Proteggere gli occhi al PC: i consigli da seguire

By Giacomo Falco

Con l’utilizzo prolungato di PC, Smartphone, Tablet o TV, a fine giornata gli occhi possono risultare stanchi e affaticati. Tale sindrome, conosciuta come sindrome da visione al computer (CVS), può portare a fastidi leggeri come rossore e secchezza oculare ma anche a disturbi più importanti come mal di testa e problemi di vista. In coloro che per lavoro passano molte ore davanti ad uno schermo LCD (anche più di otto giornaliere) tale sindrome può comportare anche stanchezza fisica, decremento della produttività e aumento degli errori commessi.

Non esiste tutt’oggi un rimedio definitivo, possiamo però seguire alcuni consigli al fine di ridurre gli effetti negativi di tale sindrome.

Illuminare l’ambiente di lavoro in modo appropriato

La stanchezza oculare spesso è causata dalla luce solare troppo forte proveniente dalle finestre o da lampade interne troppo luminose. Durante l’utilizzo del PC ad esempio la luce dell’ambiente dovrebbe essere pari alla metà di quella che solitamente si trova negli uffici.

Per ottenere la giusta luminosità ambientale quindi è possibile eliminare la luce esterna con l’utilizzo di tende o tapparelle e sostituendo le lampade interne fluorescenti con lampade meno luminose e con una tonalità di luce più calda.

Inoltre è preferibile posizionare lo schermo in modo tale che l’eventuale finestra nella stanza sia laterale ad esso e non frontale o posteriore.

Ridurre i riflessi

I riflessi sui muri o sulle superfici, cosi come quelli sullo schermo del PC possono affaticare gli occhi, essi possono essere ridotti diminuendo la luce esterna proveniente da una finestra oppure installando uno schermo anti-riflesso sul proprio monitor o anche tinteggiando le pareti della stanza di un colore scuro.

In alternativa, se si utilizzano gli occhiali, è possibile sottoporre le lenti ad un trattamento anti-riflesso (anti-riflective (AR) coating) che genera sulle lenti un rivestimento che riduce i riflessi minimizzando la quantità di luce che viene riflessa dalla parte frontale e posteriore delle lenti.

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Utilizzare un monitor migliore

È consigliabile sostituire il nostro vecchio monitor CRT (a tubo catodico) con un monitor LCD. I vecchi monitor CRT soffrono dell’effetto flicker, che genera uno sfarfallio delle immagini riprodotte il quale causa l’affaticamento della vista, anche se non sempre è percepibile dall’occhio umano. Inoltre i moderni LCD sono tutti sottoposti ad un trattamento anti-riflesso superficiale che riduce l’affaticamento visivo dell’utente.

Il nuovo display LCD dovrà avere una risoluzione sufficientemente elevata, caratteristica legata solitamente al dot pinch del display, una specifica che misura la grandezza della terna di punti di colore (led RGB) che compone un pixel, più l’eventuale distanza tra due terne adiacenti. Una risoluzione maggiore comporta un dot pinch minore, ovvero un maggior numero di punti colore in una determinata area.

Oltre alla elevata risoluzione è consigliabile adottare un monitor con una diagonale abbastanza alta, preferibilmente superiore ai 19 pollici.

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Ottimizzare le impostazioni del monitor

I moderni monitor LCD offrono la possibilità di regolare molte caratteristiche dello schermo. Solitamente si traggono dei benefici se si impostano al meglio i seguenti parametri:

  • Dimensione del testo e contrasto: Sistemare il contrasto è la dimensione del testo secondo le nostre esigenze è fondamentale per evitare di affaticarci presto, soprattutto quando si legge o si scrivono documenti lunghi. Solitamente la combinazione di testo nero su sfondo bianco è la più confortevole.
  • Luminosità: La luminosità dello schermo deve essere tale da essere comparabile con quella dell’ambiente circostante. Possiamo individuare la giusta luminosità fissando una pagina bianca, se avvertiamo la pagina come una sorgente luminosa allora la luminosità del pannello è troppo alta, se invece la pagina ci sembra scura e grigia allora è troppo bassa.
  • Temperatura di colore: Termine utilizzato per indicare lo spettro della luce visibile emessa da un monitor. Tra tutti i colori (spettri) emessi, la luce blu è quella che più affatica la vista. Facendo quindi virare la temperatura di colore del display verso l’arancione o il rosso si riduce la quantità di luce blu emessa e quindi si riduce l’affaticamento visivo. La modifica della temperatura di colore è la modifica più veloce che può essere fatta, quasi tutte le case produttrici di display o tutti i sistemi che fanno di un display LCD un loro componente fondamentale (TV, Smartphone, Tablet ecc.) hanno introdotto dei menù che permettono una rapida modifica della temperatura dello schermo al fine di ridurre la luce blu emessa. Se i menù già presenti non dovessero essere sufficienti è possibile ricorrere a delle soluzioni software sviluppate da terzi. Una delle soluzioni più complete, disponibile per Windows, Mac, Linux, Android e iOS è f.lux.
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Battere le palpebre più spesso

Quando passiamo del tempo davanti ad uno schermo LCD tendiamo a ridurre, fino ad 1/3 rispetto alle condizioni normali, il numero delle volte in cui battiamo le palpebre, ciò comporta una minore reintegrazione dello strato liquido esterno che ricopre e protegge il nostro occhio, generando secchezza oculare e fastidi visivi. Battere le palpebre più spesso quindi può aiutarci a ridurre l’effetto “occhio secco”. Si raccomanda di eseguire questo esercizio: ogni 20 minuti fare una pausa e chiudere per 10 volte le palpebre molto lentamente.

Di solito questo non basta quando le ore davanti al PC sono tante, in tali casi è consigliabile ricorrere alle lacrime artificiali, cioè gocce oculari da comprare sotto consiglio del medico o del farmacista di fiducia, che permettono di mantenere una buona idratazione dell’occhio. Solitamente queste gocce oculari pensate appositamente per combattere gli occhi rossi e secchi sono a base di acqua quindi non presentano alcuna controindicazione.

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Fare esercizi con gli occhi

Un’altro fattore scatenante la sindrome da visione al computer è la messa a fuoco continua di un oggetto vicino, proprio come lo schermo del PC. Durante l’uso prolungato del PC si raccomanda infatti di fare una pausa ogni 20 minuti e fissare per 20 secondi un oggetto lontano almeno 20 piedi (6 metri). Questo esercizio è chiamato regola 20-20-20 e permette di ridurre l’affaticamento rilassando per quei 20 secondi i muscoli degli occhi che regolano la messa a fuoco da vicino. Questo esercizio riduce anche la possibilità che il fuoco dei nostri occhi rimanga “bloccato” agli oggetti vicini (condizione nota come Spasmo Accomodativo).

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Fare pause frequenti

La sindrome da visione al computer solitamente genera anche problemi di natura fisica, come dolori alla schiena o al collo. Per ridurre questi inconvenienti è necessario prendere delle frequenti pause, una ogni mezz’ora, nelle quali occorre alzarsi e camminare in modo da rilassare tutti quei muscoli che sono rimasti contratti a lungo tempo. Sarebbe opportuno in queste pause fare degli esercizi specifici di stretching per il rilassamento delle zone più contratte. Riducendo la stanchezza fisica e visiva queste pause non riducono la produttività ma anzi la incrementano in quanto un corpo meno affaticato tende a commettere meno errori e a svolgere i compiti più velocemente.

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Modificare il posto di lavoro

Nel caso in cui sia necessario spostare lo sguardo frequentemente dal monitor a libri o fogli di carta è consigliabile posizionare tali documenti cartacei alla stessa distanza del monitor, magari utilizzando un leggio, in modo da non sottoporre l’occhio a continue e differenti messe a fuoco.

Inoltre è necessario illuminare in maniera corretta questi documenti cartacei, l’illuminazione deve essere tale da non dar fastidio agli occhi e non creare riflessi sul monitor. Quest’ultimo poi andrebbe posto ad una distanza di circa 50-60 cm dalla nostra testa e il suo centro dovrebbe trovarsi a circa 15°-20° gradi in basso rispetto ai nostri occhi per una posizione confortevole del collo e della schiena.

Utilizzare lenti adatte

Anche se non si hanno problemi di vista è consigliabile utilizzare occhiali personalizzati costruiti appositamente per ridurre i problemi legati agli schermi LCD, sopratutto per coloro che passano molte ore al PC.

In ogni caso è sconsigliabile utilizzare, quando si usa il PC per molto tempo, le lenti a contatto in quanto favoriscono la secchezza oculare e i problemi ad essa collegati. Ad esse sono preferibili i normali occhiali da vista.

Fare regolarmente visite oculistiche

Si raccomanda 1 visita ogni anno, soprattutto per chi utilizza il PC per lavoro e lamenta i problemi sopra indicati. L’oculista saprà sicuramente consigliarvi i modelli di comportamento da seguire al fine di ridurre il più possibile i problemi dovuti alla sindrome da visione al computer.

L’articolo Proteggere gli occhi al PC: i consigli da seguire appare per la prima volta su ChimeraRevo – Il miglior volto della tecnologia.

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