antiX 26.1 “Stephen Kapos”: la distribuzione GNU/Linux leggera senza systemd si aggiorna

antiX

antiX è una distribuzione GNU/Linux estremamente leggera e veloce, progettata per garantire un sistema stabile e altamente personalizzabile anche su computer molto datati.

antiX nasce nel 2007 come progetto avviato dallo sviluppatore britannico Paul Banham noto alla comunità GNU/Linux con lo pseudonimo di “anticapitalista” (non è un errore di traduzione ma proprio così e si definisce di sinistra e “orgogliosamente antifascista”) che vive e lavora da molti anni a Salonicco, in Grecia. antiX si sviluppa come una derivata minimale di MEPIS (nello specifico di SimplyMEPIS) e inizialmente prese il nome di “flepis” (abbreviazione di Fluxbox MEPIS). Il 9 luglio 2007, la prima versione ufficiale antiX 6.5 “Spartacus” fu rilasciata e questo può essere considerato il punto di partenza in cui il nome antiX iniziò ad essere utilizzato ufficialmente.

Una spiegazione storica e comunitaria del nome antiX lo fa derivare da una combinazione di diversi fattori: da un lato, è un gioco di parole con “antics” (termine inglese che indica scherzi o comportamenti bizzarri) e “antiques” (che si riferisce a vecchi computer), dall’altro lato, “anti” è anche il soprannome del fondatore del progetto. anticapitalista è tuttora il fondatore, principale sviluppatore e maintainer della distribuzione, e continua a coordinare i lavori firmando gli annunci ufficiali con il supporto della comunità.

Nel corso degli anni antiX ha mantenuto una forte identità autonoma e uno spirito dichiaratamente antifascista, sviluppando un ecosistema di strumenti propri e una comunità di riferimento; gli sviluppatori di antiX collaborano inoltre strettamente con quelli di MX Linux, distribuzione nata dallo stesso ambiente.

antiX si distingue per una filosofia orientata alla semplicità, alla trasparenza e al controllo totale del sistema, evitando componenti complessi come systemd e le sue librerie (libsystemd0), e il demone elogind (che fornisce la gestione delle sessioni utente) con le sue librerie (libelogind0). Inoltre antiX utilizza eudev, la versione gestita dalla comunità del componente incaricato di riconoscere e configurare le periferiche che sostituisce systemd-udev, ovvero il sottoprogetto udev di systemd. Queste scelte permettono di mantenere un sistema particolarmente snello e facilmente amministrabile, ideale per chi desidera un ambiente moderno ma coerente con i principi tradizionali dei sistemi Unix.

Per la gestione dell’avvio e dei servizi di sistema, antiX utilizza runit come sistema di init predefinito. runit è noto per la sua struttura semplice e per l’avvio molto rapido dei servizi. In alternativa sono attualmente disponibili sysVinit, il sistema di init storico utilizzato per decenni in molte distribuzioni GNU/Linux, oltre ai meno conosciuti dinit, s6-rc e s6-66. L’assenza di elogind rende problematico l’uso di Flatpak, mentre la dipendenza di Snap da systemd ne rende incompatibile l’utilizzo su antiX. Per questo motivo antiX privilegia applicazioni native, leggere e perfettamente integrate con l’ambiente, evitando livelli di astrazione aggiuntivi che aumenterebbero il consumo di risorse.

La distribuzione è oggi disponibile in 2 edizioni principali, pensate per soddisfare esigenze diverse senza rinunciare alla leggerezza che caratterizza antiX. La versione Full offre un ambiente completo e immediatamente utilizzabile, mentre la versione Core fornisce solo gli elementi essenziali del sistema, lasciando all’utente la possibilità di costruire un ambiente personalizzato secondo le proprie necessità. Entrambe le edizioni sono fornite sia per sistemi a 32 bit sia per 64 bit, una caratteristica sempre più rara nel panorama delle distribuzioni GNU/Linux moderne. Fino alla precedente versione stabile, antiX 23, il progetto offriva 4 varianti distinte (Full, Base, Core e Net), ma con antiX 26 gli sviluppatori hanno scelto di semplificare l’offerta concentrandosi sulle 2 edizioni principali, così da garantire un’esperienza più coerente e una manutenzione più efficiente.

antiX non include un ambiente desktop completo (DE, Desktop Environment, ovvero l’insieme di interfaccia grafica, pannello e applicazioni integrate che caratterizza GNOME o KDE Plasma), ma punta su gestori di finestre (WM, Window Manager), programmi molto più leggeri che si limitano a disegnare e organizzare le finestre sullo schermo. Il predefinito è IceWM, affiancato da Fluxbox, JWM (Joe’s Window Manager) e herbstluftwm, un gestore di tipo tiling: invece di sovrapporre le finestre una sopra l’altra come nei gestori tradizionali, le affianca automaticamente disponendole come tessere di una scacchiera, sfruttando al meglio lo spazio disponibile senza ricorrere al mouse. Per chi preferisce lo stile classico esiste anche wingrid-antix, lo strumento interno che trasforma i gestori a finestre sovrapposte in gestori a tessere.

Nonostante la sua leggerezza, la distribuzione GNU/Linux integra strumenti dedicati come antiX Control Centre, Live USB Maker e gli strumenti di remastering, che consentono di creare versioni personalizzate del sistema e di gestire con facilità molte operazioni di configurazione. Questa combinazione di semplicità, efficienza e strumenti dedicati rende antiX particolarmente adatta sia a utenti esperti sia a chi desidera un sistema essenziale ma completo.

Grazie al suo consumo estremamente ridotto di risorse e alla totale assenza di systemd, antiX rappresenta una scelta ideale per chi vuole ridare vita a vecchi computer, per chi preferisce un sistema essenziale e facilmente controllabile o per chi cerca una distribuzione GNU/Linux moderna ma coerente con un approccio tradizionale. Questa impostazione rende antiX particolarmente apprezzata da utenti esperti, appassionati di minimalismo e da chi desidera un sistema stabile, veloce e privo di componenti invasivi.

La nuova versione stabile antiX 26.1 è stata rilasciata il 29 settembre 2026 con il nome in codice “Stephen Kapos“. Si tratta di un aggiornamento di manutenzione della serie 26, il cui primo rilascio, antiX 26, risale al 21 marzo 2026. Entrambe le versioni sono basate su Debian 13 “Trixie”, l’attuale ramo stabile della distribuzione Debian da cui antiX eredita la base di pacchetti software. Prima di questa nuova serie, il progetto ha attraversato una fase di sviluppo con le versioni di test identificate come antiX 24 e antiX 25, che non hanno raggiunto lo stato di versione stabile. L’ultima versione stabile precedente ad antiX 26 era infatti antiX 23, basata su Debian 12 “Bookworm”.

Novità in antiX 26.1 (Stephen Kapos)

antiX 26.1 è un aggiornamento di manutenzione, pensato per correggere gli errori (bug, ovvero difetti di programmazione) segnalati dagli utenti dopo il rilascio di antiX 26 e per aggiornare il kernel Linux.

Kernel Linux aggiornati

La novità più visibile riguarda il kernel Linux, antiX 26.1 include il kernel Linux 5.10.256 personalizzato, appartenente alla serie con supporto a lungo termine (LTS, Long Term Support), disponibile per tutte le edizioni, mentre l’edizione Full a 64 bit utilizza il più recente kernel Linux 6.6.139 personalizzato. Rispetto ad antiX 26, che montava rispettivamente le versioni 5.10.240 e 6.6.119, si tratta di aggiornamenti minimi che portano correzioni di sicurezza e miglioramenti alla stabilità, mantenendo inalterata l’impostazione di personalizzare il kernel Linux per ottimizzarlo sui computer meno potenti.

Correzioni di errori

Il cuore della versione è la risoluzione dei bug individuati dalla comunità nei mesi successivi al lancio della serie 26. Gli sviluppatori ringraziano in modo esplicito i collaboratori e i membri del forum che hanno segnalato e corretto i difetti, oltre ai responsabili del sito e del forum, mantenuti attivi nonostante i ripetuti attacchi subiti. Resta tuttavia un problema noto e non ancora del tutto risolto: alcuni mouse Bluetooth potrebbero non essere riconosciuti correttamente al momento dell’accensione. Chi possiede questa periferica è invitato a segnalare il proprio caso sul forum, contribuendo al perfezionamento della distribuzione.

5 sistemi di init a scelta

Confermata la caratteristica più originale della serie 26: la presenza di 5 sistemi di init tra cui scegliere. Il sistema di init è il primo processo avviato dal kernel Linux e ha il compito di lanciare e supervisionare tutti gli altri servizi del sistema. Accanto al predefinito runit, apprezzato per la semplicità e la rapidità, sono disponibili sysVinit (il sistema tradizionale storico dei sistemi Unix), dinit, s6-rc e s6-66. Nessuna di queste alternative richiede systemd, il quale non è nemmeno installabile come dipendenza: le librerie che abitualmente lo richiamano sono state rimosse o sostituite. Il merito dell’integrazione dei diversi sistemi di init è attribuito dagli sviluppatori al collaboratore ProwlerGR, che ha anche realizzato il meccanismo sperimentale turnstile, ideato per semplificare la gestione e la selezione del sistema di init.

Software incluso

L’edizione Full offre una dotazione completa per l’uso quotidiano. Per la produttività troviamo LibreOffice 25.2.3, la suite per ufficio per scrivere testi, fogli di calcolo e presentazioni; la navigazione è affidata a Firefox ESR 140.16, la versione del browser a supporto prolungato (ESR, Extended Support Release) che riceve aggiornamenti di sicurezza con cadenza stabile; la posta elettronica è gestita da Claws Mail 4.3.1, client di posta leggero e ricco di funzioni. La stampa è garantita da CUPS 2.4.10 (Common Unix Printing System), il sistema standard dei sistemi Unix per la gestione delle stampanti.

Non manca il settore multimediale: i video possono essere riprodotti con Celluloid 0.28, MPV 0.40 e Xine, mentre per l’audio sono inclusi XMMS e, per i contenuti in rete, gtk-pipe-viewer, che permette di guardare i video di YouTube senza aprire il browser, con vantaggi evidenti in termini di risorse e riservatezza. La lettura dei documenti PDF è coperta da Evince. Sul fronte audio di sistema, l’edizione Full a 64 bit adotta PipeWire con WirePlumber, l’infrastruttura moderna per la gestione dei flussi audio e video, mentre la versione a 32 bit resta sul più essenziale ALSA (Advanced Linux Sound Architecture), il sottosistema audio storico del kernel Linux.

Per l’organizzazione dei file sono disponibili 3 gestori: zzzFM, ROX-Filer e mc (Midnight Commander), quest’ultimo a riga di comando. L’editing di testi è coperto da Geany, ambiente di sviluppo leggero, e da Leafpad. Completano il quadro numerosi strumenti di sistema e diverse utility per le attività quotidiane:

  • iso-snapshot e i programmi di remaster, per creare copie personalizzate o salvare il sistema installato in un’immagine avviabile;
  • bootrepair, per riparare l’avvio del sistema;
  • Centro di controllo antiX, che raccoglie in un’unica interfaccia tutte le operazioni più comuni;
  • Package Installer, il gestore pacchetti della distribuzione;
  • Repo Manager, per la gestione dei repository software;
  • User Manager, per l’amministrazione degli account utente;
  • Network Assistant, per la configurazione della connettività;
  • ddm-mx, per l’installazione dei driver NVIDIA;
  • luckybackup, per le copie di sicurezza;
  • simple-scan e Xsane, per la digitalizzazione di documenti;
  • transmission-gtk, per il download di torrent;
  • Xfburn, per la masterizzazione di CD e DVD;
  • connectshares-antix, per l’accesso alle cartelle di rete condivise;
  • droopy-antix, per il trasferimento di file via rete;
  • hexchat, per la chat;
  • mirage, per la visualizzazione di immagini;
  • cherrytree, per prendere appunti;
  • meld, per confrontare e unire file di testo.

Menu e Centro di controllo riorganizzati

Il lavoro di rifinitura ha coinvolto anche l’interfaccia: il menu applicazioni è stato riorganizzato con una struttura più ordinata e logica, e nel Centro di controllo sono state aggiunte nuove voci, così da raggiungere più rapidamente gli strumenti di configurazione del sistema. Il miglioramento è stato curato dal collaboratore Robin, citato con riconoscenza nell’annuncio ufficiale.

Applicazioni dedicate antiX potenziate

Molte applicazioni sviluppate internamente dal progetto sono state affinate:

  • antiX TV e antiX Radio, ricevitori di televisione e radio in streaming basati su MPV;
  • Finder, uno script di ricerca universale capace di individuare file, applicazioni installate e contenuti sul web;
  • il gestore delle condivisioni SAMBA, integrato nel Centro di controllo;
  • il selettore dell’equalizzatore audio di PipeWire, con il profilo Easyeffects;
  • lo strumento che consente di modificare la colorazione acustica dell’uscita audio.

A queste si aggiungono le applicazioni a riga di comando per chi lavora nel terminale:

  • gli editor nano e vim-tiny;
  • il lettore di notizie newsboat;
  • il client di chat irssi;
  • il riproduttore audio mocp;
  • il lettore video mpv;
  • il gestore di torrent rtorrent;
  • il programma di masterizzazione cdw;
  • Chroot Rescue Scan, uno strumento di ripristino che permette di accedere a un sistema danneggiato ed eseguire riparazioni da ambiente isolato.

I repository software offrono infine alcune applicazioni interne pensate per l’assistenza remota:

  • 1-to-1-voice-antix, per le conversazioni vocali cifrate tra 2 computer;
  • 1-to-1-assistance-antix, per il controllo a distanza in cambio di aiuto;
  • ssh-conduit, per l’accesso a risorse remote tramite connessione cifrata SSH (Secure SHell).

Download e Riferimenti

antiX 26.1 è disponibile per il download dalla pagina ufficiale del sito del progetto o tramite i mirror alternativi, tra cui il progetto su SourceForge. Si scarica in 2 edizioni: la Full, di circa 2 GB, che contiene già tutto il software descritto ed è pronta all’uso dopo l’installazione, e la Core, di circa 660 MB, pensata per chi preferisce costruire un sistema minimale installando solo ciò che serve. Ogni edizione è disponibile per architetture 64 bit e 32 bit, un requisito decisivo per il pubblico storico della distribuzione, che conta molti computer non più supportati altrove.

Prima di creare la chiavetta USB o il DVD di installazione è consigliabile verificare l’integrità del file scaricato controllando la somma di controllo pubblicata accanto al download, per accertarsi che l’immagine non sia danneggiata o alterata.

Chi utilizza già antiX 26 non ha bisogno di scaricare nuovamente le immagini né di reinstallare: le correzioni e i kernel Linux aggiornati arrivano tramite i normali aggiornamenti di sistema dai repository software, perciò è sufficiente applicare gli aggiornamenti come di consueto. La reinstallazione completa è necessaria solo a chi arriva da una versione precedente alla serie 26.

Riferimenti Ufficiali

L’annuncio ufficiale di antiX 26.1, pubblicato da anticapitalista, descrive in dettaglio tutto il contenuto della versione ed è la fonte primaria per ogni approfondimento.

Il sito del progetto raccoglie documentazione, sezioni di download e le pagine dedicate alle versioni precedenti della distribuzione, mentre il forum ufficiale è il punto di riferimento per il supporto tecnico, la segnalazione di eventuali problemi, come quello dei mouse Bluetooth, e la partecipazione alla comunità che contribuisce allo sviluppo quotidiano della distribuzione.

Fonte: https://antixlinux.com/
Fonte: https://en.wikipedia.org/wiki/AntiX
Fonte: https://antixlinux.com/antix-26-1-released/
Fonte: https://linuxiac.com/antix-26-1-released-as-a-debian-13-based-systemd-free-linux/
Fonte: https://9to5linux.com/debian-based-and-systemd-free-antix-linux-26-1-released-with-updated-kernels

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