU/Linux. Ogni distribuzione personalizza il kernel Linux con opzioni, modifiche e parametri specifici. Se mancano o sono diverse queste configurazioni, potresti incorrere in problemi come:
- incompatibilità con moduli o driver preinstallati;
- comportamenti inaspettati o instabilità;
- difficoltà con aggiornamenti futuri o gestori di pacchetti software.
Quindi, in generale, è preferibile attendere che la distribuzione rilasci la propria versione ufficiale del kernel Linux, già testata e configurata per il tuo ambiente. Le distribuzioni più diffuse e conosciute, come Debian o Ubuntu, non adottano immediatamente le versioni più recenti del kernel Linux nei loro rilasci stabili: privilegiano infatti la stabilità e la compatibilità a lungo termine. Per offrire funzionalità più moderne senza compromettere l’affidabilità del sistema, queste distribuzioni utilizzano spesso i backport, ovvero versioni del kernel Linux più aggiornate ricompilate e adattate per funzionare correttamente all’interno della distribuzione stabile. Tuttavia, anche i backport non seguono sempre l’ultimissimo rilascio disponibile. Solo se hai esigenze particolari e competenze avanzate conviene compilare manualmente il kernel Linux, sempre consapevole delle implicazioni.
Attenzione: inoltre, se compili il kernel Linux da te, Secure Boot potrebbe non riconoscerlo più automaticamente, perché il kernel Linux compilato manualmente non sarà firmato con la chiave ufficiale della tua distribuzione riconosciuta dal firmware UEFI della tua macchina. Di conseguenza, dovrai disabilitare Secure Boot nel firmware UEFI del tuo sistema per poter avviare il nuovo kernel Linux compilato manualmente.
Mentre su un vecchio PC con firmware BIOS tradizionale, dove non esiste Secure Boot, il kernel Linux compilato manualmente si avvierà senza richiedere firme digitali o configurazioni aggiuntive. In questo caso puoi avviare liberamente il kernel Linux personalizzato senza dover modificare alcuna impostazione del firmware.
In poche parole, se non hai le competenze necessarie, aspetta che sia rilasciato ufficialmente dalla tua distribuzione GNU/Linux.
L’annuncio ufficiale del rilascio del kernel Linux 7.2, con tutte le modifiche e novità, è disponibile sulla mailing list del kernel Linux.
Fonte: https://lkml.org/lkml/2026/8/16/686
Fonte: https://www.phoronix.com/news/Linux-7.2-Released
Fonte: https://linuxiac.com/linux-kernel-7-2-released-with-btrfs-scheduler-and-networking-improvements/
Fonte: https://9to5linux.com/linux-kernel-7-2-officially-released-this-is-whats-new
Se vuoi sostenermi, puoi farlo acquistando qualsiasi cosa dai diversi link di affiliazione che ho nel mio sito o partendo da qui oppure alcune di queste distribuzioni GNU/Linux che sono disponibili sul mio negozio online, quelle mancanti possono essere comunque richieste.
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