LibreOffice 26.8: record di download e scelta senza AI

LibreOffice 26.8 ha registrato la settimana di lancio più significativa nella storia del progetto, superando 1 milione di download nei primi 7 giorni dal rilascio. Secondo The Document Foundation, nota anche come TDF e responsabile dello sviluppo e mantenimento di LibreOffice, la nuova versione è stata scaricata 1.031.162 volte dalla pagina ufficiale di download durante la sua prima settimana di disponibilità. Si tratta di un risultato ancora più rilevante se si considera che questo dato non include gli utenti delle distribuzioni GNU/Linux, che hanno ricevuto LibreOffice 26.8 tramite i repository software delle rispettive distribuzioni.
Ma l’aspetto più interessante è arrivato subito dopo. Solo un giorno dopo la pubblicazione di questi numeri record, la TDF ha pubblicato un articolo con un titolo molto esplicito: “Sì, nessuna intelligenza artificiale è ora una funzionalità”. La formulazione non lascia spazio a interpretazioni su come il progetto intenda definire il proprio approccio all’intelligenza artificiale.
L’organizzazione sottolinea di non respingere l’intelligenza artificiale come tecnologia in sé. Tuttavia, sostiene che una suite per l’ufficio utilizzata in scuole, ospedali, istituzioni pubbliche, studi legali e altre organizzazioni non dovrebbe integrare l’intelligenza artificiale nella sua configurazione predefinita, a meno che questa non risponda ai principi fondamentali di LibreOffice.
Il progetto adotta una posizione altrettanto ferrea riguardo alla telemetria, affermando che LibreOffice non raccoglie dati sull’utilizzo e che qualsiasi futura funzionalità basata su intelligenza artificiale dovrebbe rispettare la stessa regola. La riservatezza e il controllo sui dati degli utenti rimangono quindi priorità assolute.
Un altro requisito fondamentale è l’indipendenza dal fornitore. La TDF chiarisce che una funzionalità di intelligenza artificiale basata esclusivamente sull’API di una singola azienda genererebbe un lock‑in, cioè una dipendenza tecnologica che ridurrebbe la libertà degli utenti. Un’API (interfaccia di programmazione delle applicazioni) è infatti il meccanismo attraverso cui un software richiede servizi o dati a un altro componente: se questa interfaccia è controllata da un solo fornitore, l’intero sistema rimane vincolato a quell’infrastruttura.
Per evitare questa situazione, qualsiasi futura integrazione dovrebbe basarsi su interfacce aperte capaci di funzionare con più backend (sistemi di elaborazione remoti o locali), garantendo agli utenti la possibilità di scegliere liberamente la tecnologia da utilizzare e prevenendo ogni forma di dipendenza da un unico servizio.
Lo stesso principio si applica ai formati dei documenti. I contenuti generati dall’intelligenza artificiale dovrebbero rimanere nel formato OpenDocument (ODF), preservando la struttura, gli stili e la semantica dei documenti, senza introdurre dipendenze da formati proprietari.
Infine, l’intelligenza artificiale deve rimanere completamente opzionale. Gli amministratori di sistema dovrebbero poterla installare o rimuovere liberamente, mentre gli utenti che non desiderano utilizzarla non dovrebbero vederla nell’interfaccia.
Al momento, la TDF afferma che nessuna integrazione soddisfa tutti questi requisiti pur essendo adatta per un’implementazione predefinita e per il supporto a lungo termine durante l’intero ciclo di vita di una versione di LibreOffice. Di conseguenza, per il momento LibreOffice continuerà a essere distribuito senza intelligenza artificiale integrata.
Gli utenti che desiderano utilizzare funzionalità basate su intelligenza artificiale non sono comunque bloccati: esistono estensioni di terze parti per LibreOffice, incluse opzioni che consentono di collegarsi a modelli eseguiti localmente tramite Ollama, LM Studio e endpoint (interfacce software che permettono la comunicazione con servizi esterni) compatibili con OpenAI. Tuttavia, queste estensioni sono mantenute in modo indipendente e non dalla TDF.
La Fondazione ha anche tracciato una chiara distinzione tra LibreOffice e le suite per l’ufficio commerciali. Secondo la TDF, i fornitori che si basano su modelli di abbonamento hanno incentivi economici per aggiungere assistenti basati sull’intelligenza artificiale, inclusi piani più costosi e un’integrazione più stretta con le proprie infrastrutture cloud.
Al contrario, la TDF, in quanto organizzazione no-profit, non è soggetta alle stesse pressioni e può attendere fino a quando un’implementazione non risponderà ai requisiti del progetto.
Questo non significa che la porta sia chiusa per sempre. La TDF ha dichiarato che valuterà approcci futuri man mano che l’inferenza locale (elaborazione dei modelli direttamente sul dispositivo dell’utente) diventerà più accessibile su hardware comune e i modelli aperti continueranno a migliorare. Fino ad allora, tuttavia, la sua posizione rimane esplicita: nessuna intelligenza artificiale sarà inclusa nell’installazione predefinita di LibreOffice.
Per ulteriori dettagli, è possibile consultare il post ufficiale della TDF.
Fonte: https://blog.documentfoundation.org/blog/2026/09/02/one-week-of-libreoffice-26-8-the-stats/
Fonte: https://linuxiac.com/libreoffice-26-8-sets-download-record-as-tdf-says-no-ai-is-a-feature/
Se vuoi sostenermi, puoi farlo acquistando qualsiasi cosa dai diversi link di affiliazione che ho nel mio sito o partendo da qui oppure alcune di queste distribuzioni GNU/Linux che sono disponibili sul mio negozio online, quelle mancanti possono essere comunque richieste.
Se ti senti generoso, puoi anche donarmi solo 1€ o più se vuoi con PayPal e aiutarmi a continuare a pubblicare più contenuti come questo. Grazie!
Hai dubbi o problemi? Ti aiutiamo noi!
Se vuoi rimanere sempre aggiornato, iscriviti al nostro canale Telegram.Se vuoi ricevere supporto per qualsiasi dubbio o problema, iscriviti alla nostra community Facebook o gruppo Telegram.
Cosa ne pensi? Fateci sapere i vostri pensieri nei commenti qui sotto.
Ti piace quello che leggi? Per favore condividilo con gli altri.
























