Hq_syscore_v4.1.8: un trojan per cinafonini. Ecco come rimuoverlo!

By Salvo Cirmi (Tux1)

Altro non recentissimo mio articolo appena revisionato che vi presento. Fatene buon uso.

Avendo, qualche anno fa, acquistato un Neo N003, fantastico smartphone cinese che purtroppo, avendo probabilmente compiuto più voli di Alitalia, sta cominciando a perdere il touchscreen. Ma andiamo a noi, dopo diverso tempo, ho scoperto la causa di diverse app auto-installanti e continui rallentamenti: si tratta di Hq_syscore_v4.1.8, un trojan che, avendo un’infinità di permessi, e locatosi all’interno delle app di sistema, non può essere facilmente eliminato/individuato. Vediamo come estirparlo dal telefono, riducendo problemi e possibili “invii di sms” (si, l’app ha anche i permessi per fare ciò).

Rimuoviamo il trojan!

Qualora aveste questo seccante trojan nel telefono, installate un’app come Root explorer e recatevi su System/app e scorrete la lista della app preinstallate: qualora fosse presente, vi troverete davanti ad una situazione simile:

Se trovate l’app, tenete premuto sull’app e selezionate elimina/cancella per eliminarla completamente. Nel caso vi spuntasse una finestra chiedendovi un permesso, voi date Yes. Fatto ciò, riavviate il telefono e avrete eliminato finalmente la pericolosissima (e, a seconda dei casi, costosissima!) app!

Referendum e riforme: questioni tecniche non facili per il cittadino medio

By Simone Aliprandi

Non ho mai preso posizione pubblicamente in merito al referendum costituzionale e non mi va di esprimermi sulla questione politica. Non mi va nemmeno di dire se e cosa ho votato.
In compenso dopo aver parlato con diverse persone che mi hanno espresso le loro opinioni e considerazioni sul voto, mi è venuto il mio solito prurito pedante e sono quindi “costretto” a fare una precisazione su una questione tecnica.

Tre delle persone con cui ho parlato, mi hanno espressamente confessato di aver votato NO o di non essere andati a votare non tanto perché contrari ai contenuti della riforma, quanto perché non avevano apprezzato il fatto che questa riforma mettesse tante questioni insieme. “Sarebbe stato meglio avere dei quesiti separati, come negli altri referendum”, hanno detto.
Ecco che arriva il nodo della questione tecnico-giuridica.
La nostra costituzione prevede due tipi di referendum: abrogativo e confermativo. Quelli visti in questi ultimi anni su singoli quesiti erano abrogativi. Il referendum del 4 dicembre era invece confermativo.
Nel referendum confermativo i cittadini votano su un testo di legge che è già stato approvato dal parlamento in tre sedute (secondo una procedura complessa). Sostanzialmente il popolo è chiamato a dire se quel testo di legge (in questo caso, Legge Costituzionale) gli va bene o non gli va bene.
Per com’è strutturata il nostro sistema costituzionale e il procedimento di revisione costituzionale, un referendum confermativo su una legge costituzionale non può che essere fatto di un unico quesito. Non è stata una scelta strategica o politica, bensì l’unica possibilità.
Questo per dire che la motivazione “ho votato NO/non sono andato a votare perché preferivo i quesiti separati” è una motivazione insensata.

Come corollario a questa riflessione tecnico-giuridica, ne faccio per un’altra più ampia. Le persone che mi hanno fornito questo loro punto di vista avevano tutte e tre una formazione molto elevata (post lauream). Non erano dei giuristi o dei politologi, ma comunque sono persone con un alto profilo culturale e che si informano costantemente.
Mi viene da pensare quindi: se persone come loro sono cadute in questo equivoco, pensiamo in quali altri equivoci sono cadute le persone che hanno strumenti culturali ancora minori per comprendere i complessi meccanismi dell’amministrazione della cosa pubblica.
Non è un discorso classista e non è per dire che il voto in materia costituzionale debba essere riservato agli esperti di diritto costituzionale; ma è più che altro per dire che nell’attività di informazione e comunicazione relativa ad occasioni storiche e delicate come questa (quindi ad esempio anche il referendum UK sulla Brexit) bisogna considerare questo problema di “comprensione” da parte del cittadino medio. Un cittadino che non comprendere adeguatamente le questioni in gioco è una preda più facile per il populismo e per chi vuole strumentalizzare il suo voto. E questo è un problema.

My2Cents.

Recensione Xiaomi Mi Note 2: ancora una volta, un Note atipico

By Giuseppe Monaco

Finalmente, dopo aver assistito all’ultimo evento di presentazione tenuto da Xiaomi relativo alla sua nuova linea di prodotti, è arrivato il momento di mettere le mani su uno degli smartphone annunciati.

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Sebbene tutti gli occhi siano caduti sul Mi Mix, infatti, quello stesso giorno è stato presentato un altro dispositivo che non va assolutamente sottovalutato, lo Xiaomi Mi Note 2.

Xiaomi Mi Note 2 – Confezione

La confezione di vendita del nuovo Note della serie Mi segue lo stesso stile visto con Xiaomi Mi 5S. Sollevato il coperchio, infatti, troviamo subito lo smartphone collocato nell’apposito alloggiamento.

Xiaomi Mi Note 2
Xiaomi Mi Note 2
Xiaomi Mi Note 2
Xiaomi Mi Note 2
Xiaomi Mi Note 2

Al di sotto, trova spazio la cover in plastica trasparente, il libricino di istruzioni (in lingua cinese) e una scatoletta contenente caricabatterie da parete, cavo USB Type-C e graffetta per l’inserimento delle schede nano SIM. Nel complesso, la confezione in colorazione bianca non presenta particolari dettagli, con la zona frontale che ospita il logo Mi incavato sulla superficie e alcune specifiche sul retro.

Design ed ergonomia

Sicuramente la componente che colpisce non appena lo si estrae dalla confezione, l’estetica dello Xiaomi Mi Note 2 porta finalmente una sensazione di device davvero premium. La qualità dei materiali che compongono la scocca, infatti, appare di prima scelta, con retro e parte frontale in vetro e i bordi in alluminio di ottima qualità, diverso da quello utilizzato dalla stessa azienda per i device di fascia media.

La zona frontale ospita l’ampio display da 5.5 pollici con entrambi i bordi curvi. Tale caratteristica non è arricchita da nuove funzionalità, come accade sui device Samsung, ma risulta un fattore puramente estetico ed ergonomico. La parte alta vede poi i soliti sensori di prossimità/luminosità, l’altoparlante per l’ascolto in chiamata e il led di notifica RGB, mentre la parte bassa ospita i 2 tasti soft-touch retroilluminati e il tasto centrale, sia fisico che soft-touch, che nasconde un preciso sensore d’impronte.

Xiaomi Mi Note 2
Xiaomi Mi Note 2
Xiaomi Mi Note 2
Xiaomi Mi Note 2
Xiaomi Mi Note 2
Xiaomi Mi Note 2
Xiaomi Mi Note 2
Xiaomi Mi Note 2

Passando ai bordi, sul lato alto troviamo l’ingresso per il jack audio da 3.5mm, il sensore a infrarossi e il secondo microfono il lato basso vede l’ingresso per il cavo USB Type-C, l’altoparlante per la riproduzione dell’audio di sistema e il microfono principale disposti in modo simmetrico. Per concludere, il bordo sinistro ospita il carrellino a estrazione per l’inserimento delle 2 nano SIM e sul bordo destro abbiamo il bilanciere del volume e il tasto per accensione/spegnimento e blocco schermo.

Posso dire che, pur non essendo amante dei cosidetti “padelloni”, lo Xiaomi Mi Note 2 conferisce un’ottima sensazione al tatto e dà un eccellente senso di eleganza, rendendolo di fatto anche un oggetto di stile. Il lato negativo di tutta questa cura è, ahimè, il grip poco sicuro che non vi farà stare tranquilli. Personalmente l’ho tenuto quasi sempre con la cover in plastica ma, considerando come quest’ultima non sia proprio accattivante, è davvero un peccato rovinare il design del device applicandola.

Hardware

Così come accadde con il primo Note presentato dall’azienda, anche lo Xiaomi Mi Note 2 si presenta prepotentemente come diretto concorrente di diversi top di gamma delle aziende rivali.

  • CPU: Qualcomm Snapdragon 821 Quad-Core (2×2.35 GHz Kryo & 2×1.6 GHz Kryo);
  • GPU: Adreno 530;
  • RAM: 4 GB;
  • Archiviazione: 64/128 GB non espandibile;
  • Display: 5.5 pollici AMOLED;
  • Batteria: 4070 mAh;
  • NFC: Si;
  • Banda 20 (800 mHz): Si.

Grazie a questo specifiche, l’ultimo terminale della casa cinese può vantare prestazioni davvero al top ed estrema fluidità in fase di utilizzo. In particolare, per l’uso quotidiano si è comportato più che bene, riuscendo a rispondere in modo reattivo per tutta la giornata nonostante i miei frenetici cambi di app lasciate, tra l’altro, costantemente aperte in memoria. In situazioni di sforzo intenso, poi, la zona posteriore subito al di sotto della fotocamera tende a scaldare leggermente, ma non mi è sembrata arrivare a scottare eccessivamente.

Altra peculiarità del device Xiaomi è il display da 5.5 pollici AMOLED. Dopo averlo visto per la prima volta sullo Xiaomi Redmi Pro, la casa cinese segue la stessa linea di pensiero anche per il nuovo Note, cosa che personalmente ho piacevolmente apprezzato. Certo, c’è da dire che con luminosità bassa si nota come il pannello non sia di grandissima qualità, ma nell’uso generale ho trovato i colori davvero vividi e correttamente bilanciati, così come la visualizzazione delle immagini. La curvatura sui bordi, poi, non aggiunge funzionalità aggiuntive all’esperienza utente, ma appare come una semplice scelta di stile sicuramente piacevole al tatto.

Ho apprezzato poi la presenza del tasto fisico centrale al quale, personalmente, sono parecchio affezionato e che può essere utilizzato comunque come tasto soft-touch. Al di sotto, inoltre, il tasto in questione nasconde un fulmineo sensore biometrico che riconosce in modo davvero rapido e preciso l’impronta digitale. Per la precisione, ho notato che la velocità di riconoscimento e sblocco del device è in modo impercettibile leggermente più veloce rispetto a quanto accade su Mi 5.

Software

Il sistema operativo che troviamo a bordo del dispositivo è, ovviamente, Android 6.0 Marshmallow con interfaccia proprietaria MIUI 8. In particolare, la versione della ROM presente sul terminale è la China Stable ma, a breve, troveremo anche la versione Global developer compresa di lingua italiana. Trovandomi su una versione stabile del sistema, non ho riscontrato nessun tipo di bug e, come ho già potuto riscontrare con il Mi 5S, il battery drain dela MIUI 8 sembra ormai storia passata.

Le applicazioni di sistema, come al solito, svolgono un lavoro egregio nel fornire funzionalità aggiuntive al sistemadel robottino verde. Tra queste, infatti, quella relativa alla sicurezza risulta sicuramente la più completa: analisi del device, pulizia della memoria, gestione dei permessi e della batteria e tanto altri settaggi che vi consentono di tenere sotto controllo il vostro terminale.

Per ulteriori dettagli sulla ROM MIUI, poi, il mio consiglio è quello di dare uno sguardo alla nostra guida a puntate sull’interfaccia proprietaria della casa cinese, così da avere le idee un po’ più chiare se siete nuovi a questo sistema.

Fotocamera

il sensore equipaggiato sul nostro Xiaomi Mi Note 2 è caratterizzato da un rapporto focale f/2.0, il che vuol dire foto più luminose anche in condizioni di scarsa luminosità. La risoluzione di 22.56 MP risulta anche superiore rispetto a quella vista su Mi 5 ma, come già detto in fase di recensione del Mi 5S, il parametro che realmente importa e che fa effettivamente la differenza è proprio il rapporto focale.

Xiaomi Mi Note 2
Xiaomi Mi Note 2
Xiaomi Mi Note 2
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Xiaomi Mi Note 2
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Xiaomi Mi Note 2
Xiaomi Mi Note 2
Xiaomi Mi Note 2
Xiaomi Mi Note 2
Xiaomi Mi Note 2

Ottima anche la modalità HDR che, però, darà il meglio di sé solamente se riuscirete ad avere mano ferma, visti i tempi di scatto piuttosto lunghi. Per quanto riguarda i video, il dispositivo è in grado di catturare filmati a una risoluzione massima di 4K a 30fps, mentre video a 60fps continuano a mancare su terminali Xiaomi. La fotocamera frontale, poi, garantisce buoni selfie di giorno e discreti di sera.

Batteria

Come già detto in precedenza, i problemi di battery drain della ROM in questione sembrano ormai risolti. A dimostrazione di ciò, la batteria da 4070 mAh promette ottimi risultati nonostante le importanti specifiche e le dimensioni del display.

Xiaomi Mi Note 2
Xiaomi Mi Note 2
Xiaomi Mi Note 2
Xiaomi Mi Note 2
Xiaomi Mi Note 2

Con un utilizzo medio, infatti, sono arrivato a circa 5 ore di schermo acceso senza particolari problemi e arrivando tranquillamente a sera.

Rapporto qualità/prezzo

A fronte della qualità offerta dal dispositivo, in questo caso forse il rapporto qualità/prezzo viene un po’ meno. Non perché il dispositivo non offra abbastanza, sia chiaro, ma semplicemente perché Xiaomi ci ha abituati a prezzi concorrenziali rispetto alle dirette avversarie.

Lo Xiaomi Mi Note 2, infatti, è disponibile all’acquisto a circa 550€ che, sebbene sia piuttosto altino, come di consueto tenderà a scendere non appena trascorrerà un po’ di tempo dalla sua uscita. Scegliendo Honorbuy.it, poi, potrete usufruire di uno sconto di 5€ che sicuramente non dispiace. Per tutte le informazioni relative allo store in questione e alle relative offerte vi rimando all’apposito articolo esplicativo.

Conclusioni

Dunque, anche questa volta Xiaomi non delude le aspettative, o almeno non troppo. I difetti che troviamo su questo Note sono forse gli stessi che avevamo sul modello precedente, segno del fatto che l’azienda non intende staccarsi più di tanto dalla sua linea di pensiero. L’assenza di funzionalità aggiuntive legate allo schermo, ad esempio, indeboliscono il senso dei bordi curvi. Altra cosa che non ho mandato giù è stata, ancora una volta, l’assenza di un pennino e di un’ottimizzazione software che lavorasse in tal senso dato che, trattandosi di una serie Note, dovrebbe lavorare in tal senso.

A parte questo, comunque, lo Xiaomi Mi Note 2 si è rivelato essere comunque un ottimo terminale in grado di reggere senza alcun problema carichi di lavoro pesanti, catturare buone immagini in ogni situazione e, cosa da non sottovalutare, l’assemblaggio realizzato in modo impeccabile e la scelta dei materiali risultano una scelta davvero riuscita.

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Disponibile la prima RC di Wine 2.0 !

By Matteo Gatti

WINE 2.0

Il team di sviluppo di Wine ha annunciato il rilascio della prima RC di Wine 2.0.

Wine è un software scritto in C che permette il funzionamento dei programmi sviluppati per il sistema operativo Microsoft Windows su Linux.
In realtà fino al 1997 Wine era l’acronimo di Windows Emulator poi cambiato nell’attuale per distinguerlo dai normali emulatori.

Wine 2.0 è una major release attesa da tempo e il rilascio della prima release candidate è un momento fondamentale nel ciclo di sviluppo, segna l’inizio del periodo di freeze ciò implica che il rilascio definitivo è ormai alle porte.

Le novità della prima RC.

Per quanto riguarda le novità segnalo grosse migliorie al motore Mono, introdotto il supporto per IDN e tantissimi bug corretti (ben 25).

Numerose app e giochi sono state aggiornate, tra cui: ALDI Bestellsoftware 5.2.1.2111, Shadow Warrior 2, Explorer++ 1.2, Rayman 3 Demo, ToCA Race Driver 3, Windows Live Essentials 2011 web installer, MediaMonkey 4.1.x, Easy Video Cutter 2.3, TurboTax 2012, Microsoft Excel 2007, Sniper Elite V2, Outlast 2 Demo, Fallout 4, Galactic Civilization III, Touhou 6, 7, 8, 10,11 e Necropolis.

Potete consultare il changelog completo cliccando qui.

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Le migliori app per ristoranti, pizzeria e agriturismo

By Luca

Gli italiani sono buon gustai, questo si sa. Nel Bel Paese si mangia bene ma a volte capita di andare in dei locali poco appetibili. Per evitare queste brutte esperienze è utile ricorrere nelle applicazioni che indicano i migliori locali dove mangiare. Se, quindi, siete alla ricerca di un ristorante o un agriturismo in luoghi lontani dalla vostra terra, o semplicemente volete cambiare il luogo dove andare a mangiare, beh eccovi alcune applicazioni che vi possono aiutare nella ricerca di un bel posto.

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Le applicazioni elencate di seguito sono disponibili per Android e iOS.

App per trovare ristoranti e agriturismi

TripAdvisor

Come non iniziare con l’app di viaggi per eccellenza. Sfido chiunque a non aver mai sentito parlare di TripAdvisor. L’applicazione ha sul suo database di tutto: dai luoghi di interesse agli hotel, dai punti di ristoro alle enoteche. Una volta scaricata e aperta l’app potrete scegliere la categoria nel quale ricercare, abilitare la posizione (o scrivere il luogo manualmente) e l’applicazione vi mostrerà un elenco con tutti i luoghi richiesti in quel determinato luogo.

Potrete anche utilizzare i filtri per migliorare i risultati. Cliccando, poi, sul locale scelto ci saranno le recensioni degli utenti e le immagini del posto, in modo da farvi un idea del luogo. Inoltre avrete la possibilità di ricevere le indicazioni stradali per arrivarci al più presto!

Download TripAdvisor | Android e iOS

Foursquare

Un’altra app abbastanza famosa è Foursquare. Scaricandola e registrandovi (con Facebook) avrete la possibilità di selezionare i vostri gusti e scegliere cosa volete mangiare. Potrete filtrare la ricerca anche scegliendo se volete pranzare, cenare o semplicemente avete bisogno di un caffè. Una volta scelto, poi, il locale che più vi attira potrete leggere le recensioni e ottenere le indicazioni stradali per arrivarci.

Un’app sicuramente ben fatta, dal punto di vista del design, con l’interfaccia in material degna delle ultime versioni di Android.

Downlaod Foursquare | Android e iOS

Agriturismo.it

Se volete mangiare piatti tipici del posto, invece, l’app ideale è Agriturismo.it. Siccome non sempre sulle altre applicazioni vengono menzionati anche gli agriturismi, quest’app potrebbe avere quello che cercate. Con l’ applicazione potrete cercare i migliori agriturismi in Italia, filtrandoli per regione e visualizzando anche le offerte in corso. L’app vi mostrerà le offerte relative al pernottamento, ma con l’icona delle posate potrete capire se fa anche da ristorante. Vi conviene, poi, utilizzare la funzione di chiamata per mettervi in contatto con i responsabili.

Dowload Agriturismo.it | Android e iOS

Yelp

Un’app perfetta se non sapete dove andare a mangiare. Simile a TripAdvisor vi permette di cercare tra ristoranti, bar e anche tra le consegne a domicilio. La registrazione è immediata ed è possibile farla anche con Facebook o Google. L’app contiene anche le recensioni degli utenti, gli indirizzi (ovviamente) dei locali e gli orari di apertura, e anche i numeri di telefono. Utilizza il GPS per trovare i locali più vicini a voi ed è possibile filtrare la ricerca con le proprie preferenze, tra cui il budget e la distanza dalla vostra posizione.

Sicuramente un’applicazione tra le più aggiornate, grazie anche all’attiva community che vi permetterà di avere la pancia piena in qualsiasi momento.

Download Yelp | Android e iOS

Se poi state organizzando un viaggio, e avete bisogno di qualcosa che vi aiuti, vi consiglio di seguire la nostra guida all’utilizzo di Google Trips:

Bene, è davvero tutto.

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Giocare al Solitario Microsoft su Android e iPhone

By Salvo Vosal

Il solitario Microsoft ci fa compagnia dal lontanissimo Windows 3.0, rilasciato da Microsoft oltre 25 anni fa. Il gioco fu inserito con il desiderio di calmare gli utenti alle prese con il sistema operativo, e con l’uso del Pc. Con il rilascio di Windows 95 il solitario è stato affiancato da FreeCell. Con il pacchetto Microsoft Plus di Windows 98 ha fatto la sua comparsa Spider, che ha raggiunto il massimo del suo successo con l’edizione inclusa in Windows Xp.

Infine con Windows 8, Microsoft decise di eliminare tutti i giochi dal sistema e di sistemarli in una apposita Collection scaricabile gratuitamente dal Windows Store. Nella collezione sono stati inseriti due nuovi solitari TriPeacks e Pyramind.

Solitario Microsoft

Noi abbiamo approfondito come scaricare il solitario Microsoft su tutti i sistemi che ne erano sprovvisti, ecco le nostre guide:

Dopo questa parentesi su quella che è la storia del solitario che tante volte a casa, in ufficio, o a lezione ci ha aiutati a superare molti momenti noiosi – tanto che anche Google ha pensato di inserirlo nel motore di ricerca insieme al tris – vediamo come poter giocare al solitario di Microsoft su Android e iOS.

La Microsoft Solitaire Collection è sbarcata sulle piattaforme mobile più diffuse, dopo essere stata scaricata ben 120 milioni di volte sulle piattaforme desktop e mobili della azienda. Per continuare questa storia di successo non restava che fare arrivare ufficialmente questi giochi sulle piattaforme che si dividono il 95 % del mercato mobile, quelle basate sui sistemi Android e iOS.

La Microsoft Solitaire Collection è il perfetto porting di quello disponibile per Windows e Windows mobile, e comprende ben 5 solitari:

  • Klondike ovvero la versione rivista del classico solitario Microsoft, dove per vincere si devono rimuovere tutte le carte dal tavolo con il sistema a una o a tre carte.
  • Spider è il mio solitario preferito, con le sue otto colonne di carte da rimuovere attraverso il minor numero di mosse è possibile.
  • FreeCell è la versione avanzata del solitario dove si possono e devono utilizzare le quattro celle extra a disposizione per spostare le carte con lo scopo di liberare il tavolo nel minor numero di mosse possibili.
  • TriPeaks è il primo solitario introdotto con il lancio della Collection, in questo gioco si deve liberare il tavolo guadagnando punti selezionando le carte in sequenza crescente o decrescente.
  • Pyramid è il secondo solitario nuovo introdotto nella Collection, in questo lo scopo è di raggiungere la vetta della piramide abbinando due carte che hanno per somma 13 per rimuoverle dal tavolo.

Inoltre in Microsoft Solitaire Collection sono sono state aggiunti tanti elementi per allungarne ulteriormente la longevità:

  • Sono presenti le “Sfide quotidiane” per ricevere stemmi e per competere con i vostri amici.
  • Sono presenti sfide ulteriori nel “Club delle stelle” che si sbloccheranno guadagnando stelle.
  • La presenza di un gran numero di temi a disposizione.

Inoltre il gioco è perfettamente integrato con Xbox Live e i suoi obiettivi, è integrato col Cloud Microsoft e quindi fatto l’accesso con un account potrete continuare a giocare su ogni piattaforma su cui la collection è disponibile continuando da dove avevate lasciato.

Inutile dire che i giochi rilasciati da Microsoft sono decisamente più curati e completi dei tantissimi cloni del solitario Microsoft che si erano diffusi per venire incontro alla domanda. Potete scaricare gratis il solitario di Microsoft dal Play Store di Android e dall’App Store di Apple.

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Rilasciato KDE Neon User LTS Edition, si basa su Plasma 5.8

By Matteo Gatti

 KDE Neon User LTS Edition.

Jonathan Riddell ha annunciato la disponibilità di KDE Neon User LTS Edition.

Questa versione di KDE neon offre all’utenza Plasma 5.8, il ramo LTS di KDE Plasma con un supporto di ben 18 mesi.

La differenza con l’edizione standard di KDE neon è data dal fatto che KDE neon User LTS Edition non passerà a Plasma 5.9 quando sarà disponibile ma resterà sul ramo 5.8.x e seguirà i suoi aggiornamenti di manutenzione mensili.
Oltre a KDE Plasma 5.8 LTS gli utenti troveranno le ultime versioni di KDE Applications, l’ultima release di KDE Frameworks, Qt 5.7 e gli aggiornamenti HWE (hardware enablement stack) per il kernel Linux e Mesa quando disponibili.

Trovate maggiori dettagli sul blog di Jonathan Riddell. Potete scaricare KDE neon User LTS cliccando qui.

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[Fonte]

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Wine 2.0 RC1 è tra noi, ma innova veramente così tanto?

By Salvo Cirmi (Tux1)

Ci eravamo lasciati con Wine 1.9.24 ed i suoi 28 bug risolti e ci ritroviamo oggi con la seconda edizione del programma, anche in una prima Release Candidate. Ne sono veramente contento, e scommetto pure voi, ma è davvero corretto che si chiami 2.0?

Wine 2.0 RC1 è finalmente disponibile. Si parlava di supporto su Android (perlomeno citato dagli sviluppatori e presto in arrivo), si parlava di tante altre geniali novità, ma a parte 25 bugfix, altri modelli Shader Model 5, il supporto per IDN name resolution ed un fix abbastanza grande sull’engine Mono, non vedo nulla che si possa definire “2.0”.

Tra i 25 bugfix, vediamo alcuni relativi a Rayman 3 Demo, Excel 2007, TurboTax 2012, Fallout 4, ShadowWarrior e tanti altri. Cosa mi aspetto dalle prossime RC? delle novità che siano degne del enorme nome 2.0. Altre novità qui.