Kubernetes 1.37 “Garhwal”: KYAML diventa stabile e le novità per sviluppatori e aziende

Kubernetes 1.37 "Garhwal": KYAML diventa stabile e le novità per sviluppatori e aziende

Kubernetes, la piattaforma open source per la gestione di applicazioni containerizzate su larga scala, ha raggiunto un nuovo traguardo con il rilascio della versione 1.37, nome in codice “Garhwal”. Questa versione introduce miglioramenti significativi che rafforzano la stabilità, la sicurezza e la flessibilità del sistema, rendendolo ancora più adatto a contesti aziendali, di sviluppo e di calcolo ad alte prestazioni.

Il progetto Kubernetes, nato nel 2014 e sviluppato inizialmente da Google, è oggi gestito dalla Cloud Native Computing Foundation (CNCF: Fondazione per il Calcolo Nativo nel Cloud), un consorzio che ne garantisce lo sviluppo collaborativo e l’adozione globale. La piattaforma è distribuita con licenza Apache 2.0, che ne permette l’uso libero, la modifica e la distribuzione, sia per scopi personali che commerciali.

Kubernetes è compatibile con i principali sistemi operativi, tra cui i sistemi GNU/Linux (tutte le distribuzioni più diffuse), Windows (a partire da Windows Server 2019) e macOS (per sviluppo e testing locale). Il target principale del progetto include sviluppatori, amministratori di sistema, architetti cloud, aziende di ogni dimensione e istituzioni che necessitano di un sistema affidabile per orchestrare container in ambienti di produzione, testing o ricerca.

La piattaforma è particolarmente apprezzata per la sua capacità di automatizzare la distribuzione, il ridimensionamento e la gestione di applicazioni complesse, garantendo al contempo alta disponibilità e resilienza.

Kubernetes 1.37 “Garhwal” è stato rilasciato il 26 agosto 2026, mentre la precedente versione stabile era Kubernetes 1.36, pubblicata alcuni mesi prima, con l’ultimo rilascio di manutenzione, Kubernetes 1.36.4, datato 20 agosto 2026.

Novità in Kubernetes 1.37 “Garhwal”

Kubernetes 1.37 “Garhwal” porta con sé una serie di innovazioni che migliorano la stabilità, la sicurezza e l’efficienza operativa dell’ecosistema. Di seguito, le principali novità, suddivise per aree di interessi.

KYAML diventa stabile

Una delle novità più attese è il passaggio allo stato stabile di KYAML, un sottoinsieme più rigoroso e meno ambiguo di YAML (Yet Another Markup Language: un formato di serializzazione dei dati ampiamente utilizzato per i file di configurazione). KYAML è stato progettato specificamente per Kubernetes al fine di ridurre gli errori di sintassi e migliorare la chiarezza e la manutenibilità dei file di configurazione. Questa versione garantisce la piena compatibilità con lo standard YAML tradizionale, ma introduce regole più stringenti che prevengono errori comuni, come spaziature inconsistenti o la formattazione errata delle chiavi.

Oltre al supporto per KYAML, anche l’opzione di output kubectl get -o kyaml è ora stabile. Questo comando permette agli utenti di visualizzare le risorse Kubernetes in formato KYAML, facilitando la verifica e il debug delle configurazioni.

API metrics.k8s.io: finalmente stabile dopo 9 anni

L’Interfaccia di Programmazione delle Applicazioni (API: Application Programming Interface) metrics.k8s.io ha raggiunto lo stato stabile dopo quasi un decennio in fase Beta. Questa API fornisce dati essenziali sul consumo di CPU e memoria da parte di Pod (la più piccola unità deployabile in Kubernetes) e nodi (macchine fisiche o virtuali che compongono il cluster). È ampiamente utilizzata da funzionalità critiche come:

  • HorizontalPodAutoscaler (HPA): un componente che regola automaticamente il numero di repliche di un Pod in base al carico di lavoro.
  • Il comando kubectl top, che permette di visualizzare le metriche di utilizzo delle risorse in tempo reale.

La stabilizzazione di questa API rappresenta un passo fondamentale per la maturità di Kubernetes, garantendo una maggiore affidabilità per gli strumenti di monitoraggio e autoscaling.

Autoscaling: supporto per il ridimensionamento a zero in HPA

Un’altra novità di rilievo è il passaggio allo stato Beta del supporto per il ridimensionamento a zero in HorizontalPodAutoscaler (HPA). Questa funzionalità è ora abilitata per impostazione predefinita e consente ai carichi di lavoro che utilizzano metriche esterne o basate su oggetti (come quelle basate su code personalizzate o servizi esterni) di impostare il parametro minReplicas a 0. In pratica, Kubernetes può ora ridurre completamente il numero di repliche delle applicazioni inutilizzate, sospendendole quando non c’è domanda, e riavviarle automaticamente non appena il carico di lavoro aumenta. Questo comporta un risparmio significativo di risorse, soprattutto in ambienti cloud dove i costi sono legati all’uso effettivo delle risorse.

Allocazione dinamica delle risorse: espansione e stabilizzazione

Kubernetes 1.37 amplia il supporto per l’Allocazione Dinamica delle Risorse (DRA: Dynamic Resource Allocation), una funzionalità che permette di gestire risorse specializzate (come GPU, FPGA o dispositivi hardware personalizzati) in modo flessibile. In questa versione, diverse capacità DRA hanno raggiunto lo stato stabile, mentre è stato aggiunto il supporto per richieste di risorse a livello di carico di lavoro. Questo significa che gli utenti possono ora definire esigenze specifiche per risorse dinamiche direttamente nei manifest dei Pod o dei Deployment, migliorando la granularità del controllo sulle risorse allocate.

Gang scheduling: pianificazione coordinata dei Pod

Una delle aggiunte più innovative in questa versione è il gang scheduling, ora in fase Beta. Questa funzionalità permette di pianificare gruppi di Pod correlati in modo coordinato, garantendo che vengano avviati solo quando sono disponibili risorse sufficienti per l’intero carico di lavoro. Questo è particolarmente utile per applicazioni distribuite come:

  • Intelligenza Artificiale (AI) e Machine Learning (ML): dove i carichi di lavoro richiedono l’esecuzione simultanea di più Pod per addestrare modelli o elaborare dati.
  • High Performance Computing (HPC: Calcolo ad Alte Prestazioni): dove le applicazioni scientifiche o ingegneristiche necessitano di risorse dedicate e sincronizzate.

Il gang scheduling riduce il rischio di frammentazione delle risorse e migliora l’efficienza complessiva del cluster.

Sicurezza: certificati per Pod e ClusterTrustBundles stabili

Kubernetes 1.37 porta a stabilità 2 funzionalità chiave per la sicurezza dei carichi di lavoro:

  • Certificati per Pod: un meccanismo nativo per fornire certificati digitali ai Pod, garantendo che le comunicazioni tra i componenti del cluster siano criptate e autenticate. Questo è fondamentale per applicazioni che richiedono un alto livello di sicurezza, come quelle che gestiscono dati sensibili.
  • ClusterTrustBundles: questa funzionalità permette di distribuire informazioni di fiducia (come certificati radice o chiavi pubbliche) ai carichi di lavoro, semplificando la gestione della catena di fiducia all’interno del cluster.

Queste innovazioni rendono Kubernetes più sicuro per ambienti multi-tenant o ibridi, dove la fiducia tra i componenti deve essere gestita in modo rigoroso.

Miglioramenti per l’amministrazione del cluster

Kubernetes 1.37 introduce anche diversi miglioramenti per gli amministratori di sistema:

  • API StorageVersionMigration: ora stabile, questa API consente di migrare i dati delle risorse Kubernetes tra diverse versioni del modello di storage, garantendo la compatibilità durante gli aggiornamenti.
  • Gestione migliorata di SELinux per i volumi: abilitata per impostazione predefinita, questa funzionalità garantisce una maggiore isolamento e sicurezza per i volumi montati nei Pod, riducendo il rischio di accessi non autorizzati.
  • Supporto nativo per istogrammi Prometheus in fase Beta: Prometheus, uno dei sistemi di monitoraggio più diffusi per Kubernetes, ora supporta istogrammi nativi, che permettono di raccogliere e analizzare dati più dettagliati sulle prestazioni delle applicazioni.

Deprecazioni e avvisi importanti

Gli amministratori dovranno prestare attenzione ad alcune deprecazioni introdotte in questa versione:

  • Add-on kube-dns: il vecchio add-on kube-dns è ora ufficialmente deprecato in favore di CoreDNS, che offre prestazioni superiori e una maggiore flessibilità nella configurazione del Domain Name System (DNS: Sistema dei Nomi di Dominio) interno al cluster.
  • Modalità IPVS in kube-proxy: anche la modalità IPVS (IP Virtual Server) di kube-proxy (il componente che gestisce il routing del traffico di rete verso i Pod) ha intrapreso il percorso di deprecazione. Gli utenti sono invitati a migrare verso soluzioni alternative come Cilium o Calico per la gestione avanzata del networking.
  • Migrazione da cgroup v1 a cgroup v2: Kubernetes continua a spingere verso l’adozione di cgroup v2, il sistema di controllo delle risorse di Linux più moderno e sicuro. Gli utenti sono fortemente incoraggiati a migrare a cgroup v2, in previsione della sua rimozione definitiva in futuro. I cgroup (control groups) sono un meccanismo del kernel Linux che permette di limitare, isolare e monitorare l’uso delle risorse (CPU, memoria, I/O) da parte dei processi.

Download e Riferimenti

Kubernetes 1.37 è disponibile da subito per il download e l’installazione. Gli utenti possono scaricare i binari e gli strumenti necessari dai seguenti link:

Gli utenti che desiderano installare Kubernetes su un sistema locale possono fare riferimento alle guide ufficiali per la configurazione di un cluster minikube (per testing locale) o kubeadm (per ambienti di produzione).

Riferimenti ufficiali

Per approfondire le novità e i dettagli tecnici di Kubernetes 1.37, è possibile consultare l’annuncio ufficiale del rilascio e il changelog (registro delle modifiche).

Fonte: https://kubernetes.io/blog/2026/08/26/kubernetes-v1-37-release/
Fonte: https://github.com/kubernetes/kubernetes/blob/master/CHANGELOG/CHANGELOG-1.37.md
Fonte: https://linuxiac.com/kubernetes-1-37-garhwal-brings-kyaml-to-stable/

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