Disponibile FreeOffice 2018, con supporto completo ai file Microsoft Office

By Matteo Gatti

freeoffice 2018

SoftMaker FreeOffice 2018 è ufficialmente disponibile per il download per Windows e Linux.

Sviluppato da una software-house tedesca, SoftMaker, l’office suite è sia free to download che free to use — pertanto se siete alla ricerca di un’alternativa a Microsoft Office su Linux non potete non provarla.

SoftMaker FreeOffice 2018

Questa release, pur essendo una versione gratuita di SoftMaker Office, offre tutte le funzionalità principali necessarie per svolgere compiti di ordinaria amministrazione. In realtà non è nemmeno chiarissima la differenza tra la versione gratuita e quella a pagamento. Entrambe mettono a disposizione le medesime app, entrambe permettono di scegliere tra la Microsoft Ribbon UI e la menu bar tradizionale ed entrambe vantano un “supporto completo” per i file Microsoft Office, il che significa che è possibile aprirli, modificarli e salvarli.

Sono supportate sia le versioni più recenti di Office che quelle ormai superate. Ovviamente non manda il supporto a .ODF, formato usato in LibreOffice. Presente la possibilità di esportare in .PDF e EPUB.

Dal nostro punto di vista la nuova interfaccia e la migliorata compatibilità con Microsoft Office rendono FreeOffice 2018 un must-have. Se state cercando un prodotto gratuito FreeOffice è il meglio sulla piazza“, queste le parole di Martin Kotulla, CEO di SoftMaker.

Download FreeOffice 2018

FreeOffice, come detto, può essere scaricato gratuitamente a patto di fornire un indirizzo e-mail valido. Per ulteriori dettagli vi rimando al sito ufficiale.

Download FreeOffice 2018

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Linux riceve pieno supporto ad AMD Zen: ecco il CPU Microcode!

By Salvo Cirmi (Tux1)

Così come Intel, anche AMD ha deciso di fare un passo avanti sul pinguino: arriva quindi il pieno supporto alle nuove CPU di casa AMD, la diciassettesima edizione dei propri processori, gli Zen, grazie al rilascio del CPU microcode.

In realtà, il microcode (una serie di istruzioni che dovrebbero migliorare il supporto alle tecnologie del processore e le prestazioni dello stesso) era già stato rilasciato da AMD, ma non integrato sul Kernel Linux (com’è avvenuto oggi).

Vi ricordo che AMD ha già rilasciato in passato il microcode Ryzen/EPIC ma non era disponibile in via ufficiale e non sul Kernel Linux. Come se non bastasse, ha anche aggiornato il CPU Microcode per le CPU Bulldozer.

Gli ultimi microcode sono disponibili a questo indirizzo su Git e dovrebbero comparire presto sulla maggior parte delle distribuzioni Linux col kernel più recente!

Lubuntu 18.10: disponibili le prime builds con LXQt

By Matteo Gatti

Lubuntu 18.10

Vi avevamo già ragguagliato circa le notizie sul matrimonio LubuntuLXQt. Matrimonio ormai rimandato da troppo tempo ma che ora è finalmente ufficiale. Il team di sviluppo attraverso le parole di Simon Quigley ha infatti ufficializzato l’arrivo di LXQt su Lubuntu 18.10.

Sono ormai tre anni che il team di Lubuntu promette il passaggio di consegne da LXDE a LXQt… ma stavolta è la volta buona.

Perchè LXQt?

LXQt, come saprete, è un ambiente grafico per sistemi unix-like, nato dalla fusione dei progetti LXDE (nella variante LXDE-Qt) e Razor-Qt. Basato su librerie Qt, si caratterizza per i bassi requisiti di sistema e per un elevato grado di modularità. Quigley ha confermato che l’obiettivo principale degli sviluppatori è offrire agli utenti un sistema operativo in grado di funzionare anche su pc vecchi 10 anni.

La principale differenza tra LXDE e LXQt è che il primo è ancora basato su GTK+ 2 mentre LXQt è basato sul framework GTK+ 3. Ad oggi non ci sono piani per portare LXDE su GTK+ 3. LXQt è nato proprio per offrire un desktop environment con un look&feel moderno ma allo stesso tempo leggero e stabile.

Le prime release di Lubuntu 18.10 sono basate su LXQt e sono già state rilasciate, possono essere testate sia su architetture a 32-bit che a 64-bit. Per curiosità ho provato a lanciare rapidamente una daily build e sono rimasto positivamente impressionato, il sistema è fluido e senza problemi evidenti.

Il layout è semplice, un tema dark dona stile al sistema. Sul fondo dello schermo trovate un pannello che contiene tutte le informazioni utili. A bordo trovate tutti i tools e le apps più usate (LibreOffice, Thunderbird, Qtransmission, SMPlayer, MPV, Calibre e Audacious su tutte). Il file manager è PCManFM e il web browser di default è Falkon.

In ogni caso si tratta di una early build quindi non installatela sul pc che usate quotidianamente.

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Lubuntu 18.10 dice addio a LXDE: benvenuto LXQt

By Salvo Cirmi (Tux1)

Incredibile ma (purtroppo, o per fortuna??) Lubuntu 18.10 fa un cambio di rotta impressionante: Lubuntu abbandona LXDE e da il benvenuto al Desktop Environment LXQt. Assurdo eh? Ma a quanto pare è tutto vero.

Walter Lapchynski, del team di sviluppo Lubuntu, ha confermato la notizia, spiegando le motivazioni dietro la difficile scelta. Il Desktop Envionment LXDE, per quanto buono, è basato su GTK ed il suo supporto sta diminuendo sempre di più. Al contrario, LXQt, è sviluppato in Qt ed oltre ad avere un supporto di sviluppo molto avanzato, è più moderno e piacevole da vedere.

Il nuovo Lubuntu.

Due piccioni con una fava insomma.

Altre info sullo sviluppo di LXQt qui.

La Verifica a due passaggi

By Peppe Labor

Possiamo correre tanti rischi se perdiamo le credenziali di accesso ad un servizio web. Il danno potrebbe essere anche maggiore se le credenziali sono quelle della nostra email, ad esempio Gmail.
Un hacker in possesso della nostra password potrebbe accedere al nostro calendario, rubare i file salvati sul cloud, mettere mani sulle nostre foto e video, controllare lo storico dei nostri spostamenti e usare gmail per resettare la password di altri servizi.
Ma per fortuna Google ci offre la possibilità di attivare la “Verifica a due passaggi” per aggiungere un ulteriore livello di sicurezza all’unica password in modo da prevenire ogni eventuale attacco.

Ma come funziona?
In pratica questa tecnica di protezione aggiunge un secondo step per l’autenticazione quando si prova ad accedere al servizio di Google.
Dopo aver digitato la password, si dovrà inserire un codice numerico univoco che viene inviato tramite SMS o generato dall’applicazione Google Authenticator che deve essere installata su smartphone Android o iOS.
Tale codice cambia ogni minuto quindi diventa molto difficile per chi vuole rubarci l’accesso accedere alle nostre informazioni personali.
Sempre tramite la stessa applicazione di Google possiamo abilitare la verifica a due passaggi anche per accedere al social network Facebook, oppure altri servizi come Dropbox, Evernote e altri ancora. In questo modo abbiamo la possibilità di proteggere più servizi utilizzando la stessa applicazione.

Ubuntu 18.10: migliora l’integrazione con Android e il consumo della batteria

By Matteo Gatti

ubuntu 18.10 cuttlefish

 

Ubuntu 18.10, come sapete, si chiamerà Cosmic Cuttlefish ovvero la Seppia Cosmica. Gli ingegneri di Canonical sono già al lavoro sulle prime daily builds e nelle scorse ore l’Ubuntu desktop Director Will Cooke ha fornito alcuni dettagli circa le novità che dovremo attenderci in questa nuova release.

Diverse novità che saranno (quasi) certamente pronte entro la final release sono in sviluppo da tempo ma non sono state inserite in Ubuntu 18.04 che, in quanto LTS, è incentrato sulla stabilità.

Ubuntu 18.10: le novità

Gli sviluppatori hanno davanti qualche mese per raffinare gli ultimi dettagli. Le novità che saranno implementate in Cuttlefish sono molteplici.

Sarà possibile sbloccare il portatile mediante un lettore per le impronte digitali, verrà migliorata l’integrazione con l’Android-app KDE Connect.

Vi abbiamo poi parlato del nuovo installer sul quale stanno lavorando gli ing. di Canonical. Soprannominato ‘Ubiquity NG‘ (‘NG’ dovrebbe stare per next-gen) dovrebbe essere basato su tecnologie di ultima generazione quali MAAS ed Electron. Cooke ha dichiarato che difficilmente sarà pronto in soli sei mesi ma ci stanno lavorando.

Una delle novità più interessanti è certamente l’ottimizzazione del consumo della batteria grazie al tweaking di alcuni parametri a basso livello del kernel. Snap riceverà diverse migliorie a partire dal supporto per XDG Portals (presto, inoltre, dovrebbe arrivare Chromium in formato Snap).

Infine Ubuntu 18.10 beneficerà di tutte le novità che saranno implementate in GNOME 3.30 (del quale seguiremo tutto il ciclo di sviluppo). La final release di Cuttlefish è attesa per il 18 Ottobre 2018.

 

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Teamviewer su MonfyOS

By Monfy-Mate Team

teamviewer.logo.hero

TeamViewer è un programma per l’accesso remoto, che ti consente di accedere ad un altro computer e lavorare su di esso come se fosse il PC che si trova di fronte a te.

La prima cosa che dovrai fare è installare TeamViewer su entrambi i computer, il tuo e quello al quale desideri accedere. Una volta fatto, sarai in grado di controllare il computer in modo remoto.

Un’applicazione perfetta se dovrai aiutare un amico, perché ti permetterà di controllare il suo computer dal tuo.

Potrai anche gestire e controllare dall’ufficio i download sul PC di casa.

Potrai condividere il tuo computer con altri utenti, creare un account e decidere chi può accedere al computer e chi no, ecc.

Se hai sempre pensato all’accesso remoto come un qualcosa di estremamente difficile, allora prova l’applicazione TeamViewer: è estremamente facile da usare e potrai risparmiarti pagine e pagine di spiegazioni difficili da capire.

Inoltre, il programma è totalmente gratuito per l’uso privato,

per installare teamviewer su monfyOS, ubuntu e derivate, centos, fedora e altre distribuzioni GNU/Linux è sufficiente entrare in questa pagina https://www.teamviewer.com/it/download/linux/ e scaricare la versione adatta alla tua configurazione (32 o 64 Bit) effettuata l’installazione, apri il programma (su monfyOS lo trovi in “Applicazioni/Internet”) Schermata a 2018-05-18 13-03-58

chiedi l’ID dell’interlocutore, la password teamViewer e sarai nel suo Pc come se fosse il tuo…

Schermata a 2018-05-18 13-05-07

provato collegando il mio monfyOS con un Macbook-pro e… funziona perfettamente…

si può usare anche solo per trasferire file.

Buon lavoro!

Didattica senza barriere: libro di Andrea Mangiatordi (pdf integrale)

By Simone Aliprandi

Ieri era il Global Accessibility Awareness Day, cioè la giornata mondiale dedicata alla consapevolezza sul tema dell’accessibilità. Un tema affascinante di cui ho avuto modo di occuparmi solo indirettamente e che, a scanso di equivoci, ha poco a che fare con il tema dell’Open Access (di cui invece mi sono occupato molto).
Per celebrare questa ricorrenza, condivido il libro dell’amico e collega di dottorato Andrea Mangiatordi (www.mangiatordi.net) “Didattica senza barriere. Universal design, tecnologie e risorse sostenibili“, dedicato proprio al tema dell’accessibilità applicata alle tecnologie per l’apprendimento.
L’opera per volontà dell’autore è stata rilasciata sotto licenza Creative Commons (CC BY-BC-ND); ciò mi consente di condividere l’intero PDF attraverso il mio account SlideShare (vedi embedd qui sotto). Ad ogni modo il file è scaricabile anche dal sito dell’editore a questo link.DATI DI EDIZIONEEditore: ETS — Collana: Education
Anno edizione: 2017
Pagine: 124 p., ill. , Brossura
EAN: 9788846747754

ABSTRACT DELL’OPERA

L’uso che si può fare delle tecnologie nella didattica è vario, così come sono molto diversi i contesti in cui ci si può trovare a operare. Questo dipende da molteplici aspetti, spesso derivanti dal fatto di coinvolgere persone portatrici di concezioni, pratiche e abilità diverse. Un elemento che invece rimane costante, a prescindere dalla situazione, è il fatto che con le tecnologie digitali sia possibile offrire molteplici possibilità di interazione con i contenuti didattici. Un elemento interessante per tutti, non soltanto per chi ha una difficoltà. Un ambiente di apprendimento che tenga in considerazione la diversità, fin dalla sua progettazione, può fare la differenza in ottica di inclusione. Eppure la realizzazione di risorse digitali accessibili non è sempre semplice né immediata: richiede conoscenza delle problematiche di un contesto, competenza nell’uso degli strumenti, disponibilità di risorse materiali e non. Leggendo queste problematiche attraverso la lente della progettazione universale è possibile anticipare la presenza di barriere nei contesti di apprendimento, individuare possibili soluzioni e metterle in pratica. Questo libro vuole essere una guida in questo senso, con particolare attenzione alla sostenibilità dell’intervento, nella convinzione che per cambiare sia importante una maggiore consapevolezza delle potenzialità presenti negli strumenti e nelle pratiche che già conosciamo. Prefazione di Marco Lazzari.

bin/art 2018, Roma, Forte Prenestino dal 13 al 30 Maggio

By admin

Il museo transregionale MIAI/MusIF, in collaborazione con il C.S.O.A. Forte Prenestino e AvANa.net,

presentano la mostra

bin/art

Retrospettiva Computer Art 1961-2001

Scarica il flyer con il programma

Una esposizione temporanea che ripercorre la storia dell’arte digitale, presentando i lavori di alcuni pionieri in una retrospettiva che parte dai primissimi esperimenti degli anni ’60, attraversa la rivoluzione dell’home computing degli anni ’80, per approdare (quasi) al nostro tempo. Tutte le opere sono a disposizione dei visitatori funzionanti, su sistemi e supporti d’epoca oppure, nei pochi casi in cui questo non è stato possibile, in una loro reinterpretazione attualizzata.

Da Domenica 13 a Mercoledi 30 Maggio

c/o CSOA Forte Prenestino, Via Federico Delpino, 00171 – Roma

Inaugurazione:
Domenica 13 Maggio 2018, ore 18:00

Orari di apertura:
da Lunedi a Venerdi: 19:00 – 23:00
Sabato e Domenica: 10:00 – 22:00

per gruppi e scolaresche è possibile concordare visite guidate anche fuori dall’orario di apertura

INGRESSO LIBERO

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