Fedora 26 vorrebbe abilitare TRIM/discard sui dischi criptati

By Salvo Cirmi (Tux1)

Linux Fedora non ha nessuna intenzione di allentare la presa sulle enormi funzionalità che continua ad implementare da mesi e mesi ad una velocità incredibile, con un ritmo che quasi spaventa il resto della comunità Linux.

Ecco quindi che Fedora 26 ne inventa un’altra delle sue e decide di voler implementare la funzionalità TRIM/discard di default sui nuovi dischi criptati tramite dm-crypt.

Al momento, con dm-crypt di LUKS1 sui volumi criptati, il supporto TRIM/discard non può essere abilitati di default. Tuttavia, a causa delle sempre migliori performance degli SSD, Fedora 26 ha in piano di abilitare il supporto di default sulle nuove partizioni SSD criptate create, senza cambiare nulla alle partizioni già esistenti.

Ciò comporterebbe un importante aumento prestazionale sul fronte I/O (a meno che qualcuno dei vostri SSD sia difettoso). Altre info qui.

Lineage OS per Zuk Z2: ROM Italiana con Android 7.1.1

By Salvo Vosal

Zuk Z2 e il modding non sono sempre andati d’accordo, il ritardo nel rilascio dei sorgenti ha reso difficoltoso lo sviluppo di ROM di terze parti su questo dispositivo e gli ha permesso di avere solo una frazione delle innumerevoli ROM custom del predecessore lo ZUK Z1. Lo sviluppo era stato tanto difficile che l’ultima Cyanogenmod completa e senza bug maggiori era la versione 13. Tutte le ROM basate sulla CyanogenMod 14 soffrivano invece di problemi alla videocamera e alla funzione hotspot.

Adesso con la sesta build di Lineage Os finalmente le cose sono cambiate.

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Abbiamo già parlato di Lineage Os è l’erede del progetto cyanogen ormai morto.

Questa ROM è una versione non ufficiale di Lineage, il coder ha prelevato il codice sorgente e ha compilato la sua rom.

Ho provato velocemente la rom e pare non avere criticità maggiori, i bug più critici sono stati completamente risolti. Lineage OS è basata su Android 7.1.1, l’ultimissima versione, e include le patch di sicurezza del 5 Gennaio, è davvero performante e include tutte le lingue occidentali italiano compreso.

Alcuni bug minori da segnalare sono:

  • la notifica dello smartphone in carica che non funziona a dovere;
  • quando si abilita la modalità aeroplano con il bluetooth attivo e poi si toglie il bluetooth non funziona fino al riavvio seguente;
  • se settate come rete preferita la 3g dopo il riavvio il telefono si connetterà di nuovo in 4g.

E’ molto probabile che questi bug minori vengano corretti dal coder già nella prossima build.

Prerequisiti per installare Lineage OS per Zuk Z2 e Zuk Z2 Plus

Lineage Os è una custom rom, quindi per installarla è necessario avere il bootloader sbloccato e la recovery aggiornata alla ultima versione.

La recovery Twrp deve essere aggiornata alla ultima versione ufficiale la potete trovare a questo indirizzo.

Installazione di Lineage OS per Zuk Z2 e Zuk Z2 Plus

Scaricate il file della rom da questo indirizzo e mettetelo nella memoria interna del vostro Zuk. Scaricate anche le Open Gapps pico da questo indirizzo (selezionate ARM64- Andorid 7.1- Pico) e mettetele sulla vostra memoria interna.

Scaricate anche il pacchetto del SuperSu da questo indirizzo e mettete pure questo sulla vostra memoria interna.

A questo punto potete riavviare in recovery.

In recovery dovete prima di procedere all’installazione fare i wipe della Cache, della Davlik Cache, di System e Data.

A questo punto potete procedere col flash della rom e delle Gapps.

Si consiglia di procedere in questo ordine:

  • Flash di Lineage OS;
  • Flash delle Gapps;
  • Flash di Super Su.

A procedura conclusa potrete riavviare il vostro terminale. Il riavvio sarà leggermente più lungo del solito, ed alla fine vi apparirà Lineage OS e Android 7.1.1 in tutto il suo splendore.

Potete trovare maggiori informazioni sulla rom nel suo topic ufficiale. La nostra guida è arrivata a conclusione, fateci sapere con vi trovate con questa rom basata su Lineage OS per Zuk Z2.

L’articolo Lineage OS per Zuk Z2: ROM Italiana con Android 7.1.1 appare per la prima volta su ChimeraRevo – Il miglior volto della tecnologia.

GNOME 3.23.4 rilasciato: enormi le novità!

By Salvo Cirmi (Tux1)

Ora disponibile il rilascio 3.23.4 di GNOME, il DE (e l’insieme delle app) che può essere definito uno dei pilastri portanti fra i DE attualmente esistenti (forse grazie alla fama acquisita da Ubuntu? chissà).

Cambiamenti Generici

L’ultima versione viene definita dagli sviluppatori come una delle più consistenti in termini di novità integrate, troviamo infatti diversi incisivi fix di memoria per EOG, miglioramenti generali per il web browser Epiphany, GJS ora supporta JavaScript ES6, GNOME Calendar finalmente ha il supporto per il calendario online (quindi con sincronizzazione online-offline), Librsvg comincia a fare uso del linguaggio Rust, Fix Mutter Wayland e moltissimi altri fix che trovate all’annuncio ufficiale.

GNOME 3.24 dovrebbe arrivare entro Marzo 2017, almeno secondo i developer.

Cambiamenti alle APP

Le modifiche relative alle app del pacchetto all-inclusive GNOME, riguardano delle traduzioni migliori per dconf-editor, fix per Evolution, miglioramenti a GNOME Builder, rinnovate le notifiche per GNOME Music, miglioramenti d’usabilità per GNOME TODO e molto altro.

Secondo la roadmap ufficiale, GNOME 3.24 beta (3.23.90) porterà il codice in code-freeze, quindi aspettative la versione 3.24 per Marzo, come da programma (il 22 Marzo).

Wine 2.0 RC6 aggiunge 21 bugfix, ma la V2.0 è attesa la settimana prossima!

By Salvo Cirmi (Tux1)

🙂

Dopo la staging RC5 di wine, che aveva inserito finalmente un supporto completo per Origin, GOG Galaxy, uPlay ecc (tutti quei gestori di giochi automatizzati Steam-style), ecco arrivare Wine 2.0 RC6 che include 21 bugfix e rilascia qualche novità sulla prossima edizione completa del programma.

Wine 2.0 RC6 ed i suoi 21 bugfix riguardano vari programmi tra cui FIFA 2000 demo, Space Giraffe, VirtualDub, Pendulumania, 3DMark 11 installer e tantissimi altri tutti elencati qui.

Attualmente, Wine è in code-freeze e la RC6 è l’ultimo rilascio prima dell’edizione 2.0 completa, che dovrebbe essere rilasciata la settimana prossima. No, nessun supporto per Android, ma qualcosa bolle in pentola per i prossimi rilasci e forse, a breve, ne saprò qualcosa in più. Alla prossima!

Google Play Services: cos’è e perché è importante

By Luca

E’ installata di sistema su tutti i telefoni Android ma molti non sanno cosa sia Google Play Services. E vi dirò di più: tanti non la sopportano per via del suo enorme peso, altri vorrebbero eliminarla. Ma di cosa si occupa realmente Google Play Services? In realtà è fondamentale e siamo qui a spiegarvi i motivi!

A cosa serve Google Play Service

Quest’app è stata spesso oggetto di critiche, sia per il suo enorme peso che per il suo impatto sulla batteria. In realtà ha un ruolo abbastanza importante nell’ecosistema Google: permette di ridurre la frammentazione.

Infatti, sostanzialmente, serve a Google per aggiungere o aggiornare funzionalità Android nello smartphone o tablet, indipendentemente dalla versione di Android e dal produttore.

Essendo Android molto frammentato, a livello di distribuzione degli aggiornamenti di sistema, Google ha pensato di introdurre quest’app per “controllare” le sue funzioni e farle avere a tutti i telefoni anche se hanno software diverso.

In questo modo Google evita di perdere il controllo del sistema e può aggiungere nuove funzioni senza aspettare che i produttori mettano mano al sistema. Così facendo, Android si evolve senza che sia necessario l’intervento dei singoli produttori e il rilascio di aggiornamenti di sistema.

Inoltre, Google Play Services permette di mantenere sicuro il sistema. Infatti l’app viene aggiornata silenziosamente (senza che l’utente se ne accorga) ogni 6 settimane. Google ha anche annunciato che, grazie a questi aggiornamenti silenziosi, è in grado di rilasciare aggiornamenti di sicurezza su tutti i dispositivi. Insomma, l’app occupa molto spazio e incide sulla batteria ma grazie a lei possiamo stare tranquilli e avere nuove funzioni anche se il nostro produttore ci ha abbandonato.

L’articolo Google Play Services: cos’è e perché è importante appare per la prima volta su ChimeraRevo – Il miglior volto della tecnologia.

Entroware spedisce ora in Italia i suoi PC equipaggiati con Ubuntu!

By Marco Giannini

Buone notizie per tutti gli amanti del software libero che sono in procinto di cambiare il proprio PC desktop o portatile e sono alla ricerca di un produttore che garantisca la piena compatibilità con i sistemi operativi Linux.

 

I computer venduti da Entroware sono 100% compatibili con Linux ed è acquistarli con preinstallato Ubuntu, Ubuntu MATE o senza sistema operativo per chi vuole installarsi da solo la propria distribuzione Linux.
I computer sono inoltre personalizzabili grazie al configuratore online e, cosa non da poco, è possibile averli con il layout della tastiera italiana!
Fatevi un giro sul loro sito e fatemi sapere cosa ne pensate 🙂
Via Twitter
Bonjour! Hallo! ¡Hola! Ciao! We now ship to France, Germany, Spain and Italy! #Ubuntu #UbuntuMATE #Linux https://t.co/UmCSVbDUH7 pic.twitter.com/Kl5ijEFjC2

— Entroware (@Entroware) 19 gennaio 2017

Ubuntu 16.04.2 LTS è in ritardo, arriva il 2 Febbraio.

By Matteo Gatti

ubuntu 16.04.2

Se stavate aspettando con impazienza l’aggiornamento ad Ubuntu 16.04.2 sappiate che potete dormire sonni tranquilli fino al 2 Febbraio.

La cattiva notizia giunge direttamente da Canonical, attraverso le parole di Adam Conrad. Gli ingegneri sono ancora al lavoro e la seconda point release di Xenial Xerus non è ancora pronta. Questo aggiornamento introdurrà aggiornamenti lato kernel ed un nuovo graphic stack basato su una versione più recente di X.Org.

Dovrebbe essere presente anche un aggiornamento delle librerie grafiche MESA (vi ricordo che su Xenial Xerus sono ancora in uso le vecchie librerie 11.2.0 mentre su Yak Yak la versione attuale è la 12.0.3).

Ubuntu 16.04.2 vedrà poi l’aggiornamento di app e il fix dei bug segnalati dagli utenti nelle ultime settimane. Appuntamento quindi al 2 Febbraio per parlare insieme del lavoro svolto dagli ingegneri di Canonical!

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Vi ricordiamo che seguirci è molto semplice: tramite la pagina Facebook ufficiale, tramite il nostro canale notizie Telegram e la nostra pagina Google Plus.

Qui potrete trovare le varie notizie da noi riportate sul blog. È possibile, inoltre, commentare, condividere e creare spunti di discussione inerenti l’argomento.

L’articolo Ubuntu 16.04.2 LTS è in ritardo, arriva il 2 Febbraio. sembra essere il primo su Lffl.org.

Xiaomi Mi Mix VS OnePlus 3T: il nostro confronto

By Giuseppe Monaco

Poco tempo fa abbiamo avuto la possibilità di testare con mano 2 device estremamente interessanti, lo Xiaomi Mi Mix e il OnePlus 3T. Vista l’occasione, ne abbiamo approfittato per realizzare recensioni dettagliate e, nel caso del OnePlus 3T, un confronto con lo Xiaomi Mi 5.

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Quest’oggi, dopo averli visti singolarmente, scopriamo come si comportano se messi uno contro l’altro!

Design ed ergonomia

Sul lato estetico non ci sono dubbi, lo smartphone più elegante e originale è senza ombra di dubbio lo Xiaomi Mi Mix. Realizzato totalmente in ceramica, il device più innovativo della casa cinese vede la zona frontale coperta per più del 90% dal display da 6.4 pollici, mentre il OnePlus 3T presenta una struttura più classica, con la parte alta occupata da fotocamera interna, cassa e soliti sensori e zona centrale che vede un pannello da 5.5 pollici. Nella zona inferiore, poi, il primo vede esclusivamente la fotocamera interna, mentre sul secondo troviamo un unico tasto centrale soft-touch che nasconde un preciso lettore d’impronte.

confronto Xiaomi Mi Mix OnePlus 3T
confronto Xiaomi Mi Mix OnePlus 3T

Il retro, estremamente liscio e piacevole al tatto nel caso del device di Xiaomi, ospita la vistosa fotocamera principale con doppio flash led affiancata da un sensore biometrico della medesima dimensione. Dal canto suo, lo smartphone di OnePlus vede sul retro la fotocamera principale sporgente anche qui con flash led. La scocca posteriore, poi, è realizzata in alluminio opaco e l’assemblaggio generale risulta davvero ottimo.

Xiaomi Mi Mix
Xiaomi Mi Mix
Xiaomi Mi Mix
Xiaomi Mi Mix
Xiaomi Mi Mix
Xiaomi Mi Mix
confronto Xiaomi Mi Mix OnePlus 3T
confronto Xiaomi Mi Mix OnePlus 3T
confronto Xiaomi Mi Mix OnePlus 3T
confronto Xiaomi Mi Mix OnePlus 3T
confronto Xiaomi Mi Mix OnePlus 3T
confronto Xiaomi Mi Mix OnePlus 3T

Passando ai bordi, lo Xiaomi Mi Mix vede le componenti collocate seguendo il solito schema, come potete vedere in foto. Per quanto riguarda il OnePlus 3T, questo vede il lato superiore totalmente vuoto, in quanto l’ingresso per il jack audio da 3.5 mm si trova sul bordo inferiore. Il bordo sinistro, poi, ospita l’ormai noto switch a 3 corse utilizzato dall’azienda per gestire la priorità delle notifiche.

Hardware

Sul lato delle specifiche, lo scontro si fa decisamente più intenso visto come entrambi i dispositivi siano dotati di caratteristiche al top. Ambedue i device, infatti, sono stati rilasciati nel corso del mese di Novembre 2016, il che li mette sullo stesso piano per quanto riguarda la versioni delle componenti hardware a disposizione.

Xiaomi Mi MixXiaomi Mi Mix
OnePlus 3T

COMPARA

Com’è possibile vedere dal confronto delle schede tecniche, su tutti e 2 gli smartphone troviamo uno Snapdragon 821, con il Mi Mix che presenta un clock leggermente più alto rispetto al dispositivo di OnePlus. Dal canto suo, il OnePlus 3T è disponibile in un unica variante da 6 GB di RAM e 64/128 GB di memoria interna, mentre il dispositivo realizzato da Xiaomi può essere acquistato nella versione da 4/128 GB e 6/256 GB, scavalcando dunque il diretto concorrente.

Passando al display, componente centrale nel caso del Mi Mix, su quest’ultimo troviamo un pannello IPS LCD da 6.44 pollici con risoluzione 1080 x 2040, mentre sul OnePlus 3T abbiamo uno schermo da 5.5 pollici AMOLED con risoluzione 1080 x 1920. Nonostante io preferisca di gran lunga i display dotati di quest’ultima tecnologia, il pannello equipaggiato a bordo dello Xiaomi Mi Mix mi è parso veramente eccellente e la sua straordinaria dimensione me lo ha fatto preferire rispetto a quello del diretto concorrente.

Software

Sostanziale differenza che, spesso, fa la vera differenza tra un terminale Xiaomi e qualsiasi altro è proprio la componente software. Sul Mi Mix, infatti, troviamo la MIUI 8, interfaccia proprietaria che va a stravolgere la classica filosofia di Android. Sul OnePlus 3T, invece, troviamo Oxygen OS, sistema che di poco si discosta da Android stock e va ad implementare alcune funzionalità aggiuntive. In ogni caso, la versione del sistema operativo del robottino verde è la 7.0 Nougat sul 3T, mentre il Mi Mix vede ancora Android 6.0 Marshmallow, con il passaggio all’update successivo ormai imminente.

Xiaomi Mi Mix
Xiaomi Mi Mix
Xiaomi Mi Mix
Xiaomi Mi Mix
Xiaomi Mi Mix
Xiaomi Mi Mix
Confronto Xiaomi Mi 5 OnePlus 3T
Confronto Xiaomi Mi 5 OnePlus 3T
Confronto Xiaomi Mi 5 OnePlus 3T
Confronto Xiaomi Mi 5 OnePlus 3T
Confronto Xiaomi Mi 5 OnePlus 3T
Confronto Xiaomi Mi 5 OnePlus 3T

Forti delle specifiche viste in precedenza, i 2 smartphone si comportano in modo praticamente identico, con medesimi tempi di apertura delle applicazioni, siano questi di sistema o di terze parti. La navigazione tra le schermate risulta fluita, precisa e scattante così come la riapertura di quelle tenute in background.

L’unico fronte su cui ho trovato il OnePlus 3T leggermente superiore rispetto allo Xiaomi Mi Mix è stato quello videoludico, con il primo che presenta tempi di apertura e caricamento di giochi pesanti come Real Racing inferiori comparandolo col concorrente. Ho notato, poi, che anche l’accensione del device di Xiaomi appare più lenta di quella dello smartphone di OnePlus.

Fotocamera

Se fino ad ora avevamo assistito a uno scontro alla pari, arrivati a questo punto il OnePlus 3T inizia a cacciare i denti sul lato multimediale. Sul lato fotografico, infatti, non ci sono dubbi su quale smartphone prevale sull’altro: mentre la fotocamera principale si comporta in linea di massima allo stesso modo su entrambi i device, la fotocamera interna da 16 MP del 3T risulta nettamente superiore rispetto a quella del Mi Mix, che ritengo essere di qualità appena sufficiente.

Xiaomi Mi Mix
Confronto Xiaomi Mi 5 OnePlus 3T
Xiaomi Mi Mix
Confronto Xiaomi Mi 5 OnePlus 3T
Xiaomi Mi Mix
Confronto Xiaomi Mi 5 OnePlus 3T
Xiaomi Mi Mix
Confronto Xiaomi Mi 5 OnePlus 3T
Xiaomi Mi Mix
Confronto Xiaomi Mi 5 OnePlus 3T

Tornando al sensori delle camere principali, questi sono in grado di catturare immagini eccellenti in ogni condizione, con il Mi Mix che tende a tentennare maggiormente in condizioni di scarsa luminosità. Scendendo nel dettaglio, quest’ultimo tende a eliminare maggiormente il rumore nelle immagini, perdendo così in nitidezza. Inoltre, il OnePlus 3T è dotato di stabilizzatore ottico dell’immagine, il che rende più semplice annullare o quantomeno attenuare eventuali tremolii o movimenti bruschi in fase di scatto/registrazione. Dal canto suo, il Mi Mix è invece dotato di stabilizzatore elettronico dell’immagine (EIS), sicuramente meno efficiente del rivale OIS.

Per quanto riguarda i video, invece, entrambi i sensori sono in grado di registrare filmati fino a una risoluzione massima di 4k a 30fps. Qualitativamente parlando, valgono le stesse caratteristiche viste per gli scatti, con il OnePlus 3T che riesce a stabilizzare meglio l’immagine e, per questo, risulta in grado di catturare filmati sicuramente più fluidi.

Batteria

Sul settore relativo all’autonomia, invece, il vincitore assoluto è senza dubbio lo Xiaomi Mi Mix. Grazie alla sua enorme batteria da 4400 mAh, ben 1000 mAh in più rispetto al concorrente, riesce a tenere testa a importanti performance e al notevole display, componente tra quelle che più incide sulla durata dei nostri smartphone.

Confronto Xiaomi Mi 5 OnePlus 3T
Confronto Xiaomi Mi 5 OnePlus 3T
Confronto Xiaomi Mi 5 OnePlus 3T
Xiaomi Mi Mix
Xiaomi Mi Mix
Xiaomi Mi Mix

Con il OnePlus 3T sono riuscito ad arrivare fino a tarda notte con circa 5 ore di schermo acceso e un buon 18% di batteria rimanente. Con lo Xiaomi Mi Mix, udite udite, son arrivato a 2 giorni di utilizzo con ben 10 ore di schermo acceso. Insomma, non c’è storia!

Rapporto qualità/prezzo

A questo punto, dopo aver analizzato a fondo gli smartphone, è giusto parlare di quanto bisogna spendere per portarseli a casa. Il OnePlus 3T è disponibile all’acquisto a prezzi che non scendono al di sotto dei 400€, mentre per comprare lo Xiaomi Mi Mix è necessario sborsare almeno 700€.

La differenza di prezzo tra i 2 smartphone è giustificata? Ovviamente no, in quanto l’ampio schermo e l’eccellente assemblaggio del dispositivo con materiali di ottima qualità non valgono questa netta differenza. Il prezzo così alto è giustificato dal fatto che il dispositivo in questione viene prodotto in numero limitato in quanto Xiaomi, nel realizzare questo smartphone, ha voluto fare una sorta di test, un esperimento per vedere quanto effettivamente uno smartphone così diverso dal solito potesse interessare al pubblico.

Conclusioni

Sotto molti aspetti i 2 dispositivi sembrano equivalersi, mentre su altri tende a vincere uno o l’altro. Lo scontro, per quanto mi riguarda, potrebbe effettivamente concludersi con un pareggio, ma il prezzo dello Xiaomi Mi Mix ampiamente superiore rispetto a quello del OnePlus 3T fa salire sul podio proprio quest’ultimo, visto come il budget necessario per portare a casa uno smartphone è una caratteristica estremamente importante.

Per chi, invece, è disposto a spendere e non poco allora la scelta rimane veicolata esclusivamente dal gusto personale e, se si guarda all’eleganza, il dispositivo di Xiaomi potrebbe uscirne vincitore.

L’articolo Xiaomi Mi Mix VS OnePlus 3T: il nostro confronto appare per la prima volta su ChimeraRevo – Il miglior volto della tecnologia.