Rinnovare PlayStation Plus: come fare

By Fabrizio

Avete un abbonamento PlayStation Plus che sta per giungere al termine, ma non sapete come rinnovarlo? Il Plus di Sony ci permette di giocare il multigiocatore online. Inoltre ci permette di godere di sconti esclusivi e di scaricare e di giocare per tutta la durata dell’abbonamento a due giochi mensili. Se il vostro abbonamento sta per giungere al termine, è bene sapere come rinnovarlo. Vediamo quindi come fare.

Rinnovare PlayStation Plus

Rinnovando l’abbonamento Plus potremo continuare a godere di tutti i vantaggi offerti dalla promozione, come ad esempio multigiocatore online e sconti esclusivi.

Ci sono vari metodi per rinnovare PlayStation Plus. Il più comune e il più utilizzato da tutti è il rinnovo automatico. Tuttavia non tutti gli utenti dispongono di una carta di credito o di un conto dal quale far addebitare l’importo dell’abbonamento.

Vediamo quindi come fare a rinnovare l’abbonamento Plus di Sony.

Rinnovo automatico

Come abbiamo detto in precedenza è il metodo più comune e utilizzato dalla maggior parte dell’utenza per rinnovare PlayStation Plus. Se abbiamo scelto il rinnovo automatico non dovremo far altro che assicurarci che ci sia l’importo necessario sulla nostra carta di credito.

Se abbiamo scelto questo metodo infatti, tutti i nostri dati sono stati già inseriti all’interno del nostro account. Per controllare che sia attivo il rinnovo automatico possiamo utilizzare direttamente la nostra Playstation oppure recarci sul sito di Sony.

Vediamo come fare utilizzando la nostra PS4:

  1. Andiamo nella PlayStation Hub, ovvero la schermata principale;
  2. Selezioniamo PlayStation Plus;
  3. Selezioniamo la voce Gestisci abbonamento e selezioniamo l’opzione Abbonamento;
  4. Se viene riportata la dicitura Disattiva rinnovo automatico vuol dire che il servizio è attivo;
  5. Se viene riportata la dicitura Attiva rinnovo automatico vuol dire che il servizio è disattivo.

Scegliendo di attivare il rinnovo automatico basterà selezionare la voce Attiva rinnovo automatico e selezionare Ok. Fatto questo, una procedura guidata ci aiuterà ad inserire tutti i dati per il rinnovo automatico.

Se invece vogliamo controllare lo stato del rinnovo automatico tramite il sito di Sony dobbiamo seguire questa procedura.

  1. Rechiamoci sull sito ufficiale di Sony;
  2. Eseguiamo l’accesso al nostro account con le nostre credenziali;
  3. Nella Dashboard clicchiamo su Contenuti multimediali;
  4. Clicchiamo su Giochi;
  5. A questo punto clicchiamo su PlayStation Plus;
  6. Selezioniamo la voce Riavvia rinnovo automatico;
  7. Se compare l’opzione Annulla vuol dire che il servizio è attivo.

Acquistare un abbonamento

Un altro modo per rinnovare l’abbonamento a PlayStation Plus è acquistare un nuovo abbonamento. Possiamo acquistare un abbonamento Plus con una sottoscrizione online oppure presso un rivenditore di prodotti PlayStation. Inoltre possiamo decidere la durata dell’abbonamento in base alle offerte proposte.

Possiamo acquistare un nuovo abbonamento direttamente dalla nostra console, dal sito oppure riscattando un voucher acquistato da un rivenditore.

Vediamo come fare se scegliamo di acquistare un abbonamento direttamente da console.

  1. Andiamo nella PlayStation Hub, ovvero la schermata principale;
  2. Selezioniamo PlayStation Plus;
  3. Selezioniamo la voce Gestisci abbonamento e selezioniamo l’opzione Abbonamento;
  4. Scegliamo l’opzione Posponi e scegliamo la durata del nostro nuovo abbonamento;
  5. Dopo averlo scelto, acquistiamolo e associamolo al nostro account.

Se invece scegliamo di acquistare un abbonamento dal sito ufficiale dobbiamo seguire questa procedura.

  1. Rechiamoci sul sito di PS Plus;
  2. Clicchiamo su Esegui l’accesso e inseriamo le nostre credenziali;
  3. A questo punto scegliamo la durata del nostro abbonamento da sottoscrivere;
  4. Clicchiamo su Aggiungi al carrello;
  5. Procediamo con il pagamento dell’abbonamento.

Se invece dobbiamo riscattare un voucher comprato da un rivenditore di prodotti PlayStation dobbiamo seguire questa procedura.

  1. Dalla nostra PS4 andiamo nelle Impostazioni;
  2. Selezioniamo Gestione account;
  3. Scegliamo l’opzione Informazioni sull’account;
  4. Selezioniamo Portafoglio;
  5. Selezioniamo la voce Aggiungi fondi;
  6. A questo punto selezioniamo l’opzione Riscatta codici e carte regalo;
  7. Fatto questo non dovremo far altro che inserire il codice riportato sul voucher o sulla carta regalo.
PlayStation 4 Pro vs Slim: quale comprare?Tra le due nuove console Sony quale conviene prendere? Un viaggio nella sfida tra PlayStation 4 Pro e Slim, per scegliere la migliore per i nostri scopi.

Conclusioni

Come abbiamo visto è davvero semplice rinnovare PlayStation Plus. Sony infatti, ci permette di utilizzare vari metodi per rinnovare l’abbonamento e poter godere della modalità multigiocatore online, di sconti esclusivi e giochi mensili.

PlayStation 4: come sostituire l’Hard Disk (guida)Ecco una guida completa al backup e salvataggio dei giochi e alla sostituzione dell’Hard Disk su PlayStation 4.

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Wine 3.0: ecco la quarta RC

By Matteo Gatti

wine 3.0

Niente Wine 3.0 nel 2017: gli sviluppatori hanno rilasciato una nuova RC.

Wine 3.0 sarà la prossima major release della serie. Includerà il supporto per Direct3D 11 e un driver che permetterà di usare Wine anche sugli smartphone Android. La nuova versione Windows di riferimento sarà Windows 7.

In molti sui forum speravano di mettere le mani su Wine 3.0 entro la fine del 2017 ma purtroppo non sarà così. Gli sviluppatori hanno deciso di rilasciare una nuova Release Candidate allungando così i tempi. Questa RC4 dovrebbe comunque essere l’ultima prima del rilascio definitivo.

Wine 3.0: ecco la quarta RC

Gli sviluppatori, negli ultimi giorni, hanno corretto una dozzina di bug che riguardano varie app e giochi:

  • Zoo Tycoon 2: Marine Mania demo (l’installer non funzionava correttamente);
  • Call of Duty 4 (problemi all’avvio);
  • The Magic School Bus Lost in the Solar System;
  • BBC iPlayer Desktop client;
  • U-Center 8.11 GNSS (software oer l’automotive);
  • Richedit dovrebbe ora aprire i file di testo di grosse dimensioni molto più rapidamente;
  • Corretto un bug riguardante Steam.

Gli sviluppatori hanno migliorato il supporto per FreeBSD.

Per ulteriori dettagli vi rimando al sito ufficiale dove potete scaricare questa RC4 e aiutare gli sviluppatori segnalando i bug.

Colgo l’occasione per augurare a tutti i lettori un felice 2018!

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Fibra ottica vs ADSL: facciamo un po’ di chiarezza!

By Sasso0101

Comune rappresentazione dei cavi in fibra

Molto spesso sentiamo parlare, sopratutto dalle pubblicità dei gestori telefonici della fibra, o per meglio dire fibra ottica. Ma cosa significa, perché è molto più veloce della connessione normale in rame e perché spesso nei comuni più piccoli dobbiamo aspettare anni prima che siano completamente coperti da questo fantastico servizio?

Iniziamo dalle caratteristiche dei cavi in rame, quelli che usavamo da sempre a partire dal XX. secolo e che costituiscono la rete ADSL. I cavi in rame sono molto conduttivi, questo vuol dire che trasportano molto bene l’elettricità (o meglio dire, gli elettroni), quindi sono ottimi per alimentare tutti i nostri dispositivi. Ma per trasportare i dati? I cavi di rame sfruttano i movimenti degli elettroni per trasportare il segnale modulando il segnale da una parte e demodulandolo dall’altra e convertendolo in un segnale analogico o digitale. Il dispositivo che si occupa di questo si chiama modem (Mo – modulate; dem – demodulate).

Modulazione di vari segnali

OK, ma quale è il problema? I cavi in rame possono trasmettere solo un piccolo numero di onde (frequenze) e quindi la capacità massima di trasmissione è limitata. Oltre a ciò, anche la distanza tra le due estremità che comunicano diminuisce la velocità. Gli unici due vantaggi dei cavi in rame sono il costo e la copertura: la posa e l’installazione sono meno costosi della posa della fibra e i cavi di rame sono arrivati praticamente dappertutto (sopratutto grazie alle televisioni e ai telefoni).

Cavo in rame

La situazione cambiò quando la Corning Inc negli anni ’70 scoprì che si poteva usare la luce per trasmettere un segnale. In effetti i cavi in fibra ottica sono composti da vetro quasi totalmente trasparente e flessibile, su cui mandiamo impulsi di luce. Dato che la luce trasmessa può essere solo accesa (on) o spenta (off) non parliamo più di modulazione e demodulazione e l’integrità del segnale è maggiore e questo è un grandissimo beneficio sui collegamenti su lunghe distanze (si parla anche di migliaia di chilometri – basti pensare ad esempio ai collegamenti sottomarini tra l’America e l’Europa). I cavi in fibra sono anche immuni alle interferenze elettromagnetiche e inoltre possono trasmettere più segnali (utilizzando più colori) allo stesso tempo. Ma come mai con la fibra ottica sono molto più veloci dei cavi in rame normali? Semplicemente perché i dati passano attraverso il vetro dei cavi alla velocità della luce!

Fino a qui sembra tutto rose e fiori, ma perché quindi non la usiamo per tutto? Beh, ci stiamo muovendo in quella direzione ma i cavi in fibra e la loro installazione sono, come già detto, molto più costosi rispetto ai cavi in rame. Oltre a ciò servono molti più armadi di distribuzione (vedi foto) e centrali per garantire l’integrità e la stabilità del segnale. Proprio per questo si presenta un altro difetto: ad esempio se tutto il vicinato sta scaricando un gioco da Steam o guardando un film in 4K la connessione casalinga può risentirne.

Tipico armadio di distribuzione Tim

Di certo la migliore soluzione sarebbe che tutte le abitazione fossero coperte completamente e direttamente dai cavi in fibra, ma per motivi economici spesso il tratto dall’armadio di distribuzione all’abitazione è coperto dal cavo in rame rispetto a quello in fibra.

Per verificare se la tua zona è coperta dalla fibra ti consiglio il sito fibermap.it, troverai informazioni dettagliate sulla copertura della tua abitazione.

Siamo giunti alla fine dell’articolo e spero che ti sia stato d’aiuto! Passa da shxtechnology.altervista.org e segui su Telegram @SHXchannel per tante altre interessanti guide sul mondo dell’informatica e dell’elettronica.

Spotify disponibile come Snap!

By Matteo Gatti

spotify snap

Spotify è ora disponibile in formato Snap su Ubuntu e su tutte le distro che supportano il formato Snap.

Spotify, per chi non lo sapesse, è un popolarissimo servizio musicale che offre lo streaming on demand di una selezione di brani di varie case discografiche ed etichette indipendenti.

Il servizio in realtà non supporta ancora Linux. “Linux non è ancora una piattaforma supportata attivamente. L’esperienza potrebbe differire sensibilmente rispetto a quella che offriamo su Windows e Mac” questo è quanto si legge nell’annuncio ufficiale.

E’ presente da anni un client per Linux desktop esso però è stato per lungo tempo deprecato.

Spotify disponibile come Snap!

Spotify su Ubuntu

Non c’è differenza tra la versione Snap e quella classica; tutte le funzionalità sono presenti in entrambe le versioni: playlists, podcasts, Last.fm etc.

Nel caso non amiate il formato Snap vi ricordo che potete installare Spotify anche da Flathub o dai repository ufficiali della vostra distribuzione di riferimento.

Spotify su Linux offre l’integrazione con MPRIS (Ubuntu Sound Menu, GNOME Shell Message Tray, Raven, etc) ciò vi permette di controllare la musica al meglio.

Per installare Spotify nello Snap-format su Ubuntu seguite i seguenti passi:

  1. Aprite Ubuntu Software;
  2. Cercate ‘Spotify‘;
  3. Procedete con l’installazione.

A installazione ultimata potrete aprire Spotify dalla Dash (se usate Unity), dall’App Overview (se usate GNOME Shell) o da qualunque altro launcher.

Alternativamente potete installare Spotify da terminale:

  • sudo snap install spotify

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Ubuntu 17.10: ecco il rimedio per il problema di corruzione del BIOS

By Matteo Gatti

lenovo corruzione bios uefi

La corruzione dell’UEFI sembra non essere definitiva, arriva una soluzione per ripristinare il normale funzionamento del pc.

Nelle scorse settimane vi abbiamo parlato di un problema grave che va a corrompere l’UEFI di alcuni portatili aventi Ubuntu 17.10 a bordo.

Secondo quanto riportato da più utenti, e successivamente confermato da Canonical, alcuni modelli di portatili prodotti da Lenovo (e in misura minore anche da Acer, Toshiba e anche Dell) si sono ritrovati con l’UEFI corrotto a seguito dell’installazione di Ubuntu 17.10 Artful Aardvark.

Ubuntu 17.10: ecco il rimedio per il problema di corruzione del BIOS

Il bug inizialmente imputato ad Artful Aardvark riguarda in realtà il driver Intel SPI integrato nel kernel 4.13 di Ubuntu accoppiato a UEFI non-standard. Con l’ultimo kernel rilasciato non si verifica più la situazione di corruzione dell’UEFI (il driver Intel è stato disabilitato in attesa di una soluzione definitiva), mentre sembra esserci una soluzione per chi avesse già sperimentato il problema.

Chi avesse riscontrato questo problema, però, non sarebbe costretto a sostituire la scheda madre come da più parti sostenuto in un primo momento. Sembra che installando il kernel Linux 4.14.9 e riavviando due volte il sistema sia possibile riportare la situazione alla normalità. Questo medoto andrebbe di fatto a ripristinare l’UEFI (e quindi il computer).

Sono numerosi gli utenti, come riporta Phoronix, che hanno corretto l’UEFI in questo modo. La soluzione ufficiale non è però ancora stata data e Canonical non ha ancora rilasciato delle nuove ISO con il kernel aggiornato.

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Sincronizzare Google Chrome con Safari

By Fabrizio

Safari ci permette di avere tutti i dati sincronizzati contemporaneamente su iPhone, iPad e Mac. Si tratta di uno dei migliori browser, in quanto è adattato al meglio per poter sfruttare tutte le potenzialità dell’ecosistema Apple. Tuttavia, se un utente dovesse decidere di utilizzare Google Chrome sul proprio dispositivo, si troverebbe costretto a rinunciare alla sincronizzazione con Mac e dispositivi iOS. Per fortuna esiste una procedura che ci consente di sincronizzare i dati di Safari con Google Chrome.

Vediamo quindi come fare a sincronizzare i dati e tutte le informazioni di Safari con Google Chrome.

Come Sincronizzare Google Chrome con Safari?

Come abbiamo detto in precedenza, è possibile sincronizzare segnalibri, preferiti e altro, in modo da averli anche utilizzando Google Chrome. Fortunatamente esistono delle piccole chicche che ci consentono di effettuare tutto ciò.

Vediamole insieme.

Tab iCloud di Safari in Google Chrome

Se stiamo navigando sul web con il nostro Mac, possiamo riprendere la lettura ovunque vogliamo con il nostro iPhone o iPad. Purtroppo Apple non rende disponibile questa funzione con altri browser, come ad esempio Chrome.

Per ovviare a questa limitazione possiamo installare sul nostro Mac l’app CloudyTabs.

Questa applicazione consente di mostrare tutte le tab aperte sul browser impostato come predefinito, il quale potrebbe essere Safari, Google Chrome, Firefox o altri. Verrà aggiunta un’icona nella barra dei menu.

Quando clicchiamo sull’icona ci vengono mostrate tutte le schede aperte in Safari. Se clicchiamo su una di esse verrà aperta con il browser predefinito, ad esempio Google Chrome.

In questo modo saremo in grado di aprire la scheda aperta con Chrome anche con gli altri dispositivi.

Vediamo come installarla.

  1. Scarichiamo il file zip da questo link;
  2. Estraiamo il contenuto;
  3. Trasciniamo l’icona dell’applicazione nella cartella delle applicazioni;
  4. A questo punto possiamo avviarla per utilizzarla al meglio.

Preferiti di iCloud in Google Chrome

Fortunatamente Apple stessa ha rilasciato la propria estensione iCloud Bookmarks. Questa estensione consente di aggiungere i segnalibri di Safari su Chrome. In questo modo avremo tutti i preferiti sincronizzati anche in Google Chrome.

Purtroppo questa estensione è compatibile solo con Google Chrome installato su un PC Windows. Per installare l’estensione infatti, dobbiamo recarci sul Chrome Web Store.

Potete scaricare e installare l’estensione iCloud Bookmarks direttamente da questo link.

App iCloud in Google Chrome

Veniamo ora alle app di iCloud, uno dei temi principali di sincronizzare Google Chrome con Safari. Non tutti sanno che le app iCloud di Apple non sono riservate esclusivamente per Safari. Esse infatti possono essere utilizzate anche su Chrome.

Tutto quello che dobbiamo fare è accedere al sito di iCloud con le proprie credenziali. Dopo l’autenticazione saremo in grado di utilizzare app come Mail, Contatti, Calendario e tutte le altre.

Per gli utenti che utilizzano molto spesso queste app, è disponibile un’estensione gratuita per Chrome che consente di aggiungere un pulsante nella toolbar del browser. In questo modo avremo le app di iCloud sempre pronte per essere utilizzate.

Potete scaricare e installare l’estensione Launchpad for iCloud direttamente dal Chrome Web Store.

Trasferire password salvate da Chrome in FirefoxVolete trasferire le vostre password salvate da Chrome a Firefox? Grazie a Firefox tutto è possibile! Vediamo insieme come fare.

Conclusioni

Come abbiamo visto, Safari è un browser molto potente nel momento in cui abbiamo un intero ecosistema Apple coordinato al meglio. Tuttavia con alcune piccole soluzioni possiamo riuscire a sincronizzare Google Chrome con Safari.

Bloccare aggiornamento automatico Chrome su WindowsGoogle Chrome non consente di disattivare gli aggiornamenti automatici all’interno del browser. Vediamo quindi come fare a disattivarli su Windows.

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Come capire se bisogna sostituire la batteria di un iPhone

By Andrea Rossi

Dopo l’ultimo scandalo che ha investito Apple, molti utenti stanno cercando di correre ai ripari. Il depotenziamento volontario dovuto al calo delle prestazioni della batteria potrebbe interessare molti degli smartphone con iOS a bordo in giro al momento. Ma come capire se bisogna sostituire la batteria di un iPhone?

Come potete immaginare non c’è nessun avvertimento che vi dica “hey amico, è il momento di cambiare la batteria”. Negli Stati uniti sta iniziando una campagna di sostituzione a prezzi ridotti, che potrebbe interessare anche il nostro paese. Normalmente cambiare la batteria di un iPhone ha un costo di 89€, non pochi visto il prezzo reale del componente.

Se avete acquistato da poco il vostro iPhone, non temete. Sono poche le possibilità che questo problema vi interessi. Nel caso in cui notiate evidenti rallentamenti del sistema operativo, forse è il momento di prendere provvedimenti. Cerchiamo di capire insieme quando è il momento di cambiare la batteria di un iPhone.

Capire quando sostituire la batteria di un iPhone: gli indicatori

E’ stata la stessa Apple a chiedere scusa per questo che secondo loro è solo un malinteso. A loro dire, diminuire volontariamente le prestazioni di pari passo con il deperimento della batteria, è solo un modo per allungare la vita dello smartphone.

Non la pensano certo così le migliaia di utenti che si trovano a fare i conti con un iPhone visibilmente più lento e con evidenti lag. Proprio per questo motivo, da Cupertino hanno fornito degli indicatori per capire quando è il momento di cambiare la batteria. Vediamoli insieme.

  • Le app ci mettono più tempo ad aprirsi: provate a chiudere forzatamente le vostre app. Se ci mettono più tempo del previsto a riavviarsi potrebbe esserci un problema.
  • Lag durante lo scorrimento delle pagine: se mentre scorrete le pagine Web o semplicemente i menù di sistema o delle app, notate un calo del frame rate, la vostra batteria potrebbe aver bisogno di essere sostituita.
  • Diminuzione della luminosità: il vostro iPhone non sembra essere più così luminoso anche se avete impostato il valore manualmente? La colpa potrebbe essere del sistema di riduzione delle prestazioni.
  • Diminuzione del volume degli speaker: anche una diminuzione del volume durante l’ascolto tramite cassa potrebbe essere un indicatore della necessità di sostituire la batteria. Prestateci attenzione.
  • Abbassamento del frame rate nelle applicazioni: quando i vostri giochi preferiti iniziano ad andare a scatti o a “laggare”, potrebbe esserci qualcosa che non va.
  • Impossibilità di usare il flash: nei casi più estremi, alcuni utenti hanno affermato di non poter utilizzare il flash. Questo sembrerebbe sparito e inaccessibile dall’app fotocamera.
  • Le app non si aggiornano in background: quando le applicazioni smettono di sincronizzare i propri dati in background, potrebbe essere il momento di cambiare la batteria. Assicuratevi però che la modalità risparmio energetico non sia attiva.

Con una batteria in buona salute, questi problemi non dovrebbero assolutamente presentarsi. La causa potrebbe essere di altro tipo, ma se molti di questi “errori” si presentano contemporaneamente, forse dovreste visitare un centro assistenza Apple.

Per contro, ci sono funzionalità dello smartphone su cui una batteria usurata non si dovrebbe ripercuotere.

  • Qualità della ricezione del segnale
  • Qualità delle foto e dei video
  • Prestazioni del GPS
  • Funzionamento di giroscopio, accelerometro e bussola
  • Utilizzo di Apple Pay.

Se il vostro problema rientra fra questi appena elencati, la sua causa potrebbe essere da ricercarsi altrove.

Conclusioni

Adesso che vi abbiamo fornito tutti i dati per capire se è il momento di sostituire la batteria di iPhone, non dovrete far altro che prestare attenzione ai punti sopra elencati. Se più di uno si presenta e vi da costantemente problemi, potrebbe essere necessario intervenire. Nel frattempo, se volete scoprire cosa copre la garanzia Apple e come usufruirne, potete leggere alcuni articoli nel nostro database.

Se poi siete interessati a leggere il comunicato ufficiale di Apple (in lingua inglese) in merito a questo problema, potete farlo a questo indirizzo. Sarà interessante scoprire il punto di vista del produttore su di una questione così spinosa.

L’articolo Come capire se bisogna sostituire la batteria di un iPhone appare per la prima volta su ChimeraRevo – Il miglior volto della tecnologia.

Giochi Roguelike gratuiti eccellenti

prigione

Roguelike è un sotto-genere di giochi di ruolo. Significa letteralmente “un gioco come Rogue”. Rogue è un videogioco di esplorazione dei dungeon, pubblicato per la prima volta nel 1980 dagli sviluppatori Michel Toy, Glenn Wichman e Ken Arnold. Il gioco si distingue dalla folla per creare diabolicamente dipendenza. L’obiettivo del gioco era quello di recuperare l’Amuleto di Yendor, nascosto nel 26° livello, e risalire verso l’alto, il tutto ambientato in un mondo basato su Dungeons & Dragons.

Il gioco è giustamente considerato da dipendenza classica, formidabilmente difficile ma avvincente. Mentre era popolare nei campus universitari e licei americani, non fu un grande successo di vendita. Al momento della sua uscita, Rogue non è stato pubblicato con una licenza open source, questo ha portato alla creazione di molti cloni.

Non esiste una definizione esatta di un roguelike, ma questo tipo di gioco ha in genere le seguenti caratteristiche:

  • Sfondo narrativo ad alta fantasia
  • Generazione di livello procedurale. La maggior parte del mondo di gioco è generata dal gioco stesso per ogni nuova sessione di gioco. Questo ha lo scopo di incoraggiare la rigiocabilità
  • Esplorazione e combattimento del dungeon a turni
  • Grafica basata su tile generata casualmente
  • Esiti casuali di conflitto
  • Morte permanente: la morte funziona in modo realistico, una volta che te ne sei andato, te ne sei andato
  • Alta difficoltà

Questo articolo compila un’ampia selezione di giochi roguelike disponibili per Linux. Se ti piace il gioco coinvolgente con intensità reale, ti raccomandato caldamente di scaricare questi giochi. Non lasciatevi scoraggiare dalla grafica primitiva offerta da molti dei giochi, presto dimenticherete le immagini una volta immersi nel gioco. Ricorda, in roguelikes la meccanica di gioco tende ad essere l’obiettivo principale, con la grafica aggiunta come benvenuto, ma non essenziale.

Ci sono 16 giochi consigliati qui. Tutti i giochi sono disponibili per il download gratuito e quasi tutti vengono rilasciati con una licenza open source.

Roguelike Games
Dungeon Crawl Stone Soup Una continuazione di Dungeon Crawl di Linley
Prospector Gioco di Roguelike ambientato in un universo di fantascienza
Dwarf Fortress Modalità Adventure e Dwarf Fortress
NetHack Meraviglioso e avvincente gioco di avventura in stile Dungeons and Dragons
Angband Sulla falsariga di Rogue e NetHack. Deriva dai giochi Moria e Umoria
Ancient Domains of Mystery Gioco Roguelike molto maturo
Tales of Maj’Eyal Offre un combattimento tattico a turni e una costruzione di personaggi avanzati
UnNetHack Ispirato fork di NetHack
Hydra Slayer Gioco Roguelike basato su puzzle matematici
Cataclysm DDA Il roguelike post-apocalittico, ambientato nella campagna della finta New England
Brogue Un diretto discendente di Rogue
Goblin Hack Ispirato a personaggi come NetHack, ma più veloce con meno chiavi
Ascii Sector Simulatore di volo 2D e di volo spaziale con azione roguelike
SLASH’EM Super Lotsa Aggiunto Stuff Hack – Extended Magic
Everything Is Fodder Ingresso per la competizione di Seven Day Roguelike
Woozoolike Una semplice esplorazione dello spazio roguelike per 7DRL 2017.

fonte: https://www.linuxlinks.com/excellent-free-roguelike-games/

I migliori smartphone per ascoltare musica

By Gaetano Abatemarco

LG H930 V30 Smartphone, 64 GB, Moroccan Blu [Italia]

C’è chi preferisce uno smartphone per ascoltare musica ad uno smartphone che offre una buona fotocamera. E non sono pochi gli utenti amanti della musica! Per questo motivo oggi vogliamo parlarvi di questo “speciale” sugli smartphone per audio e musica, e come sempre sfatare il classico mito “uno vale l’altro” perché purtroppo (o meglio, fortunatamente) non tutti gli smartphone sono uguali, anzi la maggior parte si ferma alla mediocrità o bassa qualità.

Come nel campo degli amplificatori per altoparlanti dove vi sono marche e modelli che spiccano per qualità e potenza, anche negli smartphone la qualità audio è determinata da un chip integrato nel SoC (System-on-Chip, la piattaforma hardware del terminale) che varia in base alle scelte specifiche del produttore, chiamato Audio DAC (Digital to Analog Converter). Vi è però da precisare che non è oro tutto ciò che luccica, e molte caratteristiche pubblicizzate dalle varie case produttrici su miglioramenti audio o similari posso rivelarsi come puro effetto “placebo“, non cambiando quelli che sono i veri parametri che fanno di uno smartphone l’ideale per ascoltare musica.

Miglior smartphone autonomia batteriaSe state cercando uno smartphone che abbia una durata della batteria al di sopra della media allora siete nel posto giusto. La lista è costantemente aggiornata!

Iniziamo con alcuni parametri da tenere sempre in considerazione:

  • Volume in Uscita: dettato dai dB SNR massimi teorici mediante uso di cuffie, ogni osservazione sarà sempre e solo riferita a cuffie di qualità audiofila e mai allo speaker integrato;
  • Dynamic Range: è la differenza (in dB) tra il massimo volume che può sostenere il chip senza distorcere le onde e il rumore di fondo che esso produce (senza considerare il rumore in input).
  • Distorsione Armonica: è il livello (in dB) di distorsione totale sull’onda riprodotta rispetto all’originale, maggiore è il valore peggiore sarà il suono riprodotto, e quindi meno fedele;
  • Rumore: livello del rumore di fondo prodotto dal chip audio, in base al suo livello di schermatura dalle altre componenti e alla sua architettura/costruzione;
  • Qualità Generale: completezza di specifiche, qualità dell’audio percepito, personalizzazione del sistema e dell’equalizzazione, e molti altri parametri.
  • Rapporto Qualità/Prezzo: a parità di caratteristiche troverete più in alto in classifica uno smartphone dal prezzo minore, per ovvie questioni di risparmio in tempi di crisi.
I migliori smartphone del momentoIndecisi su quale sia il miglior smartphone da comprare? Ecco la classifica sempre aggiornata con i migliori smartphone (e le migliori offerte) del momento!

I migliori smartphone per chi ama la musica

LG V30

LG V30

Gioiellino di casa LG, il modello V30 offre un’esperienza audio davvero incredibile. Merito di tutto questo è del processore integrato Sabre ES 9218P. In pratica si tratta di un quad DAC che aumenta notevolmente le prestazioni audio. Le cuddie in dotazione poi sono marchiate Bang & Olufsen, una certezza in materia. Senza dubbio si tratta di uno fra i migliori smartphone per ascoltare musica del 2017.

iPhone 8 e 8 Plus

Apple iphone 8

Fra i migliori smartphone per la musica non potevamo non inserire iPhone 8 e iPhone 8 Plus. Si tratta degli ultimi arrivati in casa Apple. Il processore audio è targato Cirrus ed è un evoluzione del modello montato su iphone 7. Si difende bene ma non è forse così brillante come altri smartphone Android.

Potete acquistare il prodotto dai seguenti link:


LG G6

LG G6

LG ha puntato forte su LG G6 per quanto riguarda il reparto multimediale. Lo smartphone è dotato di sistema audio quad-DAC. Introdotto con LG V20 (che trovate elencato più sotto), il quad-DAC di LG impiega quattro convertitori digitale-analogico che lavorano tutti insieme, combinando alcuni concentti di ingegneria intelligente e calcoli per purificare l’uscita dal jack per cuffie.

In combinazione con un ottimo amplificatore, questo sistema offre un miglioramento del suono davvero incredibile rispetto a LG G5.

Potete acquistare il prodotto dai seguenti link:


Huawei Mate 10 Pro

Huawei mate 10 Pro

L’ultimo arrivato in casa HTC brilla non solo per le sue prestazioni generali ma anche per il suo audio. Il processore dedicato è un DAC a 32 bit che offre prestazioni sopra la media. Vi consigliamo di utilizzare cuffie all’altezza per sfruttarlo al massimo. Molto poitiva anche la prestazione degli altoparlanti Stereo+, che offrono un suono potente e bilanciato.

OnePlus 5T

Anche il nuovo modello di OnePlus non sfigura affatto nelle prestazioni audio. Al suo interno troviamo un DAC da 32 bit sul quale però non abbiamo molti dettagli. Il suono risulta comunque davvero buono ed è fruibile tramite l’uscita con jack da 3,5 mm. Oltre a questo si tratta di uno smartphone ben bilanciato sotto ogni aspetto, con un prezzo davvero invitante.

Potete acquistare il Oneplus 5T anche dal sito ufficiale di OnePlus oppure su Gearbest.

HTC U11

HTC U11

Smartphone davvero innovativo questo HTC U11, che si presta davvero bene alla riproduzione di musica. Il merito è del DAC integrato a 24 bit, che riesce a regalare una qualità audio elevata. Ottime le casse stereo che grazie all’effetto BoomSound raggiungono ottime prestazioni. Manca il jack audio ma le cuffie USB Type-C, hanno anch’esse un DAC integrato.

LG V20

LG V20

Questo smartphone fratello di LG V10 non ha deluso le aspettative. Il dispositivo dispone dell’ultima DAC ES9218, con una configurazione DAC in parallelo per migliorare le prestazioni di rumore. Questo ultimo circuito integrato porta benefici a valori teorici di 130SNR, 124 dB DNR e -112 dB THD+N, il che significa che in sostanza si arriva spesso ad avere un ottimo audio. LG V20 racchiude un amplificatore per cuffie dedicato con un alto rendimento che aiuta ad ottenere prestazioni in termini di cancellazione del rumore. Tuttavia, le prestazioni di uscita audio sono simili a LG V10 nell’uso quotidiano nella vita reale.

Lenovo Moto Z2 Play

Moto Z2 Play JBL

Motorola, acquisita da Lenovo, è tornata prepotente a conquistare il cuore degli utenti. Anche di quelli che cercano uno smartphone per ascoltare musica. Lenovo Moto Z2 Play è un dispositivo che apprezzerete sicuramente: grazie alle Moto Mods potrete acquistare le Mods JBL SoundBoost, due altoparlanti da 3W con 1.000 mAh di batteria ciascuno.

ZTE Axon 7 Mini

ZTE Axon 7 Mini

Molto meno noto dei modelli precedenti, questo smartphone per ascoltare musica rappresenta un’ottima scelta. Il merito è sopratutto dei due speaker frontali, che regalano cos’ un’esperienza stereo. All’interno di Axon 7 Mini batte poi un processore audio AKM 4962, in grado di non sfigurare nemmeno con i Top di Gamma. A completare il tutto troviamo il supporto a Dolby Atmos.

Se poi volete scoprire tutti i migliori smartphone del momento, sul nostro sito avrete solo l’imbarazzo della scelta. Per semplificarvi la ricerca vi linkiamo qui i più interessanti.

  • I migliori smartphone del momento

Conclusioni

E dopo questo speciale, siamo arrivati alle conclusioni tanto attese. Spero intanto di avervi chiarito le idee durante la lettura riguardo alla bontà di ogni singolo smartphone per l’ascolto a livello audiofilo di musica, e che le differenze fra di loro sono molteplici e non solo estetiche.

Se cercate i migliori prodotti audio, ovviamente il mio consiglio è di cercare i player dedicati con DAC HiFi integrato ma se volete uno smartphone polivalente anche per ascoltare musica, puntate sempre e comunque sul più personalizzabile, in modo da poter agire sui parametri se il suono non vi soddisfa al massimo.

L’articolo I migliori smartphone per ascoltare musica appare per la prima volta su ChimeraRevo – Il miglior volto della tecnologia.