Come Scegliere Il Gruppo Di Continuità? Guida Ups Per Pc, Computer, Informatica E Dispositivi

Come scegliere il Gruppo di Continuità? Guida Ups per Pc, Computer, Informatica e Dispositivi

Spesso sentiamo parlare di gruppo di continuità o ups, soprattutto nell’ambito dell’informatica, difficilmente però sappiamo esattamente tutti i vantaggi che questa macchina può portarci, come poter effettuare la giusta scelta a seconda delle nostre specifiche esigenze e come ad esempio calcolare la giusta potenza necessaria.

Oggi voglio rispondere a tutte queste domande scrivendo una guida semplice e chiara che risponderà a tutte le possibili richieste di informazioni relative a questo mondo, togliendo una volta per tutte tutti i dubbi.

Qui sotto potrai scorrere le varie sezioni della guida per trovare subito l’informazione che stai cercando.

Buona lettura!

Che cos’è un Gruppo di Continuità e a Cosa Serve?

che cos'è e a cosa serve l'ups?

Il Gruppo di Continuità, anche chiamato Ups o Uninterruptible Power Supply, è una macchina dotata di batterie interne in genere da 12 volt, che al verificarsi di un’interruzione di corrente fornisce un’autonomia utile per mantenere acceso il nostro computer(o altro dispositivo), proteggendo inoltre i componenti interni da sbalzi di corrente che potrebbero danneggiare il nostro hardware, sopratutto nelle macchine molto sensibili come ad esempio i server, pc, tv, illuminazione.

Il primo vantaggio dell’Uninterruptible Power Supply è quindi quello di poter fornire autonomia al verificarsi di un black out, soprattutto nel caso in cui il nostro dispositivo connesso(come nel caso di un server), non possa subire nemmeno una piccola microinterruzione che finirebbe per danneggiare o peggio bruciare i componenti interni della macchina.

Un secondo vantaggio è sicuramente quello di pulire la corrente in ingresso da possibili picchi di tensione presenti normalmente all’interno dei nostri impianti, l’ups restituirà in uscita una corrente pulita e stabile che proteggerà i componenti hardware del nostro computer, modem router, stampante, console, scanner e monitor(nel campo dell’informatica), ma anche altri dispositivi della tua casa come televisori, stufe a pellet, pompe sommerse e altri.

Ora che conosci meglio i principali vantaggi derivanti dall’utilizzo del gruppo di continuità e soprattutto sai cos’è un ups, andiamo ora a spiegare come funziona questa preziosa macchina più in dettaglio.

Come Funziona?

come funziona l'ups?

Poniamo il caso che si presenti un’interruzione di corrente(blackout) ed il nostro pc, collegato ad un ups, resti sprovvisto di alimentazione elettrica.

Anzichè spegnersi bruscamente facendoci perdere tutti i nostri dati l’ups interverrà prontamente azionando il proprio inverter interno, questo farà sì che l’autonomia delle batterie venga trasformata in corrente continua, alimentando così il nostro computer e concedendoci il tempo di spegnerlo correttamente salvandone i dati.

Questa autonomia accumulata, generata dalle batterie interne, permetterà di fornire energia al nostro pc anche durante un blackout, alimentandolo per tutta la durata delle sue batterie interne. Solitamente viene definita autonomia standard un’autonomia di 10 minuti a pieno carico(vedremo più avanti nella guida che cosa significa).

Per quanto riguarda invece i picchi e sbalzi di tensione dei quali abbiamo parlato precedentemente, l’ups è dotato di appositi filtri interni che stabilizzano la corrente proveniente dalla nostra presa prima di giungere ai nostri apparecchi connessi:

  • La corrente proveniente dalla nostra presa entra all’interno del gruppo di continuità;
  • Successivamente viene pulita e stabilizzata passando attraverso appositi filtri chiamati EMI;
  • La corrente in uscita che alimenterà i dispositivi connessi sarà pulita e corretta dal filtro stabilizzatore EMI che allungherà notevolmente la vita dei nostri componenti interni.

Esistono tuttavia differenti tipologie di macchine ups, ognuna per specifiche esigenze a seconda dello strumento da proteggere.

Per effettuare una scelta mirata ti spiegherò come funzionano le diverse tipologie di ups e quali sono le principali differenze, questo ti aiuterà a trovare il soccorritore giusto per te:

Gruppo di Continuità Offline Standby: Questa gamma di gruppi di continuità solitamente è la più economica e base. Non essendo macchine online non entrano in funzione immediatamente al verificarsi di un blackout ma solo 5-10 millisecondi dopo l’inizio dell’interruzione di corrente.

Per questo motivo questa tipologia di ups non è molto indicata per la protezione dei server(che necessitano di un intervento immediato) ma può essere però una buona scelta per i computer, elettrodomestici e apparecchiature leggermente meno sensibili.

Non sono presenti i filtri EMI per la stabilizzazione della corrente in uscita. Molti soccorritori di questa tipologia sono commercializzati in forme simili ad una ciabatta dotata di tante prese.

esempio gruppo di continuità offline standby

Esempio di gruppo di continuità offline

Gruppo di Continuità Online Doppia Conversione: Questi Ups a differenza dei modelli precedenti, al verificarsi di un interruzione di rete intervengono immediatamente per fornire subito l’alimentazione necessaria, questo senza causare microinterruzioni che danneggerebbero apparecchiature sensibili come i server.

Sono alimentati direttamente dalle batterie interne e non dalla rete elettrica, come nel caso dei gruppi offline.

Questa tipologia è perfetta per server, data center, sistemi di backup e apparecchi elettrici ultrasensibili.

La protezione dai picchi di tensione è presente in tutti i modelli e in tutte le marche grazie alla capacità di produrre un’onda sinusoidale pura in uscita.

esempio gruppo di continuità a doppia conversione online

Esempio Ups doppia conversione online

Ups Line Interactive: Questo tipo di ups è la fusione fra le 2 tipologie elencate qui sopra, entra in azione dopo soli 5 millisecondi, stabilizza la corrente attraverso l’utilizzo di un regolatore di tensione chiamato Avr, ed è la macchina con il miglior rapporto qualità-prezzo anche se non è tuttavia adatta a tutti i dispositivi ultrasensibili.

Solo i migliori Line-Interactive riescono a produrre un’onda sinusoidale pura per proteggere i dispositivi connessi.

Il miglior gruppo di continuità risulta quindi quello che sfrutta la tecnologia online a doppia conversione che viene consigliato a chi deve proteggere unità super sensibili come appunto server, data center e sistemi di backup.

Tuttavia i gruppi a doppia conversione hanno prezzi molto alti, quindi se stai cercando un ups per pc o computer il line-interactive risulta essere la scelta migliore.

esempio ups line interactive

Esempio Ups Line interactive

Qual’è il significato di onda sinusoidale pura?

La corrente elettrica che alimenta gli impianti elettrici in italia così come in Europa, viene distribuita sotto forma di energia alternata sinusoidale che per diversi fattori di impiantistica o grossi carichi inseriti sul nostro impianto difficilmente giunge ai dispositivi connessi come onda sinusoidale perfetta e pura.

Questi sbalzi e picchi di tensione a lungo andare aumenteranno il rischio di rovinare i componenti hardware interni dei dispositivi collegati alla rete elettrica, riducendo considerevolmente la durata della loro vita.

Utilizzando un gruppo di continuità online o un line-interactive dotato di Avr potrai proteggere la componentistica hardware dei tuoi strumenti.

Ti consiglio assolutamente di evitare gli ups che generano un’onda quadra come segnale in uscita perchè potrebbero causare seri problemi ai componenti interni.

Quali tipologie di ingressi e uscite devo scegliere?

Dopo aver compreso le principali differenze non ci rimane che entrare più in dettaglio e scoprire quali tipi di ingressi e uscite potrebbero fare a caso nostro a seconda delle nostre esigenze.

I connettori più diffusi sono sicuramente quelli contrassegnati dalla sigla IEC 320 C13, soprattutto nei modelli di ups professionali destinati ad uso industriale, nel campo dell’informatica invece vengono utilizzati Uninterruptible Power Supply dotati di presa Schuko.

Questo è un gruppo di continuità con porte IEC 320 C13:

gruppo di continuità ingressi, connettori, porte IEC 320 C13

Questo invece è un ups con porte tedesche Schuko:

gruppo di continuità ups porte connettori presa tedesca Schuko

Per ovviare il problema delle differenti porte è’ tuttavia possibile acquistare degli adattatori a ciabatta o singoli con spina per poter utilizzare gli ingressi IEC anche con Computer e Pc .

Qui sotto puoi vedere una foto di questa tipologia di adattatori disponibili.

adattatore per gruppo di continuità da presa iec 320 c13 a tedesca schuko

Alcuni gruppi di continuità sono dotati di porte rj11 per la protezione di telefoni, fax, modem, altri sono dotati di porte Ethernet e Usb per poter proteggere una gamma di dispositivi ancora più ampia.

Un’eccezione riguarda tuttavia i computer dotati di alimentatore con PFC attivo(Correzione del Fattore di Potenza attiva) che richiedono necessariamente un gruppo di continuità che produca corrente in uscita sinusoidale pura.

Quando ti appresti a scegliere il tuo ups devi quindi controllare preventivamente il PFC dell’alimentatore del pc poichè potrebbero verificarsi seri danni a livello hardware se non consideri questa caratteristica.

Se non sai se l’alimentatore del tuo pc è dotato di PFC attivo o passivo puoi sempre contattarci per ottenere assistenza dal nostro staff che ti proporrà l’ups perfetto per la tipologia del tuo alimentatore o modello di pc.

Come calcolare la Potenza e l’Autonomia Necessaria?

come calcolare l'autonomia e la potenza necessaria?

Ora sei un vero esperto di di questo settore, tuttavia potresti avere ancora qualche domanda in mente come per esempio:

Come posso calcolare l’autonomia e la potenza necessaria per le mie esigenze?

A questo proposito abbiamo deciso di dedicare questo paragrafo al calcolo della giusta potenza anche a seconda dell’autonomia richiesta.

Ecco gli step per calcolare la potenza del gruppo di continuità:

1) Quanti dispositivi devi collegare alla tua unità?

Nel primo passo per trovare il giusto gruppo devi tenere in considerazione quanti e soprattutto quali apparecchiature dovrai collegarci.

Ora somma i watt di tutti questi dispositivi e segna la somma dei watt complessivi su un foglio, fra poco ci servirà.

2) Quanti minuti di autonomia deve garantire la macchina al verificarsi di un black out?

Nel secondo step invece dovresti ragionare sulla durata dell’autonomia espressa in minuti necessaria per poter arrestare e spegnere in maniera corretta la tua unità.

Ti ricordo che l’autonomia standard a pieno carico degli ups è di 10 minuti, è possibile alzare questo valore aggiungendo altre batterie interne solo su certi tipi di macchine predisposte, oppure potresti scegliere una macchina più potente per avere una durata maggiore(se la somma dei tuoi strumenti è inferiore alla potenza dell’ups l’autonomia sarà maggiore).

In alcuni gruppi di continuità, come ad esempio gli ups di riello aros, esiste un software automatico già incluso con il dispositivo che permette lo shutdown(spegnimento) automatico del pc o del dispositivo connesso senza che vi sia alcuna perdita di dati, eseguendo un preventivo salvataggio dati prima del termine dell’autonomia.

Questo è molto comodo poichè anche se non ci troviamo in casa o in ufficio il nostro soccorritore penserà a spegnere in maniera corretta tutte le nostre apparecchiature.

3) A quanti Va(voltampere) corrisponde in mio trasformatore in watt?

Per poter conoscere invece la giusta potenza dell’ups dovrai effettuare il calcolo da va in watt e per far ciò devi considerare che il voltampere vale circa 1.4 volte il valore del watt(w) anche se tuttavia dovremmo considerare un altro valore per poter effettuare questo dimensionamento.

Dato che alcuni alimentatori per pc possono avere come abbiamo visto precedentemente di un trasformatore con PFC attivo o passivo, dobbiamo fare una piccola distinzione fra queste 2 tipologie:

Computer con alimentatore PFC Attivo da 350W:

350W/0,9 = 388,88VA (Sarà necessario un gruppo di continuità da 400va)

PC con alimentatore PFC Passivo da 350W:

350W/0,7 = 500VA necessari

Per la formula ti basterà quindi effettuare la somma di tutti i dispositivi che dovrai collegare, supponendo che vogliamo inserire nel nostro ups un Computer con trasformatore PFC Passivo da 350W + un Monitor da 100W + Stampante da 150w:

Potenza Alimentatore Pc : 350W +
Potenza Alimentatore Monitor: 100W +
Potenza Alimentatore Stampante : 150W =
——————————————————————-
Totale Potenze Alimentatori: 600 Watt

La somma di tutte le potenze inserite nell’ups sarà quindi di 600W.

Prendiamo ora i 600W totali e dividiamoli per il valore spiegato prima(se hai un PFC attivo dividi per 0,9 se passivo per 0,7) così da ottenere la giusta potenza in va.

Formula PFC Passivo: 600W/0,7 = 857,14Va

Il valore stabilito in maniera convenzionale 0,7 o 0,9 non è tuttavia standard per tutti i tipi di alimentatori, dipende molto dai componenti interni di quest’ultimo e da altri fattori che potrebbero influenzare il calcolo, ad esempio posso avere un alimentatore da 400 watt quando in realtà assorbirà solamente 250w richiedendo un gruppo di continuità da 250w.

Per essere sicuro cerca di considerare sempre la potenza massima dell’alimentatore scritta e acquista un ups con un dimensionamento in va maggiore del risultato, se ottieni un risultato di 857,14va ti consiglio di scegliere una macchina da 900-1000va almeno.

Più avanti all’interno della guida ti sarà comunque spiegato a seconda dell’alimentazione del tuo pc in watt quale ups sarebbe meglio acquistare, sia per software windows, mac (imac 21” 27”, macbook e altri) e sistemi unix.

Attenzione: Se la stampante che devi collegare al gruppo di continuità è di tipo laser, ti consiglio di collegarla ad un gruppo di continuità sovra dimensionato poichè questi dispositivi hanno picchi tensione molto elevati.

Hai qualche dubbio su quale scegliere per la tua stampante laser?

Contattaci ora per richiedere gratuitamente le informazioni che desideri.

Come Collegarlo al Pc e ai Dispositivi?

Ora sei un vero esperto di ups! Complimenti.

Tuttavia mancano ancora alcuni aspetti importanti per poter mettere in funzione il tuo stabilizzatore e per far ciò in questa sezione parleremo di come dovrai collegare l’ups al pc.

Guarda l’immagine qui sotto e a seconda della domanda cerca il punto corrispondente sotto.

come collegare gruppo di continuità al pc: guida all'ups

Risposte:

1) In questa porta è possibile collegare connettori Rs232 per effettuare diagnostiche e controlli sullo stato delle batterie, della macchina e di altri parametri come il controllo dell’autonomia a carico attuale.

Solitamente viene fornito un software per poter effettuare questo controllo.

2) Il connettore Usb svolge lo stesso compito del connettore 1 con la differenza che viene utilizzato un cavo usb per monitorare la diagnostica.

3) Nel 3° connettore invece, se presente, possiamo collegare un eventuale espansione batterie per prolungare l’autonomia del nostro gruppo di continuità ed avere più autonomia per arrestare il funzionamento delle apparecchiature elettriche collegate.

4) Nel punto 4 invece andremo a collegare tutti i dispositivi che vogliamo proteggere da black out e se sono presenti i filtri emi per stabilizzare la tensione in uscita.

Se non possiedi questo tipo di connettore nel paragrafo precedente “Quali tipologie di ingressi e uscite devo scegliere?” puoi vedere quali adattatori ti servono per connettere il pc a questi ingressi.

Leggi il punto 6 per approfondire ulteriormente.

5) Qui va inserito il cavo di alimentazione venduto in dotazione con il gruppo di continuità per poterlo accendere e mettere in funzione.

6) Non sempre. Mi spiego meglio. Se su questi ingressi non è riportato alcun simbolo e nessun scritta allora tutte le porte sono uguali.

Diversamente se sulle porte trovi un’indicazione simile a questo simbolosimbolo gruppo di continuità simboli ups significa che la presa è connessa alle batterie dell’ups, diversamente se non è raffigurato questo simbolo in uno o più connettori, mentre negli altri è presente, allora significa che quella presa è passante ovvero alimentata dalla rete elettrica.

In caso di black out il connettore dove non è raffigurato questo simbolo tenderà a spegnersi subito.

Dove comprare le batterie di ricambio?

batterie gruppi di continuità ups batteria di ricambio e sostituzione

Devi sostituire le tue vecchie batterie?

Campoelettrico.it può aiutarti a sostituire le tue vecchie batterie oppure ad espandere l’autonomia del tuo nuovo gruppo di continuità proponendoti il giusto modello compatibile con il tuo gruppo.

Se cerchi quindi un rivenditore affidabile di batterie sia originali, sia compatibili per la tua macchina contattaci ora e richiedi un consulto o preventivo gratuito, deciderai tu se accettarlo o meno una volta ricevuto.

Consigli post acquisto

Acquistato il tuo gruppo non ti rimane che sapere alcuni consigli per sfruttarlo al meglio.

Ecco le best practice per il tuo nuovo dispositivo:

Prima di utilizzare il tuo nuovo ups esegui un ciclo di carica delle batterie completo di almeno 8 ore;
Consulta attentamente il manuale di istruzioni per controllare il funzionamento e soprattutto le avvertenze;

Tieni l’ups lontano da fonti di calore come radiatori, finestre troppo soleggiate per evitare il surriscaldamento della macchina. Evita anche stanze troppo umide.

Puoi mantenere la tua macchina sempre accesa senza alcun problema, evita pavimentazioni poco stabili e con presenza di liquidi di tutti i tipi.

Ora conosci le principali differenze fra i vari modelli, qual’è l’autonomia tipica, come convertire watt in va, quale modello acquistare, come collegarlo al pc o altre apparecchiature e i consigli finali da da seguire per prolungarne la vita.

Se tuttavia hai qualche domanda, non hai trovato un’informazione che stai cercando oppure non ti è chiaro qualche passaggio scrivi un tuo commento qui sotto, saremo felici di risponderti.

Se preferisci contattarci in privato invece clicca qui.

Sei alla ricerca del gruppo di continuità giusto?

Campoelettrico.it propone un ampia gamma di prodotti per tutte le tue esigenze, se la tua macchina deve svolgere alcune funzioni specifiche, se stai cercando un codice/marca esatta oppure se vuoi un nostro consiglio sulla scelta del gruppo di continuità giusto per le tue esigenze puoi contattarci senza impegno, insieme troveremo la soluzione perfetta per te.

Se invece hai già le idee chiare puoi navigare sulle categorie del sito cliccando qui sotto:

Archivio Google Foto: come funziona

By Giuseppe Monaco

Archivio Google Foto

Più volte ci capita di parlare di Google Foto, l’eccellente servizio realizzato dalla società di Mountain View che consente di archiviare tutte le nostre foto online organizzandole in una struttura perfettamente ordinata.

Google Foto: la guida per usarlo al meglioIn questa guida scopriremo come caricare le foto sul cloud scattate con uno smartphone o tablet. Pronti a non perdere nemmeno una foto?

Gli utenti che utilizzano questo servizio avranno sicuramente notato la nuova funzione denominata Archivio apparsa nel menu laterale. In breve, è un modo per tenere le nostre foto ancor più organizzate, eliminandole dal flusso principale ma lasciandole comunque disponibili sul cloud e sui risultati di ricerca. Così facendo, si tiene ordinata la visualizzazione generale delle foto senza dover per forza eliminare gli scatti venuti meno bene o che magari contengono informazioni sensibili.

Archivio Google Foto

Per semplicità, come esempio di utilizzo della funzionalità in questione prenderò l’app per smartphone disponibile per Android e iOS. La nuova feature, chiaramente, è disponibile anche sulla versione web del servizio di Big G. Iniziamo dunque con l’aprire Google Foto sul nostro smartphone e col recarci nella schermata che contiene il flusso principale. Qui, effettuando una pressione prolungata, selezioniamo tutte le foto che intendiamo mettere da parte.

Archivio Google Foto
Archivio Google Foto

Una volta completata la scelta, tappiamo sui 3 puntini in alto a destra e selezioniamo la voce Archivia che, come spiegato sopra, provvederà ad accantonare altrove le foto desiderate. A questo punto per accedere alle foto appena archiviate basterà aprire il menu di sinistra, premendo le 3 linee in alto a sinistra oppure eseguendo uno swipe verso destra, e selezionare proprio la voce Archivio.

A questo punto ci troveremo davanti a una nuova schermata contenente tutte le foto che non desideriamo vedere nel flusso principale. Tali foto saranno comunque presenti nei risultati di ricerca e negli album da noi creati. Per ripristinare le immagini nuovamente nella schermata principale non bisogna far altro che selezionarle come abbiamo fatto prima e scegliere la voce Ripristina.

Archivio Google Foto
Archivio Google Foto
Archivio Google Foto

Oltre la funzione di archiviazione standard, alcuni utenti hanno poi avuto modo di sfruttare una caratteristica decisamente smart dell’Archivio Google Foto, che sfrutta il riconoscimento degli elementi presenti nelle immagini. Potrebbe accadere, infatti, che nella scheda relativa ai suggerimenti forniti dall’assistente vengano mostrati gruppi di foto che, secondo il sistema, potrebbero essere archiviate. Questo perché il la funzione di Pattern recognition di Google è in grado di capire se ci sono scatti mossi, se non sono proprio perfetti oppure se riguardano documenti e screenshot con un certo grado di affidabilità.

Acconsentendo all’archiviazione automatica delle suddette immagini, Google Foto scansionerà automaticamente tutte le foto presenti nel database archiviando quelle appartenenti alle tipologie sopracitate. Per essere sicuri dello svolgimento corretto dell’operazione, è comunque possibile verificare personalmente il lavoro svolto dal sistema.

Questo, dunque, le caratteristiche e il funzionamento del nuovo Archivio Google Foto. Per ulteriori domande in merito o per dirci la vostra l’invito, come sempre, è quello di lasciare un commento qua sotto.

L’articolo Archivio Google Foto: come funziona appare per la prima volta su ChimeraRevo – Il miglior volto della tecnologia.

Entroware lancia due nuovi laptop per Gaming e Ufficio

By Matteo Gatti

entroware apollo

Entroware, azienda del Regno Unito nota per i suoi prodotti basati su Linux, ha presentato due nuovi laptop.

La compagnia inglese ha lanciato l’Entroware Hybris R1 e l’Entroware Apollo R3, entrambi vi permettono di scegliere tra diversi OS del panorama GNU/Linux, tra cui: Ubuntu 16.04.2 LTS, Ubuntu 17.04, Ubuntu MATE 16.04.2 LTS o Ubuntu MATE 17.04.

Entroware lancia due nuovi laptop per Gaming e Ufficio

L’Apollo è un laptop pensato per i pendolari, per chi fa la spola tra casa e ufficio (o casa-università). Sicuramente la pura potenza di calcolo non è il suo punto forte. Pesa 1.3 KG ed è spesso solo 17.8mm. Perfetto per chi deve portarsi a dietro il pc tutto il giorno e usarlo in movimento.

Le specifiche tecniche dell’Apollo sono ovviamente inferiori rispetto all’Hybris. Lo chassis è in alluminio, il display è di 13 pollici (1920×1080). Il processore è a scelta tra: Intel Pentium 4415U, Intel Core i3 7100U, Intel Core i5 7200U, o Intel Core i7 7500U. Potete avere fino a 32GB di RAM DDR4, e 6TB di disco (sia con opzione PCIe che NVMe). La scheda grafica è integrata (Intel graphics).

entroware hybris

Al contrario l’Hybris è perfetto per il gaming su Linux: si basa su Kaby Lake mentre la scheda video è Nvidia (serie 10). Sono acquistabili due varianti: ua con Intel Core i5 7300HQ l’altra con l’Intel Core i7 7700HQ (Kaby Lake).

Il display è di 17 pollici con risoluzione full HD (1920×1080), potete inserire fino a 32 GB di RAM DDR4 e un disco SSD fino a 6TB (sia con opzione PCIe che NVMe). Oltre alla scheda grafica Intel a bordo troviamo la scheda Nvidia GeForce GTX 1050 con 4GB di RAM.

I prezzi ovviamente variano al variare dei componenti scelti, l’Apollo costa sui 600€ mentre l’Hybris sui 750€. Potete personalizzare l’acquisto sullo store ufficiale. I prodotti hanno 3 anni di garanzia e vengono spediti anche in Italia.

sharing-caring

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Qui potrete trovare le varie notizie da noi riportate sul blog. È possibile, inoltre, commentare, condividere e creare spunti di discussione inerenti l’argomento.

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scrot – Screenshot da terminale

By davenull Tutti voi sapete che uso Debian con dwm come Window Manager, e sicuramente vi siete chiesti “ma come fa davenull a fare gli screenshot?”. La risposta è semplice: scrot!!! Prima di tutto dobbiamo installarlo, ed è nei repository ufficiali di tutte le distribuzioni GNU-Linux, su Debian digitiamo quindi: # apt-get install scrot Adesso per avviarlo […]

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NVIDIA ed AMD: in arrivo GPU per il mining di criptovalute

By Michele Perrone

Se avete eseguito l’assemblaggio di un PC in questi mesi, o se comunque seguite il settore, probabilmente avrete notato le molte lamentele di alcuni utenti. In seguito al boom del fenomeno delle criptovalute, infatti, si è nuovamente diffuso il mining di nuove realtà come l’ethereum, ma anche bitcoin e litecoin. Visto che per eseguire queste operazioni è necessario utilizzare GPU con una certa potenza di calcolo, alcuni modelli di scheda grafica sono praticamente andate sold out in tutto il mondo e qua si ritorno al discorso iniziale. Ecco, quindi, che i due colossi NVIDIA ed AMD si starebbero preparando al lancio di GPU dedicate al mondo del mining.

Anche se non c’è ancora una conferma ufficiale, ci pensa ASUS a perorare questo rumors. Recandoci sul sito ufficiale, infatti, troviamo due nuovi modelli: l’ASUS Mining RX 470 e P106. Già dal nome possiamo intuire il loro scopo, in quanto ci troviamo di fronte a prodotti pensati principalmente per l’utilizzo nell’ambito delle criptovalute. Tuttavia, non troviamo nessuna informazioni su prezzo e data di vendita.

NVIDIA ed AMD: in arrivo GPU per il mining di criptovalute?

Fai clic qui per vedere lo slideshow.

Nel caso della Radeon RX 470, la GPU presenta 4 GB di RAM GDDR5 ed un clock base a 926 MHz e fino a 1206 MHz in boost mode. Qua trovate le specifiche tecniche complete. Grazie a features come GPU Tweak II, ventole dual-ball e certificazione IP5X è possibile compiere operazioni di mining 24/7. Passando alla P106, invece, la memoria sale a 6 GB con frequenze da 1506/1708 MHz. Questa GPU permette di ottenere sulla carta un hashrate maggiore del 36% rispetto alle competitors della stessa fascia di prezzo.

E voi cosa ne pensate del fenomeno delle criptovalute? Credete che possa essere effettivamente un progetto futuribile o meno? Avete già avuto a che fare con realtà come bitcoin e ethereum? Fatecelo sapere nei commenti.

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Come creare e ripristinare backup Steam

By Giuseppe Monaco

Backup Steam

I videogiocatori su PC conosceranno sicuramente Steam, la piattaforma per eccellenza che consente di acquistare, scaricare e giocare da soli o in multiplayer la più vasta libreria di titoli presente sul web.

Come fare backup di WindowsDi seguito troverete una buona procedura per creare dischi di ripristino per Windows 8, 8.1 e 10, usando gli strumenti integrati nel sistema operativo

Solitamente si tende ad avere sul proprio computer i titoli con i quali siamo soliti giocare di più in quel determinato periodo che, nel peggiore dei casi, possono aggirarsi anche attorno alla decina. Finché abbiamo un hard disk piuttosto capiente il problema non sussiste, ma potrebbero verificarsi situazioni per le quali potrebbe essere necessario liberare spazio.

Backup Steam

Nel caso in cui il nostro PC presentasse problemi risolvibili solo con la formattazione oppure se dovessimo trovarci ad acquistare un nuovo computer, rischieremmo di perdere tutti questi giochi. Per gli utenti che possiedono una connessione veloce magari questo potrebbe non essere un problema poi così grande, ma per chi ha impiegato molto tempo a scaricare tutti i titoli ai quali gioca, far ripartire i download da zero sarebbe una gran scocciatura.

Download| Steam

A tal proposito, la mossa più intelligente da fare potrebbe essere quella di eseguire un backup Steam di tutti i contenuti scaricati, così da doverli solamente spostare su un archivi esterno in caso di necessità. Per farlo si può procedere in più modi, sfruttando l’apposita funzione integrata oppure procedendo manualmente.

Backup tramite Steam

Per sfruttare la funzione integrata apriamo Steam e rechiamoci nella scheda Libreria. Qui, nella lista di tutti i giochi da noi acquistati, vedremo il nome in grigio per quelli non scaricati, mentre saranno bianchi i titoli di tutti i giochi salvati sul nostro PC.

Backup Steam
Backup Steam
Backup Steam
Backup Steam
Backup Steam
Backup Steam
Backup Steam

Tra questi, scegliamo quello/quelli di cui vogliamo fare il backup e, cliccando col tasto destro sul rispettivo nome, selezioniamo la voce Esegui il backup dei file del gioco. A questo punto appariranno una serie di finestre che ci chiederanno di confermare le operazioni da seguire. Nella prima, ci verrà mostrata la dimensione finale del backup, mentre in quella seguente ci verrà chiesto in che percorso salvare il nostro backup.

Successivamente dovremo inserire il titolo del backup in questione e, in seguito, in che modo intendiamo salvare i dati. Se il nostro intento è quello di salvare il tutto su un dispositivo esterno, la scelta ideale è quella di selezionare l’opzione Personalizzate sotto la dicitura Dimensioni del file e digitare la dimensione del gioco mostrata nella prima schermata. Una volta terminata la procedura di backup, troverete i file generati nel percorso scelto e da lì potrete spostarli dove volete.

Ripristino backup Steam

Così come l’operazione di backup, anche quella di ripristino risulta estremamente semplice da eseguire e si completa in pochi click. Dalla schermata principale, infatti, basta semplicemente cliccare in alto a sinistra su Steam e poi su Backup e ripristino dei giochi.

Backup Steam
Backup Steam
Backup Steam

Nella schermata che segue, selezioniamo la voce Ripristino backup esistente e, dopo aver cliccato su Avanti, scegliamo il percorso nel quale abbiamo salvato i backup realizzati in precedenza.

Backup manuale

In questo caso dovrete recarvi manualmente nel percorso che contiene i giochi scaricati, a seconda di dove avete deciso di installare Steam. Io, come avete potuto vedere dagli screenshot qui sopra, ho scelto un percorso diverso da quello standard, ma in questa guida faremo riferimento al percorso di installazione che solitamente viene scelto di default.

Apriamo dunque Esplora Risorse e rechiamoci al percorso C:Programmi (x86)Steamsteamappscommon. Qui troveremo tutti i giochi da noi scaricati utilizzando la piattaforma Steam, ordinate in apposite cartelle. Tra le directory presenti, scegliamo quelle che contengono i titoli che desideriamo salvare e spostiamole in un hard disk esterno o sul nostro nuovo PC.

Ripristino Backup Manuale

Per rendere nuovamente funzionanti i giochi da noi salvati sul nostro nuovo PC oppure sul computer appena formattato, come prima cosa è necessario, ovviamente, che Steam sia già installato e presente sulla macchina in questione.

A questo punto non ci resta che recarci nuovamente nel percorso C:Programmi (x86)Steamsteamappscommon e spostare qui le cartelle dei giochi che abbiamo deciso di mettere da parte. Per rendere funzionante il tutto, non ci resta che aprire Steam, recarci nella libreria e installare i giochi scelti.

Seguendo tutti i passi da noi illustrati, riuscirete a non perdere nulla in caso di formattazione/passaggio a nuovo PC. Per quanto riguarda i salvataggi, ormai la maggior parte dei giochi tende a memorizzarli direttamente online, recuperandoli automaticamente quando si avvia il gioco proprio da Steam. Nel caso in cui non fosse così, potrebbero essere collocati nella cartella Documenti del vostro computer.

Queste, dunque, le procedure che consentono di eseguire un backup Steam in tutta semplicità. Per domande o vostri consigli l’invito, come sempre, è quello di lasciare un commento qua sotto.

L’articolo Come creare e ripristinare backup Steam appare per la prima volta su ChimeraRevo – Il miglior volto della tecnologia.

Disponibile Lumina Desktop 1.3

By Matteo Gatti

Lumina desktop 1.3

Tim Moore ha annunciato il rilascio di Lumina Desktop 1.3.0.

Lumina Desktop 1.3.0 è un significativo aggiornamento del desktop environment open-source usato di default da TrueOS e basato su Qt. Lumina è un desktop environment leggero per OS GNU/Linux ma anche per BSD.

La modifica più significativa consiste nel rimpiazzo dell’icon theme Oxygen sviluppato da KDE con un nuovo icon theme in stile Material Design. Il nuovo icon theme è disponibile nelle varianti light e dark.

Disponibile Lumina Desktop 1.3

Lumina desktop mette ora a disposizione il suo icon theme, ciò non toglie che tutti gli altri temi (incluso oxygen) possono ancora essere installati normalmente” questo è un sunto delle parole che trovate nell’annuncio ufficiale.

Questa nuova versione mette poi a disposizione degli utenti una nuova utility (lumina mediaplayer) che permette di riprodurre file locali ma anche gestire lo streaming di radio online anche se attualmente solo Pandora radio è supportata. I formati audio più popolari vengono correttamente gestiti dall’app, ecco una piccola lista: .ogg, .mp3, .mp4, .flac e .wmv.

Introdotte migliorie al file manager che è ora maggiormente performante, è più rapida l’apertura di file e cartelle, ed esteticamente è nel complesso più piacevole. Presente una nuova utility per creare al volo gli shortcut. Ctrl + Q può ora essere utilizzato per la chiusura delle app.

Se volete provarlo trovate una piccola guida per l’installazione sul sito ufficiale di Lumina. E’ anche disponibile un PPA non ufficiale che, per ora, non contiene ancora quest’ultima release.

Se siete curiosi di conoscere tutte le novità introdotte dagli sviluppatori potete leggere il changelog completo cliccando qui. Lumina desktop 1.3 sarà disponibile anche nei repo delle distro più note nei prossimi giorni.

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L’articolo Disponibile Lumina Desktop 1.3 sembra essere il primo su Lffl.org.

Wannacry… Il malware!

By Monfy-Mate Team

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WannaCry: cos’è, come funziona e come proteggersi dal nuovo Ransomware
Nel tardo pomeriggio di ieri si è diffusa la notizia di un attacco Ransomware su vasta scala che ha colpito molti PC a livello globale tra cui numerosi ospedali in Gran Bretagna, aziende, enti e l’Università Bicocca di Milano.
Nel tardo pomeriggio di ieri si è diffusa la notizia di un attacco Ransomware su vasta scala che ha colpito molti PC a livello globale tra cui numerosi ospedali in Gran Bretagna, aziende, enti e l’Università Bicocca di Milano. La vicenda ha fatto subito il giro del mondo tanto che sui social network sono numerose le conversazioni riguardanti Wanna Decrypter, meglio noto come WannaCry (tradotto letteralmente come voglio piangere), il nuovo Ransomware che dalla serata di ieri ha messo in allerta gli utenti di tutto il mondo per paura che la minaccia possa interessare anche i PC Windows presenti nelle proprie abitazioni.
Ma cos’è e come funziona Wannacry? Si tratta di un Ransomware, uno dei malware più pericolosi degli ultimi anni: è in grado di insediarsi all’interno del sistema operativo e criptare ogni file salvato sull’hard disk e su eventuali chiavette USB collegate. L’unico modo per poter tornare a visualizzare e modificare i propri file è legato al pagamento di un riscatto in bitcoin, valuta elettronica utilizzata dai cyber criminali poiché le transazioni non possano essere rintracciate e l’identità del malvivente resta segreta. Secondo alcune immagini diffuse su Twitter da alcuni utenti che si sono ritrovati il computer infetto da questa minaccia l’importo richiesto inizialmente dagli hacker che hanno diffuso il Ransomware Wannacry era pari a 300 dollari ma secondo alcuni report la cifra sarebbe già raddoppiata raggiungendo fino a 600 dollari.
Il malware in questione si basa su due exploit (EternalBlue e DoublePulsar) che sono stati estratti da una serie di utility in possesso dell’NSA americano, da pochi mesi in possesso degli hacker.

Nonostante il team di Microsoft ha rilasciato un aggiornamento di sicurezza collegato alla diffusione di questa minaccia già dal mese di marzo, molti dispositivi presenti in numerose strutture pubbliche come gli ospedali e più in generale gli ambienti di lavoro ed i luoghi pubblici, non sono stati aggiornati con gli update di sicurezza, esponendo il PC a minacce di questo tipo.

Con buona probabilità infatti i computer compromessi dall’attacco hacker di ieri hanno interessato PC con sistemi operativi non aggiornati, sfruttando una falla presente nell’SMB Server di Windows, soprattutto su PC con Windows XP, non più supportato dalle patch di sicurezza da oltre un anno. Per evitare pericoli legati a nuovi attacchi Ransomware si consiglia quindi di installare l’ultima versione del sistema operativo, utilizzare un buon antivirus e soprattutto evitare di scaricare allegati da mail sospette o cliccare su link che possono nascondere pericoli per la sicurezza dei vostri dispositivi. Ricordiamo che in passato gli attacchi Ransomware hanno interessato anche smartphone e tablet e pertanto è importante scaricare applicazioni solo dagli store ufficiali, evitando di ricorrere a file .APK scaricati da fonti non sicure.

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