Rilasciato GStreamer 1.28: tutte le novità del framework multimediale open source

Rilasciato GStreamer 1.28: tutte le novità del framework multimediale open source

GStreamer è un framework (raccolta di strumenti software) open source, libero e multi-piattaforma, progettato per creare applicazioni di streaming multimediale. La “G” iniziale si riferisce a GNOME, il progetto desktop per cui GStreamer è stato originariamente sviluppato, mentre “Streamer” richiama il concetto di streaming multimediale, che rappresenta una delle sue principali funzionalità. Questo strumento è ampiamente utilizzato per gestire audio e video, supportando una vasta gamma di formati e codec.

GStreamer è disponibile per tutte le principali piattaforme software ed è soggetto ai termini della licenza LGPL-2.1 o successiva.

Caratteristiche Generali di GStreamer

GStreamer utilizza un’architettura modulare basata su pipeline (una sequenza di elementi connessi tra loro), un approccio che consente di collegare e orchestrare diversi elementi in modo flessibile per la gestione e l’elaborazione di flussi di dati multimediali. Ogni pipeline è composta da una serie di plugin o elementi, che svolgono funzioni specifiche, come la decodifica di file audio e video, la codifica, la sincronizzazione o la modifica del formato dei flussi multimediali.

Questi elementi sono altamente modulari e possono essere facilmente sostituiti, riordinati o combinati, permettendo così agli sviluppatori di creare soluzioni personalizzate per soddisfare esigenze specifiche. Ad esempio, un singolo elemento può essere sostituito per cambiare un codec, o un’intera pipeline può essere modificata per passare dalla riproduzione locale alla trasmissione in streaming. Questa flessibilità rende GStreamer adatto a una vasta gamma di applicazioni, tra cui:

  • Lettori multimediali: Implementando pipeline per riprodurre file audio e video da sorgenti locali o da rete.
  • Editor video: Utilizzando pipeline per elaborare e manipolare contenuti video, come taglio, unione e applicazione di effetti.
  • Trasmettitori di streaming: Creando pipeline per trasmettere in tempo reale flussi audio e video attraverso protocolli di rete come RTP o HTTP.
  • Sistemi di elaborazione multimediale: Gestendo pipeline complesse per applicazioni di machine learning, riconoscimento vocale o analisi video in tempo reale.

Un aspetto chiave di GStreamer è la sua indipendenza dalla piattaforma: supporta sistemi operativi come GNU/Linux, Windows, macOS, Android e iOS, garantendo interoperabilità tra ambienti diversi. Inoltre, grazie all’utilizzo di plugin, GStreamer offre un sistema espandibile che permette agli sviluppatori di aggiungere nuove funzionalità o supportare formati multimediali emergenti senza modificare l’architettura di base.

In sintesi, l’architettura a pipeline di GStreamer non solo consente un’elevata personalizzazione, ma rappresenta anche una soluzione versatile e potente per affrontare le sfide della gestione multimediale in applicazioni moderne.

Il framework include oltre 250 plugin che forniscono più di 1000 elementi, tra cui:

  • Protocolli: gestione dei protocolli per l’accesso ai dati.
  • Sorgenti: lettura di dati da file o dispositivi.
  • Formati: parser, formatter, muxer, demuxer, metadata e sottotitoli.
  • Codec: codificatori e decodificatori per compressione e decompressione dei dati.
  • Filtri: converter, mixer, effetti.
  • Sink: output per audio e video.

La nuova versione stabile disponibile, GStreamer 1.28, è stata rilasciata il 27 gennaio 2026, e segue la precedente versione stabile, GStreamer 1.26, rilasciata quasi un anno fa nel marzo 2025. Questo aggiornamento introduce numerose novità, miglioramenti e ottimizzazioni, confermando GStreamer come una delle soluzioni più avanzate nel panorama dei framework multimediali.

Novità in GStreamer 1.28

GStreamer 1.28 introduce molte innovazioni. Tra queste c’è il supporto a un nuovo encoder H.264 basato su Vulkan, un’API grafica moderna e ad alte prestazioni usata per sfruttare meglio GPU e accelerazione hardware. Arriva anche un plugin per AMD HIP, la Heterogeneous‑compute Interface for Portability, un sistema che permette di scrivere codice che gira sia su GPU AMD sia su altre piattaforme senza doverlo riscrivere.

Un’altra novità è il supporto iniziale alla colorimetria su Wayland, cioè la capacità di gestire correttamente profili colore e spazi colore all’interno di Wayland, il moderno protocollo grafico che sta sostituendo X11 sui sistemi GNU/Linux.

Inoltre, viene introdotto il nuovo plugin wpe2 per WebKit, il motore di rendering usato da molti browser, che in questo caso utilizza la WPE Platform API, un’interfaccia progettata per far funzionare WebKit in ambienti embedded o a basse risorse.

Infine, nel demuxer MPEG‑TS (il componente che separa i flussi audio e video all’interno del formato Transport Stream) è stata aggiunta una proprietà che permette di disabilitare le correzioni di tilt/skew, cioè gli aggiustamenti automatici che compensano irregolarità temporali nel flusso.

Tra le altre principali novità tecniche introdotte:

  • Supporto per l’enumerazione di sink PCM virtuali per ALSA, che semplifica la gestione dei dispositivi audio.
  • Un nuovo elemento d3d12remap per Direct3D 12, utile per applicazioni che richiedono rendering avanzato.
  • Un elemento LiteRT inference per l’integrazione con modelli di intelligenza artificiale.
  • Miglioramenti all’aggregatore, che ora espone proprietà di livello corrente sui pad sink.
  • Supporto per il passaggio diretto di un QQuickItem per l’albero di rendering QML, utile per lo sviluppo di interfacce grafiche.

GStreamer 1.28 introduce anche elementi scritti in Rust, tra cui:

  • Un elemento per la separazione delle sorgenti audio basato su Demucs.
  • Un elemento per l’inferenza YOLOX e un decodificatore tensoriale YOLOX, entrambi in Rust.
  • Un nuovo decodificatore GIF con supporto al looping.
  • Un elemento icecastsink con supporto per il formato AAC.

Non mancano miglioramenti per l’analisi dei dati:

  • Un classificatore tensoriale generale e un rilevatore di volti.
  • Un’API più intuitiva per l’analisi dei contenuti multimediali.
  • Una proprietà unifxfdsink che consente la copia dei buffer, rendendo il sink utilizzabile con più elementi a monte.

Per quanto riguarda i formati multimediali, GStreamer 1.28 aggiunge:

  • Un plugin per la decodifica audio MPEG-H con supporto al demuxing MP4.
  • Supporto all’autoplugging per la decodifica di flussi video LCEVC H.265 e H.266.
  • Encoder LCEVC H.265 e H.266.
  • Un plugin Deepgram per la trascrizione da voce a testo.

Altre modifiche degne di nota includono:

  • Il ripristino della proprietà “new-pref” per un controllo più preciso in caso di modifiche alle capacità (caps).
  • Il porting di WASAPI2 alla selezione dei dispositivi basata su IMMDevice.
  • Una nuova API GstLogContext che riduce il “log spam” in diversi componenti.
  • Un wrapper Gst.Float per i binding Python.
  • Un nuovo hook di tracciamento per monitorare quando i buffer vengono accodati o rimossi dalle pool di buffer.
  • Supporto per l’inclusione di informazioni sui tracer attivi nei file grafici delle pipeline.
  • Miglioramenti a gst-inspect-1.0, che ora visualizza informazioni sui tipi per i campi delle capacità.

Riferimenti e download

Per consultare tutte le modifiche e gli aggiornamenti introdotti nella nuova versione GStreamer 1.28, è possibile accedere alla pagina ufficiale dedicata alle note di versione, che raccoglie in modo dettagliato correzioni, ottimizzazioni e nuove funzionalità. Questa documentazione rappresenta una risorsa essenziale per sviluppatori e amministratori di sistema che desiderano seguire l’evoluzione del progetto.

La nuova versione GStreamer 1.28 può essere scaricata dalla pagina dei donwload del sito ufficiale del progetto, sia come archivio sorgente sia nei pacchetti software già preparati per le rispettive piattaforme supportate.

Gli utenti che preferiscono attendere l’aggiornamento tramite i repository software della propria distribuzione GNU/Linux possono verificare la disponibilità della nuova versione nei canali stabili. La propagazione dell’aggiornamento nei repository software può richiedere tempi diversi a seconda della distribuzione, delle sue politiche di integrazione e dei processi di verifica della qualità. Per questo motivo, chi utilizza distribuzioni orientate alla stabilità potrebbe ricevere l’aggiornamento più tardi rispetto a chi usa distribuzioni con cicli di aggiornamento più rapidi.

Fonte: https://gstreamer.freedesktop.org/releases/1.28/
Fonte: https://www.phoronix.com/news/GStreamer-1.28
Fonte: https://linuxiac.com/gstreamer-1-28-multimedia-framework-released/
Fonte: https://9to5linux.com/gstreamer-1-28-open-source-multimedia-framework-released-heres-whats-new

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