Wind e Tre ed un solo cuore il 31 Dicembre: gli operatori si fondono!

By Salvo Cirmi (Tux1)

Gli operatori telefonici Wind e Tre, nell’ultimo periodo, hanno avuto modo di confrontarsi, di avvicinarsi molto, permettendo la nascita di un nuovo futuro insieme, un nuovo operatore che presto sarà tra noi e prenderà il nome di Wind Tre S.p.A.

Il tutto avrà inizio a partire dal 31 Dicembre 2016, dove sarà possibile ammirare la più grande operazione italiana di M&A (Merge & Acqisition) degli ultimi anni, che porta la fusione fiscale di Wind Telecomunicazioni S.p.A. e H3G S.p.A, che riporterà partita IVA numero 13378520152, ovvero quella avuto sino ad ora da H3G S.p.A.

Avverrà quindi un passaggio del 100% di proprietà da Wind S.p.A. ad H3G S.p.A. con dislocamento dei dipendenti dalla prima alla seconda società. La seconda società sarà controllata e contesa al 50% tra i due magnate: CK Hutchison Holding Limited e Vimpelcom Limited.

La nuova squadra prevede 8 prime linee con manager di esperienza nazionale e internazionale: Dina Ravera (Merger Integration Officer), Stefano Invernizzi (Cfo), Benoit Hanssen (Technology), Paolo Nanni (Business & Wholesale), Luciano Sale (Human Resources), Mark Shalaby (Compliance, Legal & Regulatory), Michiel Van Eldik (Consumer & Digital) e Massimo Angelini (PR Internal & External Communication)

Cosa cambierà agli utenti dopo la fusione?

La parte più importante, per un utente, è appunto sapere cosa cambierà dopo questa importante fusione. Sul fronte prezzi, rimarrà tutto invariato (almeno inizialmente, con le varie offerte a disposizione) inoltre anche il segnale dovrebbe rimanere identico.

La fusione è iniziata solo adesso e terminerà nel corso del 2017, dove si fonderanno anche le infrastrutture, verranno rimodulati i piani tariffari, ne verranno creati di nuovi e molto altro. Inoltre, grazie a ben 21.000 punti di trasmissione ed all’accordo con OpEn Fiber (gruppo Enel), verrà creata una rete ultra larga che quindi ne migliorerà pesantemente le prestazioni.

Se Wind e Tre si fondono, rimane un posto libero?

Esatto, e quella fetta ha intenzione di prenderla Free Mobile, l’operatore francese che ha intenzione di fare una bella concorrenza a tutti gli operatori italiani.

Come verificare codice fiscale (via Web o app)

By Giuseppe F. Testa

Con la tessera sanitaria viene fornito anche il nostro codice fiscale. Con codice fiscale identifichiamo la stringa alfanumerica di 16 caratteri con cui ogni cittadino italiano viene identificato in modo univoco ai fini fiscali e amministrativi. Viene utilizzato anche per le associazioni senza partita IVA o per qualsiasi contribuente (anche straniero, basta che risieda in Italia).

Ma come verificare che il codice fiscale fornito sia corretto? Di seguito abbiamo raccolto tutti i siti e le app per Android, iOS e Windows Phone in grado di verificare e generare codici fiscali partendo dai dati in nostro possesso, così da poter verificare il codice fiscale inserito.

Come verificare codice fiscale

Prerequisiti

Per poter generare correttamente un codice fiscale con uno dei seguenti strumenti dovremo recuperare le seguenti informazioni.

  • Nome
  • Cognome
  • Data di nascita
  • Luogo di nascita
  • Sesso

Ottenute queste informazioni potremo generare il codice fiscale correttamente, senza temere errori.

Se invece vogliamo conoscere i dati di un codice fiscale in nostro possesso (per verificare che sia vero o falso), basterà utilizzare il codice fiscale sugli strumenti segnalati.

Servizi Web

Per generare e verificare un codice fiscale corretto possiamo utilizzare il servizio offerto dall’Agenzia delle Entrate, ente predisposto al rilascio dei codici fiscali.

Clicchiamo sulla seguente pagina per ottenere la pagina del servizio.

LINK | Agenzia delle Entrate

Inseriamo il campo codice fiscale e compiliamo gli altri dati per poter effettuare la verifica e controllare se il codice fiscale esiste. Inseriamo i dati, effettuiamo il controllo CAPTCHA e clicchiamo su Invia per effettuare il controllo.

Se abbiamo solamente il codice fiscale possiamo effettuare un controllo sempre dall’Agenzia delle Entrate utilizzando il seguente link.

LINK | Agenzia delle Entrate

Inseriamo il codice fiscale, effettuiamo il controllo CAPTCHA e clicchiamo su Invia per effettuare il controllo.

Non ricordiamo più il codice fiscale? Possiamo generarlo automaticamente utilizzando il servizio Codice Fiscale, disponibile in basso.

LINK | Codice Fiscale

Inseriamo nel sito tutti i dati richiesti e già segnalati nei Prerequisiti ed otterremo, se inseriamo tutto correttamente, il nostro codice fiscale o il codice fiscale della persona di cui inseriamo i dati.

App per controllare e generare codice fiscale

Vogliamo effettuare un controllo del codice fiscale direttamente da smartphone? Ecco le miglioriu app dedicate allo scopo per Android, iOS e Windows Phone/10.

App Android

App iOS (iPhone e iPad)

App Windows Phone/10

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OnePlus 3T: il miglior telefono Android del 2016?

By Giuseppe F. Testa

Qual è il miglior smartphone Android sul mercato? Molti penserebbero subito ai Samsung Galaxy S7 o ai Nexus, ma un outsider cinese è pronto a sbaragliare la concorrenza ed imporsi come vero “ammazza-grandi” sul panorama mondiale. Stiamo parlando del OnePlus 3T, uno smartphone che non ha nulla da inviare a prodotti più blasonati, anzi offre (dove possibile) anche di più, il tutto ad un prezzo tutto sommato contenuto (meno di 500€).

Incuriositi? Scopriamo insieme il OnePlus 3T, candidato ad essere il miglior smartphone del 2016.

Recensione OnePlus 3T

Confezione

Confezione davvero molto bella e colorata.


All’interno troviamo:

  • Smartphone
  • Caricabatterie con Dash Charge per la ricarica rapida
  • cavo compatibile Dash con USB Type-C
  • Spilla per estrarre lo slot delle SIM
  • un buono da 5€ da spendere sullo store OnePlus

Le cuffie sono diventare ormai un optional per molti dispositivi: sono sempre di meno i produttori che le integrano.

Design ed ergonomia

OnePlus 3T è identico al OnePlus 3: dai materiali usati per la scocca, fino alle dimensioni e peso effettive, non c’è alcuna reale differenza se non nel colore della scocca posteriore (leggermente più scuro). Sicuramente è presente una grande cura dei dettagli, con un design che ricorda quello degli HTC di fascia alta. Ottima la presenza del tasto fisico in alto a sinistra per cambiare modalità audio al volo, senza dover nemmeno accendere lo schermo dello smartphone.

La fotocamera posteriore è sporgente, caratteristica che potrebbe non piacere a tutti.

Nel lato inferiore troviamo lo speaker, il microfono e il connettore USB Type-C, con cui possiamo inserire il cavo di ricarica senza temere di sbagliare verso (con il Type-C possiamo inserire il cavo senza badare alla forma o ai piedini di connessione).








Hardware

Il OnePlus 3T si presenta con le seguenti caratteristiche tecniche:

  • CPU Qualcomm Kyro Quad Core (2 core a 2.35 GHz e 2 core a 1.6 GHz)
  • GPU Adreno 530
  • RAM 6 GB LPDDR4
  • Memoria interna 64/128 GB UFS 2.0
  • Display 5,5″ Optic AMOLED FullHD (1920 x 1080) a 401 ppi
  • Vetro anteriore Corning Gorilla Glass 4
  • Fotocamera posteriore 16 MP (Sensore Sony IMX 298) con OIS, EIS e RAW
  • Registrazione video 4K
  • Fotocamera anteriore da 16 MP (Sensore Samsung 3P8SP)
  • Batteria 3400 mAh (non removibile)
  • Ricarica rapida tramite Dash Charge (5V, 4A)
  • Dual SIM (2 schede nanoSIM)
  • Bluetooth 4.2
  • NFC
  • Wi-Fi 802.11 a/b/g/n/ac
  • Supporto LTE italiano (modello Europa)
  • Doppio microfono
  • Tecnologia Dirac HD Sound
  • Connettore USB 2.0, Type-C
  • Lettore d’impronte digitali

La scheda tecnica parla da sola: ci troviamo davanti al telefono più potente nel panorama Android, con tutto il meglio della tecnologia finora disponibile sul mercato racchiuso in un case d’alluminio.

Il processore è un Qualcomm di ultima generazione con doppio processore dual-core, operante in modalità simile al big.LITTLE visto sui processori Samsung: quando è richiesta poca potenza, utilizzerà i due core più “lenti” per risparmiare energia, mentre durante i giochi o la riproduzione di video verranno usati tutti i core, inclusi quelli ad alta velocità. Il risultato è un telefono che difficilmente vedrà mai un rallentamento, anche sotto sforzo estremo, anche grazie ai 6 GB di RAM ultra veloce.

Di seguito lo strepitoso risultato ottenuto con questo smartphone con l’app Antutu BenchMark.


162.087 punti, che lo pone direttamente sul podio dietro solo ai nuovi iPhone. Sbaragliata la concorrenza di qualsiasi altro smartphone con sistema operativo Android!

Lo schermo è di assoluta qualità: risoluzione ottima con il pannello in AMOLED dai colori vivi, con un contrasto elevato ed un perfetto bilanciamento dei bianchi. Resistenza agli urti garantita dal Corning Gorilla Glass 4.

ATTENZIONE: la variante Cinese del OnePlus 3T (venduta da Gearbest) è identica a quella Europa con l’unica differenza di non supportare la banda 800 MHz.

Software

Lato software troviamo il sistema operativo OxygenOS, basato su Android 6.0 Marshmallow. Lo smartphone mantiene inalterati tutti i vantaggi di una ROM Android Vanilla, con alcune personalizzazioni mirate, atte a migliorare sensibilmente l’esperienza utente mentre si usa lo smartphone.

Ecco le principali novità del menu Impostazioni.




Abbiamo tra le funzionalità offerte dalla ROM:

  • Tasti, che permette di modificare il comportamento dei tasti soft e del tasto Home
  • Gesti, per gestire i gesti di risveglio e le gesture per accendere velocemente il Flash come una torcia o per avviare la fotocamera
  • Utenti, che permette di aggiungere nuovi profili utente a cui assegnare app ed account separati
  • Sicurezza e Impronta, per gestire l’accesso al telefono tramite sensore d’impronte
  • Avanzate, per poter gestire alcune caratteristiche avanzate come lo spegnimento e l’accensione automatica
  • Aggiornamento, per gestire gli aggiornamenti il sistema operativo OxygenOS.

Il launcher di sistema è veloce, reattivo e ampiamente personalizzabile. Il OnePlus permette di scegliere fin da subito un nuovo pack di icone per i programmi ed offre un’interfaccia rapida in stile Google Now (richiamabile con uno swipe verso destra nella home).

Altre funzionalità sono integrabili nel launcher semplicemente tenendo premuto per qualche secondo sullo schermo.








Se temete le app preinstallate OnePlus vi farà felici. sappiate che la ROM integra solo le Google App ed offre come app proprietarie il gestore file, l’app meteo e l’app per accedere direttamente al forum della community.



Difficilmente sentirete la necessità di cambiare launcher o peggio ancora ROM: OxygenOS offre la libertà di una ROM Vanilla unita alle personalizzazioni del sistema che faranno la gioia degli utenti che desiderano il massimo controllo sul proprio sistema operativo.

Multimedia

Lato multimediale troviamo sul OnePlus 3T entrambe le fotocamere con sensori da 16 MP firmati Sony (fotocamera posteriore) e Samsung (fotocamera anteriore).

La qualità delle foto scattate dalla fotocamera posteriore è molto buona, con un sensore in grado di reagire prontamente a tutti i cambi di luce e di scattare foto molto velocemente, anche con l’HDR o la modalità HQ attiva.

Ecco alcuni scatti realizzati con la fotocamera posteriore.








Nulla da eccepire: il sensore Sony fa alla grande il suo lavoro, riuscendo a cogliere l’attimo anche senza smanettare troppo con le impostazioni.

Ecco invece un selfie realizzato con la fotocamera anteriore.

Buona qualità, ma il sensore Samsung della fotocamera anteriore è un po’ più pigro a “cogliere” i cambi di luce, generando immagini un po’ più rumorose del sensore posteriore.

L’app Fotocamera presenta tutto l’occorrente per realizzare foto e video di qualità. Ecco le modalità offerte dall’app.

Possiamo realizzate video con HDR automatico, in alta qualità (HQ), Panorama o in modalità manuale; possiamo anche realizzare video semplici, in Time-Lapse (video accelerato) o in Slow Motion (video al rallentatore).

Per gli esperti della fotografia è possibile utilizzare la modalità manuale, con cui regolare altri importanti parametri per scattare buone foto.

Potremo regolare l’ISO, il bilanciamento del bianco, la velocità dell’otturatore e il tipo di focus. Ottima la possibilità di scattare foto in RAW, così da evitare la compressione dell’immagine del formato JPG.

Batteria

Il OnePlus 3T offre una batteria al litio non rimovibile da 3.400 mAh, sulla carta adeguati per reggere l’enorme potenza dello smartphone.

Al primo utilizzo ovviamente lo smartphone non ha regalato risultati interessanti, come visibile nelle immagini sottostanti.


Elevato consumo di energia per i servizi Google e il sistema operativo in generale; comunque è possibile arrivare tranquillamente alle 3 ore e mezza, con utilizzo intenso al primo avvio.

Dopo un paio di cicli di carica la situazione è decisamente migliorata, come visibile negli screen in basso.


Si superano le 4 ore di schermo senza alcun problema, riuscendo a garantire l’utilizzo giornaliero senza dover temere di rimanere a secco d’energia. Permane il consumo anomalo di energia da parte dei Servizi Google e di altre componenti del sistema, segno evidente che il risultato potrebbe essere anche migliore con qualche ottimizzazione in più.

In ogni caso non dovremo temere lunghi tempi di ricarica: grazie alla modalità Dash Charge è possibile ricaricare completamente lo smartphone (con il cavetto e il caricatore ufficiale OnePlus) in meno di mezz’ora.

Rapporto qualità/prezzo

Il OnePlus 3T è disponibile sullo store ufficiale OnePlus a partire da 439€ (versione da 64GB). Decisamente un prezzo allettante, considerando che uno smartphone con tali caratteristiche viene venduto sopra i 600€. Dallo stesso link è possibile scegliere la versione da 128 GB e personalizzare il proprio device con accessori e cover.

LINK ACQUISTO | OnePlus

Possiamo acquistare OnePlus 3T con le seguenti offerte.

Conclusioni

Il OnePlus 3T è davvero il miglior smartphone sul mercato? Sicuramente è uno dei maggiori indiziati per lo scettro. Questo smartphone presenta grande qualità costruttiva, ottima scelta dei materiali, una scheda tecnica da urlo, una buona autonomia ed un software veloce e scattante rendono giustizia alla valutazione. Non mancano i difetti: alcuni errori di traduzione nei menu e nelle app, un consumo anomalo di batteria da parte di alcuni componenti e un touch che ogni tanto “fa le bizze” sono indizi di una ottimizzazione non ancora completa, e siamo certi che OnePlus saprà correggere tutti i difetti con un semplice aggiornamento.

Buona scelta anche per gli amanti della fotografia: il sensore posteriore è uno dei migliori in circolazione (se non il migliore), tante caratteristiche aggiuntive e una modalità manuale che piacerà agli esperti. Fotocamera anteriore più che buona, considerando i 16MP dedicati la maggior parte delle volte ai selfie.

Se cercate un telefono di cui vantarvi, lo avete appena trovato.

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Connessione lenta in Windows 10: soluzioni

By Jessica Lambiase

I motivi per cui possiamo imbatterci in una connessione lenta in Windows 10 sono diversi; in generale, volendo escludere problemi della linea o del router, ciò succede perché alcune componenti del sistema operativo scaricando o caricano dati senza che noi ce ne rendiamo conto.

Un esempio possono essere gli aggiornamenti: per impostazione predefinita Windows 10 li scarica non appena questi vengono resi disponibili e senza la possibilità di bloccarli, con il diretto risultato che la connessione diventa lenta non soltanto in Windows 10 ma anche in tutti gli altri dispositivi collegati alla rete.

Nella guida che segue vedremo alcune soluzioni ai più noti problemi che causano connessione lenta in Windows 10: prima, però, cerchiamo di capire se il problema è davvero Windows 10!

Capire se il problema è Windows 10

Riscontriamo problemi di lentezza usando Windows 10 ed abbiamo il sospetto che sia proprio il nostro dispositivo la causa del problema. Ma come fare a rendercene conto?

Alcuni router, ad esempio, permettono di visualizzare la banda usata dai vari dispositivi connessi; se il nostro router supporta ciò potremo renderci immediatamente conto del dispositivo che provoca problemi: basterà entrare nel router e visualizzare chi impegna più rete. Se è il nostro dispositivo Windows 10, allora possiamo passare al capitolo successivo.

Sfortunatamente non tutti i router supportano la visualizzazione della banda usata dai dispositivi connessi; in tal caso possiamo tagliare la testa al toro e capire se il problema della connessione lenta in Windows 10 è proprio il sistema operativo in un modo semplicissimo.

Ci basterà infatti spegnere il dispositivo Windows 10 e provare la nostra rete con un altro dispositivo: se notiamo che questa è ritornata veloce allora il problema è proprio Windows 10 e possiamo passare al capitolo successivo.

Se invece il problema non dovesse essere Windows 10 e la rete dovesse rimanere lenta anche dopo aver spento il dispositivo, vi consigliamo di leggere il capitolo “Il problema non è Windows 10?” di questa guida, che troveremo alla fine.

Connessione lenta in Windows 10: soluzioni

Il download degli aggiornamenti

Una delle cose che più ha mandato in bestia gli utenti di Windows 10 è sicuramente l’impossibilità di evitare il download degli aggiornamenti, almeno in Windows 10 Home. E questa è la causa principale della connessione lenta in Windows 10: spesso i pacchetti di aggiornamenti sono belli grossi e scaricarli può saturare la rete, soprattutto se al nostro router sono connessi più dispositivi Windows 10.

Come fare, quindi? Se abbiamo Windows 10 Pro possiamo ritardare gli aggiornamenti delle funzionalità (ma non quelli per la sicurezza come le definizioni di Defender, ad esempio) recandoci in Impostazioni > Aggiornamento e sicurezza > Windows Update e mettendo il segno di spunta su “Ritarda aggiornamenti delle funzionalità”. Se abbiamo Windows 10 Enterprise o Educational, possiamo passare al branch CBB o LTSB per ritardare il download degli aggiornamenti.

Se invece abbiamo Windows 10 Home, l’unico modo per bloccare il download degli aggiornamenti è impostare la connessione a consumo come illustrato nella nostra guida dedicata.

Così facendo, tuttavia, neanche le app ed i programmi in background scaricheranno dati, dunque non riceveremo notifiche, aggiornamenti e quant’altro a meno che non apriamo manualmente i programmi in questione.

La condivisione degli aggiornamenti

Per impostazione predefinita, Windows 10 è configurato per “distribuire” parti di aggiornamenti, una volta scaricate, anche agli altri computer o dispositivi della rete o addirittura fa da nodo per gli altri PC Windows 10 sparsi su Internet. Questo potrebbe essere un problema nel caso di aggiornamenti belli grossi e congestionare la rete, causando la connessione lenta in Windows 10.

Per disattivare la funzionalità di condivisione rechiamoci in Impostazioni > Aggiornamento e sicurezza > Windows Update. Facciamo ora click su Opzioni avanzate, poi su Scegli come recapitare gli aggiornamenti.

Connessione lenta in Windows 10

Mettiamo su Disattivato l’interruttore che compare nel nuovo pannello.

Telemetria e informazioni

Sempre per impostazione predefinita, Windows 10 invia informazioni al server su diversi aspetti del sistema operativo e sulle modalità d’uso dell’utente. Limitare al minimo lo scambio di tali informazioni può aiutare a risolvere i problemi di connessione lenta in Windows 10.

Farlo non è difficile: rechiamoci in Impostazioni > Privacy e facciamo click su Feedback e diagnostica.

Mettiamo su “Mai” la tendina in corrispondenza della richiesta di feedback e su Di Base quella in corrispondenza dei dati di diagnostica.

Le app in background

Anche le app di Windows 10 che vengono eseguite in secondo piano potrebbero scaricare o caricare molti dati e saturare la banda, provocando dunque connessione lenta in Windows 10. Possiamo limitare le app in background da eseguire recandoci in Impostazioni > Privacy > App in background e disattivare quelle che non vogliamo siano eseguite, a meno che non vengano aperte manualmente.

In alternativa possiamo impostare la connessione a consumo in modo da impedire il download di dati, aggiornamenti e quant’altro (in tal modo però anche le app ed i programmi che ricevono notifiche, ad esempio Telegram o WhatsApp, non ne riceveranno se non manualmente aperte).

Usare il QoS ed altri metodi per limitare la banda

Se non vogliamo disattivare gli aggiornamenti né limitare la quantità di dati che Windows 10 scambia con il server o se, semplicemente, neppure così facendo abbiamo risolto il problema, potremo limitare la banda di rete sul nostro dispositivo usando una serie di accorgimenti.

Citiamo l’esempio del QoS, che sta per Quality Of Service: agendo su queste impostazioni, possiamo limitare la banda usata da un computer o da un dispositivo. Ciò significa che “limiteremo” la banda usata da Windows 10, in compenso però non avremo più connessione rallentata sugli altri dispositivi.

Possiamo limitare la banda usando uno dei metodi illustrati nella nostra precedente guida.

Il problema non è Windows 10?

Se dopo aver spento Windows 10, dopo aver constatato che non è il sistema a rubare banda o dopo aver applicato tutte le soluzioni disponibili ci ritroviamo comunque con una connessione lenta, allora con ogni probabilità il problema non è Windows 10.

Se la nostra connessione è particolarmente lenta, possiamo usare la nostra guida dedicata per scoprire e risolvere i vari problemi che potrebbero essersi presentati.

Allo stesso modo, se la connessione WiFi dovesse addirittura smettere di funzionare, potremo usare la guida dedicata ai problemi che potrebbero verificarsi e alle soluzioni da applicare per risolverli.

Infine, se abbiamo il sospetto che il problema sia la debolezza del segnale WiFi, potremo usare gli accorgimenti illustrati nella nostra guida dedicata per potenziarlo.

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Raccolta driver USB Android per smartphone e tablet

By Giuseppe F. Testa

Abbiamo un PC con installato Windows che non ne vuole sapere di riconoscere il nostro smartphone o tablet Android? Se ci troviamo in questa situazione ne possiamo uscire brillantemente installando il driver USB Android opportuno. Oltre ad un driver generico sono disponibili driver specifici per ogni produttore di smartphone Android.

In questa guida abbiamo raccolto tutti i driver USB Android disponibili presso i produttori, così da poter installare subito quello giusto senza perdersi nel web. Vi mostreremo sia i driver per PC Windows sia il driver per Mac.

Raccolta driver USB Android

Driver Windows

Possiamo scaricare il driver generico Android leggendo la nostra guida dedicata.

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Se cerchiamo invece il driver USB Android specifico per un produttore possiamo utilizzare il seguente elenco per scaricare il driver appropriato.

Driver Mac

Per Mac il riconoscimento del dispositivo Android dovrebbe essere automatico; in caso di problemi possiamo installare l’app Android File Transfer, che permette di connettere un dispositivo Android al Mac per trasferire foto, musica e altri contenuti dalla memoria interna del telefono al disco del Mac.

Possiamo scareicare Android File Transfert dal seguente link.

DOWNLOAD | Android File Transfer

Altre guide

Al posto del driver USB possiamo utilizzare le suite per gestire lo smartphone da PC; spesso queste suite dispongono anche del driver appropriato per connettere lo smartphone o il tablet Android da PC.

Vogliamo trasferire file da PC a smartphone via WiFi, senza usare nessun cavetto USB? Basterà seguire la nostra guida dedicata.

Desideriamo invece trasferire dati in un nuovo smartphone Android senza passare dal PC? Con la nostra guida è possibile, basterà seguire tutti i passaggi alla lettera.

Vogliamo trasferire file da Android a PC? Con la nostra guida è molto semplice effettuare il trasferimento.

Desideriamo spostare la musica da Android a PC? Ecco tutti metodi validi.

E se al posto della musica volessimo trasferire le foto? Ecco tutti i metodi utili per trasferire le foto da Android a PC.

Abbiamo dei file di grandi dimensioni da trasferire tra Android e iPhone? Con la nostra guida sarà decisamente più semplice.

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Nascondere foto e app su Android con PrivateMe

By Salvo Vosal

Quanto tenete alla vostra privacy? Oramai gli smartphone riescono a dire moltissimo di noi, spesso molto più di quello che vorremmo fare sapere a parenti e amici. Quindi per evitare di avere i sudori freddi ogni volta che cediamo il nostro smartphone sbloccato, ad un amico o un parente, forse è meglio utilizzare una applicazione per proteggere app, foto e file e in definitiva il nostro diritto alla privacy.

Parliamo spesso di app Android, abbiamo fatto una dettagliata lista delle migliori per ogni esigenza:

Abbiamo già parlato di diverse soluzioni per nascondere app e foto su Android:

PrivateMe si distingue dalla massa delle soluzioni concorrenti perché, pur non avendo bisogno del root per funzionare, ha un numero sorprendente di comode funzioni.

Vediamo tutte le caratteristiche di questa applicazione:

  • Crea un’area sicura nel vostro telefono o tablet con app e contenuti ai quali voi soli potete avere accesso.
  • Nasconde completamente le app che selezionate: elimina l’icona dal launcher, le notifiche dell’app e persino ogni traccia dal menu applicazioni recenti.
  • Permette di utilizzare due account su una singola applicazione senza che interferiscano fra di loro. Gli sviluppatori chiamano questa funziona clonare una applicazione.
  • Nasconde completamente le foto selezionante, rendendole accessibili solo nella vostra area sicura.
  • E’ disponibile l’opzione per impedirne la disinstallazione: è consigliato abilitarla, in quanto in caso di disintallazione perderete i dati nella vostra area sicura.

PrivateMe app per nascondere foto e app su Android

PrivateMe utilizza un gran numero di permessi, la cosa non deve allarmare in quanto sono necessari per far funzionare le app clonate. Inoltre nelle statistiche di Android potrà sembrare che PrivateMe consumi molte risorse, in realtà saranno quelle consumate dalle singole app clonate che non verranno mostrate.

L’app è completamente gratis e davvero utile, oltre che particolarmente discreta. Lo sviluppo continua e i coder lavorano per migliorarla ulteriormente ad ogni aggiornamento.

La trovate gratis sul Play Store di Android:

Download | PrivateMe

Davvero niente male, non credete?

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Wine 2.0 work in progress: disponibile la terza RC.

By Matteo Gatti

wine RC 3

Il team di sviluppo di Wine ha annunciato il rilascio della terza RC di Wine 2.0.

Wine è un software scritto in C che permette il funzionamento dei programmi sviluppati per il sistema operativo Microsoft Windows su Linux.
In realtà fino al 1997 Wine era l’acronimo di Windows Emulator poi cambiato nell’attuale per distinguerlo dai normali emulatori.

Wine 2.0 è una major release attesa da tempo, lo sviluppo procede spedito, la release candidate precedente è stata rilasciata solo 10 giorni fa. La versione definitiva è attesa per il prossimo mese di Gennaio.

Le novità della terza RC.

Introdotte numerose novità ad applicazioni e giochi, tra cui: Unreal Tournament 3, Streamline, Warhammer 40,000: Dawn of War II, The Magic School Bus Explores the Solar System, Chuckie Egg: The Next Batch 1.2, WinAuth 3.5.1.

Questa release implementa poi un fix per la modalità multiplayer di DOOM (2016). Introdotte numerose migliorie al componente gdiplus.dll. Come in ogni software anche in questa release saranno certamente presenti diversi bug, pertanto se ne riscontrate non esitate a segnalarli sulla piattaforma Wine bug tracker.

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Vi ricordiamo che seguirci è molto semplice: tramite la pagina Facebook ufficiale, tramite il nostro canale notizie Telegram e la nostra pagina Google Plus.

Qui potrete trovare le varie notizie da noi riportate sul blog. È possibile, inoltre, commentare, condividere e creare spunti di discussione inerenti l’argomento.

L’articolo Wine 2.0 work in progress: disponibile la terza RC. sembra essere il primo su Lffl.org.

Netflix: uscire dall’account su tutti i dispositivi

By Jessica Lambiase

Può capitare, soprattutto in queste vacanze, di voler passare qualche ora in compagnia guardando i nostri film o le nostre serie preferite a casa di un parente, amico o semplicemente un conoscente. Quale modo migliore di far fruttare il nostro account Netflix in questo modo?

A volte, però, presi dall’entusiasmo o da ciò che faremo immediatamente dopo è possibile che dimentichiamo di uscire dal nostro account prima di tornarcene a casa nostra, lasciando così il nostro parente, amico o conoscente potenzialmente in grado di sfruttarlo a scrocco (diminuendo così il numero dei dispositivi che possiamo usare).

Non è detto che ciò succeda, tuttavia uscire dall’account Netflix ogni volta che lo si usa su dispositivi non nostri è una buona pratica; se abbiamo il sospetto di aver dimenticato l’accesso da qualche parte, possiamo uscire dal nostro account Netflix da tutti i dispositivi in una sola volta.

Certo, facendo così ci toccherà accedere di nuovo anche dai nostri dispositivi ma, come si dice, per la sicurezza questo ed altro!

Uscire dall’account Netlix da tutti i dispositivi

Dal browser

Per uscire da Netflix su tutti i dispositivi da cui abbiamo effettuato l’accesso apriamo un browser e rechiamoci nella nostra pagina profilo di Netflix, seguendo il link in basso. Quando richiesto inseriamo nome utente e password.

LINK | Netflix – Il tuo account

Scorriamo la pagina in basso, fino ad individuare il link “Esci dall’account da tutti i dispositivi”.

Clicchiamo su di esso e confermiamo cliccando su “Esci”.

Dall’app

Il procedimento dall’app è semplicissimo: rechiamoci in Menu > Account ed attendiamo che nel browser del nostro dispositivo venga caricata la pagina relativa ai dettagli del nostro account.

Ora, per disconnettere Netflix da tutti i dispositivi, possiamo seguire lo stesso procedimento visto in alto.

Sospetto di account rubato?

Se vogliamo uscire dal nostro account Netflix perché sospettiamo che qualcuno se ne sia appropriato indebitamente, vi suggeriamo caldamente di leggere la nostra guida dedicata per scoprire come capire se ciò effettivamente è successo e come mettere in sicurezza il nostro account.

Altri articoli a tema Netflix

Vogliamo scaricare i film e le serie TV di Netflix per poterli vedere offline? Basterà seguire i passaggi della nostra guida per riuscirci.

Quali serie TV sono disponibili su Netflix? Possiamo controllare tutte le serie disponibili utilizzando il seguente indice.

Come monitorare tutte le nuove uscire su Netflix? Basta utilizzare i servizi disponibili nella nostra guida!

L’articolo Netflix: uscire dall’account su tutti i dispositivi appare per la prima volta su ChimeraRevo – Il miglior volto della tecnologia.

Ransomware: neanche le smart TV sono al sicuro

By Jessica Lambiase

La piaga dei ransomware non accenna ad arrestarsi e, sfortunatamente, le vittime sono sempre più numerose!

Per chi non ne avesse mai sentito parlare. un ransomware è un malware che chiede un riscatto per ritornare in possesso delle funzionalità o dei dati sul dispositivo che ne cade vittima. Noi consigliamo una lettura approfondita della nostra guida per comprenderne meglio il funzionamento.

Anche se la maggior parte dei ransomware sono pensati per Windows, altri sistemi operativi – tra cui Android – non possono assolutamente ritenersi al sicuro.

Non è assolutamente detto, purtroppo, che i ransomware Android colpiscono soltanto smartphone e tablet, anzi. La testimonianza in alto ci mostra come uno Smart TV LG dotato di Android TV sia stato reso praticamente inutilizzabile dal ransomware Cyber.police, costringendo il suo possessore – Darren Cauthon – ad eseguire un ripristino allo stato di fabbrica per poterlo riutilizzare.

Cyber.police è un malware che manda in soft-brick il dispositivo su cui viene eseguito, chiedendo un riscatto per sbloccarlo; se questo modo di agire può essere contrastato su smartphone e tablet usando (ad esempio) la modalità provvisoria per liberarsene, purtroppo sui TV le cose possono essere molto più complicate.

Per chi fosse curioso o ne avesse bisogno, la sequenza di ripristino ai dati di fabbrica di questo preciso modello – LG Google TV 50GA6400 – può essere eseguita dal telecomando ed è la seguente:

  1. premere e tenere premuto il tasto Impostazioni;
  2. premere e tenere premuto il tasto Canale precedente;
  3. rilasciare il tasto Impostazioni;
  4. rilasciare il tasto Canale Precedente.

Non si tratta del primo caso – né probabilmente si tratterà dell’ultimo – di ransomware che attacca uno Smart TV ma noi, con questa notizia, abbiamo voluto cogliere l’occasione per ribadire ancora una volta di prestare attenzione a ciò che si scarica e si installa sui propri dispositivi, televisori, orologi, domotici smart e quant’altro inclusi.

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Disattivare l’accesso al registro di Windows

By Jessica Lambiase

Immaginiamo lo scenario seguente: un computer, più utenti amministratori (o con privilegi comunque elevati) e qualcuno che, puntualmente, si diverte ad eseguire modifiche di sistema non gradite agli altri – ad esempio modificando delle voci di registro.

Tutto questo può essere evitato disattivando l’accesso al registro di Windows! Si tratta di un’operazione abbastanza complessa ma del tutto reversibile che permette ad un utente amministratore di impedire, a priori, l’accesso al registro di Windows visualizzando al suo posto un messaggio d’errore. Prima di procedere, vi consigliamo di leggere questa guida in tutte le sue parti facendo bene attenzione ai vari avvisi.

Per disattivare l’accesso al registro di Windows potremo agire in due modi differenti; il primo è quello di usare il registro stesso e può essere usato in tutte le versioni di Windows.

Il secondo, invece, richiede l’accesso all’editor delle politiche di gruppo – strumento disponibile nelle versioni Pro, Ultimate, Enterprise ed Educational dei sistemi operativi.

Poiché entrambi i procedimenti vanno ad intaccare parti importanti del sistema operativo, consigliamo caldamente di creare un backup del registro da ripristinare in caso di problemi.

 

Il consiglio è quello di attenerci all’uso degli strumenti suggeriti esclusivamente come illustrato in questa guida; una distrazione o una modifica errata possono compromettere il funzionamento dell’intero sistema. Non ci riterremo responsabili di eventuali danni dovuti all’uso improprio di queste istruzioni.

Disattivare l’accesso al registro di Windows

Tramite il registro

NOTA: questo metodo non deve essere assolutamente usato se nel computer è presente un solo utente oppure sull’unico account amministratore del sistema: ciò significherebbe impedire definitivamente l’accesso al registro di sistema senza la possibilità di reimpostarlo. Non ci assumeremo responsabilità alcuna sull’utilizzo di questa guida ignorando tale raccomandazione.

Per disattivare l’accesso al registro di Windows tramite il registro stesso, dovremo innanzitutto accedere al sistema con l’utente a cui intendiamo applicare le restrizioni. Su Windows 7 questi deve essere in precedenza “promosso” ad amministratore (se non lo è già), mentre in Windows 8.1 e Windows 10 è sufficiente inserire la password dell’utente amministratore quando richiesto.

Fatto ciò, apriamo il registro di sistema digitando la combinazione di tasti WIN+R e scrivendo al suo interno il comando

regedit.exe

seguito da Invio. Fatto ciò, rechiamoci in

HKEY_CURRENT_USERSoftwareMicrosoftWindowsCurrentVersionPolicies

E cerchiamo la sotto-chiave System. Se non è presente creiamola facendo click destro su Policies e selezionando Nuovo > Chiave. Diamo alla nuova chiave il nome

System

Ora clicchiamo destro sulla chiave appena creata (o su quella già presente) e selezioniamo Nuovo > Valore DWORD (32 bit). Diamo al nuovo Valore il nome

DisableRegistryTools

come da immagine.

Facciamo click doppio sul valore appena creato e, nel campo Dati Valore, inseriamo 1 e diamo OK.

Chiudiamo ora il registro: da questo momento non sarà più accessibile dall’utente corrente. Possiamo uscire dall’utente corrente ed eventualmente reimpostarlo come utente Standard, se necessario.

Per ripristinare l’accesso al registro di sistema ri-logghiamoci dall’utente per cui vogliamo riattivarlo (se necessario “promuovendolo” provvisoriamente ad amministratore) ed apriamo un prompt dei comandi in modalità amministratore. Per farlo accediamo al menu Start, scriviamo cmd nel campo di ricerca, clicchiamo destro sul risultato ottenuto e selezioniamo Esegui come amministratore.

Ora, nel prompt, digitiamo il comando

reg add "HKCUSoftwareMicrosoftWindowsCurrentVersionPoliciesSystem" /t Reg_dword /v DisableRegistryTools /f /d 0

E riavviamo il computer: la situazione sarà tornata alla normalità. Togliamo eventualmente i permessi di amministratore all’utente in questione.

Tramite l’editor delle politiche di gruppo

Anche questo procedimento dovrà essere eseguito per ogni utente a cui intendiamo applicare la restrizione ma, anziché accedere con ognuno, possiamo creare un gruppo di utenti da limitare tramite l’editor delle politiche di gruppo, seguendo le istruzioni illustrate nella nostra precedente guida.

Facciamo click doppio sulla console creata o, se invece abbiamo preferito di agire manualmente, premiamo la combinazione di tasti WIN+R e scriviamo al suo interno il comando

gpedit.msc

seguito da Invio. Ora rechiamoci in Configurazione Utente > Modelli amministrativi > Sistema e, nella parte destra della finestra, cerchiamo la voce “Impedisci accesso agli strumenti di modifica del registro di sistema” e facciamo click doppio su di essa.

Nella finestra di configurazione che segue mettiamo la spunta su Attivata, poi diamo OK e riavviamo il computer: l’utente (o il gruppo di utenti definito) non potrà più accedere al registro di sistema.

Per ripristinare l’accesso non dovremo far altro che ripetere la procedura e, nel pannello di configurazione, mettere il segno di spunta su “Non configurata” o su “Disattivata”.

L’articolo Disattivare l’accesso al registro di Windows appare per la prima volta su ChimeraRevo – Il miglior volto della tecnologia.