Ubuntu 16.04.4 Xenial Xerus arriverà il primo Marzo

By Matteo Gatti

ubuntu 16.04.4

La quarta maintenace update di Xenial Xerus, Ubuntu 16.04.4 arriverà il 1° Marzo.

Come sapete se avete seguito LFFL di recente Canonical ha posticipato la quarta point release di Xenial Xerus, la quale sarebbe dovuta uscire il 15 Febbraio.

Il motivo è presto detto: Canonical vuole rilasciare la point release solo quando saranno pronti i fix per le vulnerabilità Meltdown e Spectre, e due vulnerabilità scoperte dai ricercatori di Google Project Zero. Un attacco che sfrutti un exploit di Meltdown consente ad un programma di accedere alla memoria (ovvero ai dati) di altri programmi e/o del sistema operativo stesso. Spectre ha conseguenze simili, ma metodologie diverse. E’ anch’esso in grado di ingannare altre applicazioni, anche (e soprattutto) quelle prive di errori o bug, per poter accedere ai loro dati.

Ubuntu 16.04.4 Xenial Xerus arriverà il primo Marzo

Lukasz Zemczak recentemente ha comunicato la nuova data del rilascio di questa quarta maintenance release, che, salvo imprevisti, dovrebbe essere il 1° Marzo

Le cose stanno andando per il verso giusto, abbiamo fissato Giovedì 1 Marzo come data per il rilascio. Contiamo di avere preparato tutti i fix di sicurezza necessari entro quella data” queste le parole di Zemczak nel consueto annuncio.

Ubuntu 16.04.4 LTS sarà la quarta di cinque point release e, in quanto versione LTS, sarà supportato fino al 21 Aprile 2021.

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Skype for Linux 8.15 su Debian Stretch

By edmond

Skype for Linux 8.15 su Debian Stretch Per installare Skype for Linux su Debian si possono utilizzare due modi: $ sudo apt install snapd $ sudo snap install skype –classic $ sudo reboot oppure: $ wget https://go.skype.com/skypeforlinux-64.deb $ sudo dpkg -i skypeforlinux-64.deb Skype for Linux 8.15 su Debian Stretch enjoy 😉

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Se non offre l’aperitivo non è quello giusto: forma di sessismo al femminile?

By Simone Aliprandi

Si parla spesso di sessismo e di poca sensibilità sulle questioni di genere, quasi sempre come se fosse un problema maschile. Probabilmente lo è; ma forse è un problema anche culturale ben più radicato che permea la nostra società contemporanea e poi viene passato ai giovani uomini quanto alle giovani donne, manifestando i suoi effetti anche in forme più sottili e indirette.
Delle forme di sessismo di cui sono vittime le donne costantemente si è scritto molto e quindi evito di tornarci. E devo ammettere che a volte ho visto degli eccessi e delle storture non irrilevanti, che portano poi ad un livello di paranoia per cui si chiama “sessismo” anche ciò che con la sfera sessuale e con le differenze tra sessi non ha alcun collegamento. Ma appunto non voglio parlare di questo; magari mi riservo di farlo in un altro post.

Qui vorrei parlare d’altro, di una forma di sessismo più che altro femminile, che rappresenta a mio avviso un sintomo di arretratezza culturale mostruosa: mi riferisco alla discriminazione del “maschio” sulla base della sua – diciamo – agilità a mettere mano al portafogli (tra l’altro non per le spese importanti come comprare casa, fare investimenti per l’attività professionale, pagare per il mantenimento dei figli; bensì per le spese minori, quelle di intrattenimento: aperitivi, cene, regalini).
Ovvio che la maggioranza delle donne non è così (diciamolo prima che mi arrivi la classica accusa di qualunquista “generalizzatore”); ma capita non così raramente di scontrarsi con certi ragionamenti e atteggiamenti.

L’altro giorno sui social media ho visto girare uno screenshot divertente sul tema (eccolo qui sotto).

Davvero epico il commento del padre… a cui per altro avrei aggiunto anche un “vai a studiare la grammatica!” così magari non avremmo visto quell’apostrofo di troppo (“un’aperitivo”).
Non so se sia un post reale oppure un fake realizzato ad arte. Tuttavia, indipendentemente da quello, il suo contenuto mi ha scatenato una serie di riflessioni che volevo condividere sperando che generino un confronto costruttivo (NB: ecco perché chiedo a fanatici/e e a paranoici/e di astenersi).

L’argomento dell’aperitivo non offerto come discrimine per scegliere il proprio partner è solo uno dei vari esempi che potrei riportare. Ogni tanto in palestra o sul treno origlio a discorsi tra donne (si noti, donne di tutte le età: dall’adolescente alla quarantenne single) in cui spesso sento emergere l’elemento del “portafoglio” come discriminante. “Che macchina ha? In che ristorante ti ha portato? Che cosa ti ha regalato?”. In quei discorsi non emergono mai valutazioni sulla persona, su come si è comportata, sui discorsi che ha fatto, sui valori che ha mostrato di avere. Già quello mi lascia non poco perplesso.
Mi viene quindi da pensare che quell’argomento sia davvero fondamentale e discriminante per molte donne e che probabilmente da “povero maschio limitato” io non riesca a coglierne il vero senso. Cerco online qualche articolo a riguardo e ne trovo uno abbastanza ben fatto: si tratta di un’intervista sottoposta dal sito d.repubblica.it alla psicoterapeuta e sessuologa Maria Claudia Biscione a commento di uno studio della Northwestern University uscito nel 2016. Si legge:

“In un’epoca in cui si rivendica la parità dei sessi, quanto conta per una donna il potere economico di un uomo? “Direi che ha lo stesso fascino che per un uomo può avere in una donna la bellezza. Quest’ultima, come i soldi, richiama inevitabilmente a un senso di potere, di gratificazione, di appagamento. Alcuni studi evidenziano che nonostante l’ottenuta emancipazione femminile, specie all’inizio di una relazione, le donne fanno ancora molto caso ai comportamenti maschili relativi al denaro: offrire la cena, fare regali, … Questo aspetto, che può essere criticato e percepito come un’incoerenza rispetto alla voluta parità sessuale, va letto in maniera diversa: il gesto viene apprezzato non perché dimostra che lui ha soldi da spendere, ma che è attento e galante durante il corteggiamento”.» [leggi fonte originale]

Mi è chiaro che questo tipo di atteggiamenti abbiano una radice antropologica molto risalente, legata alla facoltà del maschio di garantire stabilità al nucleo familiare e quindi di dare maggiori garanzie sulla continuità della progenie. Forse proprio per questo non bastano alcuni decenni di emancipazione a modificarli. O forse, a ben vedere, questa emancipazione è stata solo parziale e fittizia.

Poi però penso che se da un lato il galateo del corteggiamento suggerisce in effetti che sia l’uomo a offrire l’aperitivo o la cena, quantomeno per le prime uscite, dall’altro lato non so quanto quell’argomento possa risultare così determinante anche nella società di oggi che ha ormai rimescolato e livellato i ruoli. Oppure la parità tra i sessi è un valore solo quando è la donna a uscirne valorizzata? Inoltre mi chiedo: nelle relazioni omosessuali che “regola di galateo” si applica? Io non sono pratico, ma immagino che anche gay e lesbiche si pongano il problema durante la fase del corteggiamento. Lancio tali quesiti confidando davvero che qualcuno dei miei lettori voglia commentare, aggiungendo informazioni e punti di vista.

Ma essendo questo un blog personale lasciate che in conclusione vi dia il mio personalissimo (e in quanto tale limitatissimo) punto di vista.
Io sono il primo a voler “offrire” quando esco con una donna, specie se io sto rivestendo il ruolo di corteggiante (mi è capitato – pur in occasioni più uniche che rare – di rivestire il ruolo di corteggiato e in effetti lì la situazione è stata differente). Ciò nonostante è per me fondamentale che la donna faccia almeno il gesto; che mostri almeno di voler pagare la sua parte; in modo che io possa cortesemente declinare e pagare per entrambi. La mancanza del gesto è una cosa che mi rattrista molto e mi fa sorgere numerosi dubbi sull’autenticità della relazione che si sta creando.

Mi è capitato una volta che, finita la cena al ristorante e avviandomi con la “corteggiata” alla cassa che stava vicino all’uscita, lei sia andata direttamente all’uscita per aspettarmi fuori. Mi è capitato anche di frequentare per qualche mese una persona che aveva dichiarato esplicitamente e serenamente che per lei era inconcepibile che la donna dovesse pagare la sua parte, perché è l’uomo che deve provvedere a queste cose (anche quando le cene erano proposte e organizzate da lei, anche quando il rapporto si era stabilizzato e si era usciti dalla classica fase iniziale del corteggiamento).
Vi lascio immaginare come possono essere finite queste due “pseudo-relazioni” (dato che non considero vera relazione un rapporto che manca di una base di rispetto reciproco) e il senso di nausea che provo ancora adesso quando ripenso a quegli episodi.

La soluzione è ovviamente molto semplice: liquidare questi personaggi al primo primissimo segnale, e possibilmente trovare dei filtri umani e sociali che permettano di non farli nemmeno avvicinare. Ma come sappiamo a volte le persone hanno bisogno di un po’ di tempo per manifestare la loro reale natura.

La prima scheda RISC-V basata su Linux si prepara al decollo

Batti il ​​cinque

SiFive ha lanciato l’SBC HiFive Unleashed, un SoC del processore RISC-V basato su Linux. (Immagine per gentile concessione: SiFive)

Sono passati 2 anni da quando l’architettura open source RISC-V  è emersa dai laboratori informatici di UC Berkeley e altrove e ha iniziato a comparire in implementazioni soft-core progettate per FPGA e oltre un anno dall’arrivo del primo silicio commerciale. Finora, l’attenzione si è concentrata principalmente sui processori MCU, ma lo scorso ottobre SiFive ha annunciato il primo SoC (System on Chip) RISC-V basato su Linux con Freedom U540 quad-core a 64 bit (AKA U54-MC Coreplex). Qualche giorno fa al FOSDEM, SiFive ha aperto le pre-vendite per una Single-board computer (SBC) open source “HiFive Unleash” che mostra l’U540.

L’HiFive Unleashed è disponibile su Crowd Supply a $999, con spedizioni in scadenza il 30 giugno. Il SoC U540 fabbricato a 28 nm che governa l’SBC non è solo il primo processore RISC-V multi-core pronto per Linux ma è il primo a fornire la coerenza della cache. Oltre ai 4 core presenti nella CPU U5 RV64GC da 1,5 GHz, il SoC include un core di gestione E51 RV64IMAC con supporto per memoria virtuale Sv39.

Ciascun core della CPU fornisce una pipeline in cinque passi, 32 KB per istruzioni e cache di dati L1, oltre a una cache L2 condivisa e coerente da 2 MB. Poiché sia L1 che L2 possono essere configurate in SRAM deterministiche ad alta velocità, il SoC può essere utilizzato per applicazioni in tempo reale.

Quello che non troverai è una GPU o VPU. Tuttavia, terze parti sono incoraggiate ad integrarle. Gli sviluppatori di chips possono usare un bus di interfaccia TileLink open source per creare periferiche IP. La struttura scalabile coerente della cache del bus TileLink è inoltre abilitata con adattatori bridge verso protocolli bus legacy come AXI4, AHB-Lite e APB.

La scheda aperta HiFive Unleashed integra un SoC U540, 8 GB di RAM DDR4 e un quad-SPI flash da 32 MB. Le uniche altre caratteristiche principali includono uno slot microSD, una porta Gigabit Ethernet e un connettore FMC per l’espansione futura. Un rappresentante SiFive ha confermato a Linux.com che la scheda sarà hardware open source, con schemi e file di layout liberamente disponibili.

Il set di funzionalità potrebbe essere abbastanza limitato per $ 999, ma si sta davvero pagando per un SoC non convenzionale e una possibilità di ottenere un vantaggio su ciò che potrebbe potenzialmente diventare una nuova e importante piattaforma di elaborazione.

RISC-V appare e presto salterà alla ribalta

È troppo presto per dire se RISC-V potrà mai competere con ARM o x86, per non parlare della portata di architetture sbiadite come MIPS e PowerPC. Finora, tuttavia, c’è stata una sorprendente volontà da parte dei principali produttori di computer e di semiconduttori di sperimentare con il nuovo ISA (Instruction Set Architecture). I membri di RISC-V Foundation Platinum includono nomi pesanti come Draper, Google, Hewlett Packard Enterprise, IBM, Microsemi, Oracle, Microsoft, Nvidia e Qualcomm.

L’interesse diffuso è in parte dovuto al fatto che RISC-V ha una licenza libera e permissiva che consente a terzi di utilizzare l’ISA per sviluppare implementazioni proprietarie. L’aspettativa, tuttavia, è che la maggior parte dei SoC RISC-V seguiranno i primi protagonisti del settore nel fornire implementazioni open source.

La tempistica di RISC-V sembra essere corretta, poiché la crescente accettazione di software e hardware open source porta logicamente a un desiderio di apertura del processore. I design opachi dei chip spesso creano ostacoli e punti ciechi, non solo per i progetti open source, ma anche per i fornitori di semiconduttori. In teoria, problemi nascosti come i problemi di sicurezza di Intel Spectre e Meltdown potrebbero essere venuti alla luce più rapidamente nel mondo open source.

C’è anche la sensazione che il dominio di due architetture a sorgente chiusa – ARM e Intel x86 – stiano limitando l’innovazione, rallentando il time-to-market e aumentando i costi. Inoltre, i sostenitori di RISC-V affermano che entrambe le piattaforme ARM e x86 sono gravate da codice legacy. Per confronto, RISC-V inizia con un’assenza di restrizioni  e con componenti moderni.

SiFive è stata fondata dagli inventori di RISC-V, tra cui Yunsup Lee, Andrew Waterman e Krste Asanovic, e si basa in parte su 2 precedenti RISC ISA open source: SPARC e OpenRISC. Nel 2014, Asanovic e il professore dell’Università di Berkeley, David Patterson, che ha coniato il termine RISC, hanno pubblicato un white paper su RISC-V e lo sviluppo è progredito rapidamente da lì.

SiFive è stato il principale player hardware RISC-V, mentre Microsemi ha aperto la strada allo sviluppo di implementazioni soft-core che possono essere eseguite su FPGA per la prototipazione. Nel novembre 2016, SiFive ha annunciato una scheda di sviluppo HiFive1 open source compatibile con Arduino per Freedom E300 – un design RISC-V simile a un MCU con un core E31 Coreplex progettato per eseguire FreeRTOS. Gli sviluppatori potrebbero anche utilizzare SmartFusion 2 il SoC FPGA di Microsemi soft-core per sviluppare per l’E300.

L’HiFive1 è stato seguito lo scorso maggio da una scheda Arduino Cinque basata su HiFive1, sviluppata congiuntamente da SiFive e Arduino. L’aggiunta chiave è stato un SoC Espressif ESP32 che fornisce WiFi e Bluetooth.

SiFive e Microsemi non sono gli unici fornitori che investono in RISC-V. Anche Andes, BluespecCodasip e Cortus vendono IP core RISC-V che possono essere utilizzati per sviluppare SoC di tipo MCU. (SiFive vende anche IP oltre a silicio e servizi di sviluppo.) Come Microsemi, Rumble e Development e VectorBlox offrono core soft che funzionano su FPGA.

Secondo una recente sintesi degli sviluppi di RISC-V pubblicati su Electronic Design da Ted Marena di Microsemi, vicepresidente del comitato di marketing RISC-V della RISC-V Foundation, anche il supporto del software sta evolvendo. Nel regno di Linux, il supporto RISC-V è stato aggiunto alle toolchain GNU/GCC e GNU/GDB lo scorso maggio. Inoltre, scrive Marena, “sono supportate diverse versioni di Linux, incluso Yocto”, basate su Linux 4.6. Il supporto a RISC-V sembra essere diretto a una inclusione nel kernel 4.14, che “significa che RISC-V sarà presto una delle piattaforme principali in Linux”.

La pagina di HiFive Unleashed Crowd Supply non ha molto da dire sul software oltre a notare la compatibilità con Linux, e SiFive non ha risposto alle nostre richieste per maggiori dettagli. Tuttavia, quando è stato annunciato il SoC U540, SiFive ha affermato che il SoC sarebbe supportato da “un ricco SDK con software dimostrativo e una toolchain binaria facile da installare.” Strumenti standard di sviluppo e debug come OpenOCD, GDB e un IDE Eclipse , si diceva anche che fosse nei lavori.

Le domande sulle prestazioni dovrebbero essere parzialmente risolte quando l’HiFive Unleashed apparirà questa primavera. Secondo una  storia di EETimes pubblicata in ottobre, il core U54 “single issue” dovrebbe uguagliare le prestazioni del Cortex-A53 “dual issue”. Marena, tuttavia, afferma che “la modularità del progetto ISA RISC-V consente di essere più efficienti degli ISA legacy come x86 o ARM”.

In concomitanza con l’evento Embedded Linux Conference + OpenIoT che si terrà a Portland, Oregon, dal 12 al 14 marzo, SiFive ospiterà il primo hackathon per HiFive Unleashed. Gli sviluppatori SiFive registrati potranno partecipare all’evento di Portland per provare l’SBC. (Maggiori informazioni possono essere trovate sulla pagina del prodotto HiFive Unleashed). La conferenza ELC comprende una presentazione di Khem Raj di Comcast chiamata OpenEmbedded Yocto su RISC-V – New Kid on the Block.

fonte: https://www.linux.com/blog/event/elc-open-iot/2018/2/first-linux-based-risc-v-board-prepares-take

Disponibile Unity 7.4.5: ecco tutte le novità

By Matteo Gatti

unity 7.4.5

 

Canonical ha rilasciato un grosso aggiornamento che porta sui nostri pc Unity 7.4.5!

Per calmare subito le aspettative vi dico subito che Unity 7.4.5 è un aggiornamento importante ma non tanto per le nuove funzionalità quanto per il lavoro di bug fixing che c’è dietro.

Le novità possono essere sommariamente riassunte in quattro punti:

  • Correzione di bug e migliorie delle performance;
  • HIDPI fixes;
  • Corretto un bug riguardante la lock screen;
  • Migliorata la low graphics mode.

Una Low Graphics Mode tutta nuova in Unity 7.4.5

Unity offre questa modalità da qualche anno. Se abilitata vengono disabilitate le animazioni, il blur etc.

Con questo aggiornamento cambia il modo di abilitare la low graphics mode. Al posto di usare il CompizConfig Settings Manager (CCSM) dovrete agire come segue:

Aprite il terminale e date il seguente comando

  • gsettings set com.canonical.Unity lowgfx true

Questo andrà ad abilitare Unity 7.4.5.

Per disabilitarlo invece dovete dare il seguente comando:

  • gsettings set com.canonical.Unity lowgfx false

Installazione

Unity 7.4.5 è disponibile solo su Ubuntu 16.04 LTS (Xenial Xerus). L’aggiornamento è disponibile attraverso i soliti canali. Aprite il ‘Software Updater’ e cliccate su ‘Check for Updates’ dopodichè installate tutti gli aggiornamenti disponibili.

Per ulteriori dettagli potete consultare il changelog completo qui.

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Ecco il carattere Indiano che manda in crash iPhone, iPad ecc!

By Salvo Cirmi (Tux1)

Arriva una notizia orribile (o stupenda, dipende dai punti di vista :P) per gli utenti iOS 11: si è scoperto un gravissimo bug che, con estrema facilità, permette di mandare in crash con OBBLIGO di RIPRISTINO COMPLETO in modalità DFU tramite iTunes del dispositivo apple.

Di cosa parliamo esattamente?

Il problema risiede nell’incapacità di iOS 11.2.5 (e anche MacOS purtroppo) di renderizzare un determinato carattere appartenente alla lingua indiana Telegu, abbastanza diffusa (in India, si intende) che una volta ricevuto banda in completo crash la Springboard (la home del sistema operativo).

Ma non finisce qui: se si forza un riavvio durante il crash della Home, senza aspettare che il crash si risolva automaticamente, si va automaticamente incontro ad un bootloop che non permette di recuperare i dati presenti all’interno dell iPhone/iPad ecc. dovendo esclusivamente procedere con un ripristino completo del dispositivo tramite modalità DFU su PC.

Il carattere sarebbe?

Ecco il carattere indiano che manda in crash iPhone, iPad e tutti i dispositivi con iOS. Ve lo mostro sia in immagine che in forma scritta (in maniera da poterlo mandare ai vostri amici stretti per fare qualche scherzetto).

in forma scritta:

జ్ఞ‌ా

non dovete far altro che inviarlo.

Come risolvere il problema del crash

Prima che mandiate a quel paese il vostro iPhone, ci sarebbe qualche soluzione.

  • Provate a farvi chiamare su WhatsApp da un amico (se il messaggio è su whatsapp);
  • provate a disinstallare l’app contenente il messaggio con il carattere “malevolo”.
  • Beh, ripristino in DFU con iTunes. Se avete un backup siete apposto, in caso contrario, addio foto, video, musica ecc.

Ricordatevi in ogni caso di NON RIAVVIARE il telefono se vi è arrivato questo carattere e l’applicazione in proposito si è bloccata, o il dispositivo andrà in blocco.

*GUIDA*: Governor e Scheduler Android spiegati!

By Salvo Cirmi (Tux1)

Molti di noi, me compreso, dopo l’inserimento di una piacente ROM Android ed un po’ di sano modding, andiamo a toccare parametri come Scheduler e Governor sulle principali app per fare modifiche sul telefono.

Ma di cosa parliamo in realtà? Ve lo siete mai chiesto? Vorrei spiegarvi nel dettaglio cosa sono Scheduler e Governor e le differenze tra questi. Spero la guida possa tornarvi utile come riferimento futuro quando dovrete impostare tali parametri o semplicemente cambiarli tra loro durante il modding. Ma partiamo dalle basi.

Governor: cos’è e vari tipi!

Il Governor, della CPU si intende qui, è un algoritmo che comanda alla processore come deve comportarsi. Se deve reagire velocemente su un applicazione o un input, aumentando velocemente la frequenza in mHz dei core, o se prendersela comoda.

ONDEMAND: Governor di default. Grazie ai suoi settaggi bilanciati riesce ad offrire un buon compromesso fra batteria e prestazioni. Non ha però un profilo di sospensione e ha qualche mancanza in prestazioni negli smartphones.

ONDEMAND-X: Uguale ad ONDEMAND ma con una gestione dei consumi leggermente migliore.

INTELLIDEMAND: Basato su Ondemand e reso più intelligente , questo governor si comporta in modo diverso in base all’utilizzo della CPU/GPU, quando CPU/GPU è molto occupato (giochi, mappe, ect..) si comporta come ondemand, (schermo spento frequenza minima) quando non esiste richiesta di CPU/GPU scende con una frequenza per secondo sulle scale disponibili, aiutando quindi la batteria.

LAZY: Simile a Ondemand, quello che dovrebbe fare è eliminare l’instabilità causata dalla veloce salita frequenza della CPU.

CONSERVATIVE: E’ più lento a raggiungere il 100% rispetto a Ondemand. Per esempio quando si accende il telefono Ondemand alza la frequenza fino al massimo ad una velocità X. Conservative lo fa ad una velocità x/2. Più velocemente si raggiunge il 100% più batteria si consuma quindi Conservative è peggiore come prestazioni ma migliore come consumi.

LIONHEART: Lionheart è basato su Conservative ma molto modificato, pregi grande reattività , prestazioni, scorrevolezza. Durata della batteria particolarmente critica..

LIONHEARTX: come Lionheart, però i parametri di sospensione sono quello di Smartass.

USERSPACE: Permette di impostare manualmente le frequenze. Non è molto usato.

Un test di frequenze con diversi governor.

POWERSAVE: Il contrario di Performance, frequenze al minimo sempre. Potrebbe tornare utile magari durante la notte se non lo spegnete.

PERFORMANCE: Il contrario di Powersave. Imposta la frequenza minima come quella massima quindi il telefono è sempre al 100%. Questo Governor è di solito usato con i profili di*SetCPU*quando il telefono è sotto carica o collegato al PC. Ovviamente non può essere usato come Governor di default.

MIN.MAX: Questo governor fa uso di solo frequenza minima e massima in base al carico di lavoro. Non viene quindi utilizzata nessuna frequenza intermedia.

INTERACTIVE: Mentre Conservative è più lento di Ondemand, Interactive è più veloce. Il raggiungimento del 100% sarà più veloce quindi il telefono risulterà più pronto e veloce; la batteria consumerà un pò di più. Questo Governor è stato il più popolare dell’ultimo anno.

INTERACTIVE-X: Invece di usare*SetCPU*per bloccare la frequenza al minimo quando il telefono è in standby, questo Governor lo fà automaticamente in modo più pulito ed efficiente, con una gestione del ramping (aumentare fino al 100%) migliore. Praticamente come l’Interactive ma con una migliore batteria.

SMARTASS: E’ basato su Interactive con alcune modifiche. Anche questo Governor porta la frequenza al minima a telefono in standby. E’ diventato molto popolare nell’ultimo periodo.

SMARTASSV2: E’ l’evoluzione di Smartass, scelto da molti sviluppatori, il suo funzionamento e quello di avere una frequenza ideale. Scala le frequenze alte in modo più aggressivo e scende più dolcemente le frequenze, utilizzando diverse scale tra schermo acceso e spento. Diciamo il favorito per un equilibrio tra prestazioni e batteria.

SMOOTHASS: Come Smartass ma molto più aggressivo.

BRAZILIANWAX: Simile a SmartassV2 e Smoothass. Prestazioni più alte e quindi durata minore della batteria.

SavagedZen: Governor basato su Smartass con modifiche per migliorare sia i consumi che le prestazioni. Molto bilanciato.

MinMax: Un adattamento del Conservative, probabilmente quello con la miglior performance di tutti. L’utilizzo della batteria è maggiore rispetto allo Smartass ma a vantaggio di una maggior velocità del sistema.

SCARY: Basato sul Conservative che ha un Ramping più lento di Ondemand ma prende alcune parti dallo Smartass che ha un ramping molto veloce.

PEGASUS: È un governor multicore basato su ondemand. Cerca di far eseguire più processi “contemporaneamente” che risultano attivi in un array ed ai quali vengono fornite priorità al fine di dare le giuste risorse ad ogni processo.

HOTPLUG e HOTPLUG X: Il governor hotplug è basato su ondemand con la differenza che i core della cpu vanno offline quando non usati producendo risparmio di batteria. L’hotplug x è invece ottimizzato per ridurre i
consumi a schermo spento.

LAGFREE: Lagfree è simile a Ondemand, la differenza è una ottimizzazione più favorevole alla batteria. La salita e discesa delle frequenze è lineare, tuttavia pero se abbiamo necessita di aumento veloce della CPU non ci aiuta a soddisfare le nostre esigenze, tipo giochi, video.

WHEATLEY: Basato su ondemand, regola il tempo per scalare o aumentare la frequenza in maniera intalligente ed in base alla potenza richiesta dalle operazioni connettendo quindi prestazioni ed autonomia. Ovviamente è solo per i dispositivi multicore.

NIGHTMARE E DARKNESS: Il nightmare è un governor disponibile per un particolare tipo di kernel, il Dorimax, quindi non disponibile per tutti i devices. È il risultato di settaggi molto particolari dei processi di sleep/awake e della frequenza della cpu che rendono il device fluido ma allo stesso tempo non pregiudica la durata della batteria, aumentandola. Il darkness è una versione logicamente semplificata del nightmare.

ZZMOVE: Governor ottimizzato per bassi consumi a schermo spento, con particolare attenzione alla limitazione dei consumi delle applicazioni in background a schermo spento come ad esempio ascoltare musica. Possiede tre impostazioni: battery saver, balanced e performance. Inoltre per un boost di prestazioni esiste anche il governor zzmove optimized. Naturalmente non esiste un governor migliore degli altri ma esiste solo quello migliore per se stessi. Tuttavia il più bilanciato e gettonato in questo ultimo periodo risulta l’interactive-x, il quale bilancia perfettamente prestazioni ed autonomia.

Scheduler: cos’è e vari tipi!

Così come il Governor CPU è un algoritmo che dice al processore come comportarsi, lo Scheduler è un algoritmo che dice alla memoria (o memorie, se avete anche una microSD o comunque una memoria esterna) come comportarsi, come mettere in fila o in priorità le operazioni da leggere/scrivere ecc.

Deadline: si prefigge lo scopo di garantire un termine, una scadenza a tutte le richieste in modo da evitare fenomeni indesiderati come lo “starvation” ovvero l’eterna attesa di alcune richieste che si verifica quando uno o più processi di priorità bassa vengono lasciati indefinitamente nella coda dei processi pronti, perchè vi è sempre almeno un processo pronto di priorità più alta.

V(r): la richiesta successiva viene eseguita in base alla distanza dall’ultima richiesta. In rete girano buoni pareri riguardo questo scheduler.

No-op: inserisce tutte le richieste in un’unica coda semplicemente in base al loro ordine di arrivo, raggruppando insieme quelle contigue.

SIO: è lo scheduler più semplice, non fa alcun tipo di ordinamento, si prefigge solo lo scopo di ottenere una bassa latenza, di ridurre cioè il lasso di tempo che intercorre tra l’istante in cui la richiesta è generata e quello in cui la richiesta è soddisfatta.

CFQ: ordina le richieste dei processi in code distinte per tipologia e assegna a ciascuna coda uno specifico intervallo di tempo la cui durata dipende dalla priorità assegnata ai processi. Può essere considerato l’Ondemand degli scheduler, è infatti lo scheduler più equilibrato, svolgendo il suo compito in maniera onesta. Esso risulta lo scheduler di default su cyanogenmod!

Il modding Android nella sua massima espressione artistica.

BFQ: è basato sul CFQ ma, invece degli intervalli di tempo, assegna una parte della larghezza di banda del disco a ogni processo in esecuzione in modo proporzionale.

Anticipatory: come dice il nome, ordina le richieste in base a criteri predittivi, mette cioè in pausa le richieste per un brevissimo periodo di tempo in previsione che arrivino altre richieste simili in modo da aggregarle.

ROW: letteralmente “read over write” ovvero uno scheduler*che fornisce la priorità a tutte le richieste di lettura piuttosto che scrittura. Questo scheduler è stato progettato appositamente per i dispositivi mobili ed è quello che offre una “migliore gestione dei processi” ed influisce molto positivamente sulla durata della batteria. Spesso usato per le microSD (in quanto solitamente contengono dati che non hanno bisogno di essere eseguiti sempre, ad esempio non sempre hanno le app o processi di sistema).

Posso modificare manualmente Governor e Scheduler?

Certo che si, ma fatemi specificare. I TIPI di Governor e Scheduler presenti non possono essere modificati, ovvero se su una ROM avete 5 Governor/Scheduler disponibili, potete cambiare solo tra questi 5 e modificare singoli parametri di questi, ma non potrete aggiungerne altri, in quanto Governor e Scheduler sono inseriti direttamente nel Kernel di Android e quindi, a meno che non modifichiate quello, non potrete certo dire al telefono “guarda, aggiungimi altri 5 algoritmi” al volo.

Per modificare Governor e Scheduler, utilizzate applicazioni come Kernel Auditor, CPU Tuner, No Frills CPU e molte altre che trovate sul Google Play Store.

Li hai elencati tutti?

Purtroppo no. Esistono molti altri governor e scheduler, che troverete nelle varie ROM Android a discrezione degli sviluppatori. Non posso elencarne altri perché, onestamente, non ne conosco altri.

C’è da dire che potete comunque effettuare le vostre personalissime personalizzazioni a governor e scheduler andando appunto a modificare i vari parametri tramite i programmini elencati sopra. Alla prossima!

LibreOffice 6.0: quasi un milione di download in sole due settimane

By Matteo Gatti

libreoffice 6.0

LibreOffice 6.0 batte ogni record e fa registrare 1 milione di download in 14 giorni.

Lo scorso 31 Gennaio la TDF ha rilasciato LibreOffice 6.0. La nuova versione della suite open source aggiunge un gran numero di nuove e importanti funzionalità sia al motore che ai singoli moduli (Writer, Calc e Impress/Draw), con l’obiettivo di offrire agli utenti il meglio in termini di produttività individuale.

Ho dedicato un lungo e corposo articolo a LibreOffice 6.0 e a tutte le novità introdotte dagli sviluppatori, lo trovate qui.

Gli utenti hanno risposto con entusiasmo all’arrivo di questa nuova release. Entusiasmo che si è tradotto in numeri molto importanti, quasi 1 milione di download in 14 giorni.

LibreOffice 6.0: quasi un milione di download in sole due settimane

Le statistiche, condivise dalla TDF rivelano che l’app ha ricevuto 969’108 download dal rilascio, avvenuto il 31 Gennaio.

I download inoltre riguardano solo la versione 6.0 e non conteggiano le versioni meno recenti (come, ad esempio, LibreOffice 5.4.4).

Gli altri numeri condivisi dalla The Document Foundation riguardo le ultime due settimane:

  • 661,539 visite sul sito;
  • 252,495 visite agli annunci sul blog;
  • 3,500 donazioni dal giorno del rilascio;
  • 80,516 visualizzazioni del video di LibreOffice 6.0.

Attualmente la versione più recente è LibreOffice 6.0.1, la prima point release è già stata rilasciata pochi giorni fa.

Installazione

Per l’installazione su Ubuntu è possibile usare il PPA ufficiale. Funziona su Ubuntu ma anche su Mint e sulle principali distribuzioni Ubuntu-based.

Aprite il terminale e date i seguenti comandi:

  • sudo add-apt-repository ppa:libreoffice/ppa

In seguito date:

  • sudo apt update
  • sudo apt install libreoffice

Se non l’avete ancora provato cosa state aspettando?

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L’articolo LibreOffice 6.0: quasi un milione di download in sole due settimane sembra essere il primo su Lffl.org.

Canonical vuole i dati degli utenti per migliorare Ubuntu

By Matteo Gatti

ubuntu

 

Canonical needs your data… per migliorare Ubuntu.

Will Cooke ha annunciato che l’azienda vuole implementare un meccanismo per salvare i dati degli utenti. L’obiettivo dichiarato è quello di andare a migliorare gli aspetti di Ubuntu ai quali gli utenti tengono di più.

Il team di sviluppo vuole migliorare l’esperienza utente e per farlo deve sapere che pc usano gli utenti (CPU, RAM, GPU, disco di sistema, vendor), le configurazioni di sistema, il flavor usato e la versione… insomma, un po’ di tutto.

In aggiunta, l’azienda vuole conoscere la vostra posizione, pur promettendo di non salvare gli indirizzi IP degli utenti.

Canonical vuole i dati degli utenti per migliorare Ubuntu

Le altre informazioni che Canonical medita di salvare riguardano il tempo di installazione, il disk-layout e i programmi che installate (third party software).

Vogliamo che i nostri ingegneri si focalizzino su ciò che serve agli utenti. Pertanto ci servono diverse informazioni circa le configurazioni dei pc degli utenti e il modo in cui essi usano Ubuntu” queste le parole di Cooke, direttore della sezione Ubuntu desktop.

Canonical vuole implementare la cosa nell’installer attraverso una checkbox del tipo “Send diagnostics information to help improve Ubuntu“, che sarà abilitata di default. Sarà comunque possibile disabilitare quest’opzione al momento dell’installazione.

Canonical ha sottolineato che questi dati saranno spediti spediti ai server in modo sicuro (via HTTPS). Gli utenti avranno la facoltà di accedere ai dati salvati dall’azienda e ispezionarne il contenuto.

La compagnia aggiornerà la privacy-policy già a partire da Ubuntu 18.04 LTS (Bionic Beaver) che arriverà il prossimo April 26, 2018. Per ulteriori dettagli vi rimando all’annuncio ufficiale.

Cosa ne pensate?

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FuntooLinux.

By noreply@blogger.com (Ubuntu Software Libero)

Questa distribuzione e nata nel 2008 è stata creata da Daniel Robbins.

All’inizio del 2008, il fondatore di Gentoo Daniel Robbins aveva proposto di cercare di risolvere i problemi della Fondazione Gentoo.

Ma per lui purtroppo aveva lasciato tutto il progetto nel 2004, e le sue proposte che aveva esposto furono rifiutate.

Il progetto Funtoo, sopratutto il sistema operativo Funtoo Linux sono nati come una grande iniziativa di implementare la sua visione del sistema Gentoo.

Ecco qua il link di come installarlo: FuntooLinux

FuntooLinux

Per saperne di più su Linux=https://www.facebook.com/groups/416785168484322/

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Nicola Barboni