Scaricare e convertire video Youtube (anche in MP3)

By Gaetano Abatemarco

Tante volte ci è stato chiesto come sia possibile scaricare e convertire video Youtube in mp3: la procedura è semplicissima. Spesso ciò che più interessa è come sia scaricare il video da Youtube sia ottenere la sua traccia audio mp3. Per scaricare solo la traccia da un video ci sono molti modi per farlo e di seguito vi mostriamo quelli che reputiamo i migliori siti e servizi per scaricare video Youtube oppure scaricare MP3 da Youtube, naturalmente in modo gratuito!

Scaricare video YouTube su PC, smartphone o tabletEcco come scaricare video da YouTube sul vostro PC, smartphone o tablet in modo gratis, veloce e sicuro.

Convertire video Youtube in MP3

convert2mp3

convert2mp3 - convertire video youtube in mp3

Si tratta forse di uno dei servizi più conosciuti per convertire video youtube in mp3 e scaricare musica dal noto servizio di Google. Con convert2mp3 non c’è bisogno di registrare un account e basta inserire l’URL del video Youtube, scegliere il formato di output (ce ne sono tanti, sia video che audio) e cliccare su convert. A fine processo potrete scaricare la vostra traccia audio mp3!

Youtube mp3.org

Il secondo sito che vi presentiamo per convertire video youtube in mp3 è Youtube mp3. Il suo funzionamento è molto semplice: una volta collegati al servizio vi troverete un semplice campo di testo e il tasto “converti il video“. Nel campo testuale dovete copiare il link preso direttamente da youtube e, dopo aver premuto il tasto di conversione, il video verrà elaborato e sarà possibile scaricarlo attraverso l’apposito pulsante presente vicino alla miniatura del video.

Il servizio è gratuito e non è necessario alcun account. Unico problema? Non è possibile convertire i video protetti da copyright (ad esempio i video musicali ufficiali) oppure i video più lunghi di 20 minuti.

youtube-mp3 - Convertire video Youtube in MP3

Scaricare video da Mediaset, Rai, MTV, La7, Sky e altri sitiVogliamo scaricare uno dei video trovati in rete? In questa guida vi mostreremo i metodi per recuperare e scaricare video da molti siti.

Online Video Converter

Un altro sito molto utile per convertire video youtube in mp3 è Online Video Converter. Collegandovi alla pagina avete la possibilità di incollare il link di youtube e scegliere il formato di conversione. Premendo il tasto “start” inizierà la conversione. Verrete indirizzati alla pagina successiva dove potrete scaricare il file, riconvertirlo, spostarlo su Dropbox o, tramite il QRCode, scaricarlo direttamente sul cellulare.

Inoltre, andando sulla home del sito c’è la possibilità di convertire un file che avete in locale sul vostro pc. Basta premere “converti un video o un file audio“, selezionare il file e seguire le istruzioni per la conversione. Il servizio è in Italiano, completamente gratuito e senza limiti di conversioni. I formati i cui è possibile eseguire la conversione sono tanti: .mp3, .m4a, .aac, .flac, .ogg, .wav, .mp4, .avi, .mpg, .wmv, .mov e .mkv.

conv - Convertire video Youtube in MP3

2conv

L’ultimo servizio che vi mostriamo è 2conv.com, un sito web con un interfaccia all’avanguardia capace di convertire video youtube in mp3 gratuitamente. La cosa bella è che potete effettuare download e conversioni illimitate.

2conv - Convertire video Youtube in MP3

Per farlo basta andare sulla home del sito, incollare il link di youtube, scegliere il formato (tra mp3, mp4, mp4 HD, avi e avi HD) e premere sul pulsante “convertire“. Attendete la conversione per essere portati sulla pagina di download. Qui potrete scegliere se scaricare il file normalmente o farlo tramite FLVTO. L’azienda ha anche un programma per Windows che è possibile installare per convertire i file e scaricarli direttamente dal PC.

VidToMp3

vidtomp3-home

Volete scaricare musica e mp3 direttamente da Youtube? VidtoMP3 è la scelta che fa per voi, semplicissimo da utilizzare e funzionante! Ne abbiamo già parlato nel nostro articolo dedicato:

VidToMp3: scaricare musica da YoutubeVolete scaricare musica e mp3 direttamente da Youtube? VidtoMP3 è la scelta che fa per voi, semplicissimo da utilizzare e funzionante!

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NVIDIA al lavoro su schede dedicate al mining

By Matteo Gatti

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La casa di santa Clara starebbe per lanciare schede dedicate specificamente al mondo del mining.

In un periodo di relativa calma nel mondo Linux e in assenza di roboanti annunci o grosse novità diamo un’occhiata al segmento hardware. Se lato CPU la lotta AMD-Intel è più accesa che mai con Ryzen alla ribalta e Intel un attimo in difficoltà dal punto di vista delle schede video Nvidia è sempre a capo del mercato, e pare stia lavorando su schede dedicate al mining.

Il nuovo diffondersi di criptovalute e di persone che effettuano il cosiddetto “mining” ha attratto proprio NVIDIA che è pronta a presentare nuove schede, tra cui GTX 1060, 1070 e GTX 1080, dedicate specificamente al mining.

Una criptovaluta (o crittovaluta o criptomoneta) è una valuta paritaria, decentralizzata digitale la cui implementazione si basa sui principi della crittografia per convalidare le transazioni e la generazione di moneta in sé. Come ogni valuta digitale, consente di effettuare pagamenti online in maniera sicura. La più famosa è il Bitcoin.

NVIDIA al lavoro su schede dedicate al mining

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Dunque queste nuove schede assumerebbero il nome delle schede classice: le GTX 1060 “edizione mining” saranno basate sul chip GP106-100 che dovrebbe essere dal 10% al 30% più efficiente rispetto alle schede tradizionali. ASUS, MSI e Colorful sarebbero già pronte con alcuni modelli, senza uscita video e dotati di almeno 6GB di memoria RAM e clock della GPU pari a 1506 MHz. Come segnala Videocardz.com, però, non solo ci sarebbero GTX 1060, poiché NVIDIA sarebbe al lavoro anche al chip GP104-100 da cui dovrebbero derivare schede GTX 1070 e GTX 1080.

Per quanto riguarda i prezzi, le GTX 1060 “mining edition” dovrebbero essere vendute tra i 200$ e i 250$, mentre le schede GTX 1080 “mining edition” tra i 350$ e i 400$.
Stando ai rumour la garanzia dovrebbe duraro solo pochi mesi (c’è chi dice tre) contro i due anni dei modelli tradizionali.

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Vi ricordiamo che seguirci è molto semplice: tramite la pagina Facebook ufficiale, tramite il nostro canale notizie Telegram e la nostra pagina Google Plus. Da oggi, poi, è possibile seguire il nostro canale ufficiale Telegram dedicato ad Offerte e Promo!

Qui potrete trovare le varie notizie da noi riportate sul blog. È possibile, inoltre, commentare, condividere e creare spunti di discussione inerenti l’argomento.

L’articolo NVIDIA al lavoro su schede dedicate al mining sembra essere il primo su Lffl.org.

MusiQi di Fonesalesman: un dispositivo, tre funzioni

By Christian Bisogno

UniQi

Se vi ritrovate nell’insolita situazione di voler acquistare un piccolo speaker bluetooth da portarvi sempre dietro e nello stesso momento siete tentati dall’ottenere un buon caricatore wireless per il vostro smartphone ma alla fine dei conti vi servirebbe anche un semplice stand per telefono, probabilmente la Fonesalesman ha letto i vostri pensieri più reconditi ed ha partorito per voi il MusiQi.

Si tratta di un versatile gadget che si propone di soddisfare tutte e tre le esigenze sopra descritte. Ovviamente tra il dire ed il fare c’è di mezzo il mare quindi andiamo a scoprire come questo ambizioso prodotto lo ha navigato.

Cassa Speaker Bluetooth: quale acquistareSe siete amanti della musica difficilmente vi accontenterete di un prodotto scadente. Scoprite insieme a noi i migliori speaker bluetooth wireless della categoria!

CONFEZIONE

All’interno della confezione in cartonato stile “raw”, che ormai siamo abituati a vedere, oltre al MusiQi troveremo lo stretto indispensabile: un cavo micro USB da 1.5 m per caricarlo, purtroppo senza una presa inclusa “a muro”; il manuale delle istruzioni ed un sacchettino grigio perla, con laccetti e marchio impresso color argento.

DESIGN

L’estetica e la qualità costruttiva è decisamente un punto forte: la forma cilindrica è moderna e pulita allo stesso tempo ed il taglio diagonale al centro che scopre la grata dello speaker dona un pizzico di aggressività, saggiamente contenuta in 7cm di diametro per 8 cm di altezza. La sensazione che offre è quella di un oggetto solidissimo e molto compatto.

Il corpo è in alluminio molto elegante, leggermente satinato e opacizzato. Sul fondo della parte frontale, sotto il logo, su una linguetta nera troviamo un piccolo LED che indica lo stato della ricarica e il foro del microfono mentre sul retro l’ingresso micro USB.

MusiQi

Il cerchio superiore è invece totalmente in silicone nero anti-scivolo, superficie dove potremmo adagiare il nostro smartphone e che, per le sue proprietà adesive, tenderà chiaramente ad accumulare polvere e sporcizia di ogni genere ma lo si potrà pulire, come consigliato, con del nastro autoadesivo per preservarne la funzione.

La base inferiore invece ha anch’essa un anello dello stesso silicone che garantirà un appoggio molto stabile al MusiQi ed al centro lo switch per l’accensione e spegnimento del dispositivo e quattro pulsanti posizionati “ad arco” rispettivamente per diminuire/aumentare il volume, mettere in play/in pausa e rispondere ad una chiamata.

MusiQi

Purtroppo tocca riconoscere che posizionare i tasti nella parte inferiore del prodotto non è stata una scelta felice ne’ tanto meno funzionale per l’ovvia conseguenza che se, poggiato il telefono sul nostro MusiQi, volessimo semplicemente alzare il volume o mettere il pausa una canzone saremo costretti a capovolgere il cilindro.

Soluzione incomprensibile visto che sarebbe bastato applicarli “a vista” sulla scocca per ottenere il massimo dell’accessibilità. Grosso punto interrogativo su questa decisione.

AUDIO

Passiamo all’analisi del profilo audio che ci ha convinto anche senza eccellere per qualità particolari. Lo speaker con potenza di 5 Watt garantisce un volume massimo appagante in ambienti relativamente ampi come una camera di appartamento ma il desiderio di una maggiore pressione sonora si fa sentire in ambienti outdoor, ad esempio al parco oppure in una macchina coi finestrini abbassati.

Insomma un coppia di Watt in più sarebbe stata l’ideale ma probabilmente avrebbe inciso notevolmente sull’autonomia del dispositivo che assicura in ogni caso delle dignitose tre ore e mezza di ascolto. La scelta dell’equalizzazione sonora è stata convincente: sostanzialmente il sonoro è pieno e corposo favorito dalla enfatizzazione di frequenze medio basse.

MusiQi

Sebbene ad un primo ascolto l’audio può risultare leggermente ovattato questo ci eviterà fastidiose e taglienti frequenze alte che torturerebbero i nostri timpani in sessioni prolungate di listening. Questo non equivale alla rinuncia delle alte nei brani, anzi sono ben gestite e trovano uno spazio giusto che ne garantisce una ben nitida collocazione.

Come detto le frequenze medie sono leggermente confuse e mischiate alle basse che seppur non nitidissime accompagnano anche i brani più “elettronici” efficacemente, garantendo una solida base all’ascolto in generale.

Tirando le somme, e tenendo in considerazione il prezzo, l’audio è decisamente promosso e l’equalizzazione generale premia sicuramente, anche perché troppo spesso troviamo sul mercato casse bluetooth che cercano di coprire l’intero spettro sonoro non curandone tutti gli aspetti e facendo il cosiddetto “passo più lungo della gamba”.

MusiQi

Ma ovviamente è soprattutto una questione di gusti ed esigenze personali. In sostanza meglio fare meno ma farlo bene e questa sembra la linea adottata dalla Fonesalesman. Menzione positiva anche per la connessione bluetooth per cui non si riscontra nessun tipo di problema o compatibilità.

RICARICA WIRELESS E FUNZIONE SUPPORTO

La ricarica wireless funziona senza problemi, ovviamente solo per smartphone abilitati a questa funzione altrimenti si può ovviare tramite l’UniQi, prodotto dalla stessa casa produttrice: una sottile lamina che si collega tramite cavetto USB type C al nostro smartphone, collocabile tra cover e telefono, e ci permetterà di attivare questa tecnologia anche a dispositivi nativamente non predisposti.

Per la ricarica basterà poggiare il nostro smartphone sulla superficie siliconata ed il gettito a 5/v Ampere di energia garantirà un recupero di batteria lento ma costante.

UniQi
UniQi
UniQi

È bene ricordare che il MusiQi non funge da Power Bank ciò significa che potremmo usufruire della ricarica solo se collegato alla corrente.
Per quanto riguarda invece la mansione di supporto è promosso a pieni voti.

La possibilità di ruotare la parte superiore, come accennato, a 360° è il massimo che si può offrire e le zone in silicone antiscivolo hanno un grip di prim’ordine sia per la stabilità sulle superfici, “ancorandosi al terreno”, e sia per la tenuta dello smartphone che sia protetto o meno da cover e indifferentemente dai materiali plasticosi o metallici della nuda backcover del device.

PREZZO

La Fonesalesman lancia un prodotto a tre funzioni tutte promosse sebbene con qualche riserva: se la qualità audio, il design, i materiali e il compito di supporto convincono qualche dubbio rimane sulla scelta di non posizionare i tasti interattivi a vista e sul non aver dotato il MusiQi di una batteria più ampia che ne avrebbe esteso le potenzialità generali, magari a funzioni di Power Bank rendendolo un prodotto davvero completo e per certi versi imprescindibile.

Potete acquistare entrambi i prodotti su Amazon ai seguenti link:

Puoi acquistare UNIQI TYPE C È UN RICEVITORE DI RICARICA WIRELESS QI PER TELEFONI CON PORTA USB TYPE-C COME GOOGLE PIXEL, PIXEL XL, LG G6, NEXUS 6P, 5X, HTC 10, LG G5, G5 SE, ONEPLUS 2, 3, ASUS ZENPHONE 3, XIAOMI MI 5, MEIZU PRO 5, MX 6, PRO 6 in offerta a 14.99€ su Amazon

Puoi acquistare MusiQi Pad di Supporto e Caricatore Wireless Multiangolo, Supporto Modalità Panorama & Altoparlante Bluetooth, compatibile con Samsung Galaxy S8, S8+, S7, S7 Edge, S6, S6 Edge, S6 Edge + (Plus), Note 5, Nexus 4, 5, 6, 7, Moto 360 Watch, Google Pixel, Pixel XL & LG G6 con UniQi, Samsung Galaxy S3, S4, S5, Note 3, Note 4, Alpha con ricevitori PWRcard o SlimPWRcard, iPhone 7, 7 Plus, 6S, SE, 6S Plus, 6, 6 Plus, 5, 5C, 5S con iQi Mobile ed Altri Telefoni & Tablet Abilitati Qi in offerta a 45.99€ su Amazon

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Come chiamare con Telegram gratis

By Giuseppe Monaco

chiamate telegram

Tutti noi conosciamo Telegram, l’ottimo servizio di messaggistica istantanea praticamente noto per essere la migliore alternativa a WhatsApp, suo diretto concorrente più utilizzato e diffuso tra gli utenti. Non è un segreto, infatti, che le funzionalità offerte da Telegram siano arrivate prima che sul servizio di Zuckerberg e che, tra le altre cose, siano anche di più e meglio organizzate.

Telegram: come utilizzare i nuovi videomessaggiLa nuova funzionalità introdotta da Telegram consente di registrare videomessaggi circolari da inviare ai propri contatti

Quest’oggi, però, non parleremo di confronti bensì di come questo servizio contribuisca a migliorare e rendere più sicure le comunicazioni tra i suoi utenti. Telegram, infatti, offre la possibilità di effettuare chiamate protette dalla crittografia end-to-end. Vediamo come fare!

Chiamate Telegram

Per prima cosa, se non lo avete ancora fatto, scaricate l’applicazione Telegram ufficiale e installatela sul vostro smartphone.

Requisito indispensabile per eseguire questo genere di chiamate Telegram è che entrambi gli utenti coinvolti nella telefonata abbiano l’app in questione installata e configurata col proprio numero di telefono.

Download| Telegram per Android da Google Play Store

Download| Telegram per iOS da App Store

A questo punto, una volta aperta l’applicazione, tappiamo sul pulsante in basso a destra per iniziare una nuova conversazione e, nella schermata successiva, scegliamo l’utente che intendiamo chiamare. Arrivati nella chat, tappando sui 3 puntini in alto a destra non resta che tappare sulla voce Chiama nel menu contestuale. Una volta avviata la chiamata, la schermata che ci troveremo davanti sarà molto simile a quelle classiche dei dialer telefonici, con alcune interessanti caratteristiche.

chiamate telegram
chiamate telegram
chiamate telegram

In alto a sinistra vediamo il nome del nostro interlocutore con, al di sotto, una dicitura che ci indica lo stato della chiamata. In particolare troveremo:

  • Richiedo: Fase iniziale nella quale l’app si accerta della connessione di rete e invia la richiesta di connessione all’utente che intendiamo chiamare;
  • Attendo: Dopo aver inviato la richiesta, Telegram resta in attesa di una risposta dal servizio opposto;
  • Squillo: Inizia la chiamata vera e propria, attendendo la risposta dell’utente;
  • Minutaggio: Una volta ricevuta una risposta, partirà il classico conteggio dei minuti trascorsi.

Nella parte bassa della schermata, poi, troviamo 3 icone che ci permettono di attivare/disattivare il microfono, ritornare alla chat scritta e scegliere da dove vogliamo ascoltare la chiamata.

chiamate telegram
chiamate telegram
chiamate telegram
chiamate telegram
chiamate telegram

Come abbiamo detto all’inizio, caratteristica importante di questo tipo di chiamate è la protezione data dalla crittografia end-to-end. In passato abbiamo avuto modo di affrontare l’argomento e, se volete saperne di più, vi lascio le nostre dettagliate considerazioni qui di seguito.

In questo caso, una volta avviata la chiamata in alto a destra vedremo 4 emoji apparentemente casuali ma che servono a capire se la conversazione è effettivamente sicura. Se, infatti, anche sullo schermo del nostro interlocutore appariranno gli stessi simboli nel medesimo ordine, allora la crittografia funzionerà al 100%.

Questo, dunque, è tutto quello che dovete sapere per effettuare chiamate Telegram sfruttando la vostra connessione o il vostro piano dati. Per ulteriori chiarimenti o se volete semplicemente dire la vostra l’invito, come sempre, è quello di lasciare un commento qua sotto.

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Come archiviare foto e video su Instagram

By Annaby

Su Instagram siamo sempre stati obbligati a dover cancellare i contenuti non più di nostro gradimento, però col tempo potrebbe capitare di pentirsene e non riuscire più a recuperare le foto o i video cancellati. Ma da oggi la situazione cambia grazie alla nuova funzione lanciata da Instagram da pochissimo tempo: è finalmente possibile archiviare momentaneamente un contenuto senza doverlo perdere del tutto dal nostro social network, salvandolo nell’apposita sezione Archivio di Instagram.

In più, i contenuti archiviati resteranno visibili soltanto a voi, e tutte le foto salvate nell’archivio potranno essere “ripescate” e inserite di nuovo nel vostro profilo in qualsiasi momento con poche semplici mosse.

Come salvare foto e video da InstagramScaricare foto e video da Instagram è finalmente possibile e un gioco da ragazzi. Come? Basta usare l’app o il servizio giusto!

Come archiviare le foto e video di Instagram

Per utilizzare la nuova funzione di Instagram bisognerà aprire una foto o un video dal proprio profilo e toccare l’icona in alto a destra rappresentata dai 3 puntini ( quella che premete per modificare o eliminare una foto ), tra le varie opzioni disponibili comparirà la nuova voce Archivia che, selezionandola, sposterà il contenuto nella nuova sezione (Archivio) senza eliminarlo definitivamente.

Per raggiungere l’archivio privato, nel caso in cui si volesse ripristinare l’immagine nascosta, basterà entrare nel proprio profilo Instagram e toccare la nuova icona rappresentata da un orologio, situata in alto, in cui troverete tutti i contenuti archiviati in precedenza, e qui potrete decidere se eliminare definitivamente la foto o riportarla nel profilo per renderla di nuovo visibile agli amici. Tutto questo è possibile aprendo la foto in questione dall’archivio e toccando l’icona dei tre puntini in alto a destra, in cui verranno mostrate solo due voci: Mostra nel profilo o Elimina. Toccando l’opzione per ripristinare il contenuto archiviato, quest’ultimo sarà inserito di nuovo nel profilo al proprio posto, nell’ordine cronologico in cui era stato pubblicato in passato. Per rendervi le idee più chiare, potete seguire la guida grafica mostrata qui di seguito:

archiviare foto e video instagram

Come fare repost di foto e video InstagramSebbene Instagram non presenti una funzione apposita, è possibile effettuare repost delle foto dei nostri amici grazie a un’app dedicata

Conclusioni

Instagram non smette mai di stupirci, siamo sicuri che in futuro non mancheranno ulteriori novità. Archiviare foto e video Instagram è davvero semplice e questa nuova caratteristica potrebbe rivelarsi davvero utile per chi tiene ad avere al proprio profilo pubblico, pieno di contenuti che lo rappresentino al meglio, nascondendo magari qualcosa dal passato. Se avete dubbi in questione, non esitate a lasciarci un commento.

Come usare account multipli su InstagramPotete utilizzare più di un profilo su Instagram sfruttando la possibilità di gestire account multipli. Come? Direttamente dall’applicazione ufficiale!

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Sblocco portachiavi su Chrome

By Monfy-Mate Team

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Alcuni miei amici preferiscono il browser Chrome anziché Firefox.

C’è da ricordare che Chrome non rilascia più il supporto per nessun dispositivo a 32 bit, detto questo per installare Chrome basta andare nel sito ufficiale, cliccare e installarlo tramite gestore pacchetti.

Una volta installato vi verrà chiesto di sbloccare il portachiavi… E questo verrà chiesto ogni volta che aprirete Chrome.

La password richiesta sarà quella che avete usato per l’installazione, nel caso di Monfy-Mate la password standard (come descritto nel libro) sarà ubuntero.

Ma se inserire la password ogni qualvolta aprite il browser vi da noia, ecco come eliminare tale richiesta:

Cliccate su Applicazioni/Accessori e su password & chiavi

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Si aprirà il portachiavi d’accesso,

Cliccate con il tasto destro del mouse sulla cartella “login” e selezionate “cambia password”

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All’apertura della richiesta password dovrete inserire la password usata durante l’installazione, in caso di una monfy-mate pulita la password sarà ubuntero… E cliccate sul pulsante “avanti”

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Vi si aprirà la finestra richiedente la nuova password…

Lasciate tutto in bianco (NON SCRIVETE NULLA” e chiudete la finestra cliccando sul pulsante “conferma”

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Da questo momento in poi Chrome non vi chiederà più lo sblocco portachiavi…

Archiviato in:

Proteggere gli occhi al PC: i consigli da seguire

By Giacomo Falco

Con l’utilizzo prolungato di PC, Smartphone, Tablet o TV, a fine giornata gli occhi possono risultare stanchi e affaticati. Tale sindrome, conosciuta come sindrome da visione al computer (CVS), può portare a fastidi leggeri come rossore e secchezza oculare ma anche a disturbi più importanti come mal di testa e problemi di vista. In coloro che per lavoro passano molte ore davanti ad uno schermo LCD (anche più di otto giornaliere) tale sindrome può comportare anche stanchezza fisica, decremento della produttività e aumento degli errori commessi.

Non esiste tutt’oggi un rimedio definitivo, possiamo però seguire alcuni consigli al fine di ridurre gli effetti negativi di tale sindrome.

Illuminare l’ambiente di lavoro in modo appropriato

La stanchezza oculare spesso è causata dalla luce solare troppo forte proveniente dalle finestre o da lampade interne troppo luminose. Durante l’utilizzo del PC ad esempio la luce dell’ambiente dovrebbe essere pari alla metà di quella che solitamente si trova negli uffici.

Per ottenere la giusta luminosità ambientale quindi è possibile eliminare la luce esterna con l’utilizzo di tende o tapparelle e sostituendo le lampade interne fluorescenti con lampade meno luminose e con una tonalità di luce più calda.

Inoltre è preferibile posizionare lo schermo in modo tale che l’eventuale finestra nella stanza sia laterale ad esso e non frontale o posteriore.

Ridurre i riflessi

I riflessi sui muri o sulle superfici, cosi come quelli sullo schermo del PC possono affaticare gli occhi, essi possono essere ridotti diminuendo la luce esterna proveniente da una finestra oppure installando uno schermo anti-riflesso sul proprio monitor o anche tinteggiando le pareti della stanza di un colore scuro.

In alternativa, se si utilizzano gli occhiali, è possibile sottoporre le lenti ad un trattamento anti-riflesso (anti-riflective (AR) coating) che genera sulle lenti un rivestimento che riduce i riflessi minimizzando la quantità di luce che viene riflessa dalla parte frontale e posteriore delle lenti.

Come attivare la modalità lettura in Chrome per AndroidLa funzionalità, presente in bella vista in molti altri browser mobile, in Google Chrome è abbastanza nascosta ma non per questo inaccessibile

Utilizzare un monitor migliore

È consigliabile sostituire il nostro vecchio monitor CRT (a tubo catodico) con un monitor LCD. I vecchi monitor CRT soffrono dell’effetto flicker, che genera uno sfarfallio delle immagini riprodotte il quale causa l’affaticamento della vista, anche se non sempre è percepibile dall’occhio umano. Inoltre i moderni LCD sono tutti sottoposti ad un trattamento anti-riflesso superficiale che riduce l’affaticamento visivo dell’utente.

Il nuovo display LCD dovrà avere una risoluzione sufficientemente elevata, caratteristica legata solitamente al dot pinch del display, una specifica che misura la grandezza della terna di punti di colore (led RGB) che compone un pixel, più l’eventuale distanza tra due terne adiacenti. Una risoluzione maggiore comporta un dot pinch minore, ovvero un maggior numero di punti colore in una determinata area.

Oltre alla elevata risoluzione è consigliabile adottare un monitor con una diagonale abbastanza alta, preferibilmente superiore ai 19 pollici.

Miglior monitor per PC: guida all’acquistoAvete deciso di cambiare monitor o state assemblando un nuovo computer? Ecco a voi i migliori monitor per PC: dal gaming all’ufficio fino all’uso casalingo.

Ottimizzare le impostazioni del monitor

I moderni monitor LCD offrono la possibilità di regolare molte caratteristiche dello schermo. Solitamente si traggono dei benefici se si impostano al meglio i seguenti parametri:

  • Dimensione del testo e contrasto: Sistemare il contrasto è la dimensione del testo secondo le nostre esigenze è fondamentale per evitare di affaticarci presto, soprattutto quando si legge o si scrivono documenti lunghi. Solitamente la combinazione di testo nero su sfondo bianco è la più confortevole.
  • Luminosità: La luminosità dello schermo deve essere tale da essere comparabile con quella dell’ambiente circostante. Possiamo individuare la giusta luminosità fissando una pagina bianca, se avvertiamo la pagina come una sorgente luminosa allora la luminosità del pannello è troppo alta, se invece la pagina ci sembra scura e grigia allora è troppo bassa.
  • Temperatura di colore: Termine utilizzato per indicare lo spettro della luce visibile emessa da un monitor. Tra tutti i colori (spettri) emessi, la luce blu è quella che più affatica la vista. Facendo quindi virare la temperatura di colore del display verso l’arancione o il rosso si riduce la quantità di luce blu emessa e quindi si riduce l’affaticamento visivo. La modifica della temperatura di colore è la modifica più veloce che può essere fatta, quasi tutte le case produttrici di display o tutti i sistemi che fanno di un display LCD un loro componente fondamentale (TV, Smartphone, Tablet ecc.) hanno introdotto dei menù che permettono una rapida modifica della temperatura dello schermo al fine di ridurre la luce blu emessa. Se i menù già presenti non dovessero essere sufficienti è possibile ricorrere a delle soluzioni software sviluppate da terzi. Una delle soluzioni più complete, disponibile per Windows, Mac, Linux, Android e iOS è f.lux.
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Battere le palpebre più spesso

Quando passiamo del tempo davanti ad uno schermo LCD tendiamo a ridurre, fino ad 1/3 rispetto alle condizioni normali, il numero delle volte in cui battiamo le palpebre, ciò comporta una minore reintegrazione dello strato liquido esterno che ricopre e protegge il nostro occhio, generando secchezza oculare e fastidi visivi. Battere le palpebre più spesso quindi può aiutarci a ridurre l’effetto “occhio secco”. Si raccomanda di eseguire questo esercizio: ogni 20 minuti fare una pausa e chiudere per 10 volte le palpebre molto lentamente.

Di solito questo non basta quando le ore davanti al PC sono tante, in tali casi è consigliabile ricorrere alle lacrime artificiali, cioè gocce oculari da comprare sotto consiglio del medico o del farmacista di fiducia, che permettono di mantenere una buona idratazione dell’occhio. Solitamente queste gocce oculari pensate appositamente per combattere gli occhi rossi e secchi sono a base di acqua quindi non presentano alcuna controindicazione.

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Fare esercizi con gli occhi

Un’altro fattore scatenante la sindrome da visione al computer è la messa a fuoco continua di un oggetto vicino, proprio come lo schermo del PC. Durante l’uso prolungato del PC si raccomanda infatti di fare una pausa ogni 20 minuti e fissare per 20 secondi un oggetto lontano almeno 20 piedi (6 metri). Questo esercizio è chiamato regola 20-20-20 e permette di ridurre l’affaticamento rilassando per quei 20 secondi i muscoli degli occhi che regolano la messa a fuoco da vicino. Questo esercizio riduce anche la possibilità che il fuoco dei nostri occhi rimanga “bloccato” agli oggetti vicini (condizione nota come Spasmo Accomodativo).

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Fare pause frequenti

La sindrome da visione al computer solitamente genera anche problemi di natura fisica, come dolori alla schiena o al collo. Per ridurre questi inconvenienti è necessario prendere delle frequenti pause, una ogni mezz’ora, nelle quali occorre alzarsi e camminare in modo da rilassare tutti quei muscoli che sono rimasti contratti a lungo tempo. Sarebbe opportuno in queste pause fare degli esercizi specifici di stretching per il rilassamento delle zone più contratte. Riducendo la stanchezza fisica e visiva queste pause non riducono la produttività ma anzi la incrementano in quanto un corpo meno affaticato tende a commettere meno errori e a svolgere i compiti più velocemente.

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Modificare il posto di lavoro

Nel caso in cui sia necessario spostare lo sguardo frequentemente dal monitor a libri o fogli di carta è consigliabile posizionare tali documenti cartacei alla stessa distanza del monitor, magari utilizzando un leggio, in modo da non sottoporre l’occhio a continue e differenti messe a fuoco.

Inoltre è necessario illuminare in maniera corretta questi documenti cartacei, l’illuminazione deve essere tale da non dar fastidio agli occhi e non creare riflessi sul monitor. Quest’ultimo poi andrebbe posto ad una distanza di circa 50-60 cm dalla nostra testa e il suo centro dovrebbe trovarsi a circa 15°-20° gradi in basso rispetto ai nostri occhi per una posizione confortevole del collo e della schiena.

Utilizzare lenti adatte

Anche se non si hanno problemi di vista è consigliabile utilizzare occhiali personalizzati costruiti appositamente per ridurre i problemi legati agli schermi LCD, sopratutto per coloro che passano molte ore al PC.

In ogni caso è sconsigliabile utilizzare, quando si usa il PC per molto tempo, le lenti a contatto in quanto favoriscono la secchezza oculare e i problemi ad essa collegati. Ad esse sono preferibili i normali occhiali da vista.

Fare regolarmente visite oculistiche

Si raccomanda 1 visita ogni anno, soprattutto per chi utilizza il PC per lavoro e lamenta i problemi sopra indicati. L’oculista saprà sicuramente consigliarvi i modelli di comportamento da seguire al fine di ridurre il più possibile i problemi dovuti alla sindrome da visione al computer.

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Roaming gratis in Europa: limiti e condizioni

By Salvo Vosal

Tutti parlano delle novità sul Roaming, in effetti sono una grande rivoluzione, perché a partire dal 15 Giugno 2017 è entrato in vigore il provvedimento dell’unione Europea (soprannominato Roaming Zero) del settembre 2016 volto ad azzerare i costi per i clienti. E’ il momento di esultare? La risposta è si, ma è meglio fare qualche precisazione.

Cosa sono i costi di Roaming?

Quando si va all’estero il vostro operatore non può più fornirvi il servizio, quindi ha stretto degli accordi con gli operatori dei Paesi di destinazione per continuare a servirvi ( permettendovi di inviare chiamate e dati). Di fatto il nostro operatore affitta per noi la rete dell’operatore straniero e ciò comportava (prima dell’entrata in vigore del roaming zero) degli importanti costi per loro che venivano scaricati su noi che siamo i clienti finali.

I costi sostenuti dal nostro operatore sono chiamati costi di roaming all’ingrosso, ed erano davvero molto salati sopratutto per il traffico dati che arrivava a costare agli operatori fino a 50€ per GB. Ovviamente gli operatori si rifacevano sui clienti, adesso la normativa ha messo dei massimali ai costi all’ingrosso che andranno calando nei prossimi anni.

Quindi eccoci qui a poter dire addio al Roaming almeno nei paesi che fanno parte del mercato comune europeo.

Che significa dire addio al roaming?

Significa che gli operatori a partire dal 15 di Giugno 2017 sono costretti a offrire ai propri clienti sms, chiamate e traffico dati allo stesso prezzo della loro tariffa nazionale (roam like home). Ciò significa che se avete una tariffa con minuti, sms e traffico dati inclusi, l’operatore sarà obbligato a permettervi di utilizzarli senza sovrapprezzi (quindi gratis) anche all’estero (nei paesi del mercato unico europeo).

I paesi coinvolti sono 31 di cui 28 28 membri dell’unione europea:

  • Austria
  • Belgio
  • Bulgaria
  • Croazia
  • Cipro
  • Repubblica Ceca
  • Danimarca
  • Estonia
  • Finlandia
  • Francia
  • Germania
  • Grecia
  • Ungheria
  • Irlanda
  • Lettonia
  • Lituania
  • Lussemburgo
  • Malta
  • Paesi Bassi
  • Polonia
  • Portogallo
  • Romania
  • Slovenia
  • Slovacchia
  • Spagna
  • Svezia
  • Regno Unito

a cui bisogna aggiungere i tre paesi appartenenti solo al mercato unico:

  • Norvegia
  • Islanda
  • Liechtenstein

I vantaggi del Roaming Zero sono destinati però solo ai cittadini dei paesi coinvolti oppure a coloro che potranno dimostrare di avere legami stabili di residenza studio o lavoro con uno di questi paesi.

La normativa ha in ogni caso dei limiti che riportiamo di seguito, il più importante è quello del fair use che, per la sua complessità, merita un paragrafo a sé.

Cos’è il fair use?

Tradotto letteralmente significa uso corretto, ed è una serie di clausole volte a garantire gli operatori. La normativa non è stata realizzata guardando all’interesse dei cittadini residenti in paesi diversi dal proprio, questi compravano e compreranno una sim del paese di residenza, piuttosto è volta a garantire chi viaggia nei confini dello spazio economico europeo.

Per questo gli operatori avranno il diritto di imporre dei costi aggiuntivi a coloro che utilizzeranno la SIM per almeno 4 mesi fuori dal proprio Paese di residenza in un anno. Tali clienti perderanno il diritto al roam like home sulla numerazione per un anno. In ogni caso prima di conseguenze così drastiche i clienti dovranno essere avvisati ed avranno 15 giorni per far valere le proprie ragioni.

Questa parte della norma è stata studiata per combattere eventuali abusi commerciali, quindi per evitare che il roam like home unificasse tutti i mercati mobile europei in uno solo, in quanto come detto questo non era l’intento del legislatore. E per una volta questa scelta ci avvantaggia visto che l’italia è fra i paesi europei uno di quelli con le tariffe mobile più convenienti, un eventuale mercato unico avrebbe potuto portarci importanti rincari.

Quali sono i possibili sovrapprezzi?

I sovrapprezzi non saranno addebitati automaticamente, ma solo dopo che l’operatore avrà dimostrato tramite analisi del traffico la violazione delle clausole di fair use riportate sopra. In ogni caso anche i sovrapprezzi sono limitati dalla legge:

  • Per le chiamate saranno 3.2 cent per minuto (+ tasse)
  • Per gli SMS saranno 1 cent per SMS (+ tasse)
  • Per i dati saranno 7.7€ ( il costo massimo di un GB all’ingrosso, scenderà nei prossimi anni) per 1 GB (+tasse)

E’ vero che ci sono dei limiti per i dati?

L’indirizzo del legislatore è stato chiaro: l’intento è permettere ai clienti di usufruire di un quantitativo consono di dati da poter usare anche all’estero senza spese.

Però ci sono dei limiti, la normativa prevede che gli operatori non siano obbligati a fornirci per intero il traffico dati disponibile nel nostro piano. Sono vincolati dalla legge a fornirci un quantitativo di dati minimo proporzionato al costo del nostro abbonamento. Tale quantitativo è legato anche al costo massimo al GB stabilito dall’unione (ad oggi è 7.7€/GB, sarà 6€/GB il prossimo anno, 4.5€/GB nel 2019, 3.5€/GB nel 2020, 3€/GB nel 2021 e 2.5 GB/2022.), quindi nei prossimi anni il quantitativo minimo di dati garantito a parità di costo mensile salirà.

Per capire se vi toccano tutti i dati del vostro piano basta un rapido calcolo, dovete scoprire quanto pagate per GB, se tale cifra è più di 3.85€ al GB l’operatore è tenuto ad offrirvi tutti i vostri dati all’estero. Fare il conto è semplice: utilizziamo come esempio la tariffa Special 1000 di Vodafone che offre 1000 minuti, 1000 sms e 7 GB di dati a 7 €.

Per i minuti e gli Sms non ci sono problemi, non entrano nei limiti. Per i nostri calcoli ci servono solo il numero di GB offerti ed il costo mensile (o oramai purtroppo quadri-settimanale).

Tolta l’IVA che ricordiamo nel nostro paese è al 22%, potete fare rapidamente il calcolo con la calcolatrice o utilizzando un apposito servizio online come questo.

Il prezzo senza IVA della nostra tariffa è 5.74€. Dividendo per 7 il numero dei GB inclusi e otteniamo 0.82 che è molto basso rispetto la soglia quindi non potremo utilizzare tutti i nostri dati.

Ma Vodafone dovrà comunque per legge garantirci il quantitativo minimo così calcolabile: prendete il costo della tariffa senza tasse, nel nostro caso 5.74, e dovete fare un calcolo con il costo all’ingrosso per GB che ricordiamo è al momento di 7.7 €.

Per ottenere il numero minimo di GB bisogna quindi dividere il vostro costo senza tasse (nel nostro caso il famoso 5.74) per 7.7 e poi moltiplicare il risultato per 2.

Nel nostro caso Vodafone sarà tenuta a darci gratis almeno 1.49 GB, quindi praticamente un GB e mezzo. Il calcolatore nel loro sito da un valore leggermente maggiore è probabile che Vodafone abbia voluto offrire leggermente più del minimo.

In ogni caso non vi preoccupate, appena metterete piede in suolo straniero automaticamente l’operatore dovrà informarvi delle condizioni, e di quanta parte del vostro bundle potete usare senza costi aggiuntivi.

Se non avete nessun pacchetto vi conviene ricaricare a casa visto che potrete utilizzare le tariffe agevolate del vostro piano (quindi chiamare, navigare, e inviare sms) ai soliti costi solo finché dura il vostro traffico. Eventuali successive ricariche in loco, non vi permetteranno con quel traffico di utilizzare le tariffe domestiche. Inoltre il quantitativo massimo di dati che all’estero potrete utilizzare con le tariffe domestiche sarà calcolabile dividendo il vostro traffico per il costo all’ingrosso al GB ( al momento 7.7 €).

Ecco le indicazioni per operatore:

  • TIM– permette di utilizzare tutto il traffico dati incluso nella vostra offerta nazionale, quindi se avete un piano con un certo numero di GB inclusi potrete utilizzarli tutti a prescindere dal vostro costo di rinnovo. Per maggiori informazioni potete seguite questo link.
  • Tre– anche lei segue la stessa politica di TIM quindi nessuna preoccupazione per i clienti che possono usare tutto il proprio traffico anche all’estero.
  • Vodafone– purtroppo si comporta in modo diverso rispetto ai primi due quindi fornisce solo il quantitativo minimo di dati a cui è obbligata per legge, potete calcolarlo come spiegato sopra. Per maggiori informazioni potete consultare questa pagina.
  • Wind– si comporta in modo davvero simile a Vodafone, quindi dandovi solo il quantitativo minimo obbligatorio. Potete sempre calcolarlo come detto sopra, per maggiori dettagli potete consultare il loro sito.

Riguardo gli operatori virtuali la situazione si fa più complessa, sono realtà più piccole che possono usufruire di deroghe. Come ha fatto Fastweb mobile che offrirà per tutti i piani con dati solo 1 GB gratis all’estero. Per questi operatori consigliamo fortemente di consultare le loro pagine dedicate.

Alcune domande frequenti

Devo cambiare tariffa?

La risposta è no, ogni operatore è automaticamente obbligato a attivarvi il roam like home a meno che voi non gli chiediate esplicitamente il contrario.

Andando in Inghilterra si paga il roaming?

In breve no, la Brexit sarà cosa fatta fra forse due anni, sempre che non si raggiunga un accordo per trattenere la Gran Bretagna almeno nel mercato unico (soft Brexit), in ogni caso per ora è un paese membro a tutti gli effetti quindi pienamente coperto dal roam like home.

Andando in Svizzera si paga il roaming?

Purtroppo sì, la Svizzera non fa parte del mercato unico europeo, quindi non è interessata da questo provvedimento così come non era interessata dalla vecchia eurotariffa. Per sapere i costi vi conviene consultare le pagine dei vostri operatori.

In aereo si paga il roaming?

Ad oggi sugli aeromobili i dispositivi con connessione sono utilizzabili da regolamento solo in modalità aereo e solo se questa è stata impostata a terra prima del decollo. Se siete fra quelli a cui piace violare le regole, vi accorgerete che è davvero difficile avere campo ad alta quota e quindi è impossibile effettuare traffico di rete. Alcuni aeromobili permettono di connettersi tramite Wifi, ma quello non è considerabile come traffico di pertinenza di un operatore.

In crociera si paga il roaming?

La cosa non è perfettamente chiara, ad oggi pare che il roaming marittimo sia a pagamento. Quindi se utilizzate la rete del vostro operatore in un porto in uno dei paesi dell’unione non avrete problemi e potrete usufruire del roam like home, mentre in roaming marittimo le tariffe resteranno le solite, potete consultare a proposito questa pagina.

Le chiamate e gli SMS dall’estero verso altri Paesi UE sono gratis?

La risposta è semplicemente no. Se siete in Spagna e volete mandare una chiamata o un messaggio ad un contatto in Spagna o in Francia non potrete utilizzare i minuti ed sms del vostro piano ma dovrete pagare. Invece se chiamerete un numero in Italia o massaggerete con lui non affronterete nessun costo e potrete utilizzare i minuti ed sms inclusi nel vostro piano.

Conclusioni

Il roam like home è davvero una buona notizia, potrete portare il vostro piano in tutti i 31 paesi del mercato unico, senza dover temere costi aggiuntivi e balzelli. Un grande risultato visto che fino a poco tempo fa bastava fare un poco di traffico all’estero per bruciare decine di euro.

Il nostro post sul roaming zero è arrivato a conclusione speriamo che via abbia chiarito le idee, se avete altre domande non esitate a lasciarci un commento.

L’articolo Roaming gratis in Europa: limiti e condizioni appare per la prima volta su ChimeraRevo – Il miglior volto della tecnologia.

Alcuni notebook con Ubuntu.

By noreply@blogger.com (Ubuntu Software Libero)

Notebook con Ubuntu

Alcuni notebook con Ubuntu.

A cinque anni dall’esordio del Project Sputnik Dell continua ad essere uno dei produttori maggiormente impegnati nell’offrire agli utenti dispositivi con preinstallato il sistema operativo Ubuntu Linux. In questi giorni ha rinnovato l’offerta, che adesso comprende 7 soluzioni, fra cui gli ultrabook XPS 13 e le workstation grafiche Precision 5520, Precision 3520, Precision 7520, Precision 7720, Precision 7510 e Precision 7710.

Per quanto riguarda l’XPS 13, sul sito ufficiale trovate la versione con già preinstallato Ubuntu Linux 16.04 SP1 che ha una configurazione con processore Core i7-7500U della famiglia Kaby Lake, 16 GB di memoria RAM, SSD PCIe da 512 GB e schermo touch InfinityEdge QHD+ (3.200 x 1.800 pixel) da 13,3 pollici. Il prezzo è di 1629 euro. Il modello base con lo stesso sistema operativo ha invece una CPU Core i7-7500U, 8 GB di memoria RAM, SSD da 256 GB e schermo Full HD e costa 1259 euro. Tutti i modelli sono a questa pagina.

Per quanto riguarda le workstation invece il modello più interessante è la Precision 5520, equipaggiata con processori Intel Core o Xeon, fino a 32 GB di memoria RAM, grafica Nvidia Quadro e schermi da 15,6 pollici con risoluzioni fino al 4K. Nel momento in cui scriviamo i prezzi con Linux preinstallato partono da 1582 euro e si possono personalizzare CPU, RAM e SSD, oltre ad altri aspetti.

Seguono poi la Precision 3520 con schermo da 15,6 pollici Full HD, fino a 32 GB di RAM e processori fino allo Xeon, la Precision 7520 che invece ha un massimo di 64 GB di memoria RAM, schermi fino al 4K e opzioni grafiche con GPU Nvidia Quadro o Radeon Pro. C’è poi la Precision 7720 che è simile alla 7520 ma ha in dotazione uno schermo da 17,3 pollici e sottosistema di archiviazione fino a 4 TB anziché fino ai 3 TB del modello più piccolo.

Chiudiamo poi con la Precision 7510 che ha uno schermo da 15,6 pollici, processori Core della famiglia Skylake e schermi fino al 3K, e la sua versione da 17,3 pollici, la Precision 7710.

Tutti i modelli con CPU Kaby Lake hanno installato Ubuntu 16.04 LTS, mentre quelli con processori Skylake sono dotati di Ubuntu 14.04 LTS.

Per saperne di più su Linux=https://www.facebook.com/groups/416785168484322/

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Rilasciato WPS Office for Linux 2016

By Matteo Gatti

wps office

Una nuova versione di WPS Office per Linux è disponibile per il download.

Dopo una lunga querelle tra Kingsoft e la stampa del settore finalmente qualcosa di tangibile di cui parlare: gli sviluppatori hanno rilasciato una nuova versione di WPS Office per Linux.

Ma facciamo due passi indietro e riepiloghiamo la situazione.

A differenza di Windows e degli altri OS, per i quali sono stati rilasciati aggiornamenti costantemente su Linux è passato oltre un anno dall’ultima build di WPS Office. Lo sviluppo sembrava essere fermo come confermato anche da un tweet scritto sul canale ufficiale di WPS. Pochi giorni dopo il tweet è arrivata la rettifica: con un post sulla pagina WeChat il team ha negato tutto accusando la stampa di riportare notizie false, nonostante il tweet provenisse dal loro account Twitter ufficiale. Trovate i dettagli di questa storia qui e qui.

Rilasciato WPS Office for Linux 2016

WPS Office (un acronimo di Writer, Presentation e Spreadsheets) è una suite di software Office per Microsoft Windows, Linux, iOS e anche Android. La versione di base è gratuita ma il software non è open source. Punto di forza della suite la facilità d’uso e le similitudini con Microsoft Office del quale è stato definito un ‘clone’.

WPS Office 2016 è il primo major update importante e arriva, come detto, un anno dopo il precedente aggiornamento. Introduce diverse nuove funzioni tra cui il file sharing da remoto e la funzionalità di ricerca in base al testo in Writer, Presentation e Spreadsheets. Il software è ora più scattante e reattivo, è stata poi migliorata l’esportazione in formato PDF e la gestione delle preview in Presentation.

Per maggiori informazioni vi rimando all’annuncio ufficiale pubblicato dal team di sviluppo. Potete scaricare WPS Office 2016 cliccando qui.

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