Scoperta una falla in HyperThreading su Kaby Lake e Skylake

By Matteo Gatti

skylake kaby lake

I processori Skylake e Kaby Lake colpiti da una falla che coinvolge l’Hyperthreading.

Gli sviluppatori del linguaggio OCaml hanno scovato una problematica che porta, in specifiche condizioni, ad un comportamento non coerente del sistema quando è abilitato l’HyperThreading sulle CPU Kaby Lake e Skylake di Intel. Il fatto è stato riferito agli sviluppatori di Debian che hanno pubblicato una nota sul sito ufficiale spiegando il problema.

Scoperta una falla in HyperThreading su Kaby Lake e Skylake

Il problema, che coinvolge tutte le declinazioni con Hyperthreading dei processori Skylake e Kaby Lake incluse le linee Xeon, è descritto dall’errata SKZ7/SKW144/SKL150/SKX150/KBL095/KBW095, che recita così (ulteriori dettagli nella mailing list di Debian):

“Errata: SKZ7/SKW144/SKL150/SKX150/KBL095/KBW095 – Brevi cicli che usano i registri AH/BH/CH/DH possono causare un comportamento imprevedibile del sistema.

Sotto determinate condizioni micro-architetturali brevi cicli di meno di 64 istruzioni che utilizzano i registri AH, BH, CH o DH così come i loro equivalenti più ampi (ad es. RAX, EAX o AX per AH) possono causare un comportamento imprevedibile del sistema. Questo può avvenire solo quando entrambi i processori logici sullo stesso processore fisico sono attivi.”

Il suggerimento è quello di disattivare del tutto la funzionalità HyperThreading, in modo da evitare in toto che si possa verificare la situazione descritta.

Intel ha rilasciato un aggiornamento del microcodice che risolve il problema per alcuni processori Skylake (nello specifico, i modelli 78 e 94 con stepping 3), ma non ci sono attualmente soluzioni per gli altri modelli. Per ottenere una soluzione è necessario attendere che venga rilasciato dal produttore della scheda madre un aggiornamento del BIOS/UEFI.

Per quanto concerne noi utenti Linux è fondamentale mantenere aggiornato il sistema attraverso i repository della distribuzione in uso. Gli utenti Windows devono attendere aggiornamenti da parte di Windows update.

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iHere 3.0: il tecnologico “cercachiavi”

By Christian Bisogno

iHere 3.0

l’iHere 3.0 di Nonda è un piccolo portachiavi caratterizzato da numerose funzioni che potrebbero aiutarci a colmare le nostre amnesie o distrazioni quotidiane. Il classico “Dove ho messo le chiavi?” oppure “Dove ho parcheggiato l’auto?” non saranno più problemi che vi attanaglieranno ma andiamo a vedere come.

Design

Il design è veramente sobrio: l’iHere si presenterà a noi come un triangolino bianco di piccole dimensioni. Il materiale utilizzato è plastica lucida per la scocca avvolta da una cornice, sempre in plastica, effetto metallo satinato. Al centro sarà presente il pulsantino con logo che ci consentirà di attivare le diverse funzioni, mentre nell’angolo basso a sinistra è posizionato un piccolo LED.


iHere 3.0

Sulla cornice in basso troveremo la porta micro-USB per la ricarica, posteriormente abbiamo un mini altoparlante da cui partiranno i segnali acustici ed infine in alto ovviamente la fessure per agganciarlo alle chiavi o ad altro, come una valigia o una borsa. L’iHere è leggerissimo e le sue ridotte dimensioni non vi daranno alcun tipo di problema in merito alla portabilità, unico appunto riguarda l’utilizzo della verniciatura effetto metallo della cornice troppo vulnerabile a graffi ed “escoriazioni”, avendo funzione di portachiavi questo non ci lascia ben sperare.

Affidabilità e funzioni

Cinque sono le funzioni che l’iHere è in grado di svolgere per noi:

  • Trovare un oggetto perso attaccato al dispositivo;
  • Trovare il nostro telefono;
  • Trovare la nostra auto parcheggiata;
  • Scattare foto/selfie a distanza;
  • Registrare memo vocali sempre a distanza.

Innanzitutto sarà necessario scaricare ed installare l’app apposita “iHere 3.0” dal PlayStore o da App Store, attivare il Bluetooth (di tecnologia 4.0 quello richiesto), collegare il nostro dispositivo e il gioco è fatto.

L’interfaccia dell’applicazione è semplice, immediata e molto intuitiva. La funzione “Find” farà “suonare” l’iHere con un segnale acustico molto riconoscibile che ci guiderà sino al luogo dello smarrimento. Se invece vogliamo ritrovare il nostro telefono, una volta selezionata l’opzione “Call Phone“, ci basterà pigiare sul tasto centrale del nostro piccolo dispositivo e automaticamente lo smartphone comincerà a squillare, anche se era stata impostata la modalità “Silenzioso”, e una volta ritrovato basterà ripremere il pulsante per fermarlo.



L’opportunità forse più interessante è il “Car Finder“, questo perché una volta parcheggiata la nostra auto e selezionata la suddetta opzione sull’app, per “memorizzare” la posizione basterà ancora una volta premere il tasto sull’iHere. Per ritrovare l’automobile dovremo aprire l’app in modalità ricerca macchina e seguire la freccia che ci guiderà verso la direzione giusta, indicandoci anche la distanza dal punto memorizzato. La posizione sarà salvata con altissima precisione e ci verrà segnalata anche tramite collegamento con Google Maps.

Infine grazie al dispositivo di Nonda, selezionata la modalità “Camera Shutter” o “Voice Recorder“, ci permetterà di scattare una foto, anche selfie, o attivare il registratore vocale sul nostro smartphone a distanza semplicemente premendo l’ormai noto tasto iHere. Le foto ed i memo vocali si salveranno automaticamente in galleria o nelle cartelle predisposte.

Sull’applicazione è possibile accedere ad un area di personalizzazione che, oltre a far cambiare nome al dispositivo, ci consente di attivare un allarme che ci avvertirà se ci stiamo allontanando troppo dall’iHere. Possiamo poi controllare lo stato degli aggiornamenti o della batteria che può durare anche diverse settimane ed è ricaricabile tramite cavetto incluso nella confezione.

Prezzo e conclusioni

L’iHere è un prodotto smart in grado di agevolarci in piccoli ostacoli del quotidiano e, considerando la nostra esperienza, ci riesce alla grande perché le funzioni di cui è dotato sono ben fatte e semplici da usare.

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Lo si trova al prezzo di 29.99€, una cifra giusta che lo rende un’ottima idea regalo per un conoscente un po’ smemorato. Unico appunto riguarda la durabilità dei materiali, non il massimo della resistenza ma, come detto, i compiti per cui è stato programmato li compie con affidabilità e precisione.

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Kernel Linux 4.12 RC7 rilasciato: tra una settimana la finale!

By Salvo Cirmi (Tux1)

Ecco quello che potrebbe essere l’ultimo rilascio prima della versione finale del Kernel Linux, la settima Release Candidate che apporta ancora qualche piccola miglioria al progetto.

Il Kernel Linux 4.12 RC7 viene definito “abbastanza piccolo” nelle modifiche. Addentrandoci nella lista dei cambiamenti, che trovate nel link di poco fa, si nota come le modifiche riguardino appunto principalmente vari piccoli bugfix, nulla di particolare.

Ad ogni modo, secondo Linus, a meno che non accada qualcosa di particolare entro la prossima settimana, questa sarà sicuramente l’ultima RC.

Codice PIN Android dimenticato: come risolvere

By Annaby

Dopo aver inserito un PIN o una combinazione di tasti per sbloccare lo schermo del telefono potrebbe capitare di dimenticarsi la sequenza di sblocco, in questo caso non allarmatevi perché esistono più soluzioni per poter aggirare i codici PIN Android. Per codici PIN si intende sia il codice di sblocco utilizzato per il sistema di sicurezza principale sia un metodo di sblocco alternativo. I vari metodi che potrebbero aiutare ad aggirare codici PIN sono i seguenti.

Blocco schermo Android: ecco i miglioriEcco come personalizzare il blocco schermo Android del proprio dispositivo con le migliori app gratuite disponibili.

Find My Mobile (per Samsung)

Se utilizzate uno smartphone Samsung, tramite il sito ufficiale di Find By Mobile potrete risolvere il vostro problema. Basta soltanto collegarsi al sito e accedere con le proprie credenziali dell’account Samsung, dopodiché cliccate sulla voce Sblocca Schermo nel menù laterale.

Find By Mobile

Per fare in modo che questo metodo funzioni, però, sarà necessario che il vostro smartphone sia preparato a ricevere controlli remoti, e se non lo avete mai fatto potete seguire la guida impostata su Find By Mobile cliccando sulla voce Guida in alto a destra.

Reset Android: tutti i metodiLa nostra guida completa al reset Android: quando serve resettare uno smartphone o tablet, cosa accade durante il processo e come si effettua.

Tramite Account Google

Grazie all’account Google potrete risolvere il problema del PIN o della sequenza dimenticata facendo bloccare semplicemente il vostro dispositivo, dovrete quindi inserire per 5 volte il PIN sbagliato e attendere che compaia una nuova finestra in cui sarete avvisati del blocco totale del telefono per 30 secondi. Durante l’avviso, apparirà anche l’opzione “Password Dimenticata?”, e toccando su di essa potrete sbloccare il dispositivo inserendo i dati d’accesso dell’Account Google.

Trovare il mio Android: individuare il dispositivoSmartphone rubato? Oppure perso? Potete ancora avere una possibilità di rintracciarlo o, male che va, bloccarlo. Ecco come individuare dispositivi Android.

Ripristino dati di fabbrica

Se con i metodi precedenti non avete avuto fortuna purtroppo non potete fare nient’altro. L’ultima soluzione un po’ più drastica è quella di ripristinare il dispositivo alle condizioni di fabbrica tramite recovery, significa quindi che tutti i dati del telefono saranno persi, tra cui foto, video, musica, app, chat e tutto il resto.

Se siete sicuri e non avete altra scelta, potete entrare nella recovery seguendo una combinazione di tasti che cambia in base allo smartphone in possesso. Solitamente la più comune è Power -> Volume Su -> Home ma è sempre meglio controllare prima su Google.

Una volta entrati nella recovery, vi sposterete su e giù utilizzando i tasti del volume fino a trovare l’opzione wipe data/factory reset, e per confermare basterà cliccare il tasto di accensione dello smartphone.

Comparirà un messaggio d’avviso, confermate sempre con il tasto d’accensione e attendete la fine del processo (molte volte può richiedere anche abbastanza tempo, quindi abbiate pazienza ). Una volta terminato il tutto, il vostro dispositivo sembrerà appena uscito di fabbrica,come nuovo, quindi non avrete nessun codice di sblocco da utilizzare.

Come formattare smartphone e tablet AndroidAvete la memoria piena nel vostro smartphone? Va più lento del solito? Ecco la soluzione per una pulizia completa ed efficiente!

Conclusione:

Sarebbe sempre meglio segnarsi i vari PIN utilizzati sullo smartphone per evitare di ritrovarsi in queste situazioni, ma come avete potuto costatare c’è sempre una soluzione. Se avete qualche difficoltà nell’applicare i nostri consigli non esitate a contattarci tramite un commento qui sotto.

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openSUSE Leap 42 e SUSE Linux Enterprise Server 12 disponibili sul Windows Store

By Matteo Gatti

openSUSE Leap 42 store

openSUSE Leap 42 e Enterprise Server sbarcano sul Windows store: Microsoft mantiene le promesse fatte alla Build Conference 2017.

Ve ne avevamo parlato lo scorso mese di Maggio, la casa di Redmond aveva annunciato l’arrivo di Ubuntu, SUSE Linux e Fedora, quindi 3 tra le più importanti distribuzioni del mondo GNU/Linux, sul suo store.

Grazie a questa novità è possibile usufruire delle funzionalità delle distribuzioni Linux direttamente in Windows 10, senza la necessità di dover installare una macchina virtuale o usare il dual boot. Nelle scorse ore le prime due distribuzioni sono arrivate ufficialmente sullo store.

openSUSE Leap 42 e SUSE Linux Enterprise Server 12 disponibili sul Windows Store

openSUSE Leap 42 e SUSE Linux Enterprise Server 12, sono state avvistate nelle scorse ore nello Store e risultano al momento scaricabili per chi utilizza una delle più recenti versioni di Windows 10 Creators Update e fa parte del programma Windows Insider. Dopo aver scaricato le due distribuzioni sarà possibile avviare l’esecuzione in finestra. Preliminarmente bisognerà attivare il sottosistema Linux (WSL) tramite la sezione attivazione o disattivazione delle funzionalità di Windows. Ovviamente non stiamo parlando di un’installazione nativa, ma di virtualizzazione, che verrà gestita direttamente da Windows.

SUSE Linux Enterprise Server è rivolta ad un’utenza professionale mentre openSUSE Leap 42 è una distro stabile ed adatta ad un pubblico molto vasto: dai neofiti agli utenti esperti. Incluse nella dotazione software troviamo oltre 1000 applicazioni open-source.

Per procedere al download delle due distribuzioni Linux è sufficiente collegarsi allo store di Windows 10. Come annunciato da Microsoft openSuse non sarà l’unica distro disponibile sullo store: a breve sarà il turno di Ubuntu e Fedora. Vi ricordo che l’uso di queste distro su Windows non è possibile se utilizzate Windows 10S.

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Sicurezza su GNU/Linux: cosa ne pensate?

By Stefano Cogoni

La sicurezza è un argomento caro a tante persone, specialmente in ambito informatico. Tra i tanti motivi per l’utilizzo di GNU/Linux molti utenti mettono la privacy davanti a tutto.

Il perché è facile da indovinare: Essendo il sistema open, posso sapere cosa fa la mia macchina in qualsiasi momento. E’ un utilizzo trasparente, se conosco cosa fa ogni singolo processo so anche quanto la mia privacy possa essere tutelata e mi sento più sicuro.

Ma è davvero così?

In realtà, per quanto open possa essere un os la possibilità di compromettere la nostra sicurezza è direttamente proporzionale all’attenzione che mettiamo noi nelle operazioni di tutti i giorni. Meno attenzione prestiamo durante il nostro uso del computer, meno la nostra privacy è al sicuro.

Perché si?

Perché ad esempio, il fatto che GNU/Linux chieda spesso la password di amministratore per le operazioni più importanti non mette al riparo da possibili errori, installazioni di pacchetti manipolati etc. Perché per alcuni l’aggiunta indiscriminata di PPA rappresenta una cosa da evitare.
Bisogna sempre capire perché la macchina richiede la nostra attenzione.

Ma poi, la privacy cos’é?

Un insieme di dati che vi descrivono personalmente, una serie di informazioni che rappresentano una parte di voi (cosa vi piace mangiare o che serie tv amate), i vostri documenti o semplicemente un diritto.

E voi, che rapporto avete con la vostra privacy su Linux?

Pensate di vivere in un’isola felice e poco frequentata da malintenzionati oppure pensate che a prescindere un utilizzo consapevole della vostra macchina sia una buona prassi a prescindere? Siete particolarmente affezionati alla vostra privacy o appartenete a quel gruppo di persone che risponde con: “Se vuoi la privacy informatica, spegni il pc”?
Che inizi la discussione!

Recuperare chat WhatsApp cancellate

By Annaby

Dopo aver eliminato per sbaglio dei messaggi su Whatsapp potrebbe capitare, col tempo, di avere voglia di rileggere quella conversazione per mostrarla a qualcuno o recuperare un file inviato purtroppo cancellato. Potreste pensare che ormai non ci sia più niente da fare ma in questa guida vi mostrerò che in alcune occasioni è possibile recuperare messaggi o file cancellati in WhatsApp attraverso pochi e semplici passaggi da seguire, sia su Android che su iPhone.

Prima di procedere con questi sistemi, assicuratevi di effettuare il backup regolarmente perché è fondamentale per recuperare il tutto. Se non lo avete fatto di continuo e manualmente, dovrete solo sperare che sia stato effettuato in automatico dall’app su iCloud, Google Drive o nel telefono.

WhatsApp non funziona: cosa fare per risolvereWhatsapp non funziona e non sapete cosa fare per risolvere? Ecco tutte le possibili motivazioni e le corrispettive soluzioni!

Recuperare messaggi Whatsapp cancellati su iPhone

Se utilizzate un iPhone è possibile recuperare i messaggi cancellati tramite iCloud Drive o iTunes, quest’ultimo nel caso in cui l’ultimo backup sia stato effettuato dal PC.

Backup iTunes

Se l’ultimo salvataggio dei dati è stato eseguito su un Mac o PC, tutto ciò che dovrete fare per ripristinare i vecchi messaggi è di collegare il vostro iPhone al Pc con un cavetto USB, così da far aprire iTunes. Toccate sull’icona Dispositivo e selezionate Ripristina Backup, in cui sceglierete il file di backup più recente. Prima di procedere, però, ricordate di disattivare “trova il mio iPhone”. Dopo il riavvio, ricompariranno tutti i dati e le conversazioni di Whatsapp perse in precedenza. Se avete problemi col Backup sul vostro iPhone, potete consultare la pagina ufficiale di supporto di Apple.

Backup iCloud Drive

Tramite iPhone, invece, potrete recuperare i messaggi perduti utilizzando iCloud Drive. La prima operazione da effettuare, è di controllare l’esistenza del backup su iCloud e potrete farlo aprendo Whatsapp, dopodiché premete su Impostazioni -> Chat -> Backup delle chat. In quest’ultima voce visualizzerete l’ora, la data e la dimensione dell’ultimo Backup effettuato.

Nel caso in cui ne troverete uno, procedete reinstallando Whatsapp dall’app store. Dopo aver aperto l’applicazione seguite la procedura richiesta fino ad arrivare al punto in cui vi verrà posta la domanda di ripristinare l’ultimo backup da iCloud, ovviamente confermate e attendete qualche minuto. Infine, dovrebbero comparire i messaggi cancellati su Whatsapp.

Recuperare messaggi Whatsapp cancellati su Android

Se utilizzate uno smartphone Android, i passaggi da seguire per recuperare file o messaggi eliminati in passato sono sempre molto semplici. Bisognerà utilizzare Google Drive o un Database.

Backup Google Drive

Quest’applicazione dovrebbe effettuare regolarmente e automaticamente il backup delle chat sull’account Google, ma per scoprire se è disponibile un backup su Google Drive occorrerà aprire Whatsapp, toccare sull’icona del menù ( i tre puntini ) in alto a destra e continuare premendo su Impostazioni -> Chat -> Backup delle chat, in cui verrà mostrato l’ultimo Backup effettuato in Locale ( su Telefono ) o su Google Drive.

Se il backup di Google Drive è più recente rispetto a quello nel telefono, ripristinatelo. Per farlo, reinstallate Whatsapp e seguite le procedura. Nel momento in cui vi verrà chiesto di ripristinare i messaggi cancellati ricaricando il backup salvato sull’account Google, accettate e attendete il caricamento. Tutte le conversazioni eliminate ricompariranno nell’elenco principale o nell’archivio ( se in passato erano state salvate lì ). Potete consultare anche la guida ufficiale di Whatsapp per approfondire il tutto.

Guida a Google Drive, la piattaforma cloud di GoogleIl servizio nasce nel lontano 2012 e, ad oggi, può essere considerato in assoluto uno dei migliori per prestazioni e compatibilità

Database nel telefono

Se non avete mai salvato le chat su Google Drive ma vorreste comunque recuperare dei messaggi cancellati, potrete usare il Database. Whatsapp esegue il salvataggio dei database nella memoria interna del telefono, e per ripristinarlo dovrete soltanto seguire il percorso Memoria Interna -> Whatsapp -> Database. Per scoprire se effettivamente esiste un backup, aprite Whatsapp e dopo aver cliccato sull’icona del menù in alto a destra ( tre puntini ) continuate andando su Impostazoni -> Chat -> Backup delle chat e controllate se l’ultimo backup sia quello Locale. Nel caso in cui fosse disponibile, reinstallate Whatsapp, seguita la procedura e quando l’app chiederà di ripristinare l’ultimo backup, accettate.

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Una speranza senza il backup…

Esiste un programma chiamato Dr. Fone, disponibile per Android e iOS, che permette di recuperare le chat WhatsApp cancellate anche senza backup salvato. Il programma recupera anche i file accidentalmente cancellati. Ne abbiamo già parlato nel nostro seguente articolo dedicato.

Dr.Fone per Android: recuperare dati cancellatiCon Wondershare Dr.Fone possiamo recuperare i dati cancellati per sbaglio, provare il recupero su microSD o su telefoni rotti con pochi clic.

Recupero file cancellati

Potrebbe capitare di voler recuperare anche foto, video, documenti o quant’altro oltre i messaggi. Se dopo aver eseguito i passaggi spiegati in precedenza non siete riusciti e trovare la conversazione cancellata in passato, purtroppo non c’è niente che potrete fare. Però, un’ultima speranza esiste per i file media, anche senza aver a disposizione un backup. Su Android, dopo aver cancellato un file, quest’ultimo molte volte rimane salvato comunque nel telefono. Per verificare, usate un file manager e toccate su Archivio -> Memoria Interna -> Whatsapp -> Media e troverete tutte le cartelle di Whatsapp, come: WhatsApp Images, WhatsApp Voice Notes, WhatsApp Video, WhatsApp Audio, WhatsApp Profile Photos, WhatsApp Documents, WhatsApp Animated Gifs e Wallpaper. In ognuna di essa troverete il file corrispettivo, anche quelli eliminati.

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