Installare e velocizzare Ubuntu.

By noreply@blogger.com (Ubuntu Software Libero)

Ubuntu
In questo articolo parleremo di come installare e velocizzare Ubuntu, vediamo un po come procedere.

1) Intanto bisogna vedere le caratteristiche minime del vostro PC per usare la distribuzione: 

  • Processore a 700 MHz o superiore (consigliato processore dual-core a 2 GHz o superiore).
  • 512MB di RAM (consigliato 2GB di RAM).
  • 5GB di spazio su disco (25GB consigliati)
  • Scheda grafica con supporto a una risoluzione di almeno 1024×768 pixel.

2) Configuriamo il Bios:

Tuttavia, quando si modificano le partizioni del disco o si procede all’installazione di un sistema operativo, è sempre bene essere previdenti ed effettuare un backup dei propri dati. Prima di metterti all’opera, provvedi dunque a copiare i tuoi documenti, le tue foto e tutti i file a cui tieni di più su un supporto esterno (es. un hard disk, una serie di chiavette USB o dei DVD). È una procedura un po’ noiosa, lunga, ma necessaria.

Un’altra operazione che, quasi sicuramente, devi compiere è modificare le impostazioni del BIOS. Ubuntu va installato effettuando il boot dal DVD o dalla chiavetta USB su cui sono stati copiati i suoi file d’installazione, quindi devi assicurarti che nel BIOS del tuo PC l’unità USB e quella DVD siano impostate come prioritarie rispetto all’hard disk (altrimenti partirà normalmente Windows al posto del processo d’installazione di Ubuntu).

Inoltre, se utilizzi un PC piuttosto recente (venduto con Windows 8.x o Windows 10 preinstallato) devi sapere che il tuo computer non ha più il BIOS ma l’UEFI: una versione più aggiornata del BIOS che include delle funzioni aggiuntive legate alla sicurezza. Una di queste funzioni si chiama Secure Boot e impedisce l’avvio di sistemi operativi che non dispongono di un’apposita firma digitale (in pratica tutti i sistemi diversi dalle versioni più recenti di Windows). Ebbene, per installare Ubuntu su un computer basato su UEFI è quasi sempre necessario recarsi nelle impostazioni di quest’ultimo e disattivare il Secure Boot.

3) Scaricare la ISO su una apposita pennina, la ISO si scarica da questo sito:Ubuntu.it

4) Per inserire la ISO su una pennina, scaricare il programma di nome “Rufus”, naturalmente ci sono tanti programmi che procedono come Rufus, ad esempio (UNetbootin) e molti altri.

Per scaricare Rufus lo troverete in questo sito: Rufus

5) lo installate nell’apposito computer: inserendo la pennina dove apparirà una schermata che vi darà le istruzioni per installarlo.

Ora vediamo come velocizzare Ubuntu:


1) Riduciamo la swap:

Normalmente Ubuntu utilizza la swap non appena si supera il 60% della RAM occupata; un valore troppo alto a mio avviso, che fa entrare in funzione la swap troppo presto con numerosi rallentamenti nel sistema. Con questa piccola modifica andremo ad abbassare la soglia di attivazione della swap al 10%, un valore ottimale che garantisce un maggiore utilizzo della RAM (più veloce) senza rinunciare alla swap in caso di saturazione della stessa, che entrerà in funzione il più tardi possibile.

Per effettuare la modifica apriamo un terminale e digitiamo:

  • sudo gedit /etc/sysctl.conf

Nel file di testo che si aprirà, andiamo a fondo dello stesso e aggiungiamo la seguente stringa:

  • vm.swappiness=10 

2) Usiamo la ZRam: 

Se abbiamo 1 GB di RAM o meno il nostro sistema Ubuntu può entrare in difficoltà non appena si aprono 2 o 3 programmi pesanti. Il sistema inizierà a “swappare”, rallentando in maniera vistosa. Il trucco più efficace sui sistemi più vecchi è l’utilizzo di zRam, un piccolo hack per il kernel che permetterà di sfruttare al massimo il basso quantitativo di memoria fisica disponibile, “swappando” direttamente in RAM e ritardando il più possibile l’accesso alla swap fisica presente sul disco rigido (estremamente lenta). Il suo funzionamento è complesso, ma riassumibile in poche righe: i dati in RAM vengono compressi e immagazzinati in una partizione swap virtuale caricata in memoria RAM che occupa fino al 25% della stessa.

Raggiunta la soglia critica i pacchetti vengono compressi al massimo e swappati dentro la zRam, con un enorme recupero di prestazioni e di reattività (la compressione/decompressione è circa 20 volte più veloce dell’accesso diretto alla swap sul disco rigido). In teoria è come aggiungere un modulo di RAM in più della capienza dimezzata rispetto all’originale: su 1GB di RAM si ottengono in totale circa 1,50 GB ( aggiunta di un modulo da 512MB) con l’aggiunta di zRam, senza cambiare nulla.

possibile installare ed usare zRam lanciando il seguente comando da terminale:

  •  sudo apt-get install zram-config

 3) troppe applicazione di avvio sono aperte: ecco come toglierle usando questo programma, apriamo il terminale e digitiamo:

  •  sudo apt-get install bum

Questo è il quanto spero che questa guida vi sia utile a tutti voi che voglio affacciarsi al mondo di Linux Ubuntu.

La prima scheda RISC-V basata su Linux si prepara al decollo

Batti il ​​cinque

SiFive ha lanciato l’SBC HiFive Unleashed, un SoC del processore RISC-V basato su Linux. (Immagine per gentile concessione: SiFive)

Sono passati 2 anni da quando l’architettura open source RISC-V  è emersa dai laboratori informatici di UC Berkeley e altrove e ha iniziato a comparire in implementazioni soft-core progettate per FPGA e oltre un anno dall’arrivo del primo silicio commerciale. Finora, l’attenzione si è concentrata principalmente sui processori MCU, ma lo scorso ottobre SiFive ha annunciato il primo SoC (System on Chip) RISC-V basato su Linux con Freedom U540 quad-core a 64 bit (AKA U54-MC Coreplex). Qualche giorno fa al FOSDEM, SiFive ha aperto le pre-vendite per una Single-board computer (SBC) open source “HiFive Unleash” che mostra l’U540.

L’HiFive Unleashed è disponibile su Crowd Supply a $999, con spedizioni in scadenza il 30 giugno. Il SoC U540 fabbricato a 28 nm che governa l’SBC non è solo il primo processore RISC-V multi-core pronto per Linux ma è il primo a fornire la coerenza della cache. Oltre ai 4 core presenti nella CPU U5 RV64GC da 1,5 GHz, il SoC include un core di gestione E51 RV64IMAC con supporto per memoria virtuale Sv39.

Ciascun core della CPU fornisce una pipeline in cinque passi, 32 KB per istruzioni e cache di dati L1, oltre a una cache L2 condivisa e coerente da 2 MB. Poiché sia L1 che L2 possono essere configurate in SRAM deterministiche ad alta velocità, il SoC può essere utilizzato per applicazioni in tempo reale.

Quello che non troverai è una GPU o VPU. Tuttavia, terze parti sono incoraggiate ad integrarle. Gli sviluppatori di chips possono usare un bus di interfaccia TileLink open source per creare periferiche IP. La struttura scalabile coerente della cache del bus TileLink è inoltre abilitata con adattatori bridge verso protocolli bus legacy come AXI4, AHB-Lite e APB.

La scheda aperta HiFive Unleashed integra un SoC U540, 8 GB di RAM DDR4 e un quad-SPI flash da 32 MB. Le uniche altre caratteristiche principali includono uno slot microSD, una porta Gigabit Ethernet e un connettore FMC per l’espansione futura. Un rappresentante SiFive ha confermato a Linux.com che la scheda sarà hardware open source, con schemi e file di layout liberamente disponibili.

Il set di funzionalità potrebbe essere abbastanza limitato per $ 999, ma si sta davvero pagando per un SoC non convenzionale e una possibilità di ottenere un vantaggio su ciò che potrebbe potenzialmente diventare una nuova e importante piattaforma di elaborazione.

RISC-V appare e presto salterà alla ribalta

È troppo presto per dire se RISC-V potrà mai competere con ARM o x86, per non parlare della portata di architetture sbiadite come MIPS e PowerPC. Finora, tuttavia, c’è stata una sorprendente volontà da parte dei principali produttori di computer e di semiconduttori di sperimentare con il nuovo ISA (Instruction Set Architecture). I membri di RISC-V Foundation Platinum includono nomi pesanti come Draper, Google, Hewlett Packard Enterprise, IBM, Microsemi, Oracle, Microsoft, Nvidia e Qualcomm.

L’interesse diffuso è in parte dovuto al fatto che RISC-V ha una licenza libera e permissiva che consente a terzi di utilizzare l’ISA per sviluppare implementazioni proprietarie. L’aspettativa, tuttavia, è che la maggior parte dei SoC RISC-V seguiranno i primi protagonisti del settore nel fornire implementazioni open source.

La tempistica di RISC-V sembra essere corretta, poiché la crescente accettazione di software e hardware open source porta logicamente a un desiderio di apertura del processore. I design opachi dei chip spesso creano ostacoli e punti ciechi, non solo per i progetti open source, ma anche per i fornitori di semiconduttori. In teoria, problemi nascosti come i problemi di sicurezza di Intel Spectre e Meltdown potrebbero essere venuti alla luce più rapidamente nel mondo open source.

C’è anche la sensazione che il dominio di due architetture a sorgente chiusa – ARM e Intel x86 – stiano limitando l’innovazione, rallentando il time-to-market e aumentando i costi. Inoltre, i sostenitori di RISC-V affermano che entrambe le piattaforme ARM e x86 sono gravate da codice legacy. Per confronto, RISC-V inizia con un’assenza di restrizioni  e con componenti moderni.

SiFive è stata fondata dagli inventori di RISC-V, tra cui Yunsup Lee, Andrew Waterman e Krste Asanovic, e si basa in parte su 2 precedenti RISC ISA open source: SPARC e OpenRISC. Nel 2014, Asanovic e il professore dell’Università di Berkeley, David Patterson, che ha coniato il termine RISC, hanno pubblicato un white paper su RISC-V e lo sviluppo è progredito rapidamente da lì.

SiFive è stato il principale player hardware RISC-V, mentre Microsemi ha aperto la strada allo sviluppo di implementazioni soft-core che possono essere eseguite su FPGA per la prototipazione. Nel novembre 2016, SiFive ha annunciato una scheda di sviluppo HiFive1 open source compatibile con Arduino per Freedom E300 – un design RISC-V simile a un MCU con un core E31 Coreplex progettato per eseguire FreeRTOS. Gli sviluppatori potrebbero anche utilizzare SmartFusion 2 il SoC FPGA di Microsemi soft-core per sviluppare per l’E300.

L’HiFive1 è stato seguito lo scorso maggio da una scheda Arduino Cinque basata su HiFive1, sviluppata congiuntamente da SiFive e Arduino. L’aggiunta chiave è stato un SoC Espressif ESP32 che fornisce WiFi e Bluetooth.

SiFive e Microsemi non sono gli unici fornitori che investono in RISC-V. Anche Andes, BluespecCodasip e Cortus vendono IP core RISC-V che possono essere utilizzati per sviluppare SoC di tipo MCU. (SiFive vende anche IP oltre a silicio e servizi di sviluppo.) Come Microsemi, Rumble e Development e VectorBlox offrono core soft che funzionano su FPGA.

Secondo una recente sintesi degli sviluppi di RISC-V pubblicati su Electronic Design da Ted Marena di Microsemi, vicepresidente del comitato di marketing RISC-V della RISC-V Foundation, anche il supporto del software sta evolvendo. Nel regno di Linux, il supporto RISC-V è stato aggiunto alle toolchain GNU/GCC e GNU/GDB lo scorso maggio. Inoltre, scrive Marena, “sono supportate diverse versioni di Linux, incluso Yocto”, basate su Linux 4.6. Il supporto a RISC-V sembra essere diretto a una inclusione nel kernel 4.14, che “significa che RISC-V sarà presto una delle piattaforme principali in Linux”.

La pagina di HiFive Unleashed Crowd Supply non ha molto da dire sul software oltre a notare la compatibilità con Linux, e SiFive non ha risposto alle nostre richieste per maggiori dettagli. Tuttavia, quando è stato annunciato il SoC U540, SiFive ha affermato che il SoC sarebbe supportato da “un ricco SDK con software dimostrativo e una toolchain binaria facile da installare.” Strumenti standard di sviluppo e debug come OpenOCD, GDB e un IDE Eclipse , si diceva anche che fosse nei lavori.

Le domande sulle prestazioni dovrebbero essere parzialmente risolte quando l’HiFive Unleashed apparirà questa primavera. Secondo una  storia di EETimes pubblicata in ottobre, il core U54 “single issue” dovrebbe uguagliare le prestazioni del Cortex-A53 “dual issue”. Marena, tuttavia, afferma che “la modularità del progetto ISA RISC-V consente di essere più efficienti degli ISA legacy come x86 o ARM”.

In concomitanza con l’evento Embedded Linux Conference + OpenIoT che si terrà a Portland, Oregon, dal 12 al 14 marzo, SiFive ospiterà il primo hackathon per HiFive Unleashed. Gli sviluppatori SiFive registrati potranno partecipare all’evento di Portland per provare l’SBC. (Maggiori informazioni possono essere trovate sulla pagina del prodotto HiFive Unleashed). La conferenza ELC comprende una presentazione di Khem Raj di Comcast chiamata OpenEmbedded Yocto su RISC-V – New Kid on the Block.

fonte: https://www.linux.com/blog/event/elc-open-iot/2018/2/first-linux-based-risc-v-board-prepares-take

Disponibile Unity 7.4.5: ecco tutte le novità

By Matteo Gatti

unity 7.4.5

 

Canonical ha rilasciato un grosso aggiornamento che porta sui nostri pc Unity 7.4.5!

Per calmare subito le aspettative vi dico subito che Unity 7.4.5 è un aggiornamento importante ma non tanto per le nuove funzionalità quanto per il lavoro di bug fixing che c’è dietro.

Le novità possono essere sommariamente riassunte in quattro punti:

  • Correzione di bug e migliorie delle performance;
  • HIDPI fixes;
  • Corretto un bug riguardante la lock screen;
  • Migliorata la low graphics mode.

Una Low Graphics Mode tutta nuova in Unity 7.4.5

Unity offre questa modalità da qualche anno. Se abilitata vengono disabilitate le animazioni, il blur etc.

Con questo aggiornamento cambia il modo di abilitare la low graphics mode. Al posto di usare il CompizConfig Settings Manager (CCSM) dovrete agire come segue:

Aprite il terminale e date il seguente comando

  • gsettings set com.canonical.Unity lowgfx true

Questo andrà ad abilitare Unity 7.4.5.

Per disabilitarlo invece dovete dare il seguente comando:

  • gsettings set com.canonical.Unity lowgfx false

Installazione

Unity 7.4.5 è disponibile solo su Ubuntu 16.04 LTS (Xenial Xerus). L’aggiornamento è disponibile attraverso i soliti canali. Aprite il ‘Software Updater’ e cliccate su ‘Check for Updates’ dopodichè installate tutti gli aggiornamenti disponibili.

Per ulteriori dettagli potete consultare il changelog completo qui.

Vi ricordiamo che seguirci è molto semplice: tramite la pagina Facebook ufficiale, tramite il nostro canale notizie Telegram e la nostra pagina Google Plus. Da oggi, poi, è possibile seguire il nostro canale ufficiale Telegram dedicato ad Offerte e Promo!

Qui potrete trovare le varie notizie da noi riportate sul blog. È possibile, inoltre, commentare, condividere e creare spunti di discussione inerenti l’argomento.

L’articolo Disponibile Unity 7.4.5: ecco tutte le novità sembra essere il primo su Lffl.org.

Canonical vuole i dati degli utenti per migliorare Ubuntu

By Matteo Gatti

ubuntu

 

Canonical needs your data… per migliorare Ubuntu.

Will Cooke ha annunciato che l’azienda vuole implementare un meccanismo per salvare i dati degli utenti. L’obiettivo dichiarato è quello di andare a migliorare gli aspetti di Ubuntu ai quali gli utenti tengono di più.

Il team di sviluppo vuole migliorare l’esperienza utente e per farlo deve sapere che pc usano gli utenti (CPU, RAM, GPU, disco di sistema, vendor), le configurazioni di sistema, il flavor usato e la versione… insomma, un po’ di tutto.

In aggiunta, l’azienda vuole conoscere la vostra posizione, pur promettendo di non salvare gli indirizzi IP degli utenti.

Canonical vuole i dati degli utenti per migliorare Ubuntu

Le altre informazioni che Canonical medita di salvare riguardano il tempo di installazione, il disk-layout e i programmi che installate (third party software).

Vogliamo che i nostri ingegneri si focalizzino su ciò che serve agli utenti. Pertanto ci servono diverse informazioni circa le configurazioni dei pc degli utenti e il modo in cui essi usano Ubuntu” queste le parole di Cooke, direttore della sezione Ubuntu desktop.

Canonical vuole implementare la cosa nell’installer attraverso una checkbox del tipo “Send diagnostics information to help improve Ubuntu“, che sarà abilitata di default. Sarà comunque possibile disabilitare quest’opzione al momento dell’installazione.

Canonical ha sottolineato che questi dati saranno spediti spediti ai server in modo sicuro (via HTTPS). Gli utenti avranno la facoltà di accedere ai dati salvati dall’azienda e ispezionarne il contenuto.

La compagnia aggiornerà la privacy-policy già a partire da Ubuntu 18.04 LTS (Bionic Beaver) che arriverà il prossimo April 26, 2018. Per ulteriori dettagli vi rimando all’annuncio ufficiale.

Cosa ne pensate?

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FuntooLinux.

By noreply@blogger.com (Ubuntu Software Libero)

Questa distribuzione e nata nel 2008 è stata creata da Daniel Robbins.

All’inizio del 2008, il fondatore di Gentoo Daniel Robbins aveva proposto di cercare di risolvere i problemi della Fondazione Gentoo.

Ma per lui purtroppo aveva lasciato tutto il progetto nel 2004, e le sue proposte che aveva esposto furono rifiutate.

Il progetto Funtoo, sopratutto il sistema operativo Funtoo Linux sono nati come una grande iniziativa di implementare la sua visione del sistema Gentoo.

Ecco qua il link di come installarlo: FuntooLinux

FuntooLinux

Per saperne di più su Linux=https://www.facebook.com/groups/416785168484322/

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Nicola Barboni

Linux Foundation annuncia LinuxBoot

LinuxBoot

LinuxBoot

LinuxBoot, un progetto che vuole sostituire il firmware delle macchine con Linux, è ora un progetto ufficiale della Linux Foundation. Tale firmware dovrebbe essere avviato fino a venti volte più velocemente di un sistema con UEFI.

Lo scorso autunno , Google ha svelato il progetto NERF che, invece del firmware proprietario come UEFI, prende il controllo di Linux dalla prima istruzione. Perché chi pensa che Linux sia il sistema operativo e quindi l’utente che controlla il PC, è sbagliato. Tra Linux e l’hardware secondo una presentazione (PDF) di Google sono ci sono almeno 2 e mezzo kernel (“Between Linux and the hardware are at least 2 ½ kernels”). Questi sono software proprietari, non controllabili dall’utente e probabilmente infiltrati da agenzie di intelligence, potenzialmente infiltrabili da altri criminali. La versione di Vault7 di Wikileaks ha reso questo più che chiaro al pubblico.

Secondo Google, UEFI è un sistema operativo che è quasi altrettanto vasto come Linux ma completamente chiuso e quindi non verificabile. Continua a essere eseguito all’avvio del sistema operativo effettivo e funge da hypervisor in background. Se viene sfruttata una vulnerabilità di backdoor o di sicurezza in questo sistema, il codice dannoso può essere installato in modo permanente nella memoria flash, cosa che il kernel e i programmi applicativi non sono in grado di rilevare.

Il modello di sicurezza di questi sistemi operativi nascosti è prevalentemente “sicurezza attraverso la segretezza”, un modello che ha dimostrato di non aver mai funzionato. Di conseguenza, Google elenca anche numerosi esempi di vulnerabilità in UEFI e Management Engine (SMM). Oggi ogni PC è vulnerabile a meno che SMM non venga rimosso e UEFI sostituita da Coreboot.

La risposta di Google è stata NERF (Non-Extensible Reduced Firmware), un sistema aperto e gratuito che sostituisce quasi completamente UEFI con un piccolo kernel Linux e initramfs. Ora, la Linux Foundation ha annunciato che parte di NERF diventerà una collaborazione con Linux Foundation sotto il nome di LinuxBoot. La relazione tra LinuxBoot e NERF può essere compresa osservando l’architettura del sistema. Bootload richiede un bootloader, un kernel e un initramfs. LinuxBoot è costituito da bootloader e kernel ed è agnostico rispetto a un initramfs utilizzato. Quindi è necessario aggiungere un initramfs. NERF è la combinazione di LinuxBoot e u-root. Orbene, u-root è un initramfs che contiene gli strumenti necessari in una nuova implementazione in Go, a differenza di molti sistemi initramfs che contengono il Busybox scritto in C. Se non si desidera utilizzare u-root, si troverà un’alternativa denominata Heads, che si descrive come particolarmente sicura e offre una versione adatta per LinuxBoot. La documentazione può essere trovata su osresearch.net .

La base di Heads, ma anche di LinuxBoot è Coreboot , il cui problema più grande è il supporto hardware ancora limitato. Perché Coreboot può funzionare solo dove i produttori di computer collaborano e pubblicano i dettagli della configurazione hardware. Un elenco di schede madri supportate può essere trovato su Coreboot.

Le tecniche di LinuxBoot sono state utilizzate con successo per quasi 20 anni, secondo la Linux Foundation. Rispetto a UEFI, tali sistemi partono fino a 20 volte più velocemente e sono molto più affidabili. LinuxBoot comprende Google, Facebook, Horizon Computing Solutions e Two Sigma. Il progetto è aperto a tutte le altre parti interessate.

Free Proxy Online

By davenull

Stai cercando un sito dove trovare dei proxy completamente gratuiti? Sei nel posto giusto!!! Su questo sito troverete circa 10mila proxy divisi tra http, https, socks4, socks5 e nazionalità. Ci sono anche le statistiche riguardo la velocità e l’uptime. Potete utilizzarli sia come proxy di sistema che con proxychains. Eccovi l’URL: http://free-proxy.cz/en/

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Ubuntu Gnome 18.04.

By noreply@blogger.com (Ubuntu Software Libero)

Ubuntu Gnome

Ubuntu Gnome 18.04 LTS pareri

Tra poco uscirà la LTS, a mio modesto parere questa distribuzione Linux dopo aver lasciato la Unity per il passaggio a Gnome è stata una delle migliori soluzioni che poteva avere, dato che con Unity era base giusta per gli utenti ma per la Canonical ha riscontrato delle difficoltà, Ubuntu ha fatto la saggia decisione di ritornare a Gnome, dove in passato aveva già collaborato.

Gnome negli anni ha avuto un sacco di miglioramenti ed è rispetto ad Unity la più stabile che io conosca, secondo me è stata una buona scelta per via della sua personalizzazione e stabilità.

Vediamo una piccola novità che ci sarà in Ubuntu Gnome 18.04 LTS:

Ci sarà Suru è l’icon set che troveremo a bordo di Ubuntu 18.04 LTS,
Canonical si era già mostrata interessata nei giorni scorsi ad usare le icone Suru per la sua prossima LTS ed oggi la decisione è diventata ufficiale.

Sam Hewitt, il creatore di numerosi temi e set di icone per Linux, ha annunciato sulla sua pagina Patreon che il set di icone Suru da lui creato sarà il set di icone predefinito di Ubuntu 18.04 LTS.

“Sono davvero felice che il team di Ubuntu abbia deciso di usare il mio ed unico icon set su Ubuntu 18.04 e ringrazio la community per aver promosso il mio lavoro” questo è un sunto delle parole rilasciate di Hewitt

Per saperne di più su Linux=https://www.facebook.com/groups/416785168484322/

Linux Mint 19 si chiamerà Tara e sarà basata sulle GTK 3.22

By Marco Giannini

Il team di Linux Mint ha annunciato il nome in codice della prossima release di Linux Mint, ha svelato la data di rilascio e fornito alcuni dettagli sullo sviluppo della distro.

Cominciamo con il nome in codice di Linux Mint 19 che si chiamerà Tara, un nome molto popolare in Irlanda.
Questa sarà la prima release della serie 19.x di Linux Mint e sarà basata su Ubuntu 18.04 LTS con supporto esteso fino al 2023.
La data di rilascio stimata è attorno a Maggio/Giugno 2018 quindi come sempre a circa 1/2 mesi dal rilascio di Ubuntu.
La novità di Linux Mint 19.x è che il tutto sarà basato sulle GTK 3.22. Questa caratteristica è molto importante in quanto a partire dalla GTK 3.22 il motore tematico e le API sono diventate stabili quindi sarà più agevole il lavoro di sviluppo dei developer che si troveranno così ad utilizzare la stessa versione di GTK presente su LMDE 3. Questo avrà ripercussioni positive anche su altre distro come Fedora, Arch etc che utilizzano Cinnamon.

FreeNIX RPI LE (Raspberry Pi Light Edition) 0.1

By davenull

Welcome to FreeNIX RPI LE (Raspberry Pi Light Edition) 0.1 Release Date: 22nd December 2017 If you find bugs contact us on the forum https://www.freenixsecurity.net/forum/ or by email to freenixsecurity[at]riseup[dot]net Developer/s: davenull – dave-null[at]riseup[dot]net – https://www.freenixsecurity.net This is a Debian-Based (Debian Stretch) distro for Raspberry Pi. It’s developed for Raspberry Pi 3 Model B and […]

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