*GUIDA*: Permessi ROOT e Recovery su Wiko UFeel! (Non-Lite e Lite)

By Salvo Cirmi (Tux1)

Schermo da 5″ pollici con risoluzione HD, processore Quad-Core, 3GB di RAM: cosa volete di più da uno smartphone Android economico come questo? Ecco come ottenere i permessi ROOT su Wiko UFeel, in questa prima guida italiana! (se ne trovate altre sono state sicuramente create dopo).

NOTA: La guida è valida per Wiko UFeel modello standard. Se avete il modello Lite, scaricate la recovery TWRP per il modello Lite.

1: Root e recovery, ecco cosa vi serve

A) Scaricate SuperSU 2.76 da qui e copiatelo nella memoria del telefono;

B) Scaricate lo scatter MT6735 da qui ed SP Flashtool da qui;

C) Scaricate la recovery TWRP da qui (modello standard) da qui (modello Lite);

D) Attivate il Debug USB dalle Impostazioni Sviluppatore dello smartphone;

E) Caricate la batteria almeno al 50%.

2: Recovery TWRP su Wiko UFeel!

Per cominciare, dobbiamo prima inserire la recovery, in maniera da poter avere uno strumento per inserire, successivamente, il ROOT.

A) Installate SP FlashTool ed aprite il programma:

B) Selezionate Scatter-loading e scegliete il file scatter scaricato prima. Al centro del programma, selezionate solo la voce Recovery, cliccate sulla voce Recovery e andate a scegliere il file recovery adatto scaricato sopra;

C) Spegnete il telefono;

D) Premete Download sul programma;

E) Collegate il telefono col cavetto e in pochi minuti avrete la TWRP recovery installata.

3: ROOT in arrivo!

A) Spegnete il telefono, tenere premuti insieme i tasti Volume Su e Accensione per diversi secondi fino a quando non si apre la TWRP;

B) Una volta aperta, selezionate Install e andate a scegliere il file SuperSU copiato all’inizio sul telefono. Una volta fatto ciò, al riavvio avrete il ROOT sul telefono!

Calibrare impostazioni TV (colore, contrasto, luminosità)

By Giuseppe F. Testa

I moderni televisori sono un concentrato di tecnologia: si connettono ad Internet, permettono di visualizzare lo schermo dello smartphone, gestiscono comandi vocali e permettono di beneficiare dei servizi on-demand come Netflix e simili. Ma molti televisori vengono venduti al pubblico senza un’adeguata calibrazione, che rende la TV perfetta solo se esposta in negozio o in vetrina (dove deve fare più colpo) salvo poi mostrare tutti i suoi limiti non appena la piazziamo in salotto. Per poterla sfruttare al massimo dovremo effettuare una calibrazione delle impostazioni TV più importanti: colore, contrasto e luminosità.

In questa guida vedremo come calibrare le impostazioni TV utilizzando alcune immagini di testing e alcuni validi consigli per scegliere sempre la migliore impostazione.

Impostazioni TV

App per la calibrazione

La via più semplice per regolare le impostazioni TV è utilizzare un’app per smartphone, avendo l’accuratezza di collegare quest’ultimo tramite cavo HDMI al televisore da calibrare o tramite Google Chromecast.

L’app che possiamo utilizzare per calibrare il pannello del TV è Display Tester. L’app nasce per testare il display dello smartphone, ma utilizzando la connessione HDMI o un Chromecast potremo effettuare i test sul TV.

DOWNLOAD | Display Tester

Modelli per test calibrazione

Al posto dell’app possiamo utilizzare delle immagini predefinite per testare ogni aspetto del TV. Consigliamo di scaricare queste immagini e caricarle su una chiavetta USB, avendo poi cura di aprirle sul TV (se dotato di porta USB).

Calibrazione TV

Luminosità

La luminosità è un parametro importante per definire la qualità delle immagini nei vari scenari d’utilizzo, influenzando anche il contrasto e i colori. Utilizziamo il pattern scaricato nel capitolo precedente relativo alla luminosità, schematizzato qui in basso.

Affinché la calibrazione della luminosità sia corretta, solo le linee dalla 17 verso destra (17-25) devono essere visibili, con la linea 17 appena visibile. La linea Reference Black non deve essere visibile (linea 16), così come le altre a sinistra.

Contrasto

Un buon contrasto permette di migliorare la qualità delle immagini grazie al bilanciamento tra colori chiari e colori scuri, indispensabili per ottenere un’immagine perfetta. Utilizziamo il pattern scaricato nel capitolo precedente relativo al contrasto, schematizzato qui in basso.

Affinché la calibrazione del contrasto sia corretta, solo le linee dalla 234 verso sinistra (230-234) devono essere visibili, con la linea 234 appena visibile. La linea Reference White non deve essere visibile (linea 235), così come le altre a destra.

Colore

Un colore calibrato perfettamente ci permetterà di ottenere immagini con colori realistici, senza troppo “carico” e senza sbavature. Utilizziamo il pattern scaricato nel capitolo precedente relativo al colore, schematizzato qui in basso.

Dotiamoci di un occhiale a filtro blu per poter calibrare perfettamente i colori. Se vogliamo procedere “ad occhio”, sappiate che i colori vengono percepiti in maniera diversa da ogni individuo, quindi ogni possibile personalizzazione potrebbe non essere colta da tutti i visualizzatori. Regolate la luminosità finché le barre all’interno dei rettangoli no siano rispettivamente conformi all’immagine sovrastante.

Nitidezza

La nitidezza non ha molto senso con trasmissioni in FullHD, visto il grande livello di dettaglio. Ma se vogliamo regolare la nitidezza dei canali in qualità standard basta utilizzare il pattern scaricato nel capitolo precedente relativo alla nitidezza, schematizzato qui in basso.

Affinché la calibrazione della nitidezza sia corretta, i puntini presenti all’interno dei riquadri devono vedersi a malapena.

Altre impostazioni

Regolando questi parametri otterremo già una buona resa visiva sul nostro TV, ma se vogliamo fare di più possiamo regolare le seguenti opzioni:

  • Retroilluminazione: può fare la differenza tra immagini buie e immagini luminose. Cerchiamo un equilibrio per risparmiare energia e illuminare a sufficienza lo schermo.
  • Contrasto dinamico: è l’opzione che permette di aumentare il contrasto artificialmente utilizzando il processore. Può essere utile in alcuni scenari, ma è il principale responsabile dell’effetto “scia” nelle immagini movimentate. Settatelo al minimo o disattivatelo proprio se riuscite a calibrare perfettamente luminosità e contrasto.
  • Antialias: utile per migliorare la nitidezza, specie nei canali SD. Da disattivare se visualizziamo principalmente canali in HD.
  • Gamma: alcuni TV permettono di impostare la gamma di colori. Cerchiamo se possibile di settare sempre il valore più “alto” o, se non sappiamo intepretare questa voce, la modalità che mostrerà i colori più “scuri” e nero più intenso (alta gamma dinamica).

Altre guide su TV

Non sappiamo quale TV acquistare? Possiamo farci aiutare dalla nostra guida dedicata, con svariati modelli di TV disponibili.

Cerchiamo il meglio della tecnologia? Possiamo puntare su dei moderni TV 4K UltraHD, ormai scesi a prezzi accessibili a tutti. Nella nostra guida abbiamo selezionato i modelli migliori.

Abbiamo una TV senza funzionalità Smart? Possiamo trasformare una TV semplice in una Smart TV all’avanguardia utilizzando i consigli della nostra guida.

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Yu-Gi-Oh! Duel Links 1.2.0 FULL APK Download!

By Salvo Cirmi (Tux1)

Yu-Gi-Oh! Duel Links è il capolavoro di KONAMI relativo al famoso anime Yu-Gi-Oh!, che sicuramente i giovanissimi conoscono molto bene. Eccovi l’APK completo, pronto al Download!

Descrizione!

Sfida Duellanti in tempo reale ovunque tu sia con Yu-Gi-Oh! Duel Links!
– Potrai affrontare Duellanti di prestigio, tra cui Yugi, Kaiba, Joey, Mai e tanti altri!
– Sono disponibili comandi intuitivi per i principianti e livelli complessi per i giocatori esperti di Yu-Gi-Oh!
– I mostri caratteristici sono rappresentati con incredibili animazioni 3D!
– Costruisci il tuo Deck definitivo e punta in alto!

Entra in un mondo che attraversa varie dimensioni e connette tutti i Duellanti: qui ogni luogo si trasforma in un Terreno di Duello per scontri mozzafiato!

[CAMPAGNA]
***L’offerta è disponibile per un periodo limitato. Non lasciartela scappare!***
Per festeggiare 777.777 pre-registrazioni, a coloro che avranno iniziato a giocare prima della scadenza indicata di seguito regaleremo quanto segue:
– Carte Mostro: Mago Nero e Drago Bianco Occhi Blu con illustrazioni alternative
– Bustine carte: Mago Nero e Drago Bianco Occhi Blu
– Tappetini: Yami Yugi e Seto Kaiba
– Gemme: 777
– Scadenza: 28 febbraio 2017 alle 23:59 (GMT)

[CARATTERISTICHE]
-Duelli
Il Gioco di Carte Collezionabili Yu-Gi-Oh! per dispositivi mobili è stato completamente rivisitato, grazie a intuitivi controlli di nuova progettazione ottimizzati per tablet e cellulari. Inoltre, mostri caratteristici quali Mago Nero e Drago Bianco Occhi Blu fanno la loro comparsa con una grafica dinamica!

– Campagna giocatore singolo (Duel World)
Divertiti duellando con i tuoi personaggi preferiti del mondo di Yu-Gi-Oh! e completa missioni di fase per ottenere varie ricompense.
Inoltre, nel Negozio ti attendono nuove carte!

– Duellanti
Sfida Yugi, Kaiba, Joey, Mai e tanti altri Duellanti leggendari. Completa missioni specifiche per sbloccare e utilizzare questi personaggi.
Ottieni ricompense e abilità facendo salire di livello i tuoi personaggi preferiti e raggiungi i massimi livelli.

– PvP online
Con Yu-Gi-Oh! Duel Links, affronta incredibili Duelli con giocatori di tutto il mondo in qualsiasi momento e ovunque tu sia. Scala le classifiche fino a proclamarti Re di Duel World!

– Deck
Usa le carte che ottieni nel gioco per costruire e modificare il tuo Deck nonché affrontare gli avversari.
Non perderti le carte disponibili prossimamente!

[INFORMAZIONI SU Yu-Gi-Oh!]
Yu-Gi-Oh! è un noto manga creato da Kazuki Takahashi e pubblicato a episodi dalla rivista settimanale WEEKLY SHONEN JUMP di SHUEISHA Inc. dal 1996. Konami Digital Entertainment Co., Ltd. offre un Gioco di Carte Collezionabili e videogiochi basati sulla serie animata Yu-Gi-Oh! creata a partire dal manga originale, che hanno riscosso successo in tutto il mondo.

[Sistemi operativi supportati]
Android 4.4 e versioni successive

Download!

Scaricate Yu-Gi-Oh! Duel Links 1.2.0 FULL APK da qui!

Scoprire se un testo è stato copiato

By Jessica Lambiase

Con l’avvento della rete e della diffusione istantanea dei contenuti non possiamo mai avere la certezza che ciò che pubblichiamo sul nostro sito, o ancora che un abstract, una tesi o dei semplici appunti digitali restino esclusivamente nostri.

Spesso infatti basta mettere online del materiale per vederlo subito ricopiato su altre pagine web o altri documenti sparsi in rete, senza il nostro permesso!

Per evitare che ciò succeda, se abbiamo il sospetto che qualcuno abbia preso in prestito senza autorizzazione il nostro lavoro possiamo scoprire se un testo è stato copiato grazie a dei comodi servizi online.

In basso elencheremo quelli che, a nostro avviso, sono i migliori: tramite essi potremo confrontare con la rete parti di testo, pagine web o interi documenti alla ricerca di cloni da smascherare e, perché no, segnalare!

Come scoprire se un testo è stato copiato

Copyscape

Copyscape è il servizio ideale per i testi presenti nelle pagine web. Completamente gratuito, esso permette di scansionare la rete alla ricerca di pagine web contenenti testo copiato da una pagina web da analizzare.

LINK | Copyscape

Per scoprire se un testo è stato copiato tramite Copyscape inseriamo l’indirizzo della pagina web che contiene l’originale nell’apposito box, dopodiché clicchiamo su Go.

La versione gratuita mostra soltanto i primi 10 risultati in caso di presenza di contenuti copiati; è possibile sbloccare gli altri iscrivendosi a Copyscape Premium (a pagamento).

NOTA: Copyscape potrebbe segnalare come copie anche le pagine contenenti la stessa cookie law del nostro sito. In tal caso possiamo tranquillamente ignorare il risultato.

Plagium

Plagium è un servizio che, invece, ci permette di cercare testo copiato incollando porzioni di esso (massimo 5000 caratteri) nell’apposito box. Eseguire la ricerca di base con Plagium è gratuito: incolliamo il nostro testo, mettiamo la spunta su Cerca nel web, poi clicchiamo su Ricerca Veloce.

LINK | Plagium

Dopo qualche secondo potremo vedere chi ha clonato il nostro testo, se presente, e l’indirizzo web delle pagine incriminate.

Per eseguire ricerche più specifiche (incrociando più motori) ci sarà bisogno di registrarsi ed acquistare crediti per Plagium Premium.

Duplichecker

Servizio web molto simile a Plagarism sia per funzionamento che per modalità d’uso. Il limite fissato per il testo da incollare è di 1000 parole.

Una volta inserito il testo clicchiamo sul pulsante verde Check Plagiarism (che potrebbe essere difficile da scorgere, visti i tanti annunci presenti nella pagina) e attendiamo i risultati.

LINK | Duplichecker

Plagiarisma

Altro sito che permette la ricerca di testo per scoprire se questo è stato copiato; qui potremo inserire del testo incollato, un link web o un documento in diversi formati per avviare la scansione sui motori di ricerca.

Plagiarisma permette di andare alla ricerca di materiale copiato gratuitamente attraverso Yahoo!; per usare il motore di ricerca Google, invece, ci sarà bisogno di iscriversi gratuitamente al servizio Premium.

LINK | Plagiarisma

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Canonical patcha una vulnerabilità dei driver Nvidia

By Matteo Gatti

driver nvidia

Se avete una scheda grafica Nvidia e usate i driver Nvidia graphic driver 340 o Nvidia graphic driver 304 il tutto funzionante su Ubuntu è giunta l’ora di aggiornare il vostro sistema operativo.

E’ stata infatti scoperta da poco tempo una vulnerabilità che affligge entrambe le versioni dei driver Nvidia sopra citate. Questi driver sono presenti nei repo ufficiali di Ubuntu 12.04 LTS (Precise Pangolin), Ubuntu 14.04 LTS (Trusty Tahr), Ubuntu 16.04 LTS (Xenial Xerus) e Ubuntu 16.10 (Yakkety Yak).

Stando alla nota di sicurezza pubblicata da Canonical un malintenzionato, sotto determinate condizioni, poteva far crashare i driver e sfruttare la falla per causare un attacco di tipo Denial of Service (DoS).

La problematica, documentata col codice CVE-2016-8826, affligge altre distro tra cui tutte le derivate di Ubuntu (Kubuntu, Xubuntu, Lubuntu, Ubuntu MATE, Ubuntu GNOME, Ubuntu Kylin, Ubuntu Studio, Edubuntu).

Per risolvere il problema non dovete far altro che aggiornare i driver 304 e 340 alle versioni 340.101 e 304.134, entrambe già presenti nei repo di Ubuntu. Per aggiornare vi basta aprire il terminale e dare il seguente comando

sudo apt-get update && sudo apt-get dist-upgrade

sharing-caring-1

Vi ricordiamo che seguirci è molto semplice: tramite la pagina Facebook ufficiale, tramite il nostro canale notizie Telegram e la nostra pagina Google Plus.

Qui potrete trovare le varie notizie da noi riportate sul blog. È possibile, inoltre, commentare, condividere e creare spunti di discussione inerenti l’argomento.

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Colori del monitor spenti? Miglioriamoli sfruttando l’HDMI

By Giuseppe F. Testa

Collegare i monitor moderni tramite HDMI è ormai consuetudine, anche dopo l’avvento della tecnologia DisplayPort. Non a caso tutte le schede video, anche di fascia alta, dispongono sempre di una porta HDMI da sfruttare per inviare il video e l’audio del PC al monitor scelto. Una caratteristica poco nota quando utilizziamo l’HDMI è la “quantizzazione del gamma di colore”: spiegata in parole povere il monitor accetta di default solo una parte dei colori supportati, per una maggiore compatibilità. Questo si traduce spesso in colori del monitor spenti e neri non profondi, sbiaditi per certi versi.

In questa guida vedremo come abilitare l’intera gamma di colori via HDMI sfruttando i software di gestione delle schede video.

Colori del monitor spenti

Impostazioni su schede video Intel (integrate)

Se sul nostro PC abbiamo una scheda video Intel (i processori Intel Core recenti possiedono la parte grafica integrata nella CPU) possiamo abilitare la gamma di colori piena su HDMI aprendo l’applicazione Grafica HD Intel.

Si aprirà una finestra simile.

Apriamo la voce Schermo; scorrendo tra le opzioni troveremo anche la voce Intervallo di quantizzazione, altro non è che la gamma di colori gestita con l’HDMI. Di default avremo le impostazioni predefinite, ossia Intervallo limitato.

Per abilitare tutta la gamma di colori con l’HDMI basterà selezionare Intervallo completo, in seguito cliccare su Applica. L’immagine in basso permette di comprendere appieno come impostare l’intervallo.

Noteremo subito un aumento di qualità nella visualizzazione, grazie allo sfruttamento di tutti i colori, con un nero decisamente più profondo.

Possiamo scaricare il programma di gestione dei driver Intel dal seguente link.

DOWNLOAD | Driver Intel HD

Impostazioni su schede video NVIDIA

Se abbiamo una scheda video NVIDIA potremo migliorare la qualità dei colori sul monitor aprendo il Pannello di controllo NVIDIA, disponibile tra i programmi se abbiamo installato correttamente il driver.

cat-logo

Una volta aperto il pannello di controllo raggiungiamo il menu Modifica della risoluzione -> Personalizza e cambiamo l’intervallo dinamico in Completo, come visualizzato nell’immagine sottostante.

Salviamo le impostazioni per notare subito una miglioria dei colori sul monitor.

Impostazioni su schede video AMD

Anche se abbiamo una scheda video AMD possiamo forzare l’HDMI a visualizzare tutti i colori sul nostro monitor. Apriamo il nuovo software di gestione Crimson, disponibile tra i programmi se abbiamo installato correttamente il driver.

Una volta aperto il programma portiamoci nelle Impostazioni aggiuntive Radeon e apriamo il menu Formato Pixel.

Qui potremo abilitare tutti i colori per il monitor cliccando sul menu a scorrimento e selezionando Formato pixel RGB 4:4:4 Standard PC (RGB completo).

Salviamo le impostazioni per notare subito una miglioria dei colori sul monitor.

Altre guide

Non sappiamo quale scheda video scegliere? Possiamo comprare la nostra nuova scheda video leggendo la nostra guida sempre aggiornata alle ultime novità.

Se invece vogliamo un nuovo monitor per la nostra postazione computer possiamo utilizzare i suggerimenti presenti nella nostra guida dedicata.

Abbiamo dei problemi con i driver NVIDIA? Possiamo tentare di risolverli con i suggerimenti proposti nella seguente guida.

Abbiamo dei problemi con i driver AMD? Possiamo tentare di risolverli con i suggerimenti proposti nella seguente guida.

Cosa è l’HDMI CEC? Possiamo sfruttare questa funzionalità per controllare tutti i nostri dispositivi con un solo telecomando. Scopriamola insieme nel nostro approfondimento.

Cosa è HDMI ARC? Possiamo sfruttare questa funzionalità per avere un canale di ritorno dell’audio, utile per amplificatori e impianti Home Theater. Scopriamola insieme nel nostro approfondimento.

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Disponibile la MIUI ROM 7.1.19: novità e download

By Giuseppe Monaco

Nuova settimana, nuovo Orange Friday! L’appuntamento odierno si colloca prima del capodanno cinese, periodo durante il quale non vedremo il rilascio di ulteriori aggiornamenti. In particolare, le release verranno sospese dal 22 Gennaio al 6 Febbraio. La prossima versione sarà dunque la 7.2.9.

L’aggiornamento di questo settimana, che porta la MIUI 8 alla versione 7.1.19, vede poche novità e alcuni importanti fix riservati allo Xiaomi Mi 5.

Lockscreen, Status bar, Barra delle notifiche

  • Fix – Corretto lo stato della batteria dei dispositivi collegati.

Home screen

  • Ottimizzazione – Swipe verso l’alto per rimuovere un task dalla sezione Recenti.

Meteo

  • Fix – Il messaggio di errore non scompariva dopo la comparsa dei dati relativi al meteo;
  • Fix – Risolto l’errore del font della temperatura alla comparsa dei dati relativi al meteo;
  • Fix – Nella pagina relativa ai dettagli le immagini apparivano sfocate.

Solo per Xiaomi Mi 5 (Android 7.0)

  • Fix – Risolte le chiusure forzate in Chrome;
  • Fix – Risolte le chiusure forzate dell’app Google casuali/dopo la ricerca;
  • Ottimizzazione – Fix dei satelliti GPS migliorato.

Sospensione/salto aggiornamenti

  • Aggiornamenti per Mi Max, Mi Note Pro, Mi 4C, Mi 4S per preparazione all’inizio del beta testing su Android 7.0;
  • Aggiornamenti per Redmi Note 2 e Redmi Note 3 sospesi questa settimana per test di stabilità.

Per ulteriori informazioni vi lascio il link al post del forum ufficiale e al download della ROM per tutti i dispositivi supportati.

Download| MIUI 7.1.19 da Xiaomi.eu

Link| Changelog MIUI 8 Global Beta da en.miui.com

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Non disturbare su Android: come disattivare le notifiche

By Giuseppe F. Testa

Riceviamo troppe notifiche da un gioco o da un’app? Non vogliamo ricevere tutte le notifiche o solo alcune? Le moderne versioni di Android permettono di gestire le notifiche singolarmente le notifiche delle app installate sul sistema, e all’occorrenza disattivarle tutte quando non vogliamo essere disturbati. In questa guida vedremo come disattivare le notifiche per un’applicazione fastidiosa e come disattivare tutte le notifiche per un determinato periodo di tempo con la modalità non disturbare su Android.

La guida è valida per tutti i sistemi Android che dispongono di Android 6.0 o superiore, ma alcuni riferimenti possono essere trovati anche sulle versioni di Android 5.0 e 5.1.

Come disattivare le notifiche

Disattivare le notifiche per una singola app

Per disattivare le notifiche per una singla app basterà aprire il menu Impostazioni e raggiungere la voce App. Apriamo l’app da cui non vogliamo più ricevere alcuna notifica e, tra le varie voci disponibili, apriamo Notifiche app.

Nella nuova finestra che si aprirà possiamo disattivare le notifiche attivando la voce Blocca (come suggerisce il sottotitolo Non mostrare mai notifiche di questa app). D’ora in avanti non riceveremo più alcuna notifica dall’app seccante.

Un’altra strada percorribile alla schermata di notifiche per una singola app è aprire il menu Impostazioni -> Suoni e notifiche -> Notifiche applicazioni.

Sui sistemi Xiaomi disattivare le notifiche è altrettanto semplice: apriamo il menu Impostazioni e portiamoci nel sub-menu Applicazioni installate.

Apparirà l’elenco delle app installate sul dispositivo; cerchiamo l’app che ci arreca disturbo e apriamo il menu Notifiche.

All’interno della nuova finestra che si aprirà disattiviamo la voce Visualizza notifiche. D’ora in avanti l’app non potrà più visualizzare alcuna notifica.

Disattivare tutte le notifiche: Non disturbare su Android

Se vogliamo disattivare le notifiche per qualsiasi app di Android per un determinato periodo di tempo (per esempio quando siamo in riunione, in chiesa o la sera tardi per non disturbare il sonno) possiamo programmare la modalità non disturbare su Android.

Per abilitare la modalità Non Disturbare raggiungiamo il percorso Impostazioni -> Suoni e notifiche -> Non disturbare.

Qui potremo scegliere varie modalità:

  • Silenzio totale: disattiva per un tempo preciso o indeterminato qualsiasi notifica, chiamata e sveglia;
  • Solo sveglie: disattiva per un tempo preciso o indeterminato qualsiasi notifica, chiamata, ma lascia suonare le sveglie;
  • Solo con priorità: disattiva per un tempo preciso o indeterminato qualsiasi notifica, chiamata e sveglia, ma permette ad alcuni contatti di poterti contattare o di richiamare se la stessa persona richiama entro 15 minuti. Possiamo regolare quali notifiche possono essere considerate prioritarie.

Su sistemi Xiaomi la procedura per attivare la modalità Non disturbare è molto simile. Apriamo il percorso Impostazioni -> Non disturbare.

Qui potremo attivare manualmente la modalità Non disturbare, oppure programmare l’attivazione della modalità ad orari precisi. Anche in questo caso possiamo impostare delle eccezioni alla modalità, impostare il tipo d’eccezione e ricevere comunque il suono e le notifiche delle chiamate ripetute entro 3 minuti.

Altre guide

Vogliamo ottenere le notifiche su Android? Possiamo utilizzare Pushbullet per ottenere subito sullo schermo del nostro PC tutte le chiamate e i messaggi ricevuti sullo smartphone.

Vogliamo sfruttare Windows 10 per ricevere le notifiche? Possiamo utilizzare Cortana, integrata nel sistema operativo Microsoft, per ricevere direttamente le notifiche sul proprio desktop.

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Perché non bisogna chiudere le app Android

By Jessica Lambiase

C’erano una volta tanti utenti Android che credevano che avere poche app attive sul proprio dispositivo potesse aiutare lo stesso a vivere meglio.

Ragionando per ciò che sappiamo, tenere poche app in esecuzione ci aiuta a tenere la memoria RAM libera – dunque a non rallentare lo smartphone – e a preservare la durata della batteria, perché meno app attive dovrebbe significare automaticamente smartphone o tablet che lavora di meno.

Dovrebbe.

Si, perché non sempre quanto si applica per computer e tablet dotati di sistemi operativi desktop è valido anche per Android; in realtà, grazie alle evoluzioni del sistema operativo, agire in questo modo – e per quegli scopi – è piuttosto sbagliato!

In altre parole stiamo dicendo che chiudere le app Android fa spesso più male che bene al nostro dispositivo, a dispetto di ciò che si potrebbe pensare. E nelle righe in basso, usando come sempre termini e scenari di semplicissima comprensione e senza scendere in tecnicismi, spiegheremo perché!

Perché non bisogna chiudere le app Android?

Immaginiamo di essere a bordo di un’automobile a benzina, nel bel mezzo di un ingorgo cittadino dell’ora di punta – dunque frenando e accelerando di continuo per via del traffico -, e di voler ottimizzare il consumo della benzina stessa (tralasciando in questo caso la questione scarichi e gli ottimi sistemi start&stop dei tempi moderni).

Il primo ragionamento di chi non conosce la dinamica di un motore è quello di spegnerlo, quando fermi, per evitare che circoli benzina e risparmiare. Il che potrebbe avere senso, se non fosse che per riaccenderlo dopo qualche secondo lo scoppio del motore sprecherebbe sicuramente un quantitativo maggiore di carburante.

Prendiamo questo scenario e “trasliamolo” in qualche modo alle app Android.

Quando un’app non è in primo piano, Android è strutturato in modo di mettere l’app stessa in uno stato di pausa, quindi con dispendio minimo di CPU, batteria e memoria stessa; l’app viene quindi “lasciata” in memoria RAM per richiamarla più rapidamente nel momento del bisogno ripristinando i suoi normali consumi.

Nel momento in cui la RAM diventa per qualche motivo satura di app, è lo stesso Android ad occuparsi di chiudere definitivamente l’app meno usata per lasciar posto alla nuova app (o alle nuove app) che l’utente apre. Ciò eviterà un rallentamento del dispositivo – a meno che, ovviamente, non tentiamo di aprire più app di quanto la stessa RAM possa contenerne.

Dunque prima conclusione: i cosiddetti task killer sono inutili perché Android è progettato con in mente un’ottimizzazione intrinseca dell’uso della RAM.

Ora la domanda sorge spontanea: se un’app in pausa ha un dispendio minimo di risorse come CPU e batteria, un’app chiusa non ha un dispendio nullo?

Assolutamente si, ma a questo punto ritorna il discorso del carburante di cui sopra: se noi chiudiamo un’app che usiamo spesso per liberare RAM, diminuire il consumo della batteria o far lavorare meno la CPU, nel momento in cui andremo a riaprirla l’app impiegherà molte più risorse per avviarsi da zero rispetto a quelle impiegate per restare “in pausa”.

Infatti per aprire un’app la CPU deve caricare i suoi dati, spostarli nella memoria RAM, invocare i processi necessari per la corretta apertura ed allocare le risorse che servono. Ciò significa CPU che per qualche secondo lavora molto più del dovuto e quindi più spreco di batteria.

Senza dimenticare che l’app ri-aperta dovrà farsi spazio nella RAM tra le app già presenti, e magari dire alla CPU di chiuderne un’altra per recuperare tale spazio se la RAM si è già saturata di nuovo; insomma, un disastro!

Fatto questo discorso, immaginiamo cosa succede al nostro povero processore nel momento in cui apriamo la lista app attive del nostro dispositivo Android e, con quel ditino giustiziere, le chiudiamo pian pianino una per volta con uno swype (o addirittura tutte insieme), per poi riaprirne molte (ad esempio WhatsApp o Messenger, o la semplice app Chiamate o il pannello impostazioni) soltanto dopo qualche secondo!

Dunque, seconda conclusione: chiudere continuamente le app Android per tenere libera la RAM e risparmiare batteria non soltanto è inutile ma addirittura controproducente.

Diffidiamo quindi dalle app che ci consigliano di farlo e, in caso dovessimo averne bisogno, cerchiamo di applicare altri tipi di accorgimenti per risparmiare batteria o per ottimizzarne la durata.

E se un giorno dovessimo renderci conto che la memoria interna del nostro smartphone è davvero troppo poca, potremmo optare per l’acquisto di un nuovo dispositivo che abbia una quantità ottimale di RAM per i nostri scopi.

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