Ubuntu Kernel Update Utility (Ukuu), il tool per installare il Kernel Linux mainline su Ubuntu e derivate

By Marco Giannini

Molti utenti Ubuntu più smaliziati conosceranno di certo il sito http://kernel.ubuntu.com/~kernel-ppa/mainline/ dove è possibile reperire le ultime versioni del Kernel Linux mainline per Ubuntu e derivate. Da qui è possibile sia scaricare l’ultima versione stabile del Kernel Linux mainline che l’ultima versione in sviluppo.

Scopriamo Ubuntu Kernel Update Utility aka Ukuu

Una volta scaricati i DEB è necessario installare a mano il tutto. Per facilitare questa operazione c’è però un interessante tool chiamato Ubuntu Kernel Update Utility altrimenti noto come Ukuu.
Il tool offre una interfaccia grafica molto semplice ed intuitiva. Una volta selezionato il Kernel Linux che vogliamo installare basterà cliccare su Install

 

La schermata principale

e i file necessari verranno scaricati e installati in automatico

Il processo di installazione

 

Al termine del processo ci verrà ricordato, prima di riavviare il sistema, che potrebbero esserci problemi a seguito del nuovo Kernel come WiFi non funzionante, schermate nere all’avvio, freeze random e cose del genere.
L’avviso post installazione

 

In caso di problemi con il nuovo Kernel non fatevi prendere dal panico, basterà riavviare nuovamente il sistema, selezionare le opzioni di boot avanzato in GRUB e far partire il sistema con il vecchio Kernel. Una volta avviato il sistema, sempre con Ukuu, sarà possibile rimuovere il Kernel precedentemente installato e non funzionante.

Ukuu non si consente soltanto l’installazione del Kernel Linux mainline ma è anche in grado di verificare periodicamente la presenza di nuove versioni.

 

Se sulla schermata principale di Ukuu clicchiamo su Settings possiamo possibile gestire ogni quanto tempo Ukuu deve verificare la presenza di una nuova versione del Kernel e quale tipo di Kernel notificare.
La schermate delle impostazioni di Ukuu

Come potete vedere, di default, Ukuu controllerà soltanto la presenza di aggiornamenti del ramo stabile. Se volete abilitare il ramo unstable con le release candidate vi basterà togliere il segno di spunta alla voce “Hide unstable and RC releases“.

Come installare Ukuu su Ubuntu  e derivate

Installare Ukuu su Ubuntu e derivate è semplice. La prima cosa da fare è quella di aggiungere il PPA dando da terminale

sudo add-apt-repository ppa:teejee2008/ppa

aggiornare il sistema

sudo apt updateed

infine installare Ukuu dando da terminale

sudo apt install ukuu

Rilasciato Ubuntu 18.10 “Cosmic Cuttlefish”

By Marco Giannini

Canonical ha annunciato il rilascio di Ubuntu 18.10 nome in codice Cosmic Cuttlefish.
Questa nuova release semestrale di Ubuntu porta con se diversi miglioramenti. Scopriamoli insieme:

Nuovo tema

La prima cosa che balza balza agli occhi è la presenza del nuovo tema Yaru, il Communitheme che abbiamo avuto modo di provare con Ubuntu 18.04 LTS e che adesso è il tema di default della distro.
Il nuovo tema dona alla distro un look più moderno e accattivante.

GNOME 3.30

L’altra novità è la presenza di GNOME 3.30. Nello specifico, al lancio di Ubuntu 18.10, troveremo GNOME 3.30.1. Questa nuova versione migliora le prestazioni di GNOME Shell. Per quanto riguarda il file manager continuiamo a trovare Files 3.26 per il solito problema della gestione delle icone sul desktop.

Kernel 4.18, X.Org Server 1.20.1 e Mesa 18.2.2

La presenza del nuovo Kernel 4.18 in accoppiata con X.Org Server 1.20.1 e Mesa 18.2.2 garantiscono a Ubuntu 18.10 dei miglioramenti per quanto riguarda le prestazioni di sistema e la gestione delle GPU AMD ed NVIDIA.
Il Kernel 4.18 garantisce inoltre migliore autonomia per i portatili.

Supporto ufficiale per Gallium Nine

Ubuntu 18.10 offre supporto ufficiale a Gallium Nine, una implementazione open source delle DirectX 9 che consente agli utenti di poter sfruttare al meglio i giochi progettati per le DirectX 9.

Installer più veloce

L’installazione di Ubuntu 18.10 è ora più veloce grazie all’utilizzo di Zstandard, un algoritmo di compressione dei dati senza perdita sviluppato da Facebook.

Miglioramenti in Snap

Anche Snap porta con se alcuni miglioramenti che consentono maggiore velocità di avvio delle applicazioni Snap. In questa edizione alcune delle applicazioni preinstallate sono nel formato Snap come, ad esempio, la Calcolatrice e GNOME System Monitor.
In Ubuntu Software è inoltre possibile vedere lo stato di “publisher verificato” accanto alle applicazioni.

i386: aggiornamento vietato

Gli utenti dell’architettura i386 (32-bit) non potranno eseguire l’aggiornamento a Ubuntu 18.10 poiché il supporto per l’architettura in questione è in fase di valutazione.

Download e Note di rilascio

Per maggiori informazioni potete consultare le note di rilascio all’indirizzo https://wiki.ubuntu.com/CosmicCuttlefish/ReleaseNotes dove è anche possibile trovare il link per scaricare Ubuntu 18.10 Cosmic Cuttlefish.
Vi ricordo che Ubuntu 18.10 godrà di supporto sino a Luglio 2019.

Scegliere la miglior Distro GNU/Linux per Desktop 2018

Stai cercando la migliore distro (distribuzione) GNU/Linux? Ecco come la penso!
Originariamente sviluppato nel 1991, il sistema operativo Linux, simile a UNIX, ora beneficia dei contributi di milioni di utenti e sviluppatori in tutto il mondo ed è un sistema maturo anche per il mondo desktop. 
Questo post non copre le distribuzioni GNU/Linux dei server ma si concentra sulle distribuzioni desktop GNU/Linux. Per comodità d’ora in poi definite semplicemente distro Linux.

Migliori distro GNU/Linux

Ok, la prima regola da ricordare qui è: non esiste una distro Linux “migliore”. No sul serio, non c’è! Ma c’è una migliore distro Linux per “me” e una migliore distro linux per “te”. Inoltre, ciò che consideri la migliore distribuzione Linux per te, cambierà spesso nel tempo per corrispondere al tuo livello di esperienza.
Con questo in mente, iniziamo analizzando la ricerca della tua migliore distribuzione Linux in 3 categorie … Facili, Soddisfacenti e Stimolanti.

Distro GNU/Linux Facili

Per gli utenti che desiderano un rapido accesso a Linux ed a una vasta gamma di software/app senza dover utilizzare la riga di comando. O per chi cerca semplicemente un modo semplice per provare Linux. Per tutti questi utenti, consiglierei …

Ubuntu: un sistema operativo Linux desktop completo, disponibile gratuitamente con il più ampio supporto per la community di qualsiasi altra Distro. La comunità Ubuntu è costruita sulle idee contenute nel Manifesto di Ubuntu: il software dovrebbe essere disponibile gratuitamente e gli strumenti software dovrebbero essere utilizzabili dalle persone nella loro lingua locale e che le persone dovrebbero avere la libertà di personalizzare e modificare il loro software in qualunque modo che ritengono opportuno. Ideale per iniziare a conoscere il mondo Linux.

Manjaro Linux: un sistema operativo user-friendly orientato al desktop basato su Arch Linux. Le caratteristiche principali includono un processo di installazione intuitivo, il rilevamento automatico dell’hardware, un modello stabile di rolling-release (aggiornamenti continui), la possibilità di installare più kernel, script Bash speciali per la gestione dei driver grafici e ampia configurabilità del desktop. Gli utenti trarranno vantaggio dal forum di supporto della community Manjaro assai attivo.

Linux Mintuna distribuzione basata su Ubuntu il cui obiettivo è fornire un’esperienza più completa e immediata includendo plug-in nel browser, codec multimediali, supporto per la riproduzione di DVD, Java e altri componenti. Aggiunge anche opzioni e menu desktop personalizzati, diversi strumenti di configurazione unici e un’interfaccia di installazione dei pacchetti basata sul web. Linux Mint è compatibile con i repository software di Ubuntu.

Dai un’occhiata anche ad Elementaryos.org

Distro GNU/Linux Soddisfacenti

Le seguenti distro sono molto simili a quelle sopra. Tuttavia, l’installazione di default potrebbe includere un pò di sudore freddo. Richiedono un pò più di personalizzazione e ricerca. Questo non dovrebbe essere difficile o frustrante, ma piuttosto … soddisfacente.

Fedora: (precedentemente Fedora Core) è una distribuzione Linux sviluppata dal progetto Fedora supportato dalla comunità, una fonte della distribuzione commerciale di Red Hat Enterprise Linux. Fedora contiene pacchetti software con licenza gratuita e open-source e punta ad essere all’avanguardia delle tecnologie mentre lavora a stretto contatto con le comunità Linux. Fedora Project distribuisce anche le varianti personalizzate di Fedora chiamate Fedora ‘spins’, per giochi, sicurezza, design, calcolo scientifico, robotica, ecc. Fedora ha un ciclo di vita di 13 mesi e il suo approccio all’avanguardia significa che gli aggiornamenti dei pacchetti sono frequenti. Questo può essere spaventoso per alcuni o soddisfare gli altri che amano utilizzare il software più recente.

Debian: Ovviamente la cosa che la gente vuole è il software applicativo. Debian ti dà un facile accesso a questi senza pre-installarli. Debian ha oltre 60.000 pacchetti (software precompilato che è impacchettato in un bel formato per una facile installazione sulla macchina) e tutto gratis. E’ in 3 versioni e a quella base si aggiungono Debian Testing e Debian SID sconsigliate per i neofiti.

openSUSE – Il progetto openSUSE ha tre obiettivi principali: rendere openSUSE il più semplice sistema per Linux da ottenere e la distribuzione Linux più diffusa; sfruttare la collaborazione open source per rendere openSUSE l’ambiente desktop e il desktop Linux più utilizzabile al mondo per nuovi utenti Linux ed anche per esperti; semplificare e aprire drasticamente i processi di sviluppo e di packaging per rendere openSUSE la piattaforma preferita dagli sviluppatori Linux e dai fornitori di software. openSUSE offre ora anche la distro rolling release (aggiornata continuamente) di Tumbleweed.

Guarda anche solus-project.com (una nuova distribuzione Linux costruita da zero).

Distro GNU/Linux Stimolanti

Le seguenti distribuzioni si concentrano sull’essere leggere, semplici e tuttavia molto più flessibili della maggior parte. Fin dal processo di installazione noterai che queste distribuzioni installeranno solo ciò a cui le hai esplicitamente comandate.

Arch Linux: una distribuzione Linux sviluppata in modo indipendente rivolta a utenti Linux competenti. Utilizza ‘pacman’, il suo gestore di pacchetti interno, per fornire aggiornamenti alle più recenti applicazioni software con tracciamento completo delle dipendenze. Operando su un sistema a rilascio progressivo, Arch Linux può essere installato da un’immagine CD o tramite un server FTP. L’installazione predefinita fornisce una solida base che consente agli utenti di creare un’installazione personalizzata. Inoltre, l’Arch Build System (ABS) fornisce un modo per creare facilmente nuovi pacchetti, modificare la configurazione dei pacchetti e condividere questi pacchetti con altri utenti tramite il repository utenti di Arch Linux.

Slackware: un sistema operativo Linux avanzato, progettato con i duplici obiettivi di facilità d’uso e stabilità come priorità principali. Includendo l’ultimo software popolare pur mantenendo un senso della tradizione, fornendo semplicità e facilità d’uso oltre a flessibilità e potenza, Slackware porta il meglio di tutti i mondi al tavolo. Slackware Linux offre agli utenti nuovi ed esperti un sistema completo, attrezzato per servire qualsiasi necessità, dalla workstation desktop al server della sala macchine. I server Web, ftp e e-mail sono pronti per l’uso immediato, così come un’ampia gamma di ambienti desktop famosi. Una gamma completa di strumenti di sviluppo, editor e librerie correnti è inclusa per gli utenti che desiderano sviluppare o compilare software aggiuntivo.

Gentoo: una distribuzione Linux versatile e veloce rivolta a sviluppatori e professionisti della rete. Gentoo Linux ha un sistema avanzato di gestione dei pacchetti chiamato PortageA differenza di tutte le altre distribuzione Linux elencate che sono direttamente in codice eseguibile, con Gentoo si ottieme il codice sorgente che viene compilato localmente in base alle preferenze dell’utente ed è spesso ottimizzato per il tipo specifico di computer che si usa, che è una caratteristica importante di Gentoo. La gestione dei pacchetti Gentoo è progettata per essere modulare, portatile, facile da mantenere e flessibile.

Controlla anche TrueOS  (basato su Unix come FreeBSD, ma è in grado di eseguire applicazioni Linux).

fonte: https://haydenjames.io/best-linux-distro/

Costruisci il tuo PC GNU/Linux per meno di 200 Euro con il Raspberry Pi!

91zSu442B34L._SX466_-1

Probabilmente uno dei più classici, ma anche il più sottovalutato utilizzo del raspberry pi è la creazione di un economico computer desktop.

Che si tratti di una scuola che vuole creare una sala computer, un individuo che vuole creare una macchina per la sua casa, un genitore grande che vuole scoprire i computer o uno sviluppatore in erba che vuole scoprire Linux, i motivi per creare un PC desktop con Raspberry Pi sono tanti!

Oggi vedremo insieme come è possibile creare il proprio PC su GNU/Linux basato sul raspberry pi, e con un budget inferiore a 200 Euro, schermo incluso!

Un PC, ma per che tipo di utilizzo?

Se stai cercando di acquistare un desktop a un prezzo basso, potresti aver realizzato che trovare un computer desktop a un prezzo accettabile è diventato relativamente complicato. In effetti, i produttori spesso cercano di rivolgersi a persone che desiderano giocare sul loro computer fisso, che richiede risorse significative.

Tuttavia, la maggior parte degli utenti non ha bisogno di tale potenza e desidera semplicemente eseguire attività tradizionali, in relazione al proprio lavoro o alle proprie passioni, come l’automazione dell’ufficio o la navigazione in Internet. Il PC che vedremo insieme oggi è chiaramente destinato a questo tipo di utilizzo. Nessuna intenzione di giocare ai videogiochi o fare pesanti elaborazioni grafiche come la modellazione 3D.

Il desktop che stiamo creando è quindi adattato alle seguenti attività:

  • Elaborazione di documenti convenzionali (scrittura di documenti, creazione di presentazioni, invio di e-mail, ecc.)
  • Un uso multimediale di base (guardare/ritoccare foto, guardare films, navigare in Internet)
  • Imparare la programmazione (programmazione web o altro, vedi l’iniziazione per i bambini con Scratch)

Per la maggior parte degli utenti questo computer sarà più che sufficiente. Se questo è troppo lontano da quello che hai pianificato (devi modificare video, 3D, giocare, ecc.), Allora dovresti guardare un computer desktop adatto a questo tipo di utilizzo.

Quale hardware per creare un PC desktop con Raspberry Pi?

Ora che abbiamo definito con precisione i compiti che vogliamo raggiungere con questo PC, saremo in grado di definire l’elenco hardware di cui avremo bisogno.

In questo tutorial, supponiamo di voler creare un PC desktop completo (con schermo, tastiera e mouse) e che non si possiede già hardware utilizzabile ma se disponi già di alcune attrezzature, ciò può aiutarti a ridurre il budget necessario per creare il tuo computer desktop.

Al fine di facilitare l’acquisto e la consegna delle varie attrezzature (e per ridurre i costi di spedizione), ti consigliamo di acquistare tutti i prodotti dallo stesso venditore. Troverete per ciascuno degli accessori un link che punta al prodotto su Amazon.

Per iniziare, avremo logicamente bisogno di un raspberry pi, che sarà l’unità centrale del nostro PC desktop. Per assicurarci che il PC offra un’esperienza di utilizzo fluido, prenderemo il più potente raspberry pi, ovvero il raspberry pi 3 B+ (che ha anche il vantaggio di avere Wi-Fi e Bluetooth). Puoi trovarlo a circa 36/37 Euro su Amazon, cliccando qui.

Raspberry Pi 3 B+

Il Raspberry Pi 3 B+ è l’unità centrale del nostro futuro PC.

Perché il nostro raspberry pi 3 funzioni, dovremo collegarlo alla rete elettrica. Per questo, avremo bisogno di un alimentatore adatto. Molti alimentatori possono essere trovati online, ma la loro qualità varia notevolmente.

Si consiglia di utilizzare un alimentatore che fornisca almeno 5V e 3A per garantire il corretto funzionamento non solo del raspberry ma anche delle sue varie periferiche. Puoi trovare questo alimentatore intorno a 9€ su Amazon, cliccando qui.

Ora che abbiamo la nostra CPU alimentata, ci manca ancora un disco rigido. In questo caso, raspberry pi utilizza una scheda MicroSD invece di un disco rigido. Se questa scelta ha un certo numero di vantaggi (facilità di sostituzione, dimensioni ridotte, ecc.), Implica anche la scelta di una SD di qualità molto buona, le SD di fascia bassa purtroppo hanno generalmente prestazioni e vita molto brevi.

Pertanto ti consigliamo di scegliere una SD di classe 10 con almeno 64GB di spazio di archiviazione. Abbiamo anche una preferenza per le schede SanDisk, che sono sempre state molto soddisfacenti. Puoi trovare una scheda come questa per circa 26€ su Amazon, cliccando qui.

Esiste anche una terza soluzione, più pratica per tutti i principianti, ovvero acquistare una scheda MicroSD già pronta con il sistema operativo di base del raspberry pi. In questa maniera non dovrete preoccuparvi di formattare e installarlo sulla scheda MicroSD, tutta fatica risparmiata e lavoro già fatto da altri e quindi pronto all’uso e sicuramente funzionante. Qui sempre su Amazon una lista disponibile.

La base della nostra CPU è ora stabilita e dobbiamo solo aggiungere i vari componenti necessari per rendere il PC pienamente utilizzabile.

Ora dovremo scegliere una tastiera e un mouse. Dal momento che vogliamo creare un PC desktop e non giocare, cercheremo di ridurre il conto e scegliere una tastiera/mouse economica. Sceglieremo comunque una tastiera con un tastierino numerico, che è sempre più piacevole (specialmente sotto Linux). L’unico imperativo: la tastiera deve essere perfettamente compatibile con Linux.
Molte soluzioni sono possibili e questa è una possibile buona scelta che puoi trovare su Amazon, cliccando qui.

Ultimo componente del nostro PC basato su raspberry pi è un monitor. Questo è il più grande elemento di spesa dal momento che il monitor costa quanto tutto il resto dei componenti. Puoi scegliere quello che preferisci ma ti consigliamo di prenderne uno FullHD con una connessione HDMI. Per quanto riguarda le dimensioni, 20 pollici sembrano sufficienti, ma si può prevedere di più.
In ogni caso, contate almeno tra 100 e 120 Euro per uno schermo, potete trovare un’ampia gamma su Amazon, cliccando qui.

Schermo HDMI

Ora disponiamo di tutta l’attrezzatura necessaria per creare il nostro PC desktop, devi solo ordinarli e passare al passaggio successivo, installando il sistema operativo sulla scheda SD.

Scegliere il sistema operativo giusto per il tuo PC Linux

Come forse saprai, Raspberry Pi può eseguire solo sistemi operativi GNU/Linux ed è possibile installare diverse distribuzioni.

Come parte di un PC desktop, sceglieremo una distribuzione che offre un’interfaccia grafica piacevole e abbastanza semplice da soddisfare anche gli utenti abituati agli ambienti Windows. Inoltre, sceglieremo anche una distribuzione con una grande comunità, che ci assicurerà di trovare molti software, oltre ad aiutarci in caso di problemi.

Seguendo questi diversi punti, 2 distribuzioni attirano la nostra attenzione, Raspbian e Ubuntu Mate.

1804-final-1

Raspbian ha il vantaggio di avere una forte community direttamente collegata a Raspberry Pi (è il sistema “predefinito” del Raspberry Pi), che può facilmente aiutare in caso di problemi. Inoltre, una grande quantità di software è disponibile su questa piattaforma.

Da parte sua, Ubuntu Mate ha una comunità in diretto contatto con il raspberry pi un pò più ridotto, ma eredita indirettamente dalla comunità molto grande di Ubuntu, molto più ampia della semplice community di raspberry. Inoltre, ha un’interfaccia più piacevole di Raspbian, pur rimanendo particolarmente semplice (abbastanza simile all’interfaccia Apple).

Come parte di un uso in ufficio, tendiamo a favorire Ubuntu Mate ma Raspbian è anche una scelta possibile se conosci già questo sistema o se preferisci un’interfaccia meno piacevole ma leggermente più leggera. In entrambi i casi, la suite LibreOffice (l’equivalente gratuito di Microsoft Office – Word, Excel, Powerpoint – se si proviene dall’universo Microsoft) viene installato come impostazione predefinita.

Quindi scegli il sistema più adatto alle tue aspettative, vediamo come installarlo.

Istruzioni per installare Raspbian direttamente dal sito del produttore.

Se si preferisce installare Ubuntu Mate, è possibile trovare la procedura di installazione nella pagina di download ufficiale del progetto o direttamente dal Wiki di Ubuntu.

Una volta installato il sistema sulla scheda SD, devi solo inserirla nel tuo Raspberry Pi, collegare le varie periferiche e accendere il tutto!

Ci auguriamo che il tuo nuovo computer ti piaccia e, se hai bisogno di aiuto con diverse operazioni, non esitare a cercare su Google, guardare video e scrivermi nei commenti le tue domande a cui sarò felice di rispondere 😉

fonte: https://howtoraspberrypi.com/build-pc-for-less-than-200-raspberry-pi/

Come installare e utilizzare Steam in Ubuntu 18.04

Come installare Steam in Ubuntu Linux

Il gioco su Linux è stato reso più facile, accessibile e ampliato, grazie a Steam. In questo tutorial vedremo come installare Steam in Ubuntu e come usarlo per giocare su Ubuntu. Prima di vederlo, scopriamo cos’è Steam.

Cos’è Steam?

Steam è una piattaforma di distribuzione digitale per videogiochi. Come Amazon Kindle è una piattaforma di distribuzione digitale per e-Books, iTunes per la musica, allo stesso modo Steam è per i giochi. Ti offre la possibilità di acquistare e installare giochi, giocare in multiplayer e rimanere in contatto con altri giochi tramite social network sulla sua piattaforma. I giochi sono protetti con DRM.

Quindi, se acquisti/scarichi un gioco, puoi installarlo su vari dispositivi e piattaforme usando il tuo account Steam.

Installa Steam in Ubuntu

Sto usando Ubuntu 18.04 mentre sto scrivendo questo tutorial, ma le istruzioni dovrebbero essere applicabili ad altre versioni di Ubuntu ed anche ad altre distribuzioni basate su Ubuntu.

Il programma di installazione di Steam è disponibile nel Software Center di Ubuntu. Puoi semplicemente cercare Steam nel Software Center di Ubuntu e installarlo.

Programma di installazione di Steam in Ubuntu Software Center
Programma di installazione di Steam in Ubuntu Software Center

In alternativa, puoi usare la linea di comando per installare Steam.
In un terminale, usa i seguenti comandi:

sudo apt install steam-installer

Una volta installato il programma di installazione di Steam, vai al menu dell’applicazione e avvia Steam.

Usa Steam in Ubuntu

Bene, ora ti rendi conto che non è stato davvero installato. In realtà, è solo l’installatore. Quando lo esegui per la prima volta, scaricherà il pacchetto necessario e installerà la piattaforma Steam.

Download di Steam in Ubuntu

Una volta installato, vai al menu delle applicazioni e cerca Steam e fai clic su di esso per avviarlo.

Mentre si avvia per la prima volta, ti verrà chiesto di creare un account o accedere a un account esistente. Richiederà inoltre di accettare i termini e le condizioni di uso.

Installare-vapore-Ubuntu-5

Usare Steam per giocare su Ubuntu Linux

Ora, una volta creato e loggato con il tuo account, sarai accolto in una schermata come questa:

Installare-vapore-Ubuntu-11

Fai attenzione a quale piattaforma un gioco è disponibile. Normalmente, le informazioni sulla piattaforma vengono visualizzate con il gioco. Per Linux, il simbolo è l’icona di Steam perché Steam ha la sua piattaforma con a base Linux.

Ricerca di giochi Linux in Steam

Se stai cercando giochi in Linux, digita semplicemente Linux nella casella di ricerca:

Installare-vapore-Ubuntu-12

Oppure, filtra per sistema operativo:

Installare-vapore-Ubuntu-13

Presta attenzione ai requisiti di sistema di un gioco andando ai dettagli del gioco:

Installare-vapore-Ubuntu-14

Segli l’opzione giusta a seconda se vuoi giocare o acquistare un gioco:

Installare-vapore-Ubuntu-15

Quando scarichi un gioco, ti dà l’opzione se vuoi che il gioco sia avviato dal menu del sistema operativo o se desideri un collegamento sul desktop per il nuovo gioco installato:

Installare-vapore-Ubuntu-16

Il gioco verrà scaricato in background in modo da poter continuare a navigare su altri giochi:

Download del gioco su Steam Ubuntu

Questo è tutto ciò che devi fare per installare e utilizzare Steam in Ubuntu per giocare con Linux. Tutte le domande o suggerimenti sono i benvenuti.

fonte: https://itsfoss.com/install-steam-ubuntu-linux/

Come formattare un’unità USB in Ubuntu

USB Drive Format su Ubuntu

Di volta in volta, abbiamo bisogno di formattare un’unità USB per cambiare il file system, cancellare completamente i dati o eliminare un virus che la infetta. Esistono vari modi per formattare un’unità USB e ne abbiamo elencati alcuni in questo articolo in modo che tu possa vedere quale funziona per te. È possibile formattareun’unità USB tramite la riga di comando o la GUI, a seconda delle proprie preferenze.

I comandi e la procedura descritti in questo articolo sono stati eseguiti su un sistema LTS Ubuntu 18.04.

Formattare l’unità USB attraverso la riga di comando

La formattazione di un’unità USB è molto semplice attraverso la riga di comando. Anche un principiante può formattare un’unità USB attraverso il semplice processo e i comandi che stiamo descrivendo qui.

1. Il primo passo è identificare correttamente l’unità USB per evitare di formattare accidentalmente qualsiasi altra unità. Apri l’applicazione Terminale attraverso il menu o tramite la scorciatoia Ctrl + Alt + T e inserisci il seguente comando:

$ df -h

Identifica il nome dell'unità USB

L’ultima riga nell’elenco di output /dev/sdb1 è un’unità USB.

2. Utilizzare il seguente comando per formattare l’USB come per il file system VFAT:

$ sudo mkfs.vfat /dev/sdb1

Utilizzerai la posizione come risultato dell’output ottenuto dal comando df -h.

3. Puoi formattare solo un’unità USB non montata, altrimenti riceverai il seguente messaggio:

Crea file system con il comando mkfs

Pertanto, si prega di smontare l’unità tramite il seguente comando:

$ sudo umount /dev/sdb1

Ora quando si esegue il comando di formattazione come utente root, l’unità USB verrà formattata correttamente.

Formatta l’unità USB tramite la GUI

Formato direttamente dal File Manager

Puoi formattare un’unità USB attraverso l’interfaccia grafica del tuo sistema Ubuntu come segue:

1. Aprire il file manager e quindi fare clic con il pulsante destro del mouse sul nome dell’unità USB che si desidera formattare, dal riquadro di sinistra.

Fare clic con il tasto destro del mouse sull'unità USB in File Manager

2. Fare clic sull’opzione Formato dal menu di scelta rapida. Si aprirà la seguente finestra di dialogo.

Opzione di formato

3. Specificare un nome di volume per l’unità USB. Nell’immagine sopra, abbiamo inserito USB come nome del volume.

È possibile scegliere di cancellare i dati esistenti sull’unità USB cliccando il pulsante Erase ovvero Cancella. In tal caso, i dati esistenti sul sistema verranno sovrascritti e il processo di formattazione richiederà un tempo leggermente più lungo. È inoltre possibile specificare il file system che si desidera avere con l’unità USB.

4. Fare clic sul pulsante Next ovvero Avanti situato nell’angolo in alto a destra che diventa attivo solo dopo aver fornito tutte le specifiche.

La seguente finestra di dialogo Conferma dettagli si aprirà per confermare i dettagli di formattazione. Assicurati di aver formattato il volume giusto visualizzando le informazioni sulla posizione. Ciò ti impedirà di formattare qualsiasi spazio di archiviazione indesiderato e quindi di danneggiare il tuo sistema.

Conferma la formattazione dell'unità USB

4. Fare clic sul pulsante Format ovvero Formatta dopo aver confermato i dettagli.

L’unità USB sarà formattata e pronta per l’uso, in base al nome del volume, al file system e alle opzioni di cancellazione dei dati specificate.

Formatta l’unità USB tramite lo strumento GParted

È inoltre possibile formattare l’unità USB tramite uno strumento chiamato Gparted. Gparted in un editor di partizioni open source per sistemi GNU/Linux. Attenersi alla seguente procedura per installare e utilizzare questo strumento:

Installazione

1. Apri il terminale tramite CTRL + ALT + T o tramite il menu.

2. Immettere il seguente comando per installare lo strumento open source GParted:

$ sudo apt-get install gparted

Installa GParted

3. Immettere Y quando richiesto dall’opzione Y/n per continuare l’installazione.

Lo strumento GParted verrà installato sul tuo sistema.

Formattazione

4. Per accedere a GParted dal tuo desktop, cercalo attraverso il Dash come segue:

Inizia Gparted

5. Fare clic sull’icona GParted per aprire l’applicazione.

6. Verrà richiesto di fornire l’autenticazione per l’utente root in quanto solo un utente root può accedere e utilizzare questa applicazione. Fornire la password e quindi fare clic su Autentica.

Autenticate as admin user

Lo strumento si aprirà, visualizzando le partizioni /dev/sda del disco fisso per impostazione predefinita.

7. Dal momento che vogliamo visualizzare i dettagli dei supporti rimovibili, selezionalo dall’opzione a discesa situata nell’angolo in alto a destra. Ora potrai vedere le partizioni dei supporti rimovibili come segue:

Seleziona un supporto rimovibile

8. È necessario smontare un’unità USB prima di formattarla. Selezionare la partizione USB che si desidera formattare, fare clic con il tasto destro e quindi fare clic su Unmount ovvero Smonta.

Smontare l'unità USB

9. Ora, quando si fa clic con il pulsante destro del mouse sulla partizione USB, l’opzione Format to ovvero Formatta diventerà attiva. Fare clic sul tale opzione e quindi selezionare un file system che si desidera utilizzare per l’unità USB.

Formato a

Abbiamo selezionato ntfs in questo esempio. Questa operazione verrà aggiunta come operazione in sospeso.

Fomat con ntfs File System

10. Per applicare questa operazione, fare clic sull’icona del segno di spunta dalla barra in alto per applicare tutte le operazioni.

Applica i cambiamenti

11. Apparirà la seguente finestra di dialogo, che chiede conferma per l’applicazione di tutte le operazioni in sospeso. Fai clic sul pulsante Apply ovvero Applica quando sei sicuro della tua scelta.

Conferma finestra

Il processo di formattazione inizierà:

Inizia la formattazione

Sarai avvisato quando le operazioni saranno completate come segue:

Operazione di formattazione completata correttamente

12. Fare clic sul pulsante Chiudi; ora disponi di un’unità USB formattata con il file system specificato.

Mi raccomando fare sempre attenzione a cosa si sta formattando onde evitare di fare danni al vs sistema GNU/Linux!

fonte: https://vitux.com/how-to-format-a-usb-drive-in-ubuntu/

Come risolvere i pacchetti rotti in Ubuntu tramite terminale

Come risolvere i pacchetti rotti in Ubuntu tramite Terminale. Per fare ciò elenca i pacchetti rotti in Ubuntu e quindi gli utenti di Ubuntu possono riparare i pacchetti danneggiati tramite la riga di comando. Se l’installazione di un pacchetto fallisce in Linux Ubuntu, può causare alcuni problemi. Ad esempio, il gestore dei pacchetti si blocca o diventa inusabile. È un pò problematico usare Ubuntu correttamente mentre i pacchetti di sistema sono corrotti o rotti. Fortunatamente, ci sono alcuni modi per risolvere il problema.

Correggi i pacchetti danneggiati usando il terminale di Ubuntu

Se conosci il nome del pacchetto danneggiato, puoi rimuoverlo manualmente usando il seguente comando.

sudo dpkg --remove -force --force-remove-reinstreq NOME_DEL_PACCHETTO

Se non sei sicuro del nome del pacchetto danneggiato, segui i comandi indicati di seguito:

Comando 1

sudo apt-get --fix-broken install

Comando 2

Se l’installazione di un pacchetto Ubuntu fallisce (a causa di dipendenze), eseguire il seguente comando

sudo apt-get clean
sudo apt-get install -f
sudo dpkg --configure -a
sudo apt-get update

Comando 3

sudo rm /var/lib/apt/lists/* -vf
sudo apt-get update

Comando 4

sudo apt-get clean
sudo apt-get autoclean
sudo apt-get autoremove

Comando 5

sudo dpkg --configure -a
sudo apt-get update

Fonte: http://sourcedigit.com/21301-fix-broken-packages-ubuntu-terminal-list-broken-packages-ubuntu/

Un primo sguardo alle metriche di Ubuntu 18.04 LTS

By Marco Giannini

A partire dal rilascio di Ubuntu 18.04 LTS Canonical ha proposto un tool chiamato Ubuntu Report in grado di raccogliere, previo il consenso degli utenti, alcuni dati relativi all’installazione di Ubuntu. I dati sono di varia natura e riguardano, ad esempio, durata di installazione, processore, RAM etc e servono per conoscere il parco macchine al fine di migliorare la distro.
Per chi non lo sapesse il funzionamento di Ubuntu Report è molto semplice e trasparente per l’utente. All’avvio del sistema viene chiesto agli utenti se desiderano inviare le informazioni raccolte e gli utenti possono visualizzare tali dati se lo desiderano prima dell’invio.
A Febbraio Canonical si è impegnata per rendere pubbliche queste informazioni. Il team di Canonical sta lavorando sul modo migliore per presentare i dati e garantire che le informazioni siano anonime e sicure. Il team web implementerà tali dati su di un apposito sito web. Questo lavoro è programmato per essere completato durante il ciclio di sviluppo di Ubuntu 18.10. Nel frattempo, tuttavia, Canonical ha deciso di fornire una anteprima di alcuni dati che trovano interessanti.
Questi dati derivano esclusivamente da installazioni di Ubuntu Desktop e non includono gli utenti di Ubuntu Server, Ubuntu Core, le immagini cloud o una qualsiasi delle derivate di Ubuntu che non includono ubuntu-report nel loro programma di installazione.

Durata dell’installazione

Durata dell’installazione
L’installazione media di Ubuntu Desktop richiede 18 minuti. Alcune macchine sono in grado di installare Ubuntu in meno di 8 minuti (fortunelli n.d.r.). Il tempo medio di 18 minuti è di gran lunga inferiore al tempo di installazione di altri sistemi operativi, tuttavia il team di Ubuntu sta ancora cercando di ottimizzare ulteriormente questo aspetto.

Nuove installazioni vs aggiornamenti

Il  numero di persone che aggiornano Ubuntu da una precedente release è di circa un quarto di coloro che installano da zero Ubuntu 18.04 TS che, dato che Canonical inizia a richiedere l’aggiornamento solo quando è installata la versione .1 (prevista per il 26 Luglio) non è sorprendente.

Opzioni di installazione

Opzioni di installazione
Un altro fatto interessante è che l’opzione di installazione minima introdotta di recente viene utilizzata da poco più del 15% degli utenti. Questa opzioni, seppur nuova, sta comunque riscuotendo una notevole base di utenti. Altre opzioni di installazioni mostrano che quasi tutti scelgono di scaricare gli aggiornamenti software durante l’installazione, più della metà delle installazioni include componenti aggiuntivi limitati (media codec) e il 28% degli utenti selezione l’avvio automatico del sistema.

Numero di CPU

La configurazione più frequente è quella a CPU singola e questo non è molto sorprendente.

Schema di partizionamento del disco

Come ti partiziono il disco?
La maggior parte delle persone sceglie di formattare i propri dischi e di installare Ubuntu 18.04 LTS da zero. La seconda opzione più comune è una tabella delle partizioni personalizzata.

Display

Display
Full HD (1080p) è la risoluzione dello schermo più popolare, seguita da 1366×768, una risoluzione laptop comune. HiDPI e 4k non sono ancora all’ordine del giorno.

RAM

RAM
4 e 8 GB di RAM sono abbastanza comuni. 1 GB è meno comune. Sorprende il dato di alcuni utenti dispongono di 128 GB di RAM (fortunelli 2 n.d.r.).

Ubuntu è usato in tutto il mondo

Ubuntu nel mondo
Questi dati si basano sul fuso orario selezionato durante l’installazione e non sulla geo-codifica dell’indirizzo IP (non sono infatti memorizzati gli IP). Gli Stati Uniti hanno la più grande concentrazione ma questo dato potrebbe essere distorto persone che usano le impostazioni predefinite durante l’installazione

Come aggiornare Ubuntu a 18.04 LTS Bionic Beave

Ubuntu Bionic BeaverCome aggiornare Ubuntu a 18.04 LTS Bionic Beave

Aggiornare un’installazione esistente di Ubuntu a Bionic Beaver 18.04

distribuzioni

È necessaria un’installazione Ubuntu 16.04 LTS o 17.10 esistente.

Requisiti

Un’installazione esistente di Ubuntu 16.04 LTS o 17.10 con privilegi di root.

Difficoltà

Facile

Convenzioni

# – richiede che i comandi di linux siano eseguiti con i privilegi di root direttamente come utente root o usando il comando sudo
$ – richiede che i comandi linux dati vengano eseguiti come utente regolare non privilegiato

introduzione

L’ultima versione di Ubuntu, 18.04, segna un’opportunità sia per gli utenti LTS che per le persone nella precedente versione 17.10 di aggiornare Ubuntu e sfruttare le ultime funzionalità. Grazie al processo di aggiornamento di Debian, dovrebbe essere relativamente semplice aggiornare sia Ubuntu 16.04 a 18.04 (entrambi LTS) o aggiornare Ubuntu 17.10 a 18.04 LTS Bionic Beaver.
Nota anche che puoi controllare la tua versione di Ubuntu seguendo la nostra guida su questo argomento: Come controllare la versione di Ubuntu

Esegui il tuo aggiornamento di Ubuntu

Prima di fare qualsiasi cosa, assicurati che il tuo sistema sia già aggiornato.Eseguire un aggiornamento completo di Ubuntu e aggiornare con Apt.

 $ sudo apt update 
 $ sudo apt upgrade
 $ sudo apt dist-upgrade

Ciò contribuirà a garantire che la differenza tra i pacchetti sia la più piccola possibile. Sarà anche il modo in cui Canonical ha probabilmente testato l’aggiornamento da sé, quindi è meno probabile che incontri dei bug. Infine, prima di iniziare l’aggiornamento di Ubuntu a LTS 18.04 potresti anche voler rimuovere tutti i pacchetti non più necessari usando:

 $ sudo apt autoremove

Come aggiornare Ubuntu The Ubuntu Way

Ubuntu ha sviluppato il proprio modo automatico di aggiornamento tra le versioni. Scrive essenzialmente l’approccio tradizionale di Debian. In questo modo, puoi configurarlo per l’aggiornamento e andare via. Ubuntu gestirà il resto.

Gli aggiornamenti dalla 17.10 non saranno abilitati fino a pochi giorni dopo la pubblicazione della 18.04.Gli aggiornamenti da 16.04 LTS non saranno abilitati fino a pochi giorni dopo la versione 18.04.1 prevista a fine luglio.Non ci sono opzioni di aggiornamento offline per Ubuntu Desktop e Ubuntu Server.

SOURCEwiki.ubuntu.com

Se vuoi seguire questa strada, dovrai prima installare un pacchetto. Quindi, fallo.

  $ sudo apt installa update-manager-core 

Al termine, esegui l’utilità di aggiornamento di Ubuntu.

  $ sudo do-release-upgrade 

Se lo fai troppo presto, ti dirà che non è stato No
new release fou
nd. In tal caso, e a proprio rischio, aggiungere il flag -d alla fine del comando per forzare l’aggiornamento. Per maggiori informazioni leggere la sezione “Nessuna nuova versione trovata” di seguito.

  $ sudo do-release-upgrade -d 


Ubuntu ti farà un paio di domande su come vuoi gestire l’aggiornamento e inizierà l’aggiornamento del tuo sistema.

  • Nessuna nuova versione trovata

Come già accennato sopra, gli aggiornamenti dalla 17.10 non saranno abilitati fino a pochi giorni dopo il rilascio della 18.04 e gli aggiornamenti dalla 16.04 LTS non saranno abilitati fino a pochi giorni dopo la versione 18.04.1 prevista per fine luglio 2018.

Di conseguenza, il tuo tentativo di aggiornamento potrebbe generare un messaggio No
new release found
durante il tentativo di aggiornare il tuo sistema Ubuntu usando il comando sudo
do-release-upgrade
. In questo caso leggi le seguenti sezioni.

Aggiornamento da Ubuntu 16.04 LTS

Inizia eseguendo il comando sudo
do-release-upgrade
. Se ricevi il messaggio No
new release found
hai quattro opzioni:

  • Il primo e raccomandato approccio è semplicemente aspettare. Gli aggiornamenti diretti da Ubuntu 16.04 LTS a Ubuntu 18.04 LTS saranno probabilmente non disponibili fino a fine luglio 2018.

Forza l’aggiornamento diretto usando l’-d. In questo caso sudo
do-release-upgrade -d
aggiornamento da Ubuntu 16.04 LTS a Ubuntu 18.04 LTS. Nel caso in cui si riceve un messaggio “Aggiornamenti alla versione di sviluppo sono disponibili solo dall’ultima versione supportata.“, Assicurarsi che il comportamento predefinito dell’upgrade release sia impostato su lts in /etc/update-manager/release-upgrades.

  • Passare prima alla versione 17.10 modificando normal il comportamento predefinito dell’upgrade release nel /etc/update-manager/release-upgrades. Quando è pronto, eseguire di nuovo il comando sudo
    do-release-upgrade
    . Una volta che il tuo sistema è stato aggiornato a Ubuntu 17.10, segui la procedura di aggiornamento da Ubuntu 17.10 a Ubuntu 18.04, mantenendo il comportamento dell’upgrade release impostato sunormal.

  • Usa la modalità Debian descritta qui sotto per aggiornare il tuo sistema Ubuntu 16.04.

Aggiornamento da Ubuntu 17.10

Inizia eseguendo il comandosudo
do-release-upgrade
.Nel caso in cui si riceve il messaggioNo
new release found
, assicurarsi che l’aggiornamento di versione predefinito sia impostato sunormale rieseguire il comandosudo
do-release-upgrade
.

Come aggiornare Ubuntu The Debian Way

Cambia le tue fonti

Se hai selezionato il tradizionale percorso Debian, dovrai modificare il file/etc/apt/sources.liste sostituire il nome della tua versione precedente conbionic.Quindi, se sei il 16.04, sostituisci ogni istanza dixenialconbionic.Se hai attualmente 17.10, sostituisci l’artfulconbionic.

Questo processo può essere automatizzato usando il seguente comandosed:

 $ sudo sed -i '/ xenial / bionic / g' /etc/apt/sources.list

Quindi, guarda in/etc/apt/sources.list.d/.Cambia qualsiasi file lì allo stesso modo.Se si verifica un errore quando si tenta di aggiornare Ubuntu, utilizzareartfulfino a quando tali repository non vengono aggiornati.

Aggiornamento di Ubuntu e aggiornamento di Ubuntu

Ora puoi eseguire l’aggiornamento dist di Ubuntu.Innanzitutto, aggiorna le fonti Apt.Quindi, esegui l’aggiornamento di Ubuntu.

  $ sudo apt update && sudo apt -y dist-upgrade 

Aggiornamento del sistema Ubuntu 16.04 a Ubuntu 18.04

L’aggiornamento dovrebbe richiedere un po ‘di tempo.È probabile che ogni pacchetto sul sistema sarà aggiornato.Al termine dell’aggiornamento di Ubuntu, riavviare il sistema.Quando il sistema tornerà attivo, eseguirai Ubuntu 18.04 LTS Bionic Beaver!

Pensieri di chiusura

Questo è tutto ciò che c’è davvero.Si dovrebbe notare che la schermata di accesso è diversa, specialmente se si era su 16.04.A seconda delle tue scelte durante l’aggiornamento dist di Ubuntu, il sistema può automaticamente passare da Unity a GNOME per te.Questa procedura funzionerà anche sui server.È esattamente lo stesso.Basta fare particolare attenzione a eventuali repository esterni e aggiornamenti di versioni come PHP.

Dopo l’aggiornamento a Ubuntu 18.04 potresti prendere in considerazione l’idea di installare qualche nuovo software o avere bisogno di idee per configurare il tuo sistema.

Fonte LINUXCONFIG.ORG