Ubuntu 16.04.4 Xenial Xerus arriverà il primo Marzo

By Matteo Gatti

ubuntu 16.04.4

La quarta maintenace update di Xenial Xerus, Ubuntu 16.04.4 arriverà il 1° Marzo.

Come sapete se avete seguito LFFL di recente Canonical ha posticipato la quarta point release di Xenial Xerus, la quale sarebbe dovuta uscire il 15 Febbraio.

Il motivo è presto detto: Canonical vuole rilasciare la point release solo quando saranno pronti i fix per le vulnerabilità Meltdown e Spectre, e due vulnerabilità scoperte dai ricercatori di Google Project Zero. Un attacco che sfrutti un exploit di Meltdown consente ad un programma di accedere alla memoria (ovvero ai dati) di altri programmi e/o del sistema operativo stesso. Spectre ha conseguenze simili, ma metodologie diverse. E’ anch’esso in grado di ingannare altre applicazioni, anche (e soprattutto) quelle prive di errori o bug, per poter accedere ai loro dati.

Ubuntu 16.04.4 Xenial Xerus arriverà il primo Marzo

Lukasz Zemczak recentemente ha comunicato la nuova data del rilascio di questa quarta maintenance release, che, salvo imprevisti, dovrebbe essere il 1° Marzo

Le cose stanno andando per il verso giusto, abbiamo fissato Giovedì 1 Marzo come data per il rilascio. Contiamo di avere preparato tutti i fix di sicurezza necessari entro quella data” queste le parole di Zemczak nel consueto annuncio.

Ubuntu 16.04.4 LTS sarà la quarta di cinque point release e, in quanto versione LTS, sarà supportato fino al 21 Aprile 2021.

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Skype for Linux 8.15 su Debian Stretch

By edmond

Skype for Linux 8.15 su Debian Stretch Per installare Skype for Linux su Debian si possono utilizzare due modi: $ sudo apt install snapd $ sudo snap install skype –classic $ sudo reboot oppure: $ wget https://go.skype.com/skypeforlinux-64.deb $ sudo dpkg -i skypeforlinux-64.deb Skype for Linux 8.15 su Debian Stretch enjoy 😉

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Se non offre l’aperitivo non è quello giusto: forma di sessismo al femminile?

By Simone Aliprandi

Si parla spesso di sessismo e di poca sensibilità sulle questioni di genere, quasi sempre come se fosse un problema maschile. Probabilmente lo è; ma forse è un problema anche culturale ben più radicato che permea la nostra società contemporanea e poi viene passato ai giovani uomini quanto alle giovani donne, manifestando i suoi effetti anche in forme più sottili e indirette.
Delle forme di sessismo di cui sono vittime le donne costantemente si è scritto molto e quindi evito di tornarci. E devo ammettere che a volte ho visto degli eccessi e delle storture non irrilevanti, che portano poi ad un livello di paranoia per cui si chiama “sessismo” anche ciò che con la sfera sessuale e con le differenze tra sessi non ha alcun collegamento. Ma appunto non voglio parlare di questo; magari mi riservo di farlo in un altro post.

Qui vorrei parlare d’altro, di una forma di sessismo più che altro femminile, che rappresenta a mio avviso un sintomo di arretratezza culturale mostruosa: mi riferisco alla discriminazione del “maschio” sulla base della sua – diciamo – agilità a mettere mano al portafogli (tra l’altro non per le spese importanti come comprare casa, fare investimenti per l’attività professionale, pagare per il mantenimento dei figli; bensì per le spese minori, quelle di intrattenimento: aperitivi, cene, regalini).
Ovvio che la maggioranza delle donne non è così (diciamolo prima che mi arrivi la classica accusa di qualunquista “generalizzatore”); ma capita non così raramente di scontrarsi con certi ragionamenti e atteggiamenti.

L’altro giorno sui social media ho visto girare uno screenshot divertente sul tema (eccolo qui sotto).

Davvero epico il commento del padre… a cui per altro avrei aggiunto anche un “vai a studiare la grammatica!” così magari non avremmo visto quell’apostrofo di troppo (“un’aperitivo”).
Non so se sia un post reale oppure un fake realizzato ad arte. Tuttavia, indipendentemente da quello, il suo contenuto mi ha scatenato una serie di riflessioni che volevo condividere sperando che generino un confronto costruttivo (NB: ecco perché chiedo a fanatici/e e a paranoici/e di astenersi).

L’argomento dell’aperitivo non offerto come discrimine per scegliere il proprio partner è solo uno dei vari esempi che potrei riportare. Ogni tanto in palestra o sul treno origlio a discorsi tra donne (si noti, donne di tutte le età: dall’adolescente alla quarantenne single) in cui spesso sento emergere l’elemento del “portafoglio” come discriminante. “Che macchina ha? In che ristorante ti ha portato? Che cosa ti ha regalato?”. In quei discorsi non emergono mai valutazioni sulla persona, su come si è comportata, sui discorsi che ha fatto, sui valori che ha mostrato di avere. Già quello mi lascia non poco perplesso.
Mi viene quindi da pensare che quell’argomento sia davvero fondamentale e discriminante per molte donne e che probabilmente da “povero maschio limitato” io non riesca a coglierne il vero senso. Cerco online qualche articolo a riguardo e ne trovo uno abbastanza ben fatto: si tratta di un’intervista sottoposta dal sito d.repubblica.it alla psicoterapeuta e sessuologa Maria Claudia Biscione a commento di uno studio della Northwestern University uscito nel 2016. Si legge:

“In un’epoca in cui si rivendica la parità dei sessi, quanto conta per una donna il potere economico di un uomo? “Direi che ha lo stesso fascino che per un uomo può avere in una donna la bellezza. Quest’ultima, come i soldi, richiama inevitabilmente a un senso di potere, di gratificazione, di appagamento. Alcuni studi evidenziano che nonostante l’ottenuta emancipazione femminile, specie all’inizio di una relazione, le donne fanno ancora molto caso ai comportamenti maschili relativi al denaro: offrire la cena, fare regali, … Questo aspetto, che può essere criticato e percepito come un’incoerenza rispetto alla voluta parità sessuale, va letto in maniera diversa: il gesto viene apprezzato non perché dimostra che lui ha soldi da spendere, ma che è attento e galante durante il corteggiamento”.» [leggi fonte originale]

Mi è chiaro che questo tipo di atteggiamenti abbiano una radice antropologica molto risalente, legata alla facoltà del maschio di garantire stabilità al nucleo familiare e quindi di dare maggiori garanzie sulla continuità della progenie. Forse proprio per questo non bastano alcuni decenni di emancipazione a modificarli. O forse, a ben vedere, questa emancipazione è stata solo parziale e fittizia.

Poi però penso che se da un lato il galateo del corteggiamento suggerisce in effetti che sia l’uomo a offrire l’aperitivo o la cena, quantomeno per le prime uscite, dall’altro lato non so quanto quell’argomento possa risultare così determinante anche nella società di oggi che ha ormai rimescolato e livellato i ruoli. Oppure la parità tra i sessi è un valore solo quando è la donna a uscirne valorizzata? Inoltre mi chiedo: nelle relazioni omosessuali che “regola di galateo” si applica? Io non sono pratico, ma immagino che anche gay e lesbiche si pongano il problema durante la fase del corteggiamento. Lancio tali quesiti confidando davvero che qualcuno dei miei lettori voglia commentare, aggiungendo informazioni e punti di vista.

Ma essendo questo un blog personale lasciate che in conclusione vi dia il mio personalissimo (e in quanto tale limitatissimo) punto di vista.
Io sono il primo a voler “offrire” quando esco con una donna, specie se io sto rivestendo il ruolo di corteggiante (mi è capitato – pur in occasioni più uniche che rare – di rivestire il ruolo di corteggiato e in effetti lì la situazione è stata differente). Ciò nonostante è per me fondamentale che la donna faccia almeno il gesto; che mostri almeno di voler pagare la sua parte; in modo che io possa cortesemente declinare e pagare per entrambi. La mancanza del gesto è una cosa che mi rattrista molto e mi fa sorgere numerosi dubbi sull’autenticità della relazione che si sta creando.

Mi è capitato una volta che, finita la cena al ristorante e avviandomi con la “corteggiata” alla cassa che stava vicino all’uscita, lei sia andata direttamente all’uscita per aspettarmi fuori. Mi è capitato anche di frequentare per qualche mese una persona che aveva dichiarato esplicitamente e serenamente che per lei era inconcepibile che la donna dovesse pagare la sua parte, perché è l’uomo che deve provvedere a queste cose (anche quando le cene erano proposte e organizzate da lei, anche quando il rapporto si era stabilizzato e si era usciti dalla classica fase iniziale del corteggiamento).
Vi lascio immaginare come possono essere finite queste due “pseudo-relazioni” (dato che non considero vera relazione un rapporto che manca di una base di rispetto reciproco) e il senso di nausea che provo ancora adesso quando ripenso a quegli episodi.

La soluzione è ovviamente molto semplice: liquidare questi personaggi al primo primissimo segnale, e possibilmente trovare dei filtri umani e sociali che permettano di non farli nemmeno avvicinare. Ma come sappiamo a volte le persone hanno bisogno di un po’ di tempo per manifestare la loro reale natura.

Ecco il carattere Indiano che manda in crash iPhone, iPad ecc!

By Salvo Cirmi (Tux1)

Arriva una notizia orribile (o stupenda, dipende dai punti di vista :P) per gli utenti iOS 11: si è scoperto un gravissimo bug che, con estrema facilità, permette di mandare in crash con OBBLIGO di RIPRISTINO COMPLETO in modalità DFU tramite iTunes del dispositivo apple.

Di cosa parliamo esattamente?

Il problema risiede nell’incapacità di iOS 11.2.5 (e anche MacOS purtroppo) di renderizzare un determinato carattere appartenente alla lingua indiana Telegu, abbastanza diffusa (in India, si intende) che una volta ricevuto banda in completo crash la Springboard (la home del sistema operativo).

Ma non finisce qui: se si forza un riavvio durante il crash della Home, senza aspettare che il crash si risolva automaticamente, si va automaticamente incontro ad un bootloop che non permette di recuperare i dati presenti all’interno dell iPhone/iPad ecc. dovendo esclusivamente procedere con un ripristino completo del dispositivo tramite modalità DFU su PC.

Il carattere sarebbe?

Ecco il carattere indiano che manda in crash iPhone, iPad e tutti i dispositivi con iOS. Ve lo mostro sia in immagine che in forma scritta (in maniera da poterlo mandare ai vostri amici stretti per fare qualche scherzetto).

in forma scritta:

జ్ఞ‌ా

non dovete far altro che inviarlo.

Come risolvere il problema del crash

Prima che mandiate a quel paese il vostro iPhone, ci sarebbe qualche soluzione.

  • Provate a farvi chiamare su WhatsApp da un amico (se il messaggio è su whatsapp);
  • provate a disinstallare l’app contenente il messaggio con il carattere “malevolo”.
  • Beh, ripristino in DFU con iTunes. Se avete un backup siete apposto, in caso contrario, addio foto, video, musica ecc.

Ricordatevi in ogni caso di NON RIAVVIARE il telefono se vi è arrivato questo carattere e l’applicazione in proposito si è bloccata, o il dispositivo andrà in blocco.

*GUIDA*: Governor e Scheduler Android spiegati!

By Salvo Cirmi (Tux1)

Molti di noi, me compreso, dopo l’inserimento di una piacente ROM Android ed un po’ di sano modding, andiamo a toccare parametri come Scheduler e Governor sulle principali app per fare modifiche sul telefono.

Ma di cosa parliamo in realtà? Ve lo siete mai chiesto? Vorrei spiegarvi nel dettaglio cosa sono Scheduler e Governor e le differenze tra questi. Spero la guida possa tornarvi utile come riferimento futuro quando dovrete impostare tali parametri o semplicemente cambiarli tra loro durante il modding. Ma partiamo dalle basi.

Governor: cos’è e vari tipi!

Il Governor, della CPU si intende qui, è un algoritmo che comanda alla processore come deve comportarsi. Se deve reagire velocemente su un applicazione o un input, aumentando velocemente la frequenza in mHz dei core, o se prendersela comoda.

ONDEMAND: Governor di default. Grazie ai suoi settaggi bilanciati riesce ad offrire un buon compromesso fra batteria e prestazioni. Non ha però un profilo di sospensione e ha qualche mancanza in prestazioni negli smartphones.

ONDEMAND-X: Uguale ad ONDEMAND ma con una gestione dei consumi leggermente migliore.

INTELLIDEMAND: Basato su Ondemand e reso più intelligente , questo governor si comporta in modo diverso in base all’utilizzo della CPU/GPU, quando CPU/GPU è molto occupato (giochi, mappe, ect..) si comporta come ondemand, (schermo spento frequenza minima) quando non esiste richiesta di CPU/GPU scende con una frequenza per secondo sulle scale disponibili, aiutando quindi la batteria.

LAZY: Simile a Ondemand, quello che dovrebbe fare è eliminare l’instabilità causata dalla veloce salita frequenza della CPU.

CONSERVATIVE: E’ più lento a raggiungere il 100% rispetto a Ondemand. Per esempio quando si accende il telefono Ondemand alza la frequenza fino al massimo ad una velocità X. Conservative lo fa ad una velocità x/2. Più velocemente si raggiunge il 100% più batteria si consuma quindi Conservative è peggiore come prestazioni ma migliore come consumi.

LIONHEART: Lionheart è basato su Conservative ma molto modificato, pregi grande reattività , prestazioni, scorrevolezza. Durata della batteria particolarmente critica..

LIONHEARTX: come Lionheart, però i parametri di sospensione sono quello di Smartass.

USERSPACE: Permette di impostare manualmente le frequenze. Non è molto usato.

Un test di frequenze con diversi governor.

POWERSAVE: Il contrario di Performance, frequenze al minimo sempre. Potrebbe tornare utile magari durante la notte se non lo spegnete.

PERFORMANCE: Il contrario di Powersave. Imposta la frequenza minima come quella massima quindi il telefono è sempre al 100%. Questo Governor è di solito usato con i profili di*SetCPU*quando il telefono è sotto carica o collegato al PC. Ovviamente non può essere usato come Governor di default.

MIN.MAX: Questo governor fa uso di solo frequenza minima e massima in base al carico di lavoro. Non viene quindi utilizzata nessuna frequenza intermedia.

INTERACTIVE: Mentre Conservative è più lento di Ondemand, Interactive è più veloce. Il raggiungimento del 100% sarà più veloce quindi il telefono risulterà più pronto e veloce; la batteria consumerà un pò di più. Questo Governor è stato il più popolare dell’ultimo anno.

INTERACTIVE-X: Invece di usare*SetCPU*per bloccare la frequenza al minimo quando il telefono è in standby, questo Governor lo fà automaticamente in modo più pulito ed efficiente, con una gestione del ramping (aumentare fino al 100%) migliore. Praticamente come l’Interactive ma con una migliore batteria.

SMARTASS: E’ basato su Interactive con alcune modifiche. Anche questo Governor porta la frequenza al minima a telefono in standby. E’ diventato molto popolare nell’ultimo periodo.

SMARTASSV2: E’ l’evoluzione di Smartass, scelto da molti sviluppatori, il suo funzionamento e quello di avere una frequenza ideale. Scala le frequenze alte in modo più aggressivo e scende più dolcemente le frequenze, utilizzando diverse scale tra schermo acceso e spento. Diciamo il favorito per un equilibrio tra prestazioni e batteria.

SMOOTHASS: Come Smartass ma molto più aggressivo.

BRAZILIANWAX: Simile a SmartassV2 e Smoothass. Prestazioni più alte e quindi durata minore della batteria.

SavagedZen: Governor basato su Smartass con modifiche per migliorare sia i consumi che le prestazioni. Molto bilanciato.

MinMax: Un adattamento del Conservative, probabilmente quello con la miglior performance di tutti. L’utilizzo della batteria è maggiore rispetto allo Smartass ma a vantaggio di una maggior velocità del sistema.

SCARY: Basato sul Conservative che ha un Ramping più lento di Ondemand ma prende alcune parti dallo Smartass che ha un ramping molto veloce.

PEGASUS: È un governor multicore basato su ondemand. Cerca di far eseguire più processi “contemporaneamente” che risultano attivi in un array ed ai quali vengono fornite priorità al fine di dare le giuste risorse ad ogni processo.

HOTPLUG e HOTPLUG X: Il governor hotplug è basato su ondemand con la differenza che i core della cpu vanno offline quando non usati producendo risparmio di batteria. L’hotplug x è invece ottimizzato per ridurre i
consumi a schermo spento.

LAGFREE: Lagfree è simile a Ondemand, la differenza è una ottimizzazione più favorevole alla batteria. La salita e discesa delle frequenze è lineare, tuttavia pero se abbiamo necessita di aumento veloce della CPU non ci aiuta a soddisfare le nostre esigenze, tipo giochi, video.

WHEATLEY: Basato su ondemand, regola il tempo per scalare o aumentare la frequenza in maniera intalligente ed in base alla potenza richiesta dalle operazioni connettendo quindi prestazioni ed autonomia. Ovviamente è solo per i dispositivi multicore.

NIGHTMARE E DARKNESS: Il nightmare è un governor disponibile per un particolare tipo di kernel, il Dorimax, quindi non disponibile per tutti i devices. È il risultato di settaggi molto particolari dei processi di sleep/awake e della frequenza della cpu che rendono il device fluido ma allo stesso tempo non pregiudica la durata della batteria, aumentandola. Il darkness è una versione logicamente semplificata del nightmare.

ZZMOVE: Governor ottimizzato per bassi consumi a schermo spento, con particolare attenzione alla limitazione dei consumi delle applicazioni in background a schermo spento come ad esempio ascoltare musica. Possiede tre impostazioni: battery saver, balanced e performance. Inoltre per un boost di prestazioni esiste anche il governor zzmove optimized. Naturalmente non esiste un governor migliore degli altri ma esiste solo quello migliore per se stessi. Tuttavia il più bilanciato e gettonato in questo ultimo periodo risulta l’interactive-x, il quale bilancia perfettamente prestazioni ed autonomia.

Scheduler: cos’è e vari tipi!

Così come il Governor CPU è un algoritmo che dice al processore come comportarsi, lo Scheduler è un algoritmo che dice alla memoria (o memorie, se avete anche una microSD o comunque una memoria esterna) come comportarsi, come mettere in fila o in priorità le operazioni da leggere/scrivere ecc.

Deadline: si prefigge lo scopo di garantire un termine, una scadenza a tutte le richieste in modo da evitare fenomeni indesiderati come lo “starvation” ovvero l’eterna attesa di alcune richieste che si verifica quando uno o più processi di priorità bassa vengono lasciati indefinitamente nella coda dei processi pronti, perchè vi è sempre almeno un processo pronto di priorità più alta.

V(r): la richiesta successiva viene eseguita in base alla distanza dall’ultima richiesta. In rete girano buoni pareri riguardo questo scheduler.

No-op: inserisce tutte le richieste in un’unica coda semplicemente in base al loro ordine di arrivo, raggruppando insieme quelle contigue.

SIO: è lo scheduler più semplice, non fa alcun tipo di ordinamento, si prefigge solo lo scopo di ottenere una bassa latenza, di ridurre cioè il lasso di tempo che intercorre tra l’istante in cui la richiesta è generata e quello in cui la richiesta è soddisfatta.

CFQ: ordina le richieste dei processi in code distinte per tipologia e assegna a ciascuna coda uno specifico intervallo di tempo la cui durata dipende dalla priorità assegnata ai processi. Può essere considerato l’Ondemand degli scheduler, è infatti lo scheduler più equilibrato, svolgendo il suo compito in maniera onesta. Esso risulta lo scheduler di default su cyanogenmod!

Il modding Android nella sua massima espressione artistica.

BFQ: è basato sul CFQ ma, invece degli intervalli di tempo, assegna una parte della larghezza di banda del disco a ogni processo in esecuzione in modo proporzionale.

Anticipatory: come dice il nome, ordina le richieste in base a criteri predittivi, mette cioè in pausa le richieste per un brevissimo periodo di tempo in previsione che arrivino altre richieste simili in modo da aggregarle.

ROW: letteralmente “read over write” ovvero uno scheduler*che fornisce la priorità a tutte le richieste di lettura piuttosto che scrittura. Questo scheduler è stato progettato appositamente per i dispositivi mobili ed è quello che offre una “migliore gestione dei processi” ed influisce molto positivamente sulla durata della batteria. Spesso usato per le microSD (in quanto solitamente contengono dati che non hanno bisogno di essere eseguiti sempre, ad esempio non sempre hanno le app o processi di sistema).

Posso modificare manualmente Governor e Scheduler?

Certo che si, ma fatemi specificare. I TIPI di Governor e Scheduler presenti non possono essere modificati, ovvero se su una ROM avete 5 Governor/Scheduler disponibili, potete cambiare solo tra questi 5 e modificare singoli parametri di questi, ma non potrete aggiungerne altri, in quanto Governor e Scheduler sono inseriti direttamente nel Kernel di Android e quindi, a meno che non modifichiate quello, non potrete certo dire al telefono “guarda, aggiungimi altri 5 algoritmi” al volo.

Per modificare Governor e Scheduler, utilizzate applicazioni come Kernel Auditor, CPU Tuner, No Frills CPU e molte altre che trovate sul Google Play Store.

Li hai elencati tutti?

Purtroppo no. Esistono molti altri governor e scheduler, che troverete nelle varie ROM Android a discrezione degli sviluppatori. Non posso elencarne altri perché, onestamente, non ne conosco altri.

C’è da dire che potete comunque effettuare le vostre personalissime personalizzazioni a governor e scheduler andando appunto a modificare i vari parametri tramite i programmini elencati sopra. Alla prossima!

LibreOffice 6.0: quasi un milione di download in sole due settimane

By Matteo Gatti

libreoffice 6.0

LibreOffice 6.0 batte ogni record e fa registrare 1 milione di download in 14 giorni.

Lo scorso 31 Gennaio la TDF ha rilasciato LibreOffice 6.0. La nuova versione della suite open source aggiunge un gran numero di nuove e importanti funzionalità sia al motore che ai singoli moduli (Writer, Calc e Impress/Draw), con l’obiettivo di offrire agli utenti il meglio in termini di produttività individuale.

Ho dedicato un lungo e corposo articolo a LibreOffice 6.0 e a tutte le novità introdotte dagli sviluppatori, lo trovate qui.

Gli utenti hanno risposto con entusiasmo all’arrivo di questa nuova release. Entusiasmo che si è tradotto in numeri molto importanti, quasi 1 milione di download in 14 giorni.

LibreOffice 6.0: quasi un milione di download in sole due settimane

Le statistiche, condivise dalla TDF rivelano che l’app ha ricevuto 969’108 download dal rilascio, avvenuto il 31 Gennaio.

I download inoltre riguardano solo la versione 6.0 e non conteggiano le versioni meno recenti (come, ad esempio, LibreOffice 5.4.4).

Gli altri numeri condivisi dalla The Document Foundation riguardo le ultime due settimane:

  • 661,539 visite sul sito;
  • 252,495 visite agli annunci sul blog;
  • 3,500 donazioni dal giorno del rilascio;
  • 80,516 visualizzazioni del video di LibreOffice 6.0.

Attualmente la versione più recente è LibreOffice 6.0.1, la prima point release è già stata rilasciata pochi giorni fa.

Installazione

Per l’installazione su Ubuntu è possibile usare il PPA ufficiale. Funziona su Ubuntu ma anche su Mint e sulle principali distribuzioni Ubuntu-based.

Aprite il terminale e date i seguenti comandi:

  • sudo add-apt-repository ppa:libreoffice/ppa

In seguito date:

  • sudo apt update
  • sudo apt install libreoffice

Se non l’avete ancora provato cosa state aspettando?

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Feral Interactive porta Rise of the Tomb Raider su GNU/Linux e Mac

By Matteo Gatti

rise of the tomb raider

Feral Interactive ha annunciato il porting di Rise of the Tomb Raider su GNU/Linux.

Rise of the Tomb Rider si prepara a sbarcare anche su GNU/Linux (e Mac) nell’edizione Rise of the Tomb Raider: 20 Years Celebration.

Il gioco includerà tutti i DLC usciti sino ad oggi. Di fatto sarà la conversione della versione PlayStation 4 lanciata nel 2016. Le modalità di gioco presenti saranno Stoicismo, Fredda Oscurità, L’Incubo di Lara, Baba Jaga: il tempio della strega e Legami di Sangue.

Feral Interactive non è nuova a questi porting, ha già portato su Linux anche Tomb Raider (2013).

Feral Interactive porta Rise of the Tomb Raider su GNU/Linux e Mac

“In Rise of The Tomb Raider porterete Lara Croftad esplorare le regioni più remote del mondo per scoprire il regreto dell’immortalità”

Usando Vulkan potrete godere della migliore esperienza di gioco possibile. La data del rilascio non è nota, si sa che avverrà in Primavera, mancano quindi poche settimane. I requisiti per giocare non sono noti ma saranno rivelati a breve. Il prezzo si aggirerà attorno ai 30$.

Vi ricordo che se avete già comprato il gioco non dovete ricomprarlo per giocare su Linux (o Mac). Per maggiori dettagli vi rimando al sito ufficiale.

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LibreOffice 6.0: rilasciata la prima point release della serie

By Matteo Gatti

libreoffice 6.0

Gli sviluppatori hanno rilasciato LibreOffice 6.0.1, la prima point release della serie.

Lo scorso 31 Gennaio la TDF ha rilasciato LibreOffice 6.0. La nuova versione aggiunge un gran numero di nuove e importanti funzionalità sia al motore che ai singoli moduli (Writer, Calc e Impress/Draw), con l’obiettivo di offrire agli utenti il meglio in termini di produttività individuale.

Ho dedicato un lungo e corposo articolo a LibreOffice 6.0 e a tutte le novità introdotte dagli sviluppatori, lo trovate qui.

LibreOffice 6.0.1: in anticipo rispetto alle previsioni

LibreOffice 6.0.1 è disponibile per il download sia su GNU/Linux che su macOS e Windows. Il rilascio è avvenuto contestualmente a quello di LibreOffice 5.4.5.

La versione 6.0.1 corregge oltre 75 bug (mentre la 5.4.5 ne corregge 69) che sono stati scovati tra i vari componenti della suite. Presente anche un’importante patch di sicurezza.

Nonostante molti membri del team di sviluppo fossero impegnati a Brussels (per la FOSDEM, ndR) abbiamo reagito tempestivamente a tutte le segnalazioni degli utenti apportando le patch necessarie a risolvere i problemi riscontrati“, queste le parole della The Document Foundation nell’annuncio di oggi.

La TDF ha precisato che LibreOffice 5.4.5 è sicuramente più stabile rispetto alla versione 6.0.1 ed è pertanto consigliato per le aziende o per i professionisti che necessitano di software maturo.

LibreOffice 6.0.2, seconda point release, è attesa per la fine del mese mentre LibreOffice 5.4.6 arriverà a fine Marzo. La serie 5.4.x raggiungerà l’EOL l’11 Giugno 2018.

Potete scaricare entrambe le versioni cliccando qui.

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Come installare i driver NVIDIA più recenti su Linux! (PPA)

By Salvo Cirmi (Tux1)

Una domanda che spesso mi è stata posta è: come installo i driver NVIDIA più recenti sulla mia distribuzione Linux da terminale (o non)? Una risposta che dovrebbe trovare una facile soluzione ma che, effettivamente, non vi avevo mai proposto.

Solitamente, le distro Linux includono già, nella sezione driver aggiuntivi, i driver NVIDIA facilmente scaricabili, ma spesso non sono i più recenti bensì quelli più recenti catalogati nel momento di creazione della distro.

Per ovviare al problema, vi offro un metodo per ottenere sempre i driver NVIDIA più aggiornati sulla vostra distribuzione Linux tramite PPA.

NOTA: Questa guida vale (ovviamente) solo per Debian Linux e derivate, come Ubuntu, Linux Mint ecc.

Installare Driver NVIDIA più recenti su Linux!

Aprite l’amatissimo terminale (o emulatore del terminale per essere pignoli, so che lo siete) e scrivete:

sudo add-apt-repository ppa:graphics-drivers/ppa
sudo apt update

in questo modo avete aggiunto ed aggiornato i repository PPA proprietari dei driver NVIDIA Linux. Procediamo quindi all’installazione vera e propria. Dalle impostazioni di sistema, aprite Software e aggiornamenti, cliccate su Driver aggiuntivi e selezionate i driver NVIDIA più recenti che trovate (o quelli adatti a voi se avete una GPU non proprio recentissima):

“Driver Aggiuntivi” su Linux Ubuntu.

date Applica e i driver verranno scaricati ed installati. A questo punto, riavviate il PC e avrete i driver NVIDIA più recenti installati su Linux.

Potete inoltre installare i driver più recenti tramite Synaptic o dalla linea di comando. Per vedere i driver disponibili date:

apt-cache search nvidia

oppure:

apt search nvidia

cercate pacchetti con nome tipo “nvidia-VERSION”, “nvidia-378” e simili e installateli.

Buona installazione!

Un gruppo di hacker ha installato GNU/Linux su Nintendo Switch

By Matteo Gatti

nintendo switch

Nintendo Switch rappresenta il primo tentativo da parte di Nintendo di creare una console ibrida tra una casalinga e una portatile. E’ stata lanciata il 3 Marzo 2017 e nel corso dello scorso anno ha fatto registrare vendite record.

Switch ha totalizzato 14.86 milioni di unità distribuite nel 2017, mentre il 3DS è arrivato a quota 71.99 milioni.

La notizia del giorno riguarda però un gruppo di hacker che è riuscito a installare Linux su Switch. Gli hacker del team Fail0verflow hanno sfruttato un exploit di sistema che Nintendo non potrà riparare in alcun modo nemmeno con i prossimi aggiornamenti.

GNU/Linux su Nintendo Switch

Gli hacker di Fail0verflow sono riusciti a far girare il sistema Linux su Switch, aprendo così la strada alla possibile installazione di app esterne e homebrew.

Stando alle parole del team, inoltre, pare che sia stato sfruttato un exploit di sistema che Nintendo non sarà in grado di aggirare in alcun modo, nemmeno con i futuri aggiornamenti del firmware.

La falla riguarderebbe la boot ROM del SoC Nvidia Tegra X1. Quando la console viene avviata legge ed esegue una parte di codice situata in questa ROM che contiene informazioni riguardanti la procedura di boot.

ROM sta per Read Only Memory, una memoria a sola lettura non può essere nè alterata nè aggiornata. Questo significa che Nintendo non può rilasciare aggiornamenti che vadano a modificare questa memoria. L’unica possibilità è una modifica del SoC che probabilmente Nintendo chiederà ad Nvidia in modo che le versioni future della console non saranno affette da questa falla.

Tegra X1 non è nuova a queste problematiche, già lo scorso dicembre un gruppo di hacker aveva individuato i punti deboli del chip NVIDIA Tegra X1 da sfruttare per permettere l’installazione di homebrew ed emulatori.

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