TAPE MARK 1, Nanni Balestrini: ricerca e ricostruzione storica

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Qualche anno fa la nostra biblioteca ha acquisito due libri che hanno sollevato il nostro interesse: “Computer Graphics – Computer Art” di Herbert W. Franke e “Tre Secoli di Elaborazione Dati” prodotto dalla IBM e a cura di  Roberto De Pra. In entrambi i testi viene citato un singolare esperimento letterario avvenuto piu’ di 50 anni fa a Milano.

Nel 1961 Nanni Balestrini, all’epoca ai suoi esordi letterari, penso’ di utilizzare un computer per ricombinare in modi nuovi ed imprevisti dei pezzi di differenti poesie di altri autori, generando cosi’ un flusso di versi nuovi e sempre diversi. A questo evento, che ha avuto luogo nel Dicembre del 1961 nei sotterranei della Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde, in Via Verdi a Milano, assistettero anche Umberto Eco e il musicista Luciano Berio.

In base ad un algoritmo, pensato dallo stesso Balestrini, che mescola tra loro le frasi in base a regole stabilite e a fattori casuali, l’elaboratore genero’ un lungo tabulato di stampa da cui il Poeta seleziono’ alcuni versi particolarmente significativi. Il nome della nuova poesia venne preso dal nome di uno dei nastri magnetici del computer IBM 7070, utilizzato come memoria di massa durante l’esperimento.

Questo genere di commistione tra scienza e arte ci ha sempre affascinato, e pensiamo che il compito di un museo di informatica sia quello di andare oltre la semplice conservazione di dispositivi elettronici per addentrarsi nelle pratiche umane che hanno accompagnato l’evoluzione della societa’ dell’informazione. Inoltre, ci e’ sempre piaciuto il lavoro di Nanni Balestrini e siamo rimasti colpiti dal fatto che questo esperimento e’ stato realizzato 15 anni prima della cosiddetta rivoluzione informatica, in un periodo in cui i calcolatori erano pochissimi in tutta Italia, e quasi 10 anni prima della diffusione del termine “Computer Art” (Cybernetic Serendipity, 1968).

All’epoca dei fatti, il centro di elaborazione dati della banca, appena inaugurato, disponeva di un sistema IBM 7070 collegato a 14 unita’ a nastro magnetico 729/II, e 2 sistemi IBM 1401. Originariamente Balestrini, con l’aiuto dell’Ingegnere IBM Alberto Nobis, trasformo’ le regole di combinazione da lui stilate in un  diagramma di flusso, dal quale si passo’ alla “minutazione”, cioe’ alla trasformazione in istruzioni in linguaggo simbolico “autocoder” su 322 schede perforate. L’elaboratore, leggendo le schede, converti’ il tutto in 1200 istruzioni di codice macchina. Successivamente venne preparato un nastro magnetico contenente il programma da eseguire ed i dati su cui operare (tre frammenti di testi pre-esistenti scelti per la combinazione: Diario di Hiroshima, di Michihito Hachiya; Il mistero dell’ascensore, di Paul Godwin; Tao Te Ching, di Lao Tse).

A questo punto entra in gioco l’elaboratore, che non fa altro che prendere parti di questi poemi, scriverle in locazioni di memoria temporanee, spostarle su nastri magnetici, rileggerne altre parti, ricombinarle tra loro, riscriverle su nastri magnetici, e cosi’ via, al ritmo di 6 minuti per ogni strofa fino al risultato finale, stampato al ritmo di 600 righe al minuto su decine di metri di carta.

Dall’intero stampato Balestrini ha individuato un frammento di 6 strofe consecutive particolarmente interessanti.

L’intero processo si trova dettagliatamente documentato, insieme al risultato finale, sulla pubblicazione “Almanacco Letterario Bompiani 1962 – le applicazioni dei calcolatori elettronici alle scienze morali e alla letteratura”. Nella nostra (limitata) esperienza di lettori, non abbiamo memoria di un altro elaborato poetico pubblicato insieme a una dissezione cosi’ minuziosa della tecnica utilizzata per realizzarlo. Cio’ tuttavia non ci stupisce nel caso di Nanni Balestrini, da sempre interessato agli aspetti piu’ formali della composizione e affascinato dalla impossibile missione di eliminare l’autore dal processo creativo. Dopo piu’ di 50 anni di produzione letteraria, Balestrini continua a vantare il primato, come ebbe a dire Umberto Eco, di essere l’unico scrittore “che di suo non ha mai scritto una sola parola”: ciascuno dei suoi lavori consiste di un collage di testi estratti da altre pubblicazioni o “sbobinati” da conversazioni orali.

Tornando a noi, la nostra prima idea e’ stata quella di ricostruire il programma in modo da poter riprodurre questo esperimento su un moderno computer. La scelta e’ stata quella di scrivere da zero un programma che seguisse fedelmente le 4 regole di combinazione definite dall’Autore; infatti, tutti i dettagli di implementazione, dal diagramma di flusso in poi, sono strettamente legati all’hardware ed al funzionamento dell’IBM 7070. Pertanto il nostro programma (scritto da Emiliano “fanfani” Russo del MIAI nell’autunno del 2014) e’ stato realizzato in Python.

Date le differenze nell’implementazione dei programmi, ci siamo chiesti se questo genere di ricostruzione fosse legittima, ovvero riproducesse fedelmente il programma e l’idea originale. Da questi ed altri dubbi, e dietro suggerimento di Federico Bonelli  (MusIF / Dyne.org), e’ nata l’intenzione di intervistare il Poeta in modo da raccogliere la sua testimonianza su quello storico evento e chiarire alcuni dubbi sull’intera operazione di ricostruzione da noi effettuata.

Uno su tutti: qual’e’ l’opera? L’evento del 1961? Il software originale? La poesia scelta da metri e metri di tabulato? L’intero tabulato? Le 4 regole combinatorie e i dati di partenza? Tutto questo insieme?

Grazie a Franco Piperno, professore di Fisica all’Universita’ di Cosenza e storico leader di “Potere Operaio“, organizzazione nella quale militava anche Nanni Balestrini, siamo riusciti a stabilire un contatto ed a girare una video intervista, nella quale il Poeta ripercorre lo storico evento e le idee che lo hanno spinto a realizzarlo, la sua carriera, molti aneddoti interessanti e chiarisce i nostri dubbi, descrivendo la nostra ricostruzione con la metafora di uno spettacolo teatrale: il programma e’ il copione, e l’evento del 1961 e’ una sua messa in scena, cosi’ come la nostra.

A distanza di un anno, dopo le prime fasi di editing della video intervista, abbiamo incontrato nuovamente Balestrini per mostrargli una prima versione del girato ed informarlo dell’impossibilita’ di reperire i materiali originali (tabulati, schede perforate, nastri magnetici, immagini di archivio) presso gli Archivi di Bompiani, IBM e Fondazione Cariplo e dei nostri infruttuosi tentativi rintracciare l’ing. Alberto Nobis.

In occasione di questo incontro, abbiamo pensato di fargli un regalo: un piccolo box/TV di legno che, all’accensione, riproduce su un tubo catodico in bianco e nero le poesie generate dal nostro software. L’oggetto, realizzato da Emiliano Russo del MIAI, Gabriele Zaverio del MusIF e da Vittorio Bellanich, gli e’ piaciuto cosi’ tanto che ci ha immediatamente proposto di esporlo nella sua mostra personale presso lo ZKM di Karlsruhe, curata da Margit Rosen, dove ci troviamo in questo momento 🙂

Il pezzo si trova esposto di fronte ad una seconda ricostruzione software, realizzata da Daniel Heiss in collaborazione con Margit Rosen; si tratta di una videoproiezione su parete bianca con la continua generazione di TAPE MARK 1 (tradotto in tedesco). di fronte alla parete, si trova esposto il nostro schermo, che riproduce invece la poesia nella sua lingua originale, l’italiano. L’effetto scenico e’ quello di due installazioni che si parlano tra loro.

Il nostro software e’ pubblicato qui: https://github.com/fanfani/TAPE-MARK-1

La video intervista a Nanni Balestrini si trova qui: https://www.youtube.com/watch?v=8i7uFCK7G0o, in italiano con sottotitoli in inglese.

Un breve video sulla realizzazione del nostro prototipo TAPE MARK 1:

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