Rilasciato Podman 5.8: migrazione automatica a SQLite e altre novità

Podman

Podman è un motore di containerizzazione open source sviluppato da Red Hat e rappresenta oggi una delle alternative più solide a Docker per chi desidera un ambiente senza daemon, cioè privo di processi in background costantemente attivi. Il progetto è pienamente compatibile con gli standard OCI, sigla che indica la Open Container Initiative, un insieme di specifiche aperte pensate per garantire interoperabilità tra strumenti di containerizzazione diversi.

Nato nel 2018 con l’obiettivo di semplificare la gestione di container (ambienti isolati che eseguono applicazioni in modo indipendente dal sistema operativo), pod (gruppi di container che lavorano insieme condividendo risorse), e immagini (modelli preconfigurati da cui vengono creati i container) all’interno delle distribuzioni GNU/Linux, Podman si è evoluto rapidamente fino a supportare anche macOS e Windows attraverso l’uso di macchine virtuali. Questa crescita lo ha reso una scelta sempre più apprezzata da sviluppatori, professionisti DevOps (figure che uniscono competenze di sviluppo e amministrazione dei sistemi per automatizzare e ottimizzare i processi) e aziende che necessitano di un ambiente di containerizzazione sicuro, leggero e flessibile, senza rinunciare alla compatibilità con gli strumenti più diffusi.

L’applicazione è distribuita con licenza Apache 2.0 e si rivolge a un pubblico molto ampio: dagli utenti che desiderano sperimentare con i container, agli amministratori di sistema che gestiscono ambienti basati su Kubernetes, fino agli sviluppatori che cercano un’alternativa a Docker senza dover modificare i propri flussi di lavoro.

Podman è disponibile nativamente su tutte le principali distribuzioni GNU/Linux, tra cui Ubuntu, Fedora, Debian, RHEL, CentOS e Arch Linux. Grazie allo strumento podman machine, può essere utilizzato anche su macOS e Windows, rendendolo una soluzione realmente multipiattaforma.

Novità in Podman 5.8

Podman 5.8, rilasciato il 12 febbraio 2026, introduce miglioramenti rilevanti nella gestione dei database, nell’integrazione con systemd attraverso Quadlet e nell’ottimizzazione delle prestazioni complessive. Questi avanzamenti preparano il terreno alla futura versione principale, Podman 6.0, che punta a consolidare ulteriormente stabilità e funzionalità. La nuova versione concentra gli sforzi su tre aspetti fondamentali: la migrazione automatica dei database, il supporto potenziato per Quadlet e un lavoro mirato sull’efficienza del sistema. Di seguito vengono illustrate le novità più significative.

Migrazione automatica da BoltDB a SQLite

In preparazione alla rimozione definitiva di BoltDB prevista per Podman 6.0 (maggio 2026), la versione 5.8 introduce un meccanismo di migrazione automatica dei database esistenti verso SQLite. Questo processo avviene durante il riavvio del sistema, ma in caso di fallimento è possibile eseguire manualmente la migrazione tramite il comando podman system migrate --migrate-db. SQLite offre maggiore affidabilità e prestazioni, oltre a una gestione più efficiente dei dati, soprattutto in ambienti con un elevato numero di container e immagini.

Installazione multi-file per Quadlet

Quadlet, il ponte tra Podman e systemd, riceve un aggiornamento significativo. Il comando:

podman quadlet install

ora supporta file contenenti più definizioni Quadlet, separate da 3 trattini (---) e contrassegnate da un’intestazione:

# FileName=<nome>

Questo permette di installare più configurazioni contemporaneamente, semplificando la gestione di ambienti complessi. Inoltre, i file .container di Quadlet ora supportano una nuova chiave AppArmor, che consente di impostare direttamente il profilo di sicurezza di un container.

Nuove API REST per Quadlet

Sono state aggiunte nuovi endpoint API REST per la gestione di Quadlet, tra cui:

  • GET /libpod/quadlets/{name}/file
  • GET /libpod/quadlets/{name}/exists
  • POST /libpod/quadlets
  • DELETE /libpod/quadlets
  • DELETE /libpod/quadlets/{name}

Queste API permettono di interagire programmaticamente con le configurazioni Quadlet, aprendo nuove possibilità per l’automazione e l’integrazione con altri strumenti DevOps.

Ottimizzazioni runtime e prestazioni

  • Il comando podman update ora include l’opzione --ulimit per modificare i limiti di risorse (ulimit) dei container in esecuzione.
  • Il comando podman exec introduce il flag --no-session, che disattiva il tracciamento della sessione, accelerando l’avvio e l’esecuzione dei comandi all’interno dei container.
  • Le operazioni con podman machine sono ora più veloci: quando si utilizza podman artifact add su una macchina virtuale e il percorso sorgente è condiviso, Podman carica direttamente il file dal filesystem della VM, evitando il passaggio tramite l’API REST e migliorando le prestazioni.

Miglioramenti per Kubernetes e affidabilità

  • La gestione degli healthcheck è stata raffinata, risolvendo problemi come l’esecuzione prematura quando è impostato initialDelaySeconds e i fallimenti causati dai limiti di rate di systemd.
  • Il comando podman kube play ora gestisce correttamente i file Pod YAML privi del campo image e ordina correttamente le variabili tra envFrom e env.
  • Sono stati risolti bug relativi a --pull=newer, all’autenticazione degli artifact tramite --authfile, ai percorsi Windows sotto Hyper-V e alla segnalazione dei percorsi di mount dei volumi con driver plugin.

Precisione e correttezza delle API

Le API di Podman ora forniscono timestamp con precisione al nanosecondo nei log dei container, gestiscono correttamente i comandi di healthcheck con argomenti spaziati nell’endpoint Compat Create e hanno corretto il nome dell’endpoint per la rimozione dei Secret.

Riferimenti e download

Podman 5.8 non viene distribuito direttamente come pacchetto software precompilato per le principali distribuzioni GNU/Linux tramite la pagina dei rilasci, ma attraverso i repository software ufficiali di ciascuna distribuzione. Per questo motivo, chi utilizza una distribuzione GNU/Linux dovrebbe fare riferimento alla documentazione ufficiale di installazione di Podman, che contiene le istruzioni specifiche per Ubuntu, Fedora, Debian, RHEL, CentOS, Arch Linux e molte altre, indicando i comandi e i repository software corretti per ogni caso.

La pagina dei changelog (registro delle modifiche) di Podman 5.8 su GitHub, in fondo alla pagina mette a disposizione i sorgenti della versione Podman 5.8 e i pacchetti software dedicati a macOS e Windows, rendendo possibile l’installazione del motore di containerizzazione anche su questi sistemi tramite i file precompilati forniti dal progetto.

Per chi desidera approfondire le novità introdotte, sempre il changelog descrive nel dettaglio tutte le modifiche.

Fonte: https://github.com/containers/podman/releases/tag/v5.8.0
Fonte: https://linuxiac.com/podman-5-8-introduces-quadlet-multi-file-install-and-sqlite-migration/

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