Rilasciato Libreboot 26.01 “Magnanimous Max”: nuova versione con supporto a nuove schede madri

Rilasciato Libreboot 26.01 "Magnanimous Max": nuova versione con supporto a nuove schede madri

Libreboot è un progetto di firmware libero per inizializzare l’hardware del computer in modo essenziale e trasparente. Libreboot nasce con l’obiettivo di sostituire i firmware proprietari installati nei chip delle schede madri, firmware che implementano specifiche di avvio come BIOS (Basic Input Output System, cioè Sistema di Base per l’Ingresso e l’Uscita) e UEFI (Unified Extensible Firmware Interface, cioè Interfaccia Unificata ed Estensibile del Firmware).

L’intento principale di Libreboot è fornire una versione completamente libera e verificabile del firmware di avvio, così da permettere all’utente di controllare ogni fase dell’inizializzazione del proprio hardware. Questo approccio garantisce maggiore trasparenza, sicurezza e indipendenza rispetto alle soluzioni proprietarie, che spesso limitano l’accesso al codice sorgente e impongono restrizioni sull’uso del dispositivo.

Libreboot nasce come un fork (copia indipendente di un progetto software esistente, che viene sviluppata separatamente dal progetto originale) di ma dichiarando di non essere un vero e proprio fork, con l’intento di eliminare ogni componente proprietaria e garantire la massima trasparenza nel codice sorgente. Il progetto è stato avviato e guidato da Leah Rowe, che ne è tuttora la principale sviluppatrice.

Libreboot è stato avviato e guidato da Leah Rowe, che ne è tuttora la principale sviluppatrice, e nasce come un derivato di Coreboot. Tecnicamente è un fork (cioè una copia indipendente di un progetto software esistente, sviluppata separatamente dal progetto originale), ma il progetto preferisce definirsi una distribuzione Coreboot, allo stesso modo in cui Alpine Linux è una distribuzione GNU/Linux. Questa scelta terminologica riflette la volontà di Libreboot di non divergere dal codice originale, ma di fornire una versione completamente libera, priva di componenti proprietari e accompagnata da strumenti, configurazioni e patch aggiuntive che garantiscono la massima trasparenza del codice sorgente.

Libreboot è distribuito sotto la licenza GNU General Public License versione 3 (GPLv3), che ne garantisce la libera distribuzione, modifica e condivisione, a patto che ogni derivato mantenga la stessa licenza. Il firmware è compatibile con diverse distribuzioni GNU/Linux e sistemi operativi basati su BSD, offrendo un supporto affidabile per l’avvio di questi ambienti.

Libreboot supporta una selezione limitata ma in crescita di schede madri, basate su architetture IntelAMD e, ad oggi, un paio di sistemi ARM. Nello specifico alcuni modelli di laptop Lenovo ThinkPad, Dell Latitude, HP Pro e alcuni desktop. La compatibilità è garantita solo per hardware specifico e testato, spesso di generazioni precedenti, poiché i produttori moderni tendono a integrare componenti proprietari difficili da sostituire. Il progetto è disponibile per sistemi operativi GNU/Linux e può essere installato su hardware compatibile tramite procedure di flashing dedicate, che richiedono attenzione per evitare di danneggiare il dispositivo.

La nuova versione stabile Libreboot 26.01 è stata rilasciata il 30 gennaio 2026 con il nome in codice “Magnanimous Max”. La precedente versione stabile, la versione 25.06, risale al giugno 2025. Questo nuovo rilascio introduce miglioramenti significativi in termini di stabilità, supporto hardware e funzionalità crittografiche, oltre a correggere numerosi bug segnalati dagli utenti.

Novità in Libreboot 26.01

Libreboot 26.01 rappresenta un importante aggiornamento, sia per l’ampliamento del supporto hardware sia per le ottimizzazioni interne. Tra le novità principali, spiccano l’aggiunta di nuove schede madri supportate, il miglioramento della gestione crittografica e l’allineamento con le ultime versioni di Coreboot e GNU GRUB.

Supporto a nuove schede madri

Libreboot 26.01 introduce il supporto ufficiale per le seguenti schede madri:

  • HP Pro 3500 Series: una linea di desktop aziendali basati su processori Intel Sandy Bridge e Ivy Bridge, ideali per chi cerca hardware economico e affidabile.
  • Topton XE2 N150: un mini-PC progettato per applicazioni firewall, basato su processori Intel N150, particolarmente apprezzato per la sua compattezza e efficienza energetica.
  • Lenovo ThinkPad T580: un notebook professionale con processori Intel Coffee Lake di 8° generazione, molto diffuso tra gli utenti aziendali e gli sviluppatori.
  • Dell Latitude E7240: un ultrabook compatto con piattaforma Haswell, che supporta il flashing interno tramite lo strumento dell-flash-unlock, semplificando l’installazione di Libreboot.

Questi nuovi modelli si aggiungono alla lista già esistente di hardware compatibile, che include principalmente laptop ThinkPad, desktop HP e alcune schede madri server.

Aggiornamenti alla base firmware e al bootloader

Libreboot 26.01 si basa su una versione aggiornata di Coreboot, sincronizzata con uno snapshot del codice sorgente di metà gennaio 2026. Lo snapshot è una copia dello stato del progetto in un momento preciso dello sviluppo e consente a Libreboot di allinearsi al lavoro più recente svolto su Coreboot. Questo allineamento con il ramo principale di sviluppo di Coreboot, cioè il progetto da cui Libreboot deriva, garantisce una compatibilità più ampia con l’hardware moderno e riduce le differenze tecniche rispetto al progetto originale, migliorando stabilità, supporto ai dispositivi e qualità complessiva del firmware.

Libreboot è un firmware libero che sostituisce i firmware proprietari presenti nei chip delle schede madri, ma a differenza dei firmware tradizionali non contiene un sistema di avvio monolitico. Libreboot, come Coreboot da cui deriva, inizializza l’hardware del computer e poi esegue un componente aggiuntivo chiamato payload, cioè un programma che viene avviato immediatamente dopo l’inizializzazione dell’hardware. Questo meccanismo permette di scegliere quale software utilizzare per avviare il sistema operativo, offrendo una flessibilità che i firmware proprietari non consentono.

All’interno di Libreboot è possibile includere GNU GRUB come payload. GRUB (GNU Grand Unified Bootloader), è un programma di avvio ampiamente utilizzato dalle distribuzioni GNU/Linux. Quando viene inserito direttamente nell’immagine del firmware, GRUB non risiede più sul disco rigido ma viene eseguito dal chip della scheda madre subito dopo l’inizializzazione dell’hardware. In questo modo l’utente può avviare il proprio sistema operativo senza dipendere da componenti proprietari e con un controllo molto più preciso sulla configurazione del processo di avvio.

L’inclusione di GRUB come payload permette a Libreboot di offrire un avvio completamente libero, verificabile e personalizzabile. GRUB può leggere vari file system, gestire configurazioni complesse e avviare sistemi GNU/Linux, BSD e altri ambienti compatibili. La sua presenza all’interno del firmware consente di eliminare i tradizionali bootloader installati sul disco e di affidare l’intero processo di avvio a componenti completamente liberi, migliorando sicurezza, trasparenza e indipendenza dell’utente.

Inoltre, il bootloader GNU GRUB è stato aggiornato alla versione 2.14, che introduce:

  • Supporto esteso per algoritmi crittografici, grazie all’integrazione di una versione più recente di libgcrypt.
  • Miglior compatibilità con LUKS2, lo standard per la crittografia dei dischi in GNU/Linux, che consente l’utilizzo di cifrari aggiuntivi e opzioni di sicurezza avanzate.
  • Supporto sperimentale per BLS (Boot Loader Specification) e UKI (Unified Kernel Image), due standard emergenti per la gestione dei kernel e dei parametri di avvio.

Miglioramenti e correzioni

Oltre alle nuove funzionalità, Libreboot 26.01 include numerose correzioni e ottimizzazioni:

  • Gestione migliorata di Intel ME (Management Engine): sono stati apportati miglioramenti per limitare l’impatto di questo componente proprietario, spesso criticato per potenziali rischi alla sicurezza.
  • Spazio CBFS (Coreboot File System) esteso: questo consente di includere più moduli e payload nel firmware, migliorando la flessibilità e la personalizzazione.
  • Correzioni nel sistema di build: sono stati risolti problemi legati alla gestione delle locali, alle condizioni di gara (race conditions) e alle operazioni Git, garantendo una compilazione più affidabile.
  • Comportamento di flashing più sicuro: sono state introdotte misure per ridurre il rischio di danneggiare l’hardware durante l’aggiornamento del firmware, soprattutto su alcuni modelli di laptop.
  • Ottimizzazioni termiche e audio: su diversi modelli ThinkPad, sono stati corretti problemi legati alla gestione della temperatura, all’inizializzazione dei dispositivi e al comportamento audio.

Lavori in corso e prospettive future

Alcune funzionalità inizialmente previste per Libreboot 26.01 sono state posticipate a causa della necessità di ulteriori test o dello sviluppo di strumenti specifici. Tra queste:

  • Supporto esteso ai Chromebook: è in corso l’integrazione delle configurazioni di MrChromebox nel sistema di build di Libreboot, per consentire l’installazione su un numero maggiore di dispositivi ChromeOS.
  • Migrazione di alcune schede madri AMD server al fork 15h.org di Coreboot: questa modifica permetterà un supporto più stabile per l’hardware server basato su AMD.
  • Aggiunta di sistemi Intel Alder Lake: il supporto per le piattaforme più recenti richiede ulteriori adattamenti e test, che verranno probabilmente inclusi in una futura versione di testing, come la Libreboot 26.06 RC1.

Riferimenti ufficiali e download

Per ulteriori dettagli tecnici, è possibile consultare l’annuncio ufficiale della versione Libreboot 26.01 sul sito di Libreboot.

Libreboot è distribuito esclusivamente tramite il proprio sito ufficiale, dove sono disponibili le istruzioni dettagliate per il download, l’installazione e l’aggiornamento.

Gli utenti interessati devono seguire attentamente le guide ufficiali per evitare di danneggiare l’hardware durante il processo di flashing, cioè la procedura con cui il firmware Libreboot viene scritto direttamente nel chip della scheda madre. Il flashing richiede particolare cautela perché un errore nella scelta dell’immagine, nella configurazione degli strumenti o nell’esecuzione dei comandi può rendere il sistema non avviabile. Per questo motivo Libreboot fornisce istruzioni dettagliate e strumenti dedicati, indispensabili per completare l’operazione in modo sicuro e ridurre al minimo il rischio di compromettere il dispositivo.

Visited 1 times, 1 visit(s) today
Se vuoi sostenermi, puoi farlo acquistando qualsiasi cosa dai diversi link di affiliazione che ho nel mio sito o partendo da qui oppure alcune di queste distribuzioni GNU/Linux che sono disponibili sul mio negozio online, quelle mancanti possono essere comunque richieste.

Se ti senti generoso, puoi anche donarmi solo 1€ o più se vuoi con PayPal e aiutarmi a continuare a pubblicare più contenuti come questo. Grazie!

Hai dubbi o problemi? Ti aiutiamo noi!

Se vuoi rimanere sempre aggiornato, iscriviti al nostro canale Telegram.
Se vuoi ricevere supporto per qualsiasi dubbio o problema, iscriviti alla nostra community Facebook o gruppo Telegram.
Cosa ne pensi? Fateci sapere i vostri pensieri nei commenti qui sotto.
Ti piace quello che leggi? Per favore condividilo con gli altri.
Amazon Music
Scopri le ultime offerte per dischi ssd su Acquista su Amazon
Scopri le ultime offerte per memorie RAM DDR su Acquista su Amazon
Scopri le ultime offerte per Chromebook su Acquista su Amazon
Scopri le ultime offerte per Raspberry su Acquista su Amazon

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.