Gestione dei dischi e file system in Linux

By andrea__93

In questo articolo parlerò delle operazioni piu comuni relative alla manutenzione dei file system in Linux. Lo spazio nelle periferiche di archiviazione, come gli Hard Disk, è organizzato in blocchi (o settori) di dimensione fissa ( in genere 512 byte, ma può anche essere superiore). Per questa ragione sono definiti dispositivi a blocchi. L’accesso ai […]

Source

Recensione The Long Dark: miglior survival dell’anno?

By Giuseppe Monaco

The Long Dark

Quando tempo fa provai la versione alpha del gioco in questione, ricordo di essere rimasto particolarmente colpito dal potenziale del titolo in questione. Proprio per questo motivo, in occasione della sua uscita ufficiale per PS4 non ho perso tempo e ho deciso di voler provare The Long Dark e dire la mia su questo “freddo” survival.

Trama

La storia di fondo parla di un pilota di aerei che andremo a impersonare, a cui viene chiesto da una sua vecchia conoscenza di accompagnarla in un luogo nel quale, a detta di questo personaggio, ci sarebbero malati a cui dover prestare soccorso.

Durante il volo per il suddetto luogo, una tempesta solare mette fuori uso la strumentazione di bordo, facendo precipitare l’aereo nel paesaggio innevato. Sopravvissuto allo schianto e inizialmente ferito, io nostro personaggio dovrà seguire le tracce lasciate dalla passeggera e sopravvivere al freddo e agli animali selvatici.

Gameplay

Seguendo la trama sopracitata, veniamo immersi in un’avventura a capitoli nella quale, seguendo il nostro obbiettivo, è possibile imbattersi in misteri ed eventi imprevisti. In questo caso partiremo con un inventario praticamente vuoto, col solo tutorial iniziale a guidarci verso i primi passi del gioco. Personalmente, però, ho trovato il tutorial poco completo e non molto chiarificante, cosa che rende The Long Dark difficile da assimilare dai neofiti del genere.

The Long Dark

Interfaccia principale

Le dinamiche del survival rimangono le stesse e, anche se inizialmente complesse, proprio per questo complete. Di base ci sono 4 parametri da tenere sotto controllo: temperatura, fame, sete e stress. Ogni nostra azione, unito al tempo che passa, all’ambiente che ci circonda e alle condizioni atmosferiche contribuisce ad alterare i livelli di queste caratteristiche.

Restare troppo tempo in spazi aperti, ad esempio, farà scendere più velocemente la temperatura soprattutto nel caso in cui ci fosse una tempesta di neve. Dovremo poi pensare a nutrirci in qualche modo, cacciando la fauna che ci capita a tiro senza però rischiare di passare da predatori a prede.

The Long Dark
The Long Dark
The Long Dark
The Long Dark
The Long Dark

Menu rapido e inventario

Anche l’abbigliamento giocherà un ruolo chiave nella nostra sopravvivenza. Per proteggerci dal freddo, infatti, avremo chiaramente bisogno di coprirci il più possibile, sia trovando capi di abbigliamento in case e auto che craftandone di nuovi. Nel caso in cui ci si imbattesse in una tempesta di neve o ci si trovasse a prendere i vestiti di un cadavere congelato, questi risulterebbero congelati. Per riscaldarci a dovere, dovremo accendere dunque un falò per scongelarli prima e asciugarli dopo.

The Long Dark
The Long Dark

Loot

Altra componente che contribuisce a fare la differenza e che risulta tipica del genere in questione è senza dubbio il crafting, che permette di realizzare utensili ed equipaggiamento utile alla nostra sopravvivenza. Dalla costruzione di armi a metodi di preparazione di cibo e medicinali, col proseguo del gioco impareremo tecniche di crafting sempre più avanzate che ci permetteranno di superare di volta in volta ostacoli sempre nuovi.

Finita la storia, tramite la quale riusciremo ad apprendere tutte le nozioni e le meccaniche per giocare senza troppi problemi, potremo poi buttarci nella modalità sopravvivenza vera e propria oppure completare le sfide offerte dalla modalità Challenge.

The Long Dark
The Long Dark
The Long Dark
The Long Dark

Livelli di difficoltà

Ho apprezzato poi la possibilità di regolare la difficoltà. A seconda del modo in cui preferiamo giocare, se desideriamo esplorare maggiormente oppure avere una sfida più ardua, è possibile scegliere in che modo l’ambiente intorno a noi si comporterà nei nostri confronti.

Grafica

Sin dai primi minuti di gioco appare chiaro come Hinterland Studios abbia puntato più sul gameplay che sul comparto grafico. Siamo chiari, le scelte stilistiche sono chiaramente pensate per far apparire il tutto in modo spigoloso e quasi fumettistico, caratteristica che personalmente amo nei videogame, ma alcuni dettagli fanno comunque storcere il naso.

The Long Dark
The Long Dark
The Long Dark
The Long Dark

Vedere lupi correre in orizzontale mentre scalano una salita oppure lepri che si incastrano tra le rocce non è proprio un bel vedere ed è sintomo del poco interesse nella cura di queste meccaniche. Altro elemento che ho trovato fuori posto è stata la presenza di texture a bassa risoluzione di rocce e altri oggetti presenti nell’ambiente, considerando come solitamente questo tipo di grafica si sposa più con colori uniformi che con texture “appiccicate”.

Comparto sonoro

Lo scopo di The Long Dark è quello di immergere il giocatore nelle ambientazioni innevate, coinvolgendolo anche emotivamente nell’ansia di incontrare animali selvatici, la paura di non trovare un rifugio per la notte o la necessità di curare una ferita che va via via peggiorando col passare del tempo.

Tutto questo, oltre che con ottimi espedienti visivi, viene soprattutto conferito da un comparto sonoro azzeccato. I passi nella neve, i sospiri, i lamenti, i versi e il vento, oltre a tutti i rumori legati all’utilizzo di oggetti, risultano la componente chiave nel tentativo di immedesimarci nel nostro personaggio.

The Long Dark – Conclusioni

Hinterland Studios, dopo anni di lavoro, porta nel mercato già saturo dei generi survival un titolo che mette a dura prova le nostre abilità e conoscenze in fatto di sopravvivenza.

Con The Long Dark ci si lascia alle spalle zombie, multiplayer di massa e titoli simili per immergersi in un modo sicuramente più intimo tra le montagne innevate e la fauna selvatica.

I numerosi particolari da tenere sotto controllo per restare in vita, rimanere al caldo, difenderci dagli animali selvatici e curarci da ferite/infezioni più disparate sono dettagli che, nell’insieme, colpiscono e convincono fino in fondo.

Pro Contro
Ambientazioni e atmosfere immersive Trama poco coinvolgente
Sopravvivenza resa egregiamente
Difficoltà regolabile

La seguente review di The Long Dark è stata realizzata utilizzando una copia fornitaci da Hinterland Studios.

L’articolo Recensione The Long Dark: miglior survival dell’anno? appare per la prima volta su ChimeraRevo – Il miglior volto della tecnologia.

Ubuntu 17.10 Artful Aardvark: disponibile la Final Beta

By Matteo Gatti

ubuntu 17.10 artful aardvark

Canonical ha rilasciato la Final Beta di Ubuntu 17.10 Artful Aardvark.

L’arrivo di GNOME su Ubuntu dopo il lungo regno marchiato Unity è molto vicino. Il 19 Ottobre è dietro l’angolo ed oggi è già tempo di Final Beta. La beta arriva con GNOME 3.26, altamente personalizzato da Canonical per non sembrare troppo diverso da Unity, senza però eliminare le peculiarità proprie di GNOME.

Wayland ha sorpassato X11 ed è ora il display server di default. Ovviamente con due click è possibile andare a riattivare X.Org (scegliendo “Ubuntu on Xorg”) dal login screen. Login screen anch’esso rinnovato: si basa ora su GDM (GNOME Display Manager) che va a sostituire LightDM.

Ubuntu 17.10 Artful Aardvark: disponibile la Final Beta

Canonical ha spostato molti control buttons sulla destra dopo ben sette anni.

Le app di default includono GNOME Calendar, Simple Scan, Logs, Caribou e Settings che va a rimpiazzare l’Ubuntu Control Panel con un design più moderno. Sarà possibile godere delle potenzialità di Nautilus anche su Ubuntu. La suite prescelta è LibreOffice 5.4.

Canonical ha esteso il supporto a molti dispositivi tra cui Apple AirPrint, Wifi Direct, IPP Everywhere e Mopria.

Un’altra notizia rilevante consiste nell’abbandono dei 32 bit. Ubuntu 17.10 sarà operativo solo su macchine a 64 bit.

Lato server Ubuntu 17.10 Final Beta arriva con QEMU 2.10, DPDK 17.05.2, Open vSwitch 2.8 e libvirt 3.6.

Download Ubuntu 17.10 Final Beta

I flavors

Anche i flavors hanno partecipato alla Final Beta.

Ubuntu Budgie 17.10 Final Beta non porta grosse novità rispetto alla Beta1. Il desktop environment è Budgie desktop 10.4 e i pochi extra introdotti riguardano l’installazione di default di Night Light e Caffeine oltre a Folder Color. gThumb rimpiazza Shotwell.

Download Ubuntu Budgie 17.10

Poche novità anche per Ubuntu MATE 17.10 che introduce miglioramenti ai pannelli di configurazione e un HUD tutto nuovo.

Download Ubuntu Mate 17.10

Kubuntu 17.10 beta 2 offre Plasma 5.10 e KDE Applications 17.04.3. Amarok è stato rimpiazzato da Cantata music player.

Xubuntu 17.10 beta 2 ha ricevuto l’aggiornamento di diversi packages e app.

Ubuntu Kylin 17.10 beta 2 utilizza ora UKUI desktop di default.

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Vi ricordiamo che seguirci è molto semplice: tramite la pagina Facebook ufficiale, tramite il nostro canale notizie Telegram e la nostra pagina Google Plus. Da oggi, poi, è possibile seguire il nostro canale ufficiale Telegram dedicato ad Offerte e Promo!

Qui potrete trovare le varie notizie da noi riportate sul blog. È possibile, inoltre, commentare, condividere e creare spunti di discussione inerenti l’argomento.

L’articolo Ubuntu 17.10 Artful Aardvark: disponibile la Final Beta sembra essere il primo su Lffl.org.

Torrent: come scaricare e guida all’uso

By Fabrizio (Habby)

Ormai si sente parlare quotidianamente dei torrent ma ancora oggi non tutti sanno esattamente cosa sono e come vanno utilizzati. Se siete tra quelli che vogliono saperne di più, siete capitati nel posto giusto. In questo articolo vi spiegheremo cosa sono i torrent, vi mostreremo i migliori siti torrent dai quali scaricarli e, inoltre, vi faremo vedere qualche esempio di download. In questa guida faremo anche un po’ di chiarezza per quanto riguarda alcuni termini che possono essere confusi tra di loro.

Vi ricordiamo inoltre che l’articolo è stato realizzato a scopo puramente informativo e dimostrativo, non incita in nessun modo la pirateria.

Torrent e BitTorrent: cosa sono

Molti utenti si cimentano nel download dei torrent senza sapere di cosa si trattano. Torrent è l’estensione del file di BitTorrent, un protocollo peer-to-peer (P2P) che ne consente la distribuzione, con la conseguente condivisione, all’interno della rete internet. Quindi i file con estensione “.torrent” non sono altro che dei file di pochi KB che, una volta scaricati, consentono a programmi come uTorrent di accedere alla rete BitTorrent.

Ma in cosa consiste il protocollo BitTorrent? Vediamolo insieme.

BitTorrent è un protocollo peer-to-peer che si occupa della distribuzione e della condivisione di questi tipi di file all’interno della rete. Il proprio obbiettivo è quello di condividere un determinato file con il numero maggiore di utenti, i quali ne possono effettuare il download o l’upload. Vengono messi in gioco un numero molto alto di computer, i quali rendono efficiente la condivisione del file.

BitTorrent permette di condividere qualsiasi tipo di file. Il file originale viene frammentato in molteplici parti, che saranno poi ricomposte al momento dell’arrivo a destinazione. Ogni utente può creare e pubblicare un proprio file da condividere con gli altri utenti.

Tracker: cosa sono

Oltre alle informazioni sui dati da scaricare, i file contengono anche l’URL di uno o più tracker. I tracker, chiamati anche server traccia, sono dei server che si occupano di localizzare le sorgenti che possiedono il file intero, o le parti di esso. Inoltre si occupano di coordinare le comunicazioni tra gli utenti che effettuano il download e gli utenti che mettono a disposizione quella risorsa.

Di solito si occupano anche di determinare il numero di nodi che hanno completato la copia del file e il numero dei trasferimenti.

Nodi: seed, peer, swarm e leecher

Quando si trattano questo argomento si sente spesso parlare anche di nodi e quindi di seed, peers, swarm e leechers. Ma cosa significano tutti questi termini? Quali sono le loro caratteristiche? Vediamo di fare un po’ di chiarezza.

  • Seed: sono quei nodi che hanno già effettuato il download del file associato al torrent. Sono molto importanti in quanto contengono tutte le informazioni per tutti gli altri nodi che stanno ancora effettuando il download.
  • Peer: sono quei nodi che ancora non possiedono il file completo. Si occupano di condividere i frammenti del file di cui sono già in possesso.
  • Swarm: è il numero complessivo di seed e di peer che si occupano della condivisione dello stesso file. Quindi il numero indica le fonti totali disponibili per quel torrent.
  • Leecher: sono dei peer che hanno un rapporto tra frammenti ricevuti e inviati pessimo ovvero che ricevono tanto ma condividono poco.

Client Torrent

I torrent utilizzano dei client che si occupano del download di quel file. Un client torrent si occupa di accedere alla rete BitTorrent ed effettuare il download o l’upload da e verso tutti i nodi collegati. Il client è lo strumento fondamentale che permette lo scambio dei dati. I migliori sono:

  • BitTorrent
  • uTorrent
  • BitTornado
  • qBittorent
  • Shareaza

I file, invece, si cercano direttamente nel web.

I migliori siti da cui scaricare

Esiste un numero elevato di siti da cui scaricare i file in questione. A tal proposito vi proponiamo alcuni articoli che vi saranno sicuramente di aiuto.

Torrent gratis: i migliori siti italianiQuali sono migliori siti per cercare i torrent? In questo articolo vi mostreremo i migliori siti torrent in italiano e stranieri.

Torrent giochi PC: i migliori sitiQuali sono migliori siti per cercare e scaricare torrent per giochi PC? In questo articolo vi mostreremo i migliori da cui attingere.

Torrentz: i migliori siti torrent alternativiAmate Torrentz per la sua capacità di scovare anche i torrent più rari? Ecco a voi le migliori alternative e come si comportano!

Torrent: come scaricare

Veniamo quindi al nocciolo della questione. Qual’è la procedura completa per scaricare un file torrent?

Prima di tutto dobbiamo scaricare ed installare il nostro client, che può essere uTorrent, BitTorrent o altri. Una volta installato dobbiamo il file con estensione .torrent. Il download potete effettuarlo da qualsiasi sito tra quelli che vi abbiamo proposto in precedenza, oppure potete effettuare una ricerca generale sul web per trovare il file desiderato.

Una volta scaricato il file desiderato clicchiamoci su per aprirlo. Il file verrà aperto automaticamente con il client che abbiamo installato in precedenza. Dopo le varie conferme e la verifica del file inizierà il download del file originale. Noi non dobbiamo far altro che aspettare che termini il download per poter godere del file originale bello e pronto da utilizzare.

Esempio con client BitTorrent:


Popcorn Time: Serie TV e Film in streaming via torrentIl nostro approfondimento sulla situazione attuale dei vari fork di Popcorn Time: il client torrent per lo streaming di Serie e Film.

Attenzione!

Vi ricordiamo che il download di file e risorse coperte da copyright è illegale. ChimeraRevo non si assume nessuna responsabilità in caso di violazione delle leggi. L’articolo è stato proposto solo per scopo informativo e le immagini presenti sono state utilizzate solo per scopo puramente dimostrativo.

Conclusioni

Con questo articolo speriamo di aver fatto chiarezza sull’argomento, sul procedimento per effettuato il download e di avervi reso più chiare le idee.

Come cercare torrent con qBittorrentPassate molto tempo alla ricerca di torrent, anche rari? Il miglior modo per trovare torrent lo avete avuto sempre sotto il naso: sfruttate qBittorrent!

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Ecco a voi Deepin.

By noreply@blogger.com (Ubuntu Software Libero)

Deepin

lo sviluppo di deepin: 

deepin è stato sviluppato prevalentemente da Wuhan Deepin Technology Co., Ltd. ed utilizza, per impostazione predefinita, l’ambiente desktop Deepin Desktop Environment (DDE) 3.0, che è stato sviluppato usando la libreria multipiattaforma Qt;[9] Nel sistema sono inclusi altri applicativi tra cui Deepin Music Player, Deepin MovieDeepin Store, l’emulatore CrossOver, la suite per l’ufficio proprietaria WPS Office e la piattaforma di videogiochi proprietaria Steam della Valve Corporation.

Come è nato:

Il sistema deepin proviene dal sistema Hiwix, versione 0.1 del 2004. Hiwix 0.1 è stato pubblicato la prima volta il 28 febbraio 2004 ed è una distribuzione Linux che ha una storia più lunga di quella di Ubuntu. Hiwix è stata la prima distribuzione Linux cinese basata su Debian. L’immagine ISO di Hiwix occupava meno di 300 MB. La distribuzione era originariamente basata su Morphix, ma successivamente, nel 2005, è stata riscritta basandosi su Debian, poi, nel 2010, su Ubuntu ed in seguito, nel 2015, su Debian (unstable).

Quando il sistema Hiwix è stato rinominato come Hiweed Linux, Linux Deepin e Deepin, l’ambiente desktop utilizzato di default è stato costantemente modificato. In passato sono stati usati gli ambienti desktop IceWMXfceLXDE e GNOME (versioni 2 e 3, con DeepinGNOME) ma alla fine il team di sviluppo ha deciso di utilizzare un ambiente desktop sviluppato dallo stesso team, il Deepin Desktop Environment (DDE). Il sistema operativo da cui proviene deepin è cambiato nel corso del tempo, passando da Morphix a Debian e da Debian ad Ubuntu (che a sua volta è una derivata di Debian), fino all’attuale Debian (unstable).

Il team di sviluppo aggiorna periodicamente anche il software di base fornito con il sistema operativo e non solo l’ambiente desktop ed il kernel, al contrario della maggior parte delle altre distribuzioni derivate; le applicazioni fornite in bundle con il sistema sono stabili. In ordine cronologico, dal meno recente al più recente, sono stati pubblicati in sequenza i seguenti programmi: Deepin StoreDeepin ScreenshotDeepin Music PlayerDeepin MovieDeepin Desktop EnvironmentDeepin TerminalDeepin Image ViewerDeepin GameDeepin Translator ed il Deepin Boot Maker.

Nel 2009 sono stati aggiunti al progetto alcuni tester e manutentori, conosciuti con gli pseudonimi “Snd”, “ADM” e “Huahua”. Nel 2011 il numero dei programmatori dedicati agli sviluppi è aumentato considerevolmente; il team è ora composto da circa trenta persone che lavorano assiduamente al progetto.

A partire da Linux Deepin 10.12, versione pubblicata il 31 dicembre 2010, la procedura d’installazione è stata arricchita dell’interfaccia grafica (GUI) proposta da Ubuntu. Il Deepin Media Player, successivamente rinominato in Deepin Music Player e DMusic, è stato aggiunto a partire dalla versione Linux Deepin 12.06, pubblicata il 17 luglio 2012. Nella versione Deepin 2014, basata su Ubuntu 14.04 LTS, il nome del sistema operativo è stato cambiato da “Linux Deepin” a “Deepin”.

A partire dalla versione Deepin 2014.2, il sistema è stato dotato, gratuitamente, dell’emulatore CrossOver, predisposto per creare uno strato di compatibilità con i sistemi Microsoft Windows.

Da aprile 2015 è stato attivato il nuovo dominio internet deepin.org e sono stati predisposti settanta server mirror, locati in differenti continenti, per la distribuzione della documentazione e dei file binari di deepin.

Con la pubblicazione di deepin 2014.3, avvenuta il 28 aprile 2015, è stato aggiunto il supporto ai seguenti idiomi: arabo, danese, ebraico, greco, indonesiano, olandese, polacco, portoghese (Brasile), rumeno, slovacco, tedesco ed ungherese. Nella stessa versione il team di sviluppo di deepin ha reso più efficienti e stabili la Dock ed il Control Center; Il nome del sistema operativo è stato cambiato da “Deepin” a “deepin” (con la prima lettera in minuscolo).

Fino alla versione deepin 2014.3 la suite per l’ufficio proprietaria WPS Office era disponibile per il solo mercato cinese e tutte le altre versioni erano provviste di LibreOffice.

Il 6 maggio 2015 il programmatore Steve Ovens ha incluso il DDE nel repository del sistema operativo Antergos, consentendo agli utenti di installare il DDE direttamente dal repository software su un sistema operativo diverso da deepin e che non deriva né da deepin, né da Ubuntu o da Debian (Antergos è infatti una derivata del sistema indipendente Arch Linux).

Con la pubblicazione di deepin 15, avvenuta il 31 dicembre 2015, è stato aggiunto il supporto ai seguenti idiomi: svedese, croato, bulgaro, spagnolo (dell’America Latina), finlandese, hindi (dell’India), malese, ucraino, coreano e giapponese. Il 31 dicembre 2015 è iniziata la collaborazione tra Intel Corporation (la più grande azienda multinazionale produttrice di dispositivi a semiconduttore – microprocessori, dispositivi di memoria, circuiti di supporto alle telecomunicazioni e alle applicazioni informatiche – ) e gli sviluppatori del progetto deepin.[8] deepin 15 supporta la migrazione delle Web App esistenti in deepin attraverso il progetto Crosswalk di Intel.

I suoni di sistema, solo per questa versione, sono stati creati dal produttore musicale cinese Shen Huibin.

Il kernel Linux 4.2.0.1 è in versione stabile e migliora il supporto AMDGPU per le schede AMD della serie 4000, Radeon R9 285 Tonga e APU Carrizo, introduce il supporto per le CPU Intel Skylake, aggiunge il supporto UEFI ESRT, il Navigation Controller della Sony PlayStation 4, il Motion Controller della SonyPlayStation 3 ed il mouse Logitech M560.

Con la pubblicazione di deepin 15.1, avvenuta il 29 gennaio 2016, è stata aggiunta la piattaforma di videogiochi proprietaria Steam della Valve Corporation.

La versione 15.1.1, pubblicata il 9 marzo 2016, corregge la visualizzazione delle icone sulla scrivania, un problema che interrompeva l’esecuzione fluente del Launcher ed un problema che impediva il funzionamento consueto della funzionalità di Smart hide.

La versione 15.2, pubblicata il 1 giugno 2016, introduce numerose novità, tra le quali una nuova interfaccia del launcher e miglioramenti della visualizzazione del desktop, Kernel 4.4 LTS ottimizzato e ricompilato dal deepin kernel team, una nuova versione di Crossover 15 preinstallata e nuovi software di default, l’Assistente Remoto ora applicazione indipendente, meglio integrata con il sistema, ottimizzazioni nel Deepin Control Center e del window manager, aggiornamenti di vari pacchetti e bugfix.

Il 13 settembre 2016 è pubblicata la versione 15.3, la quale aggiorna i programmi pre-installati, introduce una system tray ottimizzata e personalizzabile nelle dimensioni, una nuova dock impostabile in interfaccia fashion o efficient, con possibilità di modificarne il posizionamento e la dimensione delle icone. Sono presenti nuovi wallpaper predefiniti, e cliccando sul desktop è possibile cambiare lo sfondo come la schermata di login.

A partire dalla versione 15.4 non è più liberamente scaricabile per sistemi a 32-bit.

Allora non resta che Installarlo.

Deepin

Per saperne di più su Linux=https://www.facebook.com/groups/416785168484322/

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Una psicologa del lavoro in un Coworking, intervista a Rossella Racugno

By Matteo Enna

Need for nerd

Proseguiamo le interviste con un altro membro di Need For Nerd, questa volta è il turno di Rossella Racugno. Psicologa del lavoro, da anni si muove tra Startup, coworking, formazione e consulenze. Conosciamola meglio in questa intervista.

Benvenuta nel blog, prima di entrare nel vivo dell’intervista raccontaci chi è Rossella Racugno

Colpita e affondata! Questa è la domanda che mi manda sempre nell’oblio. Mi definirei una psicologa del lavoro atipica. Dopo il master ho iniziato a lavorare in una società di consulenza aziendale che mi ha permesso sin da subito di sperimentare le mie passioni e le mie competenze. Sono così diventata scrittrice di progetti, formatrice in corsi di cultura imprenditoriale per ragazzi e adulti e consulente sul tema dello sviluppo organizzativo e della gestione delle risorse umane.
Lavoro in uno spazio di coworking e adoro il ribollire di idee e progetti degli altri professionisti che lo popolano. Un esempio? Da qualche mese sono entrata a far parte del team di Need for Nerd!


Lavoro in uno spazio di coworking e adoro il ribollire di idee e progetti degli altri professionisti…
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Cosa può trovare una psicologa del lavoro in uno spazio di coworking? Com’è stata la tua esperienza?

Una psicologa del lavoro in uno spazio di coworking trova la sua materia prima: persone e dinamiche relazionali professionali. Ho sentito per la prima volta la parola coworking quasi quattro anni fa, durante il tirocinio del Master che ho svolto in Apply. Ho visto nascere Hub/Spoke ed è stato emozionante vivere in prima persona le varie fasi della sua progettazione, della sua nascita e della sua crescita. Adesso lo considero la mia seconda casa e considero le persone che lo popolano come una grande famiglia.

Dalla tua esperienza cosa può dare uno spazio di coworking a un programmatore?

Uno spazio di coworking non è solo il noleggio di una “postazione d’ufficio” ma lo considero, per i programmatori così come per tutti gli altri professionisti, una fucina di opportunità.
Dalle relazioni nascono idee, progetti e lavori, si impara e si cresce umanamente e professionalmente.


Dalle relazioni nascono idee, progetti e lavori, si impara e si cresce umanamente e professionalmente.
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Qual’è il tuo ruolo in Need for Nerd e cosa ti ha spinto ad entrarci?

Sono una persona curiosa e, come tale, mi piace andare a fondo nel comprendere fatti, situazioni e progetti. Qualche tempo fa Michele mi ha chiesto un consiglio su chi poter contattare per sviluppare un progetto HR in Need For Nerd.
Ho ascoltato l’idea e ne ho sposato visione e missione. Innanzitutto mi sono occupata di mettere nero su bianco il progetto, per poterlo presentare ad un ente finanziatore. Adesso che il finanziamento è stato ottenuto il mio ruolo è quello di mettere a disposizione del team le mie conoscenze in materia HR per poter sviluppare un prodotto (la piattaforma per il recruitment di sviluppatori) e un servizio (la selezione del personale) efficace al servizio delle aziende e della community di programmatori.

Soft e hard skills, cosa sono e quanto influenzano il rendimento sul lavoro?

Le competenze possono essere definite come un insieme di caratteristiche personali, innate o acquisite, atteggiamenti, conoscenze e abilità che favoriscono la produzione di un comportamento efficace in diverse situazioni e contesti. Esistono competenze specifiche (che si acquisiscono in un ambito/compito o settore/azienda specifico) e competenze generali (che si acquisiscono genericamente sul mercato del lavoro o nella vita privata). In gergo tecnico si parla più comunemente di Hard e Soft Skills.

Le prime sono strettamente specifiche a una tipologia di lavoro, fortemente connesse alla conoscenza acquisita nel percorso educativo, facilmente osservabili, misurabili, il che rende più semplice apprenderle. Costituiscono il nucleo dei requisiti professionali di una data posizione lavorativa.

Le soft skills non sono invece correlate specificatamente ad un lavoro, ma rappresentano lo stile lavorativo di una persona (il modo in cui svolge i compiti e il ruolo assegnati) e si acquisiscono nel corso dell’esperienza di vita personale e lavorativa.

Oggi la globalizzazione, gli uffici virtuali, la tecnologia e la crescente diversità della società (di età, genere, istruzione, etnia …) richiedono sempre più la padronanza di competenze trasversali nei luoghi di lavoro. Tale necessità è sentita non solo più dalle società globali agguerrite nella ricerca dei talenti, ma anche dalle PMI che diventano man mano più consapevoli che il loro successo e la loro competitività sono guidati da un giusto mix di competenze hard e soft: sicuramente competenze tecniche e qualifiche professionali sono importanti, ma la conversione di abilità e saperi in risultato economico richiede competenze orizzontali quali il problem solving, la motivazione, la flessibilità e il lavoro di gruppo. In questo senso le Soft Skills rappresentano un elemento chiave del successo lavorativo di un professionista.

Php, Java, C e Python, sono solo alcuni dei linguaggi che i programmatori “parlano”. Tu quale linguaggio parli?

Durante gli studi ero appassionata di Statistica Psicometrica, tanto da aver presentato la tesi magistrale su un modello multivariato per l’analisi del processo percettivo visivo su oggetti complessi ed aver portato avanti un lavoro di ricerca anche dopo la laurea. In quel contesto “parlavo” il linguaggio statistico R. Adesso, che ho cambiato vita ed obiettivi, mi limito ad esprimermi in Italiano. 🙂

Quali consigli daresti a un giovane programmatore che cerca lavoro?

Saper programmare implica la conoscenza non solo di determinate strutture informatiche e tecnologiche, ma anche una forma mentis molto particolare fortemente orientata al problem solving. Quindi, se vogliamo considerare la ricerca di un lavoro come uno dei “problemi” più grandi che qualsiasi individuo si trova a dover affrontare nel corso della propria vita, ritengo che i programmatori posseggano una marcia in più. Ho tre consigli da dare ai giovani programmatori in cerca di un lavoro. Il primo è inserirsi nei network giusti, universitari o professionali (partecipare ad eventi, contest, ecc.) per ampliare la rete dei contatti e poter mostrare personalmente le qualità possedute. Poi la scrittura di un buon curriculum, se ben confezionato è un’arma potentissima, un biglietto da visita che può evidenziare non solo le competenze tecniche ma anche quelle trasversali. Infine, non arrendersi e non accontentarsi. So che quest’ultimo consiglio può sembrare poco concreto, ma la verità è che trovare un lavoro è un po’ come trovare un/una fidanzato/a. Bisogna appassionarsi e credere nella relazione lavorativa, condividere gioie e dolori, crescere e raggiungere obiettivi sempre più sfidanti.

Da poco è nata Prototype di cui fai parte, vuoi parlarcene?

Già, venerdì scorso è nato ufficialmente Prototype. Si tratta di un percorso di sole sei settimane durante il quale team di startup imparano a testare la propria idea direttamente sul mercato. Non imparano e basta, lo fanno realmente perché Prototype è un programma ibrido, metà formativo e metà consulenziale. I partecipanti avranno a disposizione settimanalmente i materiali di studio da consultare “a casa” e per sei sabati consecutivi arriveranno in aula pronti per essere seguiti dai consulenti nel percorso di validazione della loro idea di startup.

Io mi occuperò di seguire la parte didattica di questo progetto, mentre alle parti tecniche penseranno ottimi consulenti con esperienza pluriannuale in campo startup: Nicola Siza (Business Manager), Giuseppe Laddomada (Product Manager), Livio Marcheschi (Business Analyst), Alberto Tanas (Facebook Marketing Manager), Stefano Fois (UI Designer) e Francesco Cabras (Tech Lead).

Harley quinn è il personaggio che hai scelto come avatar su Need for Nerd, come mai?

Harley Quinn è un personaggio nato nel 1992, nella serie animata di Batman, con un ruolo semplice e molto minore, quello di spalla semi-comica di Joker. Per di più è una psicologa, proprio come me.
Ho scelto lei come avatar perché sostengo il progetto Need For Nerd tanto profondamente quanto “in punta di piedi”. Rispetto moltissimo l’impegno e il lavoro degli altri membri del team e voglio dare il mio contributo nel modo più professionale possibile.

Grazie per le tue risposte, se qualcuno volesse seguire quello che fai e i tuoi lavori, dove potrebbe farlo?

Grazie a te per avermi dato questo spazio di riflessione, oltre che di espressione. Lavoro nello spazio di coworking Hub/Spoke portando avanti diversi progetti (Apply, Need For Nerd e Prototype).
Chi volesse può o passare a trovarmi o contattarmi qui: rossellaracugno@applyconsulting.it

A presto.

L’articolo Una psicologa del lavoro in un Coworking, intervista a Rossella Racugno proviene da Matteo Enna.

Telegram: cosa cambia rispetto a WhatsApp?

By Salvo Cirmi (Tux1)

L’altro giorno ho introdotto l’argomento WhatsApp in maniera abbastanza generica, descrivendo come il programma di messaggistica istantanea avesse letteralmente rivoluzionato il “mercato” informatico.

Dopo WhatsApp è uscita un’altra applicazione davvero interessante, ovvero Telegram, un clone di WhatsApp superiore in ogni campo.

Ma cos’ha Telegram di diverso rispetto a WhatsApp? E perché utilizzarlo al suo posto?

Ideologie diverse

Mentre WhatsApp è nato come fonte di guadagno finanziario, Telegram nasce per fornire comunicazione gratuita, sicura, veloce e completa. Semplicità che si può trovare su Starcasinò.it.

Il progetto è sostenuto da Pavel e Nikolai Durov (con migliaia di sviluppatori a libero contributo dietro le quinte) ed offre funzionalità uniche (la maggior parte delle quali sono state poi introdotte con gli aggiornamenti anche su WhatsApp, senza raggiungere però gli standard qualitativi di Telegram).

Tra queste ricordiamo il caricamenti di file di qualsiasi tipo fino a 1.5 GB (WhatsApp fino a qualche tempo fa non permetteva nemmeno la condivisione di file che non fossero immagini/video o audio), invio di immagini senza compressione ad alta qualità, chat segrete protette da particolari algoritmi e moltissimo altro che potete leggere nelle FAQ del programma qui.

Ovviamente, il tutto è Open-Source e punta alla sicurezza sul web.

Disponibilie Firefox 56, ma tutti aspettano Firefox Quantum

By Matteo Gatti

firefox 56

L’hype è tutto per Firefox 57 Quantum, intanto Mozilla ha rilasciato Firefox 56.

Mozilla ha annunciato il rilascio di Firefox 56 per Windows, macOS, Android e ovviamente GNU/Linux.
Questa nuova release porta con se alcune interessanti novità che faranno di certo piacere a chi lavora con il browser anche se tutti attendono di provare Firefox Quantum.

Disponibile Firefox 56, ma tutti aspettano Firefox Quantum

Una delle nuove funzionalità di Firefox 56 è Cattura Screenshot che consiste nella possibilità di catturare rapidamente screenshot delle pagine web. E’ anche possibile catturare solo una porzione di una pagina web. Una volta acquisito lo screenshot sarà possibile salvare lo screenshot sul PC o in alternativa caricarlo in automatico su Firefox Screenshots per condividerlo con altre persone.
Gli screenshot acquisti rimarranno disponibili nel cloud per 14 giorni come impostazione predefinita ma è possibile personalizzare la durata, da un minimo di 10 minuti ad un tempo illimitato.
Compilazione moduli
Questa funzionalità, attualmente presente solo negli USA ma che verrà rilasciata prossimamente anche in altre nazioni, consente di memorizzare all’interno del browser i dati che normalmente di nome, cognome, indirizzo etc, ovvero tutti quei dati che di volta in volta ci vengono chiesti quando compiliamo dei moduli online. Tramite un tasto sarà possibile inserirli in automatico. Oltre a questo sarà per noi sempre possibile modificarli nelle impostazioni di Firefox.
Firefox 56 vi permette infine di condividere in maniera rapida e semplice le schede che stiamo visualizzando da PC a smartphone e viceversa. Basterà selezionare la relative voce dalla scheda che ci interessa inviare su smartphone o PC e quella verrà inviata al nostro dispositivo.
È possibile scaricare Firefox 56 cliccando sul bottone qui sotto.

Download

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WhatsApp: semplice programma o sorprendente rivoluzione?

By Salvo Cirmi (Tux1)

Col passare degli anni, si sono succedute, una dopo l’altra, diverse applicazioni che hanno portato ad un contatto virtuale con diverse persone, alcune in tempo reale, altre no. Per chi lo ricorda ancora, è il caso di MSN Messenger, che oltre ad offrire una chat completa (con tanto di condivisione file), aveva il volume delle notifiche pericolosamente alto.

Poi, dopo molti anni e vari cloni di MSN, è nato WhatsApp. Perché adesso è così famosa ed MSN, per citare un esempio, è sparito?

L’idea del numero di telefono

A differenza della stragrande maggioranza delle applicazioni per chattare online, WhatsApp sfrutta un principio molto innovativo: il numero di telefono.

Ogni smartphone ha una SIM: installato il programma, whatsapp prende automaticamente i contatti dalla SIM e li mostra sul programma. Ecco così, in un solo istante, risolte le enormi problematiche legate agli utenti più anziani del “come si cerca un contatto?”. La semplicità gioca un ruolo enorme. Un po’ come su Starcasinò.it, dove è facile che i ragazzino facciano qualche puntata.

Chi mi vede, cosa vedi tu

Questa non è proprio un’idea rivoluzionaria dato che altri programmi ai tempi facevano già lo stesso, ma il concetto è interessante: 1 spunta messaggio inviato, 2 spunte messaggio ricevuto, doppia spunta blu ricevuto e letto dal destinatario. Geniale.

Telegram non fa lo stesso?

E lo fa anche meglio. Ha più funzioni, è più sicuro e tiene le chat praticamente in eterno (al contrario di WhatsApp). Ma sapete come va: si comincia ad usare un programma, lo pubblicizza il mondo intero e poi, anche se esistono alternative decisamente migliori, si continua ad usare lo stesso programma di sempre.

La proprietà intellettuale in ambito accademico e le licenze open. I materiali del corso di Bari

By Simone Aliprandi

Condivido in questo post le slides utilizzate per il corso di formazione tenuto questa settimana presso il Politecnico di Bari. Il corso è durato due giornate intere (per un totale di circa 16 ore) e quindi risulta essere uno degli interventi formativi più completi tra quelli da me svolti in questi anni di attività di docenza.
Nella prima giornata mi sono occupato di un’introduzione al diritto d’autore con i suoi principi di base e la presentazione di un quadro di tutti i diritti previsti dalla legge italiana, arrivando a trattare nel dettaglio anche i temi del pubblico dominio, del fair use e delle libere utilizzazioni.
Nella seconda giornata sono invece passato a trattare il mondo degli strumenti di gestione e cessione dei diritti (liberatorie, licenze e contratti), focalizzandomi in particolare sulle licenze open (Creative Commons e simili) e sulla loro applicazione alla produzione scientifico-accademica (Open Access).
Confido che vogliate diffondere il più possibile questo materiale.

Chi volesse organizzare un corso simile può contattarmi seguendo le indicazioni nella sezione “formazione” del mio sito web (VAI).