Linux kernel 4.15: disponibile la seconda release candidate

By Matteo Gatti

linux kernel 4.15

Linux kernel 4.15: lo svilippo procede a gonfie vele, è ufficialmente disponibile la RC2.

Linus Torvalds durante il weekend ha annunciato l’arrivo della seconda RC del kernel 4.15. Questa RC2 è leggermente più grossa rispetto alla RC1 come confermato dallo stesso Torvalds.

Questa release è più grossa rispetto alle attese, ma siamo ancora nelle fasi iniziali dello sviluppo pertanto non sono preoccupato“.

Linux kernel 4.15: disponibile la seconda release candidate

Questa RC2 va a toccare un po’ di tutto: drivers, architetture, filesystems e networking. Gli sviluppatori hanno corretto alcuni bug e inserito diverse patch di sicurezza. Torvalds sta lavorando al kernel address-space layout randomization (ASLR).

Linux kernel 4.15, che vi ricordo essere una short term release, introdurrà diverse nuove funzioni tra cui una miglior gestione delle porte USB Type-C.

Gli sviluppatori introdurranno poi il supporto alla lettura delle temperature dei processori della famiglia AMD Zen. Sarà presente il driver hwmon k10temp, che permette di accedere alle temperature dei processori AMD Zen (Ryzen, Threadripper, EPYC) insieme al nuovo display stack AMDGPU DC con annesso supporto alle GPU Vega.

Se volete partecipare al testing di questa RC2 potete scaricarla da kernel.org. Per ulteriori dettagli vi rimando alle parole di Torvalds che trovate nel consueto annuncio.

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Rilanciato il nostro canale YouTube: iscrivetevi!

By Fabrizio

Ebbene sì, anche noi abbiamo un canale YouTube! Purtroppo negli ultimi anni non sono stati pubblicati molti contenuti, ma ora siamo pronti a tornare più forti che mai. Se non volete perdervi recensioni, rubriche e tanto altro non esitate ad iscrivervi!

Quali argomenti tratta il nostro canale?

Si tratta di un canale variegato, concentrato su molti argomenti, piuttosto che uno solo. Recensioni, unboxing e confronti sono il nostro pane quotidiano, ma riusciremo a deliziarvi anche con delle rubriche di vario genere.

Le nostre recensioni non si concentrano solo sugli smartphone, ma vi diciamo tutto quello che c’è da sapere anche su tablet, computer, periferiche PC, smartwatch, smartband e tutto quello che ha a che fare con il meraviglioso mondo della tecnologia.

Inoltre da poco tempo abbiamo inaugurato una nuova rubrica chiamata Discovery Gadget. Si tratta di una semplice e utile rubrica in cui vi proponiamo dei gadget di vario tipo, come ad esempio powerbank, stand, dock di ricarica e tanti altri. Ogni video si distingue per la fascia di prezzo dei vari gadget proposti. E chi lo sa, magari grazie a questa rubrica troverete il regalo perfetto da fare a Natale.

Una squadra pronta ad intrattenervi

Ovviamente abbiamo una squadra sempre pronta a portare contenuti e novità. I nostri 3 perni del canale sono Giuseppe Monaco, Manuel Baldassarre e ultimo, ma non meno importante, la new entry Gaetano Abatemarco, il nostro admin.

Tante novità in arrivo!

Di certo le novità non sono finite qui. Abbiamo in mente tante nuove idee e rubriche che vi faranno appassionare e vi terranno compagnia durante le nostre giornate. E se avete in mente un’idea in particolare non esitate a farcelo sapere, siamo sempre pronti!

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Stranger Things: Netflix conferma la terza stagione

By Simone De Martinis

Come facilmente immaginabile, Netflix ha confermato l’arrivo di una terza stagione di Stranger Things, una delle serie TV più seguite e amate degli ultimi anni. In precedenza c’era già stata una dichiarazione dai fratelli Duffer, che hanno dichiarato di voler proseguire la serie fino a una quarta o quinta stagione. Comunque sia, ora che è Netflix a confermarci il tutto, dormiremo sonni più tranquilli.

L’anno prossimo, dunque, assisteremo ai nuovi inquietanti eventi che capiteranno ai protagonisti di Stranger Things in una nuova stagione, stavolta ambientata nel 1985.

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Le novità di Stranger Things 3

Non sono ancora noti altri dettagli, ma nel cast troveremo sicuramente i soliti Winona Ryder (Joyce Byers), David Harbour (Jim Hopper), Finn Wolfhard (Mike Wheeler), Noah Schnapp (Will Byers), Millie Bobby Brown(Undici), Caleb McLaughlin (Lucas Sinclair), Gaten Matarazzo (Dustin Henderson), Cara Buono (Karen Wheeler), Natalia Dyer (Nancy Wheeler), Charlie Heaton (Jonathan Byers), Joe Keery (Steve Harrington), Dacre Montgomery (Billy) e Sadie Sink (Max). Staremo a vedere in futuro per altre novità e potenziali aggiunte al cast.

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Ubuntu 16.04 LTS: in arrivo un importante aggiornamento per Unity

By Matteo Gatti

ubuntu 16.04 lts low graphic mode

Unity Stack: gli ingegneri di Canonical preparano un importante aggiornamento per Ubuntu 16.04 LTS.

Quando Mark Shuttleworth annunciò il passaggio di consegne Unity-GNOME disse che Canonical non avrebbe sviluppato ulteriormente Unity. Il lavoro di manutenzione del desktop environment fu invece garantito da parte di Canonical che sta mantenendo le promesse.

In realtà negli ultimi mesi gli aggiornamenti a Unity sono stati pressochè assenti ma sta per arrivare un aggiornamento molto importante che correggerà ben 27 bug. L’obiettivo degli sviluppatori è rendere Unity ancora più stabile.

Ubuntu 16.04 LTS: in arrivo un importante aggiornamento per Unity

Il lavoro di manutenzione si traduce in nuovi packages per Compiz, Nux e Unity. Gli sviluppatori hanno introdotto fix e tweaks per la gestione del lock screen e migliorie per HiDPI. La lock screen sarà resa persistente anche dopo un reboot della macchina.

Migliorata la Low Graphics Mode

Ricordate il lavoro svolto per migliorare la “Low Graphics Mode”? Con questa patch viene assicurato che i settaggi vengano mantenuti anche dopo il tweak di altre componenti del desktop environment.

Dopo questo aggiornamento sarà necessario dare i seguenti comandi per abilitare la low graphic mode in Unity 7:

  • gsettings set com.canonical.Unity lowgfx true

Per disabilitarla aprite il terminale e date il seguente comando:

  • gsettings set com.canonical.Unity lowgfx false

Nel momento in cui scrivo questo aggiornamento è nei proposed repository di Xenial Xerus ma dovrebbe arrivare per tutti gli utenti entro Natale.

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Gestire i permessi nel Terminale

By Peppe Labor

Dopo aver visto come visualizzare e gestire i processi, in questo articolo vedremo invece come gestire i permessi nel terminale, ovviamente con il profilo di amministratore, si può decidere quali permessi potranno avere i vari utenti sui file e le cartelle presenti nel disco fisso, tramite il comando chmod.

Come amministratori, possiamo attribuire ai file e alle cartelle i permessi per ogni tipo di utente che usa il sistema operativo, per fare questo viene usato il comando chmod, ma prima è doveroso fare alcune premesse, cioè i permessi e gli utenti vengono scritti utilizzando una lettera della parola inglese che li identifica, solitamente è la prima.

Quindi r sta per read (lettura), w sta per write (scrittura) e x sta per execute (esecuzione). Per gli utenti avremo invece u per user (proprietario), g per group (gruppo) ed infine o per other (altri).

Ad esempio, se vogliamo creare alcuni file vuoti, useremo la riga touchfile1 file2 file3 file4, in cui il touchè il comando che serve per creare i quattro file specificati. Ora visualizziamo i permessi con la riga Is –I.

Come viene usato il comando chmod?

Il codice dei permessi: il primo dei 10 caratteri del codice identifica l’elemento. Per cui la d sta per cartella (directory), mentre identifica un file. Poi seguono tre terne, la prima per il proprietario, la seconda per il gruppo e la terza per gli altri utenti. Le lettere sono i permessi concessi, nell’ordine rwx, invece i – (trattino) sono quelli negati.

Diamo il permesso di esecuzione al proprietario: il proprietario di file1 ha solo i permessi di lettura (r) e scrittura (w). Per dargli anche quello di esecuzione (x) del file1, viene utilizzata la riga chmod u+x file1. La terna u+x è formata da u (proprietario), il simbolo +che aggiunge il permesso e x che è il permesso di esecuzione.

Togliere il permesso di lettura al gruppo: in questo caso lavoriamo su file2. La riga di comando per togliere il permesso di lettura al gruppo è chmod g-r file2. Adesso nella terna centrale, invece del simbolo + troviamo il , che serve a togliere i permessi. In questo esempio abbiamo tolto r (lettura) a g (gruppo).

Dare più permessi a più utenti: tramite riga chmod o+wx file3, diamo i permessi di scrittura (w) ed esecuzione (x) del file3 agli altri utenti (o). invece attraverso la riga chmodugo+rwx file4, daremo a tutti gli utenti tutti i permessi (rwx) per il file4.

Pagamenti su telegram: intervista ai realizzatori di GoPay

By Matteo Enna

Pagamenti su telegram

Proseguono le interviste, questa volta parlerò con i ragazzi di GoPay, un servizio che permette di far acquistare i propri beni e servizi direttamente dal proprio canale o gruppo Telegram. Vi presento i ragazzi di GoPayBot, il chatBot per rendere possibili i pagamenti su telegram: Michele Rullo, Luca Barone e Pasqualino Sorice.

Pagamenti su telegram, conosciamo i fondatori di GoPay

Michele Rullo è un ingegnere informatico di 27 anni, startupper, e sviluppatore specializzato in tecnologie Mobile, Progettazione e Sviluppo Web.

Attualmente lavora presso la società Hubern S.r.l.s., di cui è co-fondatore.
Michele ha conseguito la laurea in Ingegneria Informatica presso l’università “La Sapienza” di Roma. Da sempre appassionato di tecnologia e informatica è riuscito a trasformare la sua passione in professione.
Di giorno si occupa di progettare e sviluppare software presso la sua startup, di notte suona la chitarra e sviluppa videogiochi.

Luca Barone, laureato Magistrale in Informatica presso l’Università degli Studi di Bari, specializzato in ambiti di ricerca come Intelligenza Artificiale e Data Mining. Software Development Director di Hubern S.r.l.s., società di cui è anche fondatore. Ha lavorato inizialmente come libero professionista nell’ambito della consulenza informatica, collaborando con diverse aziende per la progettazione e lo sviluppo di applicazioni web.

Appassionato di fotografia sportiva e di giornalismo, ha fondato e gestisce tuttora un giornale online sullo sport tarantino.

Pasqualino Sorice è uno startupper, ingegnere informatico, appassionato di Blockchain, fotografo amatoriale e amante dei cani. La sua principale attitudine è cercare di tirare fuori il meglio dalle persone, amplificandone le proprie abilità. Ama il suo lavoro ed è costantemente impegnato a migliorare le sue abilità tecniche e imprenditoriali. Fondatore e CEO di Hubern, una startup specializzata in tecnologie informatiche.

Entriamo nel vivo dell’intervista!

Come nasce l’idea di “Gopay?

Gopay nasce con l’obiettivo di creare un nuovo canale di vendita attraverso un’app di messaggistica istantanea utilizzata da milioni di persone.

Ci siamo chiesti: “non sarebbe bello poter permettere alle imprese di vendere i propri prodotti o le proprie consulenze direttamente su Telegram?”. Questa è un po’ la storia che c’è dietro Gopay.

Il vostro servizio si basa su Telegram e su Stripe, cosa vi ha spinto ad abbracciare queste tecnologie?

Usiamo Telegram da vari anni ormai, e da ingegneri la possibilità di sviluppare delle “mini intelligenze artificiali” (bots) ci ha sempre intrigato. Da quando poi Telegram ha implementato la possibilità di accettare pagamenti direttamente sull’applicazione (senza, cioè, dover andare su siti web esterni) la motivazione di creare un bot è venuta spontanea.

Sebbene Telegram supporti anche altri provider per i pagamenti, Stripe ci ha convinti per la sua semplicità di utilizzo e per le sue tariffe molto basse. Siamo certi che anche i nostri utenti ne saranno felici!

Come funziona Gopay?

Una volta effettuata la registrazione su www.gopaybot.com, è sufficiente seguire un piccolo tutorial che permette di collegare il proprio canale (o gruppo) a Gopay.

Una volta che questa associazione è stata fatta, sarà possibile accedere ad un pannello dedicato per l’invio delle offerte, dove sarà possibile specificare il nome, il prezzo, l’immagine, la descrizione e quant’altro.

Un fattore decisivo riguarda la possibilità di inviare offerte che necessitano di spedizione: in questo caso, l’utente finale potrà inserire i dati per poter ricevere il prodotto.

Oltre Gopay, vi unisce anche Hubern S.r.l.s., di cosa si tratta?

Hubern è la nostra società di consulenza informatica, ci occupiamo di produrre software per aziende e prodotti innovativi.

Siete tutti informatici, quali sono i vostri linguaggi?

Usiamo per lo più Javascript (tecnologia Node.js per il server) e PHP per quanto riguarda lo sviluppo web. Per le applicazioni mobile utilizziamo Java (Android) e Swift (iOS). Ci capita spesso di scrivere dei tool in Python o Ruby, e qualche video game in C / C++ nel tempo libero 🙂

Grazie per le risposte, per chi volesse seguirvi, quali canali suggerite?

In primis suggerirei di provare Gopay direttamente sul nostro sito https://gopaybot.com (il servizio è completamente gratuito!), e di venire a trovarci sul nostro canale Telegram https://t.me/gopaybot.

L’articolo Pagamenti su telegram: intervista ai realizzatori di GoPay proviene da Matteo Enna.

Aptoide TV un ottimo store alternativo per fire TV e Tv box

By Salvo Vosal

Aptoide TV

Questa guida farà probabilmente molto piacere a tutti coloro che hanno una fire Tv e trovano lo store di app di Amazon limitante (visto lo scarso numero di app e ad oggi la mancanza della funzione di ricerca). Oggi vedremo come installare Aptoide TV, un ottimo store libero, alternativo e ottimizzato per la fruizione tramite telecomando.

Abbiamo già parlato in passato di Aptoide, l’apprezzato store alternativo per Android a cui abbiamo dedicato una guida.

Questo store dispone pure di una versione ottimizzata per SmartTV e TVbox, con comoda interfaccia in stile AndroidTV.

Come installare Aptoide TV su Fire TV?

Ovviamente Aptoide non è sullo store di Amazon, quindi si deve provvedere all’installazione tramite metodi alternativi.

Un metodo rapido se avete sotto mano uno smartphone Android è quello di procedere al sideload: basterà scaricare l’apk da questo indirizzo e poi passarlo alla fire TV tramite Apps2Fire (abbiamo fatto una guida con tutti i passaggi).

Se non avete uno smartphone Android sotto mano potete usare l’App Download: è comoda, si trova sullo store di Amazon e ne abbiamo già parlato. Una volta seguita quella guida e attivata l’opzione Applicazioni da fonti sconosciute, potete inserire il seguente indirizzo (è quello ufficiale che abbiamo accorciato per facilitarne l’immissione):

bit.ly/2hifdev
Indirizzo originale: apkins.aptoide.com/AptoideTV-3.2.5.apk

A installazione conclusa avrete uno store completo lo trovate nella sezione apps da cui può essere comodamente lanciato.

Come installare Aptoide Tv su TV-Box?

In questo caso è ancora più semplice, in genere basta procedere come si fa di solito con l’installazione di un apk su Android. Potete procurarvi l’apk di Android TV a questo indirizzo.

Poi potete farlo arrivare sul tvbox in vari modi, tipicamente:

  • Inserendola in una penna usb o su sd;
  • Scaricandola direttamente da internet sul dispositivo;

A installazione conclusa potrete godervi lo store e tutte le sue apps.

Come funziona Aptoide TV?

Di fatto ì, in modo praticamente identico alla versione per dispositivi mobili che abbiamo già trattato. Abbiamo i canali (repository), la comoda funzione di ricerca, e bastano pochissime mosse per scegliere ed installare un’app.

Per questo motivo vi invitiamo a consultare il post dedicato poiché rischieremmo solo di ripetere cose già ampiamente trattate.

Dentro troverete già varie utili app installate, come:

Questi ovviamente sono solo alcuni esempi, buon divertimento con le migliaia di app presenti in questo interessante store alternativo. Fateci sapere con un commento se usate già AptoideTV. Altre guide sul Fire TV stick sono in arrivo per non perdervele seguiteci anche tramite i nostri canali social Facebook e Twitter.

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IoT sulle auto con Vodafone

By Simone De Martinis

Vodafone ha da poco presentato al Motor Show di Bologna un piccolo dispositivo da collegare alla porta OBD dell’automobile. Si chiama V-Auto, ed è utile per rendere l’auto più smart, grazie alla presenza di un GPS e la possibilità di interfacciarsi con il proprio smartphone tramite l’app V by Vodafone, disponibile sia per Android che per iOS.

Uno dei servizi che porta V-Auto è la e-Call, che dall’aprile del 2018 sarà obbligatoria su tutte le nuove macchine. Grazie ad essa, quando la macchina subirà un incidente uno dei Centri Operativi di Sicurezza Vodafone verrà notificato, in modo da potere entrare in contatto con il proprietario dell’auto e chiamare i soccorsi se necessario.

Presente anche una SIM che, insieme al GPS sarà in grado di localizzare l’autovettura. Il dispositivi sarà anche in grado di registrare lo storico dei viaggi e di analizzare la guida. Dall’analisi esso assegnerà un punteggio al guidatore a seconda di quanto è sicura la sua guida.

Prezzo

Il prezzo di V-Auto è di 79€ accompagnato da un canone mensile di 5€ ogni 28 giorni e funziona senza costi aggiuntivi in 32 Paesi (Austria, Belgio, Bulgaria, Croazia, Repubblica di Cipro, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Ungheria, Islanda, Irlanda, Italia, Lettonia, Liechtenstein, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Norvegia, Polonia, Portogallo,Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Svizzera e Regno Unito).

Offerte Vodafone: Natale Pass e 4G gratis!Anche questo Natale Vodafone ci fa una sorpresa e con Promo Natale Pass regala ai già clienti un Vodafone Pass a scelta!

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Come condividere URL e appunti tra Android e Windows

By Andrea Rossi

Connected Devices

Una delle situazioni più frustranti che si può incontrare mentre si lavora con il PC o con lo smartphone è la mancanza di interazione fra di essi. Diciamolo chiaramente: a parte l’ecosistema Apple, fra Android e Windows c’è sempre stata “poca comunicazione”. Questo è dovuto sopratutto alle profonde differenze fra i due sistemi operativi che a livello di base sono scarsamente compatibili. Se anche voi siete alla ricerca di un metodo per condividere URL e appunti fra Android e Windows oggi è il vostro giorno fortunato.

Quello che andremo a vedere infatti è il metodo più semplice esistente al momento per condividere informazioni e dati fra i due sistemi operativi di Google e Windows. In questo modo sarà davvero facile copiare e incollare URL e appunti da smartphone a PC. Siete pronti a scoprire come fare?

Connected Devices: l’app giusta per risolvere i nostri problemi

Quante volte vi sarà capitato di navigare su internet e voler passare un contenuto dallo smartphone al PC? Sopratutto condividere URL e appunti tra Windows e Android non è mai stata una passeggiata. Se come noi siete degli smanettoni, avrete provato decine di metodi diversi senza essere realmente soddisfatti. Da questo momento potrete però dire addio a tutti i vostri problemi grazie a un’app davvero semplice da utilizzare.

Connected Devices infatti, vi permetterà di fare con semplicità ciò che fino a ieri era un vero incubo. La potete scaricare gratuitamente da Play Store e usarla quanto volete senza dover pagare nulla.

Come utilizzare Connected Devices

Una volta avviata, vi troverete davanti ad un’interfaccia in puro stile Material Design. Il vantaggio di questa progettazione è sicuramente da ricercarsi nell’immediatezza e facilità d’utilizzo. Vi diciamo subito, dato che non ci piace nascondere nulla, che l’unico “difetto” di questo tool è la presenza della sola lingua inglese. Questo viene per fortuna compensato da un’intuitività davvero alta.

Il metodo sfruttato per collegare Android a Windows è quello di utilizzare la vostra rete domestica e creare una sorta di “gruppo home”. Quindi, oltre allo smartphone e al PC, visualizzerete anche eventuali console di Microsoft come la Xbox. Le opzioni offerte da Connected Devices sono al momento tre:

  • Browser
  • Tubecast
  • Mytube

Questo significa che oltre a condividere URL e appunti, potrete addirittura far partire un video di Youtube direttamente sullo schermo del vostro PC. Si tratta di una possibilità davvero comoda e funzionale che va a semplificare in modo marcato la user friendly dei due sistemi.

Connected Devices

Tornando però al nostro obiettivo, come possiamo fare per condividere URL e appunti tra Android e Windows? Vi basterà copiare e incollare il testo che desiderate sul vostro smartphone per vederlo automaticamente salvato tra gli appunti del vostro PC. Niente di più facile vero?

Se poi volete approfondire ulteriormente la vostra dimestichezza con Windows, abbiamo degli articoli che fanno proprio al caso vostro.

Conclusioni

Come avete visto (e ne siamo rimasti sorpresi anche noi), adesso condividere URL e appunti fra Android e Windows è davvero un gioco da ragazzi. Questo è sopratutto merito di Microsoft che rispetto al passato si è decisamente aperta verso il mondo esterno condividendo alcune API che hanno contribuito al risultato raggiunto da un’app come Connected Devices.

Vi ricordiamo che, se volete rimanere sempre aggiornati su tutte quelle che sono le ultime notizie e guide del mondo tecnologico, vi basterà passare dalla nostra pagina Facebook e magari lasciare un like. In questo modo tutti i nostri articoli arriveranno direttamente sulla vostra bacheca senza nemmeno doverli cercare.

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