Lubuntu 18.10 dice addio a LXDE: benvenuto LXQt

By Salvo Cirmi (Tux1)

Incredibile ma (purtroppo, o per fortuna??) Lubuntu 18.10 fa un cambio di rotta impressionante: Lubuntu abbandona LXDE e da il benvenuto al Desktop Environment LXQt. Assurdo eh? Ma a quanto pare è tutto vero.

Walter Lapchynski, del team di sviluppo Lubuntu, ha confermato la notizia, spiegando le motivazioni dietro la difficile scelta. Il Desktop Envionment LXDE, per quanto buono, è basato su GTK ed il suo supporto sta diminuendo sempre di più. Al contrario, LXQt, è sviluppato in Qt ed oltre ad avere un supporto di sviluppo molto avanzato, è più moderno e piacevole da vedere.

Il nuovo Lubuntu.

Due piccioni con una fava insomma.

Altre info sullo sviluppo di LXQt qui.

Ubuntu 18.10 si chiamerà Cosmic Cuttlefish, disponibili le daily build

Ubuntu 18.10 Cosmic CuttlefishUbuntu 18.10 – 7 caratteristiche attese e data di rilascio

Verso la fine di aprile, Canonical ha rilasciato la versione stabile finale di Ubuntu 18.04 Bionic Beaver . Essendo una versione LTS, è più importante di altre versioni di Ubuntu con un ciclo di supporto di nove mesi. La versione 18.04 ha anche dato inizio al lavoro sulla prossima versione.

Diciamo cosa sappiamo della prossima versione di Ubuntu:

Ubuntu 18.10 nome in codice “Cosmic Cuttlefish”

Il nome in codice di Ubuntu 18.10 è “Cosmic Cuttlefish” – come annunciato dal fondatore della Canonical Mark Shuttleworth. “E ‘tempo di rivolgere la nostra attenzione alla strada che ci attende fino alle 20.04 LTS, e sono felice di dire che avremo il calcio d’inizio con Cosmic Cuttlefish, che presto sarà conosciuto come Ubuntu 18.10”, ha scritto sul suo blog post .

Mentre il nome cosmico non ha bisogno di spiegazioni, le seppie sono animali marini dell’ordine dei sepiidi; nonostante il loro nome, non sono pesci. Calamari, polpi e nautilus sono altri animali della classe Cephalopoda a cui appartengono le seppie.

In precedenza, era stato previsto che il 18.10 si chiamerebbe Cosmic CANIMAL, poiché era il nome che appariva nella pagina Build giornaliero. In generale, Mark Shuttleworth rivela il prossimo nome ufficiale di Ubuntu dopo un rilascio e questo è successo anche quest’anno.

Nel caso tu sia un utente di Ubuntu, sapresti che Canonical segue l’ordine alfabetico. Siccome Ubuntu 18.04 è stato chiamato Bionic Beaver, 18.10 è una combinazione di due nomi che iniziano con la lettera C.

Data di rilascio di Ubuntu 18.10

Canonical deve ancora annunciare una data di rilascio ufficiale per Ubuntu 18.10 Cosmic Cuttlefish. Inutile dire che uscirà a ottobre e non sarà sbagliato prevedere un appuntamento verso la fine del mese.

Caratteristiche attese di Ubuntu 18.10

Ancora una volta, poiché la prossima versione è nella primissima fase del suo sviluppo, abbiamo ancora bisogno di tempo per tracciare il processo ed elencare le principali caratteristiche di Ubuntu 18.10. Tuttavia, sono previsti alcuni cambiamenti e funzionalità, quindi li elenco qui.

1. GNOME 3.30
Dato che GNOME 3.30 è in programma per il 6 settembre 2018, ci sono buone probabilità che Ubuntu 18.10 sia disponibile con lo stesso o con qualche più recente release.

2. Linux kernel 5.0
Il kernel di Linux ha già attraversato 6 milioni di oggetti Git. Significa che la prossima versione, ovvero Linux 4.17, potrebbe essere Linux 5.0 . Ciò significa che Ubuntu 18.10 potrebbe essere fornito con Linux 5.0 o versioni successive.

3. Nuovo tema e icona
Una delle principali funzionalità di Ubuntu che avrebbe dovuto essere distribuita con la 18.04 era il nuovo tema e icone. Tuttavia, a causa di molti bug in sospeso, queste funzionalità sono state trasferite a 18.10 . Quindi, preparati a un nuovo tema GTK per dare un nuovo aspetto al desktop di Ubuntu.

4. Nessuna pietra miliare alfa / beta, nuove “settimane di test”
Da Ubuntu 18.10 Cosmic Cuttlefish, il team del desktop ha deciso di abbandonare le release dei traguardi Alpha e Beta ; saranno sostituiti da Testing Weeks, organizzati da martedì a giovedì. Si sta facendo per garantire migliori test e processi di risoluzione dei bug.

5. Compressione Zstd per impostazione predefinita
A causa della maggiore velocità di decompressione rispetto a Gzip, ecc., L’algoritmo di compressione Zstd di Facebook sta diventando popolare. Per migliorare la velocità, Ubuntu 18.10 potrebbe essere spedito con Zstd attivato per impostazione predefinita .

6. Riavvio di Ubuntu Studio
Il team di Ubuntu Studio prevede di riavviare la propria distribuzione Linux per la prossima versione di Cosmic. Nella loro lingua, sono pronti a portare un po ‘di “shock” e “fattore stupore”. Gli sviluppatori sono anche disponibili a scaricare Xfce desktop e cercare un’alternativa.

7. Il desktop LXQt predefinito in Lubuntu
Lubuntu è un’altra distro che si sta preparando per grandi cambiamenti nella versione 18.10. Il team di sviluppo di questa distro leggera è stato finalizzato a spedire LXQt come ambiente desktop predefinito.

Scarica Ubuntu 18.10 Cosmic Cuttlefish Daily Build per test

Come da ultimo sviluppo, l’aggiunta di Ubuntu 18.10 Cosmic Cuttlefish e lo sviluppo abituale sono iniziati, e le immagini giornaliere sono disponibili per i test. Poiché si tratta di build sin dalla fase iniziale, è consigliabile evitare di installarli sulle macchine principali. Invece, usa una macchina virtuale o un computer di riserva in giro.

Fonte:      

Le voting machine usate per il Referendum in Lombardia sono arrivate nelle scuole lombarde (e hanno Ubuntu GNOME 16.04 LTS preinstallato)

By Marco Giannini

Vi ricordate delle voting machine comprate dalla Regione Lombardia per il voto referendario svolto lo scorso Ottobre 2017 che dovevano essere donate alle scuole dopo il voto?

Bene, a quanto pare la consegna delle 23000 voting machine è stata completata nel mese di Marzo 2018 e sono state consegnate a 1000 scuole lombarde (qui trovate l’elenco delle scuole che hanno ricevuto le voting machine).

Finalmente possiamo scoprire qualcosa in più di più sulle voting machine (delle SmartMatic VIU-800) grazie al sito WikiScuola.linux che ha pubblicato le specifiche tecniche e alcune informazioni utili per la riconversione di queste voting machine.

Cominciamo dalle specifiche tecniche che comprendono:

  • PROCESSORE Intel Atom x5-Z8350, Quad core 1.44 GHz
  • RAM 2 GB
  • MEMORIA INTERNA 16 GB
  • DISPLAY 10” touchscreen, 1280×800 pixel
  • CONNETTIVITÀ WiFi, Bluetooth
  • INTERFACCE 3 USB
  • SISTEMA OPERATIVO Ubuntu 16.04 LTS (l’edizione con GNOME Shell)
  • DIMENSIONI 24,2 x 25,1 x 12,5 cm
  • PESO 2 Kg

Di default troviamo preinstallate le solite applicazioni preinstallate con Ubuntu il che comprende Firefox, LibreOffice e i programmi predefiniti di GNOME.

Per aiutare i tecnici che dovranno metter mano sulle voting machine, la Regione Lombardia ha inviato alle scuole un piccolo manuale con le operazioni preliminari da compiere una volta accese e, come potete vedere, le voting machine hanno preinstallato Ubuntu GNOME 16.04 LTS

e non una edizione più leggera come ci si sarebbe aspettato visto l’hardware delle stesse.

Emiliano Vavassori sta raccogliendo informazioni tecniche più dettagliate sulle voting machine e le sta raccogliendo assieme ad alcuni tool personali che sta costruendo e mettendo in condivisione. Le informazioni le potete trovare a questo indirizzo.

Leggendo il wiki è possibile scoprire che la piattaforma hardware usata presenta alcuni problemi anche su Linux. Le voting machine non supportano kernel precedenti alla 4.11 e anche versioni più aggiornate del kernel hanno necessità di essere configurate manualmente con alcuni driver aggiuntivi e smanettamenti per poter far funzionare la scheda WiFi (il chipset è un Broadcom 43430 su bus SDIO) e la scheda audio (il chipset è Realtek 5645).
A questo va aggiunto un problema con la regolazione della luminosità che non funziona.

LibreOffice 6.1 avrà le finestre di dialogo native GTK3

By Marco Giannini

Piccole ma importanti (per gli occhi n.d.r.) novità sono in arrivo su LibreOffice 6.1.
A partire da LibreOffice 6.1, in presenza di GTK3, le finestre di dialogo dei vari menu e messaggi saranno native GTK3 al posto della soluzione attuale che si basa sul toolkit VCL a cui viene poi applicato il tema GTK in uso.
Di seguito potete vedere un esempio pratico con la finestra di dialogo di salvataggio file.

Le nuove finestre di dialogo native GTK3 che vedremo su LibreOffice 6.1
Come sono attualmente le finestre di dialogo su LibreOffice 6.0

Novità per l’Ubuntu Software center

By Matteo Gatti

ubuntu software center snap

 

Ubuntu 18.04 Bionic Beaver arriverà con un’interessante novità per gli amanti della tecnologia Snap. Sarà introdotta la possibilità di “cambiare canale” mediante GUI.

Non canale TV, sia chiaro, bensì canale di sviluppo. Potrete quindi decidere se installare la versione stabile di un software oppure provare la beta o la release candidate.

Gli snap developers sono in grado di distribuire differenti versioni delle loro app attraverso vari canali e questo potrebbe favorire il testing delle versioni pre-release.

Un canale è caratterizzato dalla seguente tupla:

<track>/<risk level>/<branch>

Track indica la serie del software, come “1.0”, “2”, “trusty”, etc. Risk level è la tipologia di release (es: “stable”, “candidate”, “beta” o “edge”). Branch indica il branch derivato dal Risk level (es: fix-for-bug123).

Novità per l’Ubuntu Software center

I comandi da terminale, del tipo:

  • sudo snap install xyz –beta

sono sicuramente comodi per i power user ma gli utenti “normali” preferiscono una GUI ben fatta.

In Ubuntu 18.04 sarà implementata una GUI semplice per effettuare lo switch tra i vari canali di uno Snap, come si evince dalla foto sottostante.

Non è possibile avere più versioni della medesima app installate parallelamente ma in questo modo è molto facile passare da una versione all’altra.

Se ad esempio volete provare la Beta di un software e poi effettuare il downgrade alla versione stabile potrete farlo con un semplice click.

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Installare e velocizzare Ubuntu.

By noreply@blogger.com (Ubuntu Software Libero)

Ubuntu
In questo articolo parleremo di come installare e velocizzare Ubuntu, vediamo un po come procedere.

1) Intanto bisogna vedere le caratteristiche minime del vostro PC per usare la distribuzione: 

  • Processore a 700 MHz o superiore (consigliato processore dual-core a 2 GHz o superiore).
  • 512MB di RAM (consigliato 2GB di RAM).
  • 5GB di spazio su disco (25GB consigliati)
  • Scheda grafica con supporto a una risoluzione di almeno 1024×768 pixel.

2) Configuriamo il Bios:

Tuttavia, quando si modificano le partizioni del disco o si procede all’installazione di un sistema operativo, è sempre bene essere previdenti ed effettuare un backup dei propri dati. Prima di metterti all’opera, provvedi dunque a copiare i tuoi documenti, le tue foto e tutti i file a cui tieni di più su un supporto esterno (es. un hard disk, una serie di chiavette USB o dei DVD). È una procedura un po’ noiosa, lunga, ma necessaria.

Un’altra operazione che, quasi sicuramente, devi compiere è modificare le impostazioni del BIOS. Ubuntu va installato effettuando il boot dal DVD o dalla chiavetta USB su cui sono stati copiati i suoi file d’installazione, quindi devi assicurarti che nel BIOS del tuo PC l’unità USB e quella DVD siano impostate come prioritarie rispetto all’hard disk (altrimenti partirà normalmente Windows al posto del processo d’installazione di Ubuntu).

Inoltre, se utilizzi un PC piuttosto recente (venduto con Windows 8.x o Windows 10 preinstallato) devi sapere che il tuo computer non ha più il BIOS ma l’UEFI: una versione più aggiornata del BIOS che include delle funzioni aggiuntive legate alla sicurezza. Una di queste funzioni si chiama Secure Boot e impedisce l’avvio di sistemi operativi che non dispongono di un’apposita firma digitale (in pratica tutti i sistemi diversi dalle versioni più recenti di Windows). Ebbene, per installare Ubuntu su un computer basato su UEFI è quasi sempre necessario recarsi nelle impostazioni di quest’ultimo e disattivare il Secure Boot.

3) Scaricare la ISO su una apposita pennina, la ISO si scarica da questo sito:Ubuntu.it

4) Per inserire la ISO su una pennina, scaricare il programma di nome “Rufus”, naturalmente ci sono tanti programmi che procedono come Rufus, ad esempio (UNetbootin) e molti altri.

Per scaricare Rufus lo troverete in questo sito: Rufus

5) lo installate nell’apposito computer: inserendo la pennina dove apparirà una schermata che vi darà le istruzioni per installarlo.

Ora vediamo come velocizzare Ubuntu:


1) Riduciamo la swap:

Normalmente Ubuntu utilizza la swap non appena si supera il 60% della RAM occupata; un valore troppo alto a mio avviso, che fa entrare in funzione la swap troppo presto con numerosi rallentamenti nel sistema. Con questa piccola modifica andremo ad abbassare la soglia di attivazione della swap al 10%, un valore ottimale che garantisce un maggiore utilizzo della RAM (più veloce) senza rinunciare alla swap in caso di saturazione della stessa, che entrerà in funzione il più tardi possibile.

Per effettuare la modifica apriamo un terminale e digitiamo:

  • sudo gedit /etc/sysctl.conf

Nel file di testo che si aprirà, andiamo a fondo dello stesso e aggiungiamo la seguente stringa:

  • vm.swappiness=10 

2) Usiamo la ZRam: 

Se abbiamo 1 GB di RAM o meno il nostro sistema Ubuntu può entrare in difficoltà non appena si aprono 2 o 3 programmi pesanti. Il sistema inizierà a “swappare”, rallentando in maniera vistosa. Il trucco più efficace sui sistemi più vecchi è l’utilizzo di zRam, un piccolo hack per il kernel che permetterà di sfruttare al massimo il basso quantitativo di memoria fisica disponibile, “swappando” direttamente in RAM e ritardando il più possibile l’accesso alla swap fisica presente sul disco rigido (estremamente lenta). Il suo funzionamento è complesso, ma riassumibile in poche righe: i dati in RAM vengono compressi e immagazzinati in una partizione swap virtuale caricata in memoria RAM che occupa fino al 25% della stessa.

Raggiunta la soglia critica i pacchetti vengono compressi al massimo e swappati dentro la zRam, con un enorme recupero di prestazioni e di reattività (la compressione/decompressione è circa 20 volte più veloce dell’accesso diretto alla swap sul disco rigido). In teoria è come aggiungere un modulo di RAM in più della capienza dimezzata rispetto all’originale: su 1GB di RAM si ottengono in totale circa 1,50 GB ( aggiunta di un modulo da 512MB) con l’aggiunta di zRam, senza cambiare nulla.

possibile installare ed usare zRam lanciando il seguente comando da terminale:

  •  sudo apt-get install zram-config

 3) troppe applicazione di avvio sono aperte: ecco come toglierle usando questo programma, apriamo il terminale e digitiamo:

  •  sudo apt-get install bum

Questo è il quanto spero che questa guida vi sia utile a tutti voi che voglio affacciarsi al mondo di Linux Ubuntu.

La prima scheda RISC-V basata su Linux si prepara al decollo

Batti il ​​cinque

SiFive ha lanciato l’SBC HiFive Unleashed, un SoC del processore RISC-V basato su Linux. (Immagine per gentile concessione: SiFive)

Sono passati 2 anni da quando l’architettura open source RISC-V  è emersa dai laboratori informatici di UC Berkeley e altrove e ha iniziato a comparire in implementazioni soft-core progettate per FPGA e oltre un anno dall’arrivo del primo silicio commerciale. Finora, l’attenzione si è concentrata principalmente sui processori MCU, ma lo scorso ottobre SiFive ha annunciato il primo SoC (System on Chip) RISC-V basato su Linux con Freedom U540 quad-core a 64 bit (AKA U54-MC Coreplex). Qualche giorno fa al FOSDEM, SiFive ha aperto le pre-vendite per una Single-board computer (SBC) open source “HiFive Unleash” che mostra l’U540.

L’HiFive Unleashed è disponibile su Crowd Supply a $999, con spedizioni in scadenza il 30 giugno. Il SoC U540 fabbricato a 28 nm che governa l’SBC non è solo il primo processore RISC-V multi-core pronto per Linux ma è il primo a fornire la coerenza della cache. Oltre ai 4 core presenti nella CPU U5 RV64GC da 1,5 GHz, il SoC include un core di gestione E51 RV64IMAC con supporto per memoria virtuale Sv39.

Ciascun core della CPU fornisce una pipeline in cinque passi, 32 KB per istruzioni e cache di dati L1, oltre a una cache L2 condivisa e coerente da 2 MB. Poiché sia L1 che L2 possono essere configurate in SRAM deterministiche ad alta velocità, il SoC può essere utilizzato per applicazioni in tempo reale.

Quello che non troverai è una GPU o VPU. Tuttavia, terze parti sono incoraggiate ad integrarle. Gli sviluppatori di chips possono usare un bus di interfaccia TileLink open source per creare periferiche IP. La struttura scalabile coerente della cache del bus TileLink è inoltre abilitata con adattatori bridge verso protocolli bus legacy come AXI4, AHB-Lite e APB.

La scheda aperta HiFive Unleashed integra un SoC U540, 8 GB di RAM DDR4 e un quad-SPI flash da 32 MB. Le uniche altre caratteristiche principali includono uno slot microSD, una porta Gigabit Ethernet e un connettore FMC per l’espansione futura. Un rappresentante SiFive ha confermato a Linux.com che la scheda sarà hardware open source, con schemi e file di layout liberamente disponibili.

Il set di funzionalità potrebbe essere abbastanza limitato per $ 999, ma si sta davvero pagando per un SoC non convenzionale e una possibilità di ottenere un vantaggio su ciò che potrebbe potenzialmente diventare una nuova e importante piattaforma di elaborazione.

RISC-V appare e presto salterà alla ribalta

È troppo presto per dire se RISC-V potrà mai competere con ARM o x86, per non parlare della portata di architetture sbiadite come MIPS e PowerPC. Finora, tuttavia, c’è stata una sorprendente volontà da parte dei principali produttori di computer e di semiconduttori di sperimentare con il nuovo ISA (Instruction Set Architecture). I membri di RISC-V Foundation Platinum includono nomi pesanti come Draper, Google, Hewlett Packard Enterprise, IBM, Microsemi, Oracle, Microsoft, Nvidia e Qualcomm.

L’interesse diffuso è in parte dovuto al fatto che RISC-V ha una licenza libera e permissiva che consente a terzi di utilizzare l’ISA per sviluppare implementazioni proprietarie. L’aspettativa, tuttavia, è che la maggior parte dei SoC RISC-V seguiranno i primi protagonisti del settore nel fornire implementazioni open source.

La tempistica di RISC-V sembra essere corretta, poiché la crescente accettazione di software e hardware open source porta logicamente a un desiderio di apertura del processore. I design opachi dei chip spesso creano ostacoli e punti ciechi, non solo per i progetti open source, ma anche per i fornitori di semiconduttori. In teoria, problemi nascosti come i problemi di sicurezza di Intel Spectre e Meltdown potrebbero essere venuti alla luce più rapidamente nel mondo open source.

C’è anche la sensazione che il dominio di due architetture a sorgente chiusa – ARM e Intel x86 – stiano limitando l’innovazione, rallentando il time-to-market e aumentando i costi. Inoltre, i sostenitori di RISC-V affermano che entrambe le piattaforme ARM e x86 sono gravate da codice legacy. Per confronto, RISC-V inizia con un’assenza di restrizioni  e con componenti moderni.

SiFive è stata fondata dagli inventori di RISC-V, tra cui Yunsup Lee, Andrew Waterman e Krste Asanovic, e si basa in parte su 2 precedenti RISC ISA open source: SPARC e OpenRISC. Nel 2014, Asanovic e il professore dell’Università di Berkeley, David Patterson, che ha coniato il termine RISC, hanno pubblicato un white paper su RISC-V e lo sviluppo è progredito rapidamente da lì.

SiFive è stato il principale player hardware RISC-V, mentre Microsemi ha aperto la strada allo sviluppo di implementazioni soft-core che possono essere eseguite su FPGA per la prototipazione. Nel novembre 2016, SiFive ha annunciato una scheda di sviluppo HiFive1 open source compatibile con Arduino per Freedom E300 – un design RISC-V simile a un MCU con un core E31 Coreplex progettato per eseguire FreeRTOS. Gli sviluppatori potrebbero anche utilizzare SmartFusion 2 il SoC FPGA di Microsemi soft-core per sviluppare per l’E300.

L’HiFive1 è stato seguito lo scorso maggio da una scheda Arduino Cinque basata su HiFive1, sviluppata congiuntamente da SiFive e Arduino. L’aggiunta chiave è stato un SoC Espressif ESP32 che fornisce WiFi e Bluetooth.

SiFive e Microsemi non sono gli unici fornitori che investono in RISC-V. Anche Andes, BluespecCodasip e Cortus vendono IP core RISC-V che possono essere utilizzati per sviluppare SoC di tipo MCU. (SiFive vende anche IP oltre a silicio e servizi di sviluppo.) Come Microsemi, Rumble e Development e VectorBlox offrono core soft che funzionano su FPGA.

Secondo una recente sintesi degli sviluppi di RISC-V pubblicati su Electronic Design da Ted Marena di Microsemi, vicepresidente del comitato di marketing RISC-V della RISC-V Foundation, anche il supporto del software sta evolvendo. Nel regno di Linux, il supporto RISC-V è stato aggiunto alle toolchain GNU/GCC e GNU/GDB lo scorso maggio. Inoltre, scrive Marena, “sono supportate diverse versioni di Linux, incluso Yocto”, basate su Linux 4.6. Il supporto a RISC-V sembra essere diretto a una inclusione nel kernel 4.14, che “significa che RISC-V sarà presto una delle piattaforme principali in Linux”.

La pagina di HiFive Unleashed Crowd Supply non ha molto da dire sul software oltre a notare la compatibilità con Linux, e SiFive non ha risposto alle nostre richieste per maggiori dettagli. Tuttavia, quando è stato annunciato il SoC U540, SiFive ha affermato che il SoC sarebbe supportato da “un ricco SDK con software dimostrativo e una toolchain binaria facile da installare.” Strumenti standard di sviluppo e debug come OpenOCD, GDB e un IDE Eclipse , si diceva anche che fosse nei lavori.

Le domande sulle prestazioni dovrebbero essere parzialmente risolte quando l’HiFive Unleashed apparirà questa primavera. Secondo una  storia di EETimes pubblicata in ottobre, il core U54 “single issue” dovrebbe uguagliare le prestazioni del Cortex-A53 “dual issue”. Marena, tuttavia, afferma che “la modularità del progetto ISA RISC-V consente di essere più efficienti degli ISA legacy come x86 o ARM”.

In concomitanza con l’evento Embedded Linux Conference + OpenIoT che si terrà a Portland, Oregon, dal 12 al 14 marzo, SiFive ospiterà il primo hackathon per HiFive Unleashed. Gli sviluppatori SiFive registrati potranno partecipare all’evento di Portland per provare l’SBC. (Maggiori informazioni possono essere trovate sulla pagina del prodotto HiFive Unleashed). La conferenza ELC comprende una presentazione di Khem Raj di Comcast chiamata OpenEmbedded Yocto su RISC-V – New Kid on the Block.

fonte: https://www.linux.com/blog/event/elc-open-iot/2018/2/first-linux-based-risc-v-board-prepares-take

Disponibile Unity 7.4.5: ecco tutte le novità

By Matteo Gatti

unity 7.4.5

 

Canonical ha rilasciato un grosso aggiornamento che porta sui nostri pc Unity 7.4.5!

Per calmare subito le aspettative vi dico subito che Unity 7.4.5 è un aggiornamento importante ma non tanto per le nuove funzionalità quanto per il lavoro di bug fixing che c’è dietro.

Le novità possono essere sommariamente riassunte in quattro punti:

  • Correzione di bug e migliorie delle performance;
  • HIDPI fixes;
  • Corretto un bug riguardante la lock screen;
  • Migliorata la low graphics mode.

Una Low Graphics Mode tutta nuova in Unity 7.4.5

Unity offre questa modalità da qualche anno. Se abilitata vengono disabilitate le animazioni, il blur etc.

Con questo aggiornamento cambia il modo di abilitare la low graphics mode. Al posto di usare il CompizConfig Settings Manager (CCSM) dovrete agire come segue:

Aprite il terminale e date il seguente comando

  • gsettings set com.canonical.Unity lowgfx true

Questo andrà ad abilitare Unity 7.4.5.

Per disabilitarlo invece dovete dare il seguente comando:

  • gsettings set com.canonical.Unity lowgfx false

Installazione

Unity 7.4.5 è disponibile solo su Ubuntu 16.04 LTS (Xenial Xerus). L’aggiornamento è disponibile attraverso i soliti canali. Aprite il ‘Software Updater’ e cliccate su ‘Check for Updates’ dopodichè installate tutti gli aggiornamenti disponibili.

Per ulteriori dettagli potete consultare il changelog completo qui.

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Canonical vuole i dati degli utenti per migliorare Ubuntu

By Matteo Gatti

ubuntu

 

Canonical needs your data… per migliorare Ubuntu.

Will Cooke ha annunciato che l’azienda vuole implementare un meccanismo per salvare i dati degli utenti. L’obiettivo dichiarato è quello di andare a migliorare gli aspetti di Ubuntu ai quali gli utenti tengono di più.

Il team di sviluppo vuole migliorare l’esperienza utente e per farlo deve sapere che pc usano gli utenti (CPU, RAM, GPU, disco di sistema, vendor), le configurazioni di sistema, il flavor usato e la versione… insomma, un po’ di tutto.

In aggiunta, l’azienda vuole conoscere la vostra posizione, pur promettendo di non salvare gli indirizzi IP degli utenti.

Canonical vuole i dati degli utenti per migliorare Ubuntu

Le altre informazioni che Canonical medita di salvare riguardano il tempo di installazione, il disk-layout e i programmi che installate (third party software).

Vogliamo che i nostri ingegneri si focalizzino su ciò che serve agli utenti. Pertanto ci servono diverse informazioni circa le configurazioni dei pc degli utenti e il modo in cui essi usano Ubuntu” queste le parole di Cooke, direttore della sezione Ubuntu desktop.

Canonical vuole implementare la cosa nell’installer attraverso una checkbox del tipo “Send diagnostics information to help improve Ubuntu“, che sarà abilitata di default. Sarà comunque possibile disabilitare quest’opzione al momento dell’installazione.

Canonical ha sottolineato che questi dati saranno spediti spediti ai server in modo sicuro (via HTTPS). Gli utenti avranno la facoltà di accedere ai dati salvati dall’azienda e ispezionarne il contenuto.

La compagnia aggiornerà la privacy-policy già a partire da Ubuntu 18.04 LTS (Bionic Beaver) che arriverà il prossimo April 26, 2018. Per ulteriori dettagli vi rimando all’annuncio ufficiale.

Cosa ne pensate?

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FuntooLinux.

By noreply@blogger.com (Ubuntu Software Libero)

Questa distribuzione e nata nel 2008 è stata creata da Daniel Robbins.

All’inizio del 2008, il fondatore di Gentoo Daniel Robbins aveva proposto di cercare di risolvere i problemi della Fondazione Gentoo.

Ma per lui purtroppo aveva lasciato tutto il progetto nel 2004, e le sue proposte che aveva esposto furono rifiutate.

Il progetto Funtoo, sopratutto il sistema operativo Funtoo Linux sono nati come una grande iniziativa di implementare la sua visione del sistema Gentoo.

Ecco qua il link di come installarlo: FuntooLinux

FuntooLinux

Per saperne di più su Linux=https://www.facebook.com/groups/416785168484322/

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Nicola Barboni