Barcellona è la prima città al mondo a seguire i principi open source delle Nazioni Unite

Barcellona è la prima città al mondo a seguire i principi open source delle Nazioni Unite

La recente evoluzione del dibattito sulla Sovranità Digitale in Europa trova un punto di svolta significativo in una notizia che ha attirato l’attenzione delle comunità che si occupano di Software Libero e tecnologie aperte. La città di Barcellona è infatti la prima al mondo ad aver adottato ufficialmente i principi open‑source delle Nazioni Unite, come riportato dall’Osservatorio Europeo per l’Open‑Source (OSOR) in un approfondimento dedicato disponibile sul portale Interoperable Europe.

L’adozione è stata formalizzata durante la Barcelona Open Tech Week del novembre 2025 e rappresenta il consolidamento di un percorso iniziato da tempo, volto a ridurre la dipendenza dalle grandi aziende tecnologiche e a restituire alla collettività il controllo sugli strumenti digitali. La notizia è stata confermata anche dal sito ufficiale del Comune di Barcellona, che sottolinea come l’obiettivo principale sia mettere la tecnologia nelle mani dei cittadini e promuovere soluzioni aperte, sicure e sostenibili.

Negli ultimi anni Barcellona ha introdotto numerose iniziative basate su software aperto all’interno dell’amministrazione pubblica. I siti istituzionali utilizzano il CMS Drupal, una piattaforma completamente open‑source; la partecipazione civica è gestita tramite Decidim, progettato per assicurare trasparenza e coinvolgimento; mentre la gestione dei dati provenienti dai sensori urbani è affidata a Sentilo, un sistema aperto pensato per le infrastrutture delle smart city. Questi strumenti dimostrano come l’adozione dell’open‑source non sia un semplice orientamento teorico, ma una scelta operativa che incide concretamente sull’organizzazione dei servizi pubblici. Anche la stampa internazionale specializzata, come Cities Today, ha evidenziato il ruolo pionieristico della città in questo ambito.

I principi open‑source delle Nazioni Unite costituiscono il quadro di riferimento che ha guidato questa decisione. Si tratta di linee guida che promuovono l’apertura del codice come impostazione predefinita, la collaborazione con le comunità, la progettazione sicura fin dalle prime fasi, l’inclusività nei processi partecipativi, la riusabilità del software, la produzione di documentazione completa, il sostegno alle comunità di sviluppo e la capacità di mantenere e far crescere le soluzioni nel tempo. L’obiettivo è creare un ecosistema tecnologico che favorisca la condivisione, eviti duplicazioni e renda più efficiente l’uso delle risorse pubbliche.

Secondo quanto riportato da OSOR, Barcellona è la prima città ad aver applicato l’intero modello ai propri sistemi informativi, dimostrando che un’amministrazione può adottare un approccio aperto e collaborativo anche su larga scala. Questo risultato assume particolare rilevanza in un contesto in cui molte istituzioni sono ancora vincolate da soluzioni proprietarie che limitano la flessibilità e aumentano i costi di gestione.

Il traguardo principale è evitare il vendor lock‑in (cioè la dipendenza forzata da un unico fornitore), ridurre la dipendenza dai big tech (le grandi aziende tecnologiche internazionali) e garantire sostenibilità e scalabilità ai progetti pubblici. In questo modo la tecnologia diventa un’infrastruttura condivisa, controllabile e adattabile, invece di un servizio chiuso gestito da un unico fornitore.

Barcellona svolge inoltre un ruolo centrale nella Cities Coalition for Digital Rights, una rete internazionale composta da 60 città impegnate nella tutela dei diritti digitali dei cittadini. Questo impegno conferma la volontà della città di proporsi come modello per altre amministrazioni che intendono adottare politiche tecnologiche aperte e orientate al bene comune.

Tra le città italiane che partecipano alla rete figurano Milano, Torino e Roma, un segnale incoraggiante per chi auspica una maggiore diffusione di pratiche basate su software aperto e principi di trasparenza nella gestione dei servizi pubblici.

Fonte: https://www.barcelona.cat/infobarcelona/es/tema/ciencia/barcelona-primera-ciudad-del-mundo-a-firmar-los-principios-de-codigo-abierto-de-la-onu_1566972.html
Fonte: https://interoperable-europe.ec.europa.eu/collection/open-source-observatory-osor/news/barcelona-first-city-globally-adopt-un-open-source-principles
Fonte: https://citiesfordigitalrights.org/
Fonte: https://canodrom.barcelona/ca/opentechweek
Fonte: https://cities-today.com/barcelona-backs-new-global-open-source-principles/
Fonte: https://unite.un.org/en/news/osi-first-endorse-united-nations-open-source-principles

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