Dal 2027 la Germania adotterà il formato ODF come standard documentale per la Pubblica Amministrazione

Dal 2027 la Germania adotterà il formato ODF come standard documentale per la Pubblica Amministrazione

L’apertura di un file con estensione .doc tramite suite come LibreOffice mette spesso in evidenza un problema ben noto: l’assenza di uniformità nella resa grafica e nella struttura dei documenti. Questo comportamento, che può sembrare marginale, rivela invece una criticità più profonda, legata alla mancanza di un formato standard realmente condiviso per la produzione e la gestione dei documenti di testo.

La soluzione tecnica esiste da tempo ed è concettualmente chiara. Consiste nell’adozione di un formato aperto, interoperabile e indipendente da vincoli commerciali. Tuttavia, la sua diffusione è stata ostacolata dalla presenza di formati proprietari chiusi, in particolare quelli sviluppati e controllati da Microsoft, come .doc, .xls e .ppt. Questi formati, introdotti e imposti nel mercato attraverso la diffusione della suite Microsoft Office, hanno creato un ecosistema di dipendenza tecnologica che ha limitato l’adozione di alternative aperte, nonostante queste ultime offrano maggiore trasparenza, indipendenza tecnologica e compatibilità tra piattaforme, incluse le diverse distribuzioni GNU/Linux.

Per superare questo scenario sarebbe necessario un intervento strutturale, preferibilmente di natura istituzionale o regolatoria, capace di imporre standard condivisi e garantire interoperabilità a livello nazionale.

Un passo significativo in questa direzione arriva dalla Germania, dove il governo federale ha avviato un percorso di standardizzazione basato sull’OpenDocument Format (ODF). Secondo quanto riportato dall’OSOR, l’Open Source Observatory and Repository, un’organizzazione della Commissione Europea che monitora l’adozione di soluzioni open source nel settore pubblico, la Germania ha fissato al 2027 l’obiettivo di completare la migrazione verso l’ODF in tutte le pubbliche amministrazioni.

Durante la 46ª sessione del Consiglio di Pianificazione IT (IT-Planungsrat), l’organo che coordina la digitalizzazione della Pubblica Amministrazione tedesca, è stato ribadito un concetto chiave: i formati di scambio aperti sono essenziali per garantire interoperabilità e collaborazione tra enti pubblici. Questa posizione è perfettamente in linea con la risoluzione della seconda Conferenza dei Ministri Digitali (DMK), tenutasi il 18 ottobre 2024 a Berlino, che ha identificato i formati aperti come elemento strategico per la sovranità digitale della PA. La DMK ha invitato formalmente il Consiglio a promuovere l’adozione dell’ODF nelle comunicazioni tra livello federale e Stati federati, prevedendo una migrazione graduale entro il 2027, compatibilmente con le capacità tecniche dei sistemi attualmente in uso.

La Germania, già riconosciuta per il suo impegno nell’adozione di software libero e soluzioni aperte, conferma così il proprio ruolo di riferimento europeo. La fonte OSOR ricorda che alcune regioni tedesche hanno già avviato progetti pilota in questa direzione e cita in particolare lo Schleswig-Holstein, che ha iniziato a ridurre la dipendenza da soluzioni proprietarie già dal 2012 adottando LibreOffice e formati aperti. Secondo la strategia regionale del 2024, tappe decisive verso un ambiente digitale realmente sovrano sono proprio il passaggio all’OpenDocument Format (ODF) e la sostituzione della suite proprietaria con LibreOffice, con benefici concreti in termini di riduzione dei costi di licenza e maggiore sicurezza dei dati.

A partire dal 1º gennaio 2027, l’ODF diventerà il formato documentale di riferimento per l’intera Pubblica Amministrazione tedesca, come confermato dall’IT‑Planungsrat. Le amministrazioni statali inizieranno a supportarlo gradualmente da quella data, mentre il Federal IT Standardisation Board monitorerà le modalità tecniche di implementazione e valuterà i risultati nel 2028. Questa decisione, motivata dal desiderio di rafforzare la sovranità digitale del Paese, potrebbe costituire un precedente rilevante anche per altri Stati europei, Italia inclusa, aprendo la strada a un’adozione più ampia di formati aperti e interoperabili.

Fonte: https://interoperable-europe.ec.europa.eu/collection/open-source-observatory-osor/news/germany-aims-standardise-odf-2027

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