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La vostra auto ha un menu nascosto. Lo sapevate?

By Simone Aliprandi

Da un amico informatico scopro un trucco che funziona su molte automobili di progettazione tedesca (la sua è una Skoda, ma funziona anche sulle VolksWagen): premendo una combinazione di tasti del pannello climatizzatore si accede ad alcune funzioni nascoste del computer di bordo.
Nulla di sconvolgente e di pericoloso (e nulla che non fosse già abbastanza noto agli operatori del settore). Sostanzialmente si tratta di un metodo utilizzato dai tecnici riparatori e collaudatori per fare alcune verifiche sul funzionamento del veicolo, nonché in alcuni casi anche dalle forze dell’ordine.

Ad esempio, tra le funzioni nascoste c’è un tachimetro che mostra la velocità effettiva del veicolo, che è sempre leggermente minore rispetto a quella indicata dal tachimetro presente nel cruscotto. Per intenderci, i 50 km orari del cruscotto corrispondono a 46 km orari effettivi. Così le forze dell’ordine riescono ad avere un’ulteriore strumento (rispetto a quelli più “ufficiali”) per capire se un auto che stanno seguendo sta superando i limiti di velocità o meno.

Nella foto (scattata da me sulla Skoda del mio amico) indico la combinazione di tasti per i condizionatori di quel modello e di tutti i modelli del gruppo VolksWagen che montano lo stesso pannello. Bisogna premere contemporaneamente il tasto ECON e il tasto SBRINATORE del parabrezza.
Nel display di sinistra vedrete un numero che indica quale menu state utilizzando (il tachimetro corrisponde al 19) e nel display di destra vedrete invece la velocità effettiva (nell’immagine è a ero perché l’auto era ferma). Con una delle rotelle del condizionatore potrete scorrere tra i vari menù. Provare per credere.

Ovviamente a seconda del modello di auto il modo per accedere a questi menu nascosti è diverso. Quindi dovete cercare sui vari forum online le informazioni specifiche per la vostra auto.

Per approfondimenti sul tema:

La prima scheda RISC-V basata su Linux si prepara al decollo

Batti il ​​cinque

SiFive ha lanciato l’SBC HiFive Unleashed, un SoC del processore RISC-V basato su Linux. (Immagine per gentile concessione: SiFive)

Sono passati 2 anni da quando l’architettura open source RISC-V  è emersa dai laboratori informatici di UC Berkeley e altrove e ha iniziato a comparire in implementazioni soft-core progettate per FPGA e oltre un anno dall’arrivo del primo silicio commerciale. Finora, l’attenzione si è concentrata principalmente sui processori MCU, ma lo scorso ottobre SiFive ha annunciato il primo SoC (System on Chip) RISC-V basato su Linux con Freedom U540 quad-core a 64 bit (AKA U54-MC Coreplex). Qualche giorno fa al FOSDEM, SiFive ha aperto le pre-vendite per una Single-board computer (SBC) open source “HiFive Unleash” che mostra l’U540.

L’HiFive Unleashed è disponibile su Crowd Supply a $999, con spedizioni in scadenza il 30 giugno. Il SoC U540 fabbricato a 28 nm che governa l’SBC non è solo il primo processore RISC-V multi-core pronto per Linux ma è il primo a fornire la coerenza della cache. Oltre ai 4 core presenti nella CPU U5 RV64GC da 1,5 GHz, il SoC include un core di gestione E51 RV64IMAC con supporto per memoria virtuale Sv39.

Ciascun core della CPU fornisce una pipeline in cinque passi, 32 KB per istruzioni e cache di dati L1, oltre a una cache L2 condivisa e coerente da 2 MB. Poiché sia L1 che L2 possono essere configurate in SRAM deterministiche ad alta velocità, il SoC può essere utilizzato per applicazioni in tempo reale.

Quello che non troverai è una GPU o VPU. Tuttavia, terze parti sono incoraggiate ad integrarle. Gli sviluppatori di chips possono usare un bus di interfaccia TileLink open source per creare periferiche IP. La struttura scalabile coerente della cache del bus TileLink è inoltre abilitata con adattatori bridge verso protocolli bus legacy come AXI4, AHB-Lite e APB.

La scheda aperta HiFive Unleashed integra un SoC U540, 8 GB di RAM DDR4 e un quad-SPI flash da 32 MB. Le uniche altre caratteristiche principali includono uno slot microSD, una porta Gigabit Ethernet e un connettore FMC per l’espansione futura. Un rappresentante SiFive ha confermato a Linux.com che la scheda sarà hardware open source, con schemi e file di layout liberamente disponibili.

Il set di funzionalità potrebbe essere abbastanza limitato per $ 999, ma si sta davvero pagando per un SoC non convenzionale e una possibilità di ottenere un vantaggio su ciò che potrebbe potenzialmente diventare una nuova e importante piattaforma di elaborazione.

RISC-V appare e presto salterà alla ribalta

È troppo presto per dire se RISC-V potrà mai competere con ARM o x86, per non parlare della portata di architetture sbiadite come MIPS e PowerPC. Finora, tuttavia, c’è stata una sorprendente volontà da parte dei principali produttori di computer e di semiconduttori di sperimentare con il nuovo ISA (Instruction Set Architecture). I membri di RISC-V Foundation Platinum includono nomi pesanti come Draper, Google, Hewlett Packard Enterprise, IBM, Microsemi, Oracle, Microsoft, Nvidia e Qualcomm.

L’interesse diffuso è in parte dovuto al fatto che RISC-V ha una licenza libera e permissiva che consente a terzi di utilizzare l’ISA per sviluppare implementazioni proprietarie. L’aspettativa, tuttavia, è che la maggior parte dei SoC RISC-V seguiranno i primi protagonisti del settore nel fornire implementazioni open source.

La tempistica di RISC-V sembra essere corretta, poiché la crescente accettazione di software e hardware open source porta logicamente a un desiderio di apertura del processore. I design opachi dei chip spesso creano ostacoli e punti ciechi, non solo per i progetti open source, ma anche per i fornitori di semiconduttori. In teoria, problemi nascosti come i problemi di sicurezza di Intel Spectre e Meltdown potrebbero essere venuti alla luce più rapidamente nel mondo open source.

C’è anche la sensazione che il dominio di due architetture a sorgente chiusa – ARM e Intel x86 – stiano limitando l’innovazione, rallentando il time-to-market e aumentando i costi. Inoltre, i sostenitori di RISC-V affermano che entrambe le piattaforme ARM e x86 sono gravate da codice legacy. Per confronto, RISC-V inizia con un’assenza di restrizioni  e con componenti moderni.

SiFive è stata fondata dagli inventori di RISC-V, tra cui Yunsup Lee, Andrew Waterman e Krste Asanovic, e si basa in parte su 2 precedenti RISC ISA open source: SPARC e OpenRISC. Nel 2014, Asanovic e il professore dell’Università di Berkeley, David Patterson, che ha coniato il termine RISC, hanno pubblicato un white paper su RISC-V e lo sviluppo è progredito rapidamente da lì.

SiFive è stato il principale player hardware RISC-V, mentre Microsemi ha aperto la strada allo sviluppo di implementazioni soft-core che possono essere eseguite su FPGA per la prototipazione. Nel novembre 2016, SiFive ha annunciato una scheda di sviluppo HiFive1 open source compatibile con Arduino per Freedom E300 – un design RISC-V simile a un MCU con un core E31 Coreplex progettato per eseguire FreeRTOS. Gli sviluppatori potrebbero anche utilizzare SmartFusion 2 il SoC FPGA di Microsemi soft-core per sviluppare per l’E300.

L’HiFive1 è stato seguito lo scorso maggio da una scheda Arduino Cinque basata su HiFive1, sviluppata congiuntamente da SiFive e Arduino. L’aggiunta chiave è stato un SoC Espressif ESP32 che fornisce WiFi e Bluetooth.

SiFive e Microsemi non sono gli unici fornitori che investono in RISC-V. Anche Andes, BluespecCodasip e Cortus vendono IP core RISC-V che possono essere utilizzati per sviluppare SoC di tipo MCU. (SiFive vende anche IP oltre a silicio e servizi di sviluppo.) Come Microsemi, Rumble e Development e VectorBlox offrono core soft che funzionano su FPGA.

Secondo una recente sintesi degli sviluppi di RISC-V pubblicati su Electronic Design da Ted Marena di Microsemi, vicepresidente del comitato di marketing RISC-V della RISC-V Foundation, anche il supporto del software sta evolvendo. Nel regno di Linux, il supporto RISC-V è stato aggiunto alle toolchain GNU/GCC e GNU/GDB lo scorso maggio. Inoltre, scrive Marena, “sono supportate diverse versioni di Linux, incluso Yocto”, basate su Linux 4.6. Il supporto a RISC-V sembra essere diretto a una inclusione nel kernel 4.14, che “significa che RISC-V sarà presto una delle piattaforme principali in Linux”.

La pagina di HiFive Unleashed Crowd Supply non ha molto da dire sul software oltre a notare la compatibilità con Linux, e SiFive non ha risposto alle nostre richieste per maggiori dettagli. Tuttavia, quando è stato annunciato il SoC U540, SiFive ha affermato che il SoC sarebbe supportato da “un ricco SDK con software dimostrativo e una toolchain binaria facile da installare.” Strumenti standard di sviluppo e debug come OpenOCD, GDB e un IDE Eclipse , si diceva anche che fosse nei lavori.

Le domande sulle prestazioni dovrebbero essere parzialmente risolte quando l’HiFive Unleashed apparirà questa primavera. Secondo una  storia di EETimes pubblicata in ottobre, il core U54 “single issue” dovrebbe uguagliare le prestazioni del Cortex-A53 “dual issue”. Marena, tuttavia, afferma che “la modularità del progetto ISA RISC-V consente di essere più efficienti degli ISA legacy come x86 o ARM”.

In concomitanza con l’evento Embedded Linux Conference + OpenIoT che si terrà a Portland, Oregon, dal 12 al 14 marzo, SiFive ospiterà il primo hackathon per HiFive Unleashed. Gli sviluppatori SiFive registrati potranno partecipare all’evento di Portland per provare l’SBC. (Maggiori informazioni possono essere trovate sulla pagina del prodotto HiFive Unleashed). La conferenza ELC comprende una presentazione di Khem Raj di Comcast chiamata OpenEmbedded Yocto su RISC-V – New Kid on the Block.

fonte: https://www.linux.com/blog/event/elc-open-iot/2018/2/first-linux-based-risc-v-board-prepares-take

Come Scegliere Il Gruppo Di Continuità? Guida Ups Per Pc, Computer, Informatica E Dispositivi

Come scegliere il Gruppo di Continuità? Guida Ups per Pc, Computer, Informatica e Dispositivi

Spesso sentiamo parlare di gruppo di continuità o ups, soprattutto nell’ambito dell’informatica, difficilmente però sappiamo esattamente tutti i vantaggi che questa macchina può portarci, come poter effettuare la giusta scelta a seconda delle nostre specifiche esigenze e come ad esempio calcolare la giusta potenza necessaria.

Oggi voglio rispondere a tutte queste domande scrivendo una guida semplice e chiara che risponderà a tutte le possibili richieste di informazioni relative a questo mondo, togliendo una volta per tutte tutti i dubbi.

Qui sotto potrai scorrere le varie sezioni della guida per trovare subito l’informazione che stai cercando.

Buona lettura!

Che cos’è un Gruppo di Continuità e a Cosa Serve?

che cos'è e a cosa serve l'ups?

Il Gruppo di Continuità, anche chiamato Ups o Uninterruptible Power Supply, è una macchina dotata di batterie interne in genere da 12 volt, che al verificarsi di un’interruzione di corrente fornisce un’autonomia utile per mantenere acceso il nostro computer(o altro dispositivo), proteggendo inoltre i componenti interni da sbalzi di corrente che potrebbero danneggiare il nostro hardware, sopratutto nelle macchine molto sensibili come ad esempio i server, pc, tv, illuminazione.

Il primo vantaggio dell’Uninterruptible Power Supply è quindi quello di poter fornire autonomia al verificarsi di un black out, soprattutto nel caso in cui il nostro dispositivo connesso(come nel caso di un server), non possa subire nemmeno una piccola microinterruzione che finirebbe per danneggiare o peggio bruciare i componenti interni della macchina.

Un secondo vantaggio è sicuramente quello di pulire la corrente in ingresso da possibili picchi di tensione presenti normalmente all’interno dei nostri impianti, l’ups restituirà in uscita una corrente pulita e stabile che proteggerà i componenti hardware del nostro computer, modem router, stampante, console, scanner e monitor(nel campo dell’informatica), ma anche altri dispositivi della tua casa come televisori, stufe a pellet, pompe sommerse e altri.

Ora che conosci meglio i principali vantaggi derivanti dall’utilizzo del gruppo di continuità e soprattutto sai cos’è un ups, andiamo ora a spiegare come funziona questa preziosa macchina più in dettaglio.

Come Funziona?

come funziona l'ups?

Poniamo il caso che si presenti un’interruzione di corrente(blackout) ed il nostro pc, collegato ad un ups, resti sprovvisto di alimentazione elettrica.

Anzichè spegnersi bruscamente facendoci perdere tutti i nostri dati l’ups interverrà prontamente azionando il proprio inverter interno, questo farà sì che l’autonomia delle batterie venga trasformata in corrente continua, alimentando così il nostro computer e concedendoci il tempo di spegnerlo correttamente salvandone i dati.

Questa autonomia accumulata, generata dalle batterie interne, permetterà di fornire energia al nostro pc anche durante un blackout, alimentandolo per tutta la durata delle sue batterie interne. Solitamente viene definita autonomia standard un’autonomia di 10 minuti a pieno carico(vedremo più avanti nella guida che cosa significa).

Per quanto riguarda invece i picchi e sbalzi di tensione dei quali abbiamo parlato precedentemente, l’ups è dotato di appositi filtri interni che stabilizzano la corrente proveniente dalla nostra presa prima di giungere ai nostri apparecchi connessi:

  • La corrente proveniente dalla nostra presa entra all’interno del gruppo di continuità;
  • Successivamente viene pulita e stabilizzata passando attraverso appositi filtri chiamati EMI;
  • La corrente in uscita che alimenterà i dispositivi connessi sarà pulita e corretta dal filtro stabilizzatore EMI che allungherà notevolmente la vita dei nostri componenti interni.

Esistono tuttavia differenti tipologie di macchine ups, ognuna per specifiche esigenze a seconda dello strumento da proteggere.

Per effettuare una scelta mirata ti spiegherò come funzionano le diverse tipologie di ups e quali sono le principali differenze, questo ti aiuterà a trovare il soccorritore giusto per te:

Gruppo di Continuità Offline Standby: Questa gamma di gruppi di continuità solitamente è la più economica e base. Non essendo macchine online non entrano in funzione immediatamente al verificarsi di un blackout ma solo 5-10 millisecondi dopo l’inizio dell’interruzione di corrente.

Per questo motivo questa tipologia di ups non è molto indicata per la protezione dei server(che necessitano di un intervento immediato) ma può essere però una buona scelta per i computer, elettrodomestici e apparecchiature leggermente meno sensibili.

Non sono presenti i filtri EMI per la stabilizzazione della corrente in uscita. Molti soccorritori di questa tipologia sono commercializzati in forme simili ad una ciabatta dotata di tante prese.

esempio gruppo di continuità offline standby

Esempio di gruppo di continuità offline

Gruppo di Continuità Online Doppia Conversione: Questi Ups a differenza dei modelli precedenti, al verificarsi di un interruzione di rete intervengono immediatamente per fornire subito l’alimentazione necessaria, questo senza causare microinterruzioni che danneggerebbero apparecchiature sensibili come i server.

Sono alimentati direttamente dalle batterie interne e non dalla rete elettrica, come nel caso dei gruppi offline.

Questa tipologia è perfetta per server, data center, sistemi di backup e apparecchi elettrici ultrasensibili.

La protezione dai picchi di tensione è presente in tutti i modelli e in tutte le marche grazie alla capacità di produrre un’onda sinusoidale pura in uscita.

esempio gruppo di continuità a doppia conversione online

Esempio Ups doppia conversione online

Ups Line Interactive: Questo tipo di ups è la fusione fra le 2 tipologie elencate qui sopra, entra in azione dopo soli 5 millisecondi, stabilizza la corrente attraverso l’utilizzo di un regolatore di tensione chiamato Avr, ed è la macchina con il miglior rapporto qualità-prezzo anche se non è tuttavia adatta a tutti i dispositivi ultrasensibili.

Solo i migliori Line-Interactive riescono a produrre un’onda sinusoidale pura per proteggere i dispositivi connessi.

Il miglior gruppo di continuità risulta quindi quello che sfrutta la tecnologia online a doppia conversione che viene consigliato a chi deve proteggere unità super sensibili come appunto server, data center e sistemi di backup.

Tuttavia i gruppi a doppia conversione hanno prezzi molto alti, quindi se stai cercando un ups per pc o computer il line-interactive risulta essere la scelta migliore.

esempio ups line interactive

Esempio Ups Line interactive

Qual’è il significato di onda sinusoidale pura?

La corrente elettrica che alimenta gli impianti elettrici in italia così come in Europa, viene distribuita sotto forma di energia alternata sinusoidale che per diversi fattori di impiantistica o grossi carichi inseriti sul nostro impianto difficilmente giunge ai dispositivi connessi come onda sinusoidale perfetta e pura.

Questi sbalzi e picchi di tensione a lungo andare aumenteranno il rischio di rovinare i componenti hardware interni dei dispositivi collegati alla rete elettrica, riducendo considerevolmente la durata della loro vita.

Utilizzando un gruppo di continuità online o un line-interactive dotato di Avr potrai proteggere la componentistica hardware dei tuoi strumenti.

Ti consiglio assolutamente di evitare gli ups che generano un’onda quadra come segnale in uscita perchè potrebbero causare seri problemi ai componenti interni.

Quali tipologie di ingressi e uscite devo scegliere?

Dopo aver compreso le principali differenze non ci rimane che entrare più in dettaglio e scoprire quali tipi di ingressi e uscite potrebbero fare a caso nostro a seconda delle nostre esigenze.

I connettori più diffusi sono sicuramente quelli contrassegnati dalla sigla IEC 320 C13, soprattutto nei modelli di ups professionali destinati ad uso industriale, nel campo dell’informatica invece vengono utilizzati Uninterruptible Power Supply dotati di presa Schuko.

Questo è un gruppo di continuità con porte IEC 320 C13:

gruppo di continuità ingressi, connettori, porte IEC 320 C13

Questo invece è un ups con porte tedesche Schuko:

gruppo di continuità ups porte connettori presa tedesca Schuko

Per ovviare il problema delle differenti porte è’ tuttavia possibile acquistare degli adattatori a ciabatta o singoli con spina per poter utilizzare gli ingressi IEC anche con Computer e Pc .

Qui sotto puoi vedere una foto di questa tipologia di adattatori disponibili.

adattatore per gruppo di continuità da presa iec 320 c13 a tedesca schuko

Alcuni gruppi di continuità sono dotati di porte rj11 per la protezione di telefoni, fax, modem, altri sono dotati di porte Ethernet e Usb per poter proteggere una gamma di dispositivi ancora più ampia.

Un’eccezione riguarda tuttavia i computer dotati di alimentatore con PFC attivo(Correzione del Fattore di Potenza attiva) che richiedono necessariamente un gruppo di continuità che produca corrente in uscita sinusoidale pura.

Quando ti appresti a scegliere il tuo ups devi quindi controllare preventivamente il PFC dell’alimentatore del pc poichè potrebbero verificarsi seri danni a livello hardware se non consideri questa caratteristica.

Se non sai se l’alimentatore del tuo pc è dotato di PFC attivo o passivo puoi sempre contattarci per ottenere assistenza dal nostro staff che ti proporrà l’ups perfetto per la tipologia del tuo alimentatore o modello di pc.

Come calcolare la Potenza e l’Autonomia Necessaria?

come calcolare l'autonomia e la potenza necessaria?

Ora sei un vero esperto di di questo settore, tuttavia potresti avere ancora qualche domanda in mente come per esempio:

Come posso calcolare l’autonomia e la potenza necessaria per le mie esigenze?

A questo proposito abbiamo deciso di dedicare questo paragrafo al calcolo della giusta potenza anche a seconda dell’autonomia richiesta.

Ecco gli step per calcolare la potenza del gruppo di continuità:

1) Quanti dispositivi devi collegare alla tua unità?

Nel primo passo per trovare il giusto gruppo devi tenere in considerazione quanti e soprattutto quali apparecchiature dovrai collegarci.

Ora somma i watt di tutti questi dispositivi e segna la somma dei watt complessivi su un foglio, fra poco ci servirà.

2) Quanti minuti di autonomia deve garantire la macchina al verificarsi di un black out?

Nel secondo step invece dovresti ragionare sulla durata dell’autonomia espressa in minuti necessaria per poter arrestare e spegnere in maniera corretta la tua unità.

Ti ricordo che l’autonomia standard a pieno carico degli ups è di 10 minuti, è possibile alzare questo valore aggiungendo altre batterie interne solo su certi tipi di macchine predisposte, oppure potresti scegliere una macchina più potente per avere una durata maggiore(se la somma dei tuoi strumenti è inferiore alla potenza dell’ups l’autonomia sarà maggiore).

In alcuni gruppi di continuità, come ad esempio gli ups di riello aros, esiste un software automatico già incluso con il dispositivo che permette lo shutdown(spegnimento) automatico del pc o del dispositivo connesso senza che vi sia alcuna perdita di dati, eseguendo un preventivo salvataggio dati prima del termine dell’autonomia.

Questo è molto comodo poichè anche se non ci troviamo in casa o in ufficio il nostro soccorritore penserà a spegnere in maniera corretta tutte le nostre apparecchiature.

3) A quanti Va(voltampere) corrisponde in mio trasformatore in watt?

Per poter conoscere invece la giusta potenza dell’ups dovrai effettuare il calcolo da va in watt e per far ciò devi considerare che il voltampere vale circa 1.4 volte il valore del watt(w) anche se tuttavia dovremmo considerare un altro valore per poter effettuare questo dimensionamento.

Dato che alcuni alimentatori per pc possono avere come abbiamo visto precedentemente di un trasformatore con PFC attivo o passivo, dobbiamo fare una piccola distinzione fra queste 2 tipologie:

Computer con alimentatore PFC Attivo da 350W:

350W/0,9 = 388,88VA (Sarà necessario un gruppo di continuità da 400va)

PC con alimentatore PFC Passivo da 350W:

350W/0,7 = 500VA necessari

Per la formula ti basterà quindi effettuare la somma di tutti i dispositivi che dovrai collegare, supponendo che vogliamo inserire nel nostro ups un Computer con trasformatore PFC Passivo da 350W + un Monitor da 100W + Stampante da 150w:

Potenza Alimentatore Pc : 350W +
Potenza Alimentatore Monitor: 100W +
Potenza Alimentatore Stampante : 150W =
——————————————————————-
Totale Potenze Alimentatori: 600 Watt

La somma di tutte le potenze inserite nell’ups sarà quindi di 600W.

Prendiamo ora i 600W totali e dividiamoli per il valore spiegato prima(se hai un PFC attivo dividi per 0,9 se passivo per 0,7) così da ottenere la giusta potenza in va.

Formula PFC Passivo: 600W/0,7 = 857,14Va

Il valore stabilito in maniera convenzionale 0,7 o 0,9 non è tuttavia standard per tutti i tipi di alimentatori, dipende molto dai componenti interni di quest’ultimo e da altri fattori che potrebbero influenzare il calcolo, ad esempio posso avere un alimentatore da 400 watt quando in realtà assorbirà solamente 250w richiedendo un gruppo di continuità da 250w.

Per essere sicuro cerca di considerare sempre la potenza massima dell’alimentatore scritta e acquista un ups con un dimensionamento in va maggiore del risultato, se ottieni un risultato di 857,14va ti consiglio di scegliere una macchina da 900-1000va almeno.

Più avanti all’interno della guida ti sarà comunque spiegato a seconda dell’alimentazione del tuo pc in watt quale ups sarebbe meglio acquistare, sia per software windows, mac (imac 21” 27”, macbook e altri) e sistemi unix.

Attenzione: Se la stampante che devi collegare al gruppo di continuità è di tipo laser, ti consiglio di collegarla ad un gruppo di continuità sovra dimensionato poichè questi dispositivi hanno picchi tensione molto elevati.

Hai qualche dubbio su quale scegliere per la tua stampante laser?

Contattaci ora per richiedere gratuitamente le informazioni che desideri.

Come Collegarlo al Pc e ai Dispositivi?

Ora sei un vero esperto di ups! Complimenti.

Tuttavia mancano ancora alcuni aspetti importanti per poter mettere in funzione il tuo stabilizzatore e per far ciò in questa sezione parleremo di come dovrai collegare l’ups al pc.

Guarda l’immagine qui sotto e a seconda della domanda cerca il punto corrispondente sotto.

come collegare gruppo di continuità al pc: guida all'ups

Risposte:

1) In questa porta è possibile collegare connettori Rs232 per effettuare diagnostiche e controlli sullo stato delle batterie, della macchina e di altri parametri come il controllo dell’autonomia a carico attuale.

Solitamente viene fornito un software per poter effettuare questo controllo.

2) Il connettore Usb svolge lo stesso compito del connettore 1 con la differenza che viene utilizzato un cavo usb per monitorare la diagnostica.

3) Nel 3° connettore invece, se presente, possiamo collegare un eventuale espansione batterie per prolungare l’autonomia del nostro gruppo di continuità ed avere più autonomia per arrestare il funzionamento delle apparecchiature elettriche collegate.

4) Nel punto 4 invece andremo a collegare tutti i dispositivi che vogliamo proteggere da black out e se sono presenti i filtri emi per stabilizzare la tensione in uscita.

Se non possiedi questo tipo di connettore nel paragrafo precedente “Quali tipologie di ingressi e uscite devo scegliere?” puoi vedere quali adattatori ti servono per connettere il pc a questi ingressi.

Leggi il punto 6 per approfondire ulteriormente.

5) Qui va inserito il cavo di alimentazione venduto in dotazione con il gruppo di continuità per poterlo accendere e mettere in funzione.

6) Non sempre. Mi spiego meglio. Se su questi ingressi non è riportato alcun simbolo e nessun scritta allora tutte le porte sono uguali.

Diversamente se sulle porte trovi un’indicazione simile a questo simbolosimbolo gruppo di continuità simboli ups significa che la presa è connessa alle batterie dell’ups, diversamente se non è raffigurato questo simbolo in uno o più connettori, mentre negli altri è presente, allora significa che quella presa è passante ovvero alimentata dalla rete elettrica.

In caso di black out il connettore dove non è raffigurato questo simbolo tenderà a spegnersi subito.

Dove comprare le batterie di ricambio?

batterie gruppi di continuità ups batteria di ricambio e sostituzione

Devi sostituire le tue vecchie batterie?

Campoelettrico.it può aiutarti a sostituire le tue vecchie batterie oppure ad espandere l’autonomia del tuo nuovo gruppo di continuità proponendoti il giusto modello compatibile con il tuo gruppo.

Se cerchi quindi un rivenditore affidabile di batterie sia originali, sia compatibili per la tua macchina contattaci ora e richiedi un consulto o preventivo gratuito, deciderai tu se accettarlo o meno una volta ricevuto.

Consigli post acquisto

Acquistato il tuo gruppo non ti rimane che sapere alcuni consigli per sfruttarlo al meglio.

Ecco le best practice per il tuo nuovo dispositivo:

Prima di utilizzare il tuo nuovo ups esegui un ciclo di carica delle batterie completo di almeno 8 ore;
Consulta attentamente il manuale di istruzioni per controllare il funzionamento e soprattutto le avvertenze;

Tieni l’ups lontano da fonti di calore come radiatori, finestre troppo soleggiate per evitare il surriscaldamento della macchina. Evita anche stanze troppo umide.

Puoi mantenere la tua macchina sempre accesa senza alcun problema, evita pavimentazioni poco stabili e con presenza di liquidi di tutti i tipi.

Ora conosci le principali differenze fra i vari modelli, qual’è l’autonomia tipica, come convertire watt in va, quale modello acquistare, come collegarlo al pc o altre apparecchiature e i consigli finali da da seguire per prolungarne la vita.

Se tuttavia hai qualche domanda, non hai trovato un’informazione che stai cercando oppure non ti è chiaro qualche passaggio scrivi un tuo commento qui sotto, saremo felici di risponderti.

Se preferisci contattarci in privato invece clicca qui.

Sei alla ricerca del gruppo di continuità giusto?

Campoelettrico.it propone un ampia gamma di prodotti per tutte le tue esigenze, se la tua macchina deve svolgere alcune funzioni specifiche, se stai cercando un codice/marca esatta oppure se vuoi un nostro consiglio sulla scelta del gruppo di continuità giusto per le tue esigenze puoi contattarci senza impegno, insieme troveremo la soluzione perfetta per te.

Se invece hai già le idee chiare puoi navigare sulle categorie del sito cliccando qui sotto:

Attenzione alle truffe sul Web

Truffe online

Truffe online

“Come dire no a un iPhone 7 – valore 660 euro – a 350 euro? O a un frigorifero doppia anta da 2800 euro a soli 900? Oppure, visto che l’estate è alle porte, come non farsi ingolosire da un fuoribordo a metà del prezzo di listino? Troppo bello per essere vero? Infatti, è falso. Sono solo alcune delle “imperdibili” offerte con le quali la “Banda del Bonifico di Napoli” dal 2012 a oggi ha irretito e poi alleggerito centinaia – ma potrebbero essere migliaia – di acquirenti online. Una vera e propria holding del sito fake che spazia dalla telefonia ai computer, dagli elettrodomestici agli obiettivi fotografici. Tutta merce virtuale, nel senso che la paghi ma col cavolo che la vedi.”

L’articolo inizia così e qui la fonte online dell’ articolo: ‘La Banda del bonifico di Napoli’, truffa via web da milioni di euro che nessuno prova a fermare pubblicato su Business Insider dove potete continuare a leggere.

Essendo alcuni siti web ancora attivi e quindi da evitare inserisco direttamente il loro nome:

www.styletech.it
www.zetastore.it

quindi evitateli e non lasciatevi ingannare.

Mentre questi a seguire sono i vecchi nomi dei siti web adesso spenti dalle autorità competenti. Se qualcuno ha avuto pessime esperienze con i prossimi siti non si esima dal comunicarlo alle autorità competenti al fine di aiutare la giustizia a fare il suo corso e magari sperare di recuperare qualche Euro. Ecco l’elenco in ordine alfabetico:

www.alashop.it
www.chlshop.it
www.cornertech.it
www.edomestic.net
www.eglobal-market.com
www.elettrofarm.com
www.elettrohub.it
www.elledishop.net
www.emcstore.it
www.foto-digit.it
www.fotohd.net
www.fridomestici.it
www.go-shopping.it
www.gotronic.it
www.hdelettronica.net
www.hdpix.net
www.hdpoint.it
www.hdstore.net
www.hessishop.it
www.hi-go.it
www.hi-technology.it
www.hitronic.it
www.hpmotor.net
www.hpmotormarine.com
www.i-tecno.net
www.italprice.it
www.italysistem.it
www.jackshop.it
www.jamshop.it
www.lcshop.it
www.masterpix.it
www.maxtronica.it
www.maxwatt.it
www.mediaesse.it
www.mediatechstore.it
www.mediatelshop.it
www.miotech.it
www.mister-market.it
www.mistermarket.it
www.mistertop.it
www.moonclik.it
www.movishop.it
www.myprix.it
www.partytech.it
www.pc-market.it
www.pc-office.it
www.pcoffices.it
www.pixdistribuzione.com
www.pixdistribuzione.it
www.seamotor.net
www.simplystore.it
www.softprices.it
www.speedyprice.it
www.stopstore.it
www.tech-and-sound.com
www.techitaly.it
www.tecnocino.net
www.tecnoitalia.net
www.tecnoticino.com
www.tekno-zone.com
www.teknozona.it
www.tematek.it
www.tv-side.com
www.vistelshop.it
www.webphonia.it
www.yourpixel.it
www.zeta-video.com

E mi raccomando, prima di fare un acquisto online su un sito per voi sconosciuto, usate Google per cercare informazioni o chiedete a chi ne sà più di voi 😉

Dodocool presenta le nuove cuffie in-ear con Virtual surround 5.1

By Matteo Gatti

dodocool 2

 

Dodocool presenta un nuovo prodotto estremamente interessante…

Oggi vogliamo parlarvi di un paio di cuffie di assoluto valore. Dodocool, azienda leader nella produzione di earphone, ha presentato un nuovo paio di cuffie con tecnologia In-ear Virtual 5.1 Surround Sound Stereo con microfono e controllo remoto. Pensate per gli usi più svariati (console, PC, Tablet o altro) queste cuffie hanno nell’ergonomia il loro punto forte. Vediamone le funzioni principali e le caratteristiche tecniche.

Le funzioni principali

I nuovi auricolari dodocool sono stati progettati per offrire una totale immersione degli utenti durante le sessioni di gioco o durante l’ascolto di un brano musicale. In questo caso la tecnologia alla base delle nuove cuffie permette di ottenere un audio sorround a 5.1 canali a 360 gradi in modo tale da avere la sensazione di essere realmente “immersi” nel gioco.

dodocool

Altro aspetto meritevole di menzione è rappresentato dai driver da 12mm, in grado di riprodurre anche frequenze estremamente basse – sino a 3Hz secondo il dato dichiarato.

Le principali caratteristiche tecniche comprendono:

  • Materiale: Lega di alluminio + TPE
  • Colore: Nero
  • Diaframma: PET + UV
  • Diamentro del driver: 12 mm
  • Impedenza 32 ohms @ 1 kHz
  • Uscita SPL: 110 dB SPL @ 1kHz
  • Isolamento sonoro: -23 dB rispetto al rumore ambientale
  • Sensibilità del microfono: -42±4dB @ 1kHz
  • Connettore di ingresso: jack da 3,5 mm
  • Lunghezza approssimativa. 1,2 metri
  • Peso approssimativo: 21 grammi

Nella confezione di vendita saranno presenti infatti quattro misure (XS, S, M e L) tali da permettere a chiunque di indossarle nel massimo comfort. Le cuffie sono leggere e soprattutto compatte.

Le nuove cuffie dodocool vengono commercializzate al prezzo di 29,99 euro. Gli utenti interessati possono effettuare l’acquisto tramite Amazon il codice sconto MJCXT2R2 che permette di sfruttare uno sconto di 11 euro e, quindi, di acquistare il prodotto a 18,99 euro.

Per ulteriori informazioni vi rimando al sito ufficiale.

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