La crisi globale della memoria: come l’intelligenza artificiale sta sconvolgendo l’intera filiera tecnologica

Negli ultimi anni l’intelligenza artificiale ha trasformato il settore tecnologico, ma oggi sta generando un effetto collaterale che pochi avevano previsto: una crisi mondiale della produzione di chip di memoria, con conseguenze dirette su smartphone, computer, console da gioco, automobili e praticamente qualsiasi dispositivo elettronico. Un tema che avevo già iniziato ad analizzare in un mio precedente articolo, dove mostravo come la corsa all’IA stesse iniziando a comprimere l’offerta di DRAM e HBM anche per il mercato consumer.
Le informazioni che circolano nelle ultime settimane mostrano un quadro chiaro: la domanda di memoria per i data center dedicati all’intelligenza artificiale sta assorbendo fino al 70% della produzione globale, lasciando il mercato consumer in una situazione di scarsità e prezzi in forte aumento.
Perché sta accadendo tutto questo
Circa 3 anni fa, con il lancio di ChatGPT, è iniziata una corsa agli investimenti nell’intelligenza artificiale senza precedenti. Da allora i 3 produttori che controllano circa il 90% della produzione mondiale di DRAM (Dynamic Random Access Memory, cioè la memoria ad accesso casuale dinamica), Samsung, SK Hynix e Micron, hanno preso una decisione strategica: privilegiare i clienti che acquistano memoria per i data center di AI, dove i margini di profitto sono molto più alti rispetto al mercato consumer.
La memoria ad alte prestazioni utilizzata per l’AI, come la HBM (High Bandwidth Memory), viene venduta con margini fino a 5 volte superiori rispetto alla RAM tradizionale. Quando colossi come Google o Microsoft chiedono di acquistare intere produzioni a prezzi premium, è evidente che i produttori scelgono di soddisfare prima questi ordini.
Il risultato è semplice: meno memoria disponibile per smartphone, laptop, console e automobili, e prezzi in aumento per tutti.
Numeri che spiegano la portata del problema
Secondo le stime più recenti, il solo progetto Stargate di OpenAI potrebbe consumare fino al 40% della produzione mondiale di DRAM. La domanda di HBM crescerà del 70% nel 2026, mentre la produzione totale di wafer destinati alla DRAM ad alte prestazioni è già salita al 23%, rispetto al 19% dell’anno precedente.
Nel frattempo, il mercato globale registra un divario del 4% tra domanda e offerta, e i prezzi delle DRAM sono aumentati di oltre il 170% dall’inizio del 2025. Anche le memorie DDR5, utilizzate nei computer moderni, continuano a registrare aumenti mensili a doppia cifra.
I produttori di memoria stanno ottenendo profitti record: Micron prevede di più che raddoppiare il fatturato, SK Hynix ha già raddoppiato le vendite nel 2024 e potrebbe farlo di nuovo, mentre Samsung ha registrato un utile trimestrale quasi triplicato.
Effetti sul mercato consumer: smartphone, PC e console in difficoltà
Questa situazione sta mettendo in crisi interi settori. Per uno smartphone di fascia media, la memoria rappresenta ormai fino al 30% del costo di produzione, 3 volte più rispetto all’inizio del 2025. Aziende come Xiaomi, Oppo e Transsion stanno tagliando le spedizioni e aumentando i prezzi perché non riescono a sostenere i nuovi costi della memoria.
Il CFO di Lenovo ha definito l’aumento dei prezzi “senza precedenti”, spiegando che l’azienda ha accumulato il 50% di scorte in più per riuscire a sopravvivere ai prossimi mesi. Secondo IDC, il mercato dei PC potrebbe contrarsi fino al 9%, non per mancanza di domanda, ma perché i costi della memoria rendono i dispositivi troppo costosi.
Il settore dei videogiochi non è messo meglio. Sony sta valutando di posticipare la prossima PlayStation al 2028 o 2029, perché non riesce a ottenere memoria a prezzi sostenibili. Nintendo sta considerando un aumento del prezzo di Switch 2, una mossa rarissima nel mezzo di un ciclo di lancio. Nvidia, dal canto suo, ha ridotto la produzione di GPU RTX per carenza di memoria GDDR7.
Anche l’industria automobilistica è sotto pressione
Le automobili moderne utilizzano decine di chip di memoria per sistemi di guida assistita, infotainment e sensori. Inoltre, aziende come Tesla e altri produttori che integrano sistemi avanzati di intelligenza artificiale per la guida autonoma e i “robot taxi” consumano quantità di memoria ancora più elevate, perché questi sistemi richiedono elaborazione continua, modelli AI residenti e buffer di dati molto più grandi rispetto ai veicoli tradizionali. Gli analisti temono una nuova crisi simile a quella vissuta durante la pandemia, quando la mancanza di semiconduttori costrinse molte fabbriche a fermarsi.
Oggi la causa è diversa, ma il risultato potrebbe essere lo stesso: la memoria viene assorbita dai data center di AI, lasciando poco spazio agli altri settori.
Perché la situazione non migliorerà presto
Costruire una nuova fabbrica di memorie richiede almeno 3-5 anni. Il nuovo stabilimento Micron in Idaho, ad esempio, non avrà un impatto significativo prima del 2027. Nel frattempo, la domanda di AI continuerà a crescere e i produttori hanno già venduto gran parte della capacità produttiva del 2027 e del 2028 ai clienti dell’intelligenza artificiale.
È per questo che Elon Musk ha annunciato la costruzione della TeraFab, una fabbrica di semiconduttori destinata a produrre chip logici, memorie e packaging per Tesla. Secondo Musk, fornitori come TSMC, Samsung e Micron non riescono più a soddisfare le esigenze dell’azienda. Se nemmeno una delle aziende più ricche del mondo riesce a ottenere abbastanza memoria, è evidente che la situazione è critica per tutti gli altri.
La “tassa nascosta” dell’intelligenza artificiale
Ogni euro investito dalle Big Tech in infrastrutture di AI ha un effetto diretto sul costo dei dispositivi che utilizziamo ogni giorno. Con 650 miliardi di dollari previsti come investimenti nell’AI solo nel 2026, e 3 aziende che controllano quasi tutta la produzione di memoria, ogni wafer destinato a una GPU per l’AI è un wafer sottratto al mercato consumer.
In altre parole, il boom dell’intelligenza artificiale non è gratuito. Lo stiamo finanziando ogni volta che acquistiamo uno smartphone, un laptop, una televisione o una console per videogiochi.
Fonte: https://www.trendforce.com/news/2026/01/06/news-samsung-sk-reportedly-hike-server-dram-prices-60-70-google-microsoft-in-the-queue/
Fonte: https://www.trendforce.com/presscenter/news/20251117-12784.html
Fonte: https://www.trendforce.com/insights/memory-wall
Fonte: https://www.tomshardware.com/tech-industry/idc-warns-pc-market-could-shrink-up-to-9-percent-in-2026-due-to-skyrocketing-ram-pricing
Fonte: https://www.theregister.com/2026/01/13/idc_pc_sales_memory_shortage_effects/
Fonte: https://counterpointresearch.com/en/insights/2026-smartphone-shipment-forecasts-revised-down-as-memory-shortage-drives-bom-costs-up
Fonte: https://counterpointresearch.com/en/insights/Memory-Prices-Surge-Up-to-90-From-Q4-2025
Fonte: https://www.tomshardware.com/pc-components/ram/data-centers-will-consume-70-percent-of-memory-chips-made-in-2026
Fonte: https://www.tomshardware.com/pc-components/ram/lenovo-stockpiles-ram-as-prices-skyrocket
Fonte: https://www.astutegroup.com/news/industrial/tesla-considers-intel-partnership-for-terafab-ai-chip-manufacturing-project/
Fonte: https://www.bloomberg.com/news/articles/2026-02-06/how-much-is-big-tech-spending-on-ai-computing-a-staggering-650-billion-in-2026
Fonte: https://www.bloomberg.com/news/articles/2026-02-15/rampant-ai-demand-for-memory-is-fueling-a-growing-chip-crisis
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