Incus 7.0 LTS: rilasciato il gestore di container e macchine virtuali con supporto a lungo termine

Incus è un sistema avanzato per la gestione di container (ambienti isolati che condividono il kernel del sistema operativo ma funzionano come piccoli sistemi indipendenti) e macchine virtuali (sistemi operativi completi eseguiti in modo isolato tramite un hypervisor).
Il progetto nasce come fork (creazione di un nuovo progetto a partire dal codice sorgente di uno già esistente) comunitario di LXD, dopo che Canonical aveva cambiato la politica di gestione del progetto, assumendone il controllo diretto e riducendo significativamente il ruolo della community nello sviluppo e nelle decisioni strategiche.
Incus si propone come una soluzione open source per amministrare in modo unificato sia container di sistema sia macchine virtuali, offrendo una gestione scalabile che può andare da un singolo server (un computer progettato per fornire servizi, risorse o applicazioni ad altri dispositivi) fino a un data center (una struttura che ospita centinaia o migliaia di server, sistemi di rete e dispositivi di archiviazione, tutti dedicati all’elaborazione e alla gestione di grandi quantità di dati).
In questo modo, Incus permette di gestire infrastrutture di qualsiasi dimensione, da piccoli ambienti locali fino a complessi cluster (gruppi coordinati di più server che lavorano insieme come un’unica piattaforma).
Incus è rilasciato sotto licenza Apache 2.0, che consente l’uso, la modifica e la distribuzione libera del codice sorgente, rendendolo adatto sia a utenti privati che a professionisti IT, sviluppatori e aziende che necessitano di un ambiente flessibile e performante per la virtualizzazione.
Il software è disponibile per i principali sistemi operativi GNU/Linux, tra cui Ubuntu, Debian, Fedora, Arch Linux e openSUSE, e può essere installato tramite i repository ufficiali delle distribuzioni che lo includono oppure tramite pacchetti software forniti direttamente dal progetto Incus. Incus non è distribuito tramite Flatpak né AppImage, poiché si tratta di un software di sistema che richiede integrazione profonda con il sistema operativo e privilegi elevati.
Incus si rivolge a un pubblico tecnico, in particolare a chi cerca un’alternativa affidabile e orientata alla community per la gestione di ambienti virtualizzati, sia in contesti di sviluppo che di produzione.
La nuova versione stabile Incus 7.0 LTS è stata rilasciata il 5 maggio 2026 e succede alla serie Incus 6.0 LTS, la prima versione stabile LTS ufficiale dopo il fork di LXD, la cui ultima versione di manutenzione Incus 6.23 è stata rilasciata il 27 marzo 2026. Il ramo Incus 6.0 LTS è ora in fase di supporto limitato, riceverà aggiornamenti di sicurezza fino al 2029. La nuova versione Incus 7.0 LTS garantisce invece supporto e manutenzione fino a giugno 2031, confermandosi come una scelta ideale per chi cerca stabilità a lungo termine.
Novità in Incus 7.0 LTS
Incus 7.0 LTS introduce una serie di miglioramenti significativi che rafforzano la sua posizione come strumento all’avanguardia per la gestione di container e macchine virtuali. Tra le novità principali spicca l’aggiornamento dei requisiti minimi di sistema: il kernel Linux deve essere almeno alla versione 6.12, Go alla 1.25, QEMU alla 8.2, LXC alla 6.0, nftables alla 1.0 e dnsmasq alla 2.90. Anche i componenti opzionali, come Open vSwitch, OVN, ZFS e LVM, richiedono versioni aggiornate per garantire la piena compatibilità con le nuove funzionalità. Inoltre, Incus 7.0 LTS segna la fine del supporto per tecnologie obsolete come CGroup v1 e la gestione del firewall basata su xtables (iptables, ip6tables, ebtables), che sono ora deprecate a favore di soluzioni più moderne e sicure.
Un cambiamento rilevante riguarda la gestione dello storage: MinIO, precedentemente utilizzato come provider come backend per i bucket di storage, è stato sostituito da un listener S3 integrato direttamente in Incus. Questo elimina la dipendenza esterna e semplifica la gestione dei dati, mantenendo al contempo la compatibilità con l’API S3. I bucket di storage esistenti verranno automaticamente convertiti al nuovo formato al primo accesso, senza interruzioni per l’utente. Inoltre, è stata introdotta una nuova azione di spegnimento per ambienti in cluster: tramite l’opzione core.shutdown_action, è possibile configurare un server per spostare il maggior numero possibile di istanze su altri server durante lo spegnimento, invece di arrestarle localmente. Questo miglioramento è particolarmente utile per garantire la continuità del servizio in ambienti ad alta disponibilità.
La gestione dei backup per le macchine virtuali è stata potenziata con l’introduzione di un’API NBD (Network Block Device) a basso livello e di API dedicate alla creazione di dirty bitmap per il tracciamento delle modifiche. Queste funzionalità consentono di ottimizzare i processi di backup e recupero, rendendoli più efficienti e affidabili. Per gli utenti che aggiornano da Incus 6.0 LTS, la versione 7.0 include anche diverse funzionalità introdotte durante il ciclo di sviluppo 6.x, che non erano state retroportate a causa di cambiamenti significativi nel database o nella struttura su disco. Tra queste, spicca il supporto per le immagini OCI (Open Container Initiative), che permette di creare container di applicazioni direttamente da immagini OCI, applicando opzioni di configurazione standard come limiti di risorse e intercettazione delle chiamate di sistema.
La gestione dello storage è stata ulteriormente migliorata con l’introduzione di volumi di storage dipendenti, che possono essere associati direttamente a un’istanza e ne seguono il ciclo di vita attraverso snapshot, migrazioni, backup e eliminazione. Incus 7.0 LTS aggiunge anche il supporto per LINSTOR come opzione di storage remoto, utilizzando la replicazione basata su DRBD, e introduce un driver di storage per TrueNAS, che consente di utilizzare un sistema TrueNAS remoto come pool di storage tramite l’API di TrueNAS e iSCSI.
Dal punto di vista del networking, Incus 7.0 LTS introduce i set di indirizzi di rete, che semplificano la configurazione delle ACL (Access Control List) consentendo il riutilizzo di gruppi di indirizzi IPv4 e IPv6 che gli amministratori possono referenziare direttamente nelle ACL di rete. Questo miglioramento rende la gestione delle regole di accesso più flessibile e scalabile, soprattutto in ambienti complessi con numerose istanze e reti.
Infine, per le implementazioni clusterizzate, Incus 7.0 LTS supporta ora le definizioni di baseline della CPU nei gruppi di cluster. Questa funzionalità consente a Incus di calcolare o definire funzionalità comuni della CPU tra hardware eterogenei, garantendo una maggiore compatibilità e prestazioni ottimali in ambienti con nodi diversi.
Oltre alle funzionalità principali, Incus 7.0 LTS introduce anche:
- la correzione di 9 vulnerabilità di sicurezza (7 di gravità moderata e 2 di gravità bassa).
- miglioramenti alla CLI, con comportamenti più coerenti per comandi come
incus file push/pulleincus image copy --reuse. - nuove project restrictions per i pool di storage.
- l’introduzione dei placement scriptlet, utilizzati per ottimizzare la distribuzione delle istanze nei cluster.
Incus 7.0 LTS è stato rilasciato in contemporanea con LXC 7.0 LTS e LXCFS 7.0 LTS, completando così il ciclo di versioni con supporto a lungo termine (LTS, Long Term Support) per il progetto Linux Containers. Questo significa che tutte e tre le componenti principali del progetto, il gestore di container e macchine virtuali (Incus), il sistema di containerizzazione di basso livello (LXC) e il filesystem virtuale per container (LXCFS), hanno raggiunto una versione stabile che garantirà aggiornamenti, correzioni di sicurezza e manutenzione per un periodo esteso, fino a giugno 2031.
Questo allineamento tra le versioni è particolarmente rilevante per gli utenti che necessitano di un ambiente coerente e affidabile: LXC (Linux Containers) è il motore che gestisce i container a livello di sistema operativo, LXCFS (Linux Containers Filesystem) fornisce un filesystem virtuale che consente ai container di interagire con il sistema host in modo isolato e sicuro, mentre Incus rappresenta l’interfaccia di gestione avanzata che semplifica la creazione, la configurazione e il monitoraggio di container e macchine virtuali. L’aggiornamento simultaneo di queste tre componenti assicura che gli utenti possano beneficiare di un ecosistema integrato, ottimizzato e privo di incompatibilità tra i vari strati dell’infrastruttura.
Download e Riferimenti
Chi desidera provare direttamente la nuova versione può utilizzare la piattaforma online di Incus, che permette di sperimentare l’ambiente in modo pratico senza installare nulla sul proprio sistema.
Incus mette inoltre a disposizione un ampio server pubblico di immagini, accessibile tramite il remote predefinito images: (il remote preconfigurato che punta al server pubblico di immagini Incus/LXC) o tramite il sito dedicato. Questo servizio fornisce immagini aggiornate e testate automaticamente per numerose distribuzioni GNU/Linux e sistemi operativi, sia in formato container sia come immagini per VM. Le immagini vengono generate tramite distrobuilder (lo strumento ufficiale che genera automaticamente le immagini dei container e delle VM per Incus/LXC), sottoposte a test funzionali di base e pubblicate con una politica di conservazione che consente di recuperare versioni recenti in caso di regressioni o necessità di debug.
Per chi scarica Incus direttamente da GitHub, ogni pagina di versione include una sezione Assets, che contiene diversi file utili per l’installazione, la distribuzione e la verifica dell’integrità del software. In genere, questi file includono:
- Archivi binari precompilati (
incus_<version>_linux_amd64.tar.gz, ecc.): Contengono i binari di Incus già compilati per varie architetture (amd64, arm64, s390x…). Sono utili per installazioni manuali o ambienti personalizzati. - Pacchetti per distribuzioni specifiche (quando disponibili): Ad esempio
.deb,.rpmo altri formati, pensati per integrazioni dirette con i gestori di pacchetti. - File di checksum (
SHA256SUMS): Permettono di verificare l’integrità dei file scaricati confrontando l’hash SHA-256. - File di firma GPG (
SHA256SUMS.asc): Consentono di verificare l’autenticità dei file e la firma del maintainer tramite GPG, garantendo che non siano stati manomessi. - Sorgenti del progetto (
source.tar.gzo simili): Utili per chi desidera compilare Incus direttamente dal codice sorgente o analizzarne l’implementazione.
Questi asset rappresentano un riferimento importante per amministratori di sistema, sviluppatori e utenti avanzati che necessitano di installazioni personalizzate, verifiche di sicurezza o integrazioni in pipeline CI/CD.
Inoltre, Incus è disponibile nei repository software delle principali distribuzioni GNU/Linux, facilitando così l’installazione e l’aggiornamento tramite i normali strumenti di gestione dei pacchetti software della propria distribuzione. Per informazioni aggiornate sui metodi di installazione, è possibile fare riferimento alla pagina ufficiale dedicata all’installazione.
Per approfondire tutte le novità introdotte in Incus 7.0, è possibile consultare sia l’annuncio ufficiale di rilascio sia il changelog (registro delle modifiche) completo, che riportano nel dettaglio tutte le modifiche, le correzioni e le nuove funzionalità.
Fonte: https://discuss.linuxcontainers.org/t/incus-7-0-lts-has-been-released/26641
Fonte: https://github.com/lxc/incus/releases/tag/v7.0.0
Fonte: https://linuxiac.com/incus-7-0-lts-container-and-virtual-machine-manager-released/
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