GNU Linux-libre 7.1: pronto il nuovo kernel Linux completamente libero

Il kernel GNU Linux-libre è una versione del kernel Linux appositamente modificata per garantire la massima libertà del software a chi desidera utilizzare un sistema operativo completamente privo di componenti proprietari. L’obiettivo centrale è offrire un ambiente interamente libero, in cui ogni parte del codice possa essere studiata, condivisa e migliorata senza alcuna limitazione.
Questo progetto nasce dall’iniziativa della Free Software Foundation Latin America, conosciuta con la sigla FSFLA, e rappresenta una scelta etica e trasparente per chi vuole evitare i kernel Linux tradizionali. Questi ultimi includono spesso blob binari e firmware non liberi. Con blob binari si indicano porzioni di codice già compilato e distribuito esclusivamente in forma eseguibile, senza il relativo codice sorgente. In assenza del sorgente, l’utente non può conoscere il reale funzionamento di tali componenti né modificarli, rendendo impossibile verificarne la sicurezza o adattarli alle proprie necessità. Lo stesso problema riguarda molti firmware, piccoli programmi che controllano direttamente l’hardware e che vengono spesso forniti in forma eseguibile e proprietaria, impedendo qualsiasi analisi o intervento da parte della comunità.
Il team del kernel GNU Linux-libre rimuove o sostituisce tutti questi elementi non liberi, assicurando che il kernel Linux rimanga completamente libero. Gli utenti possono scaricare il codice dai suoi repository software, avendo la certezza che ogni componente rispetti i principi del software libero. Questo approccio non solo favorisce l’indipendenza tecnologica, ma rafforza anche la fiducia tra sviluppatori e utilizzatori, creando un ecosistema fondato su trasparenza, collaborazione e controllo consapevole.
Il progetto GNU Linux-libre viene infatti annunciato pubblicamente dalla Free Software Foundation Latin America nel marzo 2008, quando il team inizia a pubblicare in modo sistematico le versioni del kernel ripulite dai componenti non liberi. Alcune discussioni preliminari e lavori informali risalgono alla fine del 2007, ma il progetto come iniziativa strutturata e riconosciuta nasce nel 2008 con l’intento di offrire una base affidabile per le distribuzioni GNU/Linux che desiderano rispettare pienamente le 4 libertà fondamentali del software libero: eseguire il programma, studiarne il funzionamento, modificarlo e ridistribuirlo.
Il kernel GNU Linux-libre è distribuito sotto la GNU General Public License versione 2, indicata con la sigla GPLv2, la stessa licenza utilizzata dal kernel Linux ufficiale. Questa licenza garantisce che il codice sorgente rimanga sempre accessibile, modificabile e ridistribuibile senza restrizioni. Il progetto è compatibile con la maggior parte delle distribuzioni GNU/Linux, tra cui Debian, Fedora, Arch Linux e openSUSE, ma non è ufficialmente supportato e la compatibilità hardware può risultare limitata. Può essere installato sia come alternativa sia come sostituzione del kernel Linux predefinito. Inoltre, il kernel GNU Linux-libre continua a fornire versioni anche per architetture a 32 bit, oltre alla classica versione a 64 bit, seguendo il supporto offerto dal kernel Linux originale. In questo modo assicura un’ampia compatibilità sia con sistemi moderni sia con hardware meno recente.
Poiché il kernel GNU Linux-libre viene ricompilato e modificato integralmente rispetto al kernel Linux ufficiale, non può disporre delle firme digitali standard. I pacchetti DEB e RPM forniti dalla FSFLA non includono alcuna firma compatibile con Secure Boot, e non utilizzano strumenti come bootloader intermedio shim firmati da Microsoft, per scelta etica e politica. La FSFLA ritiene infatti che delegare a un’entità terza (Microsoft) l’autorità di decidere quale software possa essere eseguito sul proprio computer sia una violazione della libertà dell’utente. Di conseguenza, un kernel GNU Linux-libre installato dai repository software ufficiali della FSFLA non può essere avviato con Secure Boot attivo: l’utente deve necessariamente disattivare il Secure Boot nelle impostazioni UEFI.
Alcune distribuzioni completamente libere, come Parabola GNU/Linux-libre, Trisquel, PureOS, Dragora, Hyperbola e Ututo, includono il kernel GNU Linux-libre nei propri repository software ufficiali e possono fornire meccanismi di firma propri. Tuttavia, tali firme sono valide solo all’interno del loro ecosistema. Le distribuzioni generaliste come Debian, Arch Linux e Fedora non includono ufficialmente il kernel GNU Linux-libre nei loro repository software, ma permettono l’installazione tramite repository software comunitari, che comunque non offrono firme compatibili con Secure Boot. Per questo motivo, nella maggior parte dei casi, l’utilizzo del kernel GNU Linux-libre richiede la disattivazione di Secure Boot, salvo configurazioni avanzate in cui l’utente firma manualmente il kernel GNU Linux-libre con una chiave personale registrata tramite MOK (Machine Owner Key).
Ogni nuova versione del kernel GNU Linux-libre segue da vicino lo sviluppo del kernel Linux tradizionale. La nuova versione stabile, il kernel GNU Linux-libre 7.1, è stato rilasciato ieri 15 giugno 2026, come di consueto, subito dopo l’uscita dell’ultimo kernel Linux stabile, ovvero del kernel Linux 7.1 reso disponibile domenica. La versione precedente, il kernel GNU Linux-libre 7.0, era stato rilasciato a metà aprile 2026.
Novità nel kernel GNU Linux-libre 7.1
Il kernel GNU Linux-libre 7.1 introduce numerosi miglioramenti per mantenere la piena compatibilità con il kernel Linux ufficiale, garantendo allo stesso tempo l’assenza totale di componenti non liberi. L’obiettivo principale di questa versione è la pulizia dei nuovi driver e delle modifiche introdotte nel kernel Linux 7.1, così da assicurare un kernel Linux utilizzabile in ambienti che richiedono il 100% di software libero.
Correzioni per il supporto a Rust
Una delle novità più rilevanti è la correzione della compilazione con supporto al linguaggio Rust, un linguaggio moderno che sta assumendo un ruolo crescente nello sviluppo del kernel Linux grazie alle sue caratteristiche di sicurezza e affidabilità. Questa correzione, già integrata anche nella serie 7.0.*-gnu, permette agli sviluppatori di utilizzare Rust per scrivere driver e componenti del kernel Linux in modo più sicuro e verificabile.
Aggiornamenti ai processi di pulizia dei driver
Sono stati migliorati i meccanismi che ripuliscono i driver dai componenti non liberi. Gli interventi hanno riguardato driver come Nova-core, hx9023s, prueth, btmtk, qat_6xxx, amdgpu, m88ds3103, saa7164, r8169, ath12k, mt792x e mt7996, così da impedire il caricamento di firmware o microcodici proprietari.
Pulizia dei nuovi driver e dei devicetree
Sono stati inoltre ripuliti i nuovi driver per:
- il bridge Lontium LT8713SX DP MST
- i chip wireless Realtek 802.11be 8922D
È stata effettuata una pulizia approfondita anche dei nomi dei blob presenti nei file devicetree dei dispositivi SoC Qualcomm. Il devicetree è una struttura dati che descrive l’hardware del sistema, mentre i SoC (System on a Chip) sono circuiti integrati che racchiudono più componenti hardware in un unico chip.
Modifiche al driver rtw89
Sono stati aggiornati gli interventi di pulizia applicati al driver rtw89, necessari dopo la riorganizzazione del codice effettuata nel kernel Linux principale. Questi aggiornamenti garantiscono che il driver continui a funzionare correttamente senza caricare componenti non liberi.
Driver rimossi dal kernel Linux ufficiale
La pulizia dei driver fore200e, acenic, yam, smc91c92_cs e speedfax è stata rimossa perché questi driver sono stati eliminati direttamente dal kernel Linux ufficiale.
Download e Riferimenti
Il kernel GNU Linux-libre 7.1 può essere scaricato in formato tarball compresso dal sito ufficiale del progetto GNU Linux-libre. Questo pacchetto software contiene il codice sorgente completo, utile per chi desidera compilare manualmente il kernel GNU Linux-libre e avere il massimo controllo sul processo di installazione.
Sono inoltre disponibili pacchetti binari precompilati per le principali distribuzioni GNU/Linux:
- Pacchetti DEB per distribuzioni basate su Debian (come Ubuntu e derivate) sul progetto Freesh.
- Pacchetti RPM per distribuzioni basate su Red Hat (come Fedora e CentOS) su RPM Freedom.
Il kernel GNU Linux-libre 7.1 può essere installato su qualsiasi distribuzione GNU/Linux, sia come alternativa al kernel Linux predefinito, sia come sostituzione completa e questi pacchetti software semplificano l’installazione, evitando la necessità di compilare il kernel GNU Linux-libre 7.1 manualmente.
Per garantire un’installazione corretta e sicura, è consigliato consultare la documentazione ufficiale della propria distribuzione oppure le pagine del progetto del kernel GNU Linux-libre.
Per ulteriori dettagli sulle modifiche introdotte, è possibile consultare l’annuncio ufficiale.
Fonte: https://www.fsfla.org/pipermail/linux-libre/2026-June/003663.html
Fonte: https://www.phoronix.com/news/GNU-Linux-Libre-7.1
Fonte: https://9to5linux.com/gnu-linux-libre-7-1-kernel-released-for-software-freedom-lovers
Se vuoi sostenermi, puoi farlo acquistando qualsiasi cosa dai diversi link di affiliazione che ho nel mio sito o partendo da qui oppure alcune di queste distribuzioni GNU/Linux che sono disponibili sul mio negozio online, quelle mancanti possono essere comunque richieste.
Se ti senti generoso, puoi anche donarmi solo 1€ o più se vuoi con PayPal e aiutarmi a continuare a pubblicare più contenuti come questo. Grazie!
Hai dubbi o problemi? Ti aiutiamo noi!
Se vuoi rimanere sempre aggiornato, iscriviti al nostro canale Telegram.Se vuoi ricevere supporto per qualsiasi dubbio o problema, iscriviti alla nostra community Facebook o gruppo Telegram.
Cosa ne pensi? Fateci sapere i vostri pensieri nei commenti qui sotto.
Ti piace quello che leggi? Per favore condividilo con gli altri.
























