Raspberry Pi OS 2026-09-15: arrivano il dock e il nuovo strumento di screenshot

Raspberry Pi OS 2026-09-15: arrivano il dock e il nuovo strumento di screenshot

Raspberry Pi OS è una distribuzione GNU/Linux sviluppata e mantenuta da Raspberry Pi Ltd, pensata specificamente per i computer a scheda singola (SBC, single-board computer) della famiglia Raspberry Pi, progettata per essere accessibile, versatile e ricca di strumenti utili sia per hobbisti che per professionisti. Nata come evoluzione di Raspbian, questa distribuzione si basa sul solido ecosistema di Debian, garantendo stabilità, sicurezza e un’ampia compatibilità con il software open source. Il progetto Raspberry Pi OS ha come obiettivo principale quello di offrire un’esperienza utente semplice e completa, ottimizzata per l’hardware Raspberry Pi, pur mantenendo la flessibilità tipica di una distribuzione GNU/Linux.

La storia di Raspberry Pi OS inizia nel 2012, quando la Raspberry Pi Foundation pubblicò la prima versione del sistema operativo, allora chiamato Raspbian, sviluppato grazie al lavoro di Mike Thompson e Peter Green. Raspbian nasce come ricompilazione indipendente dell’archivio Debian per l’architettura ARMv6, realizzata per adattare il sistema operativo ai primi modelli di Raspberry Pi. In quel periodo non esisteva ancora un sistema operativo ufficiale per la piattaforma, e la Fondazione iniziò a distribuire immagini basate su Raspbian a partire dal 10 settembre 2013, rendendolo di fatto la base ufficiale per i dispositivi Raspberry Pi.

Nel corso degli anni la distribuzione ha attraversato numerose evoluzioni. Una delle più significative è stata il cambio di nome da Raspbian a Raspberry Pi OS, avvenuto il 28 maggio 2020: una scelta pensata per riflettere meglio l’identità del progetto e la sua integrazione diretta con l’hardware Raspberry Pi. Il cambio di nome è stato influenzato anche dall’introduzione della versione a 64 bit, che non si basava più direttamente sul progetto Raspbian pur mantenendo la compatibilità con le architetture a 32 bit. La versione a 64 bit è stata ufficialmente rilasciata il 2 febbraio 2022.

L’interfaccia grafica ha seguito un percorso evolutivo altrettanto significativo. Originariamente derivata da una personalizzazione dell’ambiente desktop LXDE (Lightweight X11 Desktop Environment), nel tempo si è trasformata fino ad adottare il protocollo grafico Wayland e il compositor Labwc, il componente responsabile della composizione e della visualizzazione delle finestre sullo schermo.

Ottimizzata per l’hardware Raspberry Pi, Raspberry Pi OS si distingue per i bassi requisiti di memoria e il supporto sia per architetture a 32 bit che a 64 bit. È disponibile in diverse configurazioni: l’edizione standard, la versione “Lite” senza ambiente desktop, e la versione “Full” che include software aggiuntivo come LibreOffice e Wolfram Mathematica. La distribuzione è pensata per un’ampia gamma di utenti, dai principianti agli esperti, e copre sia l’uso desktop che server su dispositivi come Raspberry Pi 3B, 3B+, 3A+, 4B, 400, 5, 500, 500+, CM3, CM3+, CM4, CM4S, CM5 e Zero 2 W. Raspberry Pi OS non è compatibile con il Raspberry Pi Pico, che è un microcontrollore.

Raspberry Pi OS è completamente gratuita e open source, e può essere scaricata liberamente dal sito ufficiale o preinstallata su schede microSD vendute dalla Fondazione ed è utilizzata in tutto il mondo per progetti educativi, domotica, server leggeri, media center e molto altro.

L’attuale versione stabile è Raspberry Pi OS 2026-09-15, pubblicata il 15 settembre 2026, mentre la precedente versione stabile disponibile è stata Raspberry Pi OS 2026-06-18, rilasciata il 18 giugno 2026. Entrambe le versioni sono basate su Debian 13 “Trixie” e sulla serie del kernel Linux 6.18 con supporto a lungo termine (LTS, Long Term Support).

Novità in Raspberry Pi OS 2026-09-15

Raspberry Pi OS 2026-09-15 porta un importante rinnovo dell’ambiente desktop, battezzato Raspberry Pi Desktop, che si arricchisce di funzionalità moderne senza rinunciare alla semplicità che ha sempre contraddistinto il progetto. Come sottolineato da Simon Long nell’annuncio ufficiale, si tratta di novità interamente opzionali: se non vengono attivate esplicitamente, il desktop continua ad apparire e funzionare esattamente come in passato, con la classica barra delle applicazioni. L’aggiornamento è disponibile soltanto per le installazioni basate su Debian 13 “Trixie”, mentre la precedente base Bookworm riceve ormai solo aggiornamenti di sicurezza.

Il dock e la nuova schermata di avvio delle applicazioni

La modifica più visibile è l’introduzione del dock, la barra di icone sullo stile di quella di macOS, che può sostituire la barra delle applicazioni oppure essere usata insieme a essa. Il supporto al dock arriva nel pannello del desktop per Wayland wf-panel-pi, aggiornato alla versione 1.31 nell’immagine a 64 bit, insieme a 2 nuovi plugin (moduli aggiuntivi): il menu di icone per l’avvio delle applicazioni (wfplug-imenu 0.9) e la lista delle attività a icone per la visualizzazione delle finestre aperte (wfplug-wlist 0.8).

Il menu di icone apre la nuova schermata di avvio delle applicazioni, destinata a sostituire il classico menu principale. Le icone delle applicazioni sono disposte in ordine alfabetico, ma possono essere riorganizzate con il trascinamento; un clic singolo avvia il programma, mentre il clic con il tasto destro (o la pressione prolungata su un touchscreen) apre un menu contestuale. La casella di ricerca permette di filtrare le applicazioni, e i tasti freccia insieme al tasto invio consentono di navigare e selezionare usando solo la tastiera. Attivando le categorie del menu la schermata diventa gerarchica, utile quando sono installate molte applicazioni: è anche possibile mostrare, per ogni categoria, icone composite con le miniature dei primi 4 programmi contenuti. Se lo sfondo rende la vista troppo affollata, si può applicare un colore di sovrapposizione trasparente o opaco.

La nuova lista delle attività

Il secondo widget pensato per il dock è la lista delle attività combinata con l’avvio rapido: mostra un insieme di icone delle applicazioni più usate, a cui si possono aggiungere nuovi programmi tramite l’opzione “Add to Launcher” del menu contestuale. Le applicazioni in esecuzione vengono indicate con un contatore visualizzato sopra l’icona che riporta il numero di finestre aperte: un clic sull’icona porta tutte le finestre del programma in primo piano e, se sono già in primo piano, ne apre una nuova. Il clic con il tasto destro elenca le singole finestre aperte, con opzioni per massimizzarle o nasconderle, e permette di rimuovere il programma dall’avvio rapido quando non è in esecuzione. I 2 nuovi widget possono essere usati anche nella vecchia barra delle applicazioni e, viceversa, i widget originali possono trovare posto nel dock.

Personalizzazione di dock e barra delle applicazioni

Il dock si personalizza come la barra delle applicazioni tramite la nuova pagina Dock del Centro di Controllo, con opzioni per colore, posizione e dimensione delle icone. La nuova pagina Widgets permette di disporre i widget a piacere sia nella barra sia nel dock: la parte destra del dock è riservata all’area di notifica (tray), organizzata su 2 righe di icone di dimensione ridotta, con la possibilità di inserire un widget “tray split” per controllare esattamente dove spezzare le 2 righe.

Tra le funzioni più richieste arriva il nascondimento automatico: barre e dock scompaiono quando il puntatore non è sopra di essi e riappaiono quando il mouse raggiunge il bordo dello schermo. L’opzione Exclusive impedisce invece alle finestre massimizzate di coprire barra o dock, utile ad esempio per tenere sempre visibile l’orologio. Per provare le novità senza lunghe configurazioni, la pagina Defaults (Predefiniti) del Centro di Controllo offre 3 stili già pronti: Taskbar, il desktop di sempre; Taskbar / Dock, con avvio rapido e lista delle attività nel dock e icone di stato sulla barra; e Dock, con tutti i widget spostati nel dock.

Il Centro di Controllo riorganizzato

Oltre alle pagine Dock e Widgets, il Centro di Controllo (il pannello di configurazione del sistema) riceve una riorganizzazione complessiva. Le notifiche sono state spostate in una pagina dedicata, che sostituisce la vecchia finestra di dialogo di wf-panel-pi, e la nuova pagina Scorciatoie permette di visualizzare, modificare e creare le scorciatoie da tastiera di sistema (senza però toccare quelle assegnate dalle singole applicazioni). Sono state aggiunte anche opzioni per configurare i valori predefiniti su schermi molto grandi: sia wf-panel-pi sia il pannello lxpanel-pi per il sistema di visualizzazione X11 supportano ora icone fino a 96×96 pixel.

Il nuovo strumento di screenshot

La cattura delle schermate (screenshot) è stata potenziata. In precedenza il tasto Stamp (PrtScrn) fotografava l’intero schermo e salvava l’immagine nella cartella Immagini; ora, dopo la cattura, si apre una finestra di dialogo che propone di aprire il file in un editor di immagini oppure di copiarlo negli appunti. La casella “remember my choice” permette di ricordare la scelta per non ricevere più la richiesta in futuro. Tenendo premuto il tasto Alt insieme a Stamp, prima della cattura compare un rettangolo di selezione per scegliere l’area esatta dello schermo da salvare, invece dell’intera schermata.

Sfondo del desktop più leggero con swaybg

Lo sfondo del desktop è sempre stato disegnato da PCManFM, il gestore di file, proprio perché questa soluzione permette di avere le icone sul desktop. Chi non usa le icone può ora demandare il disegno dello sfondo a swaybg, un programma estremamente leggero, ottenendo un risparmio di memoria significativo, nell’ordine di decine di megabyte. L’opzione si attiva disattivando “Active Desktop” nella pagina Desktop del Centro di Controllo: il cestino, normalmente visibile sul desktop, resta comunque raggiungibile dal pannello Risorse del gestore di file. Raspberry Pi raccomanda di disattivare il desktop attivo su tutte le schede con meno di 2 GB di memoria: il controllo avviene all’avvio, con una notifica che suggerisce la disattivazione. I 2 nuovi stili basati sul dock disattivano comunque il desktop attivo per impostazione predefinita.

Gestore di file e unità esterne

La gestione dei file cambia sotto molti aspetti. Debutta pcmanfm-pi (versione 1.6 nell’immagine di settembre), una build monolitica che fonde il gestore di file PCManFM e la libreria libfm in un’unica applicazione. Poiché il gestore di file non è più necessariamente sempre in esecuzione, il montaggio automatico delle unità rimovibili, cioè la procedura con cui il sistema rende subito accessibile il contenuto di una chiavetta o di un disco esterno appena collegato, è stato spostato nel plugin Ejecter, che ora monta le unità e mostra una notifica al loro inserimento. Di conseguenza PCManFM non monta più le unità esterne in modo automatico per impostazione predefinita.

Orologio analogico e altre novità

Il widget orologio introduce una visualizzazione analogica, attivabile con il tasto destro sull’orologio digitale e “Configure Clock Widget”, con colori di quadrante e lancette personalizzabili. L’opzione “Run” del menu principale è stata spostata nel menu Accessori, mentre resta possibile riportarla al livello superiore tramite la pagina Main Menu del Centro di Controllo. Sul fronte interno, l’architettura dei plugin di wf-panel-pi è stata riscritta: i plugin non richiedono più file di metadati XML per i valori predefiniti, e la struttura del codice sorgente è stata riorganizzata per rendere il comportamento più coerente tra i pannelli lxpanel-pi e wf-panel-pi.

kernel Linux 6.18.50 LTS e stack Wayland aggiornato

La nuova versione passa al kernel Linux 6.18.50 LTS, con pacchetti dedicati sia per la configurazione Raspberry Pi 2712 (quella del Raspberry Pi 5) sia per quella ARMv8. Lo stack Wayland, cioè l’insieme dei componenti che gestiscono la grafica, viene aggiornato alle serie 0.20 di Labwc e wlroots: proseguendo il consolidamento del desktop attorno a Labwc, il supporto al vecchio compositor Wayfire è stato rimosso dalle pagine Schermi, Mouse e Tastiera del Centro di Controllo.

Download e Riferimenti

Raspberry Pi OS 2026-09-15 può essere scaricata dalla pagina dei download ufficiali, per tutte le schede supportate, dalle più recenti come Raspberry Pi 5, 500 e 500+ ai modelli della serie 4 e 400, fino ai modelli della serie 3, a Zero 2 W e ai moduli Compute Module. Per l’installazione si consiglia l’uso di Raspberry Pi Imager, l’utilità ufficiale che guida nella scrittura dell’immagine su scheda microSD o su altre unità.

Gli utenti che hanno già una installazione basata su Debian 13 “Trixie” possono aggiornare tramite il widget di aggiornamento integrato nel desktop oppure da terminale con i comandi:

sudo apt update
sudo apt full-upgrade

Il numero di versione (2026-09-15) è verificabile dalla schermata di avvio del sistema.

Raspberry Pi consiglia di utilizzare full-upgrade invece del semplice upgrade perché gestisce anche i cambiamenti nelle dipendenze dei pacchetti software che un aggiornamento ordinario potrebbe non applicare. È bene ricordare che l’aggiornamento non attiva automaticamente il dock: per provarlo occorre aprire il Centro di Controllo, entrare nella pagina Defaults e selezionare lo stile “Taskbar / Dock” oppure “Dock”.

Per approfondire tutti i dettagli delle novità, con numerose schermate illustrative, si rimanda all’annuncio ufficiale pubblicato sul blog di Raspberry Pi a firma di Simon Long. L’elenco completo delle modifiche, versione per versione, è disponibile nel changelog (registro delle modifiche) ufficiale del progetto. Segnalazioni di bug e suggerimenti possono essere inviati tramite il forum ufficiale di Raspberry Pi,

Fonte: https://downloads.raspberrypi.com/raspios_arm64/release_notes.txt
Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Raspberry_Pi_OS
Fonte: https://linuxiac.com/raspberry-pi-os-september-update-adds-new-dock/
Fonte: https://9to5linux.com/latest-raspberry-pi-os-release-brings-dock-support-and-new-screenshot-tool
Fonte: https://www.raspberrypi.com/news/an-updated-look-for-the-raspberry-pi-desktop/

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