La Free Software Foundation chiude il 2025 con donazioni record e non solo

Il 2025 si è concluso con 2 notizie significative per la Free Software Foundation (FSF), entrambe rilevanti per chi segue da vicino il mondo del software libero e dell’ecosistema GNU/Linux. Da un lato, un risultato economico senza precedenti; dall’altro, un’iniziativa comunicativa che tenta di raggiungere un pubblico più ampio rispetto alla tradizionale cerchia degli attivisti.
Donazioni record: 900.000 dollari in Monero
Poco prima delle festività natalizie, la FSF ha annunciato di aver ricevuto 2 donazioni in Monero (XMR) per un totale di 900.000 dollari.
Si tratta di una cifra eccezionale per un’organizzazione che vive quasi esclusivamente di contributi volontari e che, negli ultimi anni, ha dovuto affrontare un contesto economico non semplice.
La scelta di Monero non è casuale. A differenza di molte criptovalute più note, Monero è progettata per garantire privacy by design, grazie a tecnologie come RingCT, stealth addresses e ring signatures. È una filosofia che si allinea perfettamente con i valori storici della FSF.
Il commento dell’amministratore delegato, Zoë Kooyman, è stato netto:
These incredible acts of generosity are a true gift in a challenging time for many, including many organizations like ours, it proves that software freedom is recognized more and more as a principal issue today, at the core of several other social movements people care about like privacy, ownership, and the right to repair.
Questi incredibili atti di generosità sono un vero dono in un momento complesso per molti, incluse organizzazioni come la nostra. Dimostrano che la libertà del software è sempre più riconosciuta come una questione fondamentale, al centro di altri movimenti sociali a cui le persone tengono, come la privacy, la proprietà e il diritto alla riparazione.
Sebbene la pagina ufficiale delle donazioni non elenchi più le criptovalute, la FSF accetta donazioni in criptovalute, tra cui Monero, tramite richiesta diretta all’indirizzo email “donate@fsf.org”.
Dal punto di vista operativo, queste risorse permetteranno di sostenere:
- le infrastrutture tecniche (server, mirror, servizi per sviluppatori),
- le attività legali legate alla difesa del copyleft,
- i progetti educativi e divulgativi,
- il supporto continuo al progetto GNU.
Queste 2 donazioni anonime si aggiungono alla campagna di raccolta fondi annuale della FSF, che ogni anno fissa un obiettivo economico per sostenere le attività della fondazione. La FSF aveva stabilito per il 2025 il traguardo di 400.000 dollari, una cifra che tradizionalmente rappresenta la base minima necessaria per coprire le spese operative essenziali.
Ebbene, già il 10 novembre 2025 la FSF dichiarava di aver superato ampiamente questo obiettivo, raggiungendo quasi 600.000 dollari. A questo risultato, già superiore alle aspettative, si sono poi aggiunte le 2 donazioni private in Monero annunciate a dicembre, per un totale di circa 900.000 dollari.
Sommando i dati ufficiali disponibili, è quindi possibile affermare che nel 2025 la FSF abbia raccolto almeno 1,5 milioni di dollari, una stima prudente che non include le donazioni successive al 10 novembre né le quote associative. Un risultato che conferma la solidità del sostegno alla missione della fondazione e l’interesse crescente verso i temi della libertà del software.
ShoeTool: un cortometraggio che spiega il software proprietario meglio di molte conferenze
Per chiudere l’anno, la FSF ha pubblicato ShoeTool, un cortometraggio animato che racconta in modo semplice e accessibile i rischi legati all’uso di software proprietario. Il video è disponibile qui: https://www.fsf.org/blogs/community/presenting-shoetool-happy-holidays-from-the-fsf
La storia è volutamente essenziale: un calzolaio acquista una macchina “miracolosa”, salvo scoprire che il contratto lo vincola a condizioni che gli impediscono di controllare ciò che ha comprato. È una metafora trasparente dei meccanismi tipici del software non libero:
- impossibilità di accedere al codice sorgente,
- dipendenza da server remoti o servizi centralizzati,
- DRM e restrizioni d’uso,
- divieto di riparazione o modifica,
- lock-in tecnologico.
Per chi vive quotidianamente in un ecosistema GNU/Linux, questi concetti sono familiari. Ma ShoeTool ha un pregio importante: riesce a comunicarli anche a chi non ha competenze tecniche, usando un linguaggio narrativo immediato. È un tentativo di uscire dalla “bolla” del software libero, spesso percepito come un tema per addetti ai lavori.
Conclusione
Le 2 iniziative, la raccolta fondi e il cortometraggio, sono complementari. Da un lato, la FSF ottiene risorse per continuare a sostenere progetti fondamentali e dall’altro, ShoeTool ricorda che la battaglia per il software libero non è solo tecnica, ma culturale. E riguarda tutti, non solo chi compila kernel Linux o contribuisce a pacchetti software.
Il 2025 si chiude con un messaggio chiaro: la libertà del software rimane un tema centrale in un mondo dominato da piattaforme chiuse, servizi proprietari e dispositivi che limitano l’utente.
La FSF, con i suoi limiti e le sue battaglie storiche, continua a essere un punto di riferimento. E ShoeTool dimostra che è possibile parlare di libertà digitale anche con strumenti narrativi semplici, senza perdere profondità.
Fonte: https://www.fsf.org/news/free-software-foundation-receives-historic-private-donations
Fonte: https://www.fsf.org/appeal
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